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Creato da hyppoleonida il 10/03/2008

Gioco e Vita

Le Improbabili, Semiserie (Ma Vere) Avventure di un Ingenuo Giocatore di Ruolo alle Prese Con La Triste Realtà del XXI Secolo

 

 

C'era una volta il File Sharing...

Post n°549 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da hyppoleonida
 
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Oggi voglio versare una lacrima sulla tomba del filesharing che per tanti (!?) anni ha fatto si che sulla rete si potessero scambiare liberamente files di ogni tipo e natura e che, nel bene e nel male, è stato simbolo di quella libertà - almeno dal punto di vista intellettuale - che metteva sullo stesso piano gli utenti della rete di ogni razza, cittadinanza, sesso e religione.

Come ho (profeticamente) scritto nel mio ultimo post, si era cominciato a piantare il primo chiodo sulla bara del libero scambio di idee e informazioni con la chiusura de autoritate del maggior portale di filesharing del mondo, chiusura, a ben vedere, legittima, se le accuse che l'FBI statunitense verranno sostanziate con prove circostanziate... e quando si parla di files, condivisione e ci si mette di mezzo il copyright già la cosa diventa automaticamente sospetta... quello che non prevedevo, Cassandra delle mie babucce che altro non sono, è che la cosa potesse avvenire nell'arco di 48 ore dal ferale annuncio.

E' bastato che mi allontanassi da casa un paio di giorni per trovare (come milioni di altri utenti nel mondo, immagino) la bella sorpresa: nessun servizio di filesharing è praticamente più attivo; se si clicca un qualsiasi link ad una qualsivoglia pagina di download compaiono universalmente le seguenti diciture: File cancellato per sospetta violazione del copyright ovvero file accessibile solo all'utente che lo ha caricato.

Di fatto nessun file caricato sul web per la condivisione tramite link diretto è più accessibile se non all'utente che lo ha fisicamente messo lì.
Un modo elegante per dire: non c'è trippa per gatti, ci stiamo cagando addosso e visto che abbiamo anche noi qualche scheletruccio nell'armadio, pieghiamo volontariamente la gobba e porgiamo il deretano ai potentati della grande distribuzione globale, prima che scatenino contro di noi i loro sicari prezzolati facendoci fare la fine di MegaUpload.

Poi, come al solito, ci sono i soliti cialtroni e speculatori che sotto, in piccolo, hanno aggiunto la seguente frasetta: Vuoi scaricare TUTTI i file di fileXYZ senza problemi: sottoscrivi l'abbonamento!

Si, come no... per quanto mi riguarda, dopo aver subito la sonora inculata di vedere i miei soldi sparire nel nulla con MegaUpload col ciufolo che sottoscrivo un abbonamento a pagamento con chicchessia... piuttosto smetto seduta stante di seguire qualsiasi cosa stessi attualmente scaricando dal web, butto via tutto e almeno libero un po' di spazio sugli hard disk che ormai sono strapieni e chi s'è visto s'è visto... tanto ormai è stato definitivamente appurato che oggi nel mondo vale un solo principio ed uno solo: leggi e diritti non valgono nulla e possono essere tranquillamente calpestati in nome del profitto delle multinazionali di qualunque Paese.

Tocca in un qualunque modo il margine di profitto di una casa di produzione o di distribuzione e vedrai pioverti addosso gli strali delle agenzie governative di mezzo mondo... ad ulteriore dimostrazione che i governi e gli Stati nazionali in realtà non contano più nulla... di fatto sono solo gli esecutori materiali della volontà delle varie lobbies e dei vari potentati economici/industriali.

E chi, più di ogni altro, intacca tale margine di profitto se non chi si prodiga da sempre per passione di far conoscere al resto del mondo prodotti non esistenti/non distribuiti in un dato Paese a titolo assolutamente gratuito come hanno da sempre fatto i fansubber di mezzo mondo?

Però, mentre gli strali della censura imbavagliano il web in tutto il mondo occidentale, alla stregua di quanto finora s'era fatto solo in Cina e a Cuba, c'è chi invece lucra e trae indebito profitto dal lavoro altrui, per esempio mandando in onda sulla TV digitale terrestre a diffusione nazionale le opere di alcuni gruppi di fansubber senza aver quindi pagato qualsivoglia diritto e traendone benefici economici sotto forma di rientri pubblicitari.

E' questo il caso che è stato denunciato proprio sul web da alcuni utenti riguardo le trasmissioni del canale televisivo NEKO TV canale - guardacaso - dedicato a tutto quanto fa jappo nel nostro Paese.

Sembra (il condizionale è d'obbligo perché non ne sono stato finora testimone oculare) che su detto canale abbiano trasmesso degli anime frutto del lavoro di alcuni gruppi di fansubber italiani, senza nemmeno apportare la benché minima modifica ai file trasmessi, così che tutti si sono potuti rendere conto che la farina era loro ma il mugnaio era qualcun altro mettendo tra l'altro, con questa azione sconsiderata, nelle peste gli stessi autori dei files... si, perché a norma di legge così come modificata dall'amabile (ex)ministro Urbani, rischiano di passare i loro guai non tanto quelli di Neko TV, ma i ragazzi che hanno realizzato in primo luogo il fansub, perché dal momento che c'è stato un passaggio televisivo è stata automaticamente infranta la regola del lavoro compiuto su materiale altrimenti protetto da copyright fatto a puro titolo gratuito senza alcun fine di lucro... pardon... di indebito profitto, come recita la legge.

Ancora una volta, si rischia che chi ha fatto una cosa per pura passione e senza alcun secondo fine finisca per pagare al posto degli ignobili cialtroni che invece hanno profittato del lavoro altrui per riempirsi le tasche.

Altro che Paese dei Balocchi, qui ogni giorno che passa stiamo diventando sempre più simili alla Tortuga o a Port Royale, i famigerati santuari degli antichi pirati dei Caraibi...

 
 
 

E tanti saluti al secchio...

Post n°548 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da hyppoleonida
 
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A confermare che quest'anno è nato sotto i peggiori auspici, arriva questo bel notizione, fresco fresco dal web, che da l'ennesima spallata - casomai ve ne fosse ancora bisogno - alla già traballante storia del filesharing in Italia e nel mondo.

Che poi, ad esser sinceri, del mondo non potrebbe fregarmene di meno, specie negli attuali frangenti, ma della situazione italiana si, che mi frega!

Il fatto è che l'FBI (si proprio loro, i fenomeni che nei primi anni '90 operarono il blitz nella sede di Austin della Steve Jackson Games per sequestrare l'allora appena pubblicato GURPS Cyberpunk) ha chiuso d'autorità il portale di file hosting MEGAUPLOAD con tutti i suoi annessi e connessi ed ha emanato tutta una serie di mandati di cattura internazionali nei confronti dei soci e degli operatori del network.

Dal momento che una notizia del genere non la si sente tutti i giorni, prima di gridare allo scandalo per la violazione sistematica delle libertà individuali sul web ho voluto saperne di più; è venuto fuori che - si, con ogni probabilità le grandi firme della distribuzione audio e video sono parzialmente responsabili per questa debacle - ma che c'era molta più carne al fuoco di quanto si potesse sospettare.

Le accuse rivolte a MegaUpload in effetti sono piuttosto gravi ed infamanti ma condensandole all'osso si riducono a questo: associazione a delinquere di stampo mafioso atta al riciclaggio del danaro di provenienza illecita.

Non so come né perché, ma i signori di MegaUpload avrebbero usato il paravento di un'attività altrimenti del tutto legittima per evadere il fisco e lavare denaro sporco frutto dei proventi delle attività criminali di una o più società dedite al crimine organizzato.

Roba, questa si, da romanzo criminale versione cyberpunk...

Fatto sta che chi se l'è presa (e se la prenderà) nel secchio sono - come al solito - gli utenti quelli legittimi oltreché paganti come il sottoscritto che, per giunta, dopo aver pagato l'abbonamento BIENNALE al servizio si era già visto nel recente passato defraudato dei propri diritti a causa di una o più anonime teste di minchia che avevano fatto cancellare dai server di MegaUpload centinaia di files distribuiti dai fansubbers nazionali.

Se ricordate, in quella occasione in moltissimi si sono riversati su altri servizi, particolarmente su Fileserve uno dei più rognosi servizi di file hosting/sharing presente sulla rete, che già malfunziona spesso e volentieri quando paghi, figuriamoci quando lo usi gratuitamente.

Da oggi tutta la panoplia dei file attualmente caricati su MegaUpload non sono più accessibili e già parecchi gruppi hanno dichiarato che - sic stantibus rebus - si prenderanno una bella pausa di riflessione (sperando che non sia eterna!) per decidere il da farsi per il futuro.

A questo punto c'è rimasta solo un'ultima speme: il tanto bistrattato uTorrent ed i suoi succedanei, sperando che chi ha in seed i vari files si decida a tenerceli il più a lungo possibile per far si che si ripristini l'equilibrio e si torni a scambiarsi file a velocità dignitose.

Speriamo solo che anche i vari fansubber mettano la testa a partito e decidano di migrare decisamente sul torrent, altrimenti, con la netwatch (specie quella ameridiota) sempre più potente e sul chi vive, prevedo tempi cupissimi per tutti gli appassionati di anime e manga.

 
 
 

E qualcuno si chiede ancora...

Post n°547 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da hyppoleonida
 
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… come mai i Giapponesi volevano farne il loro inno nazionale.

Non so quale rapporto abbiate voi con la musica.
Personalmente credo sia una delle cose che più in assoluto riesce a smuovere l'animo umano, anche il mio, che è notoriamente coriaceo e normalmente inattaccabile da agenti esterni.

Non c'è nulla come la musica, infatti, che mi provochi un subbuglio tale da farmi dimenticare (quasi) tutto il resto. Posso anche essere mosso da un discorso appassionato che faccia appello alla mia fede o ai miei principi; mi è capitato di commuovermi davanti alle scene grandiose di un filmone e leggere determinate pagine mi porta a fermarmi e riflettere ma non c'è niente come la musica che riesca a produrre in me cambiamenti di stato d'animo così inaspettati e repentini.

In genere non sono uno che si emoziona facilmente ma ammetto spudoratamente che ascoltando determinati brani musicali, in particolare determinate esecuzioni di questi in alcuni momenti particolari della mia vita, mi sciolgo come un ghiacciolo al sole.

Ormai è noto che la musica, sin dagli esordi della civiltà umana, è sempre stata fonte di ispirazione, aggregazione, divertimento e condivisione; si sa anche che su alcuni di noi fa presa più che su altri. La maggior parte dei musicofili si estranea o va in estasi... io mi ritrovo improvvisamente imbambolato e a volte faccio fatica a trattenere le lacrime.
Mi capita soprattutto in periodi particolarmente pesanti, quando stress, fatica e incazzature imperano: mi fermo un attimo, magari mi passa per la mente un motivo oppure mi capita di sentire un brano così, casualmente e senza che me ne renda conto, eccomi lì che lacrimo come un vitello.

È capitato spesso, specie durante pomeriggi o serate passate con gli amici, di fare a gara a chi si ricordava il pezzo più figo degli ultimi 20 o 30 anni... con YouTube è di fatto una cavolata fare un gioco del genere: basta ricordare un pezzo di testo, l'autore o meglio ancora il titolo della canzone ed il gioco è fatto; il pezzo è bello che servito su un piatto d'argento.

Così facendo si riscoprono a volte tanti piccoli tesori che giacciono dimenticati in qualche angolo recondito della nostra memoria.
Quando questi ricordi riaffiorano, parte la baraonda.
È successo di recente con alcuni brani di musica italiana.
Ammetto senza vergogna di non essere mai stato un grande estimatore della musica nostrana; l'ho sempre trovata troppo melensa e priva di mordente... fino a che non abbiamo riscoperto alcuni brani di Donatella Rettore, Viola Valentino, Nada e dei Matia Bazar... porco cane, fortuna che la musica italiana non mi piaceva; improvvisamente ricordavo ogni singolo brano, potevo cantarne a memoria strofe intere.

E ascoltando alcune di queste canzoni mi sono seriamente commosso, tanto che mi tremava la voce.

Ma c'è una cosa che riesce a ridurmi letteralmente uno straccio, un pezzo in particolare che dal giorno in cui lo sentii per la prima volta, svariati lustri fa, quand'ero ancora un ragazzino, mi ha sempre fatto un brutto effetto.

Erano gli anni '80 e andava per la maggiore una nuova serie animata con una bella sigla in italiano suonata a mo' di marcetta militare con tanto di tromba che vedeva le imprese dell'astronave Argo contro i terribili Gamilonesi per salvare la Terra: si chiamava Starblazers e fu un successo immediato.

Quello che mi lasciò letteralmente shoccato fu la sigla – cantata in inglese ma rigorosamente sulla base musicale originale nipponica – che faceva da chiusura non ricordo se nella seconda o terza parte della serie TV.
Era potente, suonata con tanto di fiati, ottoni e tamburi come una vera marcia militare e rendeva perfettamente l'idea di una eroica spedizione nello spazio profondo.

Solo qualche tempo dopo scoprii che quello che m'era tanto piaciuto era una specie di feuilleton messo su dagli americani, che ne avevano cambiato tutti i nomi e stravolto alcune parti, sulla base dell'anime originale giapponese Uchuu Senkan Yamato (lett. Incrociatore Spaziale Yamato)... a questo punto mi venne la curiosità di sentire come facesse la sigla originale, dal momento che l'amico che mi stava facendo vedere il primo film tratto dalla saga di Leiji Matsumoto, era uno di quei fortunati che aveva la possibilità di procurarsi il materiale audio e video originale direttamente dal Giappone (rigorosamente in giapponese) grazie ad un parente che volava regolarmente per lavoro nel Paese del Sol Levante.

Fu così che scoprii la versione originale (1979) dell'inno cantato da ISAO SASAKI, una delle più belle e più potenti voci del panorama musicale nipponico, una specie di Nico Fidenco giapponese, nel senso di un cantante “vero” a tutti gli effetti che cantava canzoni scritte per i cartoni animati!
Per me – come per tanti altri miei coetanei – era quasi inconcepibile una cosa del genere; noi eravamo abituati a quelle formazioni musicali messe su ad hoc che si dedicavano solo alle sigle televisive e/o dei cartoni animati.
In Giappone, invece da sempre le sigle degli anime più blasonati sono cantate da vere e proprie rockstar e più di un cantante ha lanciato la sua carriera in questo modo.

Tornando a noi, quella fu la prima volta che mi vennero le lacrime agli occhi, pur non comprendendo una parola che fosse una del testo; la voce intonata, triste e potente che saliva e cambiava poi di tono assumendo i connotati di un vero e proprio inno, con il crescendo della musica, l'esecuzione stessa, non di una band ma di una orchestra vera e propria con fiati, ottoni, percussioni archi e quant'altro... roba da togliere il fiato.

E seppi così, anni dopo, che addirittura c'era stata una petizione al governo giapponese, in occasione di non so quale anniversario della saga della corazzata spaziale, per cambiare l'attuale inno nazionale nipponico con una versione, manipolata nel testo, musicata sulle note di Uchuu Senkan Yamato.

La cosa ovviamente non andò mai in porto ma è significativo che qualcuno ci abbia pensato: il pezzo è maestoso, sontuoso e con le parole appropriate potrebbe davvero essere un inno nazionale pauroso... altro che il Va' pensiero che piace tanto ai secessionisti di casa nostra – che tra l'altro dello spirito del brano di Verdi non hanno capito una beatissima mazza...
comunque, per farla breve, stavo lavorando al PC com'è mio solito dopo cena, quando mi è venuta voglia di sentire qualche classica sigla anime... ce n'era una in particolare che mi stava girando per la testa e così, non avendola a disposizione su due piedi, ho fatto una rapida ricerca su YouTube ed ho trovato la versione che potete anche voi sentire guardando qui a  sinistra tra i vari box che compongono questa pagina.

È stato un attimo e mi sono ritrovato con gli occhi velati, tanto che non riuscivo più a leggere le parole della trascrizione in inglese del testo originale... non che ne abbia bisogno, le conosco praticamente a memoria...

 

Addio, Terra
la nave che sta partendo
è la corazzata spaziale Yamato
sta partendo in direzione di Iskandar
al confine estremo del cosmo
portando con sé il nostro fato
“torneremo, non importa cosa ci vorrà”
risponde con un sorriso alla gente che saluta
si allontana nella Galassia, verso Iskandar
flebile bagliore di speranza
la corazzata spaziale Yamato

 
 
 

Farewell, America...

Post n°546 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da hyppoleonida
 
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Cinquecento e rotti anni fa, un italiano (manco a farlo apposta) scoprì dall'altro lato dello Stagno Atlantico il Nuovo Mondo e da un altro italiano il continente prese il nome.
Nei secoli milioni di persone vi si sono trasferite da tutti gli altri continenti, ciascuno cercandovi fama, fortuna o semplicemente una vita dignitosa.

Da quel paese, col tempo, ci sono arrivate molte cose, alcune buone, alcune meno buone, altre decisamente cattive, fatto sta che – oggi come oggi – di tante, determinate cose non riusciamo più a fare a meno... se poi, com'è successo a me tanti anni fa, ti innamori di qualcosa che solo lì puoi trovare e che solo da lì potevi avere, è giocoforza che si venga a creare, nel bene e nel male, un certo legame.

Un rapporto, il mio, simile a quello intrattenuto da miriadi di altri appassionati di tanti altri paesi, costruito negli anni con tanta fatica, qualche incazzatura ma anche con delle belle soddisfazioni, superando ostacoli e difficoltà non indifferenti (pensate solo al fatto di dover imparare e padroneggiare una nuova lingua) che si sono rivelate però utili anche in altri ambiti.

Si perché per chiunque si occupi di giochi di ruolo, modellismo, comics, manga e anime, gli USA erano e sono una imprescindibile fonte di approvvigionamento primaria; solo per fare un esempio, quando i fumetti ed i cartoni animati giapponesi (parliamo di roba seria non dei soliti Ciromboll, Ken il Guerrajolo, i Fantaccini dell'Oroscopo o la Lunatica alla marinaretta che trasmettevano al tempo in Italia) qui da  noi erano solo una vaga chimera, negli States fiorivano fior di pubblicazioni – cartacee ed in video – di tutti i generi, anche di quelli che – nella cattolicissima italietta – erano visti come abominio delle genti (ricordate l'equazione manga=porno?).

Certo, dirà qualcuno, ma quella roba viene dal Giappone... vero, ma quanti di noi/voi si è mai impegnato/degnato/proposto di imparare quella lingua con quell'alfabeto (anzi, alfabeti) allucinante per acquistare gli amati beni direttamente nel Paese del Sol Levante?
Pochi, pochissimi, praticamente nessuno, anche perché i prodotti di quel Paese sono sempre costati uno sproposito, cui si aggiungevano spese di spedizione fuori con l'accuso; era più facile che uno si andasse a prendere la roba di persona facendosi un viaggio a Shinjuku, piuttosto che se la facesse spedire, anche perché, al tempo, anche solo comunicare con un venditore nipponico per mettersi d'accordo su pagamenti e spedizioni era una cosa dell'altro mondo.

E poi anche i giapponesi hanno dovuto imparare dagli americani (che per altro hanno avuto in casa fino all'altro ieri) a giocare di ruolo...

Solo negli States, che d'altronde del GdR sono la patria, si potevano e si possono tuttora trovare con una certa abbondanza e il più delle volte a prezzi competitivi, vista la vastità dell'offerta e la concorrenza che ne deriva, gli amati beni che ogni appassionato cerca, senza contare delle occasionali (s)vendite promozionali con le quali ci si possono accaparrare intere serie/collane a prezzi stracciati.

Certo, a parziale contrasto di tutto questo bengodi c'erano sempre le spese di spedizione, che non sono mai state particolarmente economiche, specie per il cambio – decisamente sfavorevole – tra lira e dollaro ma alla fine, fatti due conti, conveniva sempre e comunque acquistare negli USA piuttosto che pagare agli strozzini nostrani cambi fantasiosi come le famigerate 2500 lire/dollaro degli anni '80, salite poi a 3000 lire/dollaro negli anni '90 per raggiungere poi il picco – con l'introduzione della nuova moneta unica europea di € 2,00/$ 1,00 quando quest'ultimo – in rapporto alla nostra divisa – stava a 0,675 a 1...

La diffusione sempre più ampia di connessioni internet e carte di credito – standard, revolving e/o prepagate – ha rivoluzionato il mercato, mandando a pascere per i verdi pascoli legioni di profittatori che da sempre hanno lucrato schifosamente sui bisogni di appassionati e collezionisti del Belpaese, imponendo tra l'altro con mezzucci veramente ipocriti e schifosi, quello che loro volevano vendere, alla faccia dell'offerta e soprattutto della domanda dei giocatori italici.

Quello che ne è seguito è stato, come dicevo agli inizi, una vera e propria età dell'oro per tutti gli appassionati, con un cambio – una volta tanto – molto favorevole che ammortizzava alla grande anche tutte le spese accessorie facendo si che – alla fine – si giungesse per davvero ma in maniera pienamente giustificata, alla fatidica parità tra euro e dollaro.

Tutto questo oggi non è più.

Nel momento in cui la cosiddetta crisi globale sta raggiungendo il suo culmine, con l'euro che non è mai stato così basso rispetto al dollaro, tanto perché ci sono pochi soldi in giro e ancor meno ne girano ed i commerci ristagnano, il nuovo governatorato tecnocratico italiota con un'ipocrisia ed una faccia tosta più uniche che rare hanno cominciato a fare cassa sempre e solo a danno dei cittadini.

Non degli (pseudo)commercianti che lucrano schifosamente su qualunque cosa ed evadono costantemente il fisco (Cortina docet), non sugli (pseudo)professionisti e (pseudo)artigiani di ogni tipologia e natura che fatturano solo il minimo necessario indispensabile, intascando tutto il resto in nero, no... si vanno a colpire sempre e solo quelli che alle tasse non sono mai sfuggiti e che fanno le cose in regola, e che magari hanno acquistato (e fatturato) tutto in regola all'estero per risparmiare qualche euro.

Dove voglio arrivare con tutto questo discorso?

È presto detto: dei miei ultimi acquisti, l'80% dei quali eseguiti all'estero e comunque fuori della Comunità Europea, tutti quelli in arrivo dagli Stati Uniti mi sono arrivati con un ritardo mostruoso a fronte di cospicui corrispettivi versati per spedizioni più o meno celeri, oberati da tasse e balzelli mai applicati prima in modo così continuo e massiccio...

in pratica, la roba è rimasta a fare la muffa sugli scaffali degli uffici doganali per settimane salvo poi essere massacrata di oneri doganali... più di € 50,00 per le ultime tre spedizioni.

In questo modo diventa assolutamente antieconomico acquistare qualsiasi cosa negli States, perché tra cambio meno favorevole, aumento esorbitante dei costi di spedizione e tasse e sovrattasse, il prezzo degli amati beni finisce per raggiungere e in alcuni casi superare, quello che i vari speculatori europei applicano; si, perché non crediate che aldilà delle Alpi vada meglio: francesi e tedeschi soprattutto sono divenuti famigerati quanto se non più dei grassatori nostrani, mentre con gli inglesi non è possibile competere, con quella cazzo di sterlina che vale – non si sa come – un botto più dell'euro e con le tariffe delle Reali Poste di Sua Maestà che in un anno e mezzo sono raddoppiate.

Ed è così che – per cause di forza maggiore – qualsiasi attività che riguardi materiale non digitale è divenuta ormai fuori discussione.
Alla faccia del mercato globale, ci stiamo rintanando tutti nell'autarchia, abbiamo fatto un bel salto... si, ma all'indietro, come i gamberi.

Benvenuti nel XXI secolo... o sarebbe meglio dire bentornati al XII?

 
 
 

Madonna, che desolazione...

Post n°545 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da hyppoleonida
 
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Rimiro, con lo sguardo assente ed un certo senso di vuoto nella testa, il settore ludico della mia libreria, che occupa una intera parete - dal lato lungo - della Fortezza della Solitudine; mille pensieri si affollano nella mia mente, la maggior parte dei quali, purtroppo, tutt'altro che piacevoli.

Mi ritrovo per l'ennesima volta in una situazione che mi auguravo, speravo, di non dover rivivere più, quella di dovermi arrampicare sugli specchi per ovviare alla penuria di mezzi dovuta non a mie responsabilità soggettive ma all'oggettiva inadempienza di qualcun altro.

Per l'ennesima volta, avanzo un sacco di soldi da tutte le parti ma in tasca non c'ho un centesimo per far piangere un cieco.

Mi spacco letteralmente la schiena - in senso fisico oltre che figurato - ma i risultati latitano per colpa dei tanti, troppi cialtroni che ormai imperversano senza controllo ovunque (vedi ad esempio il mio ultimo post).

In genere in questi frangenti, per tenere occupata la mente e magari fare anche qualcosa di utile, mi dedico all'inventario dei vari settori in cui è suddivisa la mia biblioteca; questa volta è toccato al settore ludico che - ad onor del vero - necessitava da tempo di una rassettata, per così dire.

Quando ho finito, mi sono seduto sul letto a tirare un po' il fiato, come faccio di solito in questi frangenti ed ho notato una cosa che lì per lì mi ha un po' sconcertato: ci sono dei vuoti, dei grossi vuoti sui ripiani dello scaffale... vuoti che nel corso degli ultimi anni avevo contato di riempire, se non con vecchie glorie dei GdR, almeno con qualche succosa novità e invece... invece niente.

Il vuoto.

Si, perché mi sono improvvisamente reso conto che sono trascorsi ormai parecchi mesi (diciamo pure un anno e passa) da che ho acquistato l'ultimo modulo/supplemento/manuale di un gioco di ruolo... parlo ovviamente della sua forma naturale quella cartacea, perché di roba in formato elettronico nè ho fin troppa.

A questo punto, ho deciso di dedicare il resto della serata ad una ricerca sul web per vedere quali succose novità ci siano sul mercato; non è possibile, mi sono detto, che non ci sia nulla di interessante e/o di buono, con tutta la panoplia di autori e case editrici che esistono al mondo.

Anche per quanto riguarda il settore - ormai predominante - del gioco di ruolo in formato elettronico, non c'è un tubo su cui valga la pena investire due euro.
Quel che è peggio è che anche di tanta roba che ho fin qui seguito - parliamo soprattutto di novità - sperperandoci anche parecchio danaro, mi sono reso conto che non ne valeva la pena.

Purtroppo l'andazzo imperante, anche nel più promettente dei casi, è rimasto quello impostato ai tempi dell'uscita sul mercato dei prodotti del Canide Albino alla fine degli anni '90... tutti - e ribadisco tutti - gli autori ed i produttori di giochi di ruolo si sentono - con poche, notevoli eccezioni - in dovere di riproporre ad libitum gli stronzissimi stilemi impostati da Vampirla la Buffonata, sequel ed epigoni vari: personaggi angst-ridden, cupi e bohemienne, anche quando si parla di esplorazione spaziale, viaggi nel tempo o semplici combattimenti tra robottoni... perfino nel fantasy adesso abbiamo solo anti-eroi cupi e pregni di problemi esistenziali della mia minchia!

Ma che diavolo!

A casa mia uno gioca per divertirsi, per evadere; si gioca di ruolo per vivere in una realtà alternativa alla nostra, la vita di tutti i giorni si è fatta ormai ogni giorno che passa sempre più di merda - per usare un eufemismo - che ragione c'è di scrociarsi anche quando si gioca?

Non solo: la stragrande maggioranza dei prodotti attualmente in commercio, oltre a ricalcare le solite impostazioni - anche editoriali - già proposte da chi sappiamo noi, anche quando propone qualche idea degna di nota, invece della curiosità mi sfocia automaticamente nella domanda: "perché mai dovrei dare i miei (pochi) soldi a te, quando, in fin dei conti, un'idea del genere posso anche tranquillamente svilupparmela gratis per conto mio?"

Ed è così che sono mesi che ho smesso di acquistare qualunque prodotto relativo al mio amato hobby eccezion fatta per le uscite di un paio di case editrici, stranamente ancora legate al gioco di ruolo nella sua forma più classica, pur non avendo mai smesso di produrre moduli e supplementi attuali; dovendo gestire le mie già misere risorse finanziarie, preferisco spendere i miei denari su altre cose che - in questo momento - mi danno assai più soddisfazione, e che - soprattutto - alla luce dei fatti sono assai più commerciabili e con risultati assai più brillanti, dei giochi di ruolo.

Già perché non so se ve l'ho detto, ma da che ho ricominciato a vendere sul web, sono riuscito a piazzare di tutto con buoni risultati economici, tutto fuorché i vari volumi di GdR - tutta roba recente e pregiata per il mercato attuale - che però non si vende almeno nel Belpaese.

L'unica soluzione è vendere all'estero ma, con le tariffe assurde delle nostre Poste, anche per i più ben muniti nostri cugini europei e/o statunitensi la cosa diventa automaticamente antieconomica a meno di vendere a prezzi stracciati, il che è cazzo e tutt'uno, se mi passate il francesismo.

Così mi ritrovo a dover fronteggiare due problemi in un colpo solo: dover sistemare degnamente ed in piena sicurezza la roba pregiata attualmente in mio possesso e liberarmi di tonnellate di carta tanto costosa quanto inutile, visto che non ho intenzione di cedere alle mode imperanti per dedicarmi alle idiozie che tanto vanno per la maggiore oggi.

 
 
 
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CORAZZATA SPAZIALE YAMATO

L'incredibile, potentissima voce di ISAO SASAKI fa sempre venire i brividi con il suo classico tra i classici Uchuu Senkan Yamato titolo originale del famosissimo anime di Leiji Matsumoto a noi meglio noto come STARBLAZERS

 

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Qui potete trovare gran parte dei giochi di cui abbiamo parlato su questo blog, tutti sono gratuiti e perfettamente legali da scaricare, distribuire ed usare. Buon Divertimento.

Labyrinth Lord™ della Goblinoid Games - Dungeons & Dragons Classic retroclone;

 

 GORE sempre della Goblinoid - retroclone dei sistemi d100 classici derivanti da Basic & Call of Cthulhu;

OSRIC ancora loro, ma stavolta con il magnifico retroclone dell’Advanced Dungeons & Dragons, per approfittare della caterva di materiale reperibile in internet;

 

Mutant Future il mio favorito, avventure sulla scia dei classici Gamma World & Metamorphosis Alpha, pienamente compatibile con tutto il materiale reperibile in rete;

 

Tunnels & Trolls™ dalla Flying Buffalo ci viene questa edizione gratuita con le regole di base complete; disponibile anche come PDF anche al seguente indirizzo: http://rpg.drivethrustuff.com/product_info.php?products_id=54407

 

 

BLOODY OCEAN IL LINK

Per chi si fosse perso il post sul mio primo scritto, ho pensato di riproporvi a parte il link per permettervi di scaricare un estratto del romanzo.

http://www.mediafire.com/?zeultuomagw

Vi auguro buona lettura nella speranza che vi piaccia.
Fatemi sapere, OK!?

 
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