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Una fata fra le nuvole

Post n°20 pubblicato il 05 Luglio 2013 da keepty67
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Drinnn drinnnn :" Rorò.............. "

E' mezzanotte, un nuovo giorno sta per cominciare, il tempismo di quella telefonata è una doccia fredda, monosillabe pronunciate a fil di voce..

" Rorò........ "

Rorò non aveva bisogno di sentire altro, aveva capito, voleva interrompere la telefonata per non ascoltare, Rorò voleva sprofondare la testa nel pavimento, ma inclemente e crudele la voce continuava a parlare. 

Una riunione straordinaria di pensieri, ricordi, immagini e sensazioni , si affollarono nella mente di Rorò, ognuno più vivo e più forte degli altri, la lucidità e la calma si erano rintanate in un piccolissimo angolo del cervello, troppo intimorite da quel tumulto per venir fuori, il caos era ovunque, padrone di ogni neurone, dominatore assoluto della capacità di intendere.

" Rorò allora ci sentiamo domani e ti faccio sapere l'ora ".

L'ora ? L'ora per cosa ? Ahh si , l'ora per quello......

Rorò non riusciva neanche a pronunciare il termine funerale.

Si erano conosciute tantissimi anni prima, e non si erano trovate simpatiche proprio per niente, in realtà era Rorò a non trovarla simpatica, la detestava, si sentiva minacciata dalla sua arguta intelligenza, si sentiva messa da parte , non considerata, non adatta. Poi si erano ritrovate, dopo 25 anni e con gran sorpresa di Rorò, si erano piaciute subito, la stima e il rispetto l'una nei confronti dell'altra aveva fatto capire a Rorò , che i suoi timori erano ingiustificati, lei aveva avuto sempre una grande opinione di Rorò, non aveva potuto esternarlo, non le aveva dato modo di farlo, i muri di ostinata antipatia che aveva eretto erano alti e troppo spessi. In seguito il rispetto era diventato un grande e sincero affetto. Si erano riviste tre o quattro volte, un caffè, quattro chiacchiere e tante risate, e l'affetto era cresciuto....poi ....e poi l'inizio della fine.

Rorò ripensa a tutti quegli anni che aveva sprecato detestandola senza motivo, tempo perso a compiangersi per esser stata sottovalutata , tempo che avrebbe potuto godere della sua presenza, della sua amicizia, anni in cui avrebbero potuto condividere esperienze e maturità , gioie e momenti difficili, anni perduti a far la vittima. Se solo si fosse fermata a riflettere invece di considerarla il nemico. Vivevano nella stessa città ed erano distanti come su due pianeti....sciocca, sciocca e testarda, credersi superiore , fare finta che non esisteva.....stupida , patetica e infantile , i rimorsi per aver rinunciato alla sua amicizia le pressavano il cuore .....quanto tempo sprecato.

Rorò ,tra una sigaretta e un caffè, viaggia senza meta nella sua casa, fuori al balcone, nel bagno, nel soggiorno e poi di nuovo fuori al balcone, i bambini dormono sereni, lei vorrebbe urlare, piangere, disperarsi....niente, non ci riesce, solo la sua mente sembra in grado di agire, mille emozioni ridotte in frantumi, l'anima lacerata e un altro ricordo..il peggiore. Rorò ricorda il momento esatto in cui le aveva confessato di essere malata, l'attimo in cui l'incubo era diventato realtà, una confidenza fatta in sordina per sminuire la verità, lei era fatta così, non desiderava nè compassione nè pietà,ma c'era dell'altro, lei cercava di evitare che gli altri si preoccupassero. Iniziativa lodevole ma inutile....STUPIDA...chi credeva di imbambolare !!! Rorò aveva vissuto già quel calvario, con la madre , e non era finita bene. Ma Rorò non le disse niente, rispettava il suo modo di pensare e stava al gioco, parlarono di tutto, sorvolando e glissando l'argomento, qualche risata e il discorso cadde nel vuoto. Fortunatamente erano in chat, Rorò stava al gioco, ma non avrebbe potuto nascondere i fremiti delle mani e del volto. Si rividero solo una volta , qualche messaggio e poi più niente. Il mostro la stava uccidendo, la stava divorando poco a poco, sempre più famelico e insaziabile. L'ultima telefonata fu la più bella, sembrava rinata, la voce di sempre, quella stessa voce che le disse : " io questa guerra la vincerò !! " . Era passato solo un mese, Rorò aveva ricevuto un'altra telefonata....era mezzanotte.


" Io non odio la morte che ti ha portata via, odio la vita che lo ha permesso " 



                                                                                        Rorò

 

 

 
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MONDHER

Post n°19 pubblicato il 30 Giugno 2013 da keepty67
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Inevitabilmente si parla di Te.

Te che non hai mai amato stare al centro dell'attenzione, te così timido e riservato, te che l'educazione e il rispetto, erano i binari su cui viaggiare.....

Inevitabilmente si piange di te.

Te con la tua FEDE indiscutibile ,immensa e incorruttibile......

Inevitabilmente il ricordo di Te.

Te che quel giorno, correvi con la paura di fare tardi, te che senza saperlo, sei arrivato puntuale all'appuntamento col tuo destino......

Inevitabilmente si pensa a Te.

Te, che la tua mamma, non sarà mai più la stessa, te ,che il tuo papà non incrocerà mai più il tuo sguardo..........

Inevitabilmente si soffre per Te.

Te che eri un ANGELO sceso in terra, te che oggi sei un Angelo fra gli Angeli......


Inevitabilmente .........TE !!!!!

 

                       Tatà Rosaria

 
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Il balcone

Post n°18 pubblicato il 27 Giugno 2013 da keepty67
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Rorò guarda la sua pianta di zucca e sorride, sta crescendo proprio bene, non sa ancora se usciranno le zucche vere e proprie, ma la pianta viene su che è una meraviglia. Alzando la testa ,con lo sguardo abbraccia tutto il balcone , una timida piantina di menta sorride soddisfatta nel suo vaso ricavato da un coloratissimo secchiello da mare, mentre una più seria e scontrosa piantina di basilico , resta indifferente agli amorevoli sguardi di chi si prende cura dei suoi rametti, ma Rorò è fiduciosa, prima o poi guadagnerà anche la sua stima e lo dimostrerà regalandole splendide foglie profumate. L'ispezione giornaliera di Rorò continua, controlla l'essiccazione dei semi che pianterà a gennaio,quelli che pianterà in primavera e infine si avvicina al piccolo ma necessario progetto che sta costruendo : una serra in miniatura. Rorò abita in città, in un appartamento situato all'ultimo piano di un vecchio palazzo, spazio per un vero è proprio orto è solo un'utopia, il desiderio di vivere in campagna, immersa nel verde, lontana da stress, smog e caotiche giornate cittadine, sta diventando una vera e propria ossessione, da sempre vissuta in una metropoli, da qualche tempo Rorò sogna una vita più rurale, sana e genuina....... un'utopia per l'appunto !!!!

Trafficando con teli di plastica, pedana in legno e listelli di alluminio, Rorò ripensa al giorno in cui suo padre, decise di costruire il balcone. Rimasto vedovo , il suo papà passava le giornate seduto in poltrona davanti alla finestra, aspettando il giorno in cui avrebbe finalmente raggiunto la sua adorata moglie, i suoi occhi spenti da una struggente malinconia, avevano perso tutto lo splendore tipico degli occhi azzurri, e il sorriso che da sempre lo contraddistingueva , era storia antica. Dopo la morte della mamma, Rorò era rimasta da sola con il papà, in quella stessa casa dove era nata, le sorelle si erano sposate e lei portava il fardello di una gestione casalinga che non desiderava affatto. Tra lei e il papà , si era subito instaurato un rapporto di odio-amore irrisolvibile. Le cose peggiorarono quando il papà andò in pensione, la sua presenza fissa in casa, era diventata per Rorò, un peso insostenibile. In aiuto di Rorò, c'era la sua vicina, da sempre amica della famiglia, rappresentava un piccolo porto dove rifugiarsi dopo una burrasca. Fu proprio grazie ai consigli della vicina, che un giorno il papà comunicò a tutta la famiglia, che avrebbe costruito il balcone, essendo l'ultimo piano, in estate faceva davvero molto caldo, e avendo deciso che non sarebbe mai andato più in vacanza da nessuna parte, voleva creare un posto dove stare all'aria aperta, pur rimanendo vicino ai suoi ricordi più cari. Nella prima settimana del settembre 1992, cominciarono i lavori. Come sempre accade ,le previsioni dei tempi di realizzo furono sbagliate, e le due settimane preventivate diventarono due mesi. Finalmente a fine ottobre, gli operai lasciarono l'appartamento . Rorò ricorda di aver notato riaccendersi una piccola scintilla negli occhi di suo padre, quando prese possesso della sua creazione. 

Ma tutte le cose belle, sono destinate a durare poco. Nel dicembre di quello stesso anno, il papà di Rorò, raggiunse la sua amata.

Rimasta da sola , Rorò inizia una vita da single vera e propria, a volte divertente, a volte sregolata, a volte costruttiva , a volte no. La casa, piano piano l'aveva trasformata e personalizzata, ma il balcone era l'unico posto dove proprio non riusciva ad andare, perfino il bucato preferiva farlo asciugare sullo stendino, pur di non valicare la soglia della porta finestra. 

Oggi Rorò è sposata, ha due figli meravigliosi e ha finalmente superato il blocco che le impediva di utilizzare quello spazio all'aria aperta, che era stata una creatura di suo padre , e proprio in suo onore, Rorò sta costruendo una piccola serra, dove far crescere le stesse piante che avrebbe voluto coltivare il suo papà.

Rorò.

 

 
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A chi figlia e a chi figliastra.

Post n°17 pubblicato il 29 Aprile 2013 da keepty67
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 Ci vuole fortuna anche a morire Carabiniere !!! 

Tu che prestavi servizio a Palazzo Chigi, proteggendo la  vita di quelli che te la stanno rovinando, tu che ti sei fatto sparare per questo, tu che rischi di morire, tu che se non muori rimani paralizzato,tu che fai turni massacranti a qualsiasi ora del giorno e della notte per difendere la prestigiosa classe politica, tu che per tutto questo ti porti a casa solo 1300 euro...... TU SI che sei un EROE !!!!!!! 

Di te sappiamo tutto: come ti chiami ( Giuseppe Grangrande ) , quanti anni hai ( 50 ), il tuo grado ( Brigadiere ) in quale battaglione sei dislocato ( Sesto Battaglione Toscana ) , e sappiamo tutto anche del tuo compagno di disavventura ,ferito gravemente alla gamba, Francesco Negri , 30 anni, carabiniere scelto. Pagine intere di cronaca, interi trafiletti, video e radiocronache, parlano di voi, parole di encomio direttamente dal nostro nuovo premier Enrico Letta : " il brigadiere è un esempio per l'Italia ", e lo stesso premier che va in ospedale per una visita ufficiale al tuo compagno......................

Voi che avete rischiato la vita per chi non ha rispetto per la vostra, voi siete EROI ,sarete sempre ricordati come difensori di una Patria che non esiste più..........dell'altro vostro collega invece, di quello che si è fatto UCCIDERE per difendere la gente comune, quello di Maddaloni , come si chiama? Come chi, quello che ha partecipato all'inseguimento dei rapinatori che sparavano all'impazzata sulla folla dopo un colpo alla gioielleria, hai presente?

Ecco, di quello non si parla, quello non merita nessuna parola di encomio,quello non è mica un esempio per l'Italia, nessuna visita ufficiale , un breve trafiletto come fatto di cronaca per una rapina nel casertano e via, nessuno conosce il suo nome, l'età , il battaglione e il grado, stupido lui che si è fatto ammazzare per il popolo, poteva pensarci prima, una cosa è se proteggi chi si appropria dei tuoi soldi, della tua vita e della tua dignità, un'altra è se difendi il semplice cittadino. Tu che ti portavi a casa anche meno di 1300 euro al mese, e che sei morto perchè credevi nel tuo lavoro come difensore del cittadino onesto , Tu non sei NESSUNO.

A rischio di diventare impopolare ,  mi sono informata su chi sia quello : Tiziano Della Ratta, 35 anni, appuntato dei carabinieri, dislocato al nucleo operativo di Maddaloni, lascia una moglie e un figlio di 8 mesi.........

 " Quello "  ....meriti tutto il mio rispetto !!!!

                                                     Rorò


 
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I prof. del Palizzi

Post n°15 pubblicato il 02 Settembre 2012 da keepty67
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Questa è una di quelle sere.

Rorò ha completato tutte le missioni giornaliere, i bambini dormono e lei finalmente può dedicarsi alla sua amata pittura. La musica accompagna Rorò nel suo viaggio nella fantasia, pennelli e colori il suo unico bagaglio, la sedia sgangherata, il cavalletto e la tela sono il mezzo per arrivare in quei luoghi della mente che  solo Rorò sa come raggiungere.

Tra una pennellata e una sfumatura, una inspiegabile associazione di idee, portano i pensieri di Rorò a focalizzarsi sugli anni del liceo, Proprio qualche tempo prima, aveva ricordato i suoi ex-compagni di classe, ma stavolta i suoi ricordi sono legati ai professori.

Quasi a scannerizzare la lista, il primo che le viene in mente è il Prof. Nino Adamo, croce e delizia della sua esperienza scolastica. Il primo anno fu tremendo, il prof. di progettazione era un tipo sui generis, soffriva di antipatia e simpatia a seconda di come gli giravano. Con Rorò il primo stadio fu di assoluta antipatia, a tal punto che le mortificazioni pubbliche erano all'ordine del giorno. Stanca di sentirsi dire che avrebbe dovuto cambiare scuola perchè inadatta , un giorno Rorò , era al secondo quadrimestre del secondo anno, decise di sfidare la sorte, imbrogliando ,molto disonestamente, la capacità di giudizio del prof. Adamo.  Pochi giorni prima il prof. aveva schizzato la planimetria di una villa su uno dei fogli di Rorò, come esempio di come andava fatto il rilievo, usando però una matita dalla punta molto sottile e leggera. Arrivata in classe , e non volendo più subire i suoi paternali, Rorò passò sul disegno del prof. una matita molto doppia e morbida, avendo cura di ricalcare tutte le linee ,in modo da nascondere il tratto precedente. Fece in modo che il Prof. vedesse che stava lavorando e quando questi si avvicinò, convinto di trovare l'ennesima mostruosità, così definiva i suoi lavori, la sua espressione si " illuminò di immenso " ! Da quel momento e per tutto il resto degli anni, Rorò era diventata la sua pupilla, lei si che sapeva disegnare!!!! Rorò ha convissuto con un leggero senso di colpa per i primi 5 minuti, dopo decise che era una fortuna che non andava sprecata. Il prof. Nino Adamo , mito del Palizzi , aveva fatto soffrire tanti altri alunni, per una volta l'onore della scolaresca era stato vendicato!!

Rorò compie un'altra evoluzione pittorica e sorride compiaciuta.

La seconda della lista è la prof. Nusco, italiano e letteratura. Il termine rincoglionita, non era un'offesa, ma la pura realtà. Brava nel suo lavoro, colta e pertinente, unico difetto dimenticava di tutto. Anche in quel caso una leggera propensione per chi le stava simpatico c'era, ma la sua era molto minore, un minimo di obbiettività ancora le riusciva. Spesso, molto spesso..troppo spesso, veniva in classe senza il suo registro, che puntualmente aveva dimenticato da qualche parte , e chiaramente non ricordava dove, decideva a casaccio chi interrogare e magari ti capitava di prendere un bel 7. Lei appuntava la valutazione in uno di quei milioni di foglietti sparsi nella sua borsa, e la volta successiva, col registro, quando l'alunno le chiedeva se aveva registrato il voto lei ti rispondeva: " non dire fesserie,  non ti ho ancora interrogato, anzi ora che vedo è proprio il tuo turno, vieni". Chiaramente la valutazione non era la stessa.

Rorò stavolta scoppia in una risata fragorosa, la sua amica Rossana, era stata spesso vittima di queste allucinazioni.

La prof. Irollo, insegnante di matematica , era tutt'altra cosa. Rorò non amava la materia, ancora oggi prova una sorta di repulsione verso di essa, ma non aveva mai conosciuto un'insegnante migliore di lei.  Dolce e paziente, pur di aiutarti era disposta a spiegarti le stesse cose anche trenta volte, ma non le piaceva essere presa in giro, se ti chiedeva se avevi capito e tu per non doverti risentire la spiegazioni, dicevi di si e non era vero, facevi il più grande sbaglio della tua vita.

Rorò mentre intreccia i colori con la fantasia, sospira ancora di sollievo, ricordando che al suo esame di maturità si portavano solo due materie, e quando ad aprile del 1987, tra le materie non c'era la matematica, la prof. Irollo la fermò nei corridoi e le disse. " da questo momento in poi, sei libera di non venire più alle mie lezioni, vai in bagno, vai in cortile, vai dove vuoi, ma lasciami lavorare in pace con chi è interessato alla materia ! "

La prof. Maria Forte !!!!!!  Se Adamo è stato un mito, La Forte era LEGGENDA !!!  La prof. insegnava storia dell'arte, materia che Rorò amava e che ancora oggi adora, ma forse se non avesse avuto lei come insegnante, sarebbe stata una materia come le altre. La Forte era stata una figlia dei fiori,( una volta confessò con tutta semplicità, che fumare la marijuana, non le era dispiaciuto affatto, anche se era passato quel tempo ) una rivoluzionaria, un'anticonformista , la sua fede politica era la sinistra , quella vera, quella con degli ideali, stava sempre dalla parte degli studenti e a loro lasciava il compito di valutare le interrrogazioni dei compagni di classe. Amava la sua materia e l'insegnamento, ma lo faceva in un modo speciale, coinvolgendo anche il più restio degli alunni. Rorò legò subito con l'insegnante, il suo attaccamento era addirittura morboso, e per questo alcuni compagni di classe le diedero il soprannome di ATTAK, la prof. forse se ne rese conto, ma non fece mai niente per allontanarla.

Rorò si ferma, ha le lacrime agli occhi, quanti ricordi.

Gli insegnanti di laboratorio erano 4, ma quello che Rorò non  può dimenticare era il prof. Notte.  A scuola gli fu dato il soprannome di Eolo, in effetti il suo alito era una tempesta che ti tramortiva. Rorò ricorda le sue lunghe unghia gialle, la nicotina delle sigarette senza filtro, avevano ormai corroso ogni residuo di cheratina, il lavoro continuo di ebanista , tra collanti, seghe e vernici varie, aveva fatto il resto. Il prof. era fissato con gli incastri a coda di rondine, col turapori e col seghetto a mano, gli alunni del laboratorio avevano realizzato migliaia di pezzi, tutti perfettamente incastrati a nido di rondine , per 5 anni non facevano altro che quelli ! Le ore di laboratorio erano quelle che piacevano di più, in quei locali, il gossip era l'argomento di conversazione preferito delle ragazze, i gavettoni era l'attività preferita dei ragazzi, lì sono nati amori e amicizie, e lì sono finite,  lì sono nate faide tra vari gruppi  e lì sono state combattute, e sempre lì, le risate regnavano sovrane incontrastate.

Rorò guarda una delle tegole di legno che ha intagliato e inciso, e mentalmente ringrazia il prof. Notte per averle insegnato ad usare gli attrezzi che sono serviti a realizzarla.

La lista è ancora lunga e ben fornita di elementi e soggetti particolari, Rorò è convinta che nessun prof. veramente sano di mente, potrebbe insegnare al Filippo Palizzi, se quella scuola è decisamente speciale, è proprio grazie ai suoi professori.

Rorò, guarda il quadro, è notte fonda e gli occhi cominciano a chiudersi per il sonno, domani se tutto andrà bene, potrà continuare a dipingere e a ricordare.

                                                                                            Rorò


 
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