
Si frusta e percuote da sé.
Non con uno scudiscio, né con un nerbo di bue
si flagella
bensì con la fine frusta della propria lingua
e con il subdolo attacco della mente
contro sé stessa.
Chi infatti riesce ad odiarsi così bene
come lei si odia?
E chi riesce a uguagliare la finezza
del suo masochismo?
Ci vogliono, per questo, anni di addestramento.
Vent’anni
di subdola abnegazione e autoindulgenza
finché il soggetto
crede di essere una regina
pur essendo un’accattona
le due cose al medesimo tempo.
Lei deve dubitare di sé in tutto
tranne che nell’amore.
Per questo le si offrono mazzi di fiori
e cioccolatini in scatole a forma di cuore.
Deve scegliere appassionatamente
e male
riferire ogni questione morale
al suo specchio
non può uscire di casa
se non velata dal trucco.
Deve portare ai piedi scarpe strette
per rammentare sempre la sua schiavitù.
Mai scorderà di essere legata ai cicli
della luna
lei, creatura di terra e di sangue.
Benché svelta ad apprendere e riconosciuta intelligente
il dubbio naturale nei confronti di sé stessa
riesce a renderla così debole
da arrivare a usare il proprio talento solo
per dilettarsi e dilettare
in modo da abbellire, ma non cambiare
la vita di chi le sta intorno.
Se è un’artista e si avvicina al genio
questo stesso suo dono le procurerà tanta pena
che a volte preferirà uccidersi
piuttosto che mostrarlo.
Dopo morta la piangeranno
e in molti visiteranno ogni giorno
il suo sepolcro.
Amici, ieri parlavamo della Donna, di quanto sia difficile ancora oggi per noi la vita quotidiana. Oggi vi lascio questa quasipoesia sull'universo Femminile, buona Domenica 
Inviato da: Kitam_Worth
il 21/05/2013 alle 19:18
Inviato da: Kitam_Worth
il 21/05/2013 alle 19:18
Inviato da: StregaM0rgause
il 21/05/2013 alle 19:10
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il 21/05/2013 alle 19:09
Inviato da: alefargo
il 21/05/2013 alle 19:03