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Catechesi II, III media

Post n°8 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da marinella95

Famiglia, comunica la tua fede


 

Dal Vangelo di Luca (cap. 2)

Parti dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.


Preghiamo:

Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei Amore e Vita, fa che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, "nato da Donna", e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano.

Fà che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella vertà e nell'amore.

Fà che l'amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie.

Fà infine, te lo chiediamo per intecessione della Sacra Famiglia di Nazareth, che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra possa compiere fruttuosamente la sua missione nella famiglia e mediante la famiglia.

Amen.


(Giovanni Paolo II)


Canto: E sono solo un uomo

 
 
 

DALL'AGENDA DI... CARLO

Post n°7 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da marinella95

" ...Mi sento invaso ancora dall'odorino della pizza che non ho mangiato! Ma la serata è stata da favola: ho rivisto per la decima volta Il Re Leone per far contenta Sara. E meno male che la smorfiosetta è stata buona, altrimenti chi li sentiva i vecchi al rientro! Chissà perchè iin famiglia uno non può fare i propri comodi ma deve dimostrare sempre Qualcosa".

 


Professione: baby sitter

La musichetta metallica del telefonino fa sobbalzare il gatto persiano prima ancora di Carlo.
"Ehi, Spizzico! Allora ti aspettiamo in pizzeria!"
"Magari. Stasera sono di guardi. I miei devono uscire e mi hanno precettato per badare a mia sorella".
Dall'altra parte del filo, la voce accenna una finta commozione:
"Non posso crederci! Hai una fortuna boia... Ma non potrebbero pagare una baby sitter?".
"No, perchè c'è già: il povero fesso che ti sta parlando. << In famiglia tutti devono fare la propria parte>>: parola di mio padre!".
"Mi sembra di conoscere questa storia! Anche a me la ripetono ogni volta che vogliono farmi fare qualcosa. Come vedi, i genitori sono tutti uguali... "
Un attimo di silenzio, poi:
"Sì, ma intanto la pizza io la salto e tu te la sbafi... "




Abbiamo bloccato Gianni e Adriana all'uscita della scuola. Sono compagni di banco in 3° media. Hanno risposto alle domande perchè l'argomento li interessa molto.

 


"Come vi trovate in famiglia?"


Gianni: I miei mi vogliono bene... Però, a volte, mi sento un pò allo stretto. Appena ho una scusa pronta scappo via, oppure rinfresco l'aria abituale riempiendo la casa con un sacco di amici.

Adriana: Io, invece, mi sento tremendamente sola! Di per sè mi troverei anche bene. Ma dopo tutto finisco per star male perchè i miei li vedo di sfuggita la sera quando rientrano stanchi morti. Ovviamente, spremuti come sono, non hanno tempo da passare con me.

 


"Avresti qualche consiglio da dare ai tuoi genitori?"

Gianni: Uno di sicuro. di fidarsi di più di me perchè sto crescendo e non sono più il bambino immaturo che loro credono ancora di vedere in me.

Adriana: Vorrei che passassero più tempo con me, per ascoltare i miei problemi e le difficoltà che incontro ogni giorno. Non posso risolvere tutto con la solita battuta: "Su via, hai solo delle storie... ".



"La famiglia siete anche voi. Cosa potreste fare per migliorare il clima in casa?"

Gianni: Basterebbe che fossi un pò più ordinato e mia madre la pianterebbe di urlare. E io, di conseguenza, sarei più contento. Ma devo riconoscere che potrei fare meglio e soprattutto passare più tempo con loro, invece di chiudermi in camera a guardare la televisione.

Adriana: Mi piacerebbe che ci capissimo di più. Lo so che non è facile perchè parliamo a volte due lingue diverse. Ma non vorrei essere nei panni dei genitori, vista la fatica che devono fare per entrare nei miei gusti e sogni.


 

Un pò di domande per noi:

  • Anche seconto te i genitori chiedono troppo ai figli?
  • Ti costa tanto giocare con i fratelli piccoli?
  • Cambieresti la tua famiglia con quella di un amico?

 

 

Provate a rispondere anche voi.

 
 
 

Catechesi II, III media

Post n°6 pubblicato il 23 Novembre 2009 da marinella95

Venerdì, 20 novembre 2009

 

La comunità...

Un gruppo di persone


Dal Vangelo di Marco (3,13-19)

Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne cosituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perchè avessero il potere di scacciare i demoni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèefhes, cioèfigli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.

Gesù passa la notte in preghiera, poi scende e ne crea dodici. Le finalità sono chiare: stare con lui, cioè fare esperienza di lui, per predicare il vangelo e per allontanare il Maligno. Tutto qui. Questa è la Chiesa: la comunità di quelli che stanno con lui, che predicano il vangelo, che allontanano il Maligno. Non chiedete altro alla chiesa, non aspettatevia ltro da lei, Ma la cosa straordinaria è quell'elenco su cui passiamo come se niente fosse. Quei dodici nomi scolpiti nella storia. Se non avessimo alle spalle duemila anni di catechismo sobbalzeremmo leggendo questo elenco! Dodici nomi che indicano dodici personalità opposte, inconciliabili. Gesù mette assieme pescatori e intellettuali, ultradizionalisti come Giacomo e Zeloti, cioè terroristi, come Simone, ebrei ortodossi a pubblicani... Che sfida! Di più: Gesù ha pregato tutta la notte per avere con lui un uomo come Giuda. Si sarà sbagliato? Eppure sotto la croce tutti fuggiranno: Gesù forse vuole dirci qualcosa di nuovo, di eclatante. Vedete, amici, se questa è la prima comunità, il modello a cui ispirarci, abbiamo di che riflettere. La chiesa non raccoglie i primi della classe, i giusti, i perfetti. La chiesa non è un club di gente con gli stessi interessi cultural-religiosi. No. La chiesa è il popolo radunato dal Signore, così diversi eppure uniti dallo stesso Cristo. Guardate le nostre comunità quanto sono diverse. Quale altra situazione potrebbe radunarci? Se ci mettessimo a discutere di come deve vestire un prete ci scanneremmo. Se dovessimo metterci d'accordo per animare una Messa, idem. E invece siamo insieme, uniti dalla stessa fede, uniti dallo stesso Cristo. Questa è la chiesa: il popolo radunato dalla Parola che cammina verso la pienezza del Regno. Tutto il resto, amici, è coreografia. La chiesa non è il popolo dei perfetti, ma dei riconciliati.
Hai pregato tutta la notte, Signore, per scegliere quei dodici, così simili a noi nella nostra fragilità, perchè nessuno pensasse alla Chiesa, al tuo sogno, come ad un club di bravi ragazzi, ma come ad un gruppo di persone che testimoniasse, malgrado la propria fragilità, di appartenere a te...


Insieme:

Grazie, Signore,
di averci preparato la gioia dell'amicizia.
Grazie, Signore, se anche amici, ci hai fatto diversi.
Fà, o Signore,
che ognuno prenda il proprio talento e non lo sotterri,
ma lo metta al servizio degli altri.
Grazie, Signore, per gli amici,
per tutte le cose belle che hanno e che fanno,
per tutte le volte che non mi fanno sentire solo.
Se qualcuno deve soffrire, Cristo, sostienilo!
Spirito di Vita, illuminalo!
Che la nostra amicizia ci porti sempre verso di te,
Signore,
in uno stesso amore.
Noi ci sforziamo di vivere assieme, o Signore.
E come potrebbe essere altrimenti,
se siamo tutti fratelli!



 
 
 

Catechismo II e III media

Post n°5 pubblicato il 14 Novembre 2009 da marinella95

RIFLESSIONE PERSONALE
     Come posso fare a guardare oltre il dito?
     Ne sono capace?
     Quando riesco a superare il dito sono capace di guardare la luna nel profondo?


BI - BIP!BI - BIP!

EHI UN MESSAGGIO. HAI VISTO LA TIPA DELLA 3° C CHE E' ARRIVATA STAMATTINA? STRABELLA...


LO SGUARDO SUGLI ALTRI

Ciao,
     io sono Mino. Il mio nome è Giacomo. Da piccolo mi chiamavano Giacomino e da qui Mino. Un giorno a scuola un compagno mi ha chiesto se Mino è un diminutivo di minorato. Allora la prof lo ha fatto sospendere. Mi è spaiciuto per lui e per sua mamma. Io non mi sono offeso; è vero: sono minorato. Ringrazio il cielo che muovo le mani e che riesco a studiare: i medici dicono che è un miracolo se sono ancora vivo, dopo quell'incidente che ho fatto.
     Da tre anni non posso più correre, non gioco né a calcio né a basket. E' uguale. Faccio altre cose. Studio di più, leggo, navigo in internet. Parlo con gli amici. Ho detto amici, non amiche. Le ragazze sono... come dire? Cioè non ti vengono tanto a trovare. Qualcuna è sempre in casa a studiare; altre, come Stefania o Francesca, quando escono vanno al pub perchè s'incontrano coi loro ragazzi. L'unica che veniva a trovarmi o mi telefonava era Annalisa... Ora che si è ritirata da scuola non ha più bisogno dei compiti, quindi è sparita... La cosa che mi intristisce di più è quando qualcuno si sente in dovere di darmi qualche cosa, per farmi la carità quasi.
      Io ho bisogno di poco. E mi sento pronto a dare tanto, tantissimo...
      C'è chi pensa che io non possa arrivare dove arrivano tutti, che io non possa dare qualcosa a qualcuno. Provo imbarazzo quando faccio qualcosa di bello e mi sento il commento: "Eh, però! Hai visto che bravo sei stato". Come dire: "Guarda che cosa è riuscito a fare nonostante sia handicappato!"
     Ho capito che la gente non guarda solo al regalo, ma anche all'incarto. Si preoccupa dell'immagine. Capisco che il mio incarto, la mia immagine non è granché. un sedicenne in carrozzella non fa auditel.
      Mi piace tanto un poster, che ho appeso in camera mia: è il manifesto di un concilio dei giovani svolto in America 30 anni fa. c'è una mano, con un dito e la luna; una frase dice: "Quando il dito indica la luna, l'imbecille guarda il dito". Avete capito che cosa significa? Per certe persone, stupide, non importa quello che fai o quello che dici... Ma importa chi tu sei e quanto vali.
       Io non mi lamento di quello che sono; ringrazio Dio che ci sono; mi sforzo di essere un dono più che posso per qualcuno.
        Se con questa chiacchierata vi ho indicato la luna... Non guardate il dito e nemmeno alle ruote della mia poltrona.


Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra

Dal Vangelo di Giovanni (8,1-11)
Gesù si avviò allora verso il monte delgi Ulivi. All'alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: "Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?" Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: "Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?" Ella rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neppure io ti condanno; và e non peccare più".


Per riflettere...

La prima esortazione del Signore è: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Gesù non dice una sola parola che possa significare attenuazione della colpa della donna, ma neanche la condanna. Gesù non giudica la donna. Ma con queste sue parole egli giudica l'antica legge, la supera e manifesta la via dell'amore di Dio, che infrange la religione dell'obbedienza. L'adultera nel suo peccato ci rappresentava tutti. Noi tutti siamo peccatori come lei. Né migliori né peggiori. E l'accusa di Gesù non fu rivolta solo alla donna, ma a tutti i presenti.


Preghiamo (dal Salmo 54)


O Dio, per il tuo nome, salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.
O Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio alle parole della mia bocca;
poichè sono insorti contro di me gli arroganti
e i prepotenti insidiano la mia vita,
davanti a sè non pongono Dio.
Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore mi sostiene.
Fa ricadere il male sui miei nemici,
nella tua fedeltà disperdili.
Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio,
Signore, loderò il tuo nome perchè è buono;
da ogni angoscia mi hai liberato
e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.

 
 
 

Catechesi II, III media

Post n°4 pubblicato il 10 Novembre 2009 da marinella95

COME CI VEDE DIO?

Una storiella per riflettere...

Manuel e Stefano un pomeriggio all'ingresso dell'oratorio. Manuel è appollaiato sul motorino, Stefano è appena arrivato con un pallone da basket.
Stefano:
Ehi ciao Manuel, come va?
Manuel: Sì, tutto regolare.
Stefano: Senti ma, a scuola tutto bene? Mi dicevi che avevi litigato con quello là... come si chiama?
Manuel: Chi? Roberto?... Sì è un rompiscatole. Mi dice che vuole aiutarmi in matematica, ma non mi serve il suo aiuto. E' quella pazza della prof che ce l'ha con me!
Stefano: Lascia perdere. Ti va di fare due tiri a canestro?
Manuel: Naaa, sto aspettando una tipa.
Stefano: Ma dai... non ci crede nessuno. Vieni a giocare un pò.
Manuel: Oh ma non rompere! Lo sanno tutti che non sono capace di giocare a basket.
Stefano: Va bene. Solo un ultima cosa e poi ti lascio in pace. Stasera vieni a catechismo?
Manuel: Boh, penso di sì ...
Stefano: Ti ricordi che bisogna rispondere alla domanda "Cosa pensa Dio di me?"
Manuel: Ah davvero, non lo sapevo. Non ascolto quello che dice l'educatrice. Io sto lì per la Fede.
Stefano: Dai è una domanda interessante, tu cosa diresti?
Manuel: Io? Ma che ne so ... mi sa che Dio non dice cose belle su di me. Non faccio mai "il bravo", me lo dicono tutti. Ma poi me ne frego... se sono così, non ci posso fare niente.
Stefano: Sarà ... Anche io faccio fatica a rispondere perchè non so in base a cosa giudica Dio, però ci sarà pure qualcosa di buono in ognuno...

Dal Vangelo di Luca (7,36-50)
  
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
   A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra se. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice". Gesù allora gli disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: "Maestro, dì pure". "Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?". Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". E volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poichè ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco." Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati". Allora i commensali cominciarono a dire tra sè: "Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?". Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; và in pace!".

Insieme

Signore, tu mi scuti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore; già la conosci tutta.
Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
Gloria ...

Canto Lo sguardo di Dio


Lo sguardo degli altri

Vorrei provare ad essere un'altra persona
per vedere me stesso
come mi vedono gli altri.

Vorrei sapere qual'è l'impressione che prova chi
non sa per nulla
quello che faccio e che sono,
quando cammino
pensando ai fatti miei,
quando sorrido
per chiedere qualcosa.

La mia paura
è che a vedere me come sono
io potrei rimanere deluso.
La mia paura
è che a vedere come sono
io potrei rimanere deluso, rimanere deluso ...

(Come mi vedono gli altri, di Luigi Tenco)

 
 
 

Catechesi II, III media

Post n°3 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da marinella95

C'è di più ... perchè c'è Gesù

 

Dal vangelo di Marco (4,18-22)

Mentre passava lungo il mare di Galilea, egli vide Simone e Andrea, fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perchè erano pescatori. Gesù disse loro. "Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini". Essi, ladciate subito le reti, lo seguirono. Poi, andando un pò oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello, che anch'essi in barca rassettavano le reti; e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo, loro padre, nella barca con gli operai, se ne andarono dietro a lui.

 

ERANO DUE SASSOLINI AZZURRI

Due sassolini, grossi sì o no come una castagna, giacevano sul greto di un torrente. Stavano in mezzo a migliaia di altri sassi, grossi e piccoli, eppure si distinguevano da tutti gli altri. Perchè erano di un intenso colore azzurro. Quando un raggio di soli li accarezzava, brillavano come due frammenti di cielo caduti nell'acqua. Loro due sapevano benissimo di essere i più bei sassi del torrente e se ne vantavano dal mattino alla sera. Guardavano con commiserazione gli altri sassi che erano grigi, bianchi, striati, rossicci, chiazzati. "Noi siamo i figli del cielo", strillavano, quando qualche sasso plebeo si avvicinava troppo. "State a debita distanza! Noi abbiamo il sangue blu. Non abbiamo niente a che fare con voi!". Erano insomma due sassi boriosi e insopportabili. Passavano le giornate a pensare che cosa sarebbero diventati, non appena qualcuno li avrebbe scoperti. "Finiremo certamente incastonati in qualche collana insieme ad altre pietre preziose come noi". "Sul dito bianco e sottile di qualche dama". "Sulla corona della regina d'Olanda". "Sulla spilla della cravatta del principe di Galles". "Ci aspetta una gran vita ...". "Alberghi di lusso, crociere, balli, feste, ricevimenti...". "Andremo fino a Katmandu... ". Un bel mattino, mentre i raggi del sole giocavano con le trine di spuma dei sassi più grandi, una mano d'uomo entrò nell'acqua e raccolse i due sassolini azzurri. "Evviva!" gridarono i due all'unisono. "Si parte!". Finirono in una scatola di cartone insieme ad altri sassi colorati. "Ci rimarremo ben poco!", dissero, sicuri della loro indiscussa bellezza. La cosa durò più del previsto. I due sassolini furono sballottati qua e là, cambiarono spesso scatola, furono spesso soppesati e palpati da mani ruvide. Rimasero ultimi nella scatola. Poi una mano li prese e li schiacciò di malagrazia contro il muro in mezzo ad altri sassolini, in un letto di cemento tremendamente appiccicoso. "Ehi! Fai piano! Siamo preziosi, noi", gridavano i sassolini azzurri. Ma due sonore martellate li fecero affondare ancora di più, dentro il cemento. Piansero, supplicarono, minacciarono. Non ci fu niente da fare. I due sassolini azzurri si ritrovarono inchiodati al muro. L'amarezza e la delusine li riempivano di riflessi viola. "Razza di imbecilli, asini e incopetenti! Non hanno capito la nostra importanza!". Il tempo ricominciò a scorrere, lentamente. I due sassolini azzurri erano sempre più arrabbiati e non pensavano che ad una cosa: fuggire. Ma non era facile eludere la morsa del cemento, che era inflessibile e incorruttibile. I due sassolini non si persero di coraggio. Fecero amicizia con un filo d'acqua che ogni tanto scorreva su di loro. Quando furono sicuri della lealtà dell'acqua, le chiesero il favore che le stava tanto a cuore. "Infiltrati sotto di noi, per piacere. E staccaci da questo maledeto muro". L'acqua non se lo fece ripetere due volte. Era la sua passione infiltrarsi nei muri e si divertiva molto ad allargare crepe e sbriciolare cemento. Fece del suo meglio e dopo qualche mese i sassolini già ballavano un pò nella loro nicchia di cemento. Finalmente, una notte umida e fredda, Tac! Tac! : i due sassolini caddero per terra. "Siamo liberi!". E mentre erano sul pavimento lanciarono un'occhiata verso quella che era stata la loro prigione. "Oooh!". La luce della luna che entrava da una grande finestra illuminava uno splendido mosaico. Migliaia di sassolini colorati e dorati formavano la figura di Nostro Signore. Era il più bel Gesù che i due sassolini avessero mai visto. Ma il volto... il dolce volto del Signore, in effetti, aveva qualcosa di strano. Sembrava quello di un cieco. Ai suoi occhi mancavano le pupille!
"Oh, no!". I due sassolini azzurri compresero. Loro erano le pupille di Gesù. Chissà come stavano bene, come brillavano, come erano ammirati, lassù. Rimpiansero amaramente la loro decisione. Quanto erano stati insensati! Al mattino, un sacrestano distratto inciampò nei due sassolini e, poichè nell'ombra e nella polvere tutti i sassi sono uguali, li raccolse e, brontolando, li buttò nel bidone della spazzatura.

 

Preghiamo:

Signore, sei tu che mi hai fatto, Tu mi hai creato, mi hai pensato e amato da sempre. So che ho un posto nel tuo Progetto d'amore: un posto mio, che nessun altro potrà occupare. E so che solo lì realizzerò la mia vita, solo vivendo ciò per cui mi hai creato. Per questo, oggi ti prego: guidami a scoprire quel che tu hai pensato per me, dammi il coraggio per sceglierlo, insegnami a viverlo con fedeltà.
Amen.

 
 
 

Lettera

Post n°2 pubblicato il 10 Giugno 2009 da marinella95

Questa è la lettera mi è stata consegnata oggi dalla prof Favaro (italiano, storia, geografia e tutor della classe II media sez C della scuola don Zeno Saltini di Oreno fraz di Vimercate MB)

 

Vimodrone, 9/6/09

Cara Marinella,

siamo giunti alla fine del percorso fatto insieme per due anni.
Sono stati anni intensi, belli, a volte faticosi, nei quali ho imparato a conoscere te e i tuoi compagni e ad affezionarmi a voi.
Ho svolto con rigore e passione il mio lavoro e mi auguro di lasciare a te e agli altri, con il mio ricordo, l'impronta della serietà e del senso di responsabilità, ma anche l'allegria e il divertimento nello svolgere il proprio dovere e l'assoluto piacere per il sapere e la conoscenza.
Mi dispiace di avere perso la pazienza, qualche volta: ti garantisco che non ho mai smarrito il senso profondo del mio lavoro.
Sono stata molto contenta, tu e i tuoi compagni mi avete dato molte soddisfazioni, mi avete riempito d'orgoglio e di affetto: ve ne sono grata.
Grazie anche alla tua famiglia, che mi ha consentito di svolgere serenamente il mio compito.
La vita mi ha portato a fare delle scelte, di cui sono felice. Mi rimane, però, un velo di tristezza perchè non mi è possibile concludere questo ciclo di studi con te. So che, pur dispiacendoti, sarai solidale.
Ricorda che hai tutti i numeri per fare bene nella vita e per riuscire, non dimenticando mai che per ottenere dei risultati occorrono costanza, serietà, impegno e fatica: so che non mi deluderai.
Ti auguro di cuore ogni bene, ricordami e fammi avere tue notizie.
Un abbraccio

prof. Favaro

 
 
 

14 ANNI

Post n°1 pubblicato il 31 Maggio 2009 da brischy

 

buon compleanno

 

Tanti auguri

14 anni non vengono sempre

14 anni ti diranno che è una bella età

14 anni per te saranno difficili

14 anni non sei una bimba e non sei una donna

14 anni tanti sogni ancora nel cassetto

14 anni ma tu cosa ti aspetti?

14 anni e una vita ancora da conoscere

14 anni e tante battaglie ancora da fare

14 anni tanti cuori da spezzare

14 anni tanti cuori da far innamorare

14 anni e una libertà da conquistare

tanti auguri bimba mia

non crescere in fretta

che la tua età è bella


Un bacione la tua mamma

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: marinella95
Data di creazione: 08/03/2009
 

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