Creato da disamistade_74 il 17/09/2011

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Stupid Girl

Post n°11 pubblicato il 21 Novembre 2011 da disamistade_74
Foto di disamistade_74

 

Mi sento una stupida. 

Sono di napoli, ma vivo per lo più a roma 

a napoli vado due/tre giorni a settimana , prima (un anno fa) tutte le settimane

ora ogni due settimane. Un anno fa, anzi no, nel 2009

il rapporto di amicizia adolescenziale, trascinato avanti per anni

ha avuto un brusco stop; la mia cosiddetta "migliore amica" non si faceva più 

sentire. bè no non è proprio giusto dire così. 

Nel 2009 ho subito un intervento, non grave, ma abbastanza traumatico.

Il giorno prima del ricovero lei mi chiama dicendo che ha tradito il marito.

Io spiazzata non so che dire. 

Io il giorno dopo, mi devono aprire la pancia.

Io non sono un'egoista, ma in quel momento avevo paura

o meglio bisogno di pensare solo a me stessa.

Dopo l'operazione , tutto riprende come prima : i regali ai figli,

le passeggiate, ma è evidente che lei è depressa. E' evidente che 

anche io lo sono: mi hanno tolto 15 fibromi, ricucito l'utero, armeggiato nel mio 

corpo, non sto bene. Non ho un uomo che mi possa prendere per come sono

anche per una difettosa nella procreazione, non ho nulla. 

A un certo punto le telefonate non ricevono più risposta

gli sms meno che mai. Al momento che mi preoccupo seriamente, mi chiama 

dicendo : "ho bisogno che stai lontana da me, ho bisogno di tempo". 

Glielo dò, molti mesi di assoluto silenzio. Una mail inviata da me, una risposta

pacata dopo un mese. Poi nel bel mezzo della mia terapia psichiatrica

quando sembrava che stessi reagendo bene

un sms all'improvviso "ho bisogno di parlarti. chiamami". Io paura che fosse morto

qualcuno a casa sua. Chiamo subito senza riserve.

Crisi sua personale infinita, deve prendere un aereo (mezzo di cui ha paura più della

morte) col suo ex(?) amante. Passiamo ore al telefono. "come stai ?" rivolto

a me è tardivo e superficiale. Mi dice che mi ha allontanato perchè ero depressa

e lei aveva bisogno di altro. IO accuso il colpo solo dopo qualche settimana

quando mi sento annoiata insieme a lei, quando non ho voglia di riprendere

quella routine in cui io ero niente per lei, solo un'accompagnatrice

nei suoi casini non un'amica vera. non lo so cosa è un'amica vera, ma non credo

quello che eravamo noi...

un giorno di maggio la chiamo per prendere un appuntamento per portare

un regalo a suo figlio. Dice "ti richiamo", non richiama. Chiamo io, non risponde

mando sms, non risponde, vado sotto casa, non aprono. 

Sono stufa, non mi faccio sentire più. 

Ma ora ogni volta che torno a napoli mi assale un senso di colpa atavico

ho paura di incontrarla per strada , non esco di casa. 

Ho vergogna a parlare all'analista di tutto ciò, mi sento un nulla mischiato

al niente, perchè non ho il coraggio di chiamarla, di parlarle. 

solo una cosa mi ha detto l'analista una volta "tagliare i rami secchi"

E' così che la vita va vissuta ? 

tagliando tutto ciò che non va ? e in questo caso mi sto illudendo 

inutilemente di essere io la causa di tutto sto sfacelo ? ma a che importa sapere di chi

è la colpa ? e ancora i rami secchi li ha tagliati già lei da un pezzo ?

grazie se sapete rispondere anche a uno solo di questi 

quesiti. 

http://www.youtube.com/watch?v=1N29vkIT3eo

 

 
 
 

Depressione Post Paura

Post n°10 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da disamistade_74

E quindi ieri ci ho provato a essere un'indignata civile. Non ce la facevo , a causa del mio stato di salute, a fare tutto il corteo, così ho pensato di andare alla fine attorno alle 16 a San Giovanni, sotto casa dove vivo a Roma. La piazza piena di persone e ragazzi e amiglie e bambini in carrozzina e anche disabili, le bandiere, la bella gente, giovani e anziani , quelli che vedi al concerto del 1° Maggio, quelli che di solito vedi sfilare, sorridendo o arrabbiati, ma comunque quella che si definisce BRAVA GENTE. Ecco chi c'era in piazza; ecco chi ha dovuto cominciare a correre, perchè da lontano si vedeva un idrante che respingeva le persone, perchè si sono cominciati a sentire i botti. Io non dimenticherò mai l'immagine di 10 anni fa di Giuliani steso a terra, e il fotogramma prima in piedi con un estintore in mano. Quell'immagine per me è la morte, l' ON - OFF della esistenza.

Abbiamo cominciato a correre, ci siamo messi al riparo in una strada laterale, ho sentito 10 mila volte una mia amica, preoccupata perchè si trovava ancora più al centro del caos. 

E' stato il tempo di dieci minuti, ho incontrato un ex collega, l'ho visto andare via e poi tornare di corsa, ed eccoli là : un gruppo di ragazzi - a me sembravano ragazzi molto giovani - incapucciati, coi caschi in testa, con le mazze, fortissimi, mi sono arrivati alle spalle. Si sono subito accaniti sulla BNL davanti alla quale aspettavo la mia amica . Sono rimasta ipnotizzata due secondi, poi il mio amico mi ha scosso "vieni via!!", la mia amica mi ha telefonato e io "vai via vai via subito!!!".

ma si può a mente fredda, ricordando i fotogrammi, si può avere paura così, guardare la violenza, essere inermi, non avere mezzi per superarla, non avere la voce per dire "fermatevi, ma perchè tutto questo ???" ma al di là del paese morto, io non voglio avere paura di dire quello che penso in una piazza, non voglio avere paura per me e per i bambini che erano lì con me e che non meritano un paese così. 

Un saluto a tutti gli Italiani depressi che passano di qui.

 
 
 

"Chi non risica"

Post n°9 pubblicato il 14 Ottobre 2011 da disamistade_74
Foto di disamistade_74

Non si può pretendere che tutti quelli che conosci siano buoni amici. Non si può pretendere nemmeno che tutti gli amici siano buoni amici. Soprattutto non si può pretendere che le persone capiscano il senso delle tue parole o dei tuoi stati d'animo. So tutto. Eppure brucia ancora. Brucia che quando parli della tua indecisione sulla faccenda che vi ho già raccontato, ti si risponda : “Beh chi non risica non rosica”. Si parla del mio corpo, della mia salute, di come sto e di come starò. E poi si parla di me come Donna e di me come eventuale Mamma. Ma soprattutto si parla di me come Persona che ha un Corpo e deve saperlo rispettare. Non si può giocare al lotto con le proprie emozioni e nemmeno con il proprio utero e con tutto ciò che ne comporterebbe. Come vorrei mettere in Stand by le persone e proseguire per una o due settimane al silenzio e al buio, solo guardando me, volendomi bene come se fossi un'altra persona e non me stessa.

 

Un saluto Rispettoso a chi passa di qui

 

 
 
 

Maternità - Aborto - Isole mentali

Post n°8 pubblicato il 11 Ottobre 2011 da disamistade_74
Foto di disamistade_74

Cari amici che nemmeno sapete chi sono, oggi, ieri, domani sarò di fronte a una scelta : togliere via il mio utero definitivamente o sottopormi a un'operazione con la probabilità di riuscita dell'85% , ma che non risolve definitivamente il problema per cui dovrei sottopormi ciclicamente a questo stesso intervento per preservare l'utero e fare in modo che, se in uno/due anni, trovassi un uomo disponibile/carino/gentile/innamorato possa ancora procreare.

Non sono cattolica, credo di essere anche atea, Oddio che c'entra questo ? C'entra perchè quando ho detto alla mia analista che un'eventuale isterectomia mi avrebbe fatta sentire “donna a metà” lei ha risposto che questo è un concetto davvero molto cattolico, di più, molto “religioso” e lo ha detto col tono di quando una cosa non le sta bene.

E' una situazione davvero difficile da spiegare in tutte le sue curve e non mi ci addentrerò, però oggi mi è balenata l'idea che se scelgo di risolvere tutti i miei problemi fisici, forse ne genererei alcuni prettamente psicologici, e sempre se decido di risolvere definitivamente tutti i miei problemi fisici, è come se abortissi anche solo l'idea della mia natura materna. Forse non significa niente, e se poi lo faccio e così facendo spingo l'interruttore che non dovevo ? Chi me lo può dire in anticipo ? E se invece non faccio l'operazione drastica, ma quella “Piccola” che pure è dolorosa, rischiosa e non risolutiva al 100%, chi mi dice che poi non starò di nuovo male dopo un anno ? Perchè i dottori non mi hanno detto “fai così” ? Perchè non c'è nessuno mai che ti dice “fai così” ? Perchè è tutto così complicato in modo assiduo, in modo sconcertante ?

 

 

Un saluto a tutti coloro che approdano qui, nell'isola dell'indecisione

 

 
 
 

Ubriachezza

Post n°7 pubblicato il 09 Ottobre 2011 da disamistade_74
Foto di disamistade_74

C'è una cosa che io voglio : non essere più infelice. Infelici possono essere gli ammalati, coloro che vivono guerre e fame, coloro a cui sono negati diritti e principi fondamentali di vita e benessere. Non una persona che apparentemente ha tutto.

E' davvero bizzarro come la vita di chi realmente non ha problemi si possa leggere con diverse chiavi di lettura: io ho fatto il classico, poi una facoltà scientifica e lavoro in tutt'altro settore. Io vedo ciò come l'apoteosi della mediocrità e come una delle cause della mia infelicità, un mio collega dice : “ribalta tutto e vedilo come un percorso che ti ha fatto fare tante cose diverse in cui sei sempre riuscita”. La mia analista afferma che ho delle doti, anche solo il “sentire”, la capacità di avvertire le cose. Ma vi assicuro che quando esco di là mi sgonfio come un palloncino e non mi sento così speciale.

Mi chiedo a volte che senso abbia tutto questo; c'è mia madre qui questo week end e riesco a procurarle solo preoccupazione e dolore perchè non sto bene, ho dei problemi fisici che non si sa ancora bene come devo risolvere.

E lei non sa che vado dall'analista e vorrei dirle “sto facendo un percorso, sto camminando in avanti, almeno ci provo”. Ma non mi vengono le parole, non ho il coraggio di dirle che forse sono diversa da come mi ha sempre visto.

Più voglio non essere infelice, più lo sono. Più voglio avere rapporti equilibrati, più li incasino. Più vorrei una vita normale, più mi sento un mostro di stortezza e lontananza dal mondo normale.

Oggi non chiudo il post, non so che ho scritto forse sono solo ubriaca di infelicità.

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=iW8rFho6In8&feature=related

 

 
 
 
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