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Un blog creato da mlcantautori il 16/05/2008

ML CANTAUTORI

per chi ama la musica italiana d'autore,i grandi artisti troppo presto dimenticati,i gruppi che hanno fatto la storia della musica italiana

 
 

CONTRO LA MAFIA


Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

 

ORA BASTA!

 

CREATO DA IONONSONOIO...

Ci sono cantanti che hanno lasciato un solco nella nostra vita, con le loro canzoni ci hanno insegnato a lottare contro le avversità , a “sbattere giù “ gli ostacoli che la vita ci ha posto davanti. Cantanti che spesso sono stati dimenticati dai media , perché non belli in video, non perfetti, perché i loro testi davano fastidio perché veritieri . Tra questi Pierangelo Bertoli, che voglio ricordare con la canzone:


A MUSO DURO (pierangelo bertoli)
E adesso che farò,non so che dire
ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto versi con la penna
non ordini precisi di lavoro
ho sempre odiato i porci e i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario
canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo diritto e aperto nel futuro
Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nel deserto
perché volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
Adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti;
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti
canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo diritto e aperto nel futuro
Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò il bicchiere del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni cerebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto
canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo diritto e aperto nel futuro
e non so se avrò gli amici a fare il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti

 

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bellissimo questo post!
Inviato da: lauretta85LI
il 01/09/2009 alle 20:03
 
una persona che ha fatto conoscere letteratura di una certa...
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il 19/08/2009 alle 20:36
 
questo è il problema dei regimi...e quello del generale...
Inviato da: ema75
il 17/08/2009 alle 01:30
 
mare mare ... non l' aveva ricantata anche la bertè?
Inviato da: iononsonoio2
il 15/08/2009 alle 06:14
 
a me sinceramente non piace lui
Inviato da: iononsonoio2
il 06/08/2009 alle 21:15
 
 
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NON SOLO CANTANTI

Post n°154 pubblicato il 26 Settembre 2009 da iononsonoio2

I colori dei cantanti, a sorpresa sono (quasi) tutti bravi pittori

MILANO — «Frequento le strade della musica da molti anni e mi sono accorto che molti musicisti amano le tele come il pentagramma». Massimo Cotto, giornalista e operatore musicale (è fra gli autori del prossimo Festival di Sanremo) ha ideato «In my secret life» (titolo preso a prestito da Leonard Cohen), una mostra itinerante a scopo benefico che si inaugura domani a Forte di Bard in Val d’Aosta: vi saranno esposte 87 opere di 67 musicisti, cantanti e cantautori. Tele eterogenee e di livello assai diverso, accomunate però da un’origine musicale.

«Nel ’92 — racconta Cotto — una casa editrice mi affidò il compito di tradurre le canzoni di Leonard Cohen. Chiesi di poterlo incontrare e passai una settimana con lui a Los Angeles. Così scoprii che lui dipingeva a pennello sul computer e poi stampava il lavoro su carta di riso. E’ cominciata così la mia collezione privata». Cohen è presente nella mostra con un autoritratto e quattro nudi di donna. «Elvis Costello mi regalò cinque opere. Poi, a un’asta, ho comperato due lavori di Miles Davis, due figure di donna. Quando ho pensato a una mostra la mia collezione non bastava: così ho lanciato un appello». Impressionante la coerenza di certi quadri: Arisa è ingenua sulla tela proprio come uno se l’aspetterebbe. «Renga invece — spiega Cotto — dipinge solo Ambra o nudi di donna». Curiosa Teresa De Sio («Il ragazzo con l’anguria») e insolita la tecnica di Paola Turci che soffia il colore sulla tela con una cannuccia, mentre la mano forte di Danilo Amerio è una vera sorpresa.

Ferro si spaccia per debuttante ma ha un tratto molto riconoscibile, Cheope, il figlio maggiore di Mogol è un professionista già presente nelle gallerie. Decisamente professionale appare anche Luca Carboni. «Dipingo da molto prima che nascessero i Pooh — confessa Red Canzian — presente con un dipinto molto particolare. Da ragazzino mi cimentavo in ritratti di Hendrix e Jagger un po’ psichedelici. Poi ho seguito il genere naive degli iugoslavi come Ivan Rabuzin e Josip Generalic. Il quadro che ho dato alla mostra è una palude che si forma dove il fiume Sile straripa. Con mio padre ci andavamo in barca a caccia: uno dei miei ricordi d’infanzia più belli».

Andrea Mingardi nasce come un figurativo e da sempre dipinge facce. «Ho cominciato a vent’anni in modo casuale e da autodidatta. Oggi ho uno stile fumettistico, per niente classico. Credo che da una faccia si ricavi una storia. Si capisce da dove uno viene e quale sarà il suo destino. Le facce per me sono come carte geografiche. Dipingendo canto la realtà in un modo diverso.». Cecilia Cipressi, in arte Syria, ha dovuto creare un opera «ad hoc»: «Ho un laboratorio di installazioni dove lavoro in tridimensionale incollando pupazzi a scatole di cartone cercando di rappresentare situazioni fiabesche. Ma qui serviva qualcosa di facile da trasportare e così mi sono ispirata al camp-rock giovanile ospitando tutti i grandi della musica italiana, da De André a Gaber. Amo l’ironia e questo collage rende i protagonisti in qualche modo più vicini alla gente». «Come cantante forse sono discutibile, ma come pittore no. Sono diplomato a Brera e insegno disegno» rivendica con orgoglio Ivan Cattaneo.

Insomma il lato meno noto di molti artisti, qualcuno davvero lontano da esperienze grafiche come Vecchioni che ha ripiegato su qualcosa di molto semplice ovvero un disegno in bianco e nero intitolato «Ombre a San Siro». La Pausini con «Rock revolution» in un violento gioco di rossi e neri si rivela in tutta la sua passionalità. Domani alcuni artisti canteranno dal vivo: fra questi Fortis, Chiara Canzian, Danilo Sacco, Ferrantini dei Velvet, Andrea Mirò, Francesco Renga, Ivan Cattaneo, Teresa De Sio, Marco Fabi.

 
 
 

SALUTACI LE STELLE

Post n°153 pubblicato il 22 Settembre 2009 da mlcantautori

Morto Wess, in coppia con Dori Ghezzi conquistò la musica leggera italiana

Era il bassista di Rocky Roberts, diventò famoso come interprete. Il ricordo ella cantante: «Lui era l'artrista, io la corista. La nostra coppia "caffelatte" era unica»

ROMA - La fama l'aveva conquistata con il nome di Wess. E anche se l'epoca dei successi è lontana, non fu una notorietà da poco: in coppia con Dori Ghezzi aveva formato un duo singolare e di efficate impatto sul pubblico. Wesley Johnson, in arte semplicemente Wess, morto scomparso nella notte fra lunedì e martedì, era un cantante e musicista statunitense naturalizzato italiano arrivato nel nostro Paese nei primi anni Sessanta. In quel periodo per i neri la musica amata era soprattotto il soul e il R&B dei grandi interpreti, da Otis Redding a Wilson Pickett.

GLI INIZI - Quel sound anche in Italia ispirava molti interpreti di musica leggera (basti pensare a Fausto Leali ma anche gruppi come I Ribelli) e anche in Italia si cercava qualche richiamo all'originale. Il Pickett italiano, fatte le debite proporzioni, era Rocky Roberts, quEllo di «Stasera mi butto». Wess è il suo bassista che poi nel 1967, incide al suo primo album come cantante solista, intitolato «The sound of soul». Ottiene un discreto successo nel 1968 con la canzone «I miei giorni felici». All'inizio degli anni Settanta comincia la collaborazione con Dori Ghezzi: nasce una delle coppie canore italiane più famose. Nel 1973, con il brano «Tu nella mia vita» partecipano al Festival di Sanremo, superando poi tutti nella classifica delle vendite.

UN SODALIZIO NATO PER CASO - «Da lui ho imparato il mestiere. Lui era l'artista - ricorda ora Dori Ghezzi - io la corista. Rammento quel periodo come uno dei più belli e divertenti del mio lavoro. In realtà avrei dovuto collaborare soltanto ad un brano del 33 giri a cui stava lavorando. Si chiamava "Voglio stare con te". Era un esperimento che doveva finire lì. Invece alla Durium, la casa discografica, si resero conto che la coppia poteva ottenere altri risultati. E in effetti funzionò. Eravamo una cosa insolita: l'unica coppia caffelatte a livello internazionale. All'Eurofestival, per esempio, colpì molto». Dori Ghezzi è commossa nel ricordo: «Era una persona squisita. Un artista e un bassista forse neppure conscio delle sue grandi possibilità. Si è anche sacrificato per questo, si è consumato lavorando sul palcoscenico perché era uno di quegli artisti che dava tutto al pubblico». Oltre a «Voglio stare con te», anche «Noi due per sempre» e la famosissima «Un corpo e un'anima» (prima classificata a Canzonissima 1974) consolidano la popolarità e il successo del duo, che si piazza terzo all'Eurofestival secondo a Sanremo 1976 con «Come stai? Con chi sei?». Negli anni successivi, Wess ha partecipato a trasmissioni tv, produzione di dischi oltre a fare concerti. A Sanremo 1994 ha fatto parte del gruppo «Squadra Italia» e negli ultimi anni, tra il 2000 e il 2004 è tornato a esibirsi in molte piazze italiane, come nei prinmi anni della carriera, accompagnato dalla Wess Band.

http://www.corriere.it

 
 
 

ADDIO FERNANDA PIVANO

Post n°152 pubblicato il 19 Agosto 2009 da iononsonoio2

Anche se lo staff del blog è in ferie ci teniamo aggiornati e non potevamo non dedicare un post alla grande FERNANDA PIVANO

Fernanda Pivano è stata giornalista, scrittrice, traduttrice e critica musicale al tempo stesso: un'attività poliedrica che l'ha portata ad essere testimone di avvenimenti e personaggi letterari profondamente radicati nella cultura del secolo passato. Era nata a Genova il 18 luglio 1917 ed aveva quindi 92 anni appena compiuti. La Pivano è stata una figura di rilievo nella scena culturale italiana, protagonista e testimone dei più interessanti fermenti letterari del secondo novecento, amica, ambasciatrice e complice di autori leggendari, a lei si deve la pubblicazione e la diffusione in Italia degli autori della cosiddetta Beat Generation.

"Il pacifismo ha fatto un fiasco totale, oggi il mondo è coperto dei cadaveri di ragazzi. L'unica grande vittoria dei pacifisti fu quella di aver raggiunto la firma del trattato antinucleare. Una settimana dopo Mao, lui che era un simbolo, buttò l'atomica."

FERNANDA PIVANO

ciao FERNANDA e come dicevi a chi salutavi PACE E AMORE A VOI

 
 
 

BUONE VACANZE!

Post n°151 pubblicato il 14 Agosto 2009 da mlcantautori

LUCA CARBONI

MARE MARE

Ho comprato anche la moto
usata ma tenuta bene
ho fatto il pieno e in autostrada
prendo l'aria sulla faccia.
Olè tengo il ritmo prendo un caffè
lo so questa notte ti troverò
Son partito da bologna
con le luci della sera
ma forse tu mi stai aspettando
mentre io attraverso il mondo.
Olè questa notte mi porta via
alè questa vita mi porta via
Mare mare mare ma che voglia di arrivare lì da te da te
sto accelerando e adesso ormai ti prendo
Mare mare mare sai che ognuno ch'ha il suo mare dentro al cuore si
e che ogni tanto gli fa sentire l'onda
Mare mare mare ma sai che ognuno c'ha i suoi sogni da inseguire si
per stare a galla e non affondare no
Ma son finito quì sul molo
a parlare all'infinito
le ragazze che sghignazzano
e mi fan sentire solo si ma ...
Cosa son venuto a fare
ho già  un sonno da morire
Va beh cameriere un altro caffè
per piacere alà?
tengo il ritmo e ballo con me
Mare mare mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu
no non voglio restarci più no no no
Mare mare mare ma cosa son venuto a fare se non ci sei tu
no non voglio restarci più no no no no
Mare mare mare avevo voglia di abbracciare tutte quante voi
ragazze belle del mare mare mare
Mare mare mare poi lo so che torno sempre a naufragare qui
Mare mare mare poi lo so che torno sempre a naufragare qui

 
 
 

UN CONCERTO PER LE VITTIME DI VIAREGGIO

Post n°150 pubblicato il 07 Agosto 2009 da iononsonoio2

Zucchero su Popon Il 19 agosto un ricco cast di cantanti e volti noti sarà protagonista del “Concerto per Viareggio”, in programma allo Stadio dei Pini. Ad aderire sono stati Zucchero, Alexia, Malika Ayane, Matteo Becucci, l'arbitro Pierluigi Collina, Carlo Conti, Irene Fornaciari, il flautista italiano Andrea Griminelli, Jury (X-Factor), Karima, il jazzista Eric Lewis, il CT della Nazionale di calcio Marcello Lippi, Noemi, il musicista Mario Schilirò, il sassofonista James Thompson, Paolo Vaglio, il batterista scozzese Derek Wilson e il coro voci bianche del Festival Puccini. Il cartellone, però, è destinato a crescere visto lo spirito che domina l’evento, il cui intero incasso sarà devoluto in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto alla stazione di Viareggio lo scorso 29 giugno. L’idea è del produttore Mimmo D’Alessandro, della D’Alessandro & Galli, ed è stata condivisa con grande entusiasmo da Zucchero, da sempre legato alla Versilia e che sarà l’headliner della serata. I biglietti sono già in vendita presso le prevendite del circuito di TicketOne al costo unico di 22 euro.

 
 
 
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SOGNI GRANDIOSI...

BANDABARDO'

SOGNI GRANDIOSI

Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
e con la faccia verso il cielo,
viaggi avventurosi
ma mi dirai "Ah, poesia!!
Non si mangia, sai, con la poesia!!"
Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
e con la faccia verso il cielo,
viaggi avventurosi
pensa se la gente, invece del potere,
pensasse all'amicizia come modo per godere
E come capi indiani, magia,
si fuma per la pace
ma tu mi dirai "Poesia,
non si mangia con la poesia!!"
basta! Per me questo è un duello
devo salvar la testa perché dentro c'è il cervello!
E come un aquilone
volare via spezzando il filo...
...Lo vedi si può volare
e non smetter di pensare
animo, animo, i tempi duri passano
Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
per combattere la noia e la nevrosi
e se ancora non ci credi fa come vuoi
io mi lancio verso il cielo, apro le braccia
e poi...
...Lo vedi si può volare

 

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