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Quasi la metà degli ortonovesi, rinunciando ad andare a votare, ha tolto alla nostra comunità la speranza di un cambiamento di rotta. Hanno consegnato il loro futuro nelle mani dei soliti grigi funzionari di partito senza idee, ancor meno fantasia, che hanno capito di poter governare senza fatica, contando su uno zoccolo duro elettorale imbalsamato dentro un'ideologia ottocentesca che da noi tarda a scomparire. Queste considerazioni mi sono venute in mente avendo sotto gli occhi lo stato di degrado in cui versa il centro storico di Nicola. C'è un angolo del paese dove le giovani coppie di sposi amano farsi fotografare per l'album matrimoniale: si tratta della piazzetta dominata da una grande e vetusta pianta di robinia, racchiusa da antico tratto di mura, dove vigilano preziose maestà in marmo, e al centro una cisterna (qualcuno dovrebbe spiegare all'Ufficio toponomastica la differenza che passa tra un pozzo e una cisterna, perché mica lo sanno!). Dunque questa piazzetta, davvero suggestiva, oggi è ridotta ad una discarica di detriti vari, reti di plastica, ferraglia, cumuli di sassi, addirittura la strada che l'attraversa è quasi scomparsa sotto rovi e erbacce. Sabato scorso sono salite in paese due coppie di sposi, una proveniente da Carrara,e l'altra da Avenza. I fotografi di fronte a quel degrado hanno tirato di lungo e si sono lamentati con noi residenti come se la colpa fosse nostra, e non di chi da più di un anno non manda nessuno a dare una ripulita al paese. Eppure nel "bugiardino" elettorale di "Uniti per Ortonovo" si legge: Adesione ai circuiti turistici d'intesa con i tour operator nazionali ed europei per valorizzare la zona Archeologica di Luni, l’Annunziata, Ortonovo, Nicola e gli itinerari paesaggistici". Per favore, signor, Sindaco, la smetta di prendere in giro i nicolesi!
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Anche se molti non se ne sono accorti, i castagneti dei nostri monti da un paio d'anni sono stati aggrediti dal "Cinipide", un parassita di origine cinese che colpisce i rami teneri e le foglie impedendone la fruttificazione. L'insetto ha già devastato i bei castagneti dell'alta valle del Parmignola rendendo il paesaggio rinsecchito e degradato. L'anno scorso con un articolo apparso sulla stampa sollevai il problema e cercai di sollecitare un intervento da parte del Sindaco che promise di interessarsi presso l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia per coordinare la lotta biologica all'insetto. Oggi veniamo a sapere che la Regione Liguria ha stanziato risorse per lo studio e l'esecuzione di piani di contrasto per sconfiggere l'aggressivo parassita, lanciando nei castagneti di alcuni Comuni che ne avevano fatto richiesta, esemplari di insetti antagonisti del "Cinipide". Sono certo che anche il nostro territorio faccia parte di quei previdenti Comuni, dato che uno dei fiori all'occhiello del programma elettorale del Sindaco Pietrini parlava di "studi vegetazionali della zona collinare (Sarticola, Monte Grosso, corso del Parmignola, ecc.), anche in una più stretta collaborazione con il Parco Monte Marcello-Magra". Siccome i locali Amministratori dicono sempre di essere di parola e di mantenere le promesse, i nostri boschi dovrebbero essere al sicuro e noi dovremmo dormire tra due guanciali. Speriamo...
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Non c'è speranza per il riscatto liberale e culturale di Ortonovo. Anche se più del 40% dei 7179 ortonovesi ha voltato le spalle ai politicanti rifiutandosi di andare a votare, la maggioranza del restante 59%, ossia poco più del 30% degli aventi diritto al voto, ha ridato fiducia ai centro-sinistri che col sostegno di 3 soli ortonovesi su 10, malgoverneranno per altri 5 anni il Comune. I nostri concittadini sono rimasti indifferenti agli stimoli, alle sollecitazioni di riscatto che sono emersi in questa campagna elettorale provenienti da personaggi qualificati della cultura, della scienza, dell'economia. Hanno preferito disertare lasciando il loro Comune nelle mani dei responsabili del più grande disastro finanziario del dopoguerra, se è vero che i debiti fatti dai vincitori superano i 3 milioni di Euro. Così continueremo a essere governati da personaggi arroganti e bolsi che rifiutano per puro spirito anticlericale di accettare una sentenza del Tribunale, che non pagano bollette ENEL e ACAM da anni, che non sanno neppure declinare un nome in latino (vedi Statuti comunali), che continueranno ad intitolare strade e piazze a personaggi "cosa loro" ( e a qualche "eroe" con la raccomandazione giusta intitoleranno anche strada e piazza insieme). Intanto noi dovremo viaggiare per strade dissestate, a vivere in centri storici lerci e abbandonati a sé stessi, a vedere andare in malora i nostri bei boschi divorati dai parassiti, dovremo continuare a subire umliazioni e disagi dai "competenti" uffici comunali, i nostri bambini non potranno usufruire di un vero parco giochi, etc. Loro, senza idee come sono, continueranno la solita politica della cementificazione consumando preziosa campagna per costruire anonime e squallide villette, porteranno avanti progetti cervellotici, devastanti e dispendiosi, come costruire una passerella lunga 400 metri che dall'autostrada porterà alle vestigia di Luni, una vera pugnalata inferta alla pianura e al paesaggio! La batosta c'è stata, è innegabile, e forse nella Lista civica qualcosa non ha funzionato. Ma una cosa mi consola: i debiti che hanno fatto, e che faranno, i vincitori, saranno pagati anche dai cittadini che hanno disertato o che li hanno confermati. Ben vi sta!
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Sul blog "Ortonovo" http://blog.libero.it/Ortonovo/ , l'autore Claudio Pugnana definisce un mio post su una cosiddetta "Staffetta" partigiana di Castelnuovo, "ridicolo, strampalato, assurdo", senza spiegarne il motivo. Il "Nostro" è probabilmente più abituato a sfilare in allegri cortei al canto di "Bella ciao", o "Ballata per Vanda", che a trascorrere giornate in polverosi Archivi storici alla ricerca di documenti, e quindi essendo fuori della sua portata gli argomenti di cui tratto, si è limitato a caricare il mio post di insulti. Con pazienza gli ho risposto, ho cercato di ampliare un pochino in discorso, ho posto qualche domanda per aprire un sereno e costruttivo dibattito su un argomento serio, quello della guerra civile che ha devastato la nostra comunità, ma non c'è stato niente da fare. Anni e anni di martellante propaganda a senso unico, di canti popolari, di lettura di storie romanzate, devono avere prodotto effetti devastanti sul malcapitato che ha interrotto ogni linea di comunicazione col sottoscritto chiudendosi in un sdegnato mutismo. Chissà cosa mi capiterà quando sul mio blog-diario prenderò a scrivere di certi episodi postbellici avvenuti nel nostro territorio fino ai processi degli anni '50, oppure inizierò ad esaminare le schede biografiche dei nominativi scritti sul monumento ai Caduti eretto nel cimitero di S. Martino, dal quale sono stati esclusi tutti i militari morti nella Seconda Guerra Mondiale, ed inseriti al loro posto alcuni personaggi deceduti in territorio libero a ben 800 Km di distanza dal fronte attraversando magari un passaggio a livello chiuso, o addirittura nel proprio letto diversi anni dopo la fine della guerra. Possibile che per colpa di qualche incompetente ci si debba rendere ridicoli agli occhi delle future generazioni di ortonovesi quando scopriranno che a Ortonovo in tempo di regime catto-comunista vigeva il clientelismo e la raccomandazioni anche per inserire dei nominativi in un monumento o per intitolare una strada?
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Il prof. Pietrini, candidato a sindaco del Centro sinistra, pare non abbia nessuna intenzione di accettare la sfida più volte lanciatagli dal prof. Benelli di un faccia a faccia davanti agli elettori ortonovesi. Questi confronti tra i maggiori candidati in lizza durante le elezioni si fanno dappertutto, a livello nazionale, regionale e comunale: è la gente che li vuole per valutare le posizioni, confrontare i programmi, fare domande, impegnare i candidati a mantenere quanto promettono. Pietrini, che nel suo programma elettorale ha scritto di aver guidato "una coalizione che ha già dimostrato di saper governare senza preclusioni ideologiche, dove l'attenzione di tutti è indirizzata alla risoluzione dei problemi della nostra comunità...", non dovrebbe avere paura ad accettare un pubblico contradditorio col suo principale avversario! Anche stasera nel comizio al Bar Corsi di Serravalle, il prof. Benelli ha rilanciato il guanto di sfida che Pietrini, temo, si guarderà bene di raccogliere. Sarà forse perché non ha ancora quantificato la voragine debitoria causata dalla sua amministrazioneche ricadrà sulle nostre tasche? Oppure perché non ha il coraggio di ammettere di aver guidato una Giunta fallimentare sotto tutti i punti di vista, capace solo di cementificare e consumare ettari di campagna? Qualunque siano le ragioni, e qualunque sia il risultato delle elezioni, la fuga di Pietrini sembra il segno di una resa, l'inevitabile tramonto di una classe politica sfiancata da 60 anni di potere incontrastato, senza più idee, senza più uomini di polso, da rottamare e da dimenticare!
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Inviato da: CIA
il 26/05/2012 alle 20:25
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il 26/05/2012 alle 09:14
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il 25/05/2012 alle 17:21