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DE ANDRE' E GUCCINI


Il cuore mio non dorme mai
Sa che di un altro adesso sei
Tua madre va dicendo che
A maggio un uomo sposerai
Ma se in fondo al cuore tuo
C'è un ragazzo sono io
Ma chi l'ha detto ma perché
Non devo più pensare a te
Nessuno sa chi sono io
Ma il primo bacio è stato mio
Impazzisco senza te
E ogno notte ti rivedo accanto a me
Se bruciasse la città
Da te da te da te io correrei
Anche il fuoco vincerei per rivedere te
Se bruciasse la città
Lo so lo so tu cercheresti me
Anche dopo il nostro addio l'amore sono io per te
Il cuore mio non dorme mai per inventarti accanto a me
Non brucia mai questa città
C'è ancora un uomo insieme a te
Ma se in fondo al cuore tuo
C'è un ragazzo sono io
Quel prato di periferia ti ha visto tante volte mia
E' troppo tempo che non sa dov'è la mia felicità
Impazzisco senza te
E ogni notte ti rivedo accanto a me
Se bruciasse la città
Da teda te da te io correrei
Anche il fuoco vincerei per rivedere te
Se bruciasse la città
lo so lo so tu chercheresti me
Anche dopo il nostro addio l'amore sono io per te per te
 

2 domande

domanda 1 Se conoscessi una donna incinta che avesse già 8 figli, di cui tre sordi, due ciechi, uno ritardato mentale, e lei avesse la sifilide... Le consiglieresti di abortire?

domanda 2  E' il momento di eleggere il Nuovo Leader del Mondo e….. il tuo voto conta molto.

Candidato A: è in combutta con politici corrotti,consulta gli astrologi.Ha due amanti. Fuma come un turco e si beve dagli 8 ai 10 martini al giorno.

Candidato B: è stato rimosso dal suo incarico due volte, dorme fino a mezzogiorno, all'università si faceva di oppio e ogni sera beve un litro di whisky.

Candidato C: è un eroe di guerra decorato.E‘ vegetariano, non fuma, beve una birra una volta ogni tanto e non ha mai avuto relazioni extraconiugali.

Quale di questi tre candidati sceglieresti?

Prima decidi, senza barare,poi vai a vedere…


Il candidato A è :
Franklin Delano Roosevelt

.
il candidato B è :
Winston Churchill


il candidato C è :
Adolf Hitler

 

E a proposito... risposta alla domanda sull'aborto...
Se hai risposto Si


hai appena ucciso Ludwig van Beethoven.

Interessante vero? Fa riflettere...
E ricorda sempre che i dilettanti hanno costruito l'Arca……
i professionisti il Titanic….

 
 

 

CERVELLO: NON PUO' GESTIRE PIU' DI 150 AMICI FACEBOOK

Post n°595 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da milionidieuro
 
Foto di milionidieuro

Su Facebook avete piu' di 150 contatti? Attenzione alle ''false amicizie'': il cervello, infatti, non riesce a gestirne oltre 150. Che fine fanno le altre? Piu' o meno come nella vita reale: abbandonato lo status di ''amici'', diventano parte della cerchia delle ''conoscenze''. Un saluto ogni tanto - per chat o per posta elettronica - un aperitivo all'anno, e niente di piu'. A dimostrarlo uno studio condotto da Robin Dunbar, docente di antropologia evolutiva all'Universita' di Oxford (Regno Unito), da cui emerge che la dimensione della neocorteccia cerebrale - la parte del cervello usata per elaborare il pensiero cosciente e il linguaggio - limita le nostre performance alla gestione di circa 150 persone.

È inutile che vi sforzate di aggiungere migliaia di amici su Facebook. Il numero massimo di relazioni che si riescono a gestire sui social network online è molto più basso: non supera le 150 persone, così come accade nella vita reale.

facebook42a.jpgLIMITI CEREBRALI - È quanto emerge dalla ricerca condotta dall'antropologo dell'Università di Oxford Robin Dunbar, anticipata sull'ultimo numero del Sunday Times. Dunbar ha studiato il fenomeno delle relazioni virtuali su social network come Facebook, MySpace e Bebo. Ed è arrivato alla conclusione che, a causa dei limiti fisici della neocorteccia cerebrale, è del tutto impossibile essere amici con più di 150 persone. Il che sembra concordare anche con le statistiche ufficiali di Facebook , secondo cui l'utente medio presenta circa 130 amici. Non sono quindi da prendere sul serio quei profili che fanno bella mostra di migliaia di amici. «L'aspetto interessante è che puoi anche avere 1.500 amici, ma quando si osserva il traffico all’interno dei social-network, si nota che le persone si muovono sempre all'interno di un cerchio di 150 persone», ha spiegato Dunbar al Sunday Times, sottolineando alcune differenze di genere: «Le donne sono in grado di mantenere relazioni anche a distanza. Mentre i maschi hanno più bisogno di incontrarsi fisicamente».


IL NUMERO DI DUNBAR - Robin Dunbar studia da anni la struttura delle relazioni sociali tra i gruppi di adolescenti, negli ambienti di lavoro, come pure nelle tribù preistoriche. Negli anni '90 ha dimostrato come, in qualsiasi contesto e periodo storico, gli esseri umani riescano a mantenere relazioni significative con un massimo di 150 individui. Oltre questa soglia non si è grado di tenere traccia di tutto i membri del gruppo e i rapporti tendono inevitabilmente a deteriorarsi. L'assenza di limiti fisici e la facilità di comunicazione online non bastano quindi a superare questo soglia antropologica: anche sui social network rimangono gli stessi limiti della vita reale.

Lo studioso, riferisce il quotidiano britannico Daily Mail.

5400 amici??? QUASI, QUASI DOMANI INVADO L'AUSTRIA!!!!!!


 
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giustizia: FAREMO TUTTI FESTA!!!!

Post n°594 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da milionidieuro
 

Giustizia I delinquenti perché non andranno in galera. Le loro famiglie perché li potranno continuare a vedere ogni giorno. I magistrati perché lavoreranno molto meno, non dovendo scrivere le complesse sentenze. I cancellieri perché non dovranno fare assistenza alle udienze. La polizia penitenziaria perché non dovrà sorvegliare. I politici indagati perché la faranno franca. I magistrati che dovrebbero giudicarli perché non saranno vittime di attacchi mediatici, ormai abituali.

Queste sono solo alcune tra le buone ragioni per le quali le disposizioni sul processo breve dovrebbero fare felici coloro che ne sono interessati, in un modo o nell'altro. E invece no.
Ci sono sempre loro. Sempre questi magistrati politicizzati. Quelli che vivono in trincea, rischiando di saltare per aria con il tritolo, e quelli che finiscono in tv perché portano i calzini turchesi. Quelli che fanno i pm in un piccolo paesino di provincia, con turni di reperibilità h24 una settimana ogni due, e quelli che 300 giorni l'anno sono di turno per gli eventuali giudizi direttissimi. Quelli che vorrebbero i tornelli perché tanto stanno in ufficio fino alle 23 ogni sera e magari così gli pagano lo straordinario (che per i magistrati non esiste) e quelli che un ufficio, invece, lo vorrebbero e basta, ma non ci sono spazi per assicurar loro una scrivania, e quindi lavorano a casa.
Quelli che devono fare i salti mortali per decidere il caso di eutanasia, senza uno straccio di legge che li illumini su cosa fare, e quelli che la legge l'hanno appena studiata, ma si sono dovuti comprare il codice da soli, perché non ci sono i fondi. Sempre loro.
Tra qualche giorno li vedremo in massa, come già accaduto, formalizzare l'ennesimo, eversivo, rivoluzionario, dissacrante segno di protesta: si alzeranno dalle loro sedie.
Lo faranno quando dovranno parlare i delegati dal Ministro, nelle varie cerimonie di inaugurazione degli anni giudiziari. Perché se non c'è dialogo, è inutile sedersi ad un tavolo. Perché se la procedura impone cavilli e garanzie tali (ai delinquenti, beninteso, e mai alle vittime) da richiedere una durata di oltre 24 mesi per compiere i minimi adempimenti burocratici è impossibile fare i processi in meno di due anni.
Se si vuole un risultato, bisogna dare mezzi e strumenti, non un cronometro.
Una contraddizione che sembra quasi voluta dal legislatore, che negli anni ha aggiunto adempimenti su adempimenti. Una volta c'era il pretore (o il tribunale), la Corte di Appello e la Cassazione. Ora c'è anche il gip, il gup, il Tribunale del riesame, il tribunale di sorveglianza ecc. Insomma, lo stesso processo è stato calcolato che potrebbero essere costretti a studiarlo anche oltre 50 magistrati, cioè il 5% dei giudici in servizio, a causa della moltiplicazione delle cause di incompatibilità e dei gradi/fasi di giudizio.
Se lo moltiplichiamo per i milioni di processi pendenti, è facile capire perché il processo breve ne rende impossibile la celebrazione. Ma allora, visto che di lavoro ce n'è sin troppo, e tutto questo darebbe anche ai magistrati un po' di respiro in più... perché questa forma di protesta? E se fosse che questi Giudici credono davvero nel loro lavoro?
La scommessa sarà proprio questa: quella di far comprendere ai cittadini, schiacciati da una presenza mediatica di soli avvocati e politici (magari indagati), perché la Giustizia va difesa, e perché il processo va velocizzato, non reso impossibile.
Diminuire qualche garanzia per i criminali, magari colti in flagranza di reato, consentirebbe forse di ottenere lo stesso risultato. Acquisire una denuncia scritta, in cui il proprietario di una autovettura dichiara che gli è stata rubata, eviterebbe una udienza apposita.
Il magistrato vorrebbe una legge che gli consentisse di rendere più effettivo il suo lavoro. Davanti a quelle sedie vuote, forse qualcuno si accorgerà che, di fatto, i magistrati applicano solo la legge, ma, in silenzio, chiedono una legge che sia applicabile.

fonte: verdi.it

 
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Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta

Foto di milionidieuro

Il telegramma del 1941: «Esigo che alle 8 gli uffici pubblici siano già al lavoro»

Ci ha già provato niente di meno che il duce a far lavorare i fannulloni. Nel 1941. Esattamente il 19 maggio del XIX anno dell’era fascista, con un telegramma agli uffici pubblici. Il tono è quello perentorio, inconfondibile di Benito Mussolini, se possibile accentuato dalla mancanza di segni di interpunzione: «È ormai diventato un sistema quello adottato da Ufficiali e Funzionari che consiste nell'avviarsi all'ufficio alle 8 il che significa essere al tavolo di lavoro non prima delle 8 et 15 e forse più tardi alt Esigo che questa deplorevole abitudine tipica manifestazione di quel pressappochismo e deleteria tara del carattere di troppi italiani abbia immediatamente a cessare alt Alle 8 chi non è già al suo tavolo di lavoro ha perduto la giornata con le relative conseguenze alt Farò controllare quanto sopra alt - MUSSOLINI»

Del telegramma si è trovata traccia in una circolare dell'«Istituto nazionale fascista per l’assicurazione contro gli infortuni del lavoro», mandata a tutte le direzioni il 23 maggio del 1941 per informarle che «il Ministero delle Corporazioni » il 21 maggio aveva comunicato «per la scrupolosa osservanza» il telegramma del duce, di cui si riportava appunto il testo. La scoperta è stata fatta negli archivi di Stato da alcuni ricercatori che, racconta Antonio Pizzinato, presidente dell’Anpi, per conto dell’associazione nazionale partigiani d’Italia stanno conducendo studi sugli scioperi del ’43-44. Quale sia stato l’esito degli ordini di Mussolini non è dato sapere, ma il problema non è stato evidentemente risolto se ancora oggi il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha tra le sue principali preoccupazioni la lotta ai fannulloni. Anche allora il nodo era la verifica della effettiva presenza in ufficio. Tanto che nella circolare si invitano tutte direzioni a emanare un «ordine di servizio al dipendente personale — che dovrà firmare per presa conoscenza — il telegramma del DUCE - esigendo da tutti indistintamente la più rigorosa e puntuale osservanza dell’orario, sia in entrata sia in uscita dall’ufficio ».

Facile concludere per Pizzinato, che ha alle spalle una lunga carriera nel sindacato fino a diventare segretario generale della Cgil (1986-88), che «non è con i metodi autoritari chesi fanno lavorare le persone, ma coinvolgendole e motivandole ». Fatto sta che, 68 anni dopo Mussolini, Brunetta è dovuto ricorrere a misure punitive come il taglio della retribuzione accessoria per abbattere il tasso di assenteismo.

 
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extraterrestri: Secondo un famoso fisico gli alieni potrebbero essere già in mezzo a noi, sotto forma di microorganismi

Post n°592 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da milionidieuro
 

EXATRATERRESTRE12.jpgDa oltre 50 anni gli scienziati passano al setaccio lo spazio profondo alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Senza molto successo: né i programmi che prevedono l'uso di radiotelescopi, né le missioni su Marte fino ad ora sono state in grado di rilevare granché.

SULLA TERRA - «Dobbiamo mettere da parte la teoria secondo cui ET ci stia mandando messaggi dallo spazio e intraprendere un nuovo approccio», ha spiegato a The Times l'illustre fisico Paul Davies, tra gli ospiti del simposio che la prestigiosa Royal Society inglese dedica in questi giorni al 50esimo anniversario del programma di ricerca di intelligenza extraterrestre SETI. Secondo Davies, continuare a scrutare lo spazio alla ricerca di forme di vita aliene è solo una perdita di tempo, faremmo meglio a concentrarci sugli extraterrestri che già popolano il nostro pianeta.

BIOSFERA OMBRA - Durante il suo intervento, il professor Davies cercherà di convincere i colleghi che trovare forme di vita extraterrestri sulla Terra sarebbe la migliore riprova della loro esistenza al di fuori del nostro pianeta. Davies è infatti convinto che «strani microbi» appartenenti ad un diverso albero della vita (quello che lui definisce «biosfera ombra») potrebbero essere già presenti in alcune nicchie ecologiche isolate (come deserti, vulcani, laghi salati e le valli dell'Antartide). Alcuni gruppi di ricerca hanno già avviato studi di questo tipo in località contaminate con l'arsenico, come il Lago Mono in California.

MEGLIO MARTE - La tesi della «biosfera ombra» non convince però tutti gli studiosi invitati dalla Royal Society. «Si tratta solo di fantascienza, preferisco credere nelle evidenze scientifiche», ha commentato Colin Pillinger a capo di Beagle 2, la missione spaziale che doveva raggiungere Marte per scoprire nuove tracce di vita e di cui però si è persa ogni traccia. Secondo Pillinger il pianeta rosso resta la migliore destinazione per scoprire l'esistenza di forme di vita aliena.

OTTIMISMO - La conferenza della Royal Society richiamerà oggi e domani a Londra i più importanti esperti del settore. Per Lord Rees, presidente della Royal Society and Astronomer Royal, ormai i tempi sono maturi per una grande scoperta che «potrebbe cambiare il modo in cui vediamo noi stessi nel cosmo». Grazie ai recenti sviluppi di telescopi spaziali, potremmo presto «scoprire forme di intelligenza superiori a quella umana»

 
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INGIUSTIZIA DA PARLAMENTO

bilancia rotta della giustizia.jpgCon 163 voti a favore, 130 contro e due astenuti, al Senato passa il processo breve. Il testo arriverà alla Camera la prossima settimana assieme al legittimo impedimento e al decreto sulle sedi disagiate. Rischio ingorgo

Il processo breve è quasi legge. Ieri ha ricevuto il via libera del Senato con 163 voti a favore, 130 contro e 2 astensioni. Il testo passerà la prossima settimana alla Camera per l'approvazione definitiva in dieci giorni al massimo. I temi della giustizia stanno così a cuore alla maggioranza che nei prossimi giorni c'è il rischio di un ingorgo legislativo a Montecitorio.
Da lunedì inizia infatti in Aula il confronto sul disegno di legge relativo al legittimo impedimento, contemporaneamente c'è da esaminare il cosiddetto "decreto sulle sedi disagiate" dei magistrati di prima nomina, mentre il testo licenziato dal Senato sul processo breve sarà esaminato dalla Commissione giustizia.
Il tempo per la rapida approvazione di tutto ciò è scandito dai problemi giudiziari del premier che vorrebbe evitare di avere una sentenza sfavorevole nel processo sui presunti fondi neri di Mediaset. In più, Berlusconi potrebbe essere costretto a presentarsi in una udienza di tribunale per lo stesso procedimento (l'avvocato britannico David Mills è già stato condannato per «corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza in favore di Berlusconi» in primo e secondo grado ed è ora in attesa del giudizio definitivo da parte della Cassazione).
Ci ha pensato perciò il premier in persona a spiegare ai cronisti come la pensa, all'uscita ieri pomeriggio da un lungo colloquio con il cardinale Camillo Ruini, presso la residenza di quest'ultimo, ubicata nel Pontificio seminario romano minore: «Non so se andrò in aula, ne sto discutendo con i miei avvocati ma loro insistono a dire che se ci andassi mi troverei di fronte a dei plotoni di esecuzione e non a delle corti giudicanti».
Berlusconi si è detto inoltre convinto che «il processo breve non è anticostituzionale». Vedremo che dirà la Consulta.
Alla Camera, dati i rapporti di forza numerici tra maggioranza e opposizione, il centrodestra non avrà problemi a imporre l'approvazione del processo breve a tempo di record. Ieri al Senato Gianpiero D'Alia, capogruppo dell'Udc, il partito più corteggiato del momento a destra e a sinistra in vista delle elezioni regionali, ha provato a usare - ma non ha avuto ascolto - una formula quasi evangelica: «Fermatevi, finché siete in tempo». Luigi Li Gotti, Italia dei valori, ha scelto perfino l'ammonimento profetico: «Forse un giorno chiederete scusa ai cittadini ma sarà troppo tardi». Meno enfatico l'intervento di Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd.
Nel botta e risposta da copione c'è stato spazio per due episodi imprevisti. Enrico Musso, avvocato, ligure, eletto a Palazzo Madama nelle liste del Pdl, ha rotto la disciplina di gruppo e in Aula ha detto quello che pensava: «La maggioranza ha sbagliato a non ammettere pubblicamente che c'erano due obiettivi: quello della ragionevole durata del processo e quello che è diventato una specie di agenda nascosta, e cioè la tutela del presidente del Consiglio». Musso ha poi deciso di non partecipare al voto finale e ha abbandonato l'Aula.
Il dissenso, di tutt'altro tenore, è spuntato anche nelle fila del Pd. Alberto Maritati, eletto in Puglia, ex sottosegretario alla Giustizia nei governi D'Alema e Prodi, avrebbe voluto che il suo gruppo abbandonasse l'Aula come ha fatto lui da solo: «Voglio che sia anche fisicamente sancita la mia distanza da questo provvedimento».
Alla fine delle operazioni di voto, si è sfiorata la scazzottata tra maggioranza e opposizione quando i senatori dell'Idv hanno issato alcuni cartelli in cui invitavano Berlusconi a farsi processare.
Fuori da Palazzo Madama c'era invece un piccolo presidio del cosiddetto "popolo viola" (quello che ha promosso la manifestazione anti Berlusconi dello scorso 19 dicembre) impegnato a distribuire un istruttivo volantino: «Il Parlamento ha appena approvato la diciottesima legge ad personam in sedici anni».

fonte: verdi.it

 
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Sexy bellezze russe si offrono come spose, la nuova frontiera della truffa on line

Post n°590 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da milionidieuro
 

russenozzetruffa.jpgNon più solo simil-viagra o prodotti elettronici a prezzo stracciato: la nuova frontiera dello spamming on line è il 'matrimonio' via internet. Almeno a dar retta alle mail che presentano una serie di bellezze nordiche sotto l'invitante dicitura 'The best selection of Russian brides', ovvero 'la miglior selezione di spose russe'. More, bionde, ovviamente tutte in pose procaci e ammiccanti, ce n'è per tutti i gusti. La galleria fotografica è accompagnata da messaggi come 'Ciao caro, sono Marina dalla Russia, ti ricordi di me? Vieni alla mia pagina, parliamo, ti sto aspettando!'.

Alla Polizia postale e delle telecomunicazioni monitorano il fenomeno e invitano alla massima prudenza prima di rispondere a queste singolari e inaspettate 'proposte di matrimonio'. ''Bisogna fare molta attenzione alle offerte che giungono via email: vendita di materiale hi-fi, prodotti farmaceutici quasi sempre a sfondo sessuale, messaggi accattivanti e promettenti possono indurre il navigatore a rispondere alle mail, ad addentrarsi in siti non sicuri, fino a lasciare inconsapevolmente dati personali e password'', dice Andrea Rossi, capo del Compartimento della Polizia delle Telecomunicazioni di Roma.

A quel punto il malcapitato è esposto a un pericolo reale, che può avere dolorose ripercussioni sul conto in banca. ''Se ci si appropria di password personali o chiavi di accesso - avverte Rossi - si ha la possibilità di effettuare acquisti per conto di altri, partecipare ad aste on line, aprire profili personali su internet spacciandosi per la vittima e appropriandosi della sua corrispondenza''.

''Il cosiddetto 'furto di identità' è sempre in agguato. Ci sono messaggi che rinviano a caselle di posta elettronica che a loro volta invitano a cambiare password. Il problema - rileva il dirigente del Compartimento di Roma della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni - è che a quel punto la nuova chiave di accesso è conosciuta anche dal mittente del messaggio. Quest'ultimo può utilizzarla per spacciarsi per l'altro utente e compiere operazioni per suo conto. Si crea così un pericoloso 'doppio' virtuale che può agire in nome della vittima''.

Quando ci si trova di fronte a mail inaspettate e 'sospette', poi, ''non bisogna mai dimenticare il rischio determinato dalla possibile diffusione di virus telematici. Mai aprire gli allegati delle mail 'spam' - prosegue Andrea Rossi - perché ci si può ritrovare 'infetti' da 'trojan' in grado di alterare la funzionalità del computer e di provocare seri danni all'apparecchiatura telematica''.

Quanto ai siti che promuovono incontri con ragazze di altri Paesi, ''tutta da verificare l'effettiva corrispondenza, sotto il profilo estetico, delle bellezze che si propongono come possibili, future 'mogli'. Ma non è questo il punto. Il fatto è che non si può mai escludere che si tratti piuttosto di canali di promozione della prostituzione on line e quindi è sempre consigliabile la massima prudenza. In ogni caso, comunque - conclude il cyberpoliziotto - che affidabilità può avere un messaggio che arriva dall'estero da parte di persone sconosciute?''. Di qui l'esortazione della Polizia postale: ''Cestinare le mail sospette, senza addentrarsi nei territori sconosciuti delle truffe on line''.

fonte: adnkronos

 
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Internet Explorer: In attesa di correzione a falla nel sistema di sicurezza Francia e Germania ne sconsigliano l'uso

Post n°589 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da milionidieuro
 

Dopo la Germania anche la Francia consiglia l'uso di un browser alternativo a Internet Explorer per una falla nel sistema di sicurezza.

Secondo il Centro di esperti per la risposta e il trattamento degli attacchi informatici (Certa) di Parigi, una 'vulnerabilita'' nel browser prodotto da Microsoft puo' 'permettere a una persona malintenzionata di eseguire del codice arbitrario a distanza'. L'avviso vale per le versioni 6, 7 e 8 del programma, in attesa di una correzione.

 
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Un esperto di sicurezza informatica simula l'intrusione nel sistema di una centrale nucleare

Un esperto di sicurezza informatica simula l'intrusione in una centrale, e l'esperimento riesce alla grande. Mettendo a nudo le debolezze della difesa "strategica" ha dimostrato che il terrore è dietro l'angolo.

SUCCEDEVA AD APRILE 2008


Parlare di nucleare fa paura: mettete "uranio" e "centrale" in una conversazione e tutti sgraneranno gli occhi. Parlare di spyware, cioè quei programmi che fanno prendere il controllo del nostro computer a un hacker, fa un po' meno effetto: si pensa che basti un antivirus per metterli KO. Ma se il computer fosse quello di una centrale nucleare e l'hacker in questione fosse Ira Winkler, presidente della società di sicurezza Isag e con un passato alla National Security Agency? Doppia paura, specie visti i risultati. Winkler ha infatti simulato (dopo aver chiesto il permesso) un attacco informatico a una centrale nucleare: ha creato un sito che scarica uno spyware nei computer che lo visitano; poi ha inviato a qualche dipendente di un impianto nucleare una e-mail che parlava di tagli al personale, e invitava a visitare il sito per avere maggiori informazioni. Bingo... Qualcuno ha abboccato e Winkler, in poche ore, ha preso il controllo del sistema informatico dell'impianto. Con buona pace del sistema di protezione, che avrebbe dovuto garantire la sicurezza assoluta. E senza scomodare uranio e centrali varie.
 
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Fannulloni vincenti

Post n°587 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da milionidieuro
 
Foto di milionidieuro

I dati ufficiali non lasciano dubbi: nonostante Brunetta, le assenze nella pubblica amministrazione sono rimaste le stesse dello scorso anno.

Nel derby 2008, i fannulloni battono Renato Brunetta uno a zero. I dati ufficiali appena pubblicati dalla Ragioneria generale dello Stato, dubbi non ne lasciano: le assenze nell'intera pubblica amministrazione (e non solo nella parte monitorata dal ministro) da un anno all'altro sono rimaste sostanzialmente stabili.

Con tanti saluti ai presunti effetti annuncio o effetti traino di Brunetta. Il fatto è che 51 sono i giorni in cui un impiegato medio non timbra il cartellino, e questo vale per il 2008 così come per il 2007. Sarà pur vero che, considerando solo i giorni d'assenza per malattia, cavallo di battaglia del ministro, si nota una riduzione del 12 per cento (in parte dovuta ai sei mesi d'applicazione della sua legge, in parte a una tendenza alla diminuzione che precedeva il suo intervento). Tuttavia questo tesoretto viene sciupato dall'aumento delle altre assenze (maternità, sciopero, formazione e altri motivi non precisati). Insomma, il dipendente finisce per riprendersi su un altro tavolo ciò che ha lasciato su quello della 'malattia'. E le cose quest'anno rischiano di peggiorare: proprio le assenze per malattia, secondo gli stessi dati della Funzione pubblica, tornano a crescere: più 16,7 ad agosto, più 24,2 a settembre e più 28,3 a ottobre.

fonte: repubblica.it

 
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nucleare in Italia:ECCO I CRITERI. PRIMA PIETRA NEL 2013

Post n°586 pubblicato il 23 Dicembre 2009 da milionidieuro
 

Nucleare Il governo non scopre le carte sui possibili siti per il nucleare: non lo farà prima delle regionali. Intanto promette risarcimenti a pioggia per gli enti locali che accetteranno i reattori. Ma i sindaci non si «vendono». Arriva il decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Ma - sorpresa! - non c'è neanche un numero sui parametri da seguire per identificare le aree, mentre «fioccano» le cifre delle compensazioni previste per enti locali e cittadini che accetteranno un reattore dietro l'angolo. Nessuna illusione: l'indicazione dei siti non arriverà prima delle elezioni regionali.

Tanto più che per la posa della «prima pietra» (anzi, del primo «atomo») c'è tempo fino al 2013 per il governo. In attesa delle urne, meglio sbandierare la «carota » e mantenere il «bastone» (cioè i rischi per le comunità locali) ben nascosto. In questo caso la «carota» destinata a enti locali e cittadini, può valere fino a 40 miliardi nella fase di installazione (contando tutti e 8 i siti previsti dal governo), e 40 milioni annui per la distribuzione. Una bella «torta», che punta ad allettare sindaci e governatori di Regioni già sul piede di guerra per via delle poche certezze sui rischi effettivi delle radiazioni, delle scorie (che già oggi non riusciamo a gestire), dei possibili incidenti. Senza contare che degli oneri per i benefici dovranno farsi carico le imprese coinvolte nella costruzione. Che a loro volta si rifaranno sugli altri cittadini per garantirsi comunque dei margini.Insomma, sui costi effettivi dell'operazione è buio pesto, così come sulla sicurezza e sul rispetto dell'ambiente. Tanto che dall'opposizione le reazioni restano negative. «Non ne vedo l'utilità e il senso», commenta Pier Luigi Bersani.

L'Idv annuncia un nuovo referendum, Legambiente avverte dei rischi per i cittadini. «Rischi di cui il governo dev'essere consapevole - osserva Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd - visto che risarcisce le comunità e che non dà indicazioni sui siti».

NUOVA ERA Ma il governo procede spedito (a proposito di dialogo). Il testo «consentirà di garantire all'Italia non solo energia elettrica ai prezzi inferiori almeno del 30% - annuncia il ministro Claudio Scajola - e allineati con quelli di altri Paesi europei, ma anche di dotarci di una fonte di energia disponibile su vasta scala, con sicurezza delle forniture e, soprattutto, con emissioni zero, rispettando così gli obiettivi internazionali ». Il decreto - continua il ministro - indica i criteri, con gli obiettivi prioritari del governo (sicurezza, tutela della salute e dell'ambiente). Su questa base «saranno le imprese interessate - conclude Scajola - a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari». La «base» per ora è costituita soltanto da indicazioni di massima: l'indicazione della peculiarità da rispettare è affidata all'Agenzia per la Sicurezza Nucleare. Sarà la comunità scientifica che stabilirà la distanza dai centri abitati, la quantità d'acqua necessaria, il tipo di territorio adatto, le infrastrutture di trasporto disponibili. Lo schema di decreto, in 33 articoli - sarà poi esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni e dal Consiglio di Stato. «A questo punto i governatori ritirino i loro riscorsi alla Consulta», dice il sottosegretario Stefano Saglia.

ENTI LOCALI Basterà un passaggio procedurale e la promessa dei benefici economici a fermare gli enti locali? Finora pare proprio di no. «Spero che resti tutto sulla carta - commenta il sindaco di Montalto di Castro - Che si tengano i soldi: non esiste una centrale nucleare sicura». Anche dalla Sardegna (più volte indicata come possibile Regione ospite) arrivano segnali negativi, Nonostante gli incentivi previsti dal decreto: tremila euro per Megawatt istallato (il governo prevede8 centrali peruntotale di 13mila Megawatt di potenza) e 0,4 euro per Megawattora di potenza erogata. Da destinare per il 10% alle Province in cui è ubicato il reattore, il 55%aiComuni(che potranno ridurre Tarsu e Ici) e per il 35% ai Comuni limitrofi fino a 20Km dall'impianto. I benefici dovranno ripartirsi per il40%alle finalità istituzionali degli enti e per il 60% alle persone residenti e alle imprese, anche con la riduzione dei costi dell'energia.
fonte: www.verdi.it

 
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