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Post n°17 pubblicato il 21 Aprile 2012 da Perla.rosa3

Auguri Maestà! (Almeno oggi, però, un cappellino un po' più...nooo???)
Post n°16 pubblicato il 30 Marzo 2012 da Perla.rosa3

E' Primavera! Paglia a larga tesa per proteggere il volto, borsa a tracolla, abito leggero, ma non dimentichiamo la giacchina! Potrebbe fare comodo! E via per i campi tra i fiori o al mare, su litorali deserti ad inebriarci del profumo del mare! Ritorna la gioia, dopo tanta serena intimità.
Post n°15 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da Perla.rosa3

Wislawa Szymborska 1923 - 2012 Vestiario da "Gente sul ponte" Ti togli, ci togliamo, vi togliete cappotti, giacche, gilè, camicette di lana, di cotone, di terital, gonne, calzoni, calze, biamcheria, posando, appendendo, gettando su schienali di sedie, ante di paraventi; per adesso, dice il medico, nulla di serio si rivesta, riposi, faccia un viaggio, prenda nel caso, dopo pranzo, la sera, torni fra tre mesi, sei, un anno, vedi, e tu pensavi, e noi temevamo, e voi supponevate, e lui sospettava; è già ora di allacciare con mani ancora tremanti stringhe, automatici, cerniere, fibbie, cinture, bottoni, cravatte, colletti e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori -sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi- la sciarpa riutilizzabile per protratta scadenza.
Post n°14 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da Perla.rosa3

Il feltro Esiste una figura retorica molto usata dagli antichi chiamata sineddoche che consiste nel nominare una parte per indicare il tutto, il materiale di cui una cosa è fatta per indicare la cosa stessa. Il "legno" sul quale navigano gli Argonauti sta evidentemente a significare la nave e il "ferro" è sinonimo di spada per gli eroi guerrieri. È questo il procedimento, spesso inconsapevole che fa usare la parola "feltro" per riferirsi al cappello. È dunque questa la materia per eccellenza che viene usata per fabbricarlo. Il feltro è protagonista incontrastato sulla scena dei copricapo da uomo. Il feltro è la più antica forma di panno e l'arte della feltratura pare fosse ancora più antica di quella della tessitura. Era conosciuto dalle tribù mongole ancor prima che dai Greci e dai Romani. I nomadi dell'Asia centrale furono tra i primi ad ottenere un panno compatto battendo la lana cardata e bagnata con cui confezionavano tende, abiti e naturalmente i copricapo per difendersi dal freddo. Il feltro può essere fatto di lana o di pelo: nel primo caso si utilizzano soprattutto le lane delle pecore, delle capre, dei montoni, dei cammelli; nel secondo caso a fornire il pelo sono la lepre, il castoro, la lontra e soprattutto il coniglio, primo fra tutti quello australiano. Il feltro di lana è più ruvido, più pesante e più spesso, è meno resistente ma anche meno costoso. Fra storia e leggenda. La leggenda attribuisce l'invenzione del feltro all'apostolo Giacomo, fratello di Giovanni evangelista. Si racconta infatti che, andando per il mondo a testimoniare la dottrina del Cristo, egli abbia escogitato un sistema per alleviare le sofferenze provocate ai suoi piedi dalle lunghe marce alle quali lui che era pescatore mal si adattava. Raccolse dunque i ciuffi di lana che i montoni la sciavano attaccati ai cespugli e ne fece un morbido strato fra il piede e i sandali. Dopo qualche tempo si accorse che la lana si induriva grazie alla pressione, all'umidità e al sudore. Quel compatto sottopiede segnò la nascita del feltro. Si era infatti naturalmente prodotto il processo di agglutinamento che è tuttora l'operazione fondamentale nella fabbricazione del feltro. È vero che gli antichi avevano l'abitudine di cercare un inventore per ogni cosa, ma ciò che va oltre la leggenda è il fatto che già le prime corporazioni dei cappellai tributavano a san Giacomo una particolare venerazione e lo consideravano il protettore della loro "arte". Certo la leggenda rientra anche nel gusto medievale dell'aneddoto agiografico ma non si può ignorare il ruolo che il culto di questo santo ebbe nella diffusione e nello sviluppo del feltro. La località nella quale, secondo la tradizione, fu scoperta la tomba dell'apostolo fu chiamata Santiago de Compostela, nome che deriva da campus stellae il campo indicato miracolosamente da una stella, che divenne meta di uno dei pellegrinaggi più popolari del Medioevo. E furono proprio i viaggi devozionali verso Compostela che divennero anche occasione di scambi e commerci lungo gli itinerari costellati di luoghi di sosta e monasteri. La pregiata lana spagnola merinos utilizzata dai cappellai per i feltri più fini trovò anche in queste strade della fede la via per trasformarsi in merce di scambio. Dal Web-"Favolosi cappelli".
Post n°13 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da Perla.rosa3

Fondata nel 1857 da Giuseppe Borsalino, l'azienda alessandrina di cappelli, con i suoi oltre 150 anni di storia, rappresenta uno dei casi più interessanti di cultura d'impresa, Il Borsalino, mitico cappello di feltro fino, negli anni Settanta, ha ispirato l'omonimo film con Alain Delon e Jean Paul Belmondo. Inoltre, la qualità e la fedeltà a un processo produttivo che, oggi come ieri, prevede cinquanta fasi di lavorazione e sette settimane di lavoro per la creazione di un vero Borsalino, rappresentano valori culturali che dal passato si tramandano al presente.
Originariamente una moda femminile del XX secolo, il borsalino veniva usato intorno al 1920 come accessorio da uomini della classe agiata. La sua popolarità aumentò vertiginosamente fino a sostituire lo Homburg, cappello simile nella forma, negli anni '30. È possibile trovare i borsalini in ogni colore ma il nero, il marrone e il rosso sono quelli più comuni. Il termine fedora entrò nell'uso a partire dal 1891. La parola deriva dal titolo di una sceneggiatura del 1882 di Victorien Sardou, scritta per Sarah Bernhardt. La commedia fu messa in scena per la prima volta in America nel 1889. Sarah interpretava la principessa Fedora, l'eroina della commedia, indossando un cappello simile a un borsalino. La fedora diventò una moda femminile che durò fino alla prima parte del XX secolo. Quando il borsalino divenne una moda maschile, veniva spesso usato in città perché elegante, perché consentiva di proteggere la testa dal vento e dalle intemperie, e per il fatto che poteva essere arrotolato quando non serviva. Dal Web.
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