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capodanno 2012 . Tema

Post n°226 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da pidesim

Il 31 mattina io insieme a mio fratello e a mio padre ci siamo alzati con molta calma e dopo aver fatto la prima colazione ci siamo preparati per uscire e dopo aver fatto anche la seconda ci siamo avviati verso il supermercato per comprare dolci. Degli amici ci avevano invitato al cenone per festeggiare insieme. Ci siamo messi d’accordo e ci siamo divisi le cose da comprare per il menù di Capodanno, noi dovevamo portare i dolci. Appena entrati nel supermercato c’erano molti dolci tutti diversi tra loro, io per la mia golosità avrei voluto comprare tutto però abbiamo preso solo l’indispensabile. Il pomeriggio è stato molto tranquillo, ci siamo sdraiati sul divano e ci siamo visti un film. Verso le otto siamo arrivati a casa dei nostri amici con i dolci. Avevamo portato anche una chitarra ma in quella casa c’erano già molti strumenti : c’era un pianoforte, un violino, un flauto, un rullante e due chitarre. Noi bambini abbiamo passato gran parte della nostra serata in camera del nostro amico a fare la lotta con i cuscini mentre i genitori stavano nel salone a parlare. Verso le dieci ci hanno chiamato per l’antipasto, abbiamo mangiato molto e arrivata l’ora di cena non avevamo fame e siamo tornati a giocare. Verso mezzanotte meno un quarto siamo saliti in terrazza per fare i fuochi artificiali. Dopo siamo scesi e noi bambini abbiamo mangiato soprattutto dolci mentre mio padre e un suo amico suonavano la chitarra. Alle quattro di mattina però era l’ora di andare a abbiamo salutato e fatto gli auguri a tutti quanti.

 

Federico De Simoni

02/01/2013

I D

 
 
 

capodanno 2012 Tema

Post n°225 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da pidesim

Questo capodanno l’ho passato con mio padre, a dire il vero non solo con lui perché dei miei amici ci hanno invitato a casa loro e non abbiamo di certo rifiutato.  La mattina del 31 dopo aver fatto colazione la nostra “squadra” composta da papà, io e mio fratello doveva preoccuparsi di andare a comprare dolci per la festa  quindi siamo andati al supermercato……… Era fantastico, anche per me che non mi piacciono i supermercati, c’erano dolci da tutte le parti persino sul soffitto, se era per Federico, mio fratello, si sarebbe mangiato tutto. Quando avevamo finito le compere eravamo affamati perché erano già le due di pomeriggio quindi siamo corsi a casa, sfortunatamente non avevamo la macchina quindi siamo dovuti andare a piedi. Dopo aver mangiato abbiamo fatto un po’ di meritato riposo davanti alla tv finché non arrivò l’ora di andare dagli amici. Siamo usciti di casa con un foglietto che non sapevo a cosa servisse perché sopra c’era scritto dove dovevamo andare, come se papà non lo sapesse, ci sono andato un sacco di volte dai miei amici, comunque siamo usciti di casa  e siamo partiti. Quando siamo arrivati noi dovevamo subito andare all’ottavo piano per addobbare la terrazza ma io non capivo dove fosse. Quando l’ho trovata ero esausto perché avevo fatto a piedi il giro di tutto il palazzo. Quando avevamo finito di addobbare la terrazza siamo scesi e abbiamo mangiato l’antipasto dopo il quale non abbiamo toccato cibo escludendo i dolci. Mio padre era un po’ preoccupato perché là non conosceva quasi nessuno però per quello che ho visto io, aveva subito fatto amicizia. Finito l’antipasto siamo usciti in balcone, io ero l’unico che lanciava i Miniciccioli insieme a Marcello, il mio migliore amico, mentre gli altri suonavano come matti il tamburo. Nel frattempo in strada avevamo visto un gruppo di ragazzi con i quali abbiamo intrapreso una sfida a chi faceva i botti più forti. Dopo aver vinto la sfida siamo rientrati in casa dove abbiamo giocato a strega di mezzanotte finché non è scoppiata una lotta di cuscini, maschi contro femmine. Intanto nella camera da pranzo c’erano i genitori, alcuni parlavano tra loro altri tra cui mio padre suonavano la chitarra. Dopo aver fatto diverse partite a strega di mezzanotte ci è venuta la strana idea di travestirci, io ero un Ultras della Roma, Federico un presentatore con un cilindro in testa, Marcello un maniaco dei Jeans, Michela un’adolescente da discoteca e Alice una star dello spettacolo. Ci siamo fatti vedere e fatti votare per chi aveva il vestito più originale dai nostri genitori, non mi vorrei vantare ma dalle votazioni sono risultato il migliore. Poco prima di mezzanotte siamo saliti in terrazza per fare i botti, quelli che appena toccano terra e scoppiano erano i miei preferiti e io mi divertivo a spaventare le mie amiche facendoglieli scoppiare tra i piedi. La nottata si è conclusa alle 04,00 di mattina quando tutti esausti ma contenti siamo ritornati nelle nostre case.

Leonardo De Simoni

02/01/2013

I D 

 
 
 

24 ottobre 2011(il nubufragio)

Post n°224 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da pidesim

Una pioggia eccezionale

(Cronaca di un nubifragio)

Era una brutta e piovosa nottata, quando all’improvviso papà aprì la porta della camera e gridò forte :           - sveglia è ora di alzarsi, sveglia –

Io mi alzai sbuffando e come al solito Federico, mio fratello, continuava a ridere di me perché diceva che sembravo uno zombie, lui invece era scattante come un grillo.

Dirigendomi verso il tavolo della cucina con gli occhi semi chiusi spostai il mio sguardo fuori ma non ebbi neanche il tempo di guardare che Federico gridando annunciò : - sta piovendo!-

Fuori infatti diluviava e il cielo cupo e nero non prometteva niente di buono. Papà diventò un po’ nervoso, si appiccicò contro il vetro della porta-finestra sperando che smettesse di piovere.

Finché non decidemmo di uscire comunque. Papà ci scaraventò subito contro l’ombrello mentre lui di corsa ci ha preso per mano ed ha corso verso la macchina : - finalmente in macchina ! – sospirò con fatica quando riuscì a chiudere la portiera dell’auto.

Durante il tragitto osservavo fuori dal finestrino : alcune macchine galleggiavano nell’acqua e tra me e me mi chiedevo “ lo so che il meteo ha previsto pioggia ma non mi immaginavo una cosa del genere”.

Arrivati sotto scuola era un disastro, stavamo tutti con gli ombrelli mentre guardavamo a bocca aperta il lago gigantesco che si trovava davanti ai nostri occhi. Alcuni genitori insieme ai loro bambini lo scavalcavano, invece altri ci camminavano dentro bagnandosi fino alle caviglie, noi eravamo bagnati dalla testa ai piedi, ma papà volle provare a saltare per entrare a scuola, così ci preparammo per il lancio :- al mio tre saltiamo – affermò papà, quindi cominciammo a contare : - UNO…DUE… TRE – All’improvviso si fermò ed esclamò : - ma no, torniamo a casa! –

Tornati a casa di nonna lei non mi voleva neanche toccare per quanto ero zuppo e mi ha lasciato fuori dalla porta, mi ha fatto entrare solo quando mi ero completamente asciugato i piedi.

La cosa positiva di tutto questo è che ho trascorso tutto il pomeriggio a giocare in cortile.

Insomma ho passato proprio una brutta mattinata. 

Leonardo

 
 
 

10 cose

Post n°223 pubblicato il 26 Marzo 2011 da pidesim
Foto di pidesim

10 cose per cui, per me, vale la pena vivere    marzo 2011

1 – fare il bagno a mare, un mare vero

2 – roccasalli

3 – i libri e i films che mi piacciono

4 – il pollo coi peperoni e le zucchine ripiene                                                  di mia madre

5 – fare l’amore

6 – “atlantide” ascoltata nelle cuffie mentre passeggi leggero

7 – i gelati e i dolci

8 – i goal di totti all’inter e alla Sampdoria

9 – portare la persona che ami sulla tomba di sergio e leggerle l’iscrizione di “hemingway , che molti ignorano

10 – il sorriso di Federico, il sorriso di Leonardo

 

 
 
 

il cane in gabbia

Post n°222 pubblicato il 17 Gennaio 2011 da pidesim

DOG’S DREAM

 

 

 

Ecco un idea si affaccia, è appena nata

Che già l’afferro e senza complimenti

la fisso per tenerla imprigionata

 Poi la mastico tutta la giornata

Scanso gli intoppi, schivo gli accidenti

Ci schiaffo su le virgole, gli accenti

 

Fintantoché non l’ho addomesticata

E a mano a mano, a forza di allisciarla

Cresce nel cuore, l’estro del poeta

 

Che arde, che innamora, che riscalda

Ed il giornale mi scappa dalle dita

e..via per il cielo ! Come una farfalla

 

Che vola via dal bozzolo di seta.

Ecco quando un’idea s’affaccia..

Io devo ritornare nella cuccia.

 

 
 
 
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