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Affittasi villetta Torre Suda vicino a Gallipoli, a 400 mt. dal mare, climatizzata, 2 unità abitative, complessivamente: 2 camere matrimoniali, 2 saloni, una cameretta, sala con soffitto a stella, 8-9 posti letto, cucina abitabile + angolo cottura, grande giardino intorno, ampia veranda, posti macchina, terrazzo vista mare, Per informazioni tel. 328.0871187
TORRE SUDA

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Era solo ieri era solo ieri che preparavo E piano... Già, nella rigida sera Come una bambina attendo fremente Manu
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NEI CAMPI Cerco la vita tra le piccole nuvole Attraverso i rami contorti, Rugiade, fango e liquami, E bucce di spradiche radici. Senza vento il freddo avvolge la terra Ci invade un gelo d'inferno E piano le membra odiate Restano dure e piegate. Le pupille bloccate di occhi che veder non vogliono, rimangono sentinelle di ricordi sbiaditi. Manu
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Confucio, 21 dicembre 2011, 13:54 Politica "L'appartenenza al totem", scrive Freud, "è il fondamento di ogni obbligo sociale". Sostenere che l'art. 18 non è un totem, vuol dire che si può fare a meno dei divieti positivi che presiedono alla civilizzazione del mondo del lavoro e delle sue forme contrattuali. Per dirla con Freud, intervenire sull'articolo 18, negandone le funzioni sociali, significherebbe regressione ad uno stato di inciviltà e aprirebbe il vaso di Pandora dei comportamenti arbitrari in ogni azienda di medie o grandi dimensioni. Si vuole davvero questo? Nell'intervista che ha concesso domenica 18 dicembre al Corriere della Sera, la neo ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha sostenuto che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori "non è un totem". La dichiarazione non poteva non suscitare un coro di approvazioni e disapprovazioni. Sindacati sul piede di guerra, con le repliche durissime di Camusso e Bonanni. Marcegaglia, Casini e perfino Fioroni, invece, manifestano forti aperture. Ora, al di là del merito della vicenda dell'articolo 18, sulla quale ciascuno avrà maturato giudizi e opinioni, ci sia permesso di cogliere un solo aspetto, linguistico, di quanto è accaduto. Insomma, ci par di capire che con questo governo sia emerso un nuovo lessico. Se fino a ieri, col governo Berlusconi, bunga bunga e patonza erano gli idiomi più usati, oggi emergono termini presi in prestito dal lessico etno-antropologico, scopriamo i totem e i tabù. Non possiamo che rallegrarcene, considerando l'alto tasso intellettuale dei membri del governo Monti. Eppure, c'è qualcosa che proprio non quadra, nell'uso tanto disinvolto del nuovo lessico. Ci riferiamo alla Fornero e a tutti coloro che ne hanno sostenuto la battuta. Già, perchè invece di chiederle che significato abbia davvero l'accostamento dell'articolo 18 al totemismo, coloro che hanno sostenuto la battuta di Fornero l'hanno perfino rilanciata. Casini, severo: "l'articolo 18 non è un totem per nessuno". Marcegaglia, con altrettanta severità e serietà: "in una situazione come questa non ci sono più totem o tabù". Per Giuseppe Fioroni, ex ministro dell'Istruzione nel governo Prodi e dirigente di spicco del Partito democratico, "l'articolo 18 non è un tabù. Ma serve una discussione in cui sia presente il tema degli ammortizzatori sociali". Per vederci chiaro, noi che non siamo così intelligenti, siamo andati alla fonte di questi nuovi innesti idiomatici, usati in modo così disinvolto. E abbiamo scoperto che probabilmente si fa riferimento a quello straordinario studio di Sigmund Freud, del 1913, dal titolo, appunto, "Totem und Tabu". È una ricerca rigorosa e puntuale, una sorta di summa delle definizioni che gli etno-antropologi hanno fornito di totem e tabù. Perché Freud sentì questo impellente bisogno di legare le scoperte della psicanalisi alle origini primitive del pensiero religioso? Perchè il nostro inconscio, e la costruzione dell'intera civiltà, sono anche il frutto dei processi ontogenetici e filogenetici che derivano dal passato più ancestrale e profondo. Dunque, di cosa parliamo quando citiamo un totem? In sintesi, di uno strumento simbolico (un animale, una pianta, un elemento naturale) che lega un clan o un'intera comunità a un vincolo di civiltà. Per il grande antropologo Frazer, il totem si lega all'esogamia, ovvero si ricorre a un meccanismo simbolico di obbedienza per evitare l'incesto. Tutti i membri del clan che sono sottoposti agli obblighi dettati da quello stesso totem, ubbidiscono allo stesso vincolo di civiltà: nessun matrimonio è possibile endogamicamente e l'incesto viene punito severamente. "L'appartenenza al totem", scrive Freud, "è il fondamento di ogni obbligo sociale". Come si evince, totem, nella valenza freudiana e nel contesto etno-antropologico, ha un'accezione tutt'altro che negativa. Anzi, l'interpretazione più accreditata è che nelle comunità primordiali esso sia stato un elemento determinante per le fasi successive del processo di civilizzazione dell'umanità. Anche il termine Tabù (che si lega al Sacer dei latini, allo Hagos dei greci e al Kodausch degli ebrei) viene giustificato nel lungo processo di civilizzazione. In sostanza, senza il Tabù (o "orrore sacro"), in qualche modo conficcato nell'inconscio di tutti gli individui di tutte le latitudini e di ogni epoca, non vi sarebbe rispetto delle leggi, giuridiche e morali. Per farla breve, nel lessico degli studiosi di Etnologia e di Antropologia, tabù non possiede un'accezione negativa, anzi, viene assunto per ricostruire le forme dei legami sociali nel processo di civilizzazione. Ma allora, se ciò è vero, perchè affannarsi a sostenere che in relazione all'articolo 18 non esistono totem né tabù? Se mettiamo insieme filologia dei termini e intenzionalità di coloro che li hanno espressi, possiamo tentare un'interpretazione. Come abbiamo visto, totem e tabù servono alle comunità primitive per legittimare divieti positivi, che abbiano come fine il legame sociale nel processo di civilizzazione. Se è così, l'articolo 18, assunto come totem, è un divieto positivo, una norma di civiltà (come giustamente ha sostenuto Susanna Camusso). Sostenere che non è un totem, vuol dire che si può fare a meno dei divieti positivi che presiedono alla civilizzazione del mondo del lavoro e delle sue forme contrattuali. Per dirla con Freud, intervenire sull'articolo 18, negandone le funzioni sociali, significherebbe regressione ad uno stato di inciviltà e aprirebbe il vaso di Pandora dei comportamenti arbitrari in ogni azienda di medie o grandi dimensioni. Si vuole davvero questo? Attendiamo risposte, da Casini, dalla Marcegaglia, da Fioroni. Ma soprattutto da Elsa Fornero. Alla quale, però, ci permettiamo un piccolo suggerimento: d'ora in poi, faccia più attenzione alle terminologie, perchè usate male, le si rivoltano contro. http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=8208a107b93d990 |
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Post n°1376 pubblicato il 30 Novembre 2011 da MANUGIA95
Completare la tabella calcolando:
Tot. Vendite = Somma delle vendite dei singoli trimestri Profitto = Totale vendite - costi Media = Media tra le vendite dei vari trimestri Perc. Sul totale = Percentuale di vendita delle singole zone rispetto al totale Totale = Somma dei vari importi
Inserire una nuova colonna "Variazione %" (K) per calcolare la variazione del fatturato tra la zona Sud-Est e la zona Nord-Est Trascinare la cella in basso in modo da completare la colonna. Formattare le celle della colonna in modo da visualizzare i valori percentuali.
Disegnare un grafico del tipo “a torta” utilizzando come dati le percentuali di incidenza degli utili mensili sull’utile totale (Colonna J) e come legenda la prima colonna; inserire le etichette dati; esplodere la fetta più ampia.
Rappresentare con un istogramma cilindrico in pila le vendite delle varie zone, ponendo sull'asse delle X i vari trimestri.
Creare un grafico che rappresenti l'andamento totale delle vendite riferite alle varie zone nonché le variazioni percentuali di fatturato (tipo grafico: linee - colonne su 2 assi) |
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Post n°1375 pubblicato il 06 Novembre 2011 da MANUGIA95
Informatica e laboratorio: http://podcast.vallauri.edu/Podcasts/2011-1-11/Appunti_di_Informatica_e_Laboratorio.pdf Esercizi con flow chart http://corsiadistanza.polito.it/corsi/pdf/09ASOP/pdf/flow.pdf |
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Post n°1374 pubblicato il 28 Ottobre 2011 da MANUGIA95
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Post n°1373 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da MANUGIA95
Come un bimbo che nasce, o un uomo che muore, mi circonda la vita, Mi allungo e mi divincolo alla ricerca della libertà. Può essere lungo e doloroso il passaggio, ma presto vedrò la luce. Cerco nelle gocce di cielo, i ricordi Cerco nei visi lampi di sorrisi, mi guardo le mani stanche. Da qualche parte arriverò finalmente.... Manu
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Post n°1372 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da MANUGIA95
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Post n°1371 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da MANUGIA95
A Silvio..... quando verità splendea negli occhi nostri ridenti e fuggitivi, e tu, lieto e pensoso, il limitare di gioventù salivi? Sonavan le quiete stanze, e le vie d'intorno ad Arcore, al tuo perpetuo canto, allor che all'opre femminili intento sedevi, assai contento di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il can per l'aia. Noi gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte, ove il tempo mio primo e di me si spendea la miglior parte ancora senza Gelmini, d’in su i speroni del milanese castello porgea gli orecchi al suon della tua voce, ed alla man veloce che percorrea il membro flaccido. Mirava il ciel sereno, le vie dorate e gli orti, e quinci il mar da lungi, e quindi il monte. Lingua mortal non dice quel ch’io sentiva in seno (ma avevo una gran paura). Che pensieri brutali, che furbizia, che odi, o Silvio mio! Quale allor ci apparia la vita umana e il fato! Quando sovviemmi di cotanta speme, un odio mi preme acerbo e sconsolato, e tornami a doler di mia sventura. O giustizia, o giustizia, perché non rendi poi quel che prometti allor? perché di tanto inganni i figli tuoi? Tu pria che l’erbe inaridisse il verno, da chiuso morbo di alzhaimer combattuto e vinto, gioivi, o porconcello. E non vedevi più il fior degli anni tuoi; non ti molceva il core la dolce lode or delle nigre e bionde chiome, or degli sguardi innamorati e schiavi dei tuoi soldi; né teco i compagni di merende ai dì festivi ragionavan d’amore e corna. Anche perìa fra poco la speranza mia dolce: agli anni miei anche negaro i fati la libertà. Ahi come, come passato sei, caro compagno dell’età mia nova, mia lacrimata speme! Questo è il mondo? questi i diletti, il governo, l’opre, gli eventi, onde cotanto ragioni con Tremonti? questa la sorte delle umane genti italiche? All’apparir del vero tu, misero, cadesti: e con la mano la fredda morte ed una tomba ignuda mostravi di lontano. Manugia |
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Post n°1370 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da MANUGIA95
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Post n°1367 pubblicato il 21 Settembre 2011 da MANUGIA95
Lentamente nel grigio. Camminavo a margine della piccola
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Post n°1366 pubblicato il 13 Settembre 2011 da MANUGIA95
Padre sei passato al sonno della morte, Dov'era questo luogo T'hanno legato, Manu
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Nelle stanze Nelle vuote e lacrimose stanze
Manu
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Post n°1364 pubblicato il 05 Settembre 2011 da MANUGIA95
Ci sono delle azioni fatte dalla politica di cui non si capisce il motivo, nemmeno a lambiccarsi il cervello. Per esempio c’è una notizia, passata abbastanza in sordina, che racconta della rabbia e dell’indignazione montata negli abitanti del Comune di Aielli, in provincia dell’Aquila. Motivo? L’inaugurazione frettolosa, il 20 agosto, di una piazza intitolata al Prefetto Guido Letta, zio di Gianni Letta. compagnia del presidente della Provincia e qualche assessore per fare numero, senza neanche la presenza di Gianni Letta, ha dato vita alla nuova piazza Guido Letta. Ma perchè tanta contrarietà da parte del “popolo”? I motivi ci sono tutti: Quindi, e lo capisce anche un bambino, ci sono almeno tre colossali motivi per non doversi sognare nemmeno un’operazione come quella che invece è stata portata a termine il 20 agosto. E il perchè di questa follia resta veramente incomprensibile. Sarà complottismo o esiste una volontà di riscrivere la storia partendo da piccole insignificanti modifiche come questa? Written by Frenchi |
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Post n°1363 pubblicato il 04 Settembre 2011 da MANUGIA95
Dopo i pochi chilometri di rocce piane o alte che sprofondano nel mare cristallino della zona di Torre Suda e Alliste e che dividono le stupende spiagge di Gallipoli da quelle di Ugento si incontra il porto di San Giovanni con la sua particolare torre a scacchi. Dopo il porto iniziano le dune verdi ricoperte di macchia mediterranea che nascondono questa poco famosa spiaggia che è lunga circa quindici chilometri. Chi vi arriva non è abituato a questo splendore. Si lascia la macchina in uno dei pochi, ma capienti parcheggi e si saltano le prime dune per scoprire un mondo fantastico! Chilometri e chilometri di spiaggia bianca e sottile senza conchiglie o altri tipi di ciottoli, entrando si può camminare per cinquecento metri con l'acqua che arriva sempre alle ginocchia e ammirare il fondale bianco tipico dei caraibi. Poi lentamente il livello dell'acqua si alza per avvolgerti in questo spazio verde e di tutte le tonalità del blu. Ancora guardi sotto e la rena bianca e un pò ondulata ti appare ben visibile, in maniera limpida. A fine agosto banchi di bassa marea si alternano a striscie di acqua calda e pulita: una piscina naturale. La spiaggia è divisa in maniera alternata tra zone libere e attrezzate, la gente, a parte ferragosto, non è mai troppa. Speriamo anzi che questo posto fantastico rimanga ancora per lungo tempo sconosciuto!!!
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Post n°1361 pubblicato il 24 Agosto 2011 da MANUGIA95
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Post n°1360 pubblicato il 20 Luglio 2011 da MANUGIA95
Racconti
Libero di pensare.
Scrostavo coi denti il torso dolce della cosa, che una volta doveva essere stata una mela, e guardavo attraverso la notte grigia i bagliori ritmici nei cortili. Gli uomini o meglio, le loro carcasse, erano assopiti e buttati sui piccoli castelli di legno, qualcuno grugniva nel sonno ristoratore e qualcuno si lamentava del sogno più schifoso della realtà. La morte non ci faceva più paura, eravamo abituati all’idea di morire all’improvviso. Qual dolore? Forse un ristoro… Il freddo alitava continuo e il corpo lo assorbiva lentamente, diventando un pezzo di legno senza calore alcuno. I brividi erano inutili e i miei occhi spalancati godevano delle scene paurose e del momento di assoluto riposo. Non c’era più la paura, ma solo la curiosità di vedere la morte. Alcune grida in lontananza portavano la pace nel cuore: voleva dire che in quel momento i nostri futuri carnefici non pensavano a noi, povere cose già morte. Ero libero, libero di pensare veleno e vomito di quello che provavo e vivevo. L’angoscia aveva lasciato il posto alla pace interiore, forse finta o voluta, della rassegnazione. Impossibile non abituarsi a quel buio malefico e breve. Presto ci avrebbero radunato con ordini secchi e violenti. Avrebbero ottenuto con manganellate e scudisciate da morti che camminavano, pattuglioni di infelici, inquadrati come un perfetto rettangolo della sporcizia e dell’infelicità. Uomini in stivali lucidi e neri avrebbero colpito all’impazzata sulle nostre teste per contarci e per avviarci di nuovo verso il lavoro estenuante e mortale. Come pazzi, solo dopo l’appello ci saremmo buttati sul velenoso caffè, slavato e schifoso. Come mandrie imbufalite ci saremmo riparati tra i muri delle latrine per scaricare i nostri rifiuti. E ancora, a cercare un po’ d’acqua per bagnarci gli occhi. Le putride bocche piagate, ridotte a ghigni disumani sarebbero tornate ad aprirsi per accogliere le erbacce trovate tra i sassi, sporche di terra e feci. Ma ancora era notte. Una notte corta e infelice, con voci che urlavano sguaiatamente frasi tedesche e risate grasse e peccatrici, sicuramente soldati andati a puttane, ubriachi e gonfi di cibo. Ma noi liberi d pensare, nel buio, ancora per poco. Lo stanzone puzzava di sterco e molti russavano abbracciati ancora un poco al loro sonno bestiale. Un capò passava ogni tanto dall’alta porta dalla quale si intravedeva un cielo senza stelle, un latteo grigio che prometteva solo fredde mattine di umiliazione, botte e fatica. Ma ora tutto andava bene, ero libero di pensare. Manu
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Post n°1359 pubblicato il 21 Giugno 2011 da MANUGIA95
Dirompente ecco l'estate Stringo il vento nelle mani, Vapori e odori di acque salate, Manugia
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Inviato da: MANUGIA95
il 09/02/2012 alle 17:11
Inviato da: PENSIERO_STUPENDO12
il 09/02/2012 alle 03:45
Inviato da: massimocoppa
il 06/10/2011 alle 17:49
Inviato da: cavallogoloso01
il 21/09/2011 alle 12:22
Inviato da: MANUGIA95
il 03/09/2011 alle 23:02