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Creato da Morven61 il 04/10/2009

Morven

Sul sentiero dell'antica magia

 

 

Cailleach, la vecchia o la velata

Post n°158 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Morven61

 

 

 

Chiamata anche Gyre Carlin o la Megera Grigia dell’inverno, Cailleach è la leggendaria vecchia esperta, la Donna Nera della sapienza che, con il suo calderone,guarisce l’eroe del mito e gli dà la sapienza per portare a termine il suo compito.

La Morrigan è una versione di Cailleach con cui Dagda si unisce sulle rive del fiume Unnius nel Connacht il 1° novembre, il primo giorno dell’ inverno e Capodanno celtico.

Cailleach è associata alla vita e alla morte e profetizza la distruzione finale del mondo acausa della follia del genere umano.

 Più non vedrò il mondo che amo

 ma un’estate priva di fiori,

 le mucche senza latte…

 mari dove non guizza alcun pesce


Talvolta i tre aspetti della dea triplice – fanciulla, madre e vecchia – sono viste come Brigit, Danu e Cailleach, o la luna crescente, piena e calante.

 

 

 
 
 

Lug, il dio giovane

Post n°157 pubblicato il 10 Maggio 2013 da Morven61

 

 

Lug è lo splendente, che dà il proprio nome al Lugnasad, la festa celtica del primo raccolto, era la giovane divinità solare che alla fine sostituì Dagda come re supremo.

Quando Lug arrivò per unirsi al Tuatha Dè Danann, andò al palazzo di Tara e chiese un posto. Disse di essere un carpentiere, ma gli fu risposto che la compagnia ne aveva già uno. Dichiarò allora di essere un poeta, un guerriero, uno storico,un eroe e un mago. La corte aveva già dei membri che svolgevano ciascuna di queste funzioni. Lug chiese se qualcuno sapeva svolgere tutti questi compiti come sapeva fare lui. Fu allora accolto tra i Tuatha Dè Danann.

A differenza del rozzo Dagda con la sua clava, Lug era esperto con la lancia e la fionda; con questa fionda uccise Balor nella battaglia finale contro i Fomoriani. Balor era il loro campione e con il suo unico occhio rappresentavala potenza solare del vecchio ordine. Ora lo splendente Lug era l’eroe dei Tuatha Dè Danann e alla fine divenne il loro capo

 

 
 
 

Dagda, il dio padre

Post n°156 pubblicato il 30 Aprile 2013 da Morven61

 

Nella mitologia il Dagda (sempre chiamato "il" Dagda) fu uno dei grandicapi dei Tuatha De Dannan, ma, per i Celti, egli era molto più che questo. Egliera il re dei Tuatha, il padre di Tous (Eochaid Ollathair), il signore dellaperfetta conoscenza (Ruad Rofhessa); era il Dagda, il "buon dio".Seguendo la tradizione delle divinità celtiche, egli era il maestro di tutti idoni. Per ciò, come gli altri dei celtici, egli possedeva degli attributiparticolari. Egli era dio della terra, dunque simbolo della fertilità e diodella saggezza, maestro della scienza druidica. La sua personalità era ricca dicontrasti che lo rendevano singolarmente attraente e accessibile. Si è solitirappresentarlo sotto i tratti di un uomo grasso e brutto; egli si vestiva comeun villano, con una tunica corta con un cappuccio e portava dei sandali. Sidice che la sua tunica era talvolta così corta che gli si potevano vedere lenatiche come testimonianza delle sue prodezze sessuali, alle quali i Celtidavano molta importanza.Egli suonava l'arpa magistralmente e la sua musica accompagnava i cambiamenti dellestagioni. Egli poteva suonare tre melodie speciali: una che faceva dormire, unache faceva ridere e la terza che faceva piangere.Il Dagdapossedeva due oggetti magici: una mazza e un calderone. La mazza simbolizzavail suo potere di dio della vita e della morte. Egli aveva bisogno di ottouomini per portarla e quando la trainava dietro di lui la mazza creava unprofondo solco sul suolo. Con l'estremità più grande egli poteva uccidere noveuomini in un sol colpo, con l'altra estremità egli poteva riportarli in vita.Il suo calderone non si svuotava mai; colui che lo utilizzava per ristorarsitrovava sempre cibo. Esso simboleggiava la vita e l'ospitalità dei Celti. Lamazza e il calderone si ritrovano in numerosissimi miti celtici, nelle leggendearturiane essi sono diventati la lancia e il santo Graal.

 

 
 
 

Brigit

Post n°155 pubblicato il 21 Aprile 2013 da Morven61

 

Brigit, la dea triplice, è la figlia di Dagda e ha ereditato molte delle qualità di Danu. E’ la patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori e il suo culto, che si fuse in quello di santa Brigida di Kildar , è quello che è durato più a lungo in Irlanda. Il suo nome significa “l’alta” ed è talvolta vista come tre sorelle, figlie del dio Dagda, o come la dea che compare in tre forme, come fanciulla, madre e vecchia.

 
 
 

Danu

Post n°154 pubblicato il 11 Aprile 2013 da Morven61

 

 

 

Danu, Don nella tradizione gallese, era la dea della terra, la Grande Madre. Era a capo della tribù, superiore alla principale divinità maschile. Essa non era vista come la madre materiale di tutti gli dèi ma come una specie di prima creatrice. Ogni anno, Danu si univa ritualmente al dio della tribù per assicurare la fertilità del suolo e quella della tribù. Questo costituisce la base di molti dei riti di fertilità e del grano occidentali, la cui eco sopravvive nelle nostre feste, come Calendimaggio e la festa della mietitura.

 
 
 

Profumi nell’aria

Post n°153 pubblicato il 31 Marzo 2013 da Morven61

 

 

 

I profumi possono destare in noi profondi impulsi magici. Bruciare essenze in un bruciaprofumi o accendere bastoncini o coni di sostanze odorose fornisce un facile accesso a visioni magiche. Sia che meditiate o state semplicemente godendo di restare seduti in silenzio mentre la vostra essenza preferita diffonde il suo profumo nell’aria, le impressioni spontanee possono fornire insight al di là del senso della vista o dell’udito.

 
 
 

Gli zefiri

Post n°152 pubblicato il 20 Marzo 2013 da Morven61

 

Questi guardiani dei venti prendono il nome da Zefiro, il vento di ponente della mitologia greca. Figlio di Astreo e Aurora, Zefiro era l’amante di Flora, dea dei fiori, e perciò soffiava dolcemente, portando la pioggia affinchè i suoi fiori potessero crescere. Spesso gli zefiri sono rappresentati nell’atto di suonare delle trombe dalle quali nascevano i venti.

 
 
 

Le silfidi

Post n°151 pubblicato il 01 Marzo 2013 da Morven61

 

 

 

Le silfidi sono bellissimi spiriti elementali dell’aria di sesso femminile;  si dice che proteggano le fanciulle innocenti. Erano le anime delle ragazze caste che in vita avevano flirtato ma non avevano mai concesso i propri favori. A volte appaiono sotto forma di farfalle, specialmente intorno a bianchi fiori fragranti. Dimorano sulla sommità delle colline e nelle pianure aperte, e si possono vedere nella nebbia che si alza.

 
 
 

Miti celesti

Post n°150 pubblicato il 20 Febbraio 2013 da Morven61

 

 

 

Il Padre Celeste era originariamente la forza suprema della natura, sposo della madre Terra. Assieme, essi crearono il mondo naturale e i suoi abitanti. Per esempio, nella mitologia maori, Rangi, il Padre Cielo, e Papa, la Madre Terra, erano uniti in un amplesso ininterrotto. Uno dei loro figli, Tane-Mahuta, dio dei boschi, divenne un albero e spinse in alto verso il cielo. Vestì suo padre con Kohu, il dio della nebbia, Ika-Roa, la Via Lattea, e le stelle. I maori credono di discendere direttamente da Rangi e Papa. A volte, il cielo è considerato una madre. Nella mitologia egizia, la dea Nut formò la volta celeste inarcando il proprio corpo sopra la terra. Si sosteneva sulle mani e sui piedi sopra il corpo disteso del marito, Geb, che rappresentava la terra. Le sue braccia e le sue gambe costituivano i quattro pilastri del cielo, e sopra il suo corpo erano sparse le innumerevoli stelle e costellazioni. Nut è chiamata Signora del cielo” e, nell’arte egizia, era sempre dipinta in azzurro. Gradualmente, il Padre Cielo assunse il ruolo di Creatore e Padre Universale, e divenne una figura bellicosa che presiedeva alla giustizia e alla sapienza. Giove era la divinità suprema dei Romani e controllava gli affari umani, palesando le proprie intenzioni mediante presagi e segni celesti.

 
 
 

Dèi nel cielo

Post n°149 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da Morven61

 

 

 

Fin dai primissimi tempi, il cielo è stato la dimora delle divinità. Il pantheon greco, con a capo Zeus, passava i suoi giorni sul monte Olimpo. In molte tradizioni, offerte sacre e preghiere venivano elevate al cielo e le fiamme dl fuochi sacri salivano verso l’alto portando l’essenza del sacrificio o del tributo agli Dèi celesti in attesa. Odino, il Padre Universale della tradizione nordica, viveva in Asgardhr, il paese vicino alla sommità di Yggdrasill, l’albero cosmico. In Cina, il Cielo era l’Essere Supremo. Nella tradizione Orientale, si facevano alzare in volo aquiloni colorati che portavano suppliche verso il cielo. La magia dell’aria o del cielo è quindi diretta verso il successo, la realizzazione nel mondo esterno, l’ambizione e gli sforzi personali, l’acquisizione della sapienza e tutte le questioni che interessano la carriera, il diritto e la giustizia. E’ anche la magia della gioia personale e parla non solo di successo in termini mondani, ma anche di ciò che rende felici.

 
 
 
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Tieni a mente Artemisia, quello che hai dichiarato

Quello che hai stabilito alla grande denuncia.

Il tuo nome è Una, tu la più antica delle erbe, potente

Contro il trenta e contro il tre,

potente contro la malignità di ciò che vola,

potente contro la Lei abietta che passa sulla terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

O abitante delle

Terre aride;

Segreto custode

Della rugiada;

Con le mani

Nessuno ti può toccare

Ma io posso arrivare

A toccare il tuo cuore.

Radici affondatevi

Rami allungatevi

Per la forza

Di questa rima.

Cresci, ora, cactus,

Questo è il momento!

 

 

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Possiate avere le stelle nei vostri occhi

 

 

 

Il nostro cuore conosce la Via Stellare del Sogno, capace di elevarci al di sopra dei nostri affanni e capace di dare risposta ai nostri perché dal momento in cui ci apriamo al suo potere creativo.