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A chi figlia e a chi figliastra.

Post n°17 pubblicato il 29 Aprile 2013 da keepty67
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 Ci vuole fortuna anche a morire Carabiniere !!! 

Tu che prestavi servizio a Palazzo Chigi, proteggendo la  vita di quelli che te la stanno rovinando, tu che ti sei fatto sparare per questo, tu che rischi di morire, tu che se non muori rimani paralizzato,tu che fai turni massacranti a qualsiasi ora del giorno e della notte per difendere la prestigiosa classe politica, tu che per tutto questo ti porti a casa solo 1300 euro...... TU SI che sei un EROE !!!!!!! 

Di te sappiamo tutto: come ti chiami ( Giuseppe Grangrande ) , quanti anni hai ( 50 ), il tuo grado ( Brigadiere ) in quale battaglione sei dislocato ( Sesto Battaglione Toscana ) , e sappiamo tutto anche del tuo compagno di disavventura ,ferito gravemente alla gamba, Francesco Negri , 30 anni, carabiniere scelto. Pagine intere di cronaca, interi trafiletti, video e radiocronache, parlano di voi, parole di encomio direttamente dal nostro nuovo premier Enrico Letta : " il brigadiere è un esempio per l'Italia ", e lo stesso premier che va in ospedale per una visita ufficiale al tuo compagno......................

Voi che avete rischiato la vita per chi non ha rispetto per la vostra, voi siete EROI ,sarete sempre ricordati come difensori di una Patria che non esiste più..........dell'altro vostro collega invece, di quello che si è fatto UCCIDERE per difendere la gente comune, quello di Maddaloni , come si chiama? Come chi, quello che ha partecipato all'inseguimento dei rapinatori che sparavano all'impazzata sulla folla dopo un colpo alla gioielleria, hai presente?

Ecco, di quello non si parla, quello non merita nessuna parola di encomio,quello non è mica un esempio per l'Italia, nessuna visita ufficiale , un breve trafiletto come fatto di cronaca per una rapina nel casertano e via, nessuno conosce il suo nome, l'età , il battaglione e il grado, stupido lui che si è fatto ammazzare per il popolo, poteva pensarci prima, una cosa è se proteggi chi si appropria dei tuoi soldi, della tua vita e della tua dignità, un'altra è se difendi il semplice cittadino. Tu che ti portavi a casa anche meno di 1300 euro al mese, e che sei morto perchè credevi nel tuo lavoro come difensore del cittadino onesto , Tu non sei NESSUNO.

A rischio di diventare impopolare ,  mi sono informata su chi sia quello : Tiziano Della Ratta, 35 anni, appuntato dei carabinieri, dislocato al nucleo operativo di Maddaloni, lascia una moglie e un figlio di 8 mesi.........

 " Quello "  ....meriti tutto il mio rispetto !!!!

                                                     Rorò


 
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Fatti e misfatti del rione Luzzatti!!!!

Post n°16 pubblicato il 06 Aprile 2013 da keepty67

 Settembre 2012: mamme in rivolta per la carenza di igiene nella scuola.                    Ottobre 2012: mamme in rivolta per la mancanza del materiale scolastico .                Novembre 2012 : mamme in rivolta per la deficienza igienico sanitaria della mensa scolastica.

Gennaio 2013 : risultanti ottenuti ZERO !

Come ogni anno , le elezioni per i rappresentanti di Istituto e di Classe, sono terminate, e come ogni anno l'affluenza dei genitori è stata appena sufficiente a renderle valide. Se c'è da protestare , tutti presenti, se c'è da agire tutti latitanti. La maggior parte dei genitori eletti, si comporterà da semplice figurante, il suo nome c'è, risulta, è un dato di fatto.......... ma poi??                                           Tra di loro, però c'è la classica mosca bianca, che chiameremo Vichy,l'eccezione che conferma la regola, l'eccezione di una donna che ci crede, che si adopera, che combatte in maniera costruttiva, fatti e non parole. Il suo impegno non è facile, non lo è per niente, spesso è sola, altre volte invece riesce con il suo spirito propositivo, a coinvolgere le altre mamme, le guida, le incoraggia e insieme sfondano muri di indifferenza , creando eventi per il bene della società e della scuola stessa.

Pasqua 2013: mercatino di beneficenza all'interno della scuola elementare, i fondi serviranno a comprare materiale didattico e igienico sanitario per gli alunni.

15 giorni prima : Vichy è appena uscita dal cancello della scuola dove aveva accompagnato sua figlia, mentre apre la portiera della macchina, una voce stridula e fastidiosa alle sue spalle ( ora per rendere più chiara la situazione, immaginate una voce acida e volgare, che si esprime non in napoletano, ma nella maniera più sguaiata del dialetto stesso) : " Vichyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy....famm capì, è organizzat tu stu mercatin e Pasc?? e pecchè a me nun me le ritt?? " io song na rappresentant e l'aveva sapè, tu o faie pe te fa BELLELL ca presid ....!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! "                                    Traduzione: " Vichyyyyyyyyyyyy...fammi capire, hai organizzato tu il mercatino di Pasqua? perchè non mi hai informato? io sono una rappresentante di classe e dovevo venirne a conoscenza prima, potevo anche non essere d'accordo, tu lo fai solo per renderti bella agli occhi della Preside .... !!!!! "                                                       Giusto per chiarire, la suddetta rappresentante, fa parte della categoria dei figuranti., c'è ma non si vede.

Vichy, interdetta e basita per tale ingiustificata aggressione, le fa notare che le risulta difficile da credere che lei non sia a conoscenza dell'evento, al centro dell'ingresso è esposto l'uovo gigante messo in palio con l'acquisto di biglietti ad estrazione che si farà proprio il giorno del mercatino, biglietti che ha acquistato anche lei. La figurante di cui sopra, sempre con voce e atteggiamento tipico di una vasciaiola ( traduzione: abitante dei bassi nei quartieri più poveri di Napoli) continua a farneticare frasi offensive e senza senso, accusando Vichy di avere scopi reconditi e personali.

Mercatino di Pasqua 2013 : grande partecipazione di genitori, alunni, maestri e nonni, i soldi ricavati saranno più che sufficienti a tamponare molte carenze, per l'anno ancora in corso e per quello nuovo. La preside si congratula con tutte le mamme e le maestre che hanno reso un successo questo evento, pubblicamente si scusa con Vichy per l'aggressione subita qualche giorno prima, una valida collaboratrice come lei, andrebbe premiata e non insultata.

Cinque giorni dopo Pasqua : Vichy incrocia la figurante, da signora quale è, cerca di cambiare strada, ma non c'è scampo:  " Vichyyyyyyyyyyyyyyy....si na vaiass, e capit , si na vaiassssssssssssssssssssssss !!!!!!!  ( traduzione: Vaiassa, è un'aggettivo offensivo per definire una donna volgare e aggressiva, tipica da sceneggiata napoletana, che passa il suo tempo a litigare con gli altri, anche fisicamente, senza alcun motivo valido .)

Fatti e misfatti del quartiere in cui abito.                                               

 

                                                                   Rorò                                            

 
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I prof. del Palizzi

Post n°15 pubblicato il 02 Settembre 2012 da keepty67
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Questa è una di quelle sere.

Rorò ha completato tutte le missioni giornaliere, i bambini dormono e lei finalmente può dedicarsi alla sua amata pittura. La musica accompagna Rorò nel suo viaggio nella fantasia, pennelli e colori il suo unico bagaglio, la sedia sgangherata, il cavalletto e la tela sono il mezzo per arrivare in quei luoghi della mente che  solo Rorò sa come raggiungere.

Tra una pennellata e una sfumatura, una inspiegabile associazione di idee, portano i pensieri di Rorò a focalizzarsi sugli anni del liceo, Proprio qualche tempo prima, aveva ricordato i suoi ex-compagni di classe, ma stavolta i suoi ricordi sono legati ai professori.

Quasi a scannerizzare la lista, il primo che le viene in mente è il Prof. Nino Adamo, croce e delizia della sua esperienza scolastica. Il primo anno fu tremendo, il prof. di progettazione era un tipo sui generis, soffriva di antipatia e simpatia a seconda di come gli giravano. Con Rorò il primo stadio fu di assoluta antipatia, a tal punto che le mortificazioni pubbliche erano all'ordine del giorno. Stanca di sentirsi dire che avrebbe dovuto cambiare scuola perchè inadatta , un giorno Rorò , era al secondo quadrimestre del secondo anno, decise di sfidare la sorte, imbrogliando ,molto disonestamente, la capacità di giudizio del prof. Adamo.  Pochi giorni prima il prof. aveva schizzato la planimetria di una villa su uno dei fogli di Rorò, come esempio di come andava fatto il rilievo, usando però una matita dalla punta molto sottile e leggera. Arrivata in classe , e non volendo più subire i suoi paternali, Rorò passò sul disegno del prof. una matita molto doppia e morbida, avendo cura di ricalcare tutte le linee ,in modo da nascondere il tratto precedente. Fece in modo che il Prof. vedesse che stava lavorando e quando questi si avvicinò, convinto di trovare l'ennesima mostruosità, così definiva i suoi lavori, la sua espressione si " illuminò di immenso " ! Da quel momento e per tutto il resto degli anni, Rorò era diventata la sua pupilla, lei si che sapeva disegnare!!!! Rorò ha convissuto con un leggero senso di colpa per i primi 5 minuti, dopo decise che era una fortuna che non andava sprecata. Il prof. Nino Adamo , mito del Palizzi , aveva fatto soffrire tanti altri alunni, per una volta l'onore della scolaresca era stato vendicato!!

Rorò compie un'altra evoluzione pittorica e sorride compiaciuta.

La seconda della lista è la prof. Nusco, italiano e letteratura. Il termine rincoglionita, non era un'offesa, ma la pura realtà. Brava nel suo lavoro, colta e pertinente, unico difetto dimenticava di tutto. Anche in quel caso una leggera propensione per chi le stava simpatico c'era, ma la sua era molto minore, un minimo di obbiettività ancora le riusciva. Spesso, molto spesso..troppo spesso, veniva in classe senza il suo registro, che puntualmente aveva dimenticato da qualche parte , e chiaramente non ricordava dove, decideva a casaccio chi interrogare e magari ti capitava di prendere un bel 7. Lei appuntava la valutazione in uno di quei milioni di foglietti sparsi nella sua borsa, e la volta successiva, col registro, quando l'alunno le chiedeva se aveva registrato il voto lei ti rispondeva: " non dire fesserie,  non ti ho ancora interrogato, anzi ora che vedo è proprio il tuo turno, vieni". Chiaramente la valutazione non era la stessa.

Rorò stavolta scoppia in una risata fragorosa, la sua amica Rossana, era stata spesso vittima di queste allucinazioni.

La prof. Irollo, insegnante di matematica , era tutt'altra cosa. Rorò non amava la materia, ancora oggi prova una sorta di repulsione verso di essa, ma non aveva mai conosciuto un'insegnante migliore di lei.  Dolce e paziente, pur di aiutarti era disposta a spiegarti le stesse cose anche trenta volte, ma non le piaceva essere presa in giro, se ti chiedeva se avevi capito e tu per non doverti risentire la spiegazioni, dicevi di si e non era vero, facevi il più grande sbaglio della tua vita.

Rorò mentre intreccia i colori con la fantasia, sospira ancora di sollievo, ricordando che al suo esame di maturità si portavano solo due materie, e quando ad aprile del 1987, tra le materie non c'era la matematica, la prof. Irollo la fermò nei corridoi e le disse. " da questo momento in poi, sei libera di non venire più alle mie lezioni, vai in bagno, vai in cortile, vai dove vuoi, ma lasciami lavorare in pace con chi è interessato alla materia ! "

La prof. Maria Forte !!!!!!  Se Adamo è stato un mito, La Forte era LEGGENDA !!!  La prof. insegnava storia dell'arte, materia che Rorò amava e che ancora oggi adora, ma forse se non avesse avuto lei come insegnante, sarebbe stata una materia come le altre. La Forte era stata una figlia dei fiori,( una volta confessò con tutta semplicità, che fumare la marijuana, non le era dispiaciuto affatto, anche se era passato quel tempo ) una rivoluzionaria, un'anticonformista , la sua fede politica era la sinistra , quella vera, quella con degli ideali, stava sempre dalla parte degli studenti e a loro lasciava il compito di valutare le interrrogazioni dei compagni di classe. Amava la sua materia e l'insegnamento, ma lo faceva in un modo speciale, coinvolgendo anche il più restio degli alunni. Rorò legò subito con l'insegnante, il suo attaccamento era addirittura morboso, e per questo alcuni compagni di classe le diedero il soprannome di ATTAK, la prof. forse se ne rese conto, ma non fece mai niente per allontanarla.

Rorò si ferma, ha le lacrime agli occhi, quanti ricordi.

Gli insegnanti di laboratorio erano 4, ma quello che Rorò non  può dimenticare era il prof. Notte.  A scuola gli fu dato il soprannome di Eolo, in effetti il suo alito era una tempesta che ti tramortiva. Rorò ricorda le sue lunghe unghia gialle, la nicotina delle sigarette senza filtro, avevano ormai corroso ogni residuo di cheratina, il lavoro continuo di ebanista , tra collanti, seghe e vernici varie, aveva fatto il resto. Il prof. era fissato con gli incastri a coda di rondine, col turapori e col seghetto a mano, gli alunni del laboratorio avevano realizzato migliaia di pezzi, tutti perfettamente incastrati a nido di rondine , per 5 anni non facevano altro che quelli ! Le ore di laboratorio erano quelle che piacevano di più, in quei locali, il gossip era l'argomento di conversazione preferito delle ragazze, i gavettoni era l'attività preferita dei ragazzi, lì sono nati amori e amicizie, e lì sono finite,  lì sono nate faide tra vari gruppi  e lì sono state combattute, e sempre lì, le risate regnavano sovrane incontrastate.

Rorò guarda una delle tegole di legno che ha intagliato e inciso, e mentalmente ringrazia il prof. Notte per averle insegnato ad usare gli attrezzi che sono serviti a realizzarla.

La lista è ancora lunga e ben fornita di elementi e soggetti particolari, Rorò è convinta che nessun prof. veramente sano di mente, potrebbe insegnare al Filippo Palizzi, se quella scuola è decisamente speciale, è proprio grazie ai suoi professori.

Rorò, guarda il quadro, è notte fonda e gli occhi cominciano a chiudersi per il sonno, domani se tutto andrà bene, potrà continuare a dipingere e a ricordare.

                                                                                            Rorò


 
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Nonna Concettina

Post n°14 pubblicato il 02 Settembre 2012 da keepty67
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Questa è la storia di una dolce vecchina di 90 anni , che alla sua veneranda e onoratà età, avrebbe tante cose da insegnarci.

In un pomeriggio qualsiasi, nella casa di nonna Concettina, l'impianto elettrico vecchio e obsoleto, decide che ora di farsi un bel lifting e all'improvviso tutto si spegne rimanendo l'appartamento al buio.

Nonna Concettina, che non si perde mai d'animo, accende uno dei lumini che che tanto conserva gelosamente, perchè Dio non voglia la lampadina accesa davanti alle foto dei cari estinti si dovesse fulminare, e a piccoli passi arriva al telefono: " Pronto Michele, figlio mio , corri qua, è saltato il contatore e io non posso accendere le luci dei morti."

Inutile dire che Michele pensava :" ma tu guarda, mammà sta senza luce e pensa alle lampadine dei morti".

Arrivato che fu a casa della madre, subito si rende conto che prima di tutto, va chiamato l' Enel, il contatore è uno di quelli vecchi e in disuso e va sostituito. Nel giro di poche ore, il pronto intervento sostituisce il contatore, ma l'impianto elettrico ancora non accenna a funzionare, i tecnici sostituiscono anche il filo che dall'esterno arriva al contatore, ma nulla è cambiato. " sig. Michele, qua dovete cambiare tutti i fili della casa, anche quelli saranno consumati e fuori norma, dovete chiamare un 'elettricista però, perchè noi non siamo autorizzati".  Michele, fortunatamente ha un figlio, Vincenzo , che fa l'elettricista: "Non ti preoccupare mammà, mo chiamiamo a Enzuccio e vedrai che lui ti rimette le cose a posto " - " Michè digli di fare presto però, ho i morti senza luce ". 

Ormai è sera inoltrata e senza la luce del giorno , certe cose non si possono fare, nonna Concettina si rassegna e aspetta pazientemente il giorno seguente.

Finalmente arriva Enzuccio,accompagnato da Emilia , la sua compagna, venuta a dare una mano, poi Michele e un altro figlio di Concettina ,con la moglie, tutti in gran tiro per risolvere il problema della nonna. 

Il cambio dei fili e delle prese, è un lavoro che richiede dei piccoli sacrifici, bisogna spostare dei mobili, rompere un muro e creare un pò di polvere. La casa è messa a soqquadro , e tutti gli altarini con i morti e i Santini devono essere spostati e ripuliti,  nonna Concettina è al delirio vero e proprio. Finalmente in casa tutto si riaccende, Enzuccio ha fatto proprio un bel lavoro, ora tocca agli altri: " Mammà questo lo mettiamo qua va bene?? "  - " No, più a destra, più avanti, mantieni fermo il centrino di pizzo "  " Dove sta Padre Pio?? no no, deve stare con questi morti qua, la ci deve stare la Madonna di Pompei, e il nonno dove lo avete messo?? Aspetta la Madonna di Lourdes deve stare vicino a Madre Teresa di Calcutta, così fanno compagnia allo zio "

Enzuccio, Emilia , Michele e gli altri, continuano a driblare tra piatti, bicchieri e Santini vari, tutto viene risistemato come prima del sisma elettrico, nonna Concettina si guarda intorno e finalmente sorride soddisfatta: i suoi cari estinti sono di nuovo illuminati!!!


                                               Rorò

 
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Il mitico Filippo Palizzi

Post n°13 pubblicato il 01 Settembre 2012 da keepty67
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Rorò sta navigando su internet e tra un sito e l'altro, il passaggio quotidiano su FB è diventato un rito immancabile.

Rorò controlla le notifiche, sbircia fra i commenti e si sofferma sui vari gruppi a cui è iscritta, alcuni per scelta, altri per coinvolgimento dei suoi contatti. 

Uno fra tutti a cui è particolarmente legata, è quello che porta il nome del liceo che ha frequentato da ragazza ( oggi diventato liceo, ai suoi tempi era un'istituto ) aperto da ex alunni e professori , dove vengono pubblicate notizie attuali di pubblica utilità, ma più di tutto foto ricordo e video degli anni passati.

Rorò , ha sempre considerato quei 5 anni, come i più belli e spensierati della sua vita, non tutti però, i primi sono stati i più difficili, da adolescente complessata quale era, poi la svolta al terzo anno, dieta, ( 30kg in meno ) chiusura di un rapporto sentimentale opprimente, e completo sconvolgimento estetico. Ora si che la vita è bella. Rorò ricorda come fossero cambiati i suoi rapporti con gli altri da quando era dimagrita, il ragazzino carino che le sorrideva, la super-vip che le rivolgeva la parola , e i suoi compagni di classe che non la consideravano più una nullità. Gli adolescenti sanno essere così crudeli a volte, è nella loro natura, poi crescono e si pentono, ma quelli che hanno subito le umiliazioni difficilmente dimenticano, ma per fortuna Rorò aveva aggirato l'ostacolo diventando una di loro, a volte anche un pò stronzetta, ora se lo poteva permettere.

Rorò sorride mentre con la mente ricorda piccoli particolari rimossi con la crescita, non tutti di cui andare fiera, altri censurabili, altri molto belli. A quest'ultima categoria appartengono quelli legati alle sue compagne di classe, alcune di loro diventate vere amiche, le stesse che ancora oggi, a distanza di 30 anni, Rorò frequenta e con le quali condivide emozioni ed esperienze.

Prima fra tutte c'è Rossana,con la quale Rorò ha legato da subito,  una tipetta magrolina , molto magrolina, quattrocchi, simpatica, unica figlia femmina dopo quattro maschi molto più grandi, cresciuta ascoltando Beatles e Rolling Stones, poco coraggiosa quando si trattavo di infrangere le regole , ma che se insistevi, qualche eccezione alla regola pure la commetteva. Il suo pregio più grande era quello di saper ascoltare, ancora oggi è bravissima in questo, e Rorò con le sue perenni elucubrazioni mentali, aveva trovato un tesoro inestimabile.

Poi c'era Stefania, una ragazzina tutto pepe, bionda, molto carina, una che si faceva notare, non tanto per la sua avvenenza fisica, ma per la sua "svampitezza ", peggiorata negli ultimi 30 anni, dolce e affabile, sognatrice e in perenne ricerca di emozioni forti, vere, passionali, di quelle che ti fanno capire che sei viva. Rorò ha condiviso con lei tutto, nel vero senso della parola, dalle emozioni ai ragazzi, dalle figuracce alle vittorie, dai dolori alle gioie, dal cibo ai vestiti, se il giorno è fatto di 24 ore, lei e Stefania ne trascorrevano insieme almeno 20, da vicino o per telefono, il contatto era continuo. Oggi dopo 30 anni, nulla è cambiato,  si vedono e sentono meno spesso, ma l'intensità è rimasta invariata.

Il mondo di Rorò era perfetto, la sua scuola, i suoi interessi e le sue amiche.

Poi al quarto anno, un temporale investe la serenità di Rorò: in classe arrivano dei nuovi acquisti , alcuni senza infamia e senza lode, e di cui Rorò ricorda a stento il nome e il viso, altri che si permisero di intaccare le sue certezze e le sue amicizie.

Le sue nuove nemiche , si chiamavano, Maria, Rosalba e Amelia.

Amelia è stata sempre quella che pur legando molto con Stefania , non ha mai provato a detronizzare Rorò, era una presenza attiva nella vita della sua cara amica, ma persa nel suo mondo di disegni e progetti, lavoro e interessi vari, costituiva un ostacolo relativo, restò solo un anno con noi, poi come una meteora, come era comparsa, così era sparita. Oggi Rorò e Amelia hanno un bellissimo rapporto, si sono ritrovate grazie a FB , e hanno scoperto che si può essere entrambe amiche di Stefania senza nulla togliere a nessuno delle due, in realtà è Rorò che ha scoperto tutto questo, per Amelia non c'era mai stato nessun ostacolo. Crescendo si impara!

Tutt'altro discorso per le altre due nemiche: di Maria oggi si sono perse le tracce, Rorò però ricorda quanto ha sofferto a causa sua, la sua leggera vena di follia, aveva attratto Stefania come una mosca nella tela di un ragno, con lei ha vissuto esperienze e disavventure, segreti e pazzie, con lei rideva di gusto scambiandosi sguardi complici e maliziosi, insomma un legame forte e coinvolgente, da cui Rorò era esclusa.

Un giorno Rorò chiese a Stefania, cosa fosse cambiato fra di loro e la risposta non le era piaciuta: " Per ora ho bisogno di questo , non te la prendere, ma con te mi sento le ali tarpate ". Forse le parole che usò erano leggermente diverse, ma il senso era senz'alcun dubbio quello.

Rosalba: descrivere Ros, non è facile nemmeno oggi, anche in questo caso FB è riuscito in una missione impossibile, Rorò e Rosalba si sono ritrovate sul social-network e miracolo dei miracoli, si sono trovate simpatiche e si vogliono bene...CARRAMBATA !!!!!

Della Rosalba di quegli anni , Rorò ricorda la sua ironia, il suo prendere in giro il mondo con diplomazia e eleganza, la sua mente arguta, i suoi discorsi filosofici, senza mai cadere nel retorico, la politica di sinistra era il faro che illuminava la sua esistenza, anticonformista senza esasperazioni, le sue idee e i suoi ideali erano fermi e decisi, nulla avrebbe potuto influenzare le sue scelte, Rosalba era così, chi decideva di amarla doveva accettarla così, prendere o lasciare. 

Rorò a quei tempi pensava: ma questa chi l'ha mandata?

Tra Stefania e Rosalba, fu amore a prima vista, un processo chimico tipo alchimia, aveva fuso insieme due menti argute, due donne molto intelligenti, troppo intelligenti, che dovevano per forza stare bene insieme, si perchè Stefania era svampita, ma molto intelligente, e questo Rorò lo sapeva, e questo fu, per un lungo periodo, il suo cruccio più grande : " forse Stefania non mi considera abbastanza intelligente, con me si è divertita, ma io non mi occupo di politica, di cause sociali, io non sono come lei ".

Crescendo si impara.

Passati che furono anche il quarto e quinto anno, Stefania e Rorò ripresero a frequentarsi come nulla fosse mai successo, ma Amelia e Rosalba , non fecero più parte della sua vita, fino a oggi.

Rorò , Stefania , Amelia e Rosalba, oggi si sentono tutti i giorni, un'amicizia sincera lega tutte e quattro, Rorò quando pensa agli anni del liceo, ricorda le stupende avventure che ha vissuto, non si sente più poco intelligente, Rorò è felice di averle ritrovate. Crescendo si impara.

                                             Rorò

 
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