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Non occorrono dei luminari per capire che 65 anni di ininterrotto governo delle sinistre abbiano provocato gravi danni nella mente di parecchi ortonovesi, al punto da credere che la storia del nostro Comune sia iniziata solo verso il 1920 e si sia conclusa nel 1945. Il prima e il dopo? Buio assoluto! Altro non si può pensare di fronte all'intitolazione di un pubblico edificio ad un ennesimo "eroe antifascista", che segue a ruota un'altra mezza dozzina di dediche di piazze e altri luoghi pubblici a personaggi discutibili, tra i quali un ex Vicesegretario della Gil (Gioventù Italiana del Littorio), un paio di ex Brigate nere, una delle quali addirittura gratificata due volte, ecc. Ora qualche mente acuta che si annida nell'Ufficio toponomastica ha stabilito che la Biblioteca comunale dovrà assumere il nome di Luigi Piola, che fu sindaco di Ortonovo dal 1910 al 1911, e dal novembre 1920 fino al giugno 1922. In genere nei Comuni dove vige la democrazia, le intitolazioni si stabiliscono dopo approfondite ricerche biografiche sui personaggi proposti onde impedire che in futuro possano emergere episodi discutibili che vadano a macchiarne l'immagine. Cosa avrebbe fatto questo personaggio per la nostra comunità, a parte l'essere stato "antifascista"? Sappiamo che fu socialista, sobillatore, ondivago, che nel 1910, pur di ottenere la carica di Sindaco, da fiero anticlericale che era sempre stato, divenne improvvisamente "cattolicissimo e lustrascarpe dei preti", tanto che un giornale locale lo incoronò "re travicello". L'anno dopo la popolazione inferocita lo buttò fuori a pedate dal Comune, e si salvò solo grazie all'intervento di un reparto dell'Esercito. Dimessosi dalla carica, il personaggio si trasferì per un certo periodo alla Spezia dove ricoprì la carica di Sindaco, ma anche lì qualcosa non dovette funzionare tanto da lasciare qualche traccia del suo passaggio tra le carte del tribunale. Dopo la Grande Guerra l'uomo si ripresentò alla guida dei socialisti ortonovesi più faziosi che, a forza di mobilitazioni e di aggressioni, costrinsero il sindaco di allora, il mite cattolico Pietro Montefiori, alle dimmissioni. Dopo aver vinto le elezioni, quale fu il primo atto della Giunta Piola? Forse qualche provvedimento a favore della povera gente? Macché! Venne fatta togliere dall'aula del Consiglio comunale il ritratto del Re e pure la bandiera Tricolore. Non contenti, nascosero in un cassetto le medaglie e i diplomi che i Combattenti di Ortonovo si erano guadagnato nelle trincee. Per "esigenze di bilancio" la Giunta socialista aumentò la tassa di famiglia e le tariffe daziarie sui generi alimentari, un'imposta deplorata dalla stessa Commissione provinciale all'Annona, furono puniti con chiusure arbitrarie di mulini e frantoi, proprietari e imprenditori. Il Piola durante i suoi due mandati non portò a termine nessuna opera di pubblica utilità, e si distinse solo per la lotta condotta contro la minoranza cattolica e liberale, esacerbando gli animi. Aumentarono le violenze e le aggressioni che porteranno all'assassinio dell'ex sindaco Montefiori. Quando vide che la situazione politica stava volgendo al peggio, nel giugno del 1922 il Piola si dimetteva lasciando il paese senza guida in balìa dei fascisti. Possibile che il nostro Comune non abbia di meglio da proporre al ricordo e alla riconosceza pubblica? Certamente sì! Senza andare troppo lontano nel tempo, proprio nel periodo che piace tanto ai toponomasti del Comune, tra il 1925 e il 1935, grazie ad un primo cittadino intelligente, furono realizzate 15 opere pubbliche, tra le quali ben quattro scuole, due ponti, due strade, un campo sportivo, ecc. Questo Podestà si chiamava Dino Da Milano! Qualche pseudodemocratico dirà: "Ma era fascista!" Embé! Anche Marconi era fascista! Da Milano era soprattutto n "Galantuomo"! Ecco a chi poteva essere intitolata la nostra Biblioteca, senza doversi vergognare.
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Quasi la metà degli ortonovesi, rinunciando ad andare a votare, ha tolto alla nostra comunità la speranza di un cambiamento di rotta. Hanno consegnato il loro futuro nelle mani dei soliti grigi funzionari di partito senza idee, ancor meno fantasia, che hanno capito di poter governare senza fatica, contando su uno zoccolo duro elettorale imbalsamato dentro un'ideologia ottocentesca che da noi tarda a scomparire. Queste considerazioni mi sono venute in mente avendo sotto gli occhi lo stato di degrado in cui versa il centro storico di Nicola. C'è un angolo del paese dove le giovani coppie di sposi amano farsi fotografare per l'album matrimoniale: si tratta della piazzetta dominata da una grande e vetusta pianta di robinia, racchiusa da antico tratto di mura, dove vigilano preziose maestà in marmo, e al centro una cisterna (qualcuno dovrebbe spiegare all'Ufficio toponomastica la differenza che passa tra un pozzo e una cisterna, perché mica lo sanno!). Dunque questa piazzetta, davvero suggestiva, oggi è ridotta ad una discarica di detriti vari, reti di plastica, ferraglia, cumuli di sassi, addirittura la strada che l'attraversa è quasi scomparsa sotto rovi e erbacce. Sabato scorso sono salite in paese due coppie di sposi, una proveniente da Carrara,e l'altra da Avenza. I fotografi di fronte a quel degrado hanno tirato di lungo e si sono lamentati con noi residenti come se la colpa fosse nostra, e non di chi da più di un anno non manda nessuno a dare una ripulita al paese. Eppure nel "bugiardino" elettorale di "Uniti per Ortonovo" si legge: Adesione ai circuiti turistici d'intesa con i tour operator nazionali ed europei per valorizzare la zona Archeologica di Luni, l’Annunziata, Ortonovo, Nicola e gli itinerari paesaggistici". Per favore, signor, Sindaco, la smetta di prendere in giro i nicolesi!
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Anche se molti non se ne sono accorti, i castagneti dei nostri monti da un paio d'anni sono stati aggrediti dal "Cinipide", un parassita di origine cinese che colpisce i rami teneri e le foglie impedendone la fruttificazione. L'insetto ha già devastato i bei castagneti dell'alta valle del Parmignola rendendo il paesaggio rinsecchito e degradato. L'anno scorso con un articolo apparso sulla stampa sollevai il problema e cercai di sollecitare un intervento da parte del Sindaco che promise di interessarsi presso l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia per coordinare la lotta biologica all'insetto. Oggi veniamo a sapere che la Regione Liguria ha stanziato risorse per lo studio e l'esecuzione di piani di contrasto per sconfiggere l'aggressivo parassita, lanciando nei castagneti di alcuni Comuni che ne avevano fatto richiesta, esemplari di insetti antagonisti del "Cinipide". Sono certo che anche il nostro territorio faccia parte di quei previdenti Comuni, dato che uno dei fiori all'occhiello del programma elettorale del Sindaco Pietrini parlava di "studi vegetazionali della zona collinare (Sarticola, Monte Grosso, corso del Parmignola, ecc.), anche in una più stretta collaborazione con il Parco Monte Marcello-Magra". Siccome i locali Amministratori dicono sempre di essere di parola e di mantenere le promesse, i nostri boschi dovrebbero essere al sicuro e noi dovremmo dormire tra due guanciali. Speriamo...
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Non c'è speranza per il riscatto liberale e culturale di Ortonovo. Anche se più del 40% dei 7179 ortonovesi ha voltato le spalle ai politicanti rifiutandosi di andare a votare, la maggioranza del restante 59%, ossia poco più del 30% degli aventi diritto al voto, ha ridato fiducia ai centro-sinistri che col sostegno di 3 soli ortonovesi su 10, malgoverneranno per altri 5 anni il Comune. I nostri concittadini sono rimasti indifferenti agli stimoli, alle sollecitazioni di riscatto che sono emersi in questa campagna elettorale provenienti da personaggi qualificati della cultura, della scienza, dell'economia. Hanno preferito disertare lasciando il loro Comune nelle mani dei responsabili del più grande disastro finanziario del dopoguerra, se è vero che i debiti fatti dai vincitori superano i 3 milioni di Euro. Così continueremo a essere governati da personaggi arroganti e bolsi che rifiutano per puro spirito anticlericale di accettare una sentenza del Tribunale, che non pagano bollette ENEL e ACAM da anni, che non sanno neppure declinare un nome in latino (vedi Statuti comunali), che continueranno ad intitolare strade e piazze a personaggi "cosa loro" ( e a qualche "eroe" con la raccomandazione giusta intitoleranno anche strada e piazza insieme). Intanto noi dovremo viaggiare per strade dissestate, a vivere in centri storici lerci e abbandonati a sé stessi, a vedere andare in malora i nostri bei boschi divorati dai parassiti, dovremo continuare a subire umliazioni e disagi dai "competenti" uffici comunali, i nostri bambini non potranno usufruire di un vero parco giochi, etc. Loro, senza idee come sono, continueranno la solita politica della cementificazione consumando preziosa campagna per costruire anonime e squallide villette, porteranno avanti progetti cervellotici, devastanti e dispendiosi, come costruire una passerella lunga 400 metri che dall'autostrada porterà alle vestigia di Luni, una vera pugnalata inferta alla pianura e al paesaggio! La batosta c'è stata, è innegabile, e forse nella Lista civica qualcosa non ha funzionato. Ma una cosa mi consola: i debiti che hanno fatto, e che faranno, i vincitori, saranno pagati anche dai cittadini che hanno disertato o che li hanno confermati. Ben vi sta!
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Sul blog "Ortonovo" http://blog.libero.it/Ortonovo/ , l'autore Claudio Pugnana definisce un mio post su una cosiddetta "Staffetta" partigiana di Castelnuovo, "ridicolo, strampalato, assurdo", senza spiegarne il motivo. Il "Nostro" è probabilmente più abituato a sfilare in allegri cortei al canto di "Bella ciao", o "Ballata per Vanda", che a trascorrere giornate in polverosi Archivi storici alla ricerca di documenti, e quindi essendo fuori della sua portata gli argomenti di cui tratto, si è limitato a caricare il mio post di insulti. Con pazienza gli ho risposto, ho cercato di ampliare un pochino in discorso, ho posto qualche domanda per aprire un sereno e costruttivo dibattito su un argomento serio, quello della guerra civile che ha devastato la nostra comunità, ma non c'è stato niente da fare. Anni e anni di martellante propaganda a senso unico, di canti popolari, di lettura di storie romanzate, devono avere prodotto effetti devastanti sul malcapitato che ha interrotto ogni linea di comunicazione col sottoscritto chiudendosi in un sdegnato mutismo. Chissà cosa mi capiterà quando sul mio blog-diario prenderò a scrivere di certi episodi postbellici avvenuti nel nostro territorio fino ai processi degli anni '50, oppure inizierò ad esaminare le schede biografiche dei nominativi scritti sul monumento ai Caduti eretto nel cimitero di S. Martino, dal quale sono stati esclusi tutti i militari morti nella Seconda Guerra Mondiale, ed inseriti al loro posto alcuni personaggi deceduti in territorio libero a ben 800 Km di distanza dal fronte attraversando magari un passaggio a livello chiuso, o addirittura nel proprio letto diversi anni dopo la fine della guerra. Possibile che per colpa di qualche incompetente ci si debba rendere ridicoli agli occhi delle future generazioni di ortonovesi quando scopriranno che a Ortonovo in tempo di regime catto-comunista vigeva il clientelismo e la raccomandazioni anche per inserire dei nominativi in un monumento o per intitolare una strada?
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Inviato da: paperoni
il 28/05/2012 alle 21:58
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il 28/05/2012 alle 18:21
Inviato da: Mah
il 28/05/2012 alle 18:15