IRaccontiDelCuscino
Dove si radunano biancaneve,nani,principi e megere
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Post n°6 pubblicato il 03 Aprile 2010 da StregaM0rgause
Accadde l’anno scorso, alla fine di Gennaio: fu allora che conobbi Malcom Macleod. Ero andata a trovare la mia amica Sarah, scozzese purosangue; amo la Scozia, un paese che su di me esercita un fascino strano, come se in qualche vita passata fossi vissuta lì e precisamente sulle rive del Lock di Ness. Questo lago profondo quasi 300 metri, dalle acque nere, cupe, sempre avvolto da nebbie che spesso, soprattutto nei mesi invernali, lo congiungono al cielo, mi attira, quasi fosse un Paradiso di sole invece che il regno del freddo e delle leggende più sinistre. Così con Sarah dopo aver raggiunto Inverness stavamo percorrendo la A82 verso Glasgow a passo ridotto visto la nebbia che ci circondava; avevamo il lago vicinissimo, ne udivo il rumore ma lo scorgevamo solo a tratti quando all’improvviso la cortina di umidità si diradava. Allora potevo vederne le sponde ripide coperte di boschi di larici e querce mentre Sarah, al solito, continuava a ripetere l’eterno ritornello: come potesse piacere un posto simile a una che amava il sole e il caldo e che era visibilmente di razza mediterranea, a parte l’insolita altezza.
Rispondevo a monosillabi perduta nella contemplazione di quell’ostile paesaggio gelido quando all’improvviso la nebbia si diradò e vidi alla mia destra poco distante dalla strada una torre, bassa e tozza, visibilmente in rovina, costruita sulle rocce a strapiombo sul Ness: c’era un piccolo balcone in cima; mi chiesi come mai non l’avessi notata nel mio precedente viaggio e pregai Sarah di fermare la piccola utilitaria, quel rudere mi attirava come la più potente delle calamite. Cosa che lei fece immediatamente, brontolando e accostandosi al prato verde d’erba nonostante la stagione che circondava le rovine: -E’ una delle tante antiche torri d’avvistamento che sono sparse lungo il lago; credo sia la Macleod Tower: una volta i diversi clan passavano il tempo a litigare ferocemente tra di loro, soprattutto quelli che abitavano le rive opposte del Lock; da qui gli armigeri di sentinella avvisavano i padroni del castello, che in genere era costruito all’interno, dell’eventuale attacco nemico. Ma non c’è niente da vedere, Fede, è anche pericolante, non vedi i cartelli della Contea? hanno anche sbarrato l’ingresso ... e poi questo posto mi fa venire i brividi. Non vorrai mica entrare lì vero? no, aspetta...-
Inutile, una strana incontrollabile curiosità mi spingeva, ero già diretta al vecchio portone chiuso con precarie assi: del resto un ampio squarcio si apriva su un lato e da lì entrai; mi trovai di fronte una scala di pietra, enorme, come un serpente di gigantesche proporzioni avvolto su un pilastro centrale di arenaria, mentre una luce stanca e grigia entrava da feritoie aperte sui muri secolari e dall’alto, forse dal balcone che avevo notato dalla strada e che ora mi attirava da farmi volare pur di raggiungerlo.
Così sorda alla voce di Sarah che da fuori mi chiamava cominciai a salire in un odore di muffa soffocante mentre un lenzuolo di umidità cominciava a pesare addosso facendomi rabbrividire sotto il pesante giaccone di lana. Le scale erano perfettamente conservate: in un attimo, quasi di corsa fui in cima. Mi trovai in una stanza con il soffitto in parte franato e le cui macerie invadevano lo sconnesso pavimento in pietra: di fronte a me si apriva come una bocca sdentata il piccolo balcone. Fu allora che la vidi: proprio sotto il bordo di pietra sporgente spiccava un’impronta di sangue rosso scuro, l’impronta di una mano. Mi avvicinai e d’istinto vi poggiai la mia sopra: combaciavano perfettamente; all’improvviso, mentre l’acqua del Lock spariva e riappariva tra la nebbia, nella mia mente apparve la visione di una donna alta scura seminuda ricoperta di sangue che con un grido si lasciava cadere in quella liquida tomba. Udii rumori di armi e grida, poi uno stordimento improvviso mi piegò in avanti sul bordo del balcone: di sicuro se non fosse stato per due braccia che mi afferrarono alle spalle sarei caduta nel lago. -Attenta, qui il Lock è profondo più di trecento metri, si sente male?-
Mi voltai confusa, guardi in viso l’uomo che mi aveva salvato e poi la mia mano ancora aggrappata all’impronta, che però era scomparsa: ora le mie dita stavano artigliando la pietra ammuffita e umida. -Non è possibile- mormorai- dove è finita, io l’ho vista e anche quella donna....- -L’impronta di Lady Roxane, lo so, io le credo. Lei possiede la Vista, ma questo lo sa vero? Sono Malcolm Mcleod– -Fede...- risposi e lo guardai negli occhi, verdi , bellissimi. Era sui quaranta, molto alto e magro, i capelli biondoscuro, il viso allungato che mostrava rughe nel sorriso: immediata scattò quella biochimica attrazione che è capace di sconvolgermi i sensi in pochi secondi. Mi persi nei suoi occhi mentre: -Oltre i confini del potere umano Gli presi una mano, d’istinto, stringendola forte: era calda e sicura; restammo così per un paio di secondi fissandoci le labbra, poi io chiesi piano: -Chi era Roxane? E tu sei il proprietario di questi ruderi? ne porti il cognome...ma da dove vieni, non ci sono macchine sotto-
-Perché arrivo a piedi, ho una casetta al di là della strada, nel bosco. Abito a Inverness, vengo qui per disegnare e pensare; amo la mia terra, la mia torre, amo il Lock- Fu allora che notai poggiata per terra una grande cartella e uno zaino. -Dimmi di Roxane-continuai mentre la mia mano vagava sul muro alla ricerca dell’impronta di sangue scomparsa. Allora lui, intrecciate le dita con le mie, con una voce bassa, tenera, carezzevole, iniziò a raccontare. Non sentivo più Sarah che mi chiamava né il rumore del lago o quello del vento, solo lui e quella strana cantilena che ne accompagnava le parole: oltre i confini del potere umano...- (to be continued)
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Tu sangre sobra el campo sea rosado y dulce limo
*Patria o Muerte: Che Guevara before the United Nations General Assembly on 11 December 1964**















Beh, non è una cattiva idea quella di far aspetatre il lettore...ma datti una smossa, madonnina, che ora s'arriva al sodo, deh!!!!!!!Smetto di scherzare per dirti che mi piace molto questo inizio:già pregusto il seguito, come dice simona, non si può lasciar un film del genere a metà....e manco su splinder poi...notte tesorone mio
Marco
m a non farmi aspettare troppo , ora, mi raccomando:-)
unacarezzaeunbacio redwikka
Tu riesci a fare in contemporanea più cose del tuo Maestro Kitano, giuro...
Ora anche io aspetto il seguito, non tardar troppo tesoro, questa lady Roxane deve aver avuto una vita breve ma interessante. bacini Dea