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Herr_Mannelig
   
 
Creato da Herr_Mannelig il 14/12/2007

Nonsolopisa

Storia di un apuano-fiorentino in terra di Germania. Le avvicenti peripezie di un pìcaro toscano contro pìsseri viareggini & pisani di tutto il globo. La su´ battaglia di civiltà per un mondo migliore, depisanizzato e dove Forte de´ Marmi l´è solo un refuso geografico.

 

 

E ricordate, gente, ricordate sempre...

Post n°7 pubblicato il 31 Dicembre 2007 da Herr_Mannelig

...Chi trova un amico, trova un tesoro.

...Chi trova un tesoro, se lo tiene.

...Chi se lo tiene, non lo investe.

...E chi non lo investe, gli è un grullo. Cioè, un pisano.

 
 
 

Succede a capodanno - proverbi del nonno Prisco.

Post n°6 pubblicato il 31 Dicembre 2007 da Herr_Mannelig

Chi si sbronza a capodanno...Soffre di cirrosi tutto l´anno -e ´un festeggia quello dopo, mi sa.

Chi fa l´amore a capodanno...Lo fa tutto l´anno -se l´è amore solitario; lo fa l´anno dopo, se l´è accompagnato da donna (´un la mollano, diobonino); nell´artro caso, deh, lo piglia ´n culo.

Chi vince alla lotteria a capodanno...Comincia bene, chè l´han truffato di siùro; sicchè, la piglierà in quel posticino tutto l´anno.

Chi trova un amico a capodanno...gli gireranno i ´oglioni tutto l´anno.

Chi trova un´ amica a capodanno...Inizia a´bbono l´anno :-)

Ma se l´amica l´è pisana...Deve anda´ dall´esorcista e dallo sciamano tutto l´anno.

Chi mangia da solo a capodanno...Gli avanza più roba nel novo anno.

Chi beve solo a capodanno...Gli è un bischero.

Chi rompe gli zebedei a capodanno...Giù botte da orbi tutto l´anno. Anche quello dopo.

Bon anno a tutti. Anche a Ciccio Improta, Giuliano Ferrara, Mustafà, zio Nardone e pure, ma proprio pecchè la si vol esse´davvero boni eh, al sindaco Dominici e ad Emilio Fede, che sono la prova che i miracoli l`esistano, anche se al contrario.

A.N.P.I. (Associazione Nazionale Pisani Ingalera)

 
 
 

Consigli pe' l'urtimo dell'anno...

Post n°5 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da Herr_Mannelig

...Nella speranza, va da sè, che 'un sia l'urtimo anno: pe' mme', pe' chi legge, pe' te che ti tocchi le palle e, se se' femmina, le stai a tocca' all'omo tuo. Sempre pe' scaramanzia, si 'apisce. Allora, per un ultimo dell'anno:

erotico.
Cenone: gnocca & uccelletti alla cacciatora
Gioco da tavola (aspettando mezzanotte): scopa e rubacazz...ehm, rubamazzo
Brindisi: alla moglie del vicino bischero
Con chi brindare: con la moglie del vicino bischero

impegnato nel sociale.
Cenone: strozzapreti alla diavola e sussidi alla disoccupata
Gioco da tavola: Il piccolo Frankenstein, Chi vuol esser Berlusconi, Monopoli
Brindisi: tre gocce di Chateau-Lafitte con una spruzzata di Jean Patou
Con chi brindare: Ratzinger, Dell'Utri, il sindaco di Pisa: fate vobis

a casa con gli amici.
Cenone: Boh, mah, che famo?
Gioco da tavola: Mah, boh, 'ndo vamo?
Brindisi: a Bari?
Con chi brindare: con gli amici (primo premio Fiera del Tedio Suicida)

Buon ultimo dell'anno a tutti. E le cartacce, mi raccomando, sotto lo zerbino del vicino.



 
 
 

"De Cazzabùbola". Fatti & Strafatti del nonno Prisco

Post n°4 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da Herr_Mannelig

Caro nipote, codesta storia qui m'è capitata a' tempi del Fascio, quando che l'ero doganiere in quel di Napoli. Un dì capitò 'l federale a passarci tutti in rassegna. In uno sfoggio di tronfia millanteria, inarcuando le gambe e poggiando le su' braccine lungo fianchi, à la Mussolini, declamò stentoreo: "Noi fascisti abbiamo l'uccello lungo e duro". Inzomma, Bossi non ha inventato punto nulla. "E lo sapete chi ce l'ha più lungo? Eh?! Lo sapete?!". Sicchè, noi toscani, un po' innervositi da tanta farfanterìa, si fece tutti un passo avanti: "Signorsì, Federale: lo sappiamo, chi c'ha l'uccello più lungo". E lui: "Bravi. E chi?!". E noi: "Ma Mussolini, diobonino!". "Aribravi: meritate solenne l'encomio. Ma ditemi, o cari: come ci siete arrivati?". "Bah, l'è facile: quando il cinci l'è sul balcone del palazzo, i coglioni arrivano in piazza Venezia. Avanti Savoia!".

W la Repubblica


 
 
 

Lettera aperta di un toscano a "papà" Natale

Post n°3 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da Herr_Mannelig

Caro papà Natale,

anzitutto, scusa se ti si chiama "papà" e non "babbo". Il fatto è che qui in Toscana il babbo l'è una 'osa seria e personale: ognuno ci ha 'l suo e guai a chi ce lo tocca, diobonino. Il mì babbo, per esempio, 'un l'è mia una 'osa che si manifesta solo a Natale: magari. No: il mì babbo rompe 'oglioni tutto l'anno e passa. Proprio a Natale, poi, s'eclissa: va nella grotta. Ma 'un l'è quella del presepio: quasi. "La Grotta" l'è la 'antina dello zio Tìndaro, figlio del nonno Prisco. Il mì zio la gestisce col Cucurnia Elvìro, quello che dorme come un tapìro, detto il bue ma anche l'asinello, pecche' un asino d'intero l'è più sveglio. Alla Grotta, tra una sbornia e l'altra, si vedono le 'omete: un'antica leggenda vuole che si dipartan lente dal Mugello, patria di Giotto che appunto le istoriava, passando pe' Pratolino e poi, chissappecchè, si ferman sempre fra 'ampi (Bisenzio) e le Cascine. Quarche d'uno, oggidì, le 'iama lucciole: 'ome a' ddì, si va sempre degradando in tono minore. Quarche malalingua, inortre, dice che sono tutte di Pisa: ma l'è Natale, papà, e noi 'un si vole prestà fede a codeste 'azzabùbole messe in giro da zarre & pottini (sempre di Pisa, chiaro). A Natale s'è tutti tranchigia: si diventa genti tranquille, 'nzomma. Anche a Scandicci, dove 'un si contano le mandrie dei micci: soprattutto quelli patentati. Però un regalino ce lo devi fa', babbino: la tramvìa, che la nostra pazienza se la porta via. Falla sparì, suvvìa. E se non ci riesci te pe' Natale, dillo a la tu' ganza, la Befana: che ci pensi lei all'Epifanìa. Guarda, papà: codesta 'un l'è una richiesta, sibbene una minaccia. O te tu ti porti via la tramvìa e 'l sindaco Dominici con te al Polonorde, o noi artrimenti ci si ripiglia Pinocchio, tu' aiutante e nostro 'onterraneo, che ti si prestò pe' incrementà il lavoro degli elfetti nella tu' fabbrica di regali, come anche Uolt Disnei (pronuncia: Walt Disney) ha attestato. Sicchè c'hai poco da'ffà il furbetto, con quel tu' vestito da ceppo rosso nel sexy shoppe co' la barba da Eugenio Scalfari. Se te 'un ti porti via la tramvìa, ebbene noi ti si leva Pinocchio, al quale tra l'altro 'un paghi nemmeno i 'ontributi e la previdenza, visto che te tu te lo se' assunto co' la legge de' coccoccò, poro Pinocchietto nostro, eppoi ti si ciulla tutti i regali pe' i bambini americani e amerigatti, la bojaccia rugginosa della fedora della tu' nonna Natala. E li si porta tutti a Calcutta, a' bimbi del Bangladèsce e a quelli dell'Isolotto. Artro che Bauli, pìssero della malora. Comunque, caro papà, noi qui ti si vole bene lo stesso. Ma te 'un ci fa' girà troppo le renne 'ampanàrie qui sotto la cìntola, eh.

Firmato: ANPI (Associazione Nazionale Pisani Ingalera)

 
 
 
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