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Creato da grazyanna il 15/11/2010

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cinema, letteratura e arte

 

Io sono Li

Post n°84 pubblicato il 14 Ottobre 2012 da grazyanna
 

 

Bello. Sensibile. Ambientato nella laguna veneta. La nebbia, i riflessi dell'acqua e la vita dei pescatori accompagnano gli stati d'animo di una ragazza cinese che senza alcuna libertà lavora per la mafia cinese come una sorta di schiava. Una profonda solitudine alleviata da un'amicizia tenera e comprensiva da parte di un vecchio pescatore. L'amicizia viene contrastata duramente dalle rispettive comunità, cinese e italiana, per scopi economici e per stupidità. La ragazza pone fine all'amicizia e l'epilogo ha un doppio risvolto: triste e lieto. Le immaginari lagunari sono splendide e rimandano a una condizione esistenziale lieve e nostalgica. Nell'atmosfera lagunare sembra intravedersi un oriente lontano.

 
 
 

Rinascimento

Post n°83 pubblicato il 08 Ottobre 2012 da grazyanna
 

 Ottime lezioni on line di storia dell'arte. I video riportati sotto trattano il Rinascimento

    

 
 
 

Pantheon e Sant'Apollinare in Classe

Post n°82 pubblicato il 25 Settembre 2012 da grazyanna

Video sul Pantheon

Video su Sant'Apollinare in Classe

 
 
 

Andrea Mantegna e Giovanni Bellini

Post n°81 pubblicato il 24 Settembre 2012 da grazyanna

Caratteristiche principali della pittura di Andrea Mantegna:

  •   Linea di contorno incisiva
  • Presenza di forti valori plastici nelle sue figure. La figura sembra essere fatta di pietra.
  •  Prospettiva  illusionistica (  come "sfondare" il soffitto della "camera degli Sposi" dipingendo un oculo aperto). Dipingere scorci  prospettici arditi e suggestivi.
  • La figura ripresa e rappresentata in scorcio prospettico come nel caso della sua opera più famosa: il Cristo morto

 

Il video mostra molto bene la "Camera degli Sposi" affrescata da Andrea Mantegna.

Il "Cristo morto" è  una delle sue opere più famose.

"Cristo è infatti sdraiato sulla pietra dell'unzione, semicoperta dal sudario. La forte valenza sperimentale dell'opera è confermato sia dall'uso della tela come supporto, ancora raro per l'epoca, e dall'uso potente e invasivo dello scorcio prospettico, accompagnato a una sorprendente concentrazione di mezzi espressivi. Mantegna strutturò la composizione per produrre un inedito impatto emotivo, con i piedi di Cristo proiettati verso lo spettatore e la fuga di linee convergenti che trascina l'occhio di chi guarda al centro del dramma. A sinistra, compressi in un angolo, si trovano tre figure dolenti: la Vergine Maria che si asciuga le lacrime con un fazzoletto, san Giovanni che piange e tiene le mani unite e, in ombra sullo sfondo, la figura di una donna che si dispera, in tutta probabilità Maria Maddalena. Pochi accenni rivelano l'ambiente in cui si svolge la scena: a destra si vede un tratto di pavimento e un'apertura che introduce in una stanza buia. Il forte contrasto di luce, proveniente da destra, e ombra origina un profondo senso di pathos. Ogni dettaglio è amplificato dal tratto incisivo delle linee, costringendo lo sguardo a soffermarsi sui particolari più raccapriccianti, come le membra irrigidite dal rigor mortis e le ferite ostentatamente presentate in primo piano, come consueto nella tradizione. I fori nelle mani e nei piedi, così come i volti delle altre figure, solcati dal dolore, sono dipinti senza nessuna concessione di idealismo o retorica. Il drappo che copre parzialmente il corpo, contribuisce a drammatizzare ulteriormente il cadavere. Un particolare che sorprende è la scelta di porre i genitali del Cristo al centro del quadro; scelta che è aperta ad una moltitudine di interpretazioni. Secondo altri studiosi il ritratto con la prospettiva "di scorcio", che suscita la sensazione del collo e della testa staccati dal resto del corpo, simboleggerebbe il valore redentivo che la fede cristiana attribuisce al Sabato Santo, al Santo sepolcro e alle Quarantore: nell'arco di questo periodo temporale, Gesù Cristo sarebbe contemporaneamente morto come uomo e vivo in quanto Dio."

Giovanni Bellini e la pittura tonale.


 

 
 
 

Il cinema dei fratelli Dardenne

Post n°79 pubblicato il 10 Giugno 2012 da grazyanna
 

                                              

   

 

Il cinema dei fratelli Dardenne: Rosetta, L'enfant, e Il ragazzo con la bicicletta.
I personaggi dei Dardenne hanno apparentemente una personalità semplice e si caratterizzano per una mancanza di sensibilità nei confronti dell'altro. Risultano, infatti, freddi, indifferenti e inconsapevoli rispetto a determinati valori e sentimenti. In loro qualcuno ha spento con un interruttore una luce che avrebbe permesso loro di vedere un'umanità profonda, sensibile negli altri e di ragionare con sensibilità d'animo sui vari aspetti della vita quali l'amicizia, l'affetto, la paternità.
I personaggi risultano sgradevoli. Le storie vengono girate con una luce fredda e con un ritmo monocorde, senza sottolineare alcun aspetto emotivo. La tecnica è prevalentemente documentaristica e tende a un realismo freddo e agghiacciante. Lo spettatore segue il cammino di un personaggio fino a quando quest'ultimo, attraverso un incontro con una persona "speciale" e un evento che lo farà scivolare sul "fondo", riuscirà a risvegliarsi da un profondo sonno, potendo così riscattare la propria miseria affettiva.
Sono tutti personaggi di estrazione sociale bassa, con un vissuto anaffettivo alle spalle a causa del degrado ambientale e familiare. Per questo motivo il cinema dei fratelli Dardenne è sociale, perché va a fotografare quella parte di umanità violata e dimenticata a cui non hanno dato gli strumenti per amare.
La figura genitoriale è al centro di questa freddezza. Nel film "Rosetta" la madre è alcolizzata, incapace di prendersi cura della figlia che deve tirare avanti con determinazione e sacrificio. Nel film "L'enfant" il ragazzo non prova alcun sentimento nei confronti del proprio figlio perché a sua volta, come si intuisce fra le righe della sceneggiatura, non aveva mai avuto un esempio genitoriale positivo. Infine "Il ragazzo con la bicicletta": un padre rifiuta e abbandona un bambino che, in seguito, sarà affidato a una donna che si prenderà cura di lui con pazienza e dedizione. Il bambino compirà un'azione di piccola criminalità, seguendo quegli schemi di vita dategli dal padre, ma proverà pentimento e si ravvedrà, riuscendo ormai a provare dei sentimenti, grazie al nuovo modello genitoriale.

 
 
 
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