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Un blog creato da DANIELE0802 il 21/08/2009

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SCHUBERT : Quartetti D. 703 - 804 - 810 - 887 + Quintetto D.956 - Quartetto Emerson (+ M.Rostropovich)

Post n°9 pubblicato il 23 Agosto 2009 da DANIELE0802
Foto di DANIELE0802

Il Cofanetto comprende 3 Cd con gli ultimi quartetti per archi di Schubert, eseguiti dal Quartetto Emerson. Diciamo subito che a me non è che siano proprio piaciute queste interpretazioni: gli stacchi sono troppo rapidi, manca la capacità di abbandonarsi e di saper cantare.

Per Schubert la melodia è tutto: è vero che ci sono sovente dei salti armonici sorprendenti, ma è anche vero che, leggendo gli spartiti, non è che ci sia abbondanza di note: Schubert a differenza di molti altri grandi compositori, costruiva grandi castelli sonori con poche note, sfruttando tutto ciò che la notazione e il suo spirito gli mettevano a disposizione. Se non ti sai abbandonare, non riesci a rendere Schubert al meglio. E l’Emerson non ci riesce: ha quasi fretta a eseguire il pezzo, come se non gli appartenesse, come se lo suonasse solo perché è diventato d’obbligo suonare Schubert, come prima lo era per Beethoven o Mozart o Haydn.

Rispetto ai quartetti, l’incisione del Quintetto in Do magg. è migliore: non tanto per un cambiamento nella maniera di avvicinarsi al lavoro, quanto, direi, per l’influenza del vecchio Rostropovich. Ne esce una registrazione tutto sommato piacevole, senza voli pindarici ma neanche cadute rovinose: è un’esecuzione onesta, che ha qualche momento di interesse nel primo tempo (soprattutto il secondo violino vi da il suo contributo).

Mi aspettavo di meglio: pazienza, sarà per la prossima volta: Vedrò di procurarmi il Quartetto di Rorem e vedremo: ho come la sensazione che questo Quartetto possa esprimersi in maniera migliore soprattutto nella musica del Novecento. Staremo a vedere.

3 cd DGG + Libretto in 4 lingue

 
 
 

INTEGRALE DEI QUARTETTI DI MENDELSSOHN: ARTIS QUARTETT VIENNE - 3 CD ACCORD

Post n°8 pubblicato il 23 Agosto 2009 da DANIELE0802
 
Foto di DANIELE0802

Sostanzialmente si tratta di una ottima incisione dell’opera quartettistica di Mendelssohn, un tantino sotto quella del Melos che secondo me rimane l’edizione di riferimento, ancor oggi: tanto più per una certa frettolosità nell’enunciazione e nella declamazione, che toglie qualcosa al risultato finale: vedasi per es. l’inizio e lo sviluppo del primo tempo, “Allegro assai”. Ma la chiave di volta è come sempre nell’Adagio: lì si vede lo spessore. E del resto essendo stato concepito da Mendelssohn, questo quartetto, come un Requiem per la sorella, ci si sarebbe aspettati una tensione ed un mesto compatimento maggiore, di quello che si ascolta qui: dei tempi più lenti avrebbero forse giovato maggiormente. Migliori risultati nei quartetti dell’op.12 e 13, creazioni di un autore ancora molto giovane, dove la freschezza delle idee si sposa ad una ricchezza timbrica e cromatica. Qui e anche sostanzialmente nei 3 quartetti dell’op.44, il quartetto si muove molto meglio.

3 cd Accord + Libretto in due lingue (francese e inglese)

 
 
 

INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI DIMENDELSSOHN: QUARTETTO EMERSON

Post n°5 pubblicato il 21 Agosto 2009 da DANIELE0802
Foto di DANIELE0802

L’Integrale dei Quartetti per Archi di Mendelssohn, effettuata dal Quartetto Melos, parecchi anni fa e raccolta in cofanetto, per me è stata l’esecuzione migliore del complesso di Stoccarda. Interpretare Mendelssohn non è facile, assolutamente no: tanto più che Mendelssohn, diversificandosi dagli altri compositori di musica per archi (Mozart, Haydn, Beethoven, Schubert) si spostò continuamente, non adottando un tipo suo riconoscibile di sonorità musicali, ma spingendosi e oscillando continuamente tra il salottiero Biedermeier e il romanticismo appassionato, tra lo ieraticismo bachiano e il profano germanesimo. Difficile quindi interpretarlo. Il Quartetto Melos, lo fece sbarazzandosi di falsi clichè e consegnandoci un’interpretazione che si piò riconoscerlo ora, che son passati tanti anni, è quella di riferimento.

La strada percorsa dai quattro non passa attraverso Beethoven, o Schubert o Mozart o Haydn, ma attraverso tutti e nessuno: si affida solo ed esclusivamente a se stessi, alla capacità di interpretare Mendelssohn basandosi solo sulla sua smisurata qualità della melodia, lasciandosi cullare dai trasporti passionali e puntando i piedi sulla decisione del fraseggio, sempre altissima. Anche le semibiscrome acquistano un valore intrinseco, ognuna diversa da un’altra e importante per  se stessa. Basta ascoltare l’op.13 o ancor più il testamento spirituale, quella sorta di requiem per l’adorata sorella Fanny morta, che è l’op.80 in Fa minore, per non riconoscere come le lagrime assai difficilmente non possano scorrere, concentrato di melodie struggenti che rimangono tanto tempo dentro e si dissolvono poco alla volta.

 

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INTEGRALE DEI QUARTETTi DI BEETHOVEN: Quartetto Emerson

Post n°3 pubblicato il 21 Agosto 2009 da DANIELE0802
 
Foto di DANIELE0802

L’Integrale dei Quartetti di Beethoven nell’esecuzione del Quartetto Emerson, l’ho ascoltata poco tempo fa: la reperii, si può dire per caso, in un cofanetto di sette cd più un ponderoso libretto contenente le note in inglese-francese-tedesco-spagnolo e..italiano. Devo dire che mi ha piacevolmente colpito per la freschezza dell’interpretazione, molto lontana dalla ieraticità cui ci hanno abituato certe compagini mitteleuropee ma soprattutto germaniche: pare quasi che per fare Beethoven ci voglia per forza un tedesco. Certamente, un complesso tedesco o austriaco interpreta autori che fanno parte della propria storia musicale con una partecipazione sentita, quasi fossero un patrimonio nazionale da difendere a tutti i costi, ma nello stesso tempo li consegna quasi sempre all’immobilità e alla immanenza. Transeat per l’Amadeus, un Quartetto storico, che ha fatto la storia dell’interpretazione per archi, un po’ come il Quartetto Italiano, o il Quartello LaSalle. Ma gli altri quartetti germanici hanno peccato quasi sempre di prendere a proprio esempio l’Amadeus e di conformavisi.

L’Emerson invece è un quartetto giovane, non giovanissimo, intendiamoci, e  questa interpretazione ha già dodici anni, ma il modo con cui porge il proprio fare musica a chi lo ascolta è indubbiamente fresco, forse un po’ grossolano talora, ma sempre attraente. Non possiede l’approccio del Quartetto Italiano o dell’Amadeus o del LaSalle, ma cerca, talora con buoni risultati, una via propria. Non scevra di pericoli e ostacoli, ma anche nuova.

 
 
 

INTEGRALE DEI QUARTETTI DI BEETHOVEN

Post n°2 pubblicato il 21 Agosto 2009 da DANIELE0802
Foto di DANIELE0802

Una delle migliori esecuzioni incise in disco che io ricordi, e che io possegga. La profondità dell'approccio dei quattro grandissimi interpreti storici del Quartetto Italiano (Borciani, Pegreffi, Farulli, Rossi) non lascia spazi di riflessione: sensualità nel quartetto op.18 n.6, giocosià in quello op.18 n.4, sogno nel quartetto delle Arpe, leggiadria nei 3 quartetti Rasumovskj, forza impetuosa e cerebralità nell'op.130 e 133, melanconia nell'op.131.Si tratta indubbiamente di un'esecuzione di valore leggendario, impreziosito dalle sonorità struggenti degli strumenti. Per certi versi, è un tipo di approccio all'opera per archi di Beethoven, se non convenzionale almeno non eccessivamente modernista, sospesa tra la tradizione e il vento di novità. Secondo me tuttavia il quartetto conferisce  le sue note più positive ai 6 Quartetti giovanili dell'op.18, ai 3 dell'op.59, ai quartetti "Serioso" e "Delle Arpe". Tenderei ad escludere i quartetti postumi, con l'esclusione forse del Quartetto op.131, un quartetto se non tragico, molto plumbeo, dove la profondità e la giocosità degli afflati riesce ancora a dare una prova convincente. Gli ultimi quartetti, per certi versi sono suonati in maniera secondo me più convenzionale, e pur trattandosi sempre di altissima resa di gruppo, non affascinano come altre loro pagine beethoveniane.

 
 
 
 

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