Pezzi di vetroFrammenti di una vita |
AREA PERSONALE
I MIEI BLOG PREFERITI
MENU
I MIEI BLOG AMICI
- Rosa pequeña
- Parole in cammino
- Stille di memoria
- CoSa VuOi Da Me?....
- Solo miei pensieri..
- dimensioni parallele
- Quattrocaniperstrada
- VETRINE AI MACELLI
- sfumature
- Tartarughe rosa e...
- Amici del Subconscio
- Fino all'estremo
- ViRtUaL_GaMe_(OvEr)
- pioggerellina estiva
- pensieri e parole...
- Sotto la Mole
- DOPO IL 13 GENNAIO
- ottantamaniaci
- PER GIOVANNI
- Sono solo io
- Pensieri
- Piccola Franci
- In Dipendenza
| « Guillermo Habacuc Vargas |
CHE FANTASTICA CITTA'
Post n°46 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da Romanprince
Io abito a Bari. Lo so, "non è colpa tua", diranno tutti. Non amo la mia città. Ho vissuto per quasi metà della mia vita girovagando per il mondo in cerca delle mie radici e ho visto molti posti; beh, quasi tutti erano meglio di questo. E non parlo di architettura, viabilità e altre amenità del genere. Questi purtroppo sono orrori che si ritrovano in quasi tutto il mondo. Parlo del cuore pulsante. Ecco si, la mia città forse è l'unica al mondo che sotto la pelle non ha il sangue, non ha un cuore che batte, non ha testa che pensa. Sono stanco di battermi per delle cose che sembra non abbiamo senso, dei giovani talenti che muoiono e diventano sterili per la camminata di Via Sparano, di gente che quando parli di cultura ti guarda terrorizzata pensando che gli si arricciano i capelli per l'umidità. Io ero qui tra la fine degli anni 80 e l'inizio dei 90, fino al diploma insomma. La mia città non era così. C'era un'esplosione di arte, di cultura, noi giovani avevamo eletto questo posto a culla del rinnovamento culturale del sud Italia. Dovunque andassi trovavo un posto dove suonare musica, dove ascoltarla anche gratuitamente, rassegne di cinema, conferenze per la presentazione di libri interessanti e noi diplomandi o matricole universitarie eravamo la forza trainante di questo rinnovamento. Poi ad uno ad uno siamo scomparsi. Chi è andato a studiare fuori, chi è stato costretto dai genitori a tagliarsi i capelli e a lavorare nello studio di papà, chi è diventato un artista rispettabile ed è finito a lavorare per le fiction di canale 5 (vedi Emilio Solfrizzi che di quella Bari era diventato un mito nell'unico locale di cabaret che abbiamo mai avuto). Anche le TV locali sembra che abbiano perso l'anima. All'epoca c'era un club in Via Quintino Sella. Una porticina piccolissima in pieno centro, invisibile per chi non sapeva, una scala ripida ripida e stretta stretta, e dentro ti si apriva il mondo della musica Live. Un Cavern Club spostato nel centro di Bari. Adesso lì mi sembra ci sia un parrucchiere. Il primo Bohemien, in un quartiere tra i più pericolosi di Bari con musica Live di tutti i generi e Guinness a fiumi. Adesso è diventato un Jazz Cafè e si è spostato in centro. Sono spariti i capelli lunghi anche da lì e una birra al tavolo durante un concerto costa 8 euro + coperto. Trovi professionisti della Bari bene, che non hanno mai capito un cazzo di musica ma fa molto figo passare i venerdì sera al Bohemien Jazz Cafè. Poi c'era Il Pellicano. Cosa non poteva succedere al Pellicano. Anche qui una scala ripida in una via dove la mattina c'è il mercato della frutta. Niente uscite di sicurezza, tutto fatto di legno che se fosse scoppiato un incendio saremmo morti tutti. Ma un piccolo palco per suonare aperto a chi se la sentiva. Ci siamo presi addosso di tutto, applausi ma anche bottigliate. Ogni tanto qualcuno da sotto ci passava uno spino, perchè Il Pellicano era la succursale barese di Amsterdam. Poi....non so....sono andato via a studiare e ho ritrovato Il Pellicano in un'altra via, a livello strada, con le vetrate in stile Liberty. Beh, mettetevele nel culo, io neanche ci sono mai entrato. Il mese scorso una mia amica, Carla Quadraccia alias Carlotta (quella di "frena che voglio andare al mare, frena etc etc) mi ha chiesto se a Bari esiste un palco dove suonare con il suo nuovo gruppo (a proposito www.scarlatto.net sono fantastici). Ho cercato per un po', ho chiesto ad un paio di amici musicisti e, no! Non c'è un palco dove suonare a Bari. Ci sono solo sti cazzo di Jazz Cafè per architetti snob e facoltosi con la puzza sotto il naso. Per il tipico barese insomma. Bari è morta, grazie a tutti. |


Inviato da: giuseppeberetta1944
il 18/12/2010 alle 22:37
Inviato da: lababiz
il 25/09/2009 alle 10:35
Inviato da: vjzenly
il 08/05/2008 alle 07:39
Inviato da: vjzenly
il 07/05/2008 alle 11:22
Inviato da: valerie3010
il 03/05/2008 alle 15:04