Creato da archetypon il 03/08/2005

Ombre di Luce

Davanti a me fluttua un'immagine, uomo o ombra, più ombra che uomo, più immagine che ombra. (W.B. Yeats)

 

mi aprirò

Post n°1696 pubblicato il 16 Febbraio 2018 da archetypon
 

Tutto Passa by Lina Scarfi
Carissima,

Decidi di venire alle 4 della notte e, come sempre, mi aprirò.

Nessuna porta potrò tenere chiusa, e tanto meno la tempesta che conduci con te. Nessun muro potrò alzare con l'orgoglio che posa i mattoni ché il tuo sguardo li demolisce. Nessun silenzio sopravvive ché nel tempo freddo solo i pensieri danno calore. Mani e occhi e bocca, così apri(rò) la mia anima.

Eppure vorrei venderla questa anima, ma non la trovo che si è aperta alle mani agli occhi e alla bocca, che si sa quando le pietre sono scolpite, quando l'acqua è versata, quando il fuoco ha bruciato, nessuna pietra, nessun fiume, nessun albero resta come prima, e tutto cambia. E tutto passa. Tuo,

AM

 

 
 
 

noi, puzzle

Post n°1695 pubblicato il 26 Gennaio 2018 da archetypon
 

man puzzle

366) L'amore è un mistero più grande della morte? Di questa nessuno sa nulla del dopo. Di quello non sappiamo perché nasce, dura e muore e innalza e abbassa le nostre vite.

367) La gamma dei sentimenti, e delle emozioni che ne scaturiscono, non è infinita. Tutt'altro. Quindi nonostante le apparenti differenze tutti, prima o poi, arriviamo comunque alle medesime risposte.

368) I fuochi d'artificio si godono di più in un cielo notturno. Le emozioni intense si godono meglio in una notte priva di ragione.

369) La Natura non fa i binari ma puzzle. E noi umani siamo i puzzle più complessi. 

 

 
 
 

ti odio, amore

Post n°1694 pubblicato il 20 Gennaio 2018 da archetypon
 

ti odio amore

362) Preparavo la mia pianta di odio. Ho potato i rami. Ho concimato il terreno. Ho atteso i frutti. E come quando ti ho amato non li ho raccolti.

362) Si mi porti rancore. Odio. Ma te lo restituisco. Ma lo ricopro avvelenato d'amore.

363) Non credete a coloro che professano che per cominciare a dimenticare una persona dovete odiarla. Sbuchereste prima all'antipodo.

364) Come il detto orientale che afferma che si arriva prima al dio con l'odio piuttosto che con l'amore o come rivestire con amore ciò che ti sta in odio in chi ami? Insomma:

365) Odio fatto con amore.

 

 

 
 
 

spina nella carne

Post n°1693 pubblicato il 10 Gennaio 2018 da archetypon
 

spina nella carne

361) Potete dire tutto dell'amore. E poi dirne il contrario. È la coincidenza degli opposti. La contraddizione del principio di contraddizione. E più non domandate.

362) Ci sono errori che restano, non si attenuano con il tempo, e rimangono come spina nella carne. rimangono come spina nella carne.

363) Fin quando c'è si sopporta tutto. Malumori. Fin quando c'è si attende con pazienza. Attese lunghe giorni, silenzi lunghi ore. Fin quando c'è si comprendono il senso dei gesti e le frasi gratuite, Fin quando c'è l'amore, vedi una luce nascosta nel buio. Che gran fregatura.

 
 
 

dovrei alzarmi

Post n°1692 pubblicato il 28 Dicembre 2017 da archetypon
 

dovrei alzarmi
Carissima,

Dovrei alzarmi da questa notte senza sogni. E poi dovrei alzarmi la dove ti aspetto da tempo ormai, dove tutto ciò che sono iniziò. E poi dovrei alzarmi sopra il tuo cuore per liberarmi.

Eppure non riesco, ci ho provato, ma non riesco ad alzarmi da tutti i luoghi dell'anima che contengono te. Non so cosa altro fare se non condurre su e giù, nell'anina, la tua immagine a mia somiglianza.

Peso e leggerezza del cuore. Croce e piacere. Assenza presente che di un vuoto fa la mia pienezza. Cosi capisci perché non potrò alzarmi? Tuo,

AM

 
 
 

sul fuoco, tl tuo

Post n°1691 pubblicato il 18 Dicembre 2017 da archetypon
 

il tuo fuoco
Sul fuoco, il tuo, metti rami nuovi con vecchio carbone, quel legno che già hai bruciato.

Così, non far sopravanzare le aspettative altrui alle tue proprie riflessioni, o all'essere riconosciuti al riconoscere ciò che è in te. Scrivi: la vampa, che sorge dai ramoscelli verbali con cui le alimenti, dalle parole vecchie che lo sono solo per il tempo, si prenderà cura di te.

Sul fuoco, il tuo, metti rami nuovi con vecchio carbone, quel legno che già hai bruciato.

In un cammino ci sono ponti da attraversare. Su alcuni il passo è terso, su altri incupito. Ma ci sono ponti che non si possono attraversare se non passando sotto: lì l'ombra ripara, accoglie, oblitera. Poi il cammino ti chiede di riprendere: saprai ascoltarlo, sotto il ponte?

 
 
 

perdite del cuore

Post n°1690 pubblicato il 13 Novembre 2017 da archetypon
 

perdite del cuore
359) La scala dei nostri valori si forma soltanto quando perdiamo qualcosa: così ciò che prima sembrava importante può lasciarci poi indifferenti, e ciò che davamo per scontato nell'assenza diventa il dolore più grande.

360) Abbiamo chiamato "cuore" ciò che era un tempo "daimones", credendo di prendere solo il buono di questo che buono solo non è.

 

 
 
 

vedo auree

Post n°1689 pubblicato il 07 Novembre 2017 da archetypon
 

Aura
novembre 2111

... non tutto della Natura si può spiegare. Da vecchio scienziato credetemi. Ancora meno della natura umana - più impervio è il conosci te stesso. Così credo, così crederò fino al termine prossimo per un vecchio, di questa vita. Vogliamo ad esempio credere, molti di noi, nella trasmigrazione. Credenza, forse, di tracce archetipiche interiori di fatti che si ripetono da millenni - millenni di millenni - per noi, dentro di noi. E come spiegare poi ciò che pur non appare, ma risuona nelle nostre sensazioni,  verso voi coppia, che induce in chi guarda spontanee affermazioni, che nella realtà non trovano fatti ma solo misfatti - si perdoni il gioco ma è un fatto - e darvi avvolti in una unione, un legame, un eros e perciò la morte? Non indagherò, non spiegherò. Il senso dello spettacolo, da vecchio l'ho compreso, per voi coppia,  è la passione nel vostro tango. E tanto basta...

 
 
 

fa la differenza

Post n°1688 pubblicato il 02 Novembre 2017 da archetypon
 

fai la differenza
Se la vita ha più fantasia di ogni nostra immaginazione, aspettati che, prima o poi, ti presenta la sua, che non è la tua. Ed è un pugno. A quel punto puoi fare la differenza: tentare di comprendere, prendere su di te, perché e chi sei dopo quel pugno, quanto è il dolore e su che strada di conduce, poiché è la strada non la meta la differenza. Solo allora realizzerai una differenza con il resto di una umanità che si alza e continua a camminare, come prima, in cammino verso il prossimo pugno, se mai la vita vorrà la sua fantasia. Il resto che resta indifferente, senza essere cambiato. Tuttavia la differenza che troverai ha un prezzo, a volte amaro: si chiama appartenenza a sé, consapevolezza. E sarai leggero e pesante, nel medesimo momento.

 
 
 

(dis)perso

Post n°1687 pubblicato il 10 Ottobre 2017 da archetypon
 

Discover Magazine
Carissima,

Ho perso tutto eppure tu hai disperso tutto.

Disperso la complicità dell'indescrivibile senso di intuizione reciproca che qualcuno direbbe affinità elettiva. Disperso il senso di felicità che è sempre meteora nelle vite e nella nostra pure. Disperso l'indicibile senso di leggerezza creata dalla presenza contrappeso al peso dell'assenza.

Poiché hai disperso tutto questo ora raccatto nelle cantine dell'anima: folli pezzi di emozioni, anestesie per il passato, sinestesie future oramai perse. Tuo disperso,

AM

 
 
 

passa il passato

Post n°1686 pubblicato il 27 Settembre 2017 da archetypon
 

kathy jones -take-me-with-you
Disse la donna: «Il passato depista il reale.»

Pensò l'uomo, o forse il suo vecchio: « Il reale è il qui e ora che avviene come avviene per ciò che abbiamo passato.»

Continuò la donna: «Depista poiché abbiamo amato quel passato. Depista poiché l'abbiamo sofferto.»

E l'uomo, e il suo vecchio, pensò: «Non cerco l'amore poiché so cosa è l'amore. Non cerco il dolore poiché so cosa è il dolore. Eppure se cercassi e non sapessi cosa sarei ora se non un uomo senza passato?»

 

 
 
 

sonni e i loro aguzzini

Post n°1685 pubblicato il 16 Settembre 2017 da archetypon
 

dimenticare
Dimenticare è un atto involontario. Quanto più si cerca di lasciarsi una cosa alle spalle, più questa ti perseguita.

William Jonas Barclay


[Le notti mi perseguitano. Risvegli di ricordi che tormentano i sonni, nella forma dei loro aguzzini: i sonni. Affamano, percuotono, irretiscono. Emesso il verdetto e comminata la pena, non è stata stabilita la durata. A vita? Lustri oramai, e quanti ancora Signor giudice e aguzzini? Così, quando ogni tentativo di annullamento di sé diventa affermazione di un avvenire del passato, nell'amaro abbandono lascio ogni speranza: il perdono sarebbe dimenticare, ma si perdona col cuore e quel cuore mi perseguita.]

 
 
 

un irriducibile

Post n°1684 pubblicato il 03 Settembre 2017 da archetypon
 

Sacred Geometry - shamanview.blogspot.com
Se osservi bene, chiudendo i tuoi occhi, interrompendo il tuo respiro, non troverai ciò che credevi, per quanto in ciò che non credevi ti sei ricreduto, e osservando meglio, chiudendo ogni senso, troverai il vuoto eppure, per quanto vuoto, qualcosa di irriducibile lo percorre, un suono che colma il vuoto, e non sai se durerà, ma basterà per quanto durerà, resterà, per quanto non durerà, sarà una fede, l'unica che ti accompagnerà. Se osservi bene, l'amore è il suono che colma il vuoto.

 
 
 

senza ricordi

Post n°1683 pubblicato il 21 Agosto 2017 da archetypon
 

stefano-bonazzi-uomo-senza-testa-con-ombrello
marzo 2014

... perdo i ricordi. Perché averne? Sono e diventano, in ogni procurata evocazione, immagini imperfette, corrotte. La loro alterazione è l'unica certezza. D'altronde perché averne di ricordi? Se non (r)esistono i ricordi non esistono quei momenti. Vuoto. Eppure in ogni punto (ri)trovo una persistenza, senza luce senza tempo, e in questo vuoto che si apre (ri)scopro ovunque, in questo spazio e nel freddo tempo, un nome. Lo ricordo. Solo l'apocalisse, che tocca a ognuno, tutto porterà via, compreso, prego, questo foglio carta. E già stanno svanendo davanti ai vostri occhi, come i miei ricordi, le parole delle ombre di luce...

 
 
 

una sola vittoria

Post n°1682 pubblicato il 13 Agosto 2017 da archetypon
 

tempop di sogni
Sogni di non ritorno. In fondo lo è la vita, un continuo non ritorno. Ora è già passato, è il futuro lo sarà.

Sogni di non poter tornare indietro quando la coscienza rimpiange il tempo perduto e lo trascrive in un diario di sogni fatti per dimenticare.

Tutto sembra spezzarci. L'unica vittoria a cui potremmo aspirare è aver vissuto, anche i nostri sogni, intensamente.

 
 
 

morte dell'anima diventare acqua

Post n°1681 pubblicato il 24 Luglio 2017 da archetypon
 

ritorno dell'anima di Endymion By Watts Gee
Morte delle anime diventare acqua, morte dell'acqua diventare terra: ed è dalla terra che si fa l'acqua e dall'acqua l'anima

Eraclito, Frammenti, 53

[Siamo psiche. Siamo carne. Il ciclo della vita è anche un ciclo psichico. Io, noi. E il divenire è psichico come carnale. Come morire nell'anima mia è stato diventare acqua, tornare in un oceano indifferenziato da dove ero nato non molti anni fa. Se non vuoi disperdere la tua acqua portala all'oceano, è noto. Ora sono morto, lo sentite? Tornerò alla terra come sogno, la terra del sogno, come acque che fluiscono verso la riva. Tornerò. Per ora - quanto tempo è ora? -  liquefo la mia psiche nell'oceano dove le anime tutte si raccolgono.]

 

 
 
 

facile non vedere

Post n°1680 pubblicato il 28 Giugno 2017 da archetypon
 

/Daimon-di-Claudia-Giraudo-e-Matthias-Verginer
Preferiamo circondare, isolare, recintare, impedire la violenza piuttosto che guardare, incontrare, dialogare con il demone che l'ha prodotta, sull'abisso del dolore, della disperazione di una sofferenza che pochi sanno come sopportare e farla decantare.

Crediamo che esplorare l'universo ci elevi verso le stelle, ma il fango è ancora dentro di noi; ricordarlo renderebbe l'elevazione non una superbia ma consapevolezza del nostro divenire, della nostra sfida con la nostra natura, non contro la natura. Non abbiamo formule per liberarcene. Non ora almeno.

Dalla parte, quindi, di colei (o di colui) che versa il suo sangue quando un demone sofferente e disperato lo reclama, tuttavia ricordando che è sacrificio reso da uno perché per molti è più facile non vedere la propria, la nostra, molteplicità.

 
 
 

quegli uomini

Post n°1679 pubblicato il 21 Giugno 2017 da archetypon
 

red snow - Pierrick
Sono (di) quegli uomini perduti dietro la follia di un assoluto, di una unicità che è più un accidenti della natura che della natura. Nulla avanti e perduti indietro; nel mezzo, ché ogni giorno è lì nel mezzo, di una lucida perseveranza, irrazionale, quanto lo è la vita.

Sono (di) quegli uomini perduti e ombre di un labirinto, perduti e frazioni di felicità, perduti e attese carcerarie, perduti e senza addii.

Sono (di) quegli uomini colmi di neve rossa.

 

 
 
 

sempre, vale la pena

Post n°1678 pubblicato il 13 Giugno 2017 da archetypon
 

sempre ne vale la pena

 

Carissimo,

Sempre, non si dovrebbe dire. La storia insegna che il sempre è dentro un infinito. E la vita non è che un soffio. E il dire sempre, soffio del soffio nell'infinito. Un nulla. Non si dovrebbe dire sempre. Un nulla. Eppure nulla sarebbe una vita se non si dicesse, non si promettesse, non si provasse. È il denso senso nell'infinito nulla. Non si dovrebbe dire che amerai sempre un'unica persona. Non si dovrebbe.

am

 
 
 

la follia dell'archetipo

Post n°1677 pubblicato il 07 Giugno 2017 da archetypon
 

follie e archetipo

 

La follia e non vedere più dentro di sé quell'albero verde nel mezzo di un bruno campo nudo, non ascoltare il vento debilitante del suo deserto.La follia è non avere più un nome per la corda che stride sul violino, per la donna che stride sulla sua pelle. La follia è la sua morte senza essere morto, e la sua vita senza essere vivo. La folla è il muro, il mare, le scale, le verità che non sa attraversare. La follia di quest'uomo è dimenticarsi di essere la mano, il cuore e la ragione per cui scrive della sua follia.

 
 
 
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CIÒ CHE ORA LEGGO

A MEMORIA

Si può mancare non solo la propria felicità, ma anche la propria colpa decisiva senza la quale un uomo non raggiunge mai la propria totalità.

- C.G. Jung
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Quando uno ha avuto una volta la fortuna di amare intensamente, passa la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.

- A. Camus -



Il serpente aveva appena guardato quella venerabile immagine quando il re prese a parlare e domandò: «Da dove vieni?». «Dai crepacci in cui abita l'oro» rispose il serpente. «Che cosa è più stupendo dell'oro?» domandò il re. «La luce» rispose il serpente. «Che cosa è più vivificante della luce?» domandò il primo. «Il dialogo» rispose il secondo.

- Goethe -


Quando devi scegliere tra due cammini, chiediti quale abbia un cuore. Chi sceglie il cammino del cuore non sbaglia mai.
- Popol Vuh -

 

Chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto.

- C.G. Jung -

 

Nel coltivare se stessi non esiste la parola "fine". Chi si ritiene completo, in realtà, ha voltato le spalle alla Via.

- Yamamoto Tsunetomo -


La vita, per compiersi, ha bisogno non della perfezione ma della completezza. Di questa fa parte "la spina nella carne", la tolleranza all'imperfezione, senza la quale non c'è né progresso né ascesa.

- C. G. Jung -


Un uomo che dubiti del suo proprio amore può, o meglio deve dubitare di qualsiasi altra cosa meno importante.

- S. Freud -

 

Io sono, più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso, come un fascio di serpenti annodato a un'estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che ha vissuto immensamente. E che nella stessa misura non ha vissuto.

- V. Vosganian -


Tutto ciò che teniamo dentro di noi senza viverlo cresce contro di noi.

- M.L. von Franz -


E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.

- Julio Cortàzar -

 

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