Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
* Herman Hesse
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
|
Eccoci ai saluti...
Vi saluto uno ad uno, con un abbraccio che circondi tutti. Sono stata bene, questo periodo passato qui, mi è servito tanto, sono riuscita a conoscere davvero delle bellissime persone, nessuna esclusa. Ho imparato molto. (Ho ascoltato molto!) Sono stata tanto vicina al vostro cuore, come voi lo siete stati tanto al mio.
. . .
Non so se tornero' piu' qui. E comunque, non voglio cancellare cio' che ho costruito per così tanto tempo. Per il momento, va così. E così, deve andare.
Pensatemi con un sorriso, come io sto sorridendo, ora, alla vostra bellissima Luce...
Vi bacio.
Sempre.
Grazie.
Vi porto con me... nel mio cuore.
laDes
.
|
|
(Che) Se il nostro amore voleva partire, facevamo (probabilmente) di tutto per farlo restare.
(Sicuro) . . .
....è di Prévért. (ebbasta con st'ammmore) .
|
|
Post n°1817 pubblicato il 06 Luglio 2009 da MioDestino
…Antico, sono ubriacato dalla voce La casa delle mie estati lontane, Come allora oggi in tua presenza impietro, Tu m’hai detto primo che il piccino fermento che mi era in fondo la tua legge rischiosa: come tu fai che sbatti sulle sponde - Eugenio Montale - " Mediterraneo " |
|
"...lei aveva occhi tristi e beveva son zoppo per amore [ Proprio vero. Ci sono volte che hai una cosa così bella tra le mani e ti sfugge così, via, tra le dita.] |
|
La magia della sua voce. Tutto è melodia,
E Colore. Lo sguardo che si appoggia sul nulla. Negl'occhi hai un misto di foto e mare. Immagini. Magari perse in un angolo di sogno solo tuo. L'infrangersi delle onde, il suono del vento. Tu, solo a berti quell'attimo Infinito. Tu e la magia che persiste. E trasmette. Di te. In te. laDes (( Buongiorno )) |
|
La verita' si ritrova sempre nella semplicita', mai nella confusione. - Isaac Newton - (( Buongiorno )) |
|
Roma festeggia il 29 giugno di ogni anno i Santi Pietro e Paolo, suoi patroni primari. San Pietro e san Paolo, giunsero a Roma dalla lontana Giudea, e si conserva ancora memoria persino degli esatti luoghi dove risiedettero: Pietro nella Domus del senatore Pudente, dove per altro, oggi sorge la Chiesa di Santa Pudenziana, e Paolo, sull'Aventino, presso Aquila e Priscilla, dove ora c'è Santa Prisca. Speciali cerimonie si svolgono in tutte le chiese cittadine, soprattutto in quelle intitolate ai Principi degli Apostoli. Secondo un’antica e consolidata memoria in Via Ostiense, tra gli odierni numeri civici 106 e 108 e a circa trecento metri dalla Basilica di S. Paolo fuori le mura, avvenne l’ultimo fraterno saluto tra Pietro e Paolo, separati, per essere avviati al martirio. E secondo sempre la tradizione, Pietro e Paolo furono entrambi rinchiusi nel Carcere Mamertino, ai piedi del Campidoglio. Pietro riuscì a convertire i suoi carcerieri e li battezzò, ma non essendovi acqua in quell’ambiente ipogeo, batté sul terreno e sgorgò una fontanella, che esiste ancora. San Paolo venne condotto "ad aquas salvias", nell’attuale zona delle Tre Fontane, sulla Via Laurentina, per essere decapitato; essendo un cittadino romano fu portato, dunque, fino al luogo del martirio e la storia ci tramanda che la sua testa avrebbe battuto tre volte al suolo facendo scaturire, ad ogni caduta, una fonte miracolosa; l’episodio assegnò il nome al luogo e alla chiesa, sorta in onore dell’Apostolo. Nel punto dove avvenne l’ultimo saluto, fu , in seguito, eretta una cappella, poi una chiesetta, detta della "Separazione", sopravvisse fino al novecento; oggi, esiste una lapide posata nel corso dell’Anno Santo 1975 che contiene in pochissime parole il ricordo dell’avvenimento.
Insomma, oggi è festa per noi romani (!) Non si lavora, negozi chiusi e festeggiamenti nel mondo religioso capitolino, e non solo. Quindi, ovviamente, ci saranno nel corso della giornata speciali cerimonie di celebrazione nelle chiese cittadine, particolarmente messe in rilievo nelle Basiliche intitolate ai Santi. (San Pietro in primis...) Una tradizione che si ripete ogni anno per la ricorrenza del 29 giugno è il bacio del piede della grande statua di bronzo di San Pietro situata nella navata centrale dell’omonima basilica.
Per l’occasione la statua sarà vestita con il "piviale" rosso (paramento sacro a forma di mantello). . Potevo accompagnare questo post, senza pensare di non inserirla questa canzone? Il pezzo che . |
|
Ascolta questo silenzio di fango e di canne sottili di acque che battono le grondaie ma che cosa sarà delle acque? cosa sarà di noi? ascolta questo silenzio di neve che cade dagli occhi lo so che hai pensato anche al pianto ma che cosa sarà della neve? cosa sarà di noi? E adesso sogna sogna ancora che chi sogna non dorme quasi mai e adesso sogna sogna amore che chi sogna non muore quasi mai perchè la morte esiste ma è solo un piccolo destino perchè poi c'è l'amore l'amore a volte lontano a volte troppo vicino ci sono più fuochi che stelle in questa notte di spire e di fumo lo sai ti ho creduta nel fuoco ma che cosa sarà della notte? cosa sarà di noi? è una luce benigna di grano luce di immensa povertà polvere di chi la sa sopportare ma che cosa sarà della luce? cosa sarà di noi? e adesso sogna sogna ancora che chi sogna non dorme quasi mai e adesso sogna sogna amore che chi sogna non muore quasi mai perchè la morte esiste ma è solo un piccolo destino perchè poi c'è l'amore l'amore a volte lontano a volte troppo vicino ma non sono sicuro a volte lontano a volte troppo vicino. Cristiano De Andre'. ... La dedico al mio, andato via per sempre, proprio due anni fa. Ciao, G. E comunque, tornando a Cristiano, è riuscito ad uscire da un periodo difficile ed ora è pronto a cantare suo padre in un "Tributo a De André", una serie di concerti live dopo sei anni di inattività seguita all'ultimo album presentato al festival di Sanremo. Si comincia dalla Reggia di Venaria Reale a Torino, il prossimo 30 giugno, dove presenterà una ventina di brani di Fabrizio De Andrè ed alcune sue canzoni rivisitate in chiave jazz con un trio che comprende Stefano di Battista, Rita Marcotulli e Paolo Basso. Un tour estivo che anticiperà quello autunnale nei teatri e un album di inediti in uscita il prossimo anno. Giusto tributo e ricordo di un figlio al proprio padre. Indimenticato, Faber. .
|
|
Post n°1798 pubblicato il 23 Giugno 2009 da MioDestino
. . .
|
|
Il corallo rosso (Corallium rubrum ) è un octocorallo della famiglia delle Coralliidae. Secondo Ovidio (Metamorfosi, IV, 740-752) il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo la decapitò. Le Gorgoni avevano la capacità di pietrificare con lo sguardo, e il sangue di questa, al contatto con la schiuma creata dalle onde, pietrificò alcune alghe che col sangue divennero rosse. Il Vasari, nella descrizione del quadro Perseo e Andromeda, scrisse nel 1570:
Il corallo rosso viene pescato e commercializzato principalmente per essere lavorato per ottenere gioielli ed opere d'arte. Prevalentemente viene montato su oro e argento, o infilato per ottenere collane e bracciali. La lavorazione si suddivide in varie fasi a partire dalla eliminazione del rivestimento, il cenosarco, dalla pulizia, dal taglio e/o intaglio, dalla lavorazione ed infine dalla lucidatura. La storia di Torre del Greco è talmente intrecciata con quella del corallo tanto da costituire un binomio inscindibile, ed è documentata fin dal XV secolo. Nel 1790 fu costituita nella città di Torre del Greco la Reale Compagnia del Corallo, con l'idea di lavorare e vendere il corallo pescato. (Ciò dimostra che la pesca del corallo era fiorente già da tanti anni nella città campana...) Inoltre fu promulgato il 22 dicembre 1789 da Ferdinando IV di Borbone il Codice corallino (preparato dal giurista napoletano Michele Jorio), con l'intento di regolamentare la pesca del corallo che in quegli anni vedeva impegnati, oltre ai marinai torresi, anche i genovesi, i livornesi e quelli di Trapani. Tale regolamentazione non ebbe però... il successo sperato Dal 1805, anno in cui fu fondata la prima fabbrica per la lavorazione del corallo a Torre del Greco (da Paolo Bartolomeo Martin, francese ma con origini genovesi), iniziò il periodo d'oro per la lavorazione del corallo nella città sita alle pendici del Vesuvio, anche perché insieme alla lavorazione la pesca del corallo era sempre più sotto il dominio dei pescatori torresi. Dal 1875 i torresi iniziarono a lavorare con il corallo di Sciacca e nel 1878 sorse in città addirittura una Scuola per la lavorazione del corallo (che chiuse nel 1885 per riaprire nel 1887), presso la quale nel 1933 fu istituito un Museo del corallo (dalla famiglia Ascione) In seguito venne il momento della lavorazione del corallo giapponese scoperto sui mercati di Madras e Calcutta. Oggi a Torre del Greco non viene più praticata la pesca del corallo (l'ultima corallina risulta in disarmo nel 1989) ma la città resta comunque il più importante centro al mondo per la lavorazione del corallo, con oltre 2000 addetti al settore Ruolo importante nella pesca del corallo è anche il Giappone, sin dal 1889. Nel paese nipponico si pescano varietà di corallo differenti per pregio e valore: il cosiddetto "Corallo pelle d'angelo", dal colore bianco sfumato in rosa, il "Corallo Moro", il cerasuolo, di colore rosso rubino, ecc. La grandezza dei rami è di un certo rilievo dato che i cespi raggiungono una grandezza di 30-40 centimetri con rami di diametro di 160 millimetri. . . . - Piero della Francesca - Il corallo è un antichissimo amuleto di valore apotropaico per i neonati, ancora oggi diffuso. ...Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo, infatti veniva usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce. - Masaccio - Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina. Per questo si trova in numerosi dipinti rinascimentali, come la Madonna del solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Piero della Francesca. - Piero della Francesca - . Questo è per dire cosa è il Corallo, la sua storia, il suo percorso, il suo mondo. E aggiungere che ci son stata alla Mostra del Corallo. Pochi giorni fa. Magnifica. Bellissima oasi di cultura e sapienza, data anche dal fatto che chi ha presentato tali Opere artistiche e tali sono, (certo Giancarlo Ascione - un nome una garanzia, giuro...), ha avuto la maniera giusta di porsi col pubblico presente, piuttosto semplice seppur accurata, sostando tra i vari box di cristallo e spiegando con minuzia, ogni singolo dettaglio, ogni singola lavorazione, non tralasciando nulla, anzi, arricchendo cio' che di ricco, era gia'. Non dimentico i cammei, vera delizia. Insomma, se capita di andar per Napoli, si pensi di passar per questo Museo. Proprio davanti il Teatro san Carlo. L'amica, cara, per esempio, che m'ha accompagnata, pur essendo del luogo, non c'è mai stata (!). Quale occasione migliore per ...lucidarsi gl'occhi, dinanzi simile meraviglie. |
|
Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.... . |
|
Presente quando avverti che attorno a te hai solo angoli vuoti? E di rimando senti dentro te, che hai un vuoto dentro. Nel profondo. Non vuoi voci, suoni, parole, consigli. Nulla. Il nulla piu' completo. Ed immergertici dentro, completamente. Per esempio, oggi. Stremata dal caldo, tornata a casa. Ventilatore acceso, penombra. (mal di testa...) E chiedere... un colore, una musica, un concetto. Mi ci sono infilata dentro quel colore, quella musica, quel concetto. In silenzio. (Dio quanto fanno bene i silenzi.) Poi, quel blu. E lo spazio, la dimensione ideale per poter entrare in quel rifugio. Poter navigare così. Senza legami, inutili lacciuoli, consuetudini, doveri. (I doveri....) E volarci dentro quel blu. Inzuppandola la mente. E il momento migliore, è quando hai capito che solo non sei mai. Neppure in una stanza illuminata solo di penombra. La stessa dove mi sono, ben bene, raggomitolata, provando a disegnare ancora, virgole nel cielo.
. (buon fine settimana) |
|
Arrendermi sotto una coperta di stelle. |
|
In un cartoon di Jules Feiffer, c’è un uomo di nome Arturo che cerca di educare la sua fidanzata a cogliere gli enigmi della vita, una vita che sarebbe senza verità, senza giustizia, e senza risposte. ...Il dialogo si svolge più o meno così:
E’ un dialogo... divertente, ma è anche un quadro di disperazione. Questo fumetto dice che uomini e donne non possono vivere su quel piano, perché esso nega ogni fibra di ciò che il nostro essere esige dei criteri permanenti con cui vivere. Razionalità, significato, comunicazione, dignità, valore. Nietsche, l’apostolo del nichilismo, era finito in una clinica psichiatrica e poi si era ucciso. Hemingway pure si tolse la vita. Kafka visse una vita di terribile disperazione, scrivendo racconti che risuonavano del grido: “Dio è morto! Dio è morto! Certamente è morto, non è vero? Dio è morto! Oh, quanto vorrei che egli non fosse morto!”. Il dialogo rappresentato dal cartoon ci mostra il dilemma dell’uomo moderno, che ha abolito la verità, che dice non esservi luce. L' unica interpretazione che possieda della sua vita è la propria esperienza. Non possiede nulla fuori della sua vita che possa gettare una qualche luce ed aiutarlo a comprenderne il significato. E' come uno che sia andato al cinema e che avesse scoperto che il film era iniziato un' ora prima, e che poi debba uscire dalla sala venti minuti prima della fine. Il significato del film può essere colto solo da quel poco che ha visto la' al buio. Gli manca tutto il contesto, l’esperienza che ne fa lo confonde. Per comprendere il significato abbiamo bisogno sia dell’inizio che della fine, abbiamo bisogno di qualche certezza che conoscere l’inizio e la fine sia reale. Allora, forse, avremo il significato. Forse. (dal web) |
...
INNOCENZA E FUOCO
Splendono al plenilunio i tuoi occhi
con le mie mani ad accarezzar dolci,
la bionda pelle che freme d'un tremito
…ma è amor che scorre sulle labbra
e ci fa esistere lungo il suo brivido.
Invochi il mio nome come sabbia s'inonda d'acqua
e soffia l'aria silenziosi desideri ardenti;
non dico nulla, è bello udire
l'un respiro con l'altro tra innocenza e fuoco.
Si sfiorano le labbra, l'un guarda l'altra
…tu m'ami
lascia ch'io mi sazi del tuo cuore
lascia che il tuo bacio bagnato di profumo di mimosa
m'avvolga nella bramosia d'infiniti palpiti
lascia che io viva con te e per te
quel fior che dell'aurora aspetta il raggio
per continuare a sorridere coi suoi petali,
solo così il tuo destino sarà il mio .
- BALDO BRUNO -

A FIANCO DELL'ONDA VERDE

AREA PERSONALE
TAG
STURM
Bisogna nobilitare la Passione
utilizzandola come un mezzo,
conservandola a forza di volonta'
per farne il veicolo di un'idea bella.

Per esempio, un'alleanza stretta con un "IO" amato.
- Novalis -
(Frammenti)
... --- -. .. .-
...a long long time ago






















































Inviato da: adamsmith76
il 25/12/2011 alle 10:48
Inviato da: adamsmith76
il 20/11/2011 alle 17:17
Inviato da: lennon927
il 01/11/2011 alle 00:09
Inviato da: lennon927
il 17/10/2011 alle 20:43
Inviato da: adamsmith76
il 10/09/2011 alle 22:27