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*La schiava migliore non occorre frustarla.**

Post n°538 pubblicato il 13 Maggio 2012 da StregaM0rgause
 

schiava

 

Si frusta e percuote da sé.
Non con uno scudiscio, né con un nerbo di bue
si flagella
bensì con la fine frusta della propria lingua
e con il subdolo attacco della mente
contro sé stessa.
Chi infatti riesce ad odiarsi così bene
come lei si odia?
E chi riesce a uguagliare la finezza
del suo masochismo?
Ci vogliono, per questo, anni di addestramento.
Vent’anni
di subdola abnegazione e autoindulgenza
finché il  soggetto
crede di essere una regina
pur essendo un’accattona
le due cose al medesimo tempo.
Lei deve dubitare di sé in tutto
tranne che nell’amore.
Per questo le si offrono mazzi di fiori
e cioccolatini  in scatole a forma di cuore.
Deve scegliere appassionatamente
e male
riferire ogni questione morale
al suo specchio
non  può uscire di casa
se non velata dal trucco.
Deve portare ai piedi scarpe strette
per rammentare sempre la sua schiavitù.
Mai scorderà di essere legata ai cicli
della luna
lei, creatura di terra e di sangue.
Benché svelta ad apprendere e riconosciuta intelligente
il dubbio naturale nei confronti  di sé stessa
riesce a renderla  così debole
da arrivare a usare il  proprio talento solo
per dilettarsi e dilettare
in modo da abbellire, ma non cambiare
la vita di chi le sta intorno.
Se è un’artista e si avvicina al genio
questo stesso suo dono le procurerà tanta pena
che a volte preferirà uccidersi
piuttosto che mostrarlo.
Dopo morta la piangeranno
e  in molti visiteranno ogni giorno
il suo sepolcro.


Amici, ieri parlavamo della Donna, di quanto sia difficile ancora oggi  per noi la vita quotidiana. Oggi vi lascio questa quasipoesia  sull'universo Femminile, buona Domenica

 

 
 
 
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13 uomini sulla cassa di un morto

 

...i cartelli colombiani di neve appesi come trofei
in piazzetta a Portofino all’ora dell’aperitivo
con al seguito puttane
tornate vergini grazie al dio denaro
-Miracolo, miracolo, inchiniamoci-
prestidigitazioni di capi di stato
che si giocano ai bussolotti
mille &+ mille vite
Chi disse: - Ho bisogno di un migliaio di morti
per sedermi al tavolo dei vincitori -?
che provano e riprovano il salto della quaglia
-Impiccagioni in prima visione che fanno tanto
audience, e poi Villon scriveva:
E non vi sdegni il nome
di fratelli,
anche se noi morimmo giustiziati.
Ma lui non conosceva  Starss & Bars.
..........
Da "Tredici uomini sulla cassa di un morto"

 

 

ULTIMI COMMENTI

vero rudy
Inviato da: StregaM0rgause
il 28/03/2015 alle 14:54
 
ci hai beccato, bravo diego!
Inviato da: StregaM0rgause
il 28/03/2015 alle 14:54
 
a te fatina
Inviato da: StregaM0rgause
il 28/03/2015 alle 14:53
 
mah credo che la cinquetti cantasse c.....e uniche! ciao...
Inviato da: StregaM0rgause
il 28/03/2015 alle 14:53
 
anche a me...perché nasce così, le rose nere...
Inviato da: StregaM0rgause
il 28/03/2015 alle 14:52
 
 

*Patria o Muerte: Che Guevara before the United Nations General Assembly on 11 December 1964**

 

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