
IN MEMORIA DEL COMPIANTO LUCIANO
CHERSONI, DETTO IL CUOCO DI CASTENASO!A 22.02.1925 W 03.11.2006
Quanto entusiasmo per il partito, una fede incrollabile, una volta abbiamo anche litigato. Ma dopo aver lavorato per le feste, prima dell'Unità, poi di Liberazione, dopo aver contribuito anche economicamente, con l'acquisto di costosi gadgets, nonostante la misera pensioncina, dopo aver ospitato riunioni di partito a base di tortellini e tortelloni, meritava meno del suo adorato Stalin? Era sicero, leale e coerente nella sua convinzione politica, che ha contiunuato a vedere come il bene assoluto dei popoli! Merita tutto il mio rispetto, da feroce avversario politico e da ricorrente ospite a pranzo. Compivamo entrambi gli anni a fine febbraio e lui organizzava il pranzo dell'ultima domenica del mese per me, mia moglie, la cugina Cristina e la zia Angelina! Lo piangiamo e lo ricordiamo con affetto! Addio vecchio amico e compagno, voglio ricordarti come tu vorresti, con l'ultimo piatto di tortelloni,
eri veramente un mestro del matterello!
Caro compagno Gilberto,
non so spiegarmi come i compagni di Castenaso, assidui frequentatori della tavola di Luciano, in quest'ultimo anno, da quando gravemente malato, ricoverato in ospedali e case di riposo, da ultima la Damiani, si siano completamente dimenticati di lui! Non mi è stato riferito di nessun interessamento, presso i vicini o presso la Casa Damiani!
Purtroppo il male incurabile l'ha stroncato Venerdì sera!
Ho cercato di informarvi tramite la Federazione ed il gruppo consiliare di Bologna, ma sabato e domenica non c'era nessuno. L'usciere del comune di Castenaso mi ha detto che non siete rappresentati in Consiglio, né mi ha saputo dare indicazioni sul come contattarvi.
Trasferito alla camera mortuaria dell'ospedale di Budrio è stato esposto solo dalle 9 alle 10 di lunedì! Avendo scelto la cremazione è stato trasferito nel deposito di Borgo Panigale, dove giace in attesa del turno di cremazione. Non ci sono state cerimonie religiose, ma avrebbe forse preferito essere salutato da una bandiera rossa, come quella che teneva esposta in sala da pranzo!

Erano presenti 8 parenti e 4 amici di Castenaso! Certo ha avuto anche la sfortuna che la camera mortuaria di Castenaso sia inutilizzabile!
Tutto ciò ha aggiunto in me sconforto sui vivi in aggiunta al cordoglio per il morto!
L'urna
sarà tumulata a Castenaso, a curare le esequie è stata e sarà l'impresa Moncatini 051 788441. Mi sono assunto l'impegno di avvisare i pochi parenti.
Gli ho telefonato anche stamane, ma non c'erano ancora indicazioni su data ed orari.
Se qualche compagno fosse interessato a partecipare?
Un saluto socialista 
Franco Gasparini
Consulente di Organizzazione Aziendale
Via A. Corticelli,1 40141 Bologna, Tel & Fax 051 47.79.89 Cell. 348.90.53.364 E- Mail gasfra@libero.it 
LA CITTA' DEI DIVIETI
A Natale scatta l'ora X:
auto via dalla zona universitaria Ufficializzata la data: 15 dicembre. La prima tranche della pedonalizzazione partirà da zona "Moline" e "Respighi-Castagnoli". Il divieto riguarderà nel totale 53mila metri quadrati e comprende il settore tra via Indipendenza, via San Vitale, viale Filopanti e via Irnerio.
Bologna, 8 novembre 2008 - Il progetto di pedonalizzazione della zona universitaria fara' il suo esordio ufficiale il prossimo 15 dicembre partendo dalla zona "Moline" e "Respighi-Castagnoli". Sara' il primo passo dell'attuazione del progetto che il Comune di Bologna punta a completare entro la fine del mandato.
A indicare la data e' stato oggi, nella sede del Quartiere San Vitale, Carlo Michelacci, dirigente del settore Mobilita' Urbana, esponendo i dettagli del programma alla Commissione Mobilita' della Provincia. Con l'aiuto da tabelle illustrative, Michellacci ha ricordato che l'area di intervento del progetto sulla zona universitaria incide su 53.000 metri quadrati e comprende il settore travia Indipendenza, via San Vitale, viale Filopanti e via Irnerio. Ma soprattutto e' stato ricordato l'enorme volume di traffico che si scarica su questa zona in cui gravitano 7.200 residenti e 4.800 permessi per accesso alla Zona a traffico limitato rilasciati (di cui 2.700 solo per residenti), 500 attivita' commerciali.
Secondo le indagini fatte dal 2002 al 2005 i flussi autovetture giornalieri registrano 7.400 auto in via Zamboni, 1.900 nel tratto da Piazza Verdi a via San Giacomo, 4.500 in via Marsala.
Un "fiume" di auto che Palazzo D'Accursio vuol ridurre. E ora questa scommessa e' attesa alla prima prova, dal 15 dicembre appunto, quella che oggi e' stata definita la "Fase 0 Zona'Moline' e 'Respighi-Castagnoli'".

Dunque, attuazione di una prima pedonalizzazione accompagnata alle nuove regole di accesso alla zona: controllo degli accessi con fittoni mobili, ingressi consentiti ai soli residenti e autorizzati, idem per la sosta. Poi seguira' la "Fase 1" quella che riguarda le vie Belle Arti, Trombetti, Belmeloro: e qui la tabella ricorda che esordira' il telecontrollo di tutti gli accessi (compresi i motocicli).
La consigliera provinciale dei Ds,
Vania Zanotti, chiede pero' perche' la pedonalizzazione non inizi da via Castagnoli e se c'era la possibilita' di dividere in maniera piu' netta gli spazi dedicati i pedoni da quelli per i ciclisti. E poi sottolinea la mancanza di segnaletica nelle vie. Michelacci replica spiegando che per evitare di modificare troppo radicalmente e bruscamente i meccanismi di traffico della zona non si e' partiti da via Castagnoli.
Quanto alle piste ciclabili, si faranno "nelle vie dove c'e' spazio, ma spesso il problema e' che i pedoni non rispettano i segnali". Tocca poi al presidente della commissione Mobilita',
Andrea De Pasquale Dl) a chiedere se i motorini erano esclusi del calcolo sui flussi di traffico, avanzando anche qualche dubbio sui 4.500 passaggi da via Marsala a piazza Verdi. Inoltre, il diellino ricorda ai tecnici delComune di prestare attenzione al rischio che la pedonalizzazione possa ulteriormente intasare di traffico lo snodo di Porta San Donato su cui sfocia via Zamboni.
Dal Ds Raffaele Finelli viene invece l'invito a prevedere una offerta di mezzi alternativi,
ad esempio aumentando la frequenza degli autobus e i posti di noleggio delle biciclette, dato che gli spostamenti in auto dovranno ridursi.
STREET PARADE
Il Livello non si arrende:
Piazza Verdi o Piazza Malpighi
Il Questore: "Valuteremo"
Monteventi, garante del Livello 57 ha presentato in Questura i due percorsi alternativi per la manifestazione organizzata per sabato prossimo. "Ma se permarra' questo incomprensibile divieto andremo tutti quanti in piazza Maggiore". E il Questore: "Non dipende solo da me, deve decidere il Comitato"
Bologna, 8 novembre 2006 - Dopo il "no" della Questura di Bologna, lo Street vira verso Piazza Verdi o Piazza Malpighi. Questi sono infatti i nuovi punti di partenza per la manifestazione di sabato prossimo (sul giorno gli organizzatori rimangono decisi) nei due percorsi alternativi che Valerio Monteventi, "garante" istituzionale del Livello 57, presenta oggi a Piazza Galileo.
Entrambi i percorsi corrono all'interno del centro storico e si concludono, nell'ipotesi degli organizzatori, nel parcheggio dell'autostazione. Li' rimarra' fermo il camion-palco con gli Skiantos, mentre il corteo sara' seguito solo da due furgoni "leggeri". 
Il primo percorso alternativo del Livello parte da Piazza Malpighi e segue l'itinerario via Marconi, via dei Mille,
via Indipendenza, fino al parcheggio dell'autostazione. Il secondo percorso alternativo parte invece da Piazza Verdi,
risale via Zamboni verso la porta, poi via Irnerio e via Indipendenza.
"Questi due itinerari non intercettano nessuna delle altre manifestazioni previste sabato" la cui presenza ha motivato il divieto della Street, nota Monteventi, che nella richiesta inviata via fax al Questore ha inserito anche un richiamo all'articolo 21 della Costituzione, "quello sul diritto di manifestare". Il Livello 57 dunque e' disposto a rivedere il percorso, ma non rinuncia ad attaccare a testa bassa per il modo in cui il suo evento viene trattato. Il diniego della Questura, scrive infatti il Centro sociale bolognese, rappresenta "un altro esempio di odiosa repressione di un evento nazionale promosso e sostenuto non solo dal Movimento di Massa Antiproibizionista, ma anche da Rifondazione Comunista". 
Tra l'altro, ricorda il L57 contro questa Street e' indetta contro la legge Fini-Giovanardi "che avrebbe dovuto essere cancellata dopo i primi 100 giorni di questo governo e che invece spesso viene usata per colpire luoghi e persone importanti del movimento come purtroppo stiamo sperimentando sulla nostra pelle in questa citta' e non solo".
Il Livello 57 contesta anche l'idea che la Street crei problemi di ordine pubblico e che i tanti eventi non possano coesistere. "Si tratta evidentemente di motivi pretestuosi per rendere incompatibili eventi e manifestazioni che non lo sono mai stati; notoriamente cannabis, vino e cioccolato vanno molto bene insieme, magari accompagnati da un buon libro, e al ritorno da una bella partita di calcio... In realta', cio' che sembra ironico e grottesco diventa drammatico se si pensa che una manifestazione politica non era stata vietata con decreto da quasi trent'anni in questa citta'". E comunque, avverte ancora il Livello "ribadiamo con forza che una manifestazione politica non si puo' vietare, se la Costituzione in questo paese ha ancora un senso". 
Di conseguenza, ancor prima di sentire la risposta della Questura, il L57 da' appuntamento per sabato alle 16 in piazza XX settembre, "e se permarra' questo incomprensibile divieto andremo tutti quanti in piazza Maggiore".
COPRIFUOCO E POLEMICHE
Questura: " Serve referente sicurezza"

Ascom: "Si alla collaborazione,
no a diventare sceriffi e spazzini"
Faccia a faccia tra commercianti e Questore sull'ordinanza sugli orari. Cirillo tende la mano ai gestori rilanciando la collaborazione tra locali e forze dell'ordine
Bologna, 8 novembre 2006 - I locali della notte, dice il presidente Ascom, Bruno Filetti, sono "disposti a collaborare, ma i nostri gestori non possono trasformarsi in spazzini o sceriffi. Chiediamo indirizzi precisi su cosa ci si aspetta da noi".
E cosi' il questore di Bologna,
Francesco Cirillo, raccoglie il grido di aiuto dei locali notturni, pub e associazioni del commercio alle prese con l'ordinanza sui nuovi orari che il Comune si appresta a emanare. Quel provvedimento, infatti, genera tante perplessita' tra gli operatori del settore circa i loro nuovi compiti, e il Questore va incontro agli esercenti rilanciando la figura del referente per la sicurezza.
"Resto dell'idea- afferma Cirillo nel corso del lungo faccia a faccia con gli operatori del settore andato in scena questo pomeriggio nella sede dell'Ascom- che ognuno debba fare il proprio lavoro". Anche perche', aggiunge, "quando cominciamo ad andare in zone grigie, le interpretazioni possono dar luogo ad equivoci".
In ogni caso, il numero uno di piazza Galilei l'ordinanza sul "coprifuoco" ancora non l'ha letta. "Non la conosco dice- non possono dare un giudizio preconcetto, ma la leggero' e vediamo se ci sono profili che possono coinvolgere anche la nostra attivita'". Cirillo tende la mano ai gestori rilanciando la collaborazione tra locali e forze dell'ordine. "Io non vi chiedo-dice rivolto agli operatori presenti all'incontro di oggi- di fare i confidenti della polizia, ma di creare un continuo interscambio di notizie tra noi che controlliamo e voi che gestite". Dalle associazioni di categoria, d'altronde, e' arrivata una precisa richiesta di aiuto. 
Ancora piu' esplicito Oliviero Giovetti, presidente del Silb,
il sindacato dei locali da ballo. "Stiamo andando- avverte- verso un'ordinanza che ci chiede di intervenire a protezione della nostra clientela fuori dai locali. Ci vengono chieste cose che e' quasi impossibile fare e che non rientrano nei nostri compiti". Sergio Ferrari, presidente di Confesercenti,
presente anche lui all'incontro organizzato da Ascom ricorda "le difficolta' con i vigili" ritenuti "il corpo piu' adatto a fare prevenzione. Non chiedo al questore di fare prevenzione, ma qualcuno ci dovra' pur aiutare".
Richieste di fronte alle quali Cirillo non puo' che ribadire lo "sforzo notevole" fatto dalla Polizia nelle zone a piu' alto rischio degrado, in particolare piazza Verdi e dintorni. "Ci sono piu' posti- afferma- dove dobbiamo assicurare la nostra presenza. Non sempre riusciamo a farlo nel migliore dei modi".
Poi evidenzia che i problemi della zona universitaria sono "tanto complessi che non li si puo' risolvere in una mera ottica di ordine pubblico emanganelli".
Infine, ricorda le oltre 250 persone arrestate per spaccio solo dagli agenti della Questura tra
piazza Verdi, piazza Santo Stefano e piazza XX Settembre. Ma la polizia non basta da sola, "le cose- sostiene Cirillo- devono essere risolte da tutti i quanti insieme,ognuno prendendosi le proprie responsabilita'.

Alla luce della nuova ordinanza del Comune, cosa puo' fare la Questura? Rilanciare i protocolli d'intesa che hanno portato alla creazione dei referenti per la sicurezza. Dal 2001 ad oggi sono stati fatti dei corsi rivolti ai gestori dei locali e alle forze dell'ordine (se ne fara' uno, con ogni probabilita', entro la fine dell'anno). Innanzitutto convocando un incontro tra tutti i referenti a breve, forse gia' lunedi'. "Se siamo d'accordo- propone il questore- la prossima settimana facciamo un incontro tutti insieme. Non pensate che possano scaturire risultati effervescenti subito, ma e' importante riprendere i contatti. Bisogna dare impulso a questo rapporto che si era creato e che si e' spezzato".
Il questore chiede dunque collaborazione ("Voi avete una grandissima responsabilita' sulla sicurezza dei giovani che vengono da voi") e la promette. "La chiusura- assicura- e' l'extrema ratio. Vi chiedo un rapporto sereno tra le forze di polizia e i gestori. Spero che non siamo noi a gettare la spugna per primi".

BUFERA ALLA SALARA
La Santandrea apre al Cassero:
"Sono disposta a discuterne"
Tentativo di distendere le tensioni da parte dell'assessore al Commercio dopo la querelle nata sulla vicenda degli orari
Bologna, 8 novembre 2006 - L'Assessore al commercio del Comune di Bologna, Cristina Santandrea, ieri "ripudiata" come valido interlocutore dal Cassero, oggi apre all'associazione gay ospite dall'antico complesso della Salara. 
Lo fa, premettendo che le sue parole (e' un "circolo il cui unico collante e' l'alcool") "sono state decontestualizzate e di questo- aggiunge- mi dispiace". Poi rivendica: "Se c'e' un persona che si e' occupata, nel corso delle precedenti esperienze professionali, d'identita' di genere, sono io".
Infine, l'invito al Cassero:
"Se loro vogliono discutere, saro' contenta di farlo". Santandrea spiega anche il significato della sua presa di posizione dei giorni scorsi, legata all'ennesima querelle sugli orari, con i gestori del Cassero fortemente critici nei confronti dell'amministrazione e dell'ordinanza che vieta ai circoli privati la vendita di alcoli oltre le tre del mattino.
"So bene- sottolinea l'assessore- che valore hanno associazioni di questo tipo e la cultura che diffondono. Per questo mi sembra di poter dire che l'alcol non e' una priorita' per un'aggregazione come questa. Questi ragazzi hanno negli strumenti culturali e nell'associazione il loro valore. Se vogliono discutere, pero', saro' contenta di confrontarmi con loro".

Inviato da: edmondo2000
il 16/06/2008 alle 11:41
Inviato da: agboccea
il 06/08/2007 alle 20:33
Inviato da: fiorideldesertoo
il 11/07/2007 alle 15:57
Inviato da: fra.gas
il 17/06/2007 alle 10:17
Inviato da: fra.gas
il 17/06/2007 alle 06:17