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Creato da deontologiaetica il 23/02/2007

DIO E GLI UOMINI

Ci sono atei che si interessano a Dio molto più di certi credenti frivoli e superficiali

 

 

COPIA E INCOLLA

Post n°124 pubblicato il 04 Gennaio 2010 da deontologiaetica

Il duo del copia e incolla non conosce "vergogna"

«Ma chi, io?». Solo tre sillabe e un punto interrogativo per racchiudere una morale ipertrofica, coraggiosamente egocentrica, remunerativa e inarrivabile ai più, che potrebbe continuare così: «Proprio io, Corrado Augias? Proprio io, Umberto Galimberti? Ma va’. Se c’ero, dormivo. Se non dormivo, avrò preso una svista. Oppure avrò dimenticato per un momento - ma solo per un momento, neh - la retta via. Dio, se poi esiste, o il Signor Rettore dell’Università, o il lettore pagante, o lo spettatore un po’ distratto, mi perdoneranno di certo. Poiché perdonarmi, se posso rubacchiare (ancora) una battuta, è il loro mestiere. Comunque, passiamoci sopra. The show must go on».

Ed è così che - resi energici da un’invidiabile fede nell’oblio - i suddetti Corrado Augias e Umberto Galimberti si sono dati appuntamento la vigilia di Natale su Raitre nel salotto televisivo di Augias Le storie-Diario italiano per discutere il tema del giorno: la vergogna. Argomento avventato. Ma andiamo per gradi.
«La puntata di oggi è da leccarsi i baffi!» ha introdotto Augias, notato nei mesi scorsi dalle cronache culturali per aver scopiazzato alcune sue parti del libro a quattro mani con Vito Mancuso Disputa su Dio e dintorni da La creazione del biologo americano Edward O. Wilson («ho preso frasi dal web senza controllare la provenienza», ha dichiarato Augias, come se fosse una scusa). Il filosofo Umberto Galimberti, invece, «capace di unire - ha detto Augias - le più cordiali capacità divulgative fondandole su una solida base di conoscenza», era già celebre, e non solo tra i lettori del Giornale, a causa di diversi scopiazzamenti reperiti qua e là tra le pagine dei suoi saggi che, per inciso, gli hanno procurato notevoli vantaggi accademici. Come dire, il tema della vergogna era pure azzeccatissimo, ma involontariamente. Chi conosceva i due, quindi, ha subito pensato che fossero rimasti vittima di un innamoramento reciproco e si è rilassato in poltrona per godere di una commedia cinica ma comunque piacevole, in questi tempi decadenti. I non informati sui fatti, invece, hanno teso l’orecchio, poiché la vergogna, pure sotto Natale, ha sempre un appeal suo peculiare.

E invece tutte queste aspettative sono andate deluse. Augias e Galimberti sono stati di nuovo vittime del tremendo nonché affidabile luogo comune secondo il quale il lupo perde il pelo ma non il vizio. Per tutta la trasmissione, un susseguirsi di zero controllo delle fonti, citazioni approssimative, svariati conformismi intellettuali. Risultato: persino Tullio De Mauro sull’Unità di ieri ha dovuto mettere in guardia spettatori e ammiratori coriacei circa la fragile «base di conoscenza» dei due entertainer culturali. «Conduttore e ospite - scrive De Mauro - sono scivolati verso la sociologia d’arrembaggio e hanno detto concordi che il sentimento della vergogna va scomparendo». Ma tale denuncia era la solita scontata frecciatina al capo di governo e alle sue spudorate squinzie, quindi arriviamo al sodo: «L’etimologia della parola vergogna - ha detto a un certo punto Galimberti - è “vereo gognam”, temo la gogna!», sottintendendo che c’è chi non la teme affatto (leggi: il capo del governo). Ed è stato qui che si sono, ahinoi, di nuovo rotte le uova nel paniere. «In latino si dice “vereor” - corregge De Mauro sull’Unità - e non “vereo”. E “gogna” non è parola latina, ma italiana moderna. “Vergogna”, poi, appartiene alle parole di più sicura etimologia ed è la continuazione popolare del vocabolo “verecundia”, un sostantivo latino tratto da “vereri”. Queste sono cose che si dicono con (appunto) un po’ di vergogna a causa della ovvietà che hanno per chiunque tenga a portata di mano, non diciamo un vocabolario etimologico, ma un qualsiasi buon vocabolario italiano. Sono cose banali e non è un peccato mortale ignorarle. Ma forse è una piccola vergogna, se si impiega e si dissipa l’autorità guadagnata in altri campi per spacciare notizie etimologiche senza fondamento».

Che sia stato questo un incidente, «un grave incidente dovuto alla fretta», secondo le parole già usate da Augias per lenire la sua precedente disavventura? Difficile dirlo. Che c’è nella mente di questi due quando accadono tali sviste? «Se avessi un libro che comprendesse al posto mio - scrive Kant - un direttore di coscienza che avesse coscienza al posto mio, un medico che giudicasse la mia dieta al posto mio, non dovrei compiere nessuno sforzo. Altri si assumerebbero questa fastidiosa incombenza al posto mio». Insomma, dietro questi incidenti potrebbe esserci solo banale pigrizia. Comunque molto ben pagata.

 
 
 

AUGURI A TUTTI PER QUELLO CHE PIU' VI PREME

Post n°123 pubblicato il 25 Dicembre 2009 da deontologiaetica

 
 
 

NOVITA' SCIENTIFICHE, I MISTERI DELLE PROFONDITA' OCEANICHE, MITI, LEGGENDE O REALTA'?

Post n°122 pubblicato il 22 Novembre 2009 da deontologiaetica

Trovato Dumbo sul fondo degli oceani



Censimento dei fondali, riconosciute 17 mila specie viventi
NOTIZIA DI POCHI MINUTI FA

ULTIMISSIME: C'é anche Jumbo Dumbo, un insolito essere con le pinne come le orecchie dell'elefantino della Disney, tra gli strambi animali che popolano i bui abissi dei fondali oceanici dove la luce non penetra e il cibo scarseggia: Jumbo Dumbo è una delle specie scoperte nel censimento degli abissi, in cui sono state riconosciute oltre 17 mila specie viventi, benché sia un posto così buio e inospitale.

A condurre il censimento sono stati gli scienziati del Census of Marine Life che completeranno il lavoro di censire le acque, dalla superficie al fondale, (fatto di svariati studi e spedizioni con strumenti ad alta tecnologia) entro fine 2010 per un totale di 210 spedizioni in ogni angolo degli oceani. Il Census Marine Life, composto da un maxi-team di 344 ricercatori di 34 nazioni diverse, ha censito 17.650 specie viventi al di sotto dei 200 metri dove la luce del sole non filtra più e gli animali sono al buio, 5722 sotto i mille metri.

Jumbo Dumbo e i suoi 'amici' con le pinne-orecchie (in tutto sono nove le specie di Dumbo) vivono tra 1000 e 3000 metri di profondità e sono specie di polpi con due pinne laterali. Jumbo Dumbo è lungo qualcosa come due metri e pesa sei chili. Non meno strano è il pesce 'coda di ratto' (Coryphaenoides brevibarbis) che vive tra 1700 e 4300 metri di profondità ed è un pesce bizzarro e allungato la cui età si può calcolare contando gli anelli di crescita nelle ossa dell'orecchio (otoliti), come si fa coi tronchi per datare gli alberi.

Un po' più su, intorno ai 1000 metri, troviamo coralli, cetrioli di mare, stelle, e una varietà incredibile di specie. Fanno notare la loro presenza anche strani vermetti (Lamellibrachia) che si cibano di petrolio in decomposizione e poi pesci che mangiano le carcasse di balene e altri abitanti dei mari. L'elenco è davvero infinito e più si va in profondità più gli animali sono diversificati e strambi, avendo ciascuno adottato una sua personale soluzione alla scarsità di cibo dell'habitat dove sono nati.

 
 
 

LUTTO NEL MONDO DELL'ARTE

Post n°121 pubblicato il 18 Maggio 2008 da deontologiaetica
 

Arte: è morto Pietro Cascella fece mausoleo a BERLUSCONI.

Da alcuni mesi era malato e aveva lasciato l'abitazione nel castello della Verrucola, a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara

In Italia lo ricordano soprattutto per un’opera sui generis, il mausoleo costruito per Silvio Berlusconi nel parco di Villa San Martino ad Arcore, con tanto di sarcofago personale.

 

Pietro Cascella è morto questa mattina nella sua casa di Pietrasanta, in provincia di Lucca, dove viveva insieme alla moglie, anche lei scultrice, Cordelia Von den Steinen. Era nato a Pescara il 2 febbraio 1921. Da alcuni mesi era malato e aveva lasciato l'abitazione nel castello della Verrucola, a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara. La camera ardente sarà allestita a partire dalle 16 di oggi nel Chiostro di sant'Agostino, messo a disposizione dal sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, molto legato all'artista. I funerali si svolgeranno martedì 20 maggio, alle ore 15, nel Duomo di Pietrasanta. "È morto un amico - ha detto Mallegni - e tutta Pietrasanta, che con lui aveva un rapporto strettissimo, si stringe ai familiari del maestro". Anche Loris Rossetti, sindaco di Fivizzano, dove lo scultore aveva mantenuto la sua residenza, nell'esprimere le condoglianze alla famiglia ricorda che Cascella ha realizzato la sua ultima opera proprio per il paese della Lunigiana: "è la 'Piazza dei Parchì, una fontana che simboleggia la confluenza dei tre parchi: quello regionale delle Alpi Apuane e quelli nazionali dell'Appennino Tosco-emiliano e delle Cinque Terre". La fontana, che era in corso di ultimazione, è posizionata nella frazione di Rometta, proprio all'ingresso di Fivizzano.

 

 
 
 

ATTENZIONE AI GIOCATTOLI....

Post n°120 pubblicato il 01 Marzo 2008 da deontologiaetica
 
Tag: ftalati

Se sarà confermata ci potrebbe essere un allarme generale per i giocattoli in plastica morbida per la prima infanzia. Lo ha spiegato ieri la responsabile del Centro, Domenica Taruscio, in occasione della celebrazione all'Iss della Prima Giornata di sensibilizzazione sulle malattie rare che si svolge in contemporanea in vari paesi europei.
«L'80% delle malattie rare - ha sottolineato la Taruscio - ha un'origine genetica, ma il 20% deriva anche da stimoli ambientali e alimentari. Questo vuol dire che l'ambiente può influire e può anche essere fattore scatenante per l'insorgenza di alcune di tali patologie». Potrebbe appunto essere questo il caso dell'epatoblastoma, un tumore maligno raro e molto grave che colpisce i bambini nella percentuale di 1 su 8 milioni: «Potrebbe infatti esserci una correlazione tra la sua insorgenza e l'esposizione agli ftalati. Si è infatti osservato - ha detto Taruscio - che bambini nati prematuramente e intubati, dunque a contatto con apparecchiature plastiche contenenti ftalati, hanno sviluppato più frequentemente di altri questa patologia». La Taruascio ha voluto sottolineare anche che «si è riscontrata una maggiore frequenza dell'epatoblastoma nei bambini nati precocemente e quindi intubati». Per questo, ha concluso, «stiamo esplorando tale possibile correlazione attraverso sperimentazioni in vitro e sugli animali, ottenendo già primi risultati interessanti».
Provare il collegamento tra un elemento comune, presente in molti tipi di plastica, e un tumore raro, potrebbe essere il punto di partenza per un ribaltamento della concezione della genesi delle malattie rare. Ci sono anche cause ambientali, almeno nel 20 per cento dei casi, e alimentari: «L'azione dell'ambiente può essere scatenante, dobbiamo capire che migliorare l'ambiente fa bene a tutti, anche a combattere le malattie rare».
Il Centro Nazionale Malattie Rare presentato ieri all'Istituto Superiore di Sanità si avvale del lavoro di 35 persone impegnate sia nella ricerca scientifica che in progetti di sanità pubblica. Le attività sono numerose, e spaziano dallo studio della patogenesi al controllo di qualità dei test genetici, dall'aggiornamento del Registro nazionale delle malattie rare e di quello dei farmaci orfani alla valutazione dei bisogni dei pazienti, fino a collaborazioni internazionali come quella con l'Emea sui farmaci orfani.
Dal 10 marzo prende poi il via il numero verde del Centro, 800896949, gratuito, a disposizione di pazienti, familiari, medici.

 

 
 
 

Post N° 119

Post n°119 pubblicato il 24 Febbraio 2008 da deontologiaetica
 

Medici verso il rinvio a giudizio per gli aborti con la Ru486

Alle donne è stata garantita una tutela completa”: l’inchiesta della procura di Torino sulla sperimentazione della pillola abortiva RU486 si avvicina a grandi passi verso il processo in tribunale, ma il ginecologo Silvio Viale, la figura centrale della vicenda, si dice “tranquillo e a posto in scienza e coscienza”.
Il nuovo farmaco venne provato su 332 pazienti fra l’agosto del 2005 e il luglio del 2006 - con un paio di sospensioni - al presidio del Sant’Anna: per interrompere la gravidanza bisognava prendere una prima pillola (misosterione) e tre giorni dopo una seconda (misoprostolo). Ma come ha ricostruito il pm Sara Panelli, in 38 hanno abortito fuori dalle mura ospedaliere, in anticipo sui tempi previsti, e questo - secondo il magistrato - comporta la violazione della legge 194 del 1978.

“Ero sola in casa”, ha raccontato una ragazza, “quando, all’improvviso, mi è arrivata un’emorragia. Non sapevo comportarmi e ho dovuto chiamare un’amica prima di precipitarmi in ospedale”. Molte hanno spiegato che il medico diceva loro di continuare tranquillamente le loro attività: una ballerina di tango ha persino sostenuto uno spettacolo, per poi abortire qualche ora dopo. “L’Emea, l’Agenzia europea del farmaco, non prevede il ricovero”, ribatte Viale, “e nel corso della sperimentazione della RU486 tutti gli atti volontari per interrompere la gravidanza sono stati praticati in ospedale. Se per usare la RU486 la donna deve essere ricoverata per diversi giorni, si avrà una forte limitazione, se non addirittura il divieto, dell’uso della pillola nelle nostre strutture”.

L’avviso di chiusura indagini (atto che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio) è stato spedito a Viale, al primario, Mario Campogrande, al professore universitario Marco Massobrio e al direttore generale dell’epoca, Gian Luigi Boveri. Ma è solo Viale che risponde degli episodi avvenuti per l’intero arco della sperimentazione. Gli altri, che ritengono di non aver violato nessuna norma, sono indagati solo per il primo periodo (l’estate del 2005). Si parla di una violazione dei protocolli e, per Viale, di una tentata truffa alla Regione legata a irregolarità, che potevano costare un esborso, nel rilascio di 289 permessi di uscita temporanea. “È solo un equivoco”, spiega il ginecologo. La Regione, comunque, non si costituirà parte civile.

Viale ha incassato la solidarietà dei radicali: la segretaria del partito, Rita Bernardini, spiega che nelle carte dell’indagine “non si configurano reati” e torna a chiedere che la registrazione in Italia della RU486 venga effettuata nel più breve tempo possibile. Contrari il giornalista Giuliano Ferrara (”è un veleno farmacologico che ripristinerà la solitudine degli aborti clandestini”) e il senatore leghista Massimo Polledri (”la pillola è la nuova mammana”), mentre l’associazione di consumatori Aduc ribadisce che il prodotto “è legale da anni in quasi ogni Paese occidentale, è raccomandato dall’Oms e approvato dalle agenzie del farmaco Usa e Ue. E praticamente ovunque lo si assume fuori dal regime di ricovero”.

 
 
 

tutti a scuola di sorrisi e buonumore

Post n°118 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da deontologiaetica

"Quando rido, ho venticinque anni;
quando sono triste, ne ho sessanta". È una citazione di Victor Hugo, presente nella sezione Aforismi e frasi celebri dell’Accademia della risata, dove il sorriso è considerato un modo di manifestare le emozioni, ma anche un farmaco a costo zero. Come nel film
Patch Adams, in cui si narravano le intuizioni di uno stravagante medico convinto del potere terapeutico della risata, all’Accademia, si parla di gelotologia, cioè della scienza che studia il fenomeno della risata in relazione alle sue potenzialità terapeutiche. Questa onlus, presente nel nostro paese dal 2006, vuole divulgare in Italia e all’estero, il potere benefico del buonumore. Ridere infatti aiuta a stare meglio con il proprio corpo e con la mente. Sul sito internet di riferimento sono presenti numerose ricerche scientifiche e si parla di comicoterapia e di yoga della risata.

Link consigliato
L’accademia della risata


 
 
 

AUGURI A TUTTI GLI INNAMORATI!

Post n°117 pubblicato il 12 Febbraio 2008 da deontologiaetica
 

Sono italiani i giovani più innamorati
San Valentino. Sondaggio in 31 paesi
Anche se non credono all'amore eterno, i giovani italiani sono i più innamorati, e attribuiscono molta importanza al colpo di fulmine. Sono i dati che emergono da un sondaggio on-line fatto per San Valentino dalla "Habbo.it",una community virtuale per adolescenti della finlandese Sulake. Per l'inchiesta sono stati intervistati 64 mila ragazzi di eta' tra i 12 e i 17 anni di 31 paesi. Il 90% degli italiani ha risposto di essere già stato innamorato, contro una media internazionale dell'82% e contro l'88% in Francia, l'86% in Germania. Alla domanda "se l'amore eterno esiste", l'Italia però crolla un po', infatti soltanto il 47% dei teenager ha risposto di sì, insieme a Francia e Gran Bretagna. Alzano invece la percentuale Olanda, Brasile, Svizzera e Germania con una oscillazione tra il 66% e il 76%. Rimane forte il mito del colpo di fulmine: il 66% di tutti i ragazzi interpellati crede che sia un evento possibile. E l'amore a prima vista convince il 73% degli italiani. Per San Valentino, il sito Habbo.it ha adottato una speciale veste grafica, con tanto di 'Habborella', una specie di colorata love-boat, a bordo della quale si possono regalare rose rosse e dedicare canzoni d'amore.

 
 
 

PSICOLOGIAFORENSE

Post n°116 pubblicato il 07 Febbraio 2008 da deontologiaetica
 

Messaggio N°568
Tags:
pederastia, PEDOFILIA, perversioni sessuali, rapporti sex minori/adulti, sesso a 13 anni, sessualità in preadolescenti, STUPRO, violenza sessuale, vita sessuale dei ragazzini 
06-02-2008 - 18:34

SCUSA MA NON CHIAMARLO AMORE

COMMENTO

Un baldo e palestrato macellaio vicentino di trenta­quattro anni (VEDI IL PRECEDENTE POST)  si è incapric­ciato di una ragazzina tre­dicenne. L'ha fatta salire in macchina e  ha avuto un rapporto sessuale con lei.  Poi l'ha nuovamente incontrata e , "clandestinamente" ha tenuto in piedi  con la ragazzina ( frequentante la seconda media) una "storia" di quattro mesi. SCOPERTO, DENUNCIATO E PROCESSATO  si è appellato ... all'AMORE. 

E, alla fine, ci ha creduto pure il tribunale di Vicenza. Così, invece dei dodici anni previsti dal co­dice per stupro o  i cinque e mezzo richiesti dall'accu­sa  il focoso playboy   ha subito una pena ( si fa per dire ) di un anno e quattro mesi e la condanna a versare 20mila euro di risarcimento alla piccola vittima. Perchè, in fondo, «era amore». Un «ve­ro, autentico, sentito e irresistibile  sentimento d'amore». Che dire?
A noi sem­bra tutto folle.

Non conosciamo la tredi­cenne in questione e non com­metteremmo mai l'errore di sottovalutare il potere di una lolita. Nè quello di una madre distratta. Specialmente oggi che, secondo una ricerca da poco pubblicata, il primo rap­porto sessuale avviene proprio verso i tredici anni. Quando è solo dai quattordici in poi che si è considerati legalmente "maturi" da quel punto di vi­sta. Per carità, sono tutti quesiti interessanti e tutt'altro che se­condari. Che ci appassionano un po' meno solo perchè, oggi, dall'altra parte, c'è un "bam­boccione" ( il macellaio) economicamente evoluto, socialmente evoluto che ritiene che tra lui e la bambina  di ventun anni più giovanedi lui fosse «vero amore».

Per carità, nella vita tutto può succedere. Ne siamo drammaticamente consci. Ma scambiare il sembiante dell' amore per amore, è una cosa che smette di succede­re quando si entra nell'età adulta. E’ una cosa che, ap­punto, succede agli adole­scenti con loro passioni bol­lenti scambiate per ultime quando in realtà sono solo le prime, scambiate per uni­che quando, in realtà, ne se­guiranno a dozzine. Sono pulite e assolute.

Rese eterne  dai poeti come quella di Giulietta e Romeo raccontata da Shakespeare. Che non a caso erano ado­lescenti, che non a caso era­no coetanei. E' quello che succede quando si è piccini, appunto. Se accade dopo, tocca dargli un altro nome. Oppure, tocca darsi un'altra vita. Cercarsene una. Come dovrebbe fare, indipenden­temente dalla sua pena "low cost", il signor Antonio Di Pascale di anni trentaquat­tro. Macellaio e vicentino. Capace di grandi conquiste e di ancor più grandi convincimenti. Perchè ha fatto capitolare una tredicenne e perchè in tribunale ha tirato fuori il cellulare, come in un libro di Moccia. Come in una scena girata da Muccino, come un sabato sul ponte Milvio tra lucchetti e motorini. Mes­saggi e messaggini, con pa­rolette e paroline ricevute da lei. A dimostrazione del fatto che... Vedete? «Era amore».

Sì, signor Di Pascale. Ma­gari quello è pure amore. Solo che non è a lei che deve arrivare addosso. E’ lei che fa pena e , mi scusi, repugnanza. E’ lei che per certi "amori" è scadu­to, come un prodotto ava­riato.

 
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Messaggio N°567
Tags:
attenuante "amore", diritti dei minori, rapporti sex adulto-ragazzina, sesso con 13enne, violenza sessuale 
06-02-2008 - 17:31
Sesso con una 13enne


Macellaio Trentenne
condannato con sconto:
«Era amore»
L'accusa: lei succube. La difesa: consenziente, gli inviava messaggini. Escluso lo stupro su minore

VICENZA - Condannato per aver fatto sesso con una tredicenne ma non per stupro e con uno sconto di pena perché fra lui, 34 anni, e quella ragazzina tanto più giovane era «amore». Questa in sintesi la motivazione con cui il Tribunale di Vicenza ha condannato a un anno e 4 mesi Antonio Di Pascale, un macellaio vicentino per il quale l'accusa aveva chiesto cinque anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale. I giudici - come riportano i quotidiani locali dopo il deposito delle motivazioni - hanno accolto la tesi difensiva dell'avvocato Teresa Ferrante, riconoscendo la «minore gravità».

LE POSIZIONI - Al processo la ragazzina disse che la loro storia era cominciata nel 2005 quando l'uomo la convinse a salire in auto e la indusse a un rapporto sessuale. Secondo l'accusa, dopo il rapporto la tredicenne divenne succube dell'uomo, tanto che la relazione proseguì per quattro mesi. La difesa invece ha sostenuto che lei era pienamente consenziente e inviava all'uomo «messaggini d'amore». I giudici hanno escluso lo stupro su minore (che prevede una pena fino a 12 anni di carcere) e hanno condannato l'uomo per atti sessuali con una minorenne (reato punito anche se la vittima è consenziente), ma concedendo le attenuanti generiche e della minore gravità perché l'imputato «è risultato coinvolto in un vero e proprio sentimento d'amore».

I GIUDICI - Per i giudici quindi la tredicenne era consapevole e consenziente. Del resto, lo stesso Di Pascale al processo ammise tutto e continuò ad affermare di essere follemente innamorato della giovanissima. I giudici hanno anche accertato che la relazione si era svolta in una atmosfera normale, se così si può dire, in cui il fidanzato colmava di attenzioni e gentilezze la sua ragazza. Una sentenza comunque che fa discutere, tanto che sono molte le posizioni contrarie alla decisione dei giudici tra cui quelle di psicologi e avvocati di associazioni per la tutela dei minori. Si attende ora l'appello per vedere se la sentenza sarà nuovamente ribaltata.


VEDI IL NOSTRO COMMENTO NEL POST SUCCESSIVO.....

 
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MALASANITA'

Post n°115 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da deontologiaetica
 

Ospedale Tor Vergata e malasanità

Martedì 22 gennaio 2008, Ore 18.00, ospedale universitario Tor Vergata, Roma, reparto dializzati. E’ finito ora il turno pomeridiano per i dializzati cronici, che tre volte la settimana devono subire il trattamento in quell’ospedale. Tutto come sempre, tutto normale, per quei malati che vedono la loro vita scorrere, in quei tre giorni, attaccati ad una macchina. Una macchina che può determinare la sottile differenza tra la vita e la morte. Tutto normale, tranne un paziente malato da un tempo forse troppo lungo per quel male che ti consente, si, di vivere, ma ti logora dentro un poco alla volta senza dirti quando sarà esaurito il tuo tempo.
Quel paziente è come un’anomalia scientifica in quel sistema, un soggetto fuori dalla casistica canonica, fuori dalle statistiche, un paziente anomalo, malato da troppi anni di quel male.Un sopravvissuto, che viene visto con un sorriso di falsa solidarietà dagli addetti alla medicina, quei soloni che sputando diagnosi come sentenze dall’alto delle loro certezze e della loro scienza non vedono gli uomini davanti a loro come tali, ma unicamente come fonte di statistiche per la loro scienza esatta che non ammette errori, eccezioni, sopravvissuti. Il medico responsabile del reparto dialisi vede il suo paziente anomalo avere problemi: fibrillazione cardiaca con frequenza di 140 battiti al minuto, una diagnosi che non lascerebbe dubbi, per una persona “normale” significherebbe ricovero immediato in cardiologia.Per il paziente anomalo no! Forse la sua malattia dura da troppo tempo per pretendere di essere ancora considerato un essere umano e non solo un morto che cammina. Il medico del reparto dialisi chiama la cardiologia e comunica le condizioni del suo paziente anomalo. Risposta via fax dal medico di cardiologia: il paziente può recarsi presso il pronto soccorso dove eventualmente, se e quando saremo chiamati (nota aggiuntiva non presente nella risposta ma di ovvia deduzione), ci recheremo per valutarne le condizioni. Paziente tra l’altro un po’ fastidioso, eh! Non nascondiamocelo (altra nota aggiuntiva non presente ma di altrettanto ovvia deduzione). Il vecchio paziente ha a malapena la forza di raggiungere la macchinetta del trasporto dializzati, non riuscirebbe mai a trovare la forza per recarsi al pronto soccorso tra decine di persone malate e familiari al seguito. E poi perchè dovrebbe farlo, in fondo la risposta avuta è forse più chiara di qualsiasi diagnosi: è ormai solo un morto che cammina e… sarebbe ora smettese di farlo. Non dice nulla, si reca all’uscita dell’ospedale, traballando si appoggia ad una sedia, poi telefona alla figlia: sto per tornare a casa, si… tutto bene… o forse no… ma che cambia. Questa è una storia di ordinaria anormalità verificatasi in un ospedale definito di vertice della nostra sanità nazionale!

 
 
 
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