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Creato da pierrde il 17/12/2005

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martedì 22 maggio 2012 20.30

Locandina

IL CARTELLONE

FORMIA JAZZ FLIRT

Eddie Gomez Trio “We Love La Faro”

contrabbasso Eddie Gomez batteria Joe La Barbera pianoforte Salvatore Bonafede

Registrato a Itri il 1° agosto 2011 -----------------------------------

FORMIA JAZZ FLIRT

Paolo Recchia Trio "Ari's Desire"

sax contralto Paolo Recchia contrabbasso Pietro Ciancaglini batteria Nicola Angelucci Registrato a Formia il 17 agosto 2011

 

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Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

CITAZIONI

  • "La musica non è separata dal mondo; può aiutarci a dimenticarci di noi e al tempo stesso a capirci. In un dialogo fra due persone, si aspetta che l'altro abbia finito di dire quello che ha da dire prima di rispondere o commentare. In musica, due voci dialogano simultaneamente, ognuna si esprime nella forma più piena, e al tempo stesso ascolta l'altra. Da ciò nasce la possibilità di imparare non solo la musica ma dalla musica..."
    Daniel Barenboim (La Musica sveglia il tempo)
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    Ultimi Commenti

    tu0no
    tu0no il 25/05/12 alle 09:11 via WEB
    .. Jazz, musica non per tutte le orecchieTu0no
     
    redrecords
    redrecords il 24/05/12 alle 22:30 via WEB
    Secondo me la sig.ra Floris sa quel che dice e condivido quel che dice.
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    Luca Conti il 24/05/12 alle 20:28 via WEB
    Ma nemmeno io. La mia considerazione iniziale era di tutt'altro ordine, vale a dire che "Jack Johnson" è, nella mia opinione, uno dei dischi davisiani più accessibili per chi proviene, che so, dal rock. E, a differenza di "You're under Arrest," è pure bello.
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    loopdimare il 24/05/12 alle 19:09 via WEB
    non ho nessunissima voglia di addentrarmi nell'analisi delle takes e dei taglia e cuci delle varie incisioni. ammetto anche che il risultato finale sia più che buono, ma frutto di un lavoro di editing mostruoso e probabilmente unico nel panorama jazzistico. visto che del Miles elettrico abbiamo una certa varietà di scelta, mi sembrava più "elegante" un'altra scelta. tutto qui.
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    Luca Conti il 24/05/12 alle 15:43 via WEB
    Ripeto, non credo che le modalità di realizzazione di un'opera d'arte debbano rientrare nella sua fruizione estetica. Allora, per limitarsi al jazz, certi brani di Lennie Tristano in cui il pianista improvvisava su sezioni ritmiche estratte di peso da altri dischi dovrebbero essere valutati come poco aderenti al "vero jazz" (che non si sa qual è). L'assolo di Kenny Drew su "Blue Train" di Coltrane, per dire, viene dalla seconda take del brano, non da quella su cui è stato successivamente appiccicato. Quindi non è mai stato eseguito in quel preciso contesto. E allora? L'edizione originale di "Mingus Ah Um," per citare un altro disco, è largamente frutto di tagli praticati in fase di post-produzione (e che Macero fosse nel giusto a voler tagliare, per me, lo dimostra l'edizione - l'unica, purtroppo - attualmente reperibile e che ripropone le versioni integrali dei pezzi).
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    loopdimare il 24/05/12 alle 14:15 via WEB
    le sessioni integrali di Jack Johnson contengono pezzi notevoli. l'editing fatto da Macero (yesternow e Right off) è un gran calderone dove convive di tutto. anche musica registrata in precedenza. che il risultato sa notevole, sono d'accordo, che però non sia per nulla tipico nelle modalità con cui il jazz prende forma, mi sembra assodato. Un disco così anomalo nella sua realizzazione, seppur molto interessante, non mi sembra quello più giusto per rappresentare il jazz ai neofiti.
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    riccardo il 24/05/12 alle 13:20 via WEB
    Jack Johnson è un disco della madonna e non ha molto da invidiare agli altri citati del periodo elettrico. Miles suona con energia la tromba e grande fuoco creativo, forse del periodo è il disco più "energico". In "In a silent way" il taglia e cuci di Macero non mi pare da meno di quello di Jack Johnson e per certi versi è anche più discutibile anche se meno grezzo, pur nell'apparenza di maggior compattezza, in realtà dettata forse più dalla scelta di Macero di far risultare al pubblico un disco ancora prossimo al jazz, procurando artificiosamente una struttura tema-improvvisazioni- ripetizione del tema finale (mi riferisco in particolare alla prima facciata del LP) non so quanto condivisa da Miles, in quanto, se senti poi il cofanetto pubblicato decenni dopo, ti rendi conto che Davis aveva abbandonato quel tipo di concezione strutturale tipica dell'hard bop. L'impressione è che Macero volesse attutire in modo più graduale il cambiamento stilistico di Davis, forse giudicato troppo traumatico, col rischio di perdere gli affezionati jazzofili e non di guadagnarne in ambito rock. Chissà. Bitches Brew è tutto meno che facilmente accessibile, se l'intento della lista era quello, e You're under arrest per me è alla fine un disco molto più datato pur essendo più recente e tutt'altra cosa rispetto all'indicazione precisata, nel senso che è in effetti più di facile approccio, ma siamo già prossimi al pop più che al jazz e come disco non è all'altezza comunque degli altri citati in termini musicali assoluti.
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    loopdimare il 24/05/12 alle 12:50 via WEB
    se doveva essere una scelta per il Miles elettrico non sarebbe stato meglio In a silent way (anch'esso molto editato ma molto più compatto)? O Bitches Breew. O se si voleva puntare a qualcosa di più facile, Under arrest...
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    Luca Conti il 24/05/12 alle 08:28 via WEB
    Invece io trovo che quella di Davis sia una delle scelte più azzeccate in questa stramba lista. "Jack Johnson" resta, tra gli album di Miles, uno dei dischi più accessibili a chi di jazz sa poco o niente. Cosa importa se è un disco largamente costruito in studio? Quel che conta è l'opera finita, a mio parere, non il procedimento utilizzato per realizzarla. LC
     
    Utente non iscritto alla Community di Libero
    loopdimare il 23/05/12 alle 23:21 via WEB
    lasciamo da parte per il momento il mistero di Ambrose Akinmusire, miracolosamente nominato per non ben chiari motivi. i dischi per iniziare al jazz non debbono per forza essere i capolavori assoluti della storia del jazz, però scegliere Jack Johnson che è uno dei dischi più editati e rimaneggiati del Davis elettrico è un po' strano. e far conoscere Ellington come pianista senza la sua orchestra, anche se benissimo accompagnato, è curioso. non capisco il criterio della scelta: se si dovevano scegliere dei dischi gradevoli che attirassero i neofiti, trovo strano che manchino Silver, Mulligan, Peterson e sopratutto Armstrong. se si voleva dare invece un panorama delle diverse facce del jazz, siamo ancora messi peggio. forse si voleva solo far parlare di sé...
     
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    25.-28.5. moers jazz festival, Moers, Germany

    Programme in English hre: http://www.moers-festival.de/?L=1

    Carla Bley and the premiere of her new work “La Leçon Française”, James "Blood" Ulmer with Joe Bowie's Defunkt n'EU Soul, Lakecia Benjamin and Soul Squad, Andrew N D'Angelo DNA Big Band, Jozef Dumoulin Trio, Erik Friedlander solo, Gunter Hampel European-New York Quintet, Juan de Marcos Afro Cuban All Stars, The Dorf and many more...

    23.5.-2.6. the 40th Nattjazz Festival, Bergen, Norway

    http://www.nattjazz.no

    Nattjazz (Nightjazz) is the longest jazz festival in Northern Europe and is arranged annually in late May / early June in Bergen, Norway. Nattjazz was founded in 1972 and is despite its age now stronger than ever. Every year more than 60 concerts are presented throughout the festival period. The main festival aerea is an old sardines factory which now contains several concert venues plus exhibitions, theatre, cinema and artists studios. This old factory is named USF Verftet (United Sardines Factory). In addition the festival uses various other venues in Bergen, including a outdoor stage with free concerts in the city centre. The Programme 2012 here: http://www.nattjazz.no/index.php?Program=Oversikt

     

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