un po' di me...
Lottando con l'anima|
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Ho preso il primo treno e sono partita.
Il fischio della partenza non riesce a svegliarmi dal torpore di quello che fino a qualche ora fa mi è sempre apparso come un sogno...
Occupo un posto anonimo, accanto ad un finestrino opaco...come i miei occhi un attimo prima di mettere a fuoco questa realtà...
Il viaggio mi sembrerà interminabile lo so, ma al mio arrivo il tuo sguardo compenserà questa snervante attesa...
Ho preso il treno dei miei sogni che porta alla realtà!
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Respiro aria fredda, umida che odora di nebbia...in questo mattino buio dove l'inverno muove i primi passi.
Le mie membra " bradipe" (licenza poetica) si destano velocemente grazie alle sferzate gelide del vento.
I miei occhi ed il naso ( che non si fa mai i fatti suoi...! ) piangono: nemmeno loro amano questo freddo.
Salgo in auto. Accendo il motore e parte la musica, ma le note vengono uccise dalle voci assonnate dei dj che augurano una -"buonissima giornata" -( Fanculo! Se me ne fossi stata a letto sarebbe cominciata di certo molto meglio...). Oh no, le notizie del giorno!!
No, non ce la posso fare...Metto un cd. Vasco. Sì, è l'ideale...una canzone di Vasco non ha bisogno di un momento giusto, è sempre il momento giusto... è come un completo blu per un colloquio di lavoro: perfetto!
E la musica invade l'abitacolo della macchina che sa ancora un po' di quella sigaretta fumata con il finestrino aperto e l'aria calda che esce a manetta dalle ventole di aerazione!! :)
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Arrivò in mattinata in quella città che gli aveva dato i natali e che detestava per via delle zanzare e della nebbia...Rise tra sé...
Raggiunse il luogo dove Lei lavorava, ma non la trovò.
- Dove cazzo sarà andata quella "befana indolente" ?-
Una donna che passava da lì lo udì e ridacchiando si fermò a pochi passi da lui consigliandolo di provare alla caffetteria sull'altro lato della strada ; poi prima di andarsene aggiunse : - ... a quest'ora è solita fare uno spuntino! - Lui ringrziò di cuore e si diresse nel bar.
Aprì la porta e un intenso aroma di caffè destò le sue narici infreddolite, inspirò avidamente. C'erano poche persone, perciò era praticamente impossibile non accorgersi di un nuovo cliente e tutti i presenti si girarano ad osservare quella faccia sconosciuta. La barista sfoderò un ammiccante sorriso e un vellutato buongiorno mentre lui, senza destarla di uno sguardo, proseguì il suo percoso verso quella "befana indolente" che, impietrita, teneva tra le mani una tazza fumante di capuccino senza aver ancora bene in chiaro se si trattasse di un sogno ad occhi aperti o della realtà. Aveva dimenticato ogni parola, le labbra si aprirono in un dolce sorriso di sorpresa, i suoi occhi diventarono ancor più grandi e lucidi. Abbandonò la sua calda bevanda, si alzò in piedi e gli andò incontro a passi piccoli, tremando. Era davvero Lui!!
Lui aprì le braccia lasciando svanire la tensione che l'aveva accompagnato sino a quel momento, l'accolse nel migliore dei suoi abbracci, le prese il viso tra le mani e con quel suo tono sempre un po' ironico le disse: -smettila di piangere bambina scema...Sono qui, hai visto? Ci sei riuscita...-
Lo baciò e lo strinse a sè come se non volesse lasciarlo andare mai più...ed era veramente così, Lui lo sapeva...perchè era quello che desideravano entrambi.
(...continua, nei loro sogni.)

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Parigi. Ile de la cité.
Gocce di pioggia tiepida svegliano le placide acque della Senna.
E’ quasi l’alba. La luna temporeggia nel cielo sperando di riuscire a baciare il sole seppur per un brevissimo attimo!
Due figure umane abbracciate in un letto.
Stessa anima. Stesso amore per la loro magica città.
Hanno percorsi diversi alle loro spalle.
Diverse età sui loro volti, ma il Fato li ha fatti congiungere sulla stessa …strada. Ora non si perderanno, non si lasceranno…
Tende bianche leggere alla finestra semichiusa svolazzano e, come lunghe braccia, accarezzano l’aria .
Lenzuola di seta delicatamente sfiorano i loro corpi ancora caldi dopo una notte d’amore. Amore, passione, sesso e teneri giochi hanno dipinto sui loro visi un lieve sorriso che ora dorme silenzioso sulle loro labbra.
Vincent stringe a sé Céline come se volesse portala nei suoi sogni.
Le sue mani, forti e grandi, riposano ancora sui piccoli e rotondi seni della sua giovane amante.
Céline, pelle bianca, capelli bruni sensualmente spettinati sulla fronte e sugli occhi.
Vincent si è svegliato. Serio e pensieroso in volto. Occhi stanchi. Occhi lucidi…arrossati …Guarda la sua piccola donna…il suo unico grande amore.
Céline, che lo fa ridere. Céline, che ad ogni bacio gli fa perdere la cognizione del tempo. Céline,che quando fa l’amore lo guarda negli occhi e gli sussurra -“ Je t’adore mon amour!” – Céline, dolce, graziosa ammaliatrice…lo aveva stregato dal primo istante perdendosi nei suoi profondi occhi.
Non avrebbe sopportato il dolore di vederla con un altro uomo…di essere lasciato per un altro, sicuramente più giovane di lui…e sapeva che sarebbe successo… prima o poi.
Vincent si alzò. Prese la sua vecchia Polaroid dall’armadio a muro, stava per scattarle una foto quando un rivolo di sangue scese dalle labbra socchiuse del suo amore…immortale!!
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L'idea c'era sempre stata. Lui ne aveva sempre avute molte di idee...quasi sempre realizzabili e in fondo pure realizzate...Ma questa, questa era molto più di una semplice idea: era il suo sogno!
Lo sapeva che sarebbe stato stramaledettamente difficile, se non impossibile, realizzarlo, eppure...c'era una vaga e remota probabilità che quel sogno speciale si sarebbe tramutato in realtà.
Sicuramente non sarebbe stato facile in questo caso, oltretutto ora che avevano interotto qualsisasi tipo di rapporto seppur a distanza...Aveva preso lui quest'amara decisione...Era stata dura decidere per entrambi, ma sapeva che l'aveva fatto soprattutto per se stesso...stava soffrendo troppo per lei...era diventata quasi fisica quella sofferenza!
Eppure ora, guardandosi allo specchio vide tutta la sua tristezza e si rese conto che non aveva molto tempo per godere di qualche attimo di felicità e indossando i suoi occhiali che gli conferivano quell'aria da critico intelluttuale (e pure un po' stronzo!) sorrise alla sua immagine riflessa e si mandò a fanculo!!! Quando lo avrebbe raccontato a lei avrebbero riso fino a farsi venire il mal di pancia...sì, poteva già vedere la scena come fosse uno spettatore in platea!
...(continua)
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