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A proposito del "revival" di Dante e dalla Commedia a cui, in questo post, si accenna e sotto l'aspetto filologico-linguistico, mi piace segnalare un raffinato traduttore di Dante: Haroldo de Campos.
Nato nel 1930 a S. Paolo del Brasile e morto all'età di 74 anni,de Campos concretò con sperimentalismi le sue traduzioni, non solo della Commedia ma, innamorato dell'Italia e dei suoi poeti, tradussa anche Cavalcanti, ma anche Goethe. Fu ricordato e descritto da Lello Voce come "il miglior fabbro amazzonico degli idiomi romanzi".
Tradurre Dante è cosa notoriamente difficile in quanto. di solito,i traduttori, non sapendo se ricreare termini arcaici o puntare sulla modernizzazione, si arrestano, sovente, di fronte all'endecasillabo e alle costrizioni della rima e,in ogni caso, non colgono la struttura profonda della terzina dantesca,dove a spostare soltanto una parola da un verso al seguente,si perde "il respiro" dantesco.de Campos era riuscito a superare tutti questi limiti. I canti del Paradiso, considerati i più difficili, in de Campos suonano medievali e modernissimi al tempo stesso. Egli era riuscito a ricreare nel suo portighese-brasiliano,le immagini e i "suoni" della Divina Commedia.
A tale proposito,vedesi il libro di U.Eco "Dire quasi la stessa cosa" in cui, ad esempio,a pag.297, nella traduzione del canto 31, il verso della "candida rosa", viene tradotto:"A forma assim de una candida ro(s)a"!!!
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Inviato da: chiaracarboni90
il 06/06/2011 alle 11:40
Inviato da: saokekelleterre
il 10/12/2009 alle 20:07
Inviato da: saokekelleterre
il 10/12/2009 alle 19:30