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Creato da pierrde il 17/12/2005

Mondo Jazz

Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.

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IL JAZZ SU RADIOTRE

Radiotre Suite Jazz
 
 
 
02/02/2010
Musica per Roma: Roberto Gatto 'The Music Next Door' e Eric Legnini Trio Trippin'


Martedi 2 febbraio 2010


Ore 20.30


Musica per Roma: Roberto Gatto 'The Music Next Door'


Registrato all'Auditorium, Parco della Musica di Roma il 16.2.2009


Roberto Gatto, batteria; Paolo Fresu, tromba; Stefano Bollani, pianoforte; Daniele Tittarelli, sassofoni;
Rosario Bonaccorso, contrabbasso 


Musica per Roma: Eric Legnini Trio Trippin'


Registrato all'Auditorium, Parco della Musica di Roma il 16.4.2009
Eric Legnini, pianoforte, Fender Rhodes; Mathias Allamane, contrabbasso;
Franck Agulhon, batteria

 
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JAZZ DAY BY DAY

 

L'agenda quotidiana di concerti, rassegne e festival in Italia e non solo,  cliccando qui

 

I PODCAST DELLA RAI

Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

CITAZIONI

  • "La musica non è separata dal mondo; può aiutarci a dimenticarci di noi e al tempo stesso a capirci. In un dialogo fra due persone, si aspetta che l'altro abbia finito di dire quello che ha da dire prima di rispondere o commentare. In musica, due voci dialogano simultaneamente, ognuna si esprime nella forma più piena, e al tempo stesso ascolta l'altra. Da ciò nasce la possibilità di imparare non solo la musica ma dalla musica..."
    Daniel Barenboim (La Musica sveglia il tempo)
  •  

    RASSEGNA STAMPA

    Steve Coleman Mp3 Diversi album scaricabili gratuitamente (e legalmente !)

    UbuWeb Rari filmati, anche scaricabili, dell'avanguardia artistica in ogni campo

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    Jazz Colours una e mail-zine di jazz italiana !

    Bells

    My name is AlbertAyler  Recensione del film sul New York Times 

     

    HO LETTO E AMATO : CECITÀ DI JOSÈ SARAMAGO

     
    “La cecità di cui parlo in questo libro in realtà non esiste, è metaforica. A me interessano gli uomini che si comportano da ciechi. Volevo raccontare la difficoltà che abbiamo a comportarci come esseri razionali, collocando un gruppo umano in una situazione di crisi assoluta. La privazione della vista è in un certo senso la privazione della ragione []. Quello che racconto in questo libro sta succedendo in qualunque parte del mondo in questo momento.” (J.Saramago)
    Cecità è certamente uno dei libri più profondi che ho letto ultimamente. Alla stregua di La Strada di Cormac McCarthy è ambientato in un non luogo, alle prese con una situazione non convenzionale e con tutti i protagonisti conosciuti e raccontati senza mai rivelarne il nome. In più lo scrittore portoghese fa un uso libero e inusuale della punteggiatura, praticamente eliminandola se non per la chiusura dei periodi. Se il romanzo di McCarthy è angosciante e crepuscolare, il racconto di Saramago è impregnato della stessa oscurità che pervade tutti i personaggi , con la luminosa eccezione della protagonista.
     Il significato è palese, tutti noi siamo immersi nella cecità della ragione e dello spirito e solo poche persone eccezionali in situazioni al limite sanno ritrovare la luce, ridare la speranza e fortificare le coscienze. Lo scrittore sa scandagliare in profondità l'animo umano, capace di raggiungere abissi di orrore e violenza ma anche di ritrovare la solidarietà, l'amore, il rispetto, la tenerezza. La riflessione  implicita nel racconto è semplice e devastante: basta poco, un evento straordinario ed imprevisto che faccia cadere le regole e le barriere sulle quali si poggia il vivere comune e la regressione dell'uomo è inevitabile, animalesca, ineludibile. Passare dalla società dei consumi alla legge della jungla è affare di un attimo. La perdita della capacità di compassione e solidarietà porta alla devastazione di ogni convivenza pacifica, alla disumanizzazione e alla violenza del più forte. Le pagine in cui Saramago descrive la lotta per la sopravvivenza sono permeate di un pathos  angosciato e lucido e trasmettono una emozione profonda. Il libro è uscito nel 1995 e rappresenta sicuramente il vertice assoluto raggiunto dallo scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1998. E' un romanzo appassionante e bellissimo che cattura fin dalla prima pagina il lettore, accompagnandolo passo passo negli antri bui della disumanizzazione e dell'indifferenza e poi, lentamente, in un susseguirsi di spiragli di luce fino all'inatteso finale.   
     

     

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    BLOG DAY 2007 : LE MIE NOMINATIONS

    Post n°759 pubblicato il 31 Agosto 2007 da pierrde
     
    Tag: DAL WEB

    Blog Day 2007

    Per la prima volta partecipo al  BlogDay , e lo faccio da una angolatura abbastanza specifica. Seppure nelle istruzioni si chieda di preferire blog di argomento diverso dal proprio mi sento di trasgredire a questo principio proprio in nome della assoluta marginalità dei blog con il jazz come protagonista. Ulteriore criterio di selezione che ho adottato è la lingua: esistono infatti molti e splendidi blog dedicati alla musica afro-americana in lingua francese e inglese, alcuni dei quali segnalati nella mia Blogosfera. Sono molti di meno invece quelli italiani, che diventano pochissimi se il jazz viene considerato argomento principale e non solo contorno o uno degli argomenti trattati. Purtroppo alcuni di questi vengono aggiornati a scadenze molto lunghe, mancando di una regolarità che li renda più interessanti ed appetibili. Fatte tutte queste premesse ecco le mie scelte:

     Bebop  Un blog di approfondimento, ideale per l'appassionato già formato. Recupero di interviste rare, belle fotografie, rimandi continui a pubblicazioni e riviste. Prezioso e  sempre interessante

    Gerovijazz  I ricordi di una vita segnata  dal grande amore per la musica. Una sorta di diario musicale tra annedoti , clip musicali e video.

     Doctor Be Bop Un blog con due anime, come il suo autore: parte jazzofilo e parte medico. Un approccio non consueto, ma, certamente da un punto di vista musicale, molto ben architettato e di godibile lettura.

      A prima vista Come scrive bene questo ragazzo ! Un linguaggio cosi' personale, colto ed appropriato è di lettura non comune. Come tutti i ....fantasisti, però , manca di regolarità, e cosi' sono quasi due mesi che non scrive un post. Se ritorna però è da non perdere....

     Planet Jazz Con costanza e dedizione il blog da anni segnala concerti, festival ed articoli interessanti. Un punto di riferimento

    Buona lettura e buon Blog Day 2007 !

     
     
     
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    collected some paintings by Gogh ...
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    Henri Matisse paintings with Miles Davis composition "Generique"

     

    UN FILM CHE HO AMATO

     OGNI COSA E' ILLUMINATA

    Un film di Liev Schreiber con Elijah Wood, Boris Leskin, Eugene Hutz, Laryssa Lauret. Genere: Avventura produzione USA, 2005 Durata 106 minuti circa.

    Trasporre in immagini un libro che ha avuto vasta eco è da sempre impresa improba e faticosa. Al contrario, questo film che costituisce anche l’esordio del regista Liev Schreiber, riesce a tradire il testo costruendo una storia colma di tenerezza, permeata da una sottile vena di follia divertente e contagiosa. L’eterno tema del viaggio è qui dispiegato in maniera sapiente e lenta, facendo si’ che diventi un’esperienza anche interiore. E quando la storia porta diritta alla Shoa il regista riesce a mantenere la barra dritta, commovendo senza retorica, con lievità e innocenza. L’opera prima dello scrittore Jonathan Safran Foer è un testo particolare, non si situa in terre di mezzo, o lo si apprezza o lo si lascia. La storia che il regista ha tratto dal libro non è fedele negli avvenimenti ma lo è nello spirito. Le immagini della campagna ceca (il sostituto cinematografico dell’Ucraina ) sono abbaglianti di bellezza, i protagonisti tanto disomogenei tra loro per storia e background quanto perfettamente inseriti nella narrazione. Elijah Wood, il Frodo del Signore degli Anelli, è qui uno stralunato ebreo americano alla ricerca delle radici della sua famiglia. Eugene Hutz recita se stesso, ucraino innamorato dell'America e leader dei Gogol Bordello. Alter ego per età di Wood, nel corso della storia vede accorciarsi le differenze con il ricco ebreo americano. Lo sguardo dapprima cinico e disincantato si fa stupito e partecipe. Lo stesso percorso del nonno, il bravissimo Boris Leskin, che alla fine riesce addirittura a rubare il ruolo di protagonista finale della storia anche alla soave Laryssa Lauret, la donna che scioglierà gli enigmi del film. Una storia leggera, commovente, folle. Con una colonna sonora altrettanto complice e visionaria, grazie alla prodigiosa chitarra acustica di Marc Ribot. Non un capolavoro ma, di questi tempi una rarità, un film intenso e riuscito. Da vedere. E il libro, da leggere.

     
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