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Un blog creato da DANIELE0802 il 21/08/2009

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INTEGRALE DEI QUARTETTi DI BEETHOVEN: Quartetto Emerson

Post n°3 pubblicato il 21 Agosto 2009 da DANIELE0802
 
Foto di DANIELE0802

L’Integrale dei Quartetti di Beethoven nell’esecuzione del Quartetto Emerson, l’ho ascoltata poco tempo fa: la reperii, si può dire per caso, in un cofanetto di sette cd più un ponderoso libretto contenente le note in inglese-francese-tedesco-spagnolo e..italiano. Devo dire che mi ha piacevolmente colpito per la freschezza dell’interpretazione, molto lontana dalla ieraticità cui ci hanno abituato certe compagini mitteleuropee ma soprattutto germaniche: pare quasi che per fare Beethoven ci voglia per forza un tedesco. Certamente, un complesso tedesco o austriaco interpreta autori che fanno parte della propria storia musicale con una partecipazione sentita, quasi fossero un patrimonio nazionale da difendere a tutti i costi, ma nello stesso tempo li consegna quasi sempre all’immobilità e alla immanenza. Transeat per l’Amadeus, un Quartetto storico, che ha fatto la storia dell’interpretazione per archi, un po’ come il Quartetto Italiano, o il Quartello LaSalle. Ma gli altri quartetti germanici hanno peccato quasi sempre di prendere a proprio esempio l’Amadeus e di conformavisi.

L’Emerson invece è un quartetto giovane, non giovanissimo, intendiamoci, e  questa interpretazione ha già dodici anni, ma il modo con cui porge il proprio fare musica a chi lo ascolta è indubbiamente fresco, forse un po’ grossolano talora, ma sempre attraente. Non possiede l’approccio del Quartetto Italiano o dell’Amadeus o del LaSalle, ma cerca, talora con buoni risultati, una via propria. Non scevra di pericoli e ostacoli, ma anche nuova.

 
 
 

INTEGRALE DEI QUARTETTI DI BEETHOVEN

Post n°2 pubblicato il 21 Agosto 2009 da DANIELE0802
Foto di DANIELE0802

Una delle migliori esecuzioni incise in disco che io ricordi, e che io possegga. La profondità dell'approccio dei quattro grandissimi interpreti storici del Quartetto Italiano (Borciani, Pegreffi, Farulli, Rossi) non lascia spazi di riflessione: sensualità nel quartetto op.18 n.6, giocosià in quello op.18 n.4, sogno nel quartetto delle Arpe, leggiadria nei 3 quartetti Rasumovskj, forza impetuosa e cerebralità nell'op.130 e 133, melanconia nell'op.131.Si tratta indubbiamente di un'esecuzione di valore leggendario, impreziosito dalle sonorità struggenti degli strumenti. Per certi versi, è un tipo di approccio all'opera per archi di Beethoven, se non convenzionale almeno non eccessivamente modernista, sospesa tra la tradizione e il vento di novità. Secondo me tuttavia il quartetto conferisce  le sue note più positive ai 6 Quartetti giovanili dell'op.18, ai 3 dell'op.59, ai quartetti "Serioso" e "Delle Arpe". Tenderei ad escludere i quartetti postumi, con l'esclusione forse del Quartetto op.131, un quartetto se non tragico, molto plumbeo, dove la profondità e la giocosità degli afflati riesce ancora a dare una prova convincente. Gli ultimi quartetti, per certi versi sono suonati in maniera secondo me più convenzionale, e pur trattandosi sempre di altissima resa di gruppo, non affascinano come altre loro pagine beethoveniane.

 
 
 
 

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