Mondo Jazz
Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.
L'ITALIA SPIEGATA AD UNO STRANIERO
Via il crocifisso dalle scuole italiane. Secondo l'Europa sarebbero più rappresentativi i due ladroni.
Calderoli: "La Corte Europea ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori". Dicono porti fortuna.
Roberto Saviano scrive una lettera a Berlusconi: "Ritiri la legge e si lasci processare". Non mi aspettavo questa svolta fantasy.
Giustizia, pronta la norma sul processo breve. Poi dicono che Berlusconi non si fa le leggi su misura.
Il ddl si intitola testualmente "Misure per la tutela del cittadino". Non ci resta che scoprire chi è.
Pensate al dramma di Feltri. Un politico del Pd beccato con trans e cocaina, e gli tocca inventare qualcosa per dire che non deve dimettersi.
Insistenti le voci su Gasparri frequentatore di trans. Che adesso temono per la loro reputazione.
FONTE: www.spinoza.it
IL JAZZ SU RADIOTRE
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I PODCAST DELLA RAI
Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando quiCITAZIONI
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Point of departure a on-line musical journal
Jazz Colours una e mail-zine di jazz italiana !
My name is AlbertAyler Recensione del film sul New York Times
HO LETTO E AMATO : CECITÀ DI JOSÈ SARAMAGO
Cecità è certamente uno dei libri più profondi che ho letto ultimamente. Alla stregua di La Strada di Cormac McCarthy è ambientato in un non luogo, alle prese con una situazione non convenzionale e con tutti i protagonisti conosciuti e raccontati senza mai rivelarne il nome. In più lo scrittore portoghese fa un uso libero e inusuale della punteggiatura, praticamente eliminandola se non per la chiusura dei periodi. Se il romanzo di McCarthy è angosciante e crepuscolare, il racconto di Saramago è impregnato della stessa oscurità che pervade tutti i personaggi , con la luminosa eccezione della protagonista.
Il significato è palese, tutti noi siamo immersi nella cecità della ragione e dello spirito e solo poche persone eccezionali in situazioni al limite sanno ritrovare la luce, ridare la speranza e fortificare le coscienze. Lo scrittore sa scandagliare in profondità l'animo umano, capace di raggiungere abissi di orrore e violenza ma anche di ritrovare la solidarietà, l'amore, il rispetto, la tenerezza. La riflessione implicita nel racconto è semplice e devastante: basta poco, un evento straordinario ed imprevisto che faccia cadere le regole e le barriere sulle quali si poggia il vivere comune e la regressione dell'uomo è inevitabile, animalesca, ineludibile. Passare dalla società dei consumi alla legge della jungla è affare di un attimo. La perdita della capacità di compassione e solidarietà porta alla devastazione di ogni convivenza pacifica, alla disumanizzazione e alla violenza del più forte. Le pagine in cui Saramago descrive la lotta per la sopravvivenza sono permeate di un pathos angosciato e lucido e trasmettono una emozione profonda. Il libro è uscito nel 1995 e rappresenta sicuramente il vertice assoluto raggiunto dallo scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1998. E' un romanzo appassionante e bellissimo che cattura fin dalla prima pagina il lettore, accompagnandolo passo passo negli antri bui della disumanizzazione e dell'indifferenza e poi, lentamente, in un susseguirsi di spiragli di luce fino all'inatteso finale.
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JOHN ZORN - FEMINA (TZADIK) 2009Personnel: Track Listing: Femina part 1 -2 3/End Titles L'ipertrofica produzione zorniana si arricchisce di un nuovo capitolo, che vede il nostro in veste di compositore di una suite piuttosto breve, poco più di trentacinque minuti, in cui il protagonista è l'universo femminile. Composizioni dedicate ed ispirate ad alcune figure storiche nel campo delle arti più disparate, da Simone de Beauvoir a Frida Kahlo, Hildegard Von Bingen e Isadora Duncan, Meredith Monk e Sylvia Plath e l'elenco continua a lungo nelle note di copertina. Personaggi di riferimento dell'altra metà del cielo, e per rendere coerente e significativa l'ispirazione Zorn ha chiamato a registrare le sue musiche un gruppo di straordinarie professioniste tutte impegnate nel settore più radicale e sperimentale sia della musica jazz che contemporanea. Il libretto contiene inoltre molte riproduzioni, copertina compresa, di una artista newyorkese, Kiki Smith, tra le più creative e visionarie oggi sulla scena. La musica è una sequenza praticamente ininterrotta di bozzetti, alcuni appena accennati altri più sviluppati, con una forte matrice visiva, quasi fossero composizioni destinate a commentare immagini . Una atmosfera prevalentemente da camera, con frequenti break in puro stile hard-core o free che destabilizzano e rovesciano le certezze apparentemente consolidate dalla sequenza precedente. Nessuna matrice jazzistica è presente, se non nei rari momenti astratti e liberi. Predomina il compositore, la sua mano sicura nel creare e distruggere, le perfette cuciture tra momenti di ampio respiro, con un pianoforte quasi minimalista, e gli interventi brucianti e spiazzanti delle elettroniche di Ikue Mori. V A L U T A Z I O N E : * * * |
PARLIAMO DI JAZZ: I BLOG ITALIANI
Questa piccola finestra sui blog italiani a tema jazzistico nasce con l'intento di accomunare, e se possibile, contribuire ad una migliore conoscenza e diffusione della nostra musica.
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JAZZ E FOTOGRAFIA : HERMAN LEONARD
Una sequenza delle più celebri fotografie di Herman accompagnate dalla voce inimitabile di Ella Fitzgerald.
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Henri Matisse paintings with Miles Davis composition "Generique"
UN FILM CHE HO AMATO
OGNI COSA E' ILLUMINATA
Trasporre in immagini un libro che ha avuto vasta eco è da sempre impresa improba e faticosa. Al contrario, questo film che costituisce anche l’esordio del regista Liev Schreiber, riesce a tradire il testo costruendo una storia colma di tenerezza, permeata da una sottile vena di follia divertente e contagiosa. L’eterno tema del viaggio è qui dispiegato in maniera sapiente e lenta, facendo si’ che diventi un’esperienza anche interiore. E quando la storia porta diritta alla Shoa il regista riesce a mantenere la barra dritta, commovendo senza retorica, con lievità e innocenza. L’opera prima dello scrittore Jonathan Safran Foer è un testo particolare, non si situa in terre di mezzo, o lo si apprezza o lo si lascia. La storia che il regista ha tratto dal libro non è fedele negli avvenimenti ma lo è nello spirito. Le immagini della campagna ceca (il sostituto cinematografico dell’Ucraina ) sono abbaglianti di bellezza, i protagonisti tanto disomogenei tra loro per storia e background quanto perfettamente inseriti nella narrazione. Elijah Wood, il Frodo del Signore degli Anelli, è qui uno stralunato ebreo americano alla ricerca delle radici della sua famiglia. Eugene Hutz recita se stesso, ucraino innamorato dell'America e leader dei Gogol Bordello. Alter ego per età di Wood, nel corso della storia vede accorciarsi le differenze con il ricco ebreo americano. Lo sguardo dapprima cinico e disincantato si fa stupito e partecipe. Lo stesso percorso del nonno, il bravissimo Boris Leskin, che alla fine riesce addirittura a rubare il ruolo di protagonista finale della storia anche alla soave Laryssa Lauret, la donna che scioglierà gli enigmi del film. Una storia leggera, commovente, folle. Con una colonna sonora altrettanto complice e visionaria, grazie alla prodigiosa chitarra acustica di Marc Ribot. Non un capolavoro ma, di questi tempi una rarità, un film intenso e riuscito. Da vedere. E il libro, da leggere.













Inviato da: pierrde
il 22/11/2009 alle 16:22
Inviato da: sergio pasquandrea
il 22/11/2009 alle 15:50
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il 22/11/2009 alle 15:43
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il 21/11/2009 alle 10:23
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