Creato da KalisperiKKa il 11/09/2007

MILLE ARCOBALENI...

Per chi conserverà un cuore bambino, ci sarà sempre una pentola d'oro.

 

 

Pensieri in volo...

Post n°35 pubblicato il 01 Ottobre 2010 da KalisperiKKa
 

IN VOLO  26 Agosto

Verrà il tempo
in cui i ricordi saranno passati al vaglio,
in cui si percepiranno ancora i dettagli.
Verrà il tempo della nostalgia
ed avrà il suo apice nel vedere le foto.

Verrà il rammarico per non averne scattata una in più,
per non aver comprato qualcosa,
per aver sprecato qualche attimo,
indugiando di più in un negozio.
Ma la vacanza è anche questo.

Verrà il desiderio di comprare una birra Irlandese e,
una volta assaggiata,
verrà la delusione nello scoprire che “non è la stessa cosa!”.

Verrà il desiderio irrefrenabile di muffin, di stew, di fish & chips, di fries e di burro e….si, anche del pollo che abbiamo mangiato quasi ogni giorno nell’hot sandwich.

E dovrà tornare la voglia di accantonare tutto
per ricominciare...sognando il prossimo viaggio

 Cercando la direzione...per ritrovare la rotta. MIzen Head e l'Oceano
Cercando la direzione...per ritrovare la rotta.
Mizen Head e l'Oceano...


26 AGOSTO… LANDING
Ore 14.15,
ancora con l'ora irlandese.
Di nuovo nuvole sotto di noi e schermate di Google Earth.
Sorvolata Parigi, ma riconoscerla da quassù, non è semplicissimo.
Ultimi pensieri in inglese,
ultime briciole di Muffin al cioccolato.
Tra poco più di un'ora si atterrerà.
A Roma saranno le 16.30, ma i nostri orologi segneranno le 15.30...ancora per poco

Ciampino.
LANDING: fine del viaggio.
Luce accecante sulla passerella della scaletta,
l'abbraccio soffocante del vento caldo a 35°C.
Scritte in italiano, aria di casa.
"SORRY!" scambiati all'arrivo dei bagagli, quando è inevitabile urtarsi...
e sguardi tra volti sconosciuti, per scambiarsi un sorriso malinconico pensando all'unisono: "SORRY? Ormai, basta un Mi scusi!" perché:

LA VACANZA E' FINITA!
e con lei, anche questo racconto.

 
 
 

Impressioni su Dublino...

Post n°34 pubblicato il 25 Giugno 2010 da KalisperiKKa
 

Dopo tredici giorni "on the road" tra colline e mare,  piccoli borghi e silenziosi paesi, pecore e scogliere, vento e arcobaleni...si tornava in una città.
Impressioni...

 DUBLINO 23 Agosto
T
raffico e rumore,
musica assordante nei Pub,
tanta gente e tanti Italiani.
Qualche sguardo a scorci che dovrò tornare a vedere
ed una fascia periferica che ricorda certe borgate di Roma,
o quartieri come l’Esquilino:
case semi-diruite,
negozi chiusi,
sporcizia e mattoncini tinti di scuro (altri scuri all’origine, tipo clinker) che ricordano gli scenari descritti in “Hard Times” da Dickens.



DUBLINO 24 Agosto
È bella Dublino?
Se hai, ancora negli occhi, le colline ed il mare,
sulla pelle, la pioggia
e nelle orecchie, il silenzio
Dublino non può sembrarti bella.
Dublino è città,
è Europa,
è caos,
è spazzatura,
è traffico e rumore
è pub affollati,
dove si vede poco e non si riesce a parlare.
Il cibo ha perso il gusto che aveva nei locali dei piccoli centri
e qui, fa anche troppo caldo per gustare una “soup”.
Nemmeno il sole è riuscito a regalare, un po’ di fascino a questa città, almeno ai miei occhi e alla mia anima.
Una città: forse è questo il problema…



Alla luce del tempo, posso dire che anche Dublino ha la sua bellezza: come negarlo?
Il problema è stato lo "choc da orizzonte".
L'anima non si prepara mai abbastanza.
Se dovessi rifare il viaggio, non lascerei Dublino alla fine, per poter tornare a casa con il verde ancora negli occhi.
Penso che l'apprezzerei di più all'inizio del viaggio.
Sarebbe uno step graduale tra la città di partenza e il paradiso che verrà.
Tenetene conto!

Le foto:
Case Georgiane in Merrion Square -Dublino-
Nel XVIII sec. Dublino era al suo massimo splendore. I cittadini facoltosi costruirono  queste abitazioni rinnovando l'assetto urbano della città e conferendogli un aspetto molto raffinato per l'epoca. Sviluppo in altezza, ingressi molto elaborati, balconi in ferro battuto, mattoni rossi e colore per le porte arricchite con battenti molto elaborati. Nessun giardino privato, per questo, erano disposte intorno ad un parco riservato ai residenti. Attualmente, le case, sono quasi tutte destinate ad uffici.

 
 
 

DUBLINO, CHRIST CHURCH CATHEDRAL,CHIESA DI SAN PATRIZIO, DUBLIN CASTLE, PARCO ST STEPHEN’S GREEN, TEMPLE BAR

 Ultimo giorno a Dublino...

·       Visita alla cattedrale della chiesa d’Irlanda, Anglicano-Episcopale, CHRIST CHURCH CATHEDRAL: si tratta del "soglio" del vescovo di Dublino. Qui non era possibile fare foto e il servizio di sorveglianza era...molto FISCALE! SOB!

·        Visita alla alla chiesa di San Patrizio: nonostante sia una Cattedrale, non ospita il "soglio" del vescovo che spetta alla Christ Church. 
Curiosità: tutte le chiese sono riscaldate, ospitano negozi di souvenir e prevedono il pagamento di un biglietto d’ingresso: lo stato Irlandese, non riconosce alcun contributo alle chiese, che devono auto finanziarsi

·        Pranzo nel piccolo parco di San Patrizio adiacente alla chiesa: menù a base di “Hot baguette”e muffin acquistati nel vicino Spar: ultimo dei nostri pranzi “tipici” irlandesii

·        Visita al Dublin Castle. In realtà ciò che si va a visitare è una dimora ancora utilizzata per le visite di stato ed i ricevimenti ufficiali.
Guida in italiano
Spiegazioni molto accurate su, per esempio:

-significato del tricolore irlandese: simboleggia l'unione e la coesistenza delle due correnti religiose principali. Il verde sta per i cattolici, l'arancione per i protestanti e il bianco simboleggia, appunto, la pace tra di loro 

-il simbolo della lira e della differenza col logo della Guinness,  che è disegnata nel senso opposto

-il simbolo del trifoglio legato alla storia di S. Patrizio, che lo utilizzò per spiegare la Trinità

-la nascita della città di Dublino,

-la storia della poca simpatia dei Dublinesi per la statua della giustizia che da le spalle alla città

-il ventennale di una donna alla presidenza della repubblica irlandese

e moltissime altre notizie sia sulla genesi del castello ( si visitano le fondazioni, dove è ancora possibile vedere il passaggio dell’acqua), sulla sua storia e sulla storia di Dublino e dell’Irlanda.


·        Giro per Dublino, visita al ST STEPHEN’S GREEN (parco) ultimi acquisti.

·        Visita al  “THE STAG’S HEAD”  storico pub vittoriano, dove, però, si beve soltanto.

 

·        Cena a Temple Bar presso il pub FARRINGTONS. Piano terra molto affollato da persone che sono li per bere, ma al piano di sopra c’è una sala dov’è possibile cenare, Il menù prevede, tra l’altro, un piatto molto ricco (e buono!) simile ad una “Irish breakfast”:

-         Uovo

-         Bacon

-         Pomodoro grigliato

-         Salsicce (wurstel)

-         Bistecca di maiale

-         Fries (patatine a bastoncino o “french fries”)

-         Insalata

Assente ingiustificato il Pudding bianco e nero, di cui, però, non si è sentita la mancanza!

Serata mesta con passeggiata di ritorno all’hotel con vista del Liffey e acquisto di acqua minerale nel provvidenziale market aperto 24h.

 

“I pensieri della Buona Notte”

Gli ultimi pensieri…
quindici notti
passate in un lampo
h
anno chiuso giornate
con sfondi diversi
in spazi sempre nuovi.

Quindici notti sotto il cielo d’Irlanda.
Si andava a dormire
pensando a cosa si sarebbe visto l’indomani,
in quale pub si sarebbe trascorsa la serata,
in quale negozio
si sarebbe comprato l’ennesimo souvenir.

Questa notte è diversa,
perché è una notte di commiato.

Domani si partirà ancora,
ma stavolta,
si tornerà a casa.
In fondo...
il bello sta anche in questo. 

Italia: stiamo tornando!
Buona notte…per l’ultima volta.

 

 

 
 
 

PROFUMO D'IRLANDA

Post n°32 pubblicato il 22 Giugno 2010 da KalisperiKKa
 

 

Profumo d’Irlanda


L'Irlanda sa di torba bruciata:
un odore acre e pungente
che continui a portare con te,
anche quando te ne allontani.

L'Irlanda sa di alghe rimaste all'asciutto:
un odore che sa di putrido
e copre quello del mare.

L'Irlanda sa di pioggia e terra bagnata,
di prato all'inglese tagliato di fresco;
ma dei fiori che crescono,
a mucchi tra i sassi,
il profumo non si riesce a sentire.



Sarà per colpa del vento
che litiga con le nubi
e disperde gli odori.

L'Irlanda sa anche di salsedine buona,
di odore di sabbia chiara
e mare blu,
di erba che cresce verde,
fin quasi sulla riva.



L'Irlanda sa di fattoria del secolo scorso
e di animali che pascolano liberi.

E se gli arcobaleni profumassero,
si rimarrebbe storditi.

Poi c'è l'odore dei Pub,
delle pinte di birra
e delle mille fritture,
ma anche di zuppa calda,
dell'uovo alla mattina
e di marmellata d'arance.

Insomma,
l'Irlanda è anche un odore:
peccato non si possa fotografare!

Kali

“Ireland, for us is: Smell of rain and wet earth,
smell or burning peat.
The warm smell of the pubs and the rainbows colours.
The strength of the wind,
the green of the grass
and the wild flowers colours.”

Questo in inglese era il testo del "message in the bottle" lanciato in mare davanti a Galway.
Una sintesi delle emozioni contenute in questo  "post di pensieri" .
Chissà dove sarà ora quel messaggio...


 
 
 

DUBLINO: Trinity College, St. Anna Church, o' Connel Street, Custom House, Merrion Square...

La giornata inizia con la prima colazione in Hotel.
Ovviamente c’è ogni tipo di pietanza tra cui scegliere. La “hot breakfast” la cucinano davanti ai nostri occhi: un tripudio di uova, salsicce, bacon e mille altre cose fumanti.
Non c’è il clima familiare dei B&B, com’è ovvio, ma la colazione è buona ed abbondante.

Il tempo è bello e la giornata sarà dedicata alla visita della città.


La nostra prima tappa sarà il TRINITY COLLEGE
Con €8.00  si può fare anche la visita guidata (in inglese): uno studente (o neo laureato) vi racconterà la storia del famoso College e la infarcirà di deliziosi aneddoti. Le visite partono ad intervalli regolari, ma sono molto frequenti. Gli edifici si possono visitare dall’esterno, fatta eccezione per la “OLD LIBRARY” nella quale è possibile entrare.
La vostra giovane guida, però, vi lascerà all’ingresso (in alcune ore c’è una lunga coda, ma abbastanza scorrevole) e la visita all’interno sarà libera. L’antica biblioteca risale al 1732, ha una “LONG ROOM” lunga 64 metri e contenente 200.000 testi antichi, busti in marmo e la più antica arpa gaelica d’Irlanda. I volumi sono disposti su altissimi scaffali ai quali, ovviamente, è proibito avvicinarsi. Prima di arrivare in questo ambiente, però, è possibile vedere il “Book of Kells” (806 d.C) uno dei manoscritti miniati più belli del mondo. 

E' collocato in una teca orizzontale, immersa nella penombra. Sperate che non sia anche sommersa da una cortina impenetrabile di turisti che sembrano volerne decifrare ogni singolo segno, altrimenti non riuscirete a vedere un granché. Conclusione: o vi fate largo a spallate...oppure scegliete un momento più adatto alla visita!

All’interno del Trinity College, è possibile ammirare oltre l’architettura, i giardini e la Library, anche una scultura del 1982 chiamata “LA SFERA DENTRO LA SFERA”, che l’artista  Arnaldo Pomodoro, ha donato al College. Naturalmente non manca il gift shop, dov’è possibile acquistare una vasta serie di oggetti griffati “Trinity College”.

La visita è abbastanza lunga, quindi, prima del pranzo, resta solo il tempo per vedere la chiesa Anglicana  St. Anna Church, famosa per l’antica compassionevole usanza di lasciare del pane a disposizione degli indigenti e la statua di MOLLY MALONE alla fine di Grafton Street, strada fiancheggiata dai più famosi ed eleganti negozi di Dublino e palcoscenico di molti artisti di strada.
La statua, in bronzo, è del 1988 e raffigura una famosa pescivendola dalla generosa scollatura, ricordata in una canzoncina popolare a lei dedicata.

Difficile riuscire a fotografare la statua per la presenza costante delle persone e di un anziano signore irlandese che intrattiene i presenti, cantando, appunto, la canzone di MOLLY MALONE.

La canzone è  l'inno non ufficiale di Dublino ed inoltre dell'Irish Rugby team

Dopo pranzo abbiamo passeggiato lungo O’ CONNEL STREET
Su questa strada si affaccia una mescolanza di edifici e monumenti diversi, frutto di  un continuo rinnovamento che ne ha cambiato spesso il volto.

Il ”Monument of light” chiamato anche “THE SPIRE”o “SPIKE”dai dublinesi,

 è una guglia realizzata in acciaio inossidabile, alta 120 metri. Alla base ha un  diametro di 3 metri che si assottiglia fino ai 10 centimetri della sommità in vetro ottico. Venne commissionata per celebrare il nuovo millennio...ma fu eretta solo nel 2003!

C’è anche la statua di James Joice eretta nel 1990 ed il monumento a Daniel O’Connel iniziato nel 1864, ma terminato solo nel 1883, moltissimi negozi e famosi grandi magazzini.

 Della CUSTOM HOUSE, di fronte al Liffey, abbiamo visto l’esterno ed ammirato alcune delle 14  maschere posizionate come  chiavi di volta sui prospetti, tra cui quella simboleggiante proprio il fiume Liffey.

Sul percorso per raggiungere Marrion Square, abbiamo anche avuto modo di passare sotto il ponte della PEARSE RAIL STATION, interamente in ferro battuto con dei bei pannelli al parapetto.

 

Tappa successiva:  MERRION SQUARE per ammirare le famose CASE GEORGIANE.
Nel XVIII sec. Dublino era al suo massimo splendore. I cittadini facoltosi costruirono  queste abitazioni rinnovando l'assetto urbano della città e conferendogli un aspetto molto raffinato per l'epoca. Sviluppo in altezza, ingressi molto elaborati, balconi in ferro battuto, mattoni rossi e colore per le porte arricchite con battenti molto elaborati. Nessun giardino privato, per questo, erano disposte intorno ad un parco riservato ai residenti. Attualmente, le case, sono quasi tutte destinate ad uffici.

 



Lungo la ST STEPHEN’S GREEN NORTH, che costeggia il parco omonimo, è possibile vedere lo SHELBOURNE HOTEL (1867), inconfondibile per l’ampia pensilina  Liberty in ferro battuto che si estende sul marciapiedi, creando un vero e proprio atrio. Statue nello stesso stile e finestre decorate ed ingentilite da numerosissimi fiori, contribuiscono ad attirare l’attenzione anche del passante più distratto.
 

All’ incrocio tra ST STEPHEN’S GREEN NORTH e GRAFTON STREET si trova un singolare centro commerciale (THE STEPHEN’S SHOPPING CENTRE), dalla cupola trasparente e con la facciata d’angolo decorata da piastrini ed archi in ferro battuto e ricche fioriere.



Il parco di  ST STEPHEN’S GREEN è un luogo d’incontro dalle aiuole molto curate. E’ possibile passeggiare ed ascoltare dei concerti estivi, tenuti sotto piccoli gazebo.

Abbiamo saltato, volutamente, lungo il percorso di oggi, i musei, i mercati al coperto, i famosi centri commerciali (tranne l’ultimo), le dimore dei personaggi famosi, perché, coscienti dell’impossibilità di visitare tutto con la dovuta accuratezza, ci siamo concentrati su ciò che era possibile vedere restando all’aperto, visto che la giornata è stata decisamente mite ed assolata a dispetto di un inizio incerto.

Per la cena siamo stati al “THE MERCANTILE RESTAURANT”, che,  nonostante il nome, serviva cibo da pub, ma, a differenza di questo, prevedeva un costo per il servizio.
Il cibo non si è dimostrato all’altezza delle aspettative e la brocca di acqua corrente, che avevamo incautamente chiesto, si è rivelata imbevibile.

Complice la stanchezza per la lunga passeggiata e l’inevitabile tristezza per l’imminente rientro, la serata ha assunto i toni un po’ spenti, ma forse c’era una spiegazione più prosaica:
CARENZA DI ZUCCHERI ED ENDORFINE, CAUSATA DA ASTINENZA DA MUFFIN AL CIOCCOLATO!
Si, proprio quelli che hanno chiuso tutti i nostri pasti “on the road” e che, una volta giunti in città, sono spariti come quegli orizzonti e quei silenzi…
Ma domani, la prima missione, sarà trovarli, farne una scorta e sconfiggere la malinconia!

 
 
 

DUBLINO, GUINNESS STOREHOUSE, TEMPLE BAR

Post n°30 pubblicato il 24 Maggio 2010 da KalisperiKKa
 

Ultima colazione in un B&B (La DE PORRES GUEST ACCOMODATION)
Mrs Catherine ha allestito, per noi,  un bel tavolo proprio di fronte al grande bowindow.
Il pane tostato è in gran quantità e la teiera ha un grazioso rivestimento a forma di gallina, per mantenere caldo il contenuto.
Non ci sono dolci sul tavolo del buffet, ma pesche sciroppate, frutta fresca e secca, yogurt, formaggio, cereali…
Prendiamo due “Cooked breakfast”  e tre “Continental”, pensando che, le prossime colazioni saranno consumate in albergo.
Alle 10.00, salutiamo Mrs Catherine per riprendere il nostro viaggio.

La prossima ed ultima meta sarà Dublino, dove lasceremo l’auto appena arrivati: per visitare la città ci sposteremo a piedi.
Il percorso tra Athlone e Dublino, non si rivela così lungo come avevamo pensato, ed in tarda mattinata raggiungiamo la HERTZ all’aeroporto della Città.
Lasciamo l’auto, non senza un po’ di tristezza, visto che questo “addio” segna anche la fine del viaggio “on the road”.
Scopriamo anche che, avendola riconsegnata prima del previsto, ci spetterà un sostanzioso sconto sul costo finale, il che non guasta!

Il soggiorno a Dublino ci sembra quasi un prolungamento inaspettato della vacanza, una sorta di “di più” da godersi prima del rientro definitivo.
Sul bus che ci porta in città, incontriamo Italiani che ripartiranno nel pomeriggio : noi abbiamo ancora due giorni e ci sentiamo fortunati!
Il tragitto Aeroporto-Centro, non è brevissimo e ci permette di prendere contatto con la città, dopo tanti giorni trascorsi tra strade semi-deserte e panorami mozzafiato.
Il capolinea è poco distante dal nostro Hotel (BEST WESTERN Ashling Hotel
), che è situato in posizione davvero “strategica”.

Di fronte al Liffey, basta attraversare il ponte e…siamo alla reception.
Il pranzo nel bar dell’albergo e la visita alla “GUINNESS STOREHOUSE”: il pomeriggio sembra fatto a posta per questa visita!


C’è una lunga fila alla biglietteria, una grande eccitazione ed un biglietto da €14.00 da pagare!Scopriremo però di aver diritto ad un grazioso gadget ed ad una pinta di vera Guinness nel “Gravity Bar”, inoltre la visita, non deluderà le aspettative.
L’edificio della Storehouse è situato al centro di Saint James’s Gate, sede della produzione della Guinness dal 1759. “La Storehouse è stata costruita nel 1904 come stabilimento di fermentazione e tale è rimasto fino al 1988 quando cadde in disuso. Nel 2000  venne trasformato nel centro visite.” L’edificio di 7 livelli, ha lo spazio centrale a forma di una gigantesco bicchiere (pinta) di Guinness che, se riempito, “conterrebbe 14,3 milioni di pinte, ossia più di 8 milioni di litri.”

Descrizione molto suggestiva, se non fosse che, anche dall’interno, la percezione di questo “bicchiere” non è chiarissima, per la presenza delle numerose strutture di sostegno.
La visita si snoda tra i vari livelli, alla scoperta degli ingredienti dei procedimenti di fabbricazione, delle pubblicità, vecchie e nuove, della storia.
Pannelli luminosi, video e una suggestiva cascata “indoor”

per ricordare che l’acqua è l’ingrediente principale della Birra. Poi la scoperta dell’orzo che diventa malto grazie al processo di “maltazione” (fermentazione che avviene mettendo l’orzo in acqua) e la tostatura che da il colore bruno alla birra che è una STOUT.
Nel Gravity Bar c’è moltissima gente, i tavoli a cui sedersi, tutti occupati, ma la nostra pinta è assicurata.
Anche chi, di solito, non beve birra, o non ne beve molta, non può resistere alla tentazione.
ATTENZIONE: NON LASCIATEVI SFUGGIRE QUESTA OCCASIONE, PERCHÉ LA GUINNESS CHE BERRETE IN QUALUNQUE ALTRO POSTO, NON ASSOMIGLIERÀ, NEPPURE LONTANAMENTE, A QUELLA CHE ASSAGGERETE QUI!
Dai finestroni si gode il panorama a 360° su Dublino e, grazie alla brochure che vi avranno dato all’ingresso, sarete in grado di riconoscere le emergenze architettoniche e monumentali della città.

Noi avevamo lasciato la visita allo STORE per ultima, così, belli allegri per la bevuta, abbiamo completato la visita nel “tempio” dell’oggetto griffato Guinness!
Carichi di sacchetti ci siamo avviati per TEMPLE BAR: era ora di cena e trovare un Pub per mangiare era indispensabile.

Il PORTERHOUSE è un pub di quattro piani, con musica ad alto volume ed orari fiscali: chiedere un dolce dopo le 9.00 p.m. significa vederselo negato!
La passeggiata dopo-cena per Temple Bar,  ci ha mostrato una parte di città tra le più note. Locali in cui bere, tanti giovani, musica ed artisti di strada.
Ma la pioggia che iniziava a scendere e la stanchezza, ci hanno fatto incamminare verso il nostro Hotel.

Il Liffey di notte, con i suoi ponti illuminati, era molto suggestivo, la camminata lunga e piacevole.

Quello che collega la zona di Temple Bar a Liffey Street viene chiamato HA’ PENNY BRIDGE



È un ponte a “schiena d’asino” in ferro, recentemente restaurato ed illuminato Fu inaugurato nel 1816. Il suo nome sarebbe Liffey Bridge, ma tutti lo chiamano col suo soprannome (Ha’ Penny Bridge) che deriva dal pedaggio di mezzo penny (HA’ sta per HALF= mezzo) che bisognava pagare per attraversarlo, fino al 1919.

Si era conclusa un’altra giornata: le due seguenti sarebbero state dedicate alla visita della Città.

 
 
 

MIDLANDS: ATHLONE, CLONMACNOISE

Post n°29 pubblicato il 20 Maggio 2010 da KalisperiKKa
 

Alle 9.45 lasciamo definitivamente (e finalmente!) il peggiore B&B del nostro soggiorno irlandese ( “CORRIB WAVE FARM GUESTHOUSE” )

Siamo diretti nelle MIDLANDS e precisamente ad ATHLONE, dove cercheremo il B&B, stavolta per conto nostro.
Circa un paio d’ore e giungiamo a destinazione.
Facciamo un po’ di spesa per il pranzo e poi, grazie alle utilissime guide ai B&B , troviamo quello che ci ospiterà per la notte.
Si trova a soli 2 km. da Athlone
ed è delizioso.
La
DE PORRES GUEST ACCOMODATION  
situata nel verde, in fondo ad un vialetto curato.
La signora Catherine ha modi gentili e la sua casa è molto pulita e ben tenuta.
Nelle camere, ben arredate e diversificate per colori, si trova anche il “tea maker” ed il phon.
Inoltre, il costo per notte, a persona, è di soli  €35!

Nel giardino sul retro, c’è anche un grazioso gazebo in legno, sotto il quale consumiamo il nostro pranzo: picnic “di lusso” anche grazie al bel sole.



Dopo il pranzo ci siamo diretti a CLONMACNOISE, antico monastero medievale, molto famoso anche per le sue grandi croci celtiche in pietra.
Le
“Alte croci Celtiche” (High Crosses)



erano associate ai conventi medievali (come in questo caso) di cui erano il simbolo. Furono scolpite tra il VIII e il XII sec. Le prime avevano solo motivi geometrici, ma dal IX sec. al X sec. vennero introdotte scene bibliche che, forse, servivano per istruire i fedeli. L'anello che univa i bracci, oltre alla funzione decorativa ne garantiva stabilità.
Sono presenti anche nelle zone Celtiche della Gran Bretagna, ma quelle Irlandesi sono in maggior numero e di fattura più pregevole.

Altra caratteristica rilevante sono le “Torri Circolari” (round towers)



Costruite tra il X e il XIIsec. erano alte anche 30 metri. Erette nei pressi dei monasteri, fungevano sia da campanile che da rifugio e vi si conservavano preziosi manoscritti. L'ingresso era posto a 4 metri sul livello del terreno, per ragioni difensive. Sia l'ingresso che i livelli interni venivano raggiunti con scale a pioli che era possibile rimuovere in fretta.
Breve visita guidata (in inglese) e possibilità di continuare a visitare il sito anche da soli. Incluso nel biglietto, anche l’ingresso al piccolo museo interno, che conserva le tre croci originali più importanti (all’esterno ci sono le copie).

Sito molto bello anche dal punto di vista paesaggistico, grazie allo Shannon e alle distese verdi che rientrano nell’area di un parco protetto: l’erba viene tagliata solo in determinati periodi per non interferie con la nidificazione di alcuni uccelli.

 

Sulla strada del rientro ad ATHLONE, decidiamo di andare a vedere una “STONE” segnalata da un cartello marrone con il pittogramma di un DOLMEN. Scopriremo che, in fondo ad un lungo sentiero nel bosco, ad aspettarci ci sarà una semplice pietra piana in mezzo all’erba. Ci sono alcuni graffiti incisi sulla superficie, ma nessun cartello ci fornisce notizie.

Decidiamo di tornare ad ATHLONE e ci si rende, ben presto conto che, dato l’orario (sono passate le 6.00 p.m.) visitare il castello è impossibile.



Non resta che un bel giro lungo le rive dello Shannon e nel piccolissimo centro.
Anche i pub per mangiare non sono moltissimi, ed esclusi quelli dove si consuma cibo orientale, non resta che il THE PALACE, che spicca, per aver dipinto sulla facciata del “PALACE” appunto, un’esauriente (e rassicurante) scritta nella quale si legge che si servono pasti.

L’interno non è quello di un pub, ma di un locale moderno molto “fashion”, ma la cena non è male.


 

La giornata è stata assolata come poche durante il viaggio ed in assoluto la più tiepida.

Ad attenderci per la notte, un posto accogliente: tutti elementi che mitigano un po’ la tristezza che inizia a farsi sentire per i pochi giorni di viaggio ancori rimasti.

QUI (click) il "Post di pensieri" ispirato dalla giornata.

 
 
 

GALWAY

 

 Arrivati a questo punto del viaggio avevamo già visitato il sud-est dell’Irlanda, il Cork ed il Kerry lo Shannon inferiore ed una parte delll’Ovest dell’Irlanda: mancava la parte alta dell’Ovest ed il Nord dell’Irlanda (ULSTER a parte, dove, comunque, non contavamo di andare) le Midlands e Dublino. L'errore strategico era stato fermarsi inutilmente per tre notti nello stesso (schifosissimo) B&B (il Corrib Wave guest farmhouse, di cui vi ho già parlato) invece di proseguire più in alto e riservare la visita di Galway sulla strada del ritorno, come ultima tappa prima di proseguire per le Midlands e Dublino. Ma i viaggi, come le case in cui si vive, bisognerebbe sempre farli due volte, per poterli programmare meglio, pensare di più. In fondo è bello anche goderselo come capita, senza stress, indugiando in un negozio o lanciando crakers ai gabbiani...ma gli errori strategici...insomma, potrebbero essere evitati!

 La visita di Galway inizia vicino al mare, nonostante la giornata fredda e ventosa e questo perchè volevamo lanciare un "message in the bottle" del cui testo parlerò nel prossimo post.

Qui la città si estende moderna e brutta, senza edifici di pregio, quindi restiamo pochissimo, riprendiamo l'auto che lasceremo in un parcheggio a ridosso del centro, un po' caro (€20 l'intera giornata), ma comodo.
Iniziamo la visita da Claddagh un antico borgo di pescatori poco fuori dal centro ormai quartiere di Galway.

Non c'è molto da vedere a parte qualche casetta colorata con giardino curatissimo, un bel colpo d'occhio sugli "OLD QUAYS" di Galway...

 una scultura che ricorda il passaggio di Cristoforo Colombo, una passeggiata lungo l'insenatura...
ma la particolarità di questo quartiere è aver visto la nascita del famoso "Claddagh Ring" o
Ring of Claddagh”


Immagine presa da
http://www.bottegadeimonili.com


Il “Claddagh ring” è il famoso
anello di fidanzamento e matrimonio Irlandese dal disegno molto particolare: due mani sostengono un cuore sormontato da una corona. Le mani rappresentano l’amicizia, il cuore l’amore e la corona la fedeltà.

L’autore fu Thomas Dillon ed alla sua opera è dedicato un museo.

L'anello è il simbolo della città e per questo lo si trova rappresentato un po’ ovunque, ma specialmente sulle facciate degli edifici. Per rendere l'idea ho realizzato una "foto-sintesi" di tutte le immagini che ho trovato:

L’anello ha più di un significato:
amore (il cuore), lealtà o amicizia (le mani) e fedeltà (la corona), ma era anche il tradizionale anello nuziale irlandese.
Questo triplice significato, lo rende adatto ad essere regalato per amicizia, fidanzamento o nozze.
Lo scopo per cui è scelto è manifestato dal modo in cui l’anello viene indossato:

Amicizia: mano destra, con la punta del cuore rivolta verso la punta delle dita

Fidanzamento: mano destra, con il cuore puntato verso il polso

Matrimonio: mano sinistra con il cuore puntato verso il polso.

[Notizie liberamente tratte da "Bottega dei monili"]


Galway mi è sembrata la sintesi dei piccoli centri visti durante il viaggio:  odernità, tradizione, vecchio e nuovo, pub e fast-food, pesca e turismo, tracce di Cristoforo Colombo e personaggi illustri, case colorate, fiori ad incorniciare tutto, facciate leziose impreziosite da stucchi quasi in stile Wedgwood  come quelle del “Landmark Treasure Chest shop”


 

 
Questo negozio e quanto c’è di più bello, si trova intorno alla strada principale del centro di Galway.
Inoltre, moltissimi pub ed anche locali dove poter mangiare qualcosa per pranzo.
Tra i pub più famosi c’è quello che ci ha accolti per la cena  “THE KINGS HEAD”
uno dei più antichi e noti della città.
Inconfondibile per la sua facciata nera e per il bowindow del piano superiore,  decorato con sculture di teste, del re, appunto.
La storia narra che l’edificio fu donato dal parlamento Inglese, a Gunning, soldato di Galway, per aver accettato di decapitare il re Charles I considerato responsabile per le due guerre civili scoppiate nel suo paese. Il re non volle essere giustiziato per mano degli Inglesi, così degli emissari del parlamento andarono in Irlanda, Scozia e Galles alla ricerca di soldati volontari.

L’ambiente è molto grande ed a più livelli. Forse uno dei meno illuminati tra quelli visitati.
Tutto arredato in legno, con vecchie lanterne, una ruota di timone ed altri oggetti che ricordano tempi passati e storie avventurose.

 

 

 È molto frequentato, pertanto vi consigliamo di andare per tempo, oppure prenotare: ma attenzione, se prenotate e poi, tardate troppo, rischiate che il vostro posto sia ceduto a qualche italiano affamato e abilissimo nel convincere le deliziose cameriere: HE! HE!
Per cena abbiamo preso:

-riso al curry: abbondante e molto buono

-bacon & cabbage (molto abbondante e buono: si tratta di spesse fettine di bacon fresco lessate e servite con cavoli lessi, patate lesse, verdure miste e crocchetta di patate)

-insalata d’uova: sorta d’insalata russa, piena di maionese (da evitare!)

-patatine fritte (immancabili!)

-birra (ovviamente!)

Qui, per la prima volta, la cameriera ci ha proposto una caraffa d’acqua semplice, ma vi sconsigliamo di chiederla altrove, perché ci è capitato, in un altro posto,  di chiederla ed accorgerci del suo pessimo sapore.

 

 
 
 

“CONNEMARA: ROUNDSTONE, DOONLOUGHAN, CLIFDEN, KYLEMORE ABBEY, “SKY ROAD” e “SEA ROAD

h. 9.25, partenza dal B&B ribattezzato “Casa del mostro” in riferimento ai modi poco gentili del proprietario.

(località OUGHTERARD, “CORRIB WAVE FARM GUESTHOUSE” contea di Galway.)

Il cielo ci dona un raggio di sole che ci lascia ben sperare.
Il viaggio attraversa territori caratterizzati da campagne e rilievi un po’ più brulli di quelli incontrati nei tratti precedenti, e dai colori meno intensi.

sosta: ROUNDSTONE, Connemara

paesino di pescatori piccolo, ma carino.



sosta: DOONLOUGHAN, Connemara

Spiaggia bellissima, come il mare. Molto diversa da quelle viste finora.
Sabbia fine, asciutta e chiara, mare blu e trasparente, erba che arriva fin sulla sabbia.
Il tempo è soleggiato da non sembrare vero

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 sosta: CLIFDEN

Il tempo tiepido ed il sole ci hanno permesso una tranquilla visita del paese ed un altro picnic all’aperto. La piazza con le sue panchine, sono state la nostra “area pranzo”, tra deliziosi negozi.

sosta: Kylemore Abbey
Biglietto €12
a persona.
Visita senza guida ed a disposizione ci sono delle brochure in varie lingue, tranne che in italiano.
Una navetta porta al giardino cinto da mura (VICTORIAN WALLED GARDEN), forse la parte più interessante della visita.
Cartelli esplicativi (in inglese) spiegano le varie parti in cui è suddiviso il giardino.



Molto interessanti le GLASSHOUSES (serre) con un ingegnoso sistema di riscaldamento, le case del personale ed in particolare, l’incredibile differenza di comfort tra la casa dei giardinieri (poverissima) e quella del Capo Giardiniere (molto più lussuosa e confortevole). Molto bello il giardino formale (FORMAL FLOWER GARDEN) e quello roccioso (ROCKERY); sorprendente l’orto (KITCHEN GARDEN) con le mille colture.
Molto deludente la visita all’Abbazia vera e propria.

Rimaneggiata nei secoli e visitabile solo parzialmente poiché tuttora sede di un collegio femminile gestito dalle suore.
Inoltre ci sono da visitare la CHIESA NEO GOTICA e il MAUSOLEO.
Quest’ultimo si trova su un sentiero nel bosco e non è segnalato.
Si tratta di una piccolissima costruzione in mattoni gialli, visitabile solo all’esterno.
Bello l’ambiente naturale che accoglie il complesso, anche grazie allo specchio d’acqua nel quale si riflette l’abbazia.

5° sosta: punti panoramici sulla “SKY ROAD” e della “SEA ROAD”
La prima, molto stretta, ma con panorami veramente notevoli, peccato per il tempo che, intanto, si è un po’ guastato e per il vento gelido.

6° sosta: cena a CLIFDEN
Non la cena migliore e neppure il miglior Pub trovato nel tour.
La valutazione si aggirerebbe sul “4” se non fosse per la strepitosa torta al cioccolato

 

 
 
 

KINVARRA, OUGHTERARD Co. Galway, AUGHNANURE CASTLE

Dopo aver lasciato il Fernhill B&B, abbiamo attraversato il Burren, ma senza soste: destinazione KINVARRA, Contea di Clare, Nord Ovest dell'Irlanda.
Siamo nelle "GAELTACHT"le zone dove il 75% della polazione parla il"GAELICO"Questa lingua viene insegnata nelle scuole Irlandesi, insieme all'Inglese, proprio per non farne perdere la memoria. Indicazioni e cartelli sono spesso scritti solo in Gaelico: orientarsi diventa un po' più complicato, ma il divertimento è assicurato!



Kinvarra
è un piccolo borgo con un molo bordato d’aiuole e delle deliziose casette colorate.



La star di innumerevoli foto, è stato un micione rosso che, comodamente seduto SU un tavolino di un bar, tra una tazza ed un bricco, prendeva il sole che, con nostra grande gioia, stava splendendo...per la serie:
the cat in ON the table!



La sosta successiva sarebbe stata per l’acquisto del pranzo prima dell’arrivo al B&B prenotato:
località OUGHTERARD, sistemazione nel “CORRIB WAVE FARM GUESTHOUSE” contea di Galway.

Ottimo punto d’appoggio per gli appassionati di pesca sportiva con la canna, si affacciava su un lago.

L’aspetto era più quello di un ritrovo di pescatori che di un B&B, ed a questo contribuivano anche i due enormi pescioni imbalsamati e custoditi in un’enorme teca di vetro, proprio nell’atrio.
Le stanze “vista lago” erano molto spaziose, quella sul retro, invece, decisamente angusta. La pulizia “poco approfondita”, la mobilia “antidiluviana, i ragni molto presenti (scopriremo poi la loro grande utilità), le zanzare assetate di sangue, il prezzo…decisamente poco onesto! Se ci era sembrato caro quello del giorno precedente…questo ci è apparso una rapina: € 45 a persona!

L’idea di cercare un sistemazione migliore è stata ben presto scartata, perché, il poco accondiscendente, nonché pochissimo ospitale, padrone di casa, avrebbe comunque trattenuto dalla carta di credito, il prezzo delle stanze per tutti e tre le notti prenotate.

Eh, si, perché, in quel posto ameno, avremmo dovuto trascorrere il più lungo soggiorno del nostro tour!

Visita alla Casa-Torre “AUGHNANURE CASTLE”
a poca distanza dal B&B.


Un buon esempio di questa tipologia architettonica.
Pannelli esplicativi e visita senza guida, supportata da un depliant tradotto in italiano.

Consigliata la visita dell’interno, anche se la scala a chiocciola è molto stretta e, all’ultimo piano, l’aria è poco respirabile a causa  dello scarso ricambio d’aria e della presenza del guano dei pipistrelli, che sono soliti trascorrere la notte qui.

Ore 5.00 p.m.
visita al piccolo molo per gli imbarchi al tour dei laghi, ma quello previsto, proprio per le 5.00 scopriamo non si terrà a causa della poca affluenza. Occorrono minimo 15 persone per far partire il piccolo traghetto e noi, siamo solo 5.

Ricerca di un Pub per la cena ad 
OUGHTERARD.
La località è molto piccola e le possibilità quasi nulle. Stavamo per recarci a Galway, quando abbiamo trovato un pub, non in stile irlandese, ma americano.
La cena, comunque, non è stata male.

 

 
 
 

CONTEA DI CLARE, CLIFF OF MOHER, DOOLIN

 h. 09.40
Partenza dall’ Hillview B&B a Killorglin:
anche qui non hanno preso la carta di credito…

h. 11.20 a.m. Lambert
Siamo in attesa del traghetto per passare dall’altro lato dello Shannon: traghettare è il modo più rapido per raggiungere la contea di Clare.
 



 h. 11.55 a.m. Sbarco Killimerm, nella Contea di Clare

h. 01.22 p.m. Quilty
Sosta “picnic” e spesa al super ”Espress stop”.
Finalmente abbiamo potuto mangiare fuori dal nostro “pub su ruote” visto che non pioveva: qualche raggio di sole e molto vento.
Insomma. PRANZO VISTA MARE!
Adesso siamo partiti per le Cliff of Moher.

h. 04.30 p.m. Cliff of Moher



L’auto si lascia al parcheggio , che si può pagare in anticipo all’ingresso del centro visite, per evitare la fila al rientro.
Le scogliere si possono vedere seguendo un percorso obbligato e protetto. Non ci si può affacciare dal bordo, come fino a qualche anno fa e questo a causa di diversi incidenti accorsi nel passato. Il luogo è, dunque, un po’ meno “selvaggio” e molto turistico, ma vale sicuramente la pena di essere visto.



Noi abbiamo trovato molto vento e pare non sia un fenomeno raro: portate giacche antivento, copriteli bene e “zavorratevi” perché le raffiche  saranno in grado di spostarvi! A noi non sono riuscite a  trascinarci giù dalle scogliere, ma solo perché c’erano le barriere di protezione!
La pioggia ci ha risparmiati, così abbiamo potuto anche fare delle foto.
Il panorama è incantevole anche se è uno dei più fotografati d’Irlanda.

Il vento ha aggiunto suggestione ed il mare in burrasca ha fatto sembrare le scogliere ancora più imponenti, se mai fosse stato possibile.
Ci è rimasto il rammarico di non aver potuto godere di quel panorama in una giornata completamente soleggiata, ma, in fondo, l’abbiamo visto in una “tipica” giornata irlandese.
Non abbiamo fatto la visita virtuale, nel centro visite, ma allo shopping non abbiamo rinunciato!

Doolin
Poco distante dalle Cliff  e presso il porticciolo, è possibile ammirare l’oceano che, infrangendosi su delle scogliere, decisamente più basse, crea effetti di spruzzi molto spettacolari.

QUI il "post di pensieri" ispirato da questi panorami.



Doolin
B&B “FERNHILL Farmhouse
Peccato rimanere solo per una notte! E’ il più bello del giro!
Stanze luminose e ben arredate!
-Ottima la pulizia.
-Piumini ai letti.
-Phon nelle stanze
La tripla ha due finestre e quattro letti più salottino ed il bagno con vasca!
Niente caffè di benvenuto ed arredamento sobrio ed elegante.
P.S. Nota del giorno della partenza:
Dopo aver superato l’entusiasmo iniziale, abbiamo esaminato con lucidità la nostra sistemazione e, queste, sono le nostre conclusioni:
a)  B&B “FERNHILL Farmhouse è stato il più caro incontrato finora: €40 a persona
b) Accoglienza tiepida: nessun caffè di benvenuto e nemmeno la “tea maker” a disposizione nelle stanze.
c) Niente termosifoni accesi e divieto di fare il bucato personale, scritto esplicitamente su un foglio con il regolamento della stanza.
d) Niente yogurt ne dolcetto a colazione, inoltre, l’”irish breakfast” era composta soltanto di un uovo e bacon.
 
h. 20.02  pub MC Dermot
Il locale è molto carino, ben diverso dai pub visti finora.
Più in stile “casa di pescatori”, ma decisamente accogliente.
Abbiamo preso:
-
le zuppe del giorno (ottime)
-“main couse”(piatti principali): Irish beef , Guinness stew of beef,  fish and chips
tutto, decisamente eccezionale!

 

 
 
 

PENISOLA DI DINGLE, DINGLE, CONNOR PAS, BLENNERVILLE WINDMILL, TRALEE, KILLORGLIN

Al cielo stellato di ieri sera,  non è seguita una bella giornata,

infatti piove più fitto ed il giro della Penisola di Dingle non si annuncia dei più “luminosi”.
Dalle h. 11.10 a.m. alla 01.00 p.m siamo stati a  DINGLE
Co.Kerry
Dingle sta sulla penisola omonima (Corca Dhuibhne in Gaelico Irlandese) che si protrende sull'oceano Atlantico.
Su questa facciata è raffigurato in maniera decisamente originale il delfino FUNGIE

 

FUNGIE ne è un po' il simbolo dal 1984, data nella quale decise di unirsi ai pescherecci e seguirli durante le battute di pesca.
Adesso, molte imbarcazioni si offrono di portare turisti a fare un giro nella speranza di avvistare Fungie e, pare, non pretendano compensi nel caso la "Star" non si faccia vedere!
La penisola di Dingle è un posto magico, ancora un po' selvaggio dove il tempo sembra essersi fermato.
Nonostante la pioggia abbiamo fatto, ugualmente, un bel giro per il paese con relativo shopping.
Dingle  è un paese con il porto, tante  case colorate, pub  e …pullman turistici.
E’ un posto molto frequentato, forse un po’ troppo in agosto!
Per consumare il nostro pranzo al riparo dalla pioggia, nella nostra solita area picnic (auto), abbiamo scelto una località con  vista mare: Ventry Harbour.

 Il giro per la penisola di Dingle, come previsto,  è stato interamente sotto la pioggia.Nonostante tutto, siamo riusciti a scattare qualche foto dai punti panoramici.

Inoltre è stato possibile fare la conoscenza di un frettoloso, ma affamato gabbiano che...vi presento:

Lo so, manca un pezzetto d'ala, ma il soggetto aveva fretta...il cracker l'ha preso in atterraggio ed è decollato subito dopo: quando si dice..."fast food"!

Molto suggestivo il passaggio attraverso il Connor Pass (passo montano più alto d’Irlanda) nella nebbia ed il mulino ottocentesco ancora funzionante "Blennerville Windmill", situato poco fuori Tralee.
Il mulino  è il più grande mulino a vento funzionante d'Irlanda.
Dietro, la porzione di uno spettacolare arcobaleno che si staglia su un cielo scuro di pioggia...e pioggia fu!

Peccato non averlo potuto visitare dall’interno, poiché mancavano solo 10 minuti alla chiusura (erano le h. 05.50 e la chiusura era alle h. 06.00 p.m.).

Un rapido giro per Tralee, purtroppo sotto la pioggia.
Pochi i negozi ancora aperti e  la cittadina non c’è sembrata particolarmente carina.
C’era una specie di festa, con palchi per spettacoli e bancarelle: gli spettacoli, probabilmente, sarebbero iniziati nella serata, mentre le bancarelle non offrivano nulla di particolarmente originale.
Non restava che fare ritorno a Killorglin (sede del nostro B&B).

H. 07.10 p.m.
Al  nostro pub preferito di  Killorglin: il “Kerry’s Vintage Inn”.
Locale molto carino.
Menù tradizionale, ma essenziale.
I viaggiatori consigliano:

1.       Irish Stew (voto 8,5);

2.       soup of the day: di funghi voto 5,5;  di verdure 6,5);

3.       fries (voto 7,5)

4.       birre Harp e Guinness

5.       bacon and cabbage (voto 7,5);

6.       roasted stuffed pork (voto 6.0);

7.       breaded fish (voto 7.0)

8.       Non sappiamo nulla del sirloin & salmon perché sono fuori menu già da tre giorni.

Il percorso di questa giornata ed il meraviglioso arcobaleno visto dietro al Blennerville Windmill, ha  dato origine ad un "post di pensieri". (click qui) che è quello che apre questo blog.

 
 
 

GLENBEIGH : KERRY BOG VILLAGE, ROSSBEIGH BEACH (CO. KERRY), KILLARNEY NATIONAL PARK, MUCKROSS HOUSE, KILLARNEY

Killorglin 
1° giorno da Doroty valutazione stanze: mediocre; colazione: buona;

Glenbeigh – Kerry Bog Village


Visita al villaggio delle torbiere (ricostruito) e primo “Irish Coffe” bevuto al pub “The Red Fox” appena fuori il villaggio.

 h. 01.15 p.m
Siamo appena ripartiti da Rossbeigh Beach (Co. Kerry) dove siamo andati a caccia di conchiglie. L’oceano era proprio bello visto da qui! Forse la vista sul mare (livello spiaggia) più bella di quelle incontrate finora.

Il sole è ben presto sparito lasciando il posto alla solita pioggia sottile che veniva dal mare, così
ne abbiamo approfittato per dare il via al quotidiano “picnic in the car” (anziché sull’erba).

 

h. 04.05 pm  Ritorno dalla Valle Glaciale di “Gup of Dunloe” KILLARNEY NATIONAL PARK
Si consiglia di lasciare l’auto al parcheggio e proseguire a piedi oppure a bordo dei carri a cavalli.
La strada è in salita e molto trafficata, il fondo stradale scivoloso a causa del transito dei quadrupedi, ma il panorama e la flora, valgono la passeggiata.

 


05.20 p.m. Visita
alla Muckross House.

Molto interessante e ben tenuta. Peccato per la visita guidata (in inglese) di soli 45 minuti
quasi in stile “tour nipponico”.

La dimora, appartenuta alla famiglia degli Albet era stata oggetto di pesanti interventi in vista

della visita della regina Vittoria, che aveva annunciato l’evento, con ben sei anni di anticipo.
Stanze con ogni comfort per l’epoca, soffici e preziosi tappeti, cortine francesi ai letti, vasca da bagno con acqua calda, scale anti-incendio “ante litteram”, per tranquillizzare la sovrana ed un ingegnoso sistema di campanelle per chiamare la servitù.

Nota di colore: a questo genere di visite, seguiva il riconoscimento del titolo nobiliare alla famiglia ospitante. Gli Albert, però, furono sfortunati, perché, dopo la visita, morì il marito della regina e la sovrana, dimenticò di concedere il titolo agli Albert!
Molto bello e ben curato il grande giardino ed il parco.
Possibilità di visitarlo a bordo di carri a cavalli

h. 20.15  cena al “The Danny Mann” di Killarney
Il pub si presenta bene. E’ meno buio di quelli nei quali abbiamo cercato posto invano.
Abbiamo provato delle soup ed il primo “fish & chips” della vacanza, che, però, non era un gran che.
Nel dettaglio, questa è la votazione che abbiamo attribuito alla nostra cena.
Voto: 2 al  servizio perché, per la prima volta, ce l’hanno fatto pagare il 10% del totale.
Voto: 6 alla zuppa
Voto :2 al fish and chips
Voto: N.C. all’insalata con mele e bacon.
Alle 09.30 è iniziata l’esibizione di un gruppo di musica tradizionale irlandese.

CONCLUDENDO: non ci sentiamo di consigliarvi questo Pub

Se volete guardare altre foto di Molly, le trovate QUI

 

 
 
 

KENMARE, KILLORGLIN

Ferragosto
Partenza da Bantry h. 09.20
Sosta alla Molly Gallivan’s House per fotografare l’arcobaleno!
Anche questo posto, per la sua suggestione, mi ha suggerito un "post di pensieri" intitolato "WAITING: aspettando..." lo trovate QUI


Sosta successiva a Kenmare  (south of County Kerry) 



per vedere il mercatino e i merletti per i quali, il posto, avrebbe dovuto essere famoso.
Il mercato è l'evento del ferragosto, la sua caratteristica è la presenza degli animali:  pony, cavalli, galline…
Un tempo era l'"evento" per eccellenza e l'occasione per acquistare il bestiame.
Giretto per souvenir e caccia al merletto che, però non ha incontrato i nostri gusti.

Qualche foto
Pranzo in macchina (causa pioggia) , eletto a nostra area “pic-nic” con finale di muffin, che in Irlanda sono strepitosi (soprattutto quelli al cioccolato!).
h. 14,00 si riparte a destinazione Killorglin, vicino a Killerney dove ci aspetta il prossimo B&B, strada facendo vedremo i laghi, nebbia permettendo!
Moll’s Gap Killarney National Park (County Kerry)
L’altimetro segna 340 m. , la carta 263 m., vai a capire.

Killorglin   B&B Hillview Farmhouse

Caro diario, siamo arrivati in questo posto sperduto della Contea di Kerry, dove c’è anche, tra le altre cose la c.d. valle glaciale, alla quale non ci siamo fermati, perché dovevamo arrivare prima delle 18,00 al B&B.
La signora Doroty ci ha accolti offrendoci tè e caffè.
Valutazione del B&B 4,5.
Speriamo in meglio per il prosieguo
Nonostante sia ferragosto, i termosifoni sono accesi: possiamo fare il bucato!


I pensieri della buona notte
Assaggiato il primo “stew” del tour: una sorta di spezzatino (d’agnello oppure di montone) con verdure, molto apprezzato dagli uomini della compagnia.
Freddo in crescendo e pioggia più o meno costante.
Pioverà domani?
Sicuro! Che domanda!!

 

 
 
 

BANTRY HOUSE, MIZEN HEAD,SHEEP’S HEAD WAY, DURRUS

Post n°20 pubblicato il 27 Aprile 2010 da KalisperiKKa
 

Bantry h. 09,15
Partenza per la visione dall’alto della Bantry Bay.
h. 09.45 Ballyroon. Fermi su uno spuntone di roccia ad aspettare che passino le nubi per poter godere il panorama che dovrebbe offrire questo sito.


Visita alla Bantry House (La foto appartiene a WIKIPEDIA: qualora l'autore ritenessi lesi i diritti di copyright è pregato di segnalarcelo e la stessa sarà rimossa prima possibile)

Le condizioni climatiche non promettevano niente di buono.
Una pioggia fitta ed incessante, unita ad una foschia densa, rendevano vano qualsiasi tentativo di godere dei panorami della Bantry Bay.

Decidevamo, quindi, di visitare la famosa Country House;
La scelta aveva molteplici vantaggi: rimanevamo al coperto, visitavamo qualcosa di interessante e…non ci lasciavamo scoraggiare dal tempo!
La villa era una sorta di museo che raccoglieva oggetti collezionati dai vari proprietari in giro per il mondo.

C’erano arazzi settecenteschi, mobili dello stesso periodo, porcellane e molte altre cose di dubbio gusto, ma di grande valore storico. Bellissime le vedute di Piranesi di Roma e Tivoli.

Il giardino, purtroppo, continuava ad essere sotto la pioggia incessante, ma la visita ce la siamo concessa ugualmente.
Molto bella la veduta della baia, già dalla balconata del giardino sul fronte principale e doveva esserlo altrettanto guardato dalla sommità della ripida scalinata, da cui è stata scattata la foto sopra, la cui salita era “a tuo rischio e pericolo” (come recitava un cartello). Purtroppo, una volta giunti in “vetta” (gli scalini erano davvero tanti e molto ripidi, oltre che insidiosi a causa della pioggia) solo una vista appannata dalla nebbia e delle panche inutilizzabili a causa dell’acqua.
Nel boschetto, che stavano intorno allo spiazzo in cima alla scala, era ovviamente, era impensabile addentrarsi.
La guida parlava anche di un magnifico roseto, che avrebbe dovuto essere nei pressi della Tea room, ma non ne abbiamo trovata traccia.


Dopo la visita ed il pranzo consumato in macchina, per la pioggia, siamo partiti alla volta della penisola di Mizen Head


Un’ora di viaggio per arrivare al punto più a sud dell’Irlanda. Qui avremmo visitato la stazione Radio che trasmette segnali in caso di nebbia.

Posizionata all’estremità della penisola e collegata a questa solo grazie ad un vecchio ponte in acciaio bisognoso di manutenzione (nella foto), conservava un fascino straordinario.
Le alte scogliere con l’erba quasi sul ciglio, l’Oceano in tempesta, il vento ed il tempo estremamente variabile, erano la suggestiva cornice naturale, mentre, all’interno, le foto in bianco e nero raccontavano dei tempi in cui Guglielmo Marconi vi condusse degli studi e di quando la stazione era abitata ancora da un essere umano che si occupava del funzionamento della stessa, attualmente completamente automatizzata.

Proprio l’idea della solitudine del tecnico, alleviata temporaneamente dai soggiorni della famiglia, dava all’ambiente quell’aria di tristezza che si acutizzava guardando l’oceano attraverso i finestroni in quella giornata decisamente poco estiva.


Oltre alle foto, la stazione ospitava anche pannelli esplicativi e delle ricostruzioni (discutibili) della vita all’interno di essa.

Solo visitando gli ambienti, ci siamo resi conto che il Fastnet Lighthouse, ossia il FARO vero e proprio, non era compreso nella visita.
L’illusione di poter fare anche questa entusiasmante esperienza, era dovuta ai pannelli illustrativi incontrati nel percorso di avvicinamento alla stazione. C’erano descrizioni sulla tipologia e funzionamento del faro ed anche una ricostruzione in scala della planimetria dello stesso con l’esatta collocazione dei blocchi di pietra.
Tornati al centro visite, un po’ delusi per la scoperta, ci siamo cimentati nel tentativo di capire dove, realmente il faro fosse collocato.

Dopo aver scrutato il mare in burrasca attraverso le vetrate, finalmente  lo scoviamo in mezzo ai flutti ed alla foschia!Peccato non averlo potuto realmente visitare!

La “gita” s’è conclusa con la sosta al provvidenziale coffè shop, dove il cheese cake,  non era particolarmente eccezionale .

Lasciato Mizen Head, la tentazione di andare a vedere un altro faro è stata forte, così, nonostante la pioggia che, nel frattempo era ripresa (ci aveva concesso una tregua giusto il tempo necessario per la visita alla stazione).

Il faro nostra meta si trovava all’estremità della SHEEP’S HEAD WAY: stretta penisola affacciata sull’oceano.

Purtroppo, il faro si trovava in fondo ad uno scosceso e sdrucciolevole sentiero percorribile solo a piedi, che conduceva sul ciglio della scogliera e, vista la pioggia ed il vento, non abbiamo potuto avvicinarci. Così, scesi dall’auto, ferma sull’ultimo spiazzo utile, non abbiamo potuto far altro che contemplare quello che del panorama, era percepibile.

Alle h. 06.06 p.m. decidevamo che le escursioni potevano dirsi terminate e che era ora di cercare un posticino per cenara.
Fermati a Durrus (ma non eravamo in Sardegna!) scoprivamo che la scelta poteva ricadere sull’unico locale aperto che serviva la cena. Il locale, all’apparenza un pub, in realtà aveva una sala sul retro molto più simile ad un ristorante che ad un pub. La cena non è stata eccezionale, ma non c’era veramente di meglio.

 

I PENSIERI DELLA BUONA NOTTE

Gli irlandesi vivono in posti improbabili, distanti chilometri dai centri abitati.
Condividono spazi infiniti con pecore, corvi e gabbiani.
Guardano orizzonti di mare, da prati coperti di erica e margherite

ma…
…non è vero che consumano tutti l’Irish breakfast
…non è vero che non usano mai l’ombrello,
…non è vero che c’è sempre il vento,
…non è vero che sono tutti rossi di capelli e con le lentiggini

Hanno un gran senso del business: fanno pagare (caro) qualsiasi cosa “visitabile”.
Hanno supermarket aperti ventiquattro ore…
ma non hanno i miscelatori nel bagno! (oltre che i bidet.. …ma quello lo sapevamo)
E poi…
Hanno maree che vanno e vengono
seguendo l’umore del mare e quello della luna.

P.S.
Mizen Head è un posto magico, di frontiera.
Si sente ruggire il mare,
la fotocamera cattura immagini per illustrare le emozioni,
i pensieri seguono il flusso delle correnti e l'impeto delle onde.
Da questa visita sono scaturiti due post specifici, pubblicati all'inizio di questo blog e di cui aggiungo il permalink.
Sono post "di pensieri" e non il diario di viaggio.

Buona lettura!
(ecco i link)

 

 

 

 
 
 

BANTRY

Post n°19 pubblicato il 27 Aprile 2010 da KalisperiKKa
 

Bantry ci accoglie con una tazza di té e dell'ottimo plum cake offerto dai proprietari del B&B (4 km da Bantry – Dromcloc house – contea di Cork).

Il bello di alloggiare in un B&B è che, spesso, i proprietari sono signori di mezza età ospitali e ben disposti alla conversazione. I signori Dympna e Johnny Crowlwey, oltre ad accoglierci, ci hanno dato moltissime "dritte" su dove cenare e cosa vedere. Il signor Johnny, inoltre, ci ha raccontato storie affascinanti di battaglie avvenute al largo della baia ed ha condiviso con noi pezzi delle sue memorie.

Bantry è un paese ordinato con case dalle facciate colorate.

La cena è stata superba.
The Snug  è proprio alla "Quay" (banchina) quindi è impossibile non passarci davanti.

L'ambiente è arredato con tavole di legno sbozzate grossolanamente e panche della stessa fattura; un albero vero sembra spuntare dal bancone e perdersi nel soffitto.
L'ambiente e molto gradevole e si mangia divinamente.

Ecco il nostro menù:
Oak smoked salmon salad
Grilled wild atlantic salmon
Bantry Bay mussels
Assorted seafood platte.

Bantry sarà il punto di partenza per le escursioni della prossima giornata.
Intanto...
qualche scorcio...



Grazie alla cura messa nella scelta dei colori, dei dettaglii...i fiori 
alle finestre anche una serata grigia di pioggia sottile (tipicamente Irish),
appare subito più luminosa!



Qui, ogni negozio è differente dall'altro...e non solo per ciò che vende!
Vai con lo shopping!

 

 

 
 
 

KILKENNY, PASSAGE EAST

Svegliarsi in un B&B Irlandese è un'esperienza indimenticabile.
Ti svegli, apri le tende, respiri l'umido della terra e, se il cielo ti dona un raggio di sole, vedi questo!

 

Il "nostro" era l' Oldtown Farmhouse" in località Thomastown presso Kilkenny.
Un'edifcio basso, curato in mezzo ai prati, con un girdino fiorito a darci il benvenuto.
Sembra di essere ospiti di amici.
Camere accoglienti con bagno tv, piumoni (di notte fa freddo anche in agosto) e tea maker su un delizioso vassoio con tutto l'occorrente per godersi un buon tè dopo il viaggio.
La pulizia è "quasi" ottimale, paragonata ai nostri standards: ce ne renderemo conto proseguendo il viaggio.
La signora Mary è sorridente ci offre la colazione in una bella sala con bow window sul giardino
,

La tavola è apparecchiata con gusto e possiamo avere: pane appena tostato, marmellata, caffè "filtred", té, latte, frutta...

La giornata era iniziata con il sole , ma dal meteo irlandese apprendevamo che sono previste "shovers"ossia " rovesci ", impareremo presto ad apprezzarli, perché durano poco e garantiscono il sole. Ben diversi dalla giornate in cui la pioggia cade incessante per tutta la giornata.


Decidiamo di visitare Kilkenny ed iniziamo dal Castello

Quello che vediamo è il frutto delle ristrutturazioni in stile neogotico dell'epoca vittoriana (solo l'impianto è originale del 1190). Quasi tutto in Irlanda ha subito forti rimaneggiamenti: anche la St Canice's Chatedral...
La guida (in inglese)  sembrava Kylie Minogue … e parlava come paperina!
I Butler (proprietari del castello) erano superstiziosi, dormivano seduti per paura della posizione supine, troppo vicina a quella dei cadaveri!! Però  avevano anche paura di rovinarsi l’acconciatura e da seduti, respiravano meglio. Tutti malati! Sarà l’umidità?
Intorno al castello prati ed aiuole curatissimi. 

Nel pomeriggio, complice una "shower" improvvisa, ripariamo nel
KYTELER’S INN - Kilkenny  uno dei pub più famosi di qui, con la loro birra.

 

Siamo entrati appositamente per assaggiarla. La birra era ottima ed il locale pieno di persone con gli occhi incollati allo schermo tv dove c'era una partita di un  gioco con una pallina e la mazza tipo cricket che scopriremo essere l'"hurling" una vera  passione Irlandese

La giornata è proseguita col bel tempo! Visita alla St. Canice's Cathedral (in foto)  ed alla Black Abbey.

Poi sosta per e gita fino al mare dopo Waterford. Siamo arrivati a Passage East dove abbiamo visto i pescherecci e le chiatte che attraverso una specie di fiordo (o foce di fiume) c’era odore di pesce, conchiglie, colori pazzeschi… come il freddo.

Bellissimo il pub trovato sulla strada del ritorno e buonissima la soup… peccato che siano state solo un sogno, perché, dopo una mezzora di attesa, una “solerte” cameriera ci ha informati che la cucina aveva chiuso da 45 minuti! Ci ha salvati un fast food. No Mc Donald, ma puro irlandese, che ci ha sfamati.

 

I PENSIERI DELLA BUONA NOTTE

Se c’è il sole, la luce assume dei colori caldi come quelli dei freddi pomeriggi d’inverno. I fiori sembrano più colorati, i prati più verdi, il cielo più azzurro, le mucche … di pù come le pecore! Le case più colorate e noi più felici!
L’Irlanda sembra farsi bella per uscire, insomma. Peccato che abbia orari rigidi, per la cena, ma ci adegueremo.

P.S.: Abbiamo scoperto che ci sono locali che servono la colazione irlandese a qualsiasi ora: ora so cosa mangerò per pranzo, prima o poi.

 

 
 
 

Arrivando in Irlanda...

Post n°17 pubblicato il 22 Aprile 2010 da KalisperiKKa
 

Dedico questo racconto di viaggio a due dei miei compagni di cui pubblicherò alcune foto ed a tutti coloro che passeranno e avranno desiderio d'Irlanda anche solo per un istante.
Le emozioni che quella terra riesce a comunicare sono intense e, se avete avuto modo di leggere i primi post di questo blog...ve ne sarete resi conto.

BUON VIAGGIO

Prime impressioni...
L'Irlanda ci ha accolti con un odore diverso, già in aeroporto.
Non una grande aerostazione (Dublino), ma qualcosa di simile a quella di Catania.
Quasi spartano, nella sua architettura semplice e demodè, vecchia di una trentina d'anni o forse più.
Un sorriso ed un saluto nella nostra lingua ci aspettano all'ultimo varco: niente male come inizio.
La guida a destra ed il senso di marcia a sinistra, sono una stravaganza pericolosa ed a distrarsi un attimo si ha l'impressione di sbagliare qualcosa.
Dublino come Roma: lavori in corso come sul G.R.A. e fila a passo d'uomo,
poi, strade poco trafficate.
Verde in tutte le tonalità, una specialmente, molto brillante: la chiamerei "NUANCE VERDE IRLANDA"!
Prati ed aiuole,
mucche e pecore,
fioriere ordinate e ricchissime,
case con spioventi molto accentuati e recinzioni inesistenti.
Grandi finestre, anche accanto all'ingresso.
Qualche bruttura anche qui, soprattutto nella ripetizione di alcuni elementi.
Usci rossi e muri verdi,
per i numerosissimi Pub dove si vede poco e si mangia presto,
dove parlare è difficile per il volume della musica e, siccome è sabato, può capitare di incontrare un Elvis attempato e panciuto che si dimena con una fanciulla in carne, vestita di poco e con vistose "L" addosso: "LEARNER"? Forse un addio al nubilato...
Scegliere dal menù non è semplicissimo, ma abbiamo la nostra prima cena Irlandese.
Elvis va via e anche noi torniamo al nostro B&B: la stanchezza si fa sentire..
per fortuna abbiamo un'ora di vantaggio!
L'avventura è iniziata... 

Kali

Qui un assaggio dei colori di Kilkenny (la birra Smitwick's è buonissima ed in Italia la commercializzano come "Kilkenny") per le altre foto vi rimando al mio fotoblog

 

 
 
 

IRLANDA: ISTRUZIONI PER L'USO

Post n°16 pubblicato il 16 Aprile 2010 da KalisperiKKa
 

cegli


ISTRUZIONI PER L'USO

Piccolo vademecum per chi voglia andare in Irlanda con tutte quelle notizie che fa comodo avere prima del viaggio.

0. COMPAGNI DI VIAGGIO...
Il primo consiglio vi sembrerà banale, ma è il più importante dei quattordici che seguiranno.
SCEGLIETE I COMPAGNI DI VIAGGIO CON MOLTISSIMA ATTENZIONE:
15 giorni "on the road" con la compagnia sbagliata possono trasformarsi in un vero supplizio.

 
IO VI HO AVVERTITI!
 

1. AUTO.
Se affittate l’auto, ricordate che si guida a sinistra e le rotatorie sono in senso orario. Si consiglia un’assicurazione TOTALE.
Alcune strade, soprattutto quelle panoramiche, sono molto strette e costringono a fermarsi in caso sopraggiunga un veicolo dal senso opposto.
I tempi di percorrenza sono più lenti di quelli in Italia, ma poi, perché avere fretta?
 

2. B&B: prenotazioni.
Prenotate solo la prima notte dall’Italia, le altre conviene farvele prenotare dalla padrona di casa nel posto prescelto di volta in volta. La signora sarà lieta di aiutarvi ed abilissima nel trovarvi la camera perché seguirà i suoi “canali preferenziali”…inoltre, risparmierete i soldi della telefonata e non rischierete incomprensioni telefoniche! Se andrete in Irlanda in Agosto, tenete presente che si tratta di un mese molto affollato: prenotate il B&B almeno una notte prima, per evitare di non trovarne nessuno all’ultimo momento! 
N.B.
Per un “tour on the road” sarà quasi impossibile pianificare tutte le tappe alla partenza: il tempo atmosferico, le strade, i luoghi d’interesse ed i tempi di percorrenza, vi faranno spesso “aggiustare il tiro”.

 

3. B&B: Prezzi e confort..
Attenzione, non tutti i B&B hanno gli stessi costi: per evitare sorprese spiacevoli, domandate prezzi ed eventuali facilitazioni, prima di prenotare. Ricordate che le “GUEST HOUSE” sono più care dei B&B FARMHOUSE e non sempre, offrono servizi migliori.
Quando prenotate una stanza, ricordatevi che se la volete con bagno privato, dovete chiedere una “EN SUITE”.
Le stanze singole sono difficili da trovare (oppure hanno il sovrapprezzo come da noi) mentre sono molto comuni stanze “family” a 3 o 4 letti.
Pulizia
Gli standard irlandesi non sono sempre come i nostri…prima di prendere possesso della stanza, date un’occhiata!
Colazione
Quella “CONTINENTALE” prevede bevande calde, succhi di frutta, frutta fresca o macedonia, pane tostato, burro, marmellata e confettura, yogurt, cereali e, molto raramente (spesso solo su richiesta) qualche fetta di dolce.
L”IRISH BREKFAST” comprende bevande calde, pane tostato e un piatto con degli ingredienti che variano in quantità, qualità e varietà a seconda del B&B, ma c’è sempre:
-Uovo fritto,
-Salsicce (in realtà si tratta di Wurstell)
-Bacon
-Pomodoro crudo o appena grigliato.
In alcune troverete anche una fetta di pudding nero ed una di pudding bianco. Alcuni dovrebbero metterci anche le french fries, ma a noi non è mai capitato.

 

4. DENARO.
Portate CONTANTI, perché, anche se i B&B dichiarano di accettare le carte di credito (e ve ne chiedono il numero alla prenotazione), quando arriva il momento di pagare…spesso c’è qualcosa che non funziona (linea telefonica…)

 

5. ELETTRICITA’.
Portate l' ADATTATORE per la PRESA U.K. a tre spinotti di sezione rettangolare (di cui, uno più lungo perché è la messa a terra) altrimenti non potrete ricaricare, cellulari, fotocamere… L’asciugacapelli è a disposizione in molti B&B e, qualora non lo trovaste in camera, potrete chiederlo ai proprietari, altrimenti portatelo da casa. Se avete comprato di recente qualche piccolo elettrodomestico da viaggio, è possibile che l'adattatore U.K. sia già in dotazione (controllate!) altrimenti vi consigliamo di comprarlo nel negozio di elettricità in Italia, perché lo pagherete tra i 3€ ed i 5€ e non impazzirete una volta in Irlanda. In ogni caso è in vendita anche li.
N.B. Per evitare di acquistare più adattatori (esempio: avete più di un cellulare da ricaricare) portatevi una presa multipla.
 

6. INDICAZIONI STRADALI.
La segnaletica è ottima, fatta eccezione per i cartelli di colore marrone che indicano dal luogo d’interesse al B&B. Nel DINGLE e nelle altre località delle
 
GAELTACHT, le indicazioni sono, spesso, solo in Gaelico e questo crea qualche difficoltà.
”YELD” vuol dire “dare la precedenza”
 

7. NOTIZIE & INFORMAZIONI.
Chiedete tutta la documentazione agli enti turistici, già dall’Italia e, una volta in Irlanda, andate anche a quelli del luogo che vi accingete a visitare. I cataloghi dei B&B sono utilissimi e ve ne renderete ben presto conto!

 

8. PUB: cibi e bevande.
Ecco i prezzi indicativi di alcune pietanze (agosto 2007):
french fries (patatine fritte a bastoncino) € 3.50 (1 porzione)
1 pinta di birra €3.50 - €4.00
1 secondo €13.50 e più
1 soup €4.00 (quelle di verdure sono buonissime, soprattutto se fuori fa freddo e le servono con pane e burro)
Per cenare in un pub, si spendono, mediamente, €20 -25 a persona
N.B. la bottiglietta d’acqua minerale è molto cara: €2.50 circa: bevete birra!!
 

9. PUB: istruzioni per l’uso.
ATTENZIONE NON IN TUTTI I PUB SI PUÒ MANGIARE!
Sono molto più frequenti quelli in cui si può esclusivamente bere.
Per CENARE, ricordatevi che i Pub si riempiono già alle 7 p.m. anche se fuori è ancora giorno e ci sono moltissime cose da vedere!
Dalle 9.00 p.m. massimo 9.30 p.m. NON SI CENA PIÙ (si beve soltanto e non vi portano nient’altro, neppure se state già cenando).
Alle perse si può ripiegare su un fast food (ce ne sono di irlandesi), ma non è la stessa cosa.

Se, quando entrate in un pub, i tavoli sono tutti occupati, prendete birra e patatine al banco e chiedete di riservarvi il primo tavolo che si libererà: ingannerete l’attesa stando seduti e non perderete il posto!
N.B. Alcuni Pub servono la cena anche al banco: si sta seduti in ogni caso.

 

10. SALUTE
La mancanza di olio d’oliva, la pochissima insalata, il menù dei pub decisamente poco “Light” e le pinte di birra, potrebbero crearvi qualche piccolo fastidio, soprattutto se siete abituati ad una dieta decisamente diversa. Per precauzione, portatevi i vostri soliti rimedi (esempio dei fermenti lattici, ottimi quelli in tavolette tipo “Galatine”, o altro). 
Comunque: TRANQUILLI! Sicuramente starete benissimo ed inoltre, una farmacia (Pharmacy) si trova ovunque.

 

11. SOUVENIRS.
Se durante il vostro tour, vedrete qualcosa di particolare, compratelo subito, perché non è detto che lo troverete altrove, fatta eccezione per alcuni oggetti che si ripetono all’infinito (oggettistica griffata Guinness, pecore raffigurate ovunque, Garfield con look irlandese…).
Se il vostro viaggio include Dublino, tenete presente che qui i souvenirs sono molto ripetitivi e commerciali, ma in alcuni negozi potrete trovare abbigliamento “griffato Ireland” a prezzi scontati.
Ultimo consiglio: attenzione al peso di ciò che comprate, perché la Ryanair applica un sovrapprezzo di €8.00 per ogni kg. di eccedenza: 15 kg. sono i consentiti per il bagaglio imbarcato e 10 per quello a mano.
Attenzione, al ritorno la vostra valigia peserà di più, anche se la rifarete esattamente come all’andata; le ipotesi, circa questo strano fenomeno, sono le più disparate, ma quella che sembra più verosimile è che dall’Irlanda vi starete portando via, oltre che tanti bei ricordi, anche una buona dose d’umidità, imprigionata nei vostri abiti!
N.B.
Se non ci credete, verificate il peso del vostro bagaglio con le bilance a vostra disposizione nell’aeroporto di Dublino (naturalmente prima del check in!).

 

12. SUPERMERCATI.
Sono una vera salvezza! Molti sono aperti “no stop” 24 ore su 24 (esempio: catena DUNNES) vendono di tutto ed anche cibi cotti o insalate da asporto, ottimi per il pranzo. Buonissimi gli “Hot Sandwich” che potete far riempire scegliendo gli ingredienti; strepitosi i Muffin al cioccolato.
Il sacchetto di plastica (shopper) è un po’ caro, ma potrete comprarne uno riciclabile.
L’acqua minerale SPARKLING e gassata, quella STILL è liscia: i prezzi sono alti, rispetto all’Italia, ma quelle con la marca del supermercato, sono più accessibili.
 

13. TEMPO ATMOSFERICO.
In estate piove e fa freddo. Anche se venite dai 35°C italiani, preparatevi ad un clima autunnale sui 12°C max. 18°C.
 

14. TOILETTES.
Ce ne sono di pubbliche in quasi tutti i luoghi d’interesse (più scarse a Dublino: incredibile, ma vero!). Generalmente sono ben tenute e fornite dell’indispensabile. In alcuni si trovano anche dispenser con oggetti utili a pagamento (spazzolini da denti…).
 

 

 
 
 

Waiting...aspettando

Post n°12 pubblicato il 23 Novembre 2007 da KalisperiKKa
 

 



Waiting to go,
drinking a cup of coffee,
looking  through the rain
hoping for sun.

Kali


Molly Gallivan's  200-year-old stone cottage.
Shop and tearoom and Traditional Farm.
County Kerry, Ireland

Un cottage, di 200 anni...


 

Aspettando di andare,
bevendo una tazza di caffè,
guardando attraverso la pioggia,
sperando nel sole.


Kali


 
 
 
Successivi »
 

 In Irlanda, devi camminare con passo leggero, sui solai di legno.
Devi avere spirito leggero,
per accettare la pioggia incessante o improvvisa.
Devi avere cuore leggero,
perché ciò che vedrai
lo caricherà di emozioni.
E una mente leggera,
per ricordare i colori
dei mille arcobaleni.

Kali

 

 

 

IL PERCORSO "ON THE ROAD"

Questa è la mappa che trovate (ad una definizione decisamente migliore ed interattiva) nel mio fotoblog cliccando su "cartina".
I pallini indicano i luoghi di ripresa delle foto: in questo modo potete avere l'idea del percorso "on the road" durato quindici giorni.

 

IL CIELO D'IRLANDA -FIORELLA MANNOIA-

Perché...l'Irlanda ed il suo cielo sono proprio così!

 

SAM E RALPH



Ogni volta che vedevo quelle deliziose pecore dal muso nero...mi veniva in mente questo cartone animato!

 

LA DANZA DEL DELFINO FUNGIE

 

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Questo non c'entra niente con l'Irlanda...ma il mio animo" gattofilo" non ha saputo resistere!

 

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