Creato da ninograg1 il 16/01/2006

XXI secolo?

Vivere e sopravvivere nel nuovo medioevo italiano

Get the Radio DgVoice verticall no autoplay widget and many other great free widgets at Widgetbox! Not seeing a widget? (More info)
 

STO LEGGENDO E RACCOMANDO

 

 

siti

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: ninograg1
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 57
Prov: MS
 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 197
 
 

SHINY STATS; TROLLS

DIRECTORY

 

TCPA;OIPA

 
Leggi a questo link

 

      aumenta page rank

 

MOTORI

 immagine Best blogs ranking

 

 

XML, PULIZIA

 Basta! Parlamento pulito  Feed XML offerto da BlogItalia.it  immagine immagine Iscriviti I heart FeedBurner 

 

LIST

  Blogarama - The Blog Directory Powered by FeedBurnerIscriviti a RSS aggiornamenti dal titolo: Powered by FeedBurnerSono membro della AM Blog directory

 

GREENPEACE & ARCOIRIS

immagine immagine BlogGoverno    Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare. Federico Fellini  

 

 

MATRIX 1

un mondo senza regole e senza confini 

Il Fatto Quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/

Scudo della Rete

BlogNews

 

NESSUNO TOCCHI CAINO; PACS

immagine   immagine

 

VARIA GRAFICA

immagineDirectory dei blog italiani

 

BLOGITALIA

          BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

Smog, il trasporto pubblico può risolvere il problema?

Post n°4095 pubblicato il 22 Ottobre 2017 da ninograg1
 

di | 22 ottobre 2017  Il Fatto Quotidiano

Tutte le istituzioni (Regioni e Comuni) sembrano sorprese, o quasi, per gli alti livelli di smog che si registrano in tutta la valle padana da settimane. Ancor prima dell’accensione delle caldaie per il riscaldamento domestico, i livelli di Pm10 sono saliti alle stelle complici le temperature estive, l’assenza di pioggia e vento. I limiti di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 sono sforati da troppo tempo. Fanno la parte da leone le emissioni derivanti dal massiccio e squilibrato utilizzo di automobili e tir per i trasporti di persone e merci.

Mentre sale l’allarme per l’ aggravamento dello stato dell’aria in quasi tutta la pianura padana, le regioni del nord e i piccoli Comuni, come l’armata Brancaleone, adottano dei provvedimenti emergenziali venduti come successi, che si sono però sempre rivelati inutili “panniccelli caldi”. Alcune misure vengono prese ma non fatte rispettare, sia sulla circolazione di auto e tir diesel più inquinanti sia sui livelli delle temperature da tenere in casa e negli uffici pubblici.

La massiccia deindustrializzazione e delocalizzazione di questi anni ha sì spostato una parte delle emissioni in altri Paesi; c’è sicuramente ancora molto da fare per ridurre l’inquinamento di fonderie, cementifici, acciaierie e altre attività industriali, visto che sono rimasti gli impianti più obsoleti. Un contributo all’avvelenamento dell’aria viene da tempo apportato anche da un’altra sorgente, l’agricoltura. L’inquinamento da traffico, che contribuisce al 30/40% del Pm10, si mischia non solo con quello industriale, ma anche con l’ammoniaca prodotta in agricoltura. Se per le industrie e l’agricoltura una traiettoria di investimenti per la riduzione dell’impatto ambientale (rinnovamento impianti, nuove tecnologie e riduzione dell’uso dei prodotti chimici) comporta tempi lunghi, dipendendo da azioni pubbliche (regole e risorse) e private (mercato e risorse), per quanto riguarda i trasporti  le cose stanno andando sempre peggio. Infatti la quota modale dell’uso del trasporto pubblico tra il 2002 e il 2016 (passando dal 37,2% al 31,1% – dati Isfort/Aci) è peggiorata. Peggiorata nonostante un volume consistente di risorse pubbliche garantite e trasferite a Regioni, Comuni, provincie ed aziende pubbliche, come le Ferrovie dello Stato e Ferrovie in concessione.

La quota di trasporto merci su ferrovia con il 7% è il fanalino di coda europeo. Serve un’Autority dei trasporti. Servono scelte di rilancio del trasporto pubblico con l’adozione di un’Autority per l’integrazione dei servizi di trasporto, almeno nelle capitali di regione, non solo del nord, come avviene in tutta Europa. Non c’è il miracolo dietro l’angolo. Per battere lo smog non bastano, anche se sono le benvenute, poche e scoordinate misure d’emergenza, che peraltro ogni anno scattano in ritardo. La salute dei cittadini è sempre più compromessa. Si può offrire un efficiente servizio pubblico integrato tra autobus e ferrovia in tutte le città e provincie, mentre aumentano i pendolari costretti a usare l’automobile. Le aziende di trasporto urbane ed extraurbane non dialogano, non hanno obiettivi comuni se non quello di portarsi a casa i sussidi pubblici. Basti pensare che non ci sono ancora i biglietti integrati validi per tutti i mezzi, come in ogni città europea. Il divario di produttività ed efficienza delle aziende di trasporto italiane (Atac) è molto distante dalle medie comunitarie. Da decenni i contratti di servizio sono prorogati senza gara e il settore vive con modelli di organizzazione carenti e garantiti dall’assenza di elementi competizione. Competizione che, negli ultimi trent’anni, ha rivoluzionato e rilanciato il trasporto pubblico in tutta Europa.

di | 22 ottobre 2017

 
 
 

In Italia l’inquinamento uccide più che negli Usa. 9 i milioni di morti nel mondo all’anno

Post n°4094 pubblicato il 20 Ottobre 2017 da ninograg1
 

Green report ([20 ottobre 2017]) di Luca Aterini

 

Quindici volte più di guerre e conflitti, oltre il triplo rispetto a Aids, tubercolosi e malaria messe insieme: è l’inquinamento il grande killer che l’umanità si auto-inflitta, in grado di provocare (nel solo 2015) 9 milioni di morti premature a livello globale, il 16% di tutti i decessi nel mondo. In altre parole, un sesto di tutte le morti al mondo, quota che sale ancora (dati Oms) a 12,6 milioni allargando il quadro a tutte le morti legate a cause ambientali evitabili. Una tragedia che dunque ci riguarda tutti, ma è tutt’altro che cieca. Il 92% delle morti legate all’inquinamento è circoscritto ai Paesi a reddito medio-basso, e ovunque l’aria, l’acqua e il suolo inquinati opprimono in particolar modo le minoranze e gli emarginati. L’apoteosi dell’ingiustizia che travalica la morte.

È un mondo sporco e cattivo quello descritto dalla prestigiosa rivista medico-scientifica The Lancet, la cui Commissione sull’inquinamento e la salute ha appena pubblicato il suo ultimo rapporto. Una pubblicazione che giunge in un’Italia già asserragliata dallo smog ben prima della consueta emergenza invernale, anticipata quest’anno da caldo e assenza di piogge – anch’essi fenomeni legati all’impatto dell’uomo sull’ambiente, attraverso il cambiamento climatico. Un’emergenza che, in ogni caso, parte da lontano. Gli stessi dati elaborati da Lancet ci descrivono come un Paese dove il numero di morti attribuibili all’inquinamento ogni 100mila abitanti (si veda l’immagine a lato, ndr) è superiore a quello registrato in buona parte d’Europa – Francia, Spagna, Portogallo o l’intera Scandinavia, ad esempio – ma anche a quello che affligge l’intero continente americano, Stati Uniti compresi.

«Anche in Italia – commenta al proposito il leader dei Verdi, Angelo Bonelli – un decesso ogni sei è attribuibile all’inquinamento. Infatti secondo l’Istat, la mortalità nel 2014 nel nostro paese è pari a 598.670 morti, e se confrontiamo questo dato con le vittime per inquinamento (secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente) si registra nel 2014 il più alto numero di decessi di sempre pari a 95.930 a causa delle Pm 2,5, NO2 e O3». Si tratta di una realtà molto costosa, oltre che dolorosa, da accettare. A livello globale le perdite di benessere economico legate all’inquinamento sono stimate in 4,6 trilioni di dollari, ovvero il 6,2% della produzione economica mondiale.

Mentre l’inquinamento domestico dell’aria e dell’acqua o le forme di inquinamento associate a profonda povertà e stili di vita tradizionale stanno lentamente diminuendo, l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento chimico e l’inquinamento del suolo sono tutti in aumento. Il più grande problema è ancora rappresentato dall’inquinamento atmosferico, individuato come causa di 6,5 milioni di morti all’anno nel mondo, seguito dall’inquinamento idrico e del suolo (1,8 milioni di decessi) e da quello legato al posto di lavoro (0,8). Anche l’inquinamento chimico rappresenta un dramma in crescendo: come ricorda Lancet, oltre 140mila nuovi prodotti chimici e pesticidi sono stati sintetizzati dall’uomo a partire dal 1950, e di questi 5mila che sono stati prodotti in gran volume sono anche stati ampiamente dispersi nell’ambiente rendendosi responsabili di un’esposizione umana «quasi universale». Non sappiamo neanche bene quali siano i loro effetti: meno della metà di questi prodotti chimici sono stati sottoposti a test rigorosi in merito a sicurezza e a-tossicità, divenuti obbligatori sono negli ultimi 10 e anni e solo in pochi paesi ad alto reddito al mondo.

Per quanto drammatica, quella che stiamo vivendo non è una storia dal destino segnato. «La buona notizia – osservano da Lancet – è che un sacco di inquinamento può essere eliminato, e che la prevenzione dell’inquinamento può essere molto conveniente». È la storia a dimostrarlo. negli Stati Uniti, ad esempio, le concentrazioni di sei comuni inquinanti atmosferici sono diminuite di circa il 70% dall’approvazione del Clean air act nel 1970 e, da allora il Pil Usa è aumentato di quasi il 250%: ogni dollaro investito nella lotta contro l’inquinamento dell’aria negli Stati Uniti migliora non solo la salute, ma porta anche benefici economici pari 30 dollari.

Si tratta di continuare a credere, investendo in ciò che già abbiamo dimostrato essere possibile, anche in Italia. Se nel mondo ben l’85% del particolato atmosferico insieme all’inquinamento da ossidi di azoto e zolfo arriva dai combustibili fossili e (nei paesi poveri) da biomasse, come ricordato da ultimo in seno al ministero della Salute in Italia i principali interventi per migliorare la qualità dell’aria devono concentrarsi sul traffico veicolare e sul riscaldamento residenziale: è una partita che possiamo vincere, ma dove occorre investire capitale economico e politico. E oggi il secondo sembra scarseggiare ancor più del primo.

 
 
 

Farmaci, come lo Stato può trasformarli da costo in risorsa

Post n°4093 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da ninograg1
 

di | 19 ottobre 2017  Il Fatto Quotidiano

Il mercato dei farmaci generici (legali) nel mondo sta vivendo da tempo un autentico boom. Secondo le stime di Quintilesims, riprese da L’economia, l’inserto del lunedì del Corriere della Sera, il mercato dei farmaci generici dovrebbe passare nel mondo dai 267 miliardi di dollari del 2013 ai 442 del 2018, con una crescita annua stabile al 10,6%. Tra i Paesi in forte crescita per il mercato degli equivalenti. Il Giappone punta a raggiungere i dieci miliardi di dollari/anno nel 2018 e di arrivare all’80% delle prescrizioni nel 2020.

I dati pubblicati in questi giorni sulla evasione fiscale attestano che anche in Italia spendiamo non meno di 11,8 miliardi di euro (e in contanti) all’anno per farmaci generici, ma non si tratti di quelli legali ma di quelli psicoattivi affidati in monopolio alla malavita organizzata (mafia, camorra, ndrangheta), di fatto come un brevetto senza scadenza grazie al vigente, quanto inutile, proibizionismo.

L’intera spesa farmaceutica pubblica italiana nel Sistema Sanitario Nazionale (SSN) si aggira ormai a circa 17,7 miliardi di euro/anno (dati 2016). E’ veramente atroce essere quindi costretti alla semplice considerazione che in Italia il consumo di droga in spesa contante equivale a circa i due terzi dell’intera spesa farmaceutica pubblica del SSN. E’ una cifra assolutamente eccezionale e troppo spropositata sulla quale non possiamo continuare tutti a chiudere gli occhi senza fare nulla per contenerla. Non possiamo lasciare che la spesa per droga appartenga solo alla narrazione coraggiosa di Roberto Saviano senza trarne, da tecnici, le necessarie conseguenze di proposte operative politiche.

I nuovi farmaci oncologici, specie quelli che si basano sulla attivazione del sistema immunitario, mostrano un profilo di efficacia interessante ma pongono un serissimo problema di sostenibilità economica dell’intero sistema sanitario pubblico. Occorrono con urgenza non meno di due miliardi di euro l’anno per evitare entro i prossimi due anni il sostanziale collasso dell’equilibrio gestionale della intera spesa farmaceutica.

E’stato proposto (Cipomo) un incremento della tassazione sulle sigarette per recuperare risorse per garantire le migliori cure innovative ai nostri malati di cancro. Ma non sono d’accordo: oltre a essere moralmente non etica come medici, non consentirebbe un recupero adeguato di risorse economiche e avrebbe come unica conseguenza l’incremento del contrabbando.

Il prossimo 12 novembre 2017 sarà una data importante per sottolineare quest’anno d’oro dei farmaci generici, droghe comprese. Dopo quello dei viagra, in quella data scadrà anche il brevetto del Cialis, farmaco per la disfunzione erettile: è stato calcolato che il risparmio per le tasche dei consumatori potrà arrivare anche al 60% del costo attuale. Si stima quindi un risparmio non inferiore ai 600 milioni l’anno “cash” per il solo Cialis.

Lo Stato italiano decenni fa non si vergognò di diventare “spacciatore di droghe” producendo in monopolio sigarette “nazionali”. In questo momento storico in cui lo Stato sta perdendo il proprio equilibrio economico, in particolare per l’esplosione dei costi dei farmaci innovativi sotto brevetto (quasi esclusivamente oncologici), magari si decidesse di trasformare il “costo” farmaco in “risorsa” farmaco, come accade già da tempo in diversi altri Paesi nel mondo.

Sia per farmaci generici efficaci ma venduti  in “outbranding” su Internet senza garanzie di qualità certificata – come i farmaci contro la disfunzione erettile – ma soprattutto per farmaci generici psicoattivi a noi meglio noti come “droghe di abuso”, è giunta l’ora di assicurare una produzione di qualità che per un monitoraggio efficace (almeno 1 consumatore su 4 di farmaci per la disfunzione erettile ha meno di 40 anni e ne fa uso a scopo ricreazionale e non terapeutico) e che lo Stato entri in produzione diretta:
1. i farmaci generici efficaci in qualità produttiva ( tipo cialis e viagra per intenderci)
2. di farmaci biosimilari a basso costo (esempio fattori di crescita ematopoietici)
3. farmaci generici psicoattivi (droghe di abuso tipo hashish) al duplice scopo di recuperare ingenti risorse economiche per sostenere il Sistema Sanitario Pubblico e dall’altro sottrarre ingenti risorse economiche alla malavita organizzata.

Entro due anni il SSN sarà ufficialmente in default innanzitutto per eccesso di spesa farmaceutica ospedaliera oncologica. Allora, se non ora quando?

di | 19 ottobre 2017

 
 
 

WiFi, crackato il protocollo WPA2

Post n°4092 pubblicato il 18 Ottobre 2017 da ninograg1
 

Punto Informatico di Alfonso Maruccia

 


Il ricercatore Mathy Vanhoef ha svelato al mondo i primi dettagli di KRACKs (o Key Reinstallation Attacks), un modo per sfruttare le gravi vulnerabilità individuate nel protocollo di sicurezza WiFi Protected Access II (WPA2). Si tratta di un problema che coinvolge l'intera industria tecnologica, visto che gli attacchi dovrebbero funzionare su tutte le moderne reti WiFi protette tramite WPA2 e non solo. Ma è ancora presto per farsi prendere dal panico.

Come aveva già anticipato lo US-CERT poche ore prima della pubblicazione del sito Web di KRACKs, le vulnerabilità di sicurezza individuate da Vanhoef riguardano la gestione a "quattro stadi" delle chiavi crittografiche durante la fase di handshake della connessione: durante il terzo stadio, la chiave può essere inviata più di una volta e, con i dovuti accorgimenti, può essere compromessa in maniera completa.

Un malintenzionato a conoscenza dei dettagli delle 10 vulnerabilità usate da KRACKs potrebbe in teoria violare la sicurezza di qualsiasi dispositivo che supporti i segnali WiFi, dice il ricercatore, con tutti i sistemi client soggetti all'abuso (dai gadget mobile Android a Windows passando per OpenBSD) e possibili azioni malevole che includono il furto di dati sensibili e finanziari, installazione di malware, controllo della connessione e molto altro ancora.

il resto su Punto Informatico

 
 
 

Domanda di petrolio raggiungerà il picco entro il 2030

Post n°4091 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da ninograg1
 

WSI 17 ottobre 2017, di Alberto Battaglia 

La domanda di petrolio potrebbe raggiungere i livelli massimi entro 13 anni, per via della continua crescita nella diffusione delle auto elettriche e di motori sempre più efficienti sotto il profilo energetico. E’ quanto prevede la Wood Mackenzie in un report nel quale viene previsto il picco della domanda di oro nero entro il 2030. Attualmente, dei 96 milioni di barili consumati ogni giorno, 60 sono destinati al trasporto. “Stiamo diventando sempre più efficienti nell’uso dell’energia”, ha dichiarato l’analista di Wood Mackenzie, Alan Gelder, “le economie crescono in modo meno dipendente dal petrolio e la sua importanza dovrebbe declinare nel tempo”.

 

L’impatto sulle compagnie petrolifere potrebbe essere grave, se si considera che già adesso gli utili sono ben più modesti rispetto a una decina di anni fa: alcune fra le maggiori compagnie petrolifere (Exxon, Shell, BP, Total, Chevron, Petrobas e Statoil) avevano registrato complessivamente profitti a 99,2 miliardi di dollari nel 2004, mentre nel 2016 la cifra è scesa a 10,5 miliardi.

 

In prospettiva, il grosso dei cambiamenti avverrà quando le auto elettriche diventeranno mainstream: “Dopo il 2025 le vendite di auto elettriche decolleranno. Più in là si va nel futuro, più saranno le auto elettriche”, ha aggiunto Gelder aggiungendo che entro il 2030 le vetture ibride plug-in avranno una quota globale di mercato del 10%. Alcuni Paesi come Francia e Regno Unito hanno già previsto per il 2040 l’addio alla vendita di nuove auto a benzina e diesel; questo genere di provvedimenti dovrebbe accelerare il passaggio alle auto elettriche.

 

Un aspetto messo in evidenza dal report riguarda anche le entrate fiscali legate alle tasse sui carburanti: la riduzione nelle vendite di auto dotate dei motori tradizionali rappresenta una sfida per le casse pubbliche, visto che ogni anno il Regno Unito incassa dalla vendita di benzina e gasolio 28 miliardi di sterline. In Italia, l’Iva e le accise sulla benzina hanno portato nelle casse dello stato 38,7 miliardi di euro nel 2016.

 

 
 
 
Successivi »
 

ULTIME VISITE AL BLOG

antica4massimocoppajean29limpidastellaelyravaldogiornojigendaisukeninograg1ITALIANOinATTESAPrimosireamici.futuroieritwister007aren.13piera.davesjessicalange17
 

I MIEI BLOG AMICI

- The BoNny
- piazza alimonda
- considerazioni
- Giovani e politica
- vivazapatero
- montagneverdi...
- melodie dell'anima
- bruno14
- *Serendipity*
- Di tutto, di piu'
- Ali Rosse...
- La dea Artemide
- ora ci penso..
- solo per satira; ogni tanto guardo e nn c'era il tuo profilo....
- sterminatore1986
- ossevatorio politico
- blog dedicato ai fumetti: wow!
- neverinmyname
- SOLI CONTRO LA MAFIA
- Gira e Rigira
- Prodi vs SilvioB 3-0
- (RiGiTaN's)
- Job interview
- l'edicolante
- ricambio generazione
- BLOGPENSANTE
- Geopoliticando
- Frammenti di...
- EARTH VIRTU'
- Reticolistorici
- BLOG PENNA CALAMAIO
- Lapiazzarossa
- Il mondo di Valendì
- Italia democratica
- piazza carlo giuliani
- In Equilibrio..
- PENSIERI IN LIBERTA
- MOSCONISMO
- GIORNALE WOLF
- ETICA & MEDIA
- siderurgika
- Il mondo per come va
- lecosistema...
- MONDO NOSTRUM
- IlMioFavolosoMondo
- *STAGIONI*
- LA VOCE DI KAYFA
- NO-global
- hunkapi
- Writer
- alba di nina ciminelli
- imbrogli i
- ippogrillo
- PENSIERO LIBERO
- Perle ai Porci
- ROBIN HOOD
- Un blog demo_cratico
- Aderisci al P.G.M.I.
- rinnegata
- RESPIRA PIANO
- Anima
- Cose non dette
- PersoneSpeciali
- diario di un canile
- Sassolininellascarpa
- disincanto.....
- Dolci note...!
- STAIRWAY- TO- HEAVEN
- vivere è bello
- bijoux
- mecbethe
- my goooddd....
- ...riflettendo.
- BOBO E ZARA
- la Stella di Perseo
- forever young
- ECCHIME
- Regno Intollerante
- io solo io
- MONICA
- coMizia
- Femminilita
- @Ascoltando il Mare@
- nel tempo...
- Non vinceranno!
- Doppio Gioco
- cigarettes & Coffee
- MOONCHILD
- Avanguardia
- Il Diavolo in Corpo
- Angolo Pensatoio
- Assenza di gravità
- cera una volta
- DI TUTTO E DI PIU
- ORMALIBERA
- FATAMATTA_2008
- TUTTOENIENTE
- ZELDA.57
- Triballadores
- club dei cartoni
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Ottobre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

NON LASCIAMOCISOLI & CHE

O siamo Capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, O DOBBIAMO lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza,perchè questo blocca il libero Sviluppo dell'intelligenza "
Ernesto Che Guevara
  

XXI secolo?

↑ Grab questo Headline Animator

 

IDEOGRAMMA DI PACE; EMERGENCY

GRILLO

  No TAV