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CITTA' DI LUNI.

Post n°409 pubblicato il 12 Ottobre 2017 da eliogente
Foto di eliogente

Dopo l'esito positivo del referendum popolare che ha sancito il cambio di denominazione del Comune di Ortonovo in Luni, il Circolo “Nicola Nostra”, associazione sostenitrice della proposta, ritiene sia giunto il momento di  intraprendere tutti i passi necessari perché il Comune di Luni possa ottenere il titolo di Città essendo in possesso di quanto stabilito nel D. L. 18.08.2000, n°267, art. 18 in materia di T. U. delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali riguardo alla richiesta del titolo di Città per i Comuni “insigni per la storia, i monumenti storici, le bellezze naturali e paesaggistiche, e per l'attuale importanza”. I requisiti richiesti sono presenti nel suo territorio che comprende la zona archeologica di "Lvna", la più importante e vasta del Nord Italia, col museo archeologico. Lo storico romano Tito Livio nella sua “Ab Urbe condita” ne ha narrato le gesta, e il sommo poeta Dante ed il Petrarca l'hanno resa immortale. Il Comune di Luni si specchia sulle sponde del Mar Tirreno, è attraversato dalla Via Francigena, percorsa ogni anno da migliaia dipellegrini. Sulle colline che circondano l'antica città sorgono i borghi Altomedioevali e medievali di Ortonovo, l'antico "Corficiano", con la torre eretta nel sec. XV dal Signore di Lucca Paolo Guinigi, il Santuario di N.S. del Mirteto (sec. XVI),  che contiene affreschi e tele di grande valore, l'abbazia di S.Lorenzo (sec. XVII); il borgo di Nicola, che origina dal castello bizantino di "Mikauria", con la chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo (sec. XIII-XVII) che custodisce sculture del secolo XII e una croce su tavola del sec.XIII; Casano-Annunziata con la cappella di S. Martino di Iliolo (sec. XII) e l'oratorio della SS. Annunziata (sec. XVII). Nei boschi dell'Alta valle del Parmignola campeggiano i resti del "Castrum Vulpilionis" (sec. XII)e della Bastia di Montorbolo (sec. XV). Per conservare le la storia e le tradizionali dei popoli di“Supraluna”, sulle sponde del torrente Parmignola, all'interno di un frantoio cinquecentesco quasi intatto, è stato allestito il Museo dell'ulivo e della civiltà contadina. La città di Luni ha dato i natali ad illustri personaggi come papa Eutichiano (sec. III) e papa Sergio IV (sec. X), ai vescovi S. Basilio, S. Solario, S. Venanzio (sec. IV-VI). Attualmente è Sede titolare vescovile. Sui colli di Luni si produce il vino Vermentino, l'antico “ Apianus”, già apprezzato dagli romani e decantato da Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis historia”, e un olio tra i più pregiati della Liguria per la sua delicatezza, vincitore di premi a livello regionale. Nel territorio operano aziende artigianali, laboratori di marmo, apprezzate cantine di produttori di vini, ristoranti, B&B, supermercati, ha la stazione ferroviaria ed è vicino ad un aeroporto civile, e già oggi si presenta come una grande e articolata città diffusa. Considerato che il titolo di Città rafforzerebbe notevolmente la sua identità aumentandone la visibilità e possibilità di sviluppo turistico e commerciale, il Circolo “Nicola Nostra” chiede al sindaco e al Consiglio comunale di predisporre tutti gli atti necessari da inviare presso la Prefettura e il Ministero dell'Interno perché presentino al Presidente della Repubblica la richiesta di conferire al Comune di Luni il titolo di Città.

 
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UNA RAPPRESENTANZA CHE NON MI RAPPRESENTA.

Post n°407 pubblicato il 02 Ottobre 2017 da eliogente
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Il Comune di Luni ha voluto inviare una sua rappresentanza alla commemorazione dell'eccidio di Marzabotto compiuto dal famigerato XVI battaglione SS comandato dal Maggiore Walter Reder. Forse era meglio mandare una rappresentanza comunale a commemorare la strage di Vinca, piuttosto che a Marzabotto, perché sulla ricostruzione degli eccidi  nazisti avvenuti nel territorio di   Monte Sole, dove fortunatamente non vi furono coinvolti reparti italiani, molto c'è ancora da chiarire. I diari cronistorici dei parroci, ad esempio, non sono mai stati presi in considerazione dalla storiografia di sinistra, anche perché stigmatizzano la responsabilità dei partigiani comunisti della Stella Rossa, autori di uccisioni di italiani, fascisti e non,di rapine, di stupri, di attacchi inutili e sanguinosi contro reparti tedeschi al solo scopo di scatenare rappresaglie. Oltretutto quando il battaglione SS, circa 800 uomini, scatenò la rappresaglia contro la popolazione inerme, i partigiani della "Stella Rossa", circa 1500 uomini bene armati, si guardarono bene dall'intervenire, ma stettero sui monti ad assistere allo scempio di tanta povera gente. Insomma, visto anche l'oratore ufficiale della commemorazione, forse era meglio se il rappresentante lunense se ne fosse rimasto a casa.

 
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FACEZIE AUTUNNALI

Post n°406 pubblicato il 01 Ottobre 2017 da eliogente
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C'è qualcuno che proprio non riesce a digerire il fatto che oggi esista il nuovo Comune di Luni. E' giunta voce che un consigliere comunale di Castelnuovo, aaccortosi della sparizione del nome di Castelnuovo  nella denominazione della  Pubblica assistenza  Luni, e preoccupato che con la nascita del nuovo comune di Luni, si corra  il rischio  di perdere le radici della Pa nata a Castelnuovo, ha proposto  al Consiglio comunale  di provvedere a segnalare tale anomalia affinché la Pa  aggiunga anche il nome di Castelnuovo a quello di Luni.
Ma non hanno altro a cui pensare in quel consiglio comunale?

 
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SIAMO MESSI MALE CON QUESTI POLITICI

Post n°405 pubblicato il 22 Settembre 2017 da eliogente
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 Il presidente della Regione Toscana, certo Enrico Rossi, ha scritto su fb che picchiare un "fascista" è cosa giusta perché anche suo padre e suo zio riempirono di botte un milite repubblichino nel 1944. Ragionamento che non vale una lira. A parte il fatto che istigare alla violenza è un reato, e che passare dalla parte dei "fascisti" oggi è facile, basta non aderire al pensiero unico imposto dalle sinistre, se ragioniamo come quella mente illuminata dal pensiero di Marx, io sarei autorizzato a pestare il primo austriaco che incontro perché i miei nonni nel 1917 sul Carso gliele suonarono sode.. In Toscana si meritavano di meglio.

 
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MARINELLA DI SARZANA???? MA PER FAVORE! QUELLA E' LA RIVIERA DI LUNI!!!!

Post n°404 pubblicato il 17 Settembre 2017 da eliogente
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Molto interessanti le due conferenze sul territorio di Marinella svoltesi ieri 16 settembre nel Museo etnografico della Colombara. Il sindaco Silvestri e l'arch. Guelfi attraverso un approfondito percorso storico hanno ricostruito tutte le fasi dell'usurpazione delle terre della Marinella da parte dei sarzanesi, dapprima, poi dei nobili genovesi, fino ad arrivare ai Fabbricotti, nel secolo scorso, ed attualmente al Monte dei Paschi. Le comunità di Ortonovo e di Nicola per più di tre secoli si dissanguarono nei tribunali per far valere i diritti su quelle terre che possedevano e sfruttavano "ab immemorabili". Invano cercarono di dimostrare che Sarzana non vantava nessun diritto legale di appropriarsene insinuandosi oltretutto per oltre 6 km attraverso i territori di tre Comuni per togliere a Luni il suo sbocco al mare. L'antica Lvna era una città portuale, ed oggi il nuovo Comune di Luni avrebbe tutti i diritti fondati sulla storia, sulla geografia, sulla legge, più volte disattesa, e sulla ragionevolezza per ricomporre un'unità territoriale che non può fare a meno del paese di Marinella e della sua spiaggia.

 
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