Creato da eliogente il 22/12/2009
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AL LUPO, AL LUPO.

Post n°414 pubblicato il 05 Dicembre 2017 da eliogente
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C'è una legge del 1952 che vieta l'apologia del fascismo e di recente è stata approvata  la legge Fiano che rende reato sostenere opinioni negazioniste. E stanno proponendo nuove  leggi che proibiscano di esprimere opinioni omofobe, animaliste, sessiste, antigender, antivacciniste, intolleranti, ed altre ancora.
M può dirsi davvero libera una società che vieti la libertà di pensiero e di opinione?
Le idee sbagliate vanno vietate per legge e contra
state con la cultura e il buon senso, non con leggi. Ormai  stiamo scivolando verso una dittatura in cui il cittadino è schiavo del pensiero omologato, di sinistra ovviamente, e chi devia da quello che decidono in alto, è criminalizzato. Ora vogliono mettere sotto controllo anche internet con la scusa delle fake news, come se i TG controllati dal governo non raccontassero balle.
Un mondo basato sul terrore, sulle paure, sulle paranoie è un brutto mondo. Sia il buon senso a condannare certe idee, e non una legge  repressiva.
 Se non manderemo a quel paese chi ci sta malamente governando, ricadremo presto nella dittatura del pensiero unico.

 
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IL 29 NOVEMBRE RICORDIAMOCI ANCHE DI LORO....

Post n°413 pubblicato il 29 Novembre 2017 da eliogente
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I manifesti affissi nel territorio ci comunicano che oggi si commemorano le vittime del rastrellamento nazifascista del 29 novembre 1944, una data imposta come pagina fondamentale nella storia locale, nella quale purtroppo, dopo 73 anni, molti non si riconoscono. Io penso che in questo giorno si dovrebbero ricordare anche "tutti" quei Combattenti ortonovesi ignorati da sempre solo perché sacrificarono la loro vita in guerre "scomode" di cui non avevano nessuna colpa. Vorrei ricordare gli 8 ortonovesi caduti nella guerra di Spagna, i 23 alpini e fanti caduti e dispersi nella ritirata di Russia,i 73 Caduti nei vari fronti della Guerra Mondiale 1940-45, i 10 caduti sotto i bombardamenti, ed infine le 21 vittime giustiziate immediatamente dopo la liberazione, 3 delle quali sepolte chissà dove. Ecco, in questo senso la data del 29 novembre potrebbe coinvolgere tutta la cittadinanza, finalmente unita nella preghiera e nel ricordo comune, senza distinzione tra Caduti di serie A e Caduti di serie B.

 
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L'INVASIONE DI LUNI

Post n°412 pubblicato il 21 Novembre 2017 da eliogente
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Della serie: come sperperare 17 milioni di Euro. Secondo i politici locali, il progetto SALT attirerà a Luni scavi, provenienti dall'autostrada, mezzo milioni di visitatori all'anno (un pezzo grosso del PD si era sbilanciato fino a un milione).  Quindi tutta questa moltitudine di vacanzieri uscirà dall'autostrada, dopo aver parcheggiato l'auto piena di bagagli a Luni mare, e poi, nonni e nipotini compresi, si incamminerà nella campagna sotto la canicola estiva per andare a visitare gli scavi di Luni e il Museo. Per vedere cosa? Un pò di mosaici,  fondamenta di edifici, qualche bacheca di monete, e un po' di statue e busti marmorei. Se poi vorrà visitare  l'anfiteatro dovrà farsi altri 500 metri a piedi. Tutto questo merita una sosta in autostrada??? Mah!  Una domanda si pone agli  strateghi politici: ma davvero siete convinti di aver speso bene  17 milioni di Euro? Non era meglio impiegare quei soldi finanziando campagne di scavo per far  riemerge la Luni che ancora è sepolta nella pianura? Naturalmente nessuno risponderà, e vorrà dire che l'estate prossima piazzeremo il contapersone per vedere quanti coraggiosi transiteranno su quella costosa passerella!

 
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QUEL TRAGICO 9 DI NOVEMBRE...

Post n°411 pubblicato il 08 Novembre 2017 da eliogente
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C'è una casa a Serravalle, poco sopra la farmacia, che oggi non dice nulla  al passante frettoloso, e neppure il vecchio portone che presenta una piccola toppa vicino alla serratura.  Per un certo periodo quella casa venne adibita a caserma dei carabinieri, e fu teatro  il 9 novembre del 1944  di un tragico scontro a fuoco tra  una ventina di giovani  appartenenti alle brigate nere  e circa 200 partigiani. I fascisti, quasi tutti ortonovesi, dopo che il camion sul quale si trovavano venne neutralizzato da una raffica di mitraglia, fecero saltare la serratura del portone con un colpo di pistola, e si  asserragliarono all'interno della casa, fino a che furono costretti ad arrendersi. Nella battaglia, che fu l'unica combattuta nel periodo della guerra civile nel nostro Comune, quattro fascisti persero la vita, due dei quali erano paesani, e 11 rimasero feriti. Su quel tragico episodio, in tutti questi anni,  comizianti e apologeti di parte  hanno preferito sorvolare, eppure è importante per comprendere  cosa fu da noi la guerra civile fino al tragico 29 novembre 1944. Dopo  73 anni, non sarebbe il caso di ricordare con una lapide anche quei Caduti, uno dei quali aveva solo 15 anni, quale monito perché mai più nel nostro paese scorra sangue fratricida?

 
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UN SINDACO DA RICORDARE: PIETRO MONTEFIORI

Post n°410 pubblicato il 29 Ottobre 2017 da eliogente
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Era un uomo mite, l'ortonovese Pietro Montefiori, buon cattolico e padre di famiglia. Resse la carica di sindaco di Ortonovo dal 1911 al 1914. Nel corso del suo mandato realizzò opere importanti, come l'ampliamento della Via larga per collegare Casano alla stazione di Luni, fece giungere l'energia elettrica in tutte le frazioni installando anche 50 lampioni, si impegnò per combattere le piaghe della TBC  e dell'alcolismo che dilagavano soprattutto tra le nuove generazioni, fece riparare i danni causati da un ciclone che devastò il territorio ortonovese nel 1913. Per necessità di bilancio licenziò il segretario comunale facendosi carico di tutta la contabilità e delle incombenze burocratiche,  ed altro ancora. Nel tumultuoso periodo postbellico,  pur essendosi estraniato dalla lotta politica, cadde  vittima innocente dell'estremismo. La sera del 30 ottobre 1921, uscendo dalla vicina chiesa di San Lorenzo alla fine del Vespro, intervenne per far  da paciere in  una rissa scoppiata tra giovani di opposte tendenze politiche dove erano coinvolti i suoi figli,  fu ferito a morte da un colpo di pistola sparatogli contro da un comunista. Nel primo anniversario della  morte, sul luogo dove cadde,  fu affissa una   targa in suo ricordo. Dopo la Liberazione, alcuni barbari col fazzoletto rosso al collo  distrussero quella lapide, convinti  che nessuno si sarebbe mai più ricordato di Pietro Montefiori  E invece a distanza di 96 anni, ancora siamo qui a ricordare la sua splendida figura di uomo politico, onesto, e grande benefattore. Un invito all' "Assessore alla memoria" del comune di Luni: perché non ricollocare una lapide che ricordi  il nome di questo grande amministratore?

 
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