Mondo Jazz
Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.
IL JAZZ SU RADIOTRE

martedì 7 febbraio 2012 20.30
Locandina
IL CARTELLONE
AI CONFINI TRA SARDEGNA E JAZZ 2011
JAMES BLOOD ULMER
James Blood Ulmer, chitarra e voce Registrato a Sant’Anna Arresi, Piazza del Nuraghe, il 28 agosto 2011.
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AI CONFINI TRA SARDEGNA E JAZZ 2011
RONALD SHANNON JACKSON /MELVIN GIBBS/JOSEPH BOWIE
Ronald Shannon Jackson, batteria Melvin Gibbs, basso Joseph Bowie, trombone
Registrato a Sant’Anna Arresi, Piazza del Nuraghe, il 28 agosto 2011.
RASSEGNA STAMPA
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JAZZ DAY BY DAY
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I PODCAST DELLA RAI
Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando quiCITAZIONI
HO LETTO E AMATO : CECITà DI JOSè SARAMAGO
Cecità è certamente uno dei libri più profondi che ho letto ultimamente. Alla stregua di La Strada di Cormac McCarthy è ambientato in un non luogo, alle prese con una situazione non convenzionale e con tutti i protagonisti conosciuti e raccontati senza mai rivelarne il nome. In più lo scrittore portoghese fa un uso libero e inusuale della punteggiatura, praticamente eliminandola se non per la chiusura dei periodi. Se il romanzo di McCarthy è angosciante e crepuscolare, il racconto di Saramago è impregnato della stessa oscurità che pervade tutti i personaggi , con la luminosa eccezione della protagonista.
Il significato è palese, tutti noi siamo immersi nella cecità della ragione e dello spirito e solo poche persone eccezionali in situazioni al limite sanno ritrovare la luce, ridare la speranza e fortificare le coscienze. Lo scrittore sa scandagliare in profondità l'animo umano, capace di raggiungere abissi di orrore e violenza ma anche di ritrovare la solidarietà, l'amore, il rispetto, la tenerezza. La riflessione implicita nel racconto è semplice e devastante: basta poco, un evento straordinario ed imprevisto che faccia cadere le regole e le barriere sulle quali si poggia il vivere comune e la regressione dell'uomo è inevitabile, animalesca, ineludibile. Passare dalla società dei consumi alla legge della jungla è affare di un attimo. La perdita della capacità di compassione e solidarietà porta alla devastazione di ogni convivenza pacifica, alla disumanizzazione e alla violenza del più forte. Le pagine in cui Saramago descrive la lotta per la sopravvivenza sono permeate di un pathos angosciato e lucido e trasmettono una emozione profonda. Il libro è uscito nel 1995 e rappresenta sicuramente il vertice assoluto raggiunto dallo scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1998. E' un romanzo appassionante e bellissimo che cattura fin dalla prima pagina il lettore, accompagnandolo passo passo negli antri bui della disumanizzazione e dell'indifferenza e poi, lentamente, in un susseguirsi di spiragli di luce fino all'inatteso finale.
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JAZZ E NUOVE GENERAZIONI
Post n°801 pubblicato il 22 Ottobre 2007 da pierrde
"I nuovi venuti al jazz hanno talvolta, a torto, un complesso di inferiorità. Perchè questa musica dà spesso l'idea di essere riservata a degli iniziati, poichè essa necessiterebbe di un sapere preacquisito per poter essere apprezzata. In particolare su quel che concerne la sua storia, il suo patrimonio. Naturalmente. come per ogni disciplina artistica, la comprensione guadagna in intensità con la conoscenza. Ma quest'ultima si confonde troppo sovente con una visione strattamente cronologica di un secolo di storia del jazz durante la quale un genio avrebbe soppiantato quello che lo precedeva, una nuova corrente cacciata la precedente. E' una visione contraddetta dai fatti ! Eliminerete ogni complesso se scoprirete il jazz : la vita quotidiana del jazz, dalla fine degli anni 20' è la coesistenza, più o meno pacifica, tra estetiche simultanee. Lo swing di Count Basie ha visto nascere il bebop di Charlie Parker mentre Louis Armstrong era nel pieno della gloria, senza dubitare che sarebbe presto arrivato il revival del dixieland nel momento preciso in cui i musicisti della West Coast sperimentavano nello stesso posto in cui sarebbe nato il free jazz di Ornette Coleman. E cosi' via." |
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PER MUSICISTI, DISTRIBUTORI E PROMOTER
Ricevo sempre più spesso richieste di spedizione e recensione di album. Ne sono lusingato e prometto comunque a tutti un attento ascolto. Ovviamente questo non è assolutamente garanzia di pubblicazione sul blog: non sono un critico musicale, svolgo una attività completamente diversa, e il poco tempo libero mi piace dedicarlo si alla musica ma in maniera assolutamente libera e priva di condizionamenti. Non sono quindi uno scrittore di recensioni a gettone, tanto meno di album che poco o niente rientrano nelle mie corde; se queste mie minime ma credo chiare condizioni sono condivise, allora potete contattarmi all'indirizzo mail in calce.
pierrde@hotmail.com
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Una sequenza delle più celebri fotografie di Herman accompagnate dalla voce inimitabile di Ella Fitzgerald.
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UN FILM CHE HO AMATO

Improbabile, surreale, grottesco, privo di qualsiasi parvenza di verosomiglianza, e per di più nella versione italiana penalizzato da un assurdo doppiaggio (originalmente il film è in francese ed in russo, e sarebbe stato di gran lunga preferibile una versione sottotitolata). Eppure il film di Mihaileanu, il regista di Train de Vie, è in egual tempo una pellicola che diverte, commuove e avvince lo spettatore. Ovviamente non tratterò della trama per non togliere il piacere della sorpresa a coloro che il film non l'hanno visto, basti dire che tra i molti temi, quello centrale che la pellicola sviluppa in maniera esemplare è il rapporto tra immagini, storia e musica, un mix di ingredienti comune alle migliori pellicole che vedono la musica in veste di protagonista. In questo caso si tratta del concerto per violino e orchestra op. 35 di Tchaikovsky, suonato dalla Orchestra Sinfonica di Budapest con la giovane violinista rumena Sarah Nemtanu nel ruolo di solista. Anche se la durata del concerto viene ridotta ed estrapolata, dei circa 22 minuti della partitura originale si ascoltano solo 12 minuti, l'abilità del montaggio e la sapienza narrativa del regista creano una atmosfera ricca di pathos, armonia e struggimento. Se la seconda parte del film è focalizzata sulla musica, nella prima parte il regista dispensa una arguta autoironia sui proverbiali vizi della cultura ebraica, per non parlare delle esilaranti bordate alla grottesca versione della democrazia che trionfa oggi in Russia. Il tutto tratteggiato con mano ferma ma lieve, venata da un abbondante pizzico di surreale ironia. In un mondo dove trionfano insulsi e volgari cinepanettoni o noiosi e prevedibili action-movie di stampo amerikano, ecco un film da non perdere, proprio perchè imperfetto e sgangherato, ricco di grande musica e di corrosiva ilarità. Non un capolavoro, ma tra le migliori storie che attualmente è possibile vedere in sala.










Inviato da: riccardo
il 08/02/2012 alle 14:15
Inviato da: ospite
il 07/02/2012 alle 22:26
Inviato da: loopdimare
il 07/02/2012 alle 18:11
Inviato da: riccardo
il 06/02/2012 alle 10:10
Inviato da: Luca Conti
il 05/02/2012 alle 17:41