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Gerace la Firenze del Sud

 

 

Post N° 43

Post n°43 pubblicato il 23 Maggio 2008 da conoscerelalocride

San Luca (Reggio Calabria) 

 Giuseppe Nirta, 68 anni, capo dell’omonimo clan, da tempo latitante, è stato arrestato dai carabinieri a San Luca, nel bunker costruito all’interno della casa di un parente. L’arresto è stato eseguito dai militari del gruppo di Locri. Nirta stava per essere inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi ed era già nella lista dei 100. I Nirta sono opposti agli Strangio nella sanguinosa faida sfociata nella strage di Duisburg dello scorso Ferragosto.

I Nirta sono una famiglia alleata degli Strangio: entrambe originarie di San Luca, un piccolo paese nei pressi dell'Apromonte. Molto attivi nel narcotraffico, in passato sono stati coinvolti anche nei sequestri di persona.

                                                         La redazione

                                         Uff. Stampa CTC

                                 Romechium Conoscere la Locride

 
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Post N° 42

Post n°42 pubblicato il 23 Maggio 2008 da conoscerelalocride

«Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.» 

 

Giovanni Falcone 

La prima freccia a sinistra indica la vettura in cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone (alla guida), la moglie Francesca Morvillo e l'agente superstite Giuseppe Costanza.
 
"Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana."
(J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire)

"IL NOSTRO E' UN PAESE SENZA MEMORIA E VERITA',
ED IO PER QUESTO CERCO DI NON DIMENTICARE"
Leonardo Sciascia

 

L'intervento ai funerali di Falcone del giudice
Paolo Borsellino,
anch'egli verrà ucciso dopo  57 giorni.
 

Sapete io dovevo essere fra quelli

e un caso ricordo tutto

                       Il Sogno

http://digilander.libero.it/santelli/percorsi/sorriso.htm

 
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Post N° 41

Post n°41 pubblicato il 04 Maggio 2008 da conoscerelalocride

Reggio, in procura il morbo palermitano. E la 'ndrangheta va verso la terza guerra

La talpa e il corvo come nel porto delle nebbie siciliano. Dopo Reggio e la Locride, le 'ndrine si affrontano anche sulla Piana di Gioia Tauro. E' allarme rosso
Un copione già letto: le talpe e i corvi, le guerre di mafia e le lotte massoniche, veleni tra toghe e coperture politiche. Alla procura di Reggio Calabria impazza la febbre palermitana: tutto come all’epoca del porto delle nebbie, delegittimazioni, fughe di notizie, grilli parlanti e omicidi eccellenti. Tutto come all’epoca di Falcone e Borsellino e alle successive fasi del pool antimafia. Anche i protagonisti sono gli stessi: in riva allo Stretto è appena arrivato Giuseppe Pignatone, fedelissimo di Piero Grasso, che ritrova il suo braccio destro Renato Cortese, a capo della mobile reggina. Mentre sull’altra sponda, nella Dda di Messina c’è un altro grassiano, Guido Lo Forte. Per qualche tempo si è aggirato a Gioia Tauro anche Mario Mori - ex capo degli 007 del Sisde appena rinviato a giudizio per la mancata cattura di Bernardo Provenzano – con il ruolo di commissario straordinario per la sicurezza del porto di Gioia Tauro.

La cimice e la talpa. L’arrivo di Pignatone è preceduto da una scia di polemiche. Segno che la ultradecennale frattura della procura reggina non è mai stata sanata, anzi. C’è chi scrive che parecchi pm abbiamo accolto freddamente il neo procuratore generale. Voce smentita addirittura con un comunicato stampa. Ma per Pignatone una grossa sorpresa: la sua nuova stanza è stata violata prima del suo arrivo. Subito l’ordine di sostituire le serrature e avviare una bonifica. Ecco che spunta fuori una cimice in un ufficio utilizzato dal sostituto Nicola Gratteri (titolare delle indagini su Duisburg) per le conversazioni riservate. Un apparecchio da pochi euro, disponibile in tutti i negozi specializzati, con un raggio d’azione di venti metri.

Caccia allo spione. Probabilmente non si saprà mai chi ha ordinato e chi ha piazzato quella cimice. I principali organi di stampa puntano l’indice su un magistrato. La lista non è lunghissima. A far parte della procura di Reggio Calabria, sono in 25, più l’appena arrivato Pignatone. Si tratta di: Francesco Scuderi (ex pg facente funzioni),  Salvatore Boemi (attuale capo della Dda, in via di trasferimento dopo lo stop subito nella corsa alla carica di pg di Reggio), Francesco Mollace, Francesco Tripodi, Nicola Gratteri,  Santi Cutroneo,  Danilo Riva,  Roberto Placido Di Palma,  Giuseppe Bianco,  Adriana Fimiani, Mario Andrigo,  Marco Colamonici,  Giuseppe Lombardo, Domenico Galletta, Gabriella Cama, Enrico Riccioni, Antonio De Bernardo, Giuseppe Bontempo, Giovanni Musarò, Carmela Squicciarini, Beatrice Ronchi, Federico Perrone Capano, Sara Ombra, Maria Luisa Miranda,  Annalisa Arena. Chi è la talpa?

Il corvo. Si firma proprio così, il corvo, l’autore di una serie di lettere anonime che gettano fango su alcuni magistrati: Luigi De Magistris, lo stesso Gratteri, l’aggiunto Franco Scuderi, reo di aver inviato al Csm e alla Cassazione una segnalazione sulle anomalie dei pm Franco Mollace e Salvo Boemi nella gestione del caso De Gregorio (il senatore avrebbe agevolato affari immobiliari in favore di cosche reggine). Un’inchiesta segretissima (e non segnalata a Scuderi) finita sulle pagine dei giornali (CalabriaOra e tre quotidiani nazionali) insieme all’indagine sul presunto voto di scambio con protagonista il senatore Marcello dell’Utri. Il corvo spara anche su Gratteri: secondo la fonte anonima, avrebbe pilotato gli appalti per le intercettazioni a imprese amiche. È lo stesso Gratteri a smentire: qui si paga il compenso più basso (16 euro al giorno) di tutt’Italia.

Il direttore. Il controverso direttore del quotidiano CalabriaOra risulterebbe coinvolto nell’inchiesta sulla malasanità che ha portato all’arresto del consigliere regionale Domenico Crea, il politico subentrato a Franco Fortugno dopo la sua uccisione. Per Paolo Pollichieni è un bis: già arrestato, processato e assolto in un’inchiesta su appalti sanitari. La figura del giornalista si lega alla vicenda toghe reggine: dalle intercettazioni sull’utenza telefonica del cronista locrese emerge uno strettissimo rapporto con il pm della Dda Francesco Mollace. L’iscrizione nel registro degli indagati del senatore è finita in tempo reale (Pollichieni è coinvolto anche nelle indagini sulla fuga di notizie relativa alla vicenda) sulle pagine del quotidiano edito da un gruppo di imprenditori cosentini (Fausto Acquino e Piero Citrigno, quest’ultimo a processo per usura nella città bruzia, tra l’altro acquirente della storica testata “Paese Sera” e in procinto di subentrare nella gestione dell’Istituto Papa Giovanni XXIII, una struttura sanitaria che da sola assorbe la metà del bilancio sanitario della Regione Calabria). I cronisti di CalabriaOra, inoltre, sono stati indagati più volte per violazione del segreto d’ufficio. Ecco perchè la talpa, secondo gli inquirenti, potrebbe essere proprio un magistrato.

Le Indagini. Il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di intervenire direttamente sulla vicenda Reggio, aprendo un fascicolo  e ordinando una visita sullo Stretto. Il caso talpa passa per competenza a Catanzaro. Un’altra procura, quella del capoluogo calabrese, profondamente spaccata (vicenda De Magistris, trasferimento dell’ex pg Mariano Lombardi) e in attesa della nomina del nuovo procuratore generale (è in corsa anche Boemi, ma il Csm è spaccato).

I Piromalli. La storica cosca di Gioia Tauro  sembra nell’occhio del ciclone. L’omicidio di Rocco Molè – presunto boss della cosca Molè, legata da vincoli di sangue ai Piromalli, ucciso l’11 febbraio a Gioia Tauro – ha aperto uno squarcio nell’alleanza delle ‘ndrine tirreniche (altri fedelissimi, fino ad oggi, sono stati i Pesce di Rosarno e i Mancuso del Vibonese). L’autobomba che ha colpito Antonino Princi, imprenditore in odore di mafia legato ai Piromalli, ha aperto la voragine. Lo scioglimento del consiglio comunale di Gioia Tauro per infiltrazioni mafiose e le indagini su Dell’Utri riportano ancora l’attenzione sui Piromalli.

Come nell’85. Non è la prima volta che viene utilizzata un’autobomba in Calabria. A farne le spese per primo è stato l’imprenditore Gennaro Musella, nei primi anni 80. Ma l’autobomba celebre è quella che ha segnato l’inizio della seconda guerra di ‘ndrangheta: anche in quel caso il bersaglio, Nino Imerti, non morì. Creparono in migliaia nei sei anni successivi. Antonino Princi - privato di gambe, braccia e vista dalla deflagrazione del 26 aprile scorso – è un manager a capo di un impero economico nella Piana, con interessi nei centri commerciali. Uno dei principali, il "Porto degli Ulivi", si trova a Rizziconi, nell’entroterra, ed  è partecipato da Pasquale Inzitari, esponente di primo piano dell' Udc calabrese (candidato al Parlamento alle scorse elezioni) e cognato di Princi. Il faccendiere (secondo gli inquirenti avrebbe coordinato le attività di riciclaggio delle cosche dell’entroterra aspromontano) è stato anche azionista del Catanzaro Calcio, prima del fallimento del 2006.

Parente di boss. Per farlo fuori hanno utilizzato una bomba piazzata sotto la sua Mercedes (Gioia Tauro è una delle zone d’Italia a più alta concentrazione di auto di lusso) e attivata con un radiocomando. A colpire sono le parentele eccellenti: i Rugolo di Oppido-Castellace per parte di moglie, e quindi i Mammoliti, tutti alleati degli Alvaro di Sinopoli. Secondo la Dda, l’omicidio potrebbe essere una risposta alla morte di Molè. Un’alleanza basata sugli affari (porto di Gioia, A3, rigassificatore, grandi opere) quella tra Piromalli e Molè che potrebbe essere saltata, forse proprio per via di contrasti sulle infiltrazioni dello scalo marittimo di Gioia, snodo di ingenti risorse nei prossimi anni. Mentre ad avercela con Princi potrebbero essere anche i Crea di Rizziconi. In ogni caso è in atto un terremoto che ha distrutto gli antichi equilibri.

Indagini al rallentatore. La Dda di Reggio stava per arrestare Princi, con l’accusa di concorso esterno e riciclaggio. Una richiesta, maturata dopo l’agguato a Molè, ferma da due mesi negli uffici del gip. Indagini difficili, affidate al procuratore aggiunto di Palmi, Bruno Giordano, e al pm dell' antimafia reggina Roberto Di Palma, con la supervisione di Roberto Pennisi (Dna).

Scioglimento sul filo di lana. Appena qualche giorno prima dell’attentato a Princi, e a poche ore dall’uscita di scena del governo Prodi, il consiglio dei ministri ha decretato lo scioglimento del comune di Gioia Tauro. Infiltrazioni mafiose, ovviamente, che vedrebbero l’ex sindaco Giorgio Dal Torrione in qualche modo in balia delle cosche locali. Ma la decisione irrituale potrebbe aver accelerato la reazione armata sulla Piana.

I Piromalli e Dell’Utri. E alla vigilia del voto alle politiche la stampa ha dato notizia delle indagini sul presunto voto di scambio che vedrebbe coinvolti un faccendiere ex dc, Aldo Miccichè, e il senatore Marcello Dell’Utri. Cinquantamila voti all’estero che i Piromalli avrebbero promesso, con il tramite di Miccichè. In cambio di favori (il capobastone Giuseppe è in regime di 41bis).

Il fronte in procura. La spaccatura sul fronte ‘ndranghetistico della Piana segue al terremoto reggino (con le nuove alleanze e il recente arresto del Supremo, il boss Pasquale Condello) e a quello della Locride (con la cattura del mammasantissima Giuseppe Morabito, l’omicidio Fortugno, la faida di San Luca e la strage di Duisburg). Uno tsunami che fa presagire una terza guerra di ‘ndrangheta, un conflitto guerreggiato, dopo anni di guerra fredda. Sulla stessa spaccatura sembra si inseriscano gli scontri tra toghe. La talpa e il corvo, forse, ci dicono questo: la guerra di ‘ndrangheta si fa anche in procura.

                                                                                     Il Sogno

 
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Post N° 40

Post n°40 pubblicato il 15 Aprile 2008 da conoscerelalocride

Percentuale votanti

70,523 %


 
Dato aggiornato alle ore 19:38 del 15/04/2008
 
 
Sezioni pervenute :
Definitivo


Candidato Sindaco  ListeVoti%Seggi
 
FEMIA ROCCO   2.08850,852 %  
 
 Eletto LISTA CIVICA - UNITI PER MARINA DI GIOIOSA11
 
 
 
CARBONE CARMELO   2.01849,147 %  
 
  LISTA CIVICA - PER UN FUTURO MIGLIORE5
 
 
Totale voti ai candidati Sindaco 4.106
Totale alle liste 16
Seggi spettanti 16



Pagine realizzate a cura della Direzione Centrale dei Servizi Elettorali
Ufficio III - Servizi Informatici Elettorali


 
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Post N° 39

Post n°39 pubblicato il 09 Aprile 2008 da conoscerelalocride

Gravina, oggi l'ultimo saluto a Ciccio e Tore

E’ il giorno dell’ultimo saluto a Ciccio e Tore, i due fratellini di Gravina in Puglia scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati morti il 25 febbraio scorso in una cisterna sotterranea. Oggi pomeriggio alle 16 si svolgeranno i funerali dei due bambini nella cattedrale di Gravina che verranno celebrati da monsignor Mario Paciello. Intanto continuano senza sosta le visite di amici e parenti nella camera ardente.

A rendere omaggio alle due salme è giunta anche una delegazione di ragazzi della scuola media “Benedetto XIII” di Gravina in Puglia, l'istituto frequentato da Francesco e Salvatore, accompagnata da alcuni insegnanti. Seduto in prima fila c'è sempre il papà dei fratellini, Filippo Pappalardi. Atteso per il primo pomeriggio l’arrivo della mamma dei due bambini, Rosa Carlucci con i suoi familiari.

Le parole di mons. Paciello. Durante la veglia di preghiera che si è svolta ieri, il vescovo di Gravina ha ricordato che ''vicino a Ciccio e Tore deve restare non solo il nostro ricordo, il nostro dolore, la nostra preghiera per quanti soffrono per loro, ma deve restare la presa di coscienza che tutti, nessuno escluso, possono fare qualcosa di più, molto di più per i nostri ragazzi''.

Non ho altro da dire ciaoo Ciccio e Tore 

E per chi lascia incustoditi questi luoghi devo pagare:::.

                                                        Il Sogno

 
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Post N° 38

Post n°38 pubblicato il 07 Aprile 2008 da conoscerelalocride

“Ripacandida:

San Francesco e i colori dell’eden”

Si avvicina il giorno della presentazione del grande evento di primavera che si terrà a Ripacandida dal 17 al 20 aprile prossimo, dal titolo “Ripacandida:San Francesco e i colori dell’eden”

e che vedrà protagonista la cittadina

del Vulture e la Chiesa di San Donato

con i suoi magnifici affreschi.

“Ripacandida:

"San Francesco e i colori dell’E den”

è un’iniziativa che intende far rivivere nel piccolo paesino del Vulture la vita e le opere del Santo di Assisi, patrono d’Italia, attraverso una rievocazione storica del ‘300 che porterà il visitatore alla scoperta di una nuova e affascinante realtà per respirare l’aria mistica e culturale del tempo. La scelta di Ripacandida, Comune che rientra nel Pit Vulture Alto Bradano, è scaturita dalla constatazione che la Chiesa di San Donato con i suoi affreschi trecenteschi, è un monumento dell’arte pittorica ed è un autentico spazio di fede e arte che ricorda i più noti dipinti giotteschi presenti nella Basilica di Assisi. Un elemento che ha permesso a Ripacandida il gemellaggio con Assisi e il riconoscimento come “Piccola Assisi”. La chiesa, con il suo Sagrato e i suoi giardini storici, ospiteranno un evento internazionale, che punta alla valorizzazione del patrimonio pittorico ed artistico della città, ma anche dell’intera area del Vulture, per unire passato, presente e futuro affinché Ripacadida diventi l’Assisi della Lucania.

In sostanza gente vi stiamo invitando a un grande evento

Ma se non potrete venire fate girare,

questo messaggio pubblicatelo nei vostri blog.

Richiedete il volantino e video spot.

Comunque noi ci saremo

Il Gruppo Storico Romechium

Per supporto agli amici di Ripacandida

Grazie a tutti voi.........

 

                     Il Sogno

 
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Post N° 37

Post n°37 pubblicato il 05 Aprile 2008 da conoscerelalocride

La relazione "nascosta". Lo sviluppo che non c'è: la Salerno-Reggio Calabria

1963, si comincia a costruire l’A3, Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada che avrebbe collegato il Mezzogiorno al resto d’Italia. 443 chilometri, una lunghissima, immensa, lingua d’asfalto che si snoda, all’incirca per un terzo dell’Italia.

Questa è la A3, Salerno-Reggio Calabria, l’unica arteria di scorrimento che, attraversando territori campani lucani e calabresi, collega il Meridione, Sicilia compresa, alla grande rete autostradale del resto Paese, senza l’obbligo di pedaggio, in base alla legge 729.

 

I tempi di costruzione, dipanati nell’arco di una decina d’anni, sono abbastanza rapidi, un’autostrada che di autostrada ha ben poco e che diventa fin da subito un bocconcino piuttosto appetibile per le cosche.

Proprio in quegli anni, la ‘ndrangheta è alla ricerca di una nuova identità, di nuovi palcoscenici da calcare, di nuovi investimenti da fare e, di conseguenza, di nuovi, tanti, soldi da maneggiare. Appare inevitabile come, per le cosche, la targa A3 diventi fin da subito una sigla da mettere al primo posto in agenda.
L’accrescimento del patrimonio mafioso passa inevitabilmente dall’intrusione nella costruzione di opere pubbliche; e così ben presto le cosche si assicurano la quasi totalità degli appalti e gestiscono, direttamente o indirettamente, i cantieri già attivi nella costruzione del tracciato.
Di ciò se ne accorgono tutti, tranne lo Stato e così sottomettersi al volere e ai costi della nuova politica ‘ndranghetista diventa oltre che obbligatorio, anche, paradossalmente, conveniente: sono le stesse ditte del Nord che gestiscono gli appalti a prendere, spontaneamente, contatti diretti con le cosche; in questo modo avranno “protezione” e la possibilità di lavorare senza subire danneggiamenti o sabotaggi.

Fu il questore di Reggio Calabria, Emilio Santillo, uno dei pochi a capire e sottolineare come le imprese settentrionali vincitrici degli appalti si rivolgessero ad esponenti mafiosi prima ancora di aprire i cantieri. Scrive Francesco Forgione, nel quarto capitolo della sua relazione sulla ‘ndrangheta: “…contraevano così una sorta di precontratto per garantirsi la sicurezza e affidare loro le guardianìe, per selezionare l’assunzione di personale e assegnare le forniture di calcestruzzo, e le attività di movimento terra”. 

Insomma, fin dai primi giorni di vita della A3 le cosche riescono a mettere il becco un po’ ovunque, approfittando di ogni opportunità loro concessa; opportunità che, a partire dal 1997, quando cominciano gli infiniti (e tuttora attivi) lavori di ammodernamento dell’arteria, si moltiplicano a dismisura. Le cosche, da sempre e ancora oggi, hanno spartito la torta secondo zone di competenza, “a me tocca quello, a te tocca questo”.
Appare quindi cristallino come tutto ciò freni i lavori e quindi lo sviluppo: che interesse dovrebbero mai avere le ‘ndrine ad accelerare i lavori, quando essi, invece, rappresentano un cospicuo ed assicurato bottino da spartire?

L'autostrada, soprattutto nel periodo estivo, vive costantemente in una situazione di collasso, incapace di rispondere adeguatamente alla richiesta dei viaggiatori, che non possono che rimanere impatanati all'interno delle code che, obbligatoriamente, si formano con regolarità. Insomma la Salerno-Reggio Calabria è un cantiere infinito e i metodi di intervento e condizionamento delle cosche sono, più o meno, sempre gli stessi: com’è noto, negli anni ’70, quando la nascita della A3 è ancora in itinere, la ‘ndrangheta assume il controllo delle attività attraverso il pagamento di una percentuale del 3% sull’importo complessivo dei lavori e attraverso l’assunzione di lavoratori in cambio del controllo sui loro comportamenti. Oggi, come testimoniato dalla recente operazione “Arca” (così fantasiosamente denominata per la presunta posizione chiave di un sindacalista, Noè Vazzana), il cui procedimento, è bene precisarlo, è ancora in corso “attraverso l’affidamento dei subappalti a proprie imprese o imprese da esse controllate, provvedendo all’emarginazione di quelle non disposte a rientrare nel quadro predefinito dalle cosche e l’imposizione di forniture di materiali di qualità inferiore a quella prevista dai contratti a fronte di prezzi invariati”. 

                                                                                                  Il Sogno

 
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Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 01 Aprile 2008 da conoscerelalocride

Reggio Calabria, la Dda sequestra i cantieri della statale 106: 7 avvisi di garanzia

Sono intervenuti i carabinieri del Gruppo Locri
Sono intervenuti i carabinieri del Gruppo Locri


Marina di Gioiosa Jonica, 1 Aprile 2008
I cantieri allestiti per i lavori di costruzione del nuovo tratto della strada statale 106 a Marina di Gioiosa Ionica, nella Locride, del valore di 90 milioni di euro, sono stati sequestrati dai carabinieri del Gruppo Locri su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.
  
Sono anche stati emessi sette avvisi di garanzia nei confronti dei responsabili dei cantieri e delle ditte impegnate nei lavori tra i quali figura il presidente del consiglio di amministrazione della 'Gioiosa Scarl', un'associazione di imprese, di Riarlo (Caserta). I reati ipotizzati sono truffa ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture al fine di agevolare le cosche della 'ndrangheta operanti a Marina di Gioiosa Ionica e a Gioiosa Ionica.
  
Il nuovo tratto in costruzione, della lunghezza di cinque chilometri, deve collegare la contrada Romano alla strada di grande comunicazione Ionio-Tirreno.

                                                                       Il Sogno

 
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Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 01 Aprile 2008 da conoscerelalocride

 Reggio Calabria: l'omicida si È costituito alla polizia poco dopo.È morta la bambina ferita dallo zioDomenica Giuseppe Panuccio ha ucciso a fucilate il fratello e la nuora nel parcheggio di un ipermercato

REGGIO CALABRIA - È stata dichiarata cerebralmente morta la bambina di 4 anni ferita domenica a Reggio Calabria dallo zio, Giuseppe Panuccio, che le ha ucciso i genitori - Guido Panuccio, di 38 anni, e Teresa Rechichi, di 37 - nel parcheggio di un ipermercato. Le condizioni della bambina, raggiunta al polmone e alle costole da uno dei colpi di fucile esplosi contro l’auto del padre, sono peggiorate nel corso della notte. Domenica sera la bambina era stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza, ma questo non è bastato a salvarle la vita. Intanto proseguono le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Non è stata ritrovata l’arma utilizzata per compiere il delitto.

EREDITA' - L'autore del triplice omicidio si è costituito alla polizia poco dopo la tragedia. Alla base del fatto di sangue vi sarebbe una lite per motivi di eredità. L'omicida è entrato in azione dopo che il fratello, sua moglie e la figlia erano entrati in auto dopo aver fatto la spesa nell'ipermercato e stavano per rientrare a casa. A questo punto l'omicida ha aperto il fuoco con un fucile da caccia caricato a pallettoni: sei i colpi esplosi, mentre tre cartucce inesplose sono rimaste nell'area del parcheggio. La donna, quando si è accorta di quanto stava accadendo, ha fatto scudo col proprio corpo alla figlia.

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Post N° 34

Post n°34 pubblicato il 31 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Mercoledì  02 aprile alle ore 10.30, presso l'Aula Magna dell'Università della Calabria,
l'Unione degli Universitari di Cosenza ha organizzato un importante incontro-dibattito durante il quale si parlerà di 'Ndrangheta. L'incontro trae spunto dalla relazione della Commissione Parlamentare Antimafia. Questa, mette nero su bianco tutti i legami ed i rapporti che i mafiosi calabresi intrattengono tra di loro e con i loro "partner criminali". La 'Ndrangheta viene messa a nudo in una dettagliata relazione curata dal Presidente della Commissione Parlamentare on. Francesco Forgione che sarà presente all'iniziativa. Interverranno inoltre, Pietro Rossi (Segretario generale CGIL Cosenza), Arcangelo Badolati (Giornalista della Gazzetta del Sud) e Alessio Magro (Libera Informazione, Carovana da Sud). I lavori saranno aperti dal saluto del Rettore dell'Unical prof. Giovanni Latorre e Coordinati da Guerino Nisticò Presidente dell'Udu Cosenza. In definitiva, un momento importante durante il quale si potrà conoscere meglio la 'Ndrangheta per poter dar vita ad una battaglia, caratterizzata soprattutto da un nuovo entusiasmo giovanile, per reprimere un male che da troppo tempo soffoca e deprime la nostra Calabria.
 
DIFFONDETE e PUBBLICATE!

Grazie ed a presto!
 
 
Unione degli Universitari di Cosenza
Università della Calabria
tel: 0984.493719
mobile: 338.4709111

 
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Post N° 33

Post n°33 pubblicato il 30 Marzo 2008 da conoscerelalocride

HA UCCISO FRATELLO E COGNATA E FERITO GRAVEMENTE LA NIPOTINA

DUPLICE OMICIDIO A REGGIO CALABRIA, SI COSTITUISCE L'AUTORE

Un uomo ha ucciso il fratello e la cognata, ferito gravemente la nipotina di quattro anni, poi si e' costituito alla polizia. Il fatto di sangue e' avvenuto nel parcheggio di un ipermercato a Reggio Calabria, poco dopo le ore 14. Le vittime si chiamavano Guido Panuccio, di 38 anni e Cinzia Teresa Richichi, di 37 anni; la bambina ferita invece si chiama Olga ed e' ricoverata in gravi condizioni presso gli Ospedali riuniti della citta' dello Stretto dove i medici tentano di strapparla alla morte per i pallettoni che l'hanno centrata ad un fianco. L'omicida e' Giuseppe Panuccio, 46 anni, che subito dopo aver sparato ai congiunti che si trovavano a bordo di una Fiat 600 si e' dato alla fuga liberandosi del fucile da caccia usato per compiere la strage. Poi, accompagnato dal suo avvocato difensore, si e' costituito al dirigente della squadra mobile della questura Renato Cortese e al suo vice Renato Panvino. Alla base del fatto di sangue vi sarebbe una lite per motivi di eredita'. L'omicida e' entrato in azione dopo che il fratello, sua moglie e la loro figlioletta erano entrati in auto dopo aver fatto la spesa presso l'ipermercato e stavano per rientrare a casa nella zona di Sbarre. A questo punto l'omicida ha aperto il fuoco con un fucile da caccia caricato a pallettoni: sei i colpi esplosi, mentre tre cartucce inesplose sono rimaste nell'area del parcheggio. La donna, quando si e' accorta del cognato ha fatto scudo col proprio corpo alla figlioletta, la quale probabilmente si e' salvata grazie a questa circostanza.

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Post N° 32

Post n°32 pubblicato il 29 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Dda, "a Crotone situazione molto delicata"

''A Crotone c'e' una situazione molto delicata che impone la massima attenzione e cautela''. E' quanto afferma la Dda di Catanzaro in relazione alla situazione della criminalita' nel Crotonese dove la guerra di mafia tra cosche ha provocato tre omicidi in cinque giorni. ''In questo momento - aggiunge La Dda - stiamo lavorando col massimo impegno in collaborazione con le forze dell'ordine. Il procuratore facente funzioni, Salvatore Murone, ed il procuratore aggiunto della Dda, Mario Spagnuolo, insieme col pm Sandro Dolce, titolare delle inchieste, stanno seguendo la situazione momento per momento. Siamo ad un punto cruciale delle indagini e c'e' la massima attenzione nel seguire l'evolversi degli eventi''.

                                                                           Il Sogno

 
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Post n°31 pubblicato il 29 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Crotone, nuovi rinforzi per la Polizia

Un'altra decina di pattuglie della polizia di Stato, oltre a quelle giunte nei giorni scorsi, arriveranno nelle prossime ore a Crotone e saranno utilizzate per incrementare il controllo del territorio. Lo si e' appreso dal Prefetto di Crotone, Melchiorre Fallica. Una ulteriore incremento dei controlli e del numero di pattuglie di polizia e carabinieri e' stato deciso dopo l'omicidio di Francesco Capicchiano compiuto ieri ad Isola Capo Rizzuto che rientra nella guerra tra cosche che aveva gia' portato, nei giorni scorsi, all'uccisione di Luca Megna e Giuseppe Cavallo.

                                                          Il Sogno

 
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Post n°30 pubblicato il 29 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Fatti di Crotone, intervengono le donne di San luca

Dal Movimento donne di San Luca riceviamo e

pubblichiamo  

I fatti di sangue che in questi giorni hanno sconvolto la vicina Crotone, non
possono che arrivare come eco di dolore tra le donne di San Luca. Proprio quelle
donne che hanno scelto, deciso, voluto questo cammino di cambiamento di cui si sta
tanto parlando. Quelle donne che condannano l’odio, la violenza, la sterile  vendetta
che alimenta solo rancore su rancore, che miete vittime e sprofonda noi e la nostra
terra tutta,  in un baratro senza ritorno. I nostri cimiteri sono pieni di giovani
cui la vita è stata spezzata. Non vi sono motivazioni plausibili, né interesse alcuno
affinché tutto questo abbia un senso. La morte è rovina, distacco è il trionfo di
quel male che nelle logiche deviate del “riflesso” porterà ancora male. Ci saranno
ancora madri addolorate che piangeranno i loro figli, famiglie distrutte, donne sole,
figli che cresceranno senza poter godere del proprio padre accanto, e a volte per
terribile disgrazia anche della propria madre.  Basta, al gioco al massacro. Basta,
l’innocenza non và toccata. Ogni faida è una guerra persa, nella quale tutti
perdiamo, e per cui tutti uniti dobbiamo fermare e soprattutto combattere.
Giunga la nostra più dolce carezza alla bimba che da giorni combatte la sua battaglia
più grande. Soltanto questo dovrebbe portare ad un profondo esame di coscienza. Dove
stiamo andando, o meglio dove stiamo arrivando? Quella bimba potremmo essere noi,
potrebbe essere figlia di  noi tutti, perché quando si tocca l’innocenza  si entra
nel circuito della lotteria della morte. Ciò che è capitato a lei, potrebbe capitare
a chiunque. Il nostro messaggio di riconciliazione dei giorni scorsi in occasione
della settimana santa, parte dalla convinzione che bisogna prima avviare un processo
di cambiamento interiore, nel quale confermare quei valori che sono il motore
dell’esistenza, e che purtroppo oggi l’intera nazione sembra non aver mai conosciuto.
Reduci dalla santa Pasqua, non possiamo che augurarci che quella luce di nuova vita
illumini le coscienze e porti la pace. Non facciamo che quell’uomo morto per noi in
croce, perpetui ancora la sua passione nelle vite spezzate della nostra gente di
Calabria. Il più cordiale abbraccio alle
donne di Crotone.”
Movimento Donne San Luca

                                                              Il Sogno

 
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Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 28 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Un netto no alla Ndrangheta

dai giovani della Locride

                   By Conoscerelalocride

 
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Ancora guerra di Ndrangheta fermiamo questa mattanza

Post n°28 pubblicato il 28 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Crotone, è guerra di 'ndrangheta

Uomo ucciso a Isola Capo Rizzuto:
è il terzo omicidio in una settimana

CROTONE
Tre omicidi in cinque giorni. La ’ndrangheta del crotonese ha ripreso a sparare in una guerra che adesso appare senza fine. Dopo i primi due delitti compiuti a Papanice, frazione di Crotone, infatti, i killer sono tornati in azione, ma questa volta a Isola Capo Rizzuto, grosso centro alle porte del capoluogo di provincia.

A scatenare la guerra, che ieri ha portato in Calabria i vertici della polizia di Stato, in testa il vice capo della Polizia Nicola Cavaliere, per decidere le strategie per affrontare l’emergenza, è stato l’agguato compiuto nella notte tra sabato e domenica scorsi nel quale è stato ucciso Luca Megna, di 37 anni, e sono state ferite la moglie e la figlia di cinque anni, ancora oggi in coma farmacologico nell’ospedale di Catanzaro per un proiettile nel cranio. La risposta al delitto di Megna, figlio del boss detenuto Domenico, non si è fatta attendere e martedì scorso è stato ucciso Giuseppe Cavallo, di 27 anni, anche lui vittima di un agguato mentre si trovava in compagnia della moglie, rimasta ferita, e della figlioletta, uscita illesa.

Cavallo era legato da rapporti di parentela con la famiglia Russelli che da anni è in contrasto con quella dei Megna. Nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Megna, ieri, è stato arrestato Carmelo Tranchè, di 34 anni, proprietario di un revolver perso da uno dei sicari sul luogo del delitto. E di Isola Capo Rizzuto è la nuova vittima di questa mattanza, Francesco Capicchiano, di 33 anni, ucciso mentre camminava, armato, nel centro del paese. Il tutto mentre a Crotone pare essere massima l’attenzione delle forze dell’ordine che cercando di controllare il territorio della città e del comprensorio.

La famiglia di Francesco Capicchiano, secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi, per alcuni anni era in contrapposizione a quella degli Arena, una delle più potenti cosche della ’ndrangheta di Isola Capo Rizzuto. Dopo anni di scontri nell’ultimo periodo le due famiglie avevano raggiunto un equilibrio che aveva portato ad una sorta di tregua. Nell’ottobre del 2004 a Isola Capo Rizzuto fu ucciso Carmine Arena, ritenuto dagli investigatori uno dei capi storici dell’omonima cosca. Per compiere l’omicidio fu utilizzato un bazooka che perforò la lancia Thema blindata di Arena.

E gli inquirenti stanno valutando tutti i possibili collegamenti tra gli omicidi compiuti negli ultimi giorni nel crotonese. Sull’attività investigativa, però, viene mantenuto il massimo riserbo. «Il momento - sostengono investigatori e magistrati - è di grande delicatezza». Le indagini di polizia di carabinieri sono coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro che sta operando in collaborazione con la Procura di Crotone. Polizia e Carabinieri, ed i magistrati della Dda di Catanzaro, stanno valutando tutti i punti di «contatto» tra gli omicidi di Luca Megna, avvenuto sabato scorso; Giuseppe Cavallo, compiuto martedì, e l’assassinio di Francesco Capicchiano avvenuto oggi pomeriggio a Isola Capo Rizzuto. I tre omicidi, secondo quanto si è appreso, rientrerebbero tutti in una guerra tra le cosche del crotonese che si contendono il controllo delle attività illecite, ed in particolare il traffico di droga e armi e le estorsioni.

      Fermiamo questa mattanza dateci una mano

Il Sogno

 

 
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Post N° 27

Post n°27 pubblicato il 25 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Ammazzatecitutti nuovamente nel mirino

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Siamo pericolosi, diamo fastidio, e per questo qualcuno (o più di qualcuno) vuole zittirci. Ce chi già lo fa quotidianamente, ignorandoci forzatamente, complice di quel silenzio assordante che avvolge la Calabria e tutta l'Italia quando si parla non tanto di antimafia, troppo facile essere tutti contro la...

Il resto delle notizie le troverete nel blog: Conoscerelalocride o www.conoscerelalocride.it 

 Il Sogno 

 
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Post N° 26

Post n°26 pubblicato il 25 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Zittiteci tutti . Killer oscura i ragazzi di Locri

 Ragazzi di Locri, Ansa, foto interna

Pasquetta al buio per il sito del movimento antimafia www.ammazzatecitutti.org che è andato in tilt per mano di un killer informatico penetrato nel server. Il virus ha reso illeggibile la prima pagina e inattivi i link alle rubriche. «Qualcuno è riuscito a penetrare nel server del sito, introducendo - secondo il portavoce Aldo Pecora - un vero e proprio virus, con l'ordine di replicare precise istruzioni». Un vero e proprio attentato informatico che al tempo di internet sostituisce le più tradizionali minacce contro chi ostacola la mafia.

Pecora e alcuni giovani del movimento calabrese, nato a Locri dopo l'omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente del consiglio regionale calabrese, si sono subito accorti che stava accadendo qualcosa di strano alle pagine del loro sito, realizzato con il Cms "Joomla" e frequentato ogni giorno da alcune migliaia di visitatori. Sono quindi intervenuti, lavorando per tutta la notte e riuscendo a salvare i contenuti del sito.

«Se non ci fosse stato un immediato intervento, questo attacco informatico, da imputare sicuramente a un esperto di computer, avrebbe potuto produrre danni irreparabili», ha detto Pecora, vittima anche di un incidente stradale sulla Salerno-Reggio Calabria avvenuto agli inizi di marzo, per il quale sono in corso delle indagini.

Sulla prima pagina del sito del movimento antimafia, ripristinata martedì si legge una nota di Aldo Pecora a proposito dell'episodio di lunedì: «Denunceremo nuovamente tutto ciò, ma questa volta non solo alla Polizia delle Comunicazioni, ma anche al Prefetto ed alla Procura di Reggio Calabria. Scriveremo raccontando di quanto sta accadendo intorno ad Ammazzateci Tutti anche alle autorità europee ed internazionali. Lotteremo, con tutte le nostre forze, per difendere la nostra libertà d'espressione ed il nostro diritto ad esercitarla. Non potranno mai zittirci tutti».

«Non è la prima volta che capita una cosa del genere - spiegano sul sito- infatti abbiamo notevolmente potenziato i sistemi di protezione hardware e software già un anno e mezzo fa, quando venne sferrato il primo attacco (quasi letale) al nostro forum telematico». E nella nota Aldo Pecora ci tiene a sottolineare «non chiamateli hacker, che per loro cultura e filosofia non distruggono nulla, chiamateli lamer, cracker o più semplicemente killer». Killer perché a detta del responsabile del sito del movimento, «è evidente che ormai qualcuno ha dato l'ordine di annientarci» colpendo il movimento direttamente al «cuore», cioè «la comunicazione, la diffusione e la condivisione delle informazioni», laddove - spiega Pecora - «internet per noi è di fondamentale importanza».

                                                                                                  Il Sogno

 
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Post N° 25

Post n°25 pubblicato il 25 Marzo 2008 da conoscerelalocride

Comunicato stampa

La notte del 21 Marzo ignoti muniti di scale di sono introdotti all’interno della struttura per disabili mentali  in Siderno via Peppino Brugnano (ex Cossea), con estrema precisione  hanno tagliato in più punti le serpentine dei   venti climatizzatori istallati da circa un mese  nelle stanze dei degenti.

Ricordiamo che  in corso la procedura di autorizzazione al funzionamento da parte del Consorzio Goel per la realizzazione di  due moduli per l’accoglienza residenziale dei disabili mentali.

Il  Consorzio Goel   in seguito a sopralluogo nella struttura, aveva segnalato al Comune  di Siderno, circa un mese fa, che la ditta incaricata della fornitura e posa in opera dei climatizzatori,  stava montando alcuni climatizzatori usati.

Il Comune interveniva tempestivamente e la ditta procedeva allo smontaggio dei climatizzatori usati e la successiva sostituzione con climatizzatori nuovi.

Si condanna il grave gesto che vede ancora una volta  vittima i ricoverati della struttura che sono i beneficiari finali della climatizzazione.

Quest’atto non impedirà al Goel di continuare l’impegno preso con i familiari dei ricoverati, gli operatori e l’intero territorio, per un progetto pilota sulla psichiatria nella Terra  della Locride.

Gioiosa Jonica  25- Marzo – 2008

Il resto delle notizie le troverete nel blog: Conoscerelalocride o www.conoscerelalocride.it

 
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Post N° 24

Post n°24 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da conoscerelalocride

funerali  sindaco

MArina di Gioiosa Jonicca

Ing. Giulio Commisso

 
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