Creato da ma.risa il 09/03/2009

IlSentieroSegreto

pensieri in libertà

 

 

PRIMAVERA

Post n°21 pubblicato il 03 Agosto 2010 da ma.risa

Viene danzando tra le valli in fiore

la primavera dalle chiome d'oro,

ondeggia la vento la sua veste chiara,

risplendente i fulgidi colori.

 

Al suo passare sbocciano d'incanto

le bianche fioriture dei ciliegi

e la magia dei mandorli innevati

e le siepi di freschi biancospini.

 

Viene danzando tra le valli in fiore

la primavera dalle chiome d'oro,

circondata d'azzurro e da volteggi

di silenziose rondinelle in volo.

Linda Luisi

 
 
 

GIARDINI

Post n°20 pubblicato il 19 Luglio 2010 da ma.risa
Foto di ma.risa

O piccoli giardini addormentati in un sonno di pace e di dolcezze,

o piccoli custodi rassegnati di sussurri, di baci e di carezze;

o ritrovi di sogni immacolati, di desideri puri e di tristezze infinite,

o giardini ove gli alati cantori sanno di notturne ebrezze,

o quanto v'amo!

I sogni che rinserra il mio core, fioriscono, o giardini, lungo i viali, ne le vostre aiuole.

Io v'amo, io v'amo, o fecondati al sole di primavera in languidi mattini,

o giardini, sorrisi de la terra!

[S. Corazzini, Poesie edite e inedite, Einaudi 1982

 
 
 

OPERE DI MARIA LUISI CORTESE E DI LUCIANO E LINDA LUISI

Post n°18 pubblicato il 21 Giugno 2010 da ma.risa
Foto di ma.risa

MARIA LUISI CORTESE

POESIE,  Tipografia Teti, Napoli 1977 (49 p)

PROFUMO DI GARDENIA, Racconti e poesie, Tip. C. Tesorone, Napoli 1985

LUCIANO LUISI 

 IL VOLTO MAGICO, Centro Studi d'Arte, Industria Tip. Artistica, Napoli (s.d.) (105 p)

IL SENTIERO SEGRETO, Industria Tipografica Artistica, Napoli 1967 (30 p)

IL FIORE INVISIBILE Centro Studi d'Arte , Tip. Tesorone, Napoli 1976 (31 p)

ARMONIE D'AMORE, Centro Studi d'Arte, Tip C. Tesoriere, Napoli 1983 (36 p)

LA CORONA REALE (magia della natura). Magia piumata di Luciano Luisi, Edizione Il cigno, edizione fuori commercio (49 p)

LESLYE NEL REGNO DELLE SILFIDI, Centro Studi d'Arte, Tip G. Luciano, Napoli (s.d.) (37p)

LESLYE NEL REGNO DELLE SILFIDI, Fiaba musicale di Luciano Luisi. Testi delle musiche di scena riservata agli interpreti del lavoro, Napoli 1987 (10 p)

LUIGI TENCO. INEDITO, Centro studi, ricerche e divulgazione della canzone d'autore Segnalazione riservata per il Centro Studi d'Arte L.L., 1987

PIERO CIAMPI. LE CARTE IN REGOLA, Centro studi, ricerche e divulgazione della canzone d'autore , Segnalazione riservata per il Centro Studi d'Arte L.L., 1987 (7p)

E' PER..., poesia di Natale  (2 p)

LINDA LUISI

ARABESCHI, Poesie e racconti, Edizione fuori commercio, Napoli 2005 (88 p)

OMBRA D'ARGIENTO, Arti Grafiche Licenziato, Napoli  2006 (31 p)

 

 

 

 
 
 

MARIA LUISI CORTESE (1904-1994)

Post n°17 pubblicato il 18 Giugno 2010 da ma.risa

Stasera

 

è una sera  in cui le speranze si spengono e i ricordi si accendono come le lampare di questo mare antico.

 

Io penso a te.

 

Tiro fuori la tua foto, con venerazione, e ti guardo sorridere.

 

Sorridi dolcemente come la prima volta che ti vidi, in Vico Pace a Materdei, a Napoli: era il 1984. In questa foto chiedi di ricordarti...

 

come potrei mai dimenticarti, dolce amica mia, dolce Maria?

 

Un pomeriggio primaverile, come solo Napoli sa regalare, intriso del profumo dei segreti giardini che circondavano quella casa antica e silenziosa. In quella casa viveva una famiglia di quelle che ora non ci sono piu'.

 

Le note di un pianoforte mi accolsero appena varcato l'uscio di casa; apristi tu Maria, con quel sorriro sincero e quegli occhi ancora da adolecente. ?  Che bello', pensai  ' avere uno sguardo da fanciulla a questa eta!' Ci facesti strada per il lungo corridoio in penombra, seguita da Nikute', un gatto certosino.

 

In salotto tuo figlio  Luciano suonava in sordina, conobbi Gianni e Linda . Gianni era assorto nelle note , Linda l'avevo gia' conosciuta nello studio del fratello, il Centro Studi d'Arte in Via G. Gigante.

Quello che mi aveva colpita di Linda erano i capelli, una donna ancora splendita e i suoi capelli bruni erano naturali, lunghi e mossi. Facemmo amicizia subito. Le raccontai dei miei studi all' università Orientale e lui mi disse che aveva studiato filosofia alla stessa università. Poi era stata presa dal suo lavoro di assistente sociale e aveva lavorato per alcuni anni lontana da Napoli.

Capii che amava molto quel fratello artista e ne ammirava il genio come tutti noi.

Linda era una persona molto sensibile. Scoprii che anche lei aveva uno spirito artistico, scriveva e studiava la chitarra classica.

 

(continua)

 

 
 
 

ricordo di Luciano Luisi

Post n°16 pubblicato il 18 Giugno 2010 da ma.risa

QUELLI CHE MI HANNO DIMENTICATO IO NON DIMENTICHERO' MAI-

QUELLI CHE MI HANNO LASCIATO SOLO NEI MOMENTI PIU' TRISTI SARANNO I PIU' AMATI-

QUELLI CHE NON RISPOSERO AL MIO RICHIAMO SARANNO SEMPRE CON ME-

QUELLI CHE MI FERIRONO LI RICORDERO' COME I CREATORI DELLA MIA FORZA-

QUELLI CHE MI DERISERO FURONO I DONATORI DELLA MIA FERMEZZA-

CHI MI LASCIO' PIANGERE SENZA CONSOLARMI MI AIUTO' A VINCERE IL MOSTRO DEL BISOGNO-

CHI MI TRAFISSE IL CUORE MI INSEGNO' L'ARTE DIVINA DELLA LIBERTA'-

LUCIANO LUISI

 

 
 
 

E' ritornata

Post n°15 pubblicato il 30 Aprile 2010 da ma.risa

E' ritornata!

Pensavo d'essermi liberata di lei per sempre, ma quella sera l'avevo incontrata di nuovo. Ero stanca, nervosa, per via dei troppi caffè. Mi aveva colta per la strada; camminavo svelta e credevo di essere arrabbiata a causa della pioggia che mi aveva srpresa senza ombrello.

Invece era lei.

Feci finta di non riconoscerla; m'infilai in un bar e comprai dei biscotti; aprii la scatola: 'Sarà la fame', pensai. 'Sto studiando troppo', continuai a pensare mentre portavo un biscotto alla bocca; ma questo mi cadde di mano ed io seguii la sua caduta fin sul selciato bagnato.

Fu cos' che la vidi.

Un ramoscello di mimose appassite. Le prime mimose di un febbraio quasi primaverile. La mia infanzia aveva il colore e il profumo della mimosa.

Ricordai.

Risentii l'aroma del latte che si diffondeva nella cucina dalle grandi finestre, la voce di mamma chiamarmi perchè era tardi e dovevo ancora preparare la cartella.

Latte con tanta schiuma.

Il fresco mattino e gli alberi di mimosa lungo la via che porta a scuola. Passavo sotto casa di Rodolfo, il mio compagno di banco,  e insieme ci arrampicavamo per cogliere i primi rametti gialli da portare alla maestra. Poi il portone  verde, che ogni anno diventava sempre più piccolo, e le roselline che si arrampicavano tra le due finestre del corridoio. La maetra Belsito arrivava con il treno e noi  posavamo sulla cattedra le mimose ormai spelacchiate.

La mezzaluna di biscotto cadde vicino al rametto di mimosa: a 500 chilometri dalla mia infanzia e tanti anni di distanza dalla mia scuola elementare. La guardavo cercando di ricordare quando avavano tagliato gli alberi di mimosa che costeggiavano le strade del mio paesino; quando il mio compagno di banco ed io avevamo smesso di salutarci. Perché il portone della scuola è stato dipinto di marrone scuro. Perché le roselline non c'erano più.

Una lagrima si insinuò tra le labbra e sapeva di sale; mi chiesi in quale punto dell'autostrada del sole è morta la signorina Belsito e con lei la mia infanzia.

L'infanzia.

Allora ero semplicemente bambina, tutto il mio mondo era la mia mamma e non stavo a crucciarmi per quello che occorre fare, dire, pensare.

Guardando quella mimosa caduta su una via di Napoli capii che era giunto il tempo di accettare colei che con tanta forza avevo voluto cacciare dal mio cuore per assumere una maschera di durezza: era la tristezza.

Da quel giorno non mi vergognai più di piangere.

Marisa 1983

 

 
 
 

UNA ROSA

Post n°14 pubblicato il 30 Aprile 2010 da ma.risa
 

Tristezza d'una rosa

sulla mensa deserta.

L'anfora di cristallo

riflette la bellezza

d'una sua grazia snella

nel vetro di Murano.

Ma il fiore reclinato

effonde inutilmente

l'effluvio del suo cuore

al solo commensale;

che poggia la sua mano

dalle vene azzurrine,

sulla bianca tovaglia.

O sublime abbandono

di quella mano immota,

che racchiude pensosa

nel pallore diffuso,

una stilla di pianto,

e una foglia di rosa.

da   Maria Luisi Cortese, Poesie, Tip. Teti (Napoli) 1977, p. 29

 
 
 

da Arabeschi (Linda Luisi)

Post n°13 pubblicato il 28 Aprile 2010 da ma.risa

In questa notte

senza nostalgia

il vento traccia

negli azzurri cieli

arabeschi

di nuvole e di luna

e volano

nel vento silenzioso

angeli d'oro,

altissimi e lontani

mentre mani

invisibili e segreti

disegnano

nel cielo di velluto

arabeschi

di favole e di luna.

Sett.'82

 
 
 

Due poesie di Linda

Post n°12 pubblicato il 27 Aprile 2010 da ma.risa

Nella chiesa
gremita e risplendente
entrò furtivo
un angelo di pietra:
cercava un cuore,
per poter volare.
vide d’intorno
volti senza nome
e freddi simulacri.

Si allontanò piangendo
l’angelo stanco,
in cerca del suo cuore.

Poi nella pace
di un tramonto assorto,
in un umile borgo di montagna
trovò una chiesa
piccola e deserta,
con un raggio di sole sull’altare:
c’era in quel raggio
il cuore che cercava.

Linda Luisi

 

 
Il bimbo stanco
si accostò al giardino,
recinto da pallide mura.
Nel cuore
l’antico sgomento
tremava,
con ali di uccello ferito.
Il bimbo dischiuse i cancelli
del vecchio giardino,
sepolto nel tempo.
Fiori di pietra
ed alberi
velati di silenzio
Gli fermavano i passi.
…Ma poi ci fu l’incanto
del sole
tra foglie accese d’amore
e l’improvvisa, tenera carezza
del glicine materno.

Linda Luisi

 
 
 

linda luisi

Post n°11 pubblicato il 03 Marzo 2010 da ma.risa

Napoli antica

Per la strada consunta e solitaria
saliva lentamente, curva e bianca,
col suo piccolo scialle arrotondato.

Ombra lieve nel freddo della sera
con qualcosa d'antico in quell'andare
un po' stentato e pure... un po' solenne.

Così m'apparve nella vecchia via,
ombra lieve nel vento della sera,
sola e remota come la canzone
singhiozzata dall'ultimo pianino.

 

Sol che tu voglia

Sol che tu voglia camminarmi accanto
in quest'autunno dalle tinte d'oro
io ti farò rivivere l'incanto
di quel giorno assolato e il suo ristoro.

Ritroveremo intatto lo stupore
di quell'azzurro limpido del cielo,
del silenzio sospeso nel tremore
di nubi bianche tenui come un velo.

Poi, se vorrai, andremo più lontano,
tra i viali dell'antica tenerezza
e sarà ancora nostro il mondo arcano
dell'incantata, prima giovinezza.

 
 
 

AUTUNNO

Post n°10 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da ma.risa
Foto di ma.risa

Squillanti grida di bimbi

s’ intrecciano

sul far della sera

in questo giorno d’autunno

che dolcemente saluta

spegnendosi in tinte dorate

su esauste foglie di vite..

 

La sera

ci ammanta con coltre splendente;

le voci si fanno lontane;

gli usci si serrano;

le voci ora tacciono.

 

Non tace il mio cuore

pensando al momento piu’ bello che giunge col freddo:

Natale, il presepe e l’aria di pace e armonia.

Marisa

 
 
 

IL CORAGGIO DELL'IMPOSSIBILE

Post n°9 pubblicato il 15 Luglio 2009 da ma.risa

Un magico silenzio avvolse il sentire

all’indomani della disfatta,

l’anima si trovo’nuda

di fronte a se stessa.

 

Aveva combattuto l’immane battaglia

furiosamente avvinta ai fantasmi del passato

ed ora giaceva sconfitta,

senza difese.

 

Guardo’ il desolante scenario terrestre

e scopri’ che il dolore dei suoi fratelli,

uomini e animali,

era il  proprio dolore.

vide che Menzogna, Ipocrisia ed Egoismo

usurpavano il posto dell’Io nel cuore dell’ Uomo.

 

Alzo’ gli occhi al Cielo

e vide che la cristica Luce

non abbandonava la Terra:

gentile si offriva nel sepolcrale silenzio

ultimo e possente Dono

al cuore crepuscolare dell’uomo.

 

Finalmente capi’il senso delle parole:

“Non io, ma il Cristo in me”.

 

E capi’che quella Luce

da’ il coraggio dell’impossibile

a chi lotta

per amore del Vero, del Buono, del Giusto.

 

Prosegui’ il suo cammino

e ancora non ha timore di dire ogni sera:

“Non io, ma il Cristo  in me”.

Marisa

 
 
 

La mia sera

Post n°3 pubblicato il 13 Marzo 2009 da ma.risa
 


Nel ritorno del giorno ritrovo l'aurea Luce del Principio.
Rosee nubi merlettano colline declinanti ad Est.
L'eterico mondo freme ai primi raggi, e uccelli si affannano
tra rami mentre torno dai sogni.
Sento il divino nella luce che abbaglia case dove uomini si
chiudono nel sonno delle loro coscienze.
Intravedo il mistero della vita nel languore del tramonto.
Sento il tuo amore, Figlio dell'Uomo.
Grazie Signore
per i raggi che effondi sulla mia esistenza.
Grazie, Signore,
per la mia sera.

Marisa

 
 
 

Palcoscenico

Post n°2 pubblicato il 09 Marzo 2009 da ma.risa

Sull'angusto palcoscenico
prosegue, prosaica,
la sarabanda del quotidiano.


Debole luci

su falsi protagonisti
di storie;

tristi ombre che la Storia cancella,


scavanti profonde ferite
nella carne mortale;
giochi di amanti
in perenne peregrinazione.

Catene,


Solitudine,
flusso invisibile e dolce dell'IO,
ove Amore tesse l'epopea
di astri solari che non trovano,
nella menzogna di Tempo e Spazio,
possibilita' di incontro reale.


Ma l'armonia che in me risuona è verace;
reale la tristezza
per la nostra separazione.
Ma tu,
che amore e passione
ispiri al mio cuore:
hai colto il richiamo
di questo immortale momento?

Marisa

 

 
 
 

Il fragile fiore

Post n°1 pubblicato il 09 Marzo 2009 da ma.risa

 

  Nel silenzio

dell'anima che più non brama,

lento,

affondando le radici

nell'antica tenebra dell'incoscienza,

sbocciava il fragile fiore. 

Purpurei petali

riflettenti la pallida stella

preconizzavano il pietoso raggio.

 

Da immemorabile tempo

attendeva il gesto risolutivo

che, fermo,

la riportasse nelle eccelse regioni

da cui cadde semenza.

 

Ma l'alito del Drago

addensandosi pesantemente

nelle paludi dell'anima

derubava il fragile fiore

della sua eterea fragranza.

 

Solo per magico incanto,

per compassione divina,

l'eterico frutto ancor vive.

Debole si erge nel sepolcrale silenzio,

ultimo dono di una terra agonizzante,

estremo sbocciare

del cuore crepuscolare dell'Uomo.

Marisa

 
 
 

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STORIA SEGRETA

 

 

In ognuno di noi esiste una storia segreta.Un cammino che si snoda tra le sequenze della nostra esistenza. E’ un sentiero che nulla ha a che vedere con le scene dei nostri giorni soliti. I nostri giorni soliti sono il risultato dei nostri attaccamenti, delle nostre abitudini. Ma nello spazio senza tempo, oltre i ritmi quotidiani che impregnano un’esistenza satura di egoismo,  esiste una vita reale, magica, vissuta dal nostro vero essere.Questo essere si rivela nei momenti di pura calma, di pura liberta’. Una liberta’ che nasce quando si accetta ciò che ci fa soffrire e si fa temere.    Il sentiero segreto lo scorgiamo nella solitudine; la solitudine vera. Non quella sognata o rappresentata a noi stessi, quella che in mille modi cerchiamo di fuggire, ma quella che nasce accettando il dolore come un varco che porta a se stessi. Quando entriamo nel silenzio assoluto del nostro vero essere, la solitudine  ci narra la nostra vera storia. E’l’alba di una vita nuova, delle cose ridate alla loro pace. Una realta’ indefinibile. E’ un segno dell’Infinito nel finito. Sboccia dal cuore un linguaggio nuovo,un linguaggio colmo d’amore per tutti gli esseri del Creato.Quando avviene cio’ non si può più mentire, mai con nessuno. La verita’ diventa il tempio del nostro essere. Ciò a cui rimanere ancorati. Ci si accosta, senza far rumore, dove ogni sorpresa ha cessato di ferire.Ogni velo di male si scioglie e senza alcuno sforzo si perdona.     Si scopre la capacita’ di amare senza più dolore.  L’amore del mondo, creatore della sofferenza, dell’attesa ansiosa, non è l’amore. E’ l’illusione di un sostegno che prima o poi franera’. Cio’ che si vuole possedere prima o poi si perde. L’amore nato dal bisogno dell’altro non è amore;  chiedere all’altro vicinanza significa non saper essere vicini. L’amore è un dono che giunge a chi ha eliminato da sé ogni illusione, a chi è stato capace di vincere ogni attaccamento. [L.Luisi, Il Sentiero segreto,  1967]

 

 

Linda Luisi - Poetessa napoletana di origine Lucana, 

 i suoi testi sono reperibili in varie antologie e riviste

 e tra le rassegne dei vincitori di molti premi letterari.

Alcune di queste sono state anche musicate dal fratello Luciano.

 Napoli antica

 Per la strada consunta e solitaria  saliva lentamente, curva e bianca, col suo piccolo scialle arrotondato.

 Ombra lieve nel freddo della sera con qualcosa d'antico in quell'andare un po' stentato e pure... un po' solenne.

 Così m'apparve nella vecchia via,

ombra lieve nel vento della sera,

sola e remota come la canzone

singhiozzata dall'ultimo pianino.

 

 

 

 

 

Sol che tu voglia

 

Sol che tu voglia camminarmi accanto

in quest'autunno dalle tinte d'oro

io ti farò rivivere l'incanto

di quel giorno assolato e il suo ristoro.

 

Ritroveremo intatto lo stupore

di quell'azzurro limpido del cielo,

del silenzio sospeso nel tremore

di nubi bianche tenui come un velo.

 

Poi, se vorrai, andremo più lontano,

tra i viali dell'antica tenerezza

e sarà ancora nostro il mondo arcano

dell'incantata, prima giovinezza.

 

Linda Luisi

 

 

 

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Non è procedendo sul piano orizzontale

del divenire-processo

che possiamo trovare la libertà,

ma è sul piano verticale.

 

Non è andando

che possiamo ritrovarci,

ma è fermandoci.

 

[Raphael, La via del fuoco]

 

 

Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo cio'  che e' limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conoci gia'
allora imparerai come si vola.

Il Gabbiano J. Livingstone