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ORTONOVO RICORDA I MARTIRI DELLE FOIBE

Post n°128 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da eliogente
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In occasione della “Giornata Nazionale del Ricordo” dedicata alla conservazione della memoria di tutte le vittime delle Foibe, nonché dell'esodo dalle loro terre degli Italiani d'Istria, di Fiume, Pola e Dalmazia 

        VENERDI 10 FEBBRAIO,    ore 17  

Nell'Aula Magna della Scuola Media “C. Roccatagliata-Ceccardi” si svolgerà una manifestazione commemorativa. 

                              PROGRAMMA 

Ore 17,00: proiezione di un documentario storico sulle foibe.

ore 17,15: relazione del Prof. GIUSEPPE BENELLI, docente universitario e Presidente dell'Accademia di scienze “G. Capellini” della Spezia.

Ore 17,45 : testimonianze di ARMENIO AMORINO, profugo da Pola, e di studiosi e politici locali.

 

Circolo culturale

NICOLA NOSTRA

 
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RICORDIAMO ANCHE I MARTIRI DELLE FOIBE

Post n°127 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da eliogente
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Penso sia bene ricordare agli smemorati amministratori di Ortonovo che il 10 febbraio  ricorre  il giorno dedicato dall'Italia alla memoria dei martiri delle Foibe. Trecentocinquantamila italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia esuli in fuga dal comunismo,  e migliaia di vittime innnocenti dei partigiani di Tito. Commemorazioni si terranno in tutta Italia per non dimenticare quella tragedia di cui furono scenario le foibe, cavità naturali presenti nel Carso italiano e d'oltreconfine, dove i comunisti titini precipitarono uomini, donne e bambini, alcuni dopo averli fucilati, altri ancora vivi. Secondo fonti storiche, il numero degli scomparsi è stato calcolato dai 10 ai 12 mila,  tutti colpevoli soltanto di essere italiani o contrari al regime comunista  jugoslavo, o assurdamente e semplicemente per vendette personali. Una tragedia sulla quale per lunghi anni calò il velo del silenzio. Dopo lungo dibattito politico e polemiche da parte delle sinistre,  il ricordo delle Foibe è stato ufficialmente ammesso a far parte della coscienza comune nazionale, con l'istituzione il 10 febbraio del "Giorno del Ricordo", data in cui fu firmato il Trattato di pace di Parigi, che nel 1947 sancì la perdita per l'Italia dei territori dell'Istria e di Pola.  Luogo simbolo di questo immane eccidio è la Foiba di Basovizza, a pochi chilometri da Trieste, sull'altipiano carsico, originariamente un pozzo minerario di circa 200 metri che nel maggio del 1945, durante i quaranta giorni di occupazione jugoslava di Trieste, divenne luogo di esecuzioni sommarie per prigionieri, militari, poliziotti, civili e tanta gente comune. Secondo alcune stime eseguite tenendo presente la profondità del pozzo prima e dopo la strage, la foiba sarebbe stato luogo di morte per oltre duemila vittime. Una cifra agghiacciante. È per questo che  Basovizza   nel 1980 venne riconosciuta monumento d'interesse nazionale. L'Italia si mobilitera' per ricordare un capitolo della storia del secolo scorso, definito ''un periodo negato'' per molto tempo. E il senso del "Giorno del ricordo" e' proprio quello di favorire iniziative e diffondere la conoscenza di quei fatti tragici soprattutto tra i giovani, nelle scuole, con l'impegno da parte delle Istituzioni, di realizzare studi, convegni, incontri e dibattiti proprio per conservare la memoria di quelle vicende.  Cosa che a Ortonovo le istituzioni pubbliche hanno sempre dimenticato di fare.

 
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MONS.MORAGLIA NUOVO PATRIARCA DI VENEZIA

Post n°126 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da eliogente
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Pochi minuti prima delle 12, monsignor Francesco Moraglia, vescovo della Spezia, ha annunciato in Curia di essere stato nominato Patriarca della Diocesi di Venezia.  Si insedierà nella città lagunare il 25 marzo prossimo. Mons. Moraglia  stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1977 a Genova dall’ arcivescovo Giuseppe Siri.  Il 6 dicembre del 2007 è stato nominato da Benedetto XVI  vescovo della Diocesi della Spezia, succedendo a monsignor Bassano Staffieri.  Dal 2003 è consultore della Congregazione per il Clero, mentre dal 23 aprile del 2010 è presidente del consiglio di amministrazione della fondazione Comunicazione e Cultura della Cei, da cui dipende anche TV2000.  Auguri, Mons. Vescovo per il nuovo impegno pastorale.

 
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MARIO IL PICCONATORE.

Post n°125 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da eliogente
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Con lettera del 20 gennaio 2012, inviata al Sindaco di Ortonovo, al Presidente Danieli,  e alle Istituzioni democratiche provinciali,  i componenti dell'Ass. "Diritti e Doveri" dei "Democratici", per mano del  loro Presidente Mario Battiglia, hanno comunicato "con l'amarezza nel cuore di non sentirsi più rappresentati dal Consiglio Federativo della Resistenza". Il fatto è clamoroso e inatteso perché  apre una breccia nel muro granitico di un'istituzione fondata e diretta per  30 anni essenzialmente da ex partigiani comunisti,  e da membri del P.C.I. Il Consiglio unitario della Resistenza  nacque nei primi anni '70 del secolo scorso, in un periodo di gravi turbolente politiche, per far muro contro l'avanzata delle Destre rappresentate dall'allora MSI di Giorgio Almirante. Vi confluirono, assieme ai comunisti e alla sinistra extraparlamentare, anche  rappresentanti dei Partiti e delle associazioni democratiche, dalla DC, ai Repubblicani, ai Liberali. I comunisti ovviamente utilizzarono quell'Istituzione come  cavallo di troia per introdursi all'interno delle associazioni antifasciste e darsi una patente di democrazia, nonostante i crimini dell'URSS e prima della caduta del muro di Berlino. A nulla valsero le proteste e le prese di distanza di capi partigiani   cattolici e liberali, e medaglie d'oro della Resistenza, come Edgardo Sogno, i quali non si stancavano di dire che il comunismo stava alla democrazia come i cavoli a merenda. Invano! Finalmente ora, grazie a Battiglia, almeno a Ortonovo siamo di fronte ad una svolta: il muro del Consiglio federativo che tanto fa comodo ai giochi elettorali  delle sinistre, sta accusando qualche cedimento, che potrebbe diventare un crollo se ai "Democratici" si associassero altre istituzioni partigiane cattoliche, azioniste e liberali, come la FIAP e l'AMI, e Partiti che si riconoscono nella democrazia e nel cattolicesimo. Intanto Battiglia   ha annunciato che d'ora innanzi ricorderà le date più significative della Lotta di Liberazione con iniziative autonome, e già ha iniziato  dando  la propria disponibilità a commemorare il prossimo 10 febbraio i Martiri delle Foibe titine, data sempre ignorata dall'amministrazione di centro sinistra e dal Consiglio federativo. Che la storia anche a Ortonovo stia cambiando?

 
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PIU' BUIO CHE A MEZZANOTTE NON VIENE!!!

Post n°124 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da eliogente
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  Su consiglio di un frequentatore del blog sono andato a leggere l'incipit storico dello Statuto del Comune di Ortonovo: è davvero pieno di strafalcioni grammaticali e storiografici, e di calibrate omissioni. Ma chi l'ha scritto? E chi l'ha approvato? Non potevano chiedere, non dico al sottoscritto che  un pochino di storia locale se ne intende, ma almeno ai bambini delle Medie i quali  avrebbero insegnato loro che il plurale di "castrum" (castello) è "castra" (castelli), risparmiandogli almeno quella brutta figura! Per carità cristiana sorvolo sulle "perle" di storia del territorio che denotano ignoranza e pressapochismo! Da buoni marxisti anticlericali hanno dedicato  appena 3 (tre) righe al ruolo fondamentale svolto per più di 8 secoli dalla Chiesa impegnata nella promozione e sviluppo della società ortonovese, nelle opere assistenziali  e nell'edificazione di capolavori  architettonici e artistici! Gli Statuti comunali che nel corso dei secoli si sono dati i nostri Padri erano ricchi di saggezza,  di cultura, di solidarietà, di fede. I redattori dello Statuto che dovrebbe accompagnarci nel Terzo Millennio,  invece sono cresciuti nella convinzione che la storia di Ortonovo sia iniziata conl'industrializzazione e con l'opposizione al Fascismo! E di lì non si schiodano, coi risultati che vediamo. Non contenti di aver offeso la memoria  dei nostri Avi, hanno voluto umiliare anche noi pubblicando quel coacervo  sgrammaticato pure sul sito internet del Comune.  Immagino gli sghignazzi dei posteri negli anni a venire. CHE VERGOGNA!

 
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