Estilo Milonguero
Così come una lucertola è il riassunto di un coccodrillo, il tango è il riassunto di una vita.
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Post n°22 pubblicato il 07 Gennaio 2008 da Seta.Cuoio
Il cortometraggio scritto, diretto ed interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalì è oggi considerato il film più significativo del breve periodo del cinema surrealista. Le riprese ebbero inizio nel 1928 presso gli studi Billancourt di Parigi e, nel 1929, il cortometraggio fu presentato al pubblico proiettandolo nelle sale della capitale francese "Studio des Ursulines" e "Studio 28". Per lungo tempo la sua visione fu vietata in numerose nazioni a causa del contenuto, ritenuto offensivo per l'epoca. Il film, infatti, si apre con una scena in cui l'occhio di una donna viene tagliato con un rasoio a cui fanno seguito scene parimenti surreali e di grande impatto. Uscito nelle sale senza sonoro, nel 1960, sotto la direzione di Buñuel, fu aggiunta una colonna sonora al film utilizzando le stesse musiche (incisioni fonografiche) che accompagnarono la prima del 1929 nelle sale parigine: estratti da Liebestod, Tristan und Isolde di Richard Wagner e due tanghi argentini. Ed è proprio per questa ragione che ne parlo in questo blog. Nei titoli di testa della pellicola si fa riferimento in modo generico alla presenza dei due tanghi. Autori e titoli dei brani non sono menzionati. Erroneamente, nel forum "La mesa del café" del sito todotango.com i due brani sono stati attribuiti a Kagel. I due tanghi ( tango no.1 e tango no.2 (Orquesta Carlos Di Sarli?) ) possono essere ascoltati visionando parte del corto pubblicato su You Tube. Attenzione! A causa del loro contenuto, si consiglia la visione ad un pubblico adulto. Per approfondire, invece, è possibile consultate i siti: UbuWeb dal quale è legalmente scaricabile una copia del cortometraggio.
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Post n°21 pubblicato il 19 Ottobre 2007 da Seta.Cuoio
Premiato nel 2006 come migliore idea comica alla VI edizione del festival Arzano Humor Ciak e finalista al festival del corto organizzato dal programma televisivo 25a ora - Il cinema espanso dedicato al cinema italiano e d'autore, in onda su LA 7. Perdizione è un cortometraggio ironico sul tango; scritto e diretto da Maurizio Mazzotta, sceneggiatura di Maurizio Mazzotta e Marirò Savoia ed interpretato da Ornella De Mitri e Marcello Panico. Vi raccomando la visione perchè "Chi ha una mania la porta sempre con sé e riconosce chi la condivide. A volte l’incontro tra queste due persone porta alla…PERDIZIONE". Cortometraggio su Arzano Humor Ciak - Corti 2006: Perdizione Di Maurizio Mazzotta è anche consultabile Il fascino del tango. Indagine semiseria sul perchè ci piace il tango pubblicato sul sito ESSEREUOMO . Il sito ospita anche altri articoli: Marirò Savoia: Tango argentino: un gioco di ruoli Gino Pastore: I temi del tango |
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Post n°20 pubblicato il 14 Giugno 2007 da Seta.Cuoio
“Un ballerino non deve mai pensare a ciò che sta per fare perché si balla la musica non le figure. Egli deve solo sentire la musica. I nostri piedi sono come i pennelli di un pittore. Con essi dipingiamo la musica.” “Ogni tango è differente ed ha differenti colori. Sono “umori” sui quali noi danziamo e non sono mai gli stessi perché il nostro stato d’animo è mutevole, perché nessuno di noi è identico ad altri. E’ incredibilmente bello saper ascoltare la musica, sapere che ciò che si sta ballando è un succedersi di colori che ti fanno muovere e ti fanno fare una cosa o l’altra. I colori passano attraverso la musica e sono presenti in tutti gli strumenti. Nessun maestro può insegnare a vedere i colori, bisogna imparare da sé.” “Il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio.” “Hai ballato il tango della tua vita? Non ballare più questa notte…” “Tango è ciò che accade tra un passo ed un altro” Diceva queste cose Carlos Gavito, del quale tra pochi giorni (notte tra 30 giugno ed 1 luglio) ricorrerà l’anniversario della morte. Grazie, Carlos, per i tuoi insegnamenti. Eccovi un sito dedicato a Carlos Gavito contenente links ad interviste, articoli, video e molto altro. A lui avevo già dedicato un mio post. Nei due video di oggi, il brano utilizzato per l'esibizione è lo stesso ma... Carlos Gavito y Marcela Duran - A Evaristo Carriego Carlos Gavito y Maria Plazaola - A Evaristo Carriego La foto (La Caricia) è stata realizzata nel 1997 da Alex Waterhouse-Hayward. Aggiungo una piccola curiosità. Vi riporto la storia di come nacque la foto che ritrae Carlos Gavito mentre accarezza la sua scarpa da ballo. E' lo stesso autore a raccontarla. Vedendo ballare Carlos Gavito a Vancouver nello spettacolo “Forever Tango”, mi venne un’idea per una fotografia. “Vuoi che porti con me la mia partner” chiese Gavito quando gli proposi una sessione nel mio studio. La sua partner, Marcela Duran, era sensuale ed attraente ma io dissi “No ti voglio da solo”. Ci demmo appuntamento fuori dal teatro Vogue alle 8:20. Avremmo approfittato di un intervallo nel corso del suo spettacolo. Avevo a disposizione non più di 20 minuti. Camminando verso il mio studio, non molto distante dal teatro, mi accorsi che la gente ci guardava con sospetto. Il trucco e l’abito argentino di colore nero davano a Gavito l’aspetto di un vampiro. Percorrevamo “Granville Street” ma avevo la sensazione di essere in "Avenida Corrientes" a Buenos Aires. Arrivati in studio feci alcuni scatti di prova e gli mostrai le Polaroids. Gli posi un problema “Il viso è distante dalle scarpe. Non posso fotografarli insieme a meno che…” Gavito guardò me e guardò le sue scarpe di pelle. Senza pensarci due volte ne tolse una e la portò vicino al suo viso. “Acarícialo por favor” gli dissi… |
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Condivido con voi il testo sotto riportato che ho preso da un blog amico: MI QUERIDO. "L'essenza del tango sta nel suo carattere di musica di quartiere, di marginalità. Il tango lo canta sempre un poeta impegnato. Anche se i tanghi non hanno un contenuto esplicitamente politico, tutti i tanghi sono impegnati perchè sono politicamente scorretti. E oggi lo sono ancora di più, in questi tempi dove la sconfitta, la povertà e l'emarginazione mostrano il loro essere effetto politico. Il tango è scorretto, trasgressivo, e per questo è tornato. In questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, questa musica aiuta ad affrontare l'angoscia, a fare riflettere su noi stessi, sul nostro domani. Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività. E questo è il mistero dell'universale. L'energia del linguaggio al di là della lingua, il rito, la corporeità. E' il mistero che ci unisce e ci separa". (Adriana Varela, cantante di tango) |
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Post n°18 pubblicato il 01 Giugno 2007 da Seta.Cuoio
Tag: Audio, Barbieri y Ricardo, Caffè La Giralda, Café Iglesias, Carlos Gardel, Enrique Maroni, Gerardo Matos Rodríguez, Giuseppe Verdi, Juan D’Arienzo, La Cumparsita, La Gaucha Manuela, Leticia Aragón, Miserere, Palacio Salvo, Pascual Contursi, Roberto Firpo, Sexteto Mayor, Tangos, Teatro Apolo, Trío Fernández-Tubino-Battistesa, Un programma de Cabaret E’ il tango per antonomasia, il più conosciuto e del quale esistono infinite versioni. E’ il tango che conclude una serata di ballo nelle milonghe. Gerardo Matos Rodríguez, allora studente universitario, compose “La cumparsita” nel 1916 a Montevideo in occasione di una sfilata di carnevale organizzata dalla Federación de Estudiantes del Uruguay. Si racconta che il suo successo fu immediato e la gente si unì alla sfilata ballando questa marcetta eseguita con i tamburi. Alcuni giorni dopo, la partitura del brano fu consegnata da un amico di Matos a Roberto Firpo che, in quel periodo suonava con la sua orchestra al caffè “ La Giralda” (oggi “Palacio Salvo”) di Montevideo. Matos era troppo timido e all’ultimo momento non se la sentì di consegnarla personalmente. Firpo, pur senza dare importanza a quella partitura, promise che avrebbe eseguito il brano il venerdì successivo. La sua esecuzione fu un successo straordinario che si ripetette quando Roberto Firpo decise di eseguire nuovamente“La cumparsita” al “Café Iglesias” al suo rientro a Buenos Aires. In seguito, e solo negli anni ’60, Roberto Firpo ammise per la prima volta che la partitura originaria fu da lui in parte modificata prendendo spunto da un suo tango “La Gaucha Manuela” e dall’opera “Miserere” di Giuseppe Verdi. Nel 1924, in occasione dello spettacolo “Un programma de Cabaret” in cartellone al teatro “Apolo”, Pascual Contursi y Enrique Maroni aggiunsero le parole alla musica. Vi propongo l’ascolto di quattro diverse versioni del brano “La cumparsita” (presenti sul sito todotango.com). Una prima versione, eseguita dall’orchestra Sexteto Mayor, è stata registrata nel 1998. Una seconda versione, eseguita dall’Orquesta diretta da Juan D’Arienzo, è stata registrata il 12 ottobre 1963. Una terza versione, cantata da Leticia Aragón (una delle nuove voci del tango) ed eseguita dal Trío Fernández-Tubino-Battistesa, è stata registrata nel 2005. Una quarta versione, cantata dal grande Carlos Gardel con accompagnamento alle chitarre di Barbieri y Ricardo, è stata registrata il 17 dicembre 1927. Ricevo e vi rigiro una segnalazione da parte di Chiara (vedi commento). Mille grazie. :) Su esnips.com sono ascoltabili oltre 250 versioni differenti del brano "La cumparsita". |
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Post n°17 pubblicato il 23 Maggio 2007 da Seta.Cuoio
Al lato del palco era stato sistemato uno Steinway di colore bianco. Poco più in là, poggiato sul pavimento in legno, un contrabbasso e delle sedie. Su due di esse erano bene in vista due bandoneon. I musicisti presero posto sul palco ed iniziarono ad accordare i loro strumenti. Alcuni minuti dopo il suono di un SI setoso, chiaro e cristallino del pianoforte, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, fu udito in sala rompendo e sovrastando tutti gli altri suoni. Le luci del Rendez-Vous furono abbassate. In sala calò un silenzio, pochi attimi che sembrarono minuti interminabili, rotto da un applauso fragoroso quando Osvaldo Fresedo, come sempre vestito in modo impeccabile, fece il suo ingresso. Anche quella sera l’Orchestra di Osvaldo Fresedo avrebbe eseguito brani del suo repertorio e di altri compositori vicini allo stile elegante del Maestro. Dopo cinque tangos, l’orchestra iniziò a suonare l’intro di Vida Mia, uno dei brani più conosciuti e popolari di Buenos Aires. Nessuno dei presenti in sala poteva immaginare quanto stava per accadere. Da un angolo poco illuminato del palco si udì distintamente la melodia di una tromba, strumento non familiare ed inusuale nel tango, suonata da un musicista di colore. I suoi occhiali, il suo cappello, le sue guance che si gonfiavano per soffiare nello strumento a fiato e che sembravano dover esplodere da un momento all’altro, il modo di suonare quella tromba lo rendevano inconfondibile. Era Dizzy Gillespie. Era arrivato a Buenos Aires la settimana precedente per un concerto. La città era stata inserita nel tour sudamericano dell'artista statunitense. Dizzy sapeva poco di tango e desiderava, prima di lasciare la città, ascoltare una buona orchestra. I suoi amici lo introdussero a Osvaldo Fresedo ed immediatamente tra i due nacque una reciproca stima e simpatia. Il Maestro invitò Dizzy ad unirsi, con la sua tromba, alla sua formazione. Avrebbero suonato la sera seguente al Rendez-Vous. Nel corso di quella serata indimenticabile i due grandi musicisti eseguirono insieme quattro tangos: Vida Mia, Adiós Muchachos, Preludie no. 3, Capricho de Amor. Oggi resta il ricordo di chi era lì presente, qualche foto sbiadita dal tempo ed un documento sonoro - un 78 giri stampato in mille copie - realizzato grazie alla presenza fortuita di un registratore che era stato portato lì perché, come spesso accadeva in quegli anni, i concerti venivano registrati e mandati successivamente in onda per radio. Non so quanto sia vera questa storia. A me piace pensare che a Buenos Aires, una notte di fine luglio 1956 le cose siano andate come io vi ho raccontato. Il documento sonoro esiste ed è raccolto in un CD di Osvaldo Fresedo pubblicato nel 1999 ed intitolato "Rendez-Vous porteño". I quattro brani sono anche presenti su un CD doppio di Dizzy Gillespie pubblicato nel 2000 ed intitolato "Dizzy in South America vol. 3". E' possibile ascoltare lunghi frammenti dei quattro brani sul sito CDBABY.COM Al momento, non sono riuscito a scovare di meglio. Buon ascolto. AGGIORNAMENTO DEL 06/06/2006 Sul blog degli amici telepatici La foto del post appartiene alla collezione J. Alberto Pugliano |
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Post n°16 pubblicato il 12 Aprile 2007 da Seta.Cuoio
Raffaele Attilio Amedeo Schipa, soprannominato “Titu” (piccoletto), nacque a Lecce, negli ultimi giorni del 1888 (l’iscrizione all'anagrafe avvenne il 2 Gennaio 1889 per questioni di leva militare). Cantante e compositore, debuttò a Vercelli nel 1909 con La traviata. Il successo arrivò nel 1914 a Napoli dove, con una Tosca leggendaria, il nome d'arte "Tito Schipa" si impose definitivamente alle cronache artistiche e mondane. Il grande tenore pugliese oltre che interprete di numerose opere liriche fu anche cantante e compositore di tanghi. Suoi sono i tanghi El Coquetón, Esperanza, Ojos lindos y mentirosos (1921), El Gaucho (registrato a New York l’11 settembre 1928), El pampero (1937), Surriento (1953). Nel corso dei suoi viaggi in Argentina tra il 1930 ed il 1934 registrò sei tanghi per la RCA Victor: - "La cumparsita", "Confesión", "Dónde estás corazón", "Tiniebla" con l'Orquesta Tipica Victor; - "Dímelo al oído" con l'orchestra di Francisco Lomuto; - "Vida mía" con l'orchestra di Osvaldo Fresedo. Raffaele Attilio Amadeo Schipa si spense a New York il 16 dicembre 1965. Per chi volesse approfondire la conoscenza del grande tenore pugliese consiglio il sito ufficiale. Il primo brano che vi invito ad ascoltare è "Dímelo al oído" (Francisco Lomuto) registrato nel 1934 con l’orchestra di Francisco Lomuto. Il secondo brano che vi invito ad ascoltare è "La cumparsita" (Gerardo Matos Rodríguez) registrato con l’Orquesta Tipica Victor. |
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Post n°15 pubblicato il 27 Febbraio 2007 da Seta.Cuoio
Il secondo video che vi propongo è stato registrato durante la storica esibizione del Maestro Osvaldo Pugliese e della sua Orchestra al teatro Colon di Buenos Aires il 26 dicembre 1985. Il titolo del brano è La Yumba (O. Pugliese) che è considerato da tutti il manifesto dello stile musicale del grande Maestro Argentino. Nel video, l'esecuzione del brano è preceduta dalla presentazione deei musicisti che si esibirono nello storico concerto. Nel brano "La Yumba", Pugliese separò il ritmo dalla melodia. E' la ripetizione ossessiva di un disegno ritmico basato su due tempi e di momenti melodici intercalati durante la sua esecuzione. Questa struttura musicale sarà successivamente ripresa ed impiegata da Astor Piazzolla in molte sue composizioni. |
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Il video che vi propongo è la registrazione di una esibizione del Maestro Juan D'Arienzo e della sua orchestra. Il documento è davvero eccezionale anche se audio ed immagini non sono perfettamente sincronizzate. Il titolo del brano musicale è Loca (Romero / Jovés). Probabilmente, la registrazione era stata effettuata il 1973 nel corso del programma televisivo "El tango del millón" in onda su Canal 9. |
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Riprendo a scrivere su questo mio blog dopo un silenzio durato tre mesi. Nessuna crisi mistica...semplicemente avevo dimenticato la password per accedere al mio blog!! Prima di proporre alla vostra attenzione due video desidero ringraziare Silvina Paulela, direttrice arrangiatrice e pianista della formazione Orquesta Contratiempo. Ho ascoltato per la prima volta la musica di questa formazione nel 2004 e, fin dall'inizio, ho apprezzato il loro stile e la loro bravura. Nel corso delle serate di tango cerco sempre di inserire dei loro brani contribuendo così, nel mio piccolo, a diffondere e far conoscere la loro musica tra gli appassionati di questo ballo. Potete immaginare quanto grande sia stata la mia sorpresa nel leggere un commento lasciato sul mio blog da Silvina Paulela. A lei e alla sua formazione il mio ringraziamento. |
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