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MATERA BY NIGHT

Le suggestive foto dei Sassi che vedete in questo box sono state scattate da Gerardo Fornataro, che mi onora della possibilità di arricchire e valorizzare il mio blog con i suoi lavori.
Grazie Gerardo.


































































































 
 

 

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Le avventure di Mizar 2 - Il ritorno - I parte

Ovvero: la maledizione del cercatore di funghi  

Ogni foto ha i suoi piccoli retroscena. La passione per la fotografia e la caccia allo scatto spinge, a volte, a cercare qualcosa di diverso dal solito, che si parli di un luogo, di particolari condizioni atmosferiche o di momenti della giornata inusuali. Così può capitare che un'uscita sia allietata da una piacevole passeggiata, o da piccole disavventure.
L'uscita dello scorso sabato è tutta da raccontare.

Ha da poco smesso di piovere, ma le previsioni indicano schiarite dopo le 16:00.
Un cielo nuvoloso a tratti ed un roseo tramonto autunnale possono fare miracoli, così subito dopo pranzo mi metto in macchina, destinazione: masseria fortificata "Selva Malvezzi", a circa 18 km da Matera, al confine con il territorio del comune di Ginosa (Ta). Piena murgia.
Non essendoci mai stato, prima di partire do un'occhiata su google maps e trovo anche le indicazioni per arrivarci:
con la strada statale 7; al bivio per Ginosa si prosegue lungo la strada provinciale sino ad una casa cantoniera del Consorzio di Bonifica riconoscibile dal colore azzurrino; si percorre la carrareccia di fronte alla cantoniera, poi una stradina che attraversando la Selva conduce alla masseria, in contrada Serra Malvezzi.

Mappa

Alla casa cantoniera di azzurrino è rimasto molto poco, ma non essendoci molti edifici su quella strada provinciale è difficile sbagliarsi...
quindi dopo essermi sbagliato,  ed essere tornato indietro, imbocco la carrareccia, una mulattiera stretta e fangosa, invasa dagli arbusti sui due lati, che dopo un saliscendi è sbarrata dal cancello di ingresso della tenuta.
C'è un'altra macchina parcheggiata nello spiazzo vicino al muro "mah... sarà un cercatore di funghi, o nel peggiore dei casi un cacciatore".
Scendo dalla macchina, prendo l'attrezzatura dal portabagagli e mi avvicino al cancello. Chiuso. "Non sarà certamente un cancello chiuso a fermarmi, non s'è mai visto" (Il cancello no, ma... ) lo scavalco e già da lì intravedo, in una specie di conca (una lama per chiamarla con il proprio nome), la masseria.
In linea d'aria non sembra molto lontana, ma la strada per raggiungerla sembra fare un giro più lungo. Apro il cavalletto ed inizio a scattare qualche foto...

Foto 1 - Masseria

...quando sento uno scricchiolio di pietre provenire dal basso, dove la stradina, in discesa, si inoltra nella selva.
E' il cercatore di funghi. Un uomo sulla quarantina, il viso un po' scavato ed i capelli lunghi e spettinati a sfiorare le spalle. Indossa jeans scoloriti e una giacca di quelle delle mimetiche dell'esercito.
Nella mano destra il sacchetto semivuoto mi fa pensare che non abbia avuto molto successo. Quando lo saluto ha il respiro corto di chi ha affrontato la salita a passo sostenuto.
- Salve
- Ciao (si ferma e prende fiato)
- Funghi?
- Uhm... più acqua che funghi veramente. Tu? Fai qualche foto? (sembra già più rilassato di un attimo prima)
-
Eh si, voglio andare alla masseria a farne qualcuna da vicino
-
Capisco. Bella eh... Io sto andando via, si sta facendo tardi e l'ultima volta che m'è capitato di essere qui con poca luce mi sono preso un bello spavento...
-
Si? Cos'è successo?
-
Mah niente... ero "a funghi" lì, vicino la masseria, e mi ero un po' attardato rispetto al solito. Iniziava a fare buio. D'un tratto sento delle urla provenire dal caseggiato, ma urla disumane, come se strappassero la carne di dosso a qualcuno!
- Egghia! (espressione di stupore materana)
- Si! Scappai via, ed una volta tornato a casa segnalai la cosa alla polizia. Da quel giorno non ho più sentito nulla quando sono tornato nei paraggi. Però s'è sparsa la voce, a Ginosa, che si riunisse una setta satanica laggiù.  Sai come quelli lì, come si chiamavano, le bestie... Io mi guardo bene dal rimanere qui ad una certa ora, infatti quando ho sentito una macchina arrivare (la mia ndr.)
mi sono apprestato a ritornare su.
- Pensa che un'agenzia a Matera la vende, se vuoi toglierti lo scrupolo... (e sorrido)
-
Ah vorrei proprio sapere chi è quel matto che se la compra. Per quanto costerà poi... guarda solo quanta terra c'è attorno! 
Vabé, io vado, ciao buon proseguimento.
- Grazie, anche a te, e buon ritorno.

Immersa com'è nella fitta boscaglia scarto subito l'idea di tagliare per dritto, e mi avvio per la stradina sterrata.
Intanto ripenso alle parole del cercatore di funghi.
Mi viene un po' da ridere, magari era solo un burlone che ha voluto prendersi gioco di me... ma la pulce nell'orecchio me l'ha messa.
Mi fermo di nuovo, da qui si vede qualcosa in più. 
Un po' di zoom e si capisce subito che è abbandonata, e da molto tempo per giunta. C'è una cisterna arrugginita posata a ridosso dell'edificio. Nei suoi pressi muffe ed erbacce invadono buona parte del muro esterno.

 

Foto 2

"Di certo non è accogliente come una reggia... speriamo almeno non ci sia il comitato di benvenuto"    Rido fra me e me e proseguo.
ll bosco si infittisce, ed un po' guardingo cerco il telefonino nelle tasche. "Non si sa mai, meglio tenerlo a portata di mano."
Lo apro, prende... per il culo, non c'è una tacca di segnale. Praticamente sono isolato senza anima viva nel raggio di chilometri.
"Vabé..."
Non ci penso e mi rimetto in cammino.
Ogni tanto risuona l'eco di qualche sparo, i cacciatori di cinghiali sono all'opera. Intanto la stradina riprende a salire, impedendomi di guardare oltre il leggero pendio. Avrò percorso un chilometro, o anche meno. 
Arrivo su un pianoro quasi sgombro di alberi, con dei muretti a secco che lo tagliano trasversalmente, ed alla sua estremità, vedo la masseria... 

(continua...)

 
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Un blog di: mizar_s_light
Data di creazione: 08/12/2007
 

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MIZAR

Zeta Ursae Majoris

Dall'arabo Miz'ar (cintura) è la stella centrale del "timone" della costellazione del Grande Carro, porzione dell'Orsa Maggiore e si trova a 60 anni luce dalla terra.
Il suo nome originario era Mirak, fu ribattezzata nel sedicesimo secolo da Giuseppe Scaligero.
Sua compagna inseparabile è Alcor, distante dalla terra 80 anni luce, più difficilmente visibile data la vicinanza ad una stella molto più luminosa, tanto che gli arabi la chiamavano Al-Suha "La trascurata". Nelle notti senza luna e fuori dalle città la si può vedere brillare debolmente, sopratutto se si cerca di non guardare direttamente Mizar. Nell'antichità la capacità di saper individuare nel firmamento le due stelle era considerata segno di buona vista.

I moderni telescopi hanno scoperto che il sistema Mizar-Alcor è tra i più complessi e tra i più affascinanti di quelli conosciuti. Entrambi gli astri infatti si dividono in sistemi multipli, Mizar è in realta una coppia strettissima di due stelle, Mizar A e Mizar B, che sono a loro volta una doppia ed una tripla, Alcor invece è una doppia.

Il motivo per cui Mizar è il mio nick e la luce di Mizar è il nome del mio blog è insito proprio in questa breve descrizione. Il suo sembrare un unica stella alla sola vista essendo in realtà un sistema molto complesso rispecchia la mia personalità ed il mio modo di pormi con gli altri. La prima impressione che trasferisco al mio interlocutore è sempre fuorviante rispetto alla mia vera essenza, la mia personalità è molto variegata e complessa e spesso mi piace "giocare" a far trasparire un lato piuttosto che l'altro. Mi piace essere poliedrico.
La luce di Mizar è una metafora del mio pensiero, perchè come la sua luce è il frutto e la somma delle luci delle stelle che la compongono, così il mio pensiero è il risultato dell'interazione di tutte le componenti della mia personalità.

Ed io non le conosco tutte...

 

VIAGGIO VERSO L'ORSA...

...attraverso un mondo, dighiaccio apparente.

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01 Febbraio 2009 - Diga San Giuliano - Matera

 

 

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