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stefs123
   
 
Creato da stefs123 il 21/03/2005

Un po' di me.

Cronaca semiseria di una vita alla ricerca.

 

 

I shot the sheriff, but I swear it was in self defense....

Post n°409 pubblicato il 01 Aprile 2014 da stefs123

E così, amici, la vita procede.

Sempre qui in questo postaccio maffo che a malapena si intravede nelle cartine europee, che è grande dicono, come il cimitero di Vienna, ma ci si diverte le metà! :|

Nella mente frullano da tempo pensieri di fuga. La fuga che si prospetta però questa volta è una fuga gradiosa, una fuga dal sistema azienda e dai bisogni indotti da questa assurda civiltà del consumo.

Impazzita?
Boh, può darsi. Come vi dicevo i pensieri frullano, e nel loro frullare tirano fuori di tutto. Appena si fermeranno e sedimenteranno un po' vi dico dove vanno a finire.
Io spero sinceramente su una strada che mi porti a una vita più vicina alle persone e alle cose che amo.

Non credo che sarà semplice, ma se davvero questo cambio dovesse essere come si intravede, sarebbe un'altra bella sfida: una sfida verso la semplicità e la desrescita.

Ne sarei capace?

 

 
 
 

Fagioli alla messicana

Post n°408 pubblicato il 19 Febbraio 2014 da stefs123

Lunedi sera ho cucinato i fagioli alla messicana.

Ah, grazie di avercelo detto- direte voi- chissenefrega di cosa hai cucinato?

In verità cucinare i fagioli alla messicana è stato per me come fare un tuffo nel passato.

Era venti anni fa. 

Eravamo tre studentesse, provenienti da famiglie modeste della provincia.

Vivevamo insieme in 40mtq di una vecchia casa, a Torino:
la nostra casa era così piccola che se in bagno allargavi le braccia toccavi le pareti opposte, qualunque fosse la direzione delle tue braccia.
Se ti sedevi sulla tazza potevi comodamente appoggiare la testa al lavandino e allungando un piede colpire la porta.
Nella doccia ci stavi tutta, ma solo a patto di non agitarti troppo nè di usare troppa veemenza nel lavarti.
La cucina era ricavata da un rettangolo di un mentro per due che dava sul soggiorno tramite una finestra ad arco.
Nella stanza, dotata di moquette rosso fuoco, ci stavano giusti due letti, uno in faccia all'altro, e due comodini. 
Nel soggiorno ci dormiva una di noi, e sempre nel soggiorno studiavamo, mangiavamo, ricevevamo ospiti.
Avevamo due balconi, di quelli piccoli piccoli delle case d'epoca, completamente inutilizzabili, ma che però ci davano un'ampia visuale sull'interno cortile, e ci permettevano di apprezzare la fauna locale:
come dimenticare la ragazza che viveva di fronte a noi e che aveva un grande oblò trasparente che permetteva piena visione sul suo soggiorno?
E i personaggi di dubbio gusto che ogni tanto uscivano dai balconcini di fronte?

Sul nostro campanello una scritta recitava "Qui, Quo, Qua", e avevamo tappezzato il soggiorno con cartelli con su scritto "Cazzo guardi? Studia!", per auto-scoraggiarci dalle distrazioni. La porta del bagno aveva un enorme foglione che riportava fedelmente "LE CAGATE", ovvero le frasi celebri di cui quella casa era spettattrice.

Avevamo tre chitarre, e la sera, quando non avevamo ospiti, suonavamo e cantavamo insieme, oppure facevamo lunghe dissertazioni sul bì e sul bà della vita....

Che tempi!!

Non avevamo il becco di un quattrino, ma neppure volevamo pesare troppo sulle finanze dei nostri genitori. Lavoricchiavamo, ma soprattutto eravamo diventate esperte del sopravvivere con nulla. Minestroni, pasta e litri di tisane erano il nostro quotidiano.

Quando volevamo trattarci bene, allora mettevamo insieme della salsiccia, dei fagioli bianchi, della passata e del peperoncino, ed era festa.

Ecco il perchè del titolo del post, e del mio pubblico elogio ai fagioli alla messicana. :)

 

 
 
 

Leaving....

Post n°407 pubblicato il 11 Luglio 2013 da stefs123

Amici,

come vi sta trattando la vita?
Dalle mie parti è finalmente uscito il sole, ed sabato è iniziata l'estate. Stando alle previsioni e alle consuetudini del luogo, dovrebbe finire pressappoco dopodomani, ma sapete che vi dico?

CHISSENEFREGA!

Sabato ho un volo che mi porterà a NY, dove spenderò una settimana a cercare di capire quanto sono grossi i casini aziendali laggiù, poi mi sposterò una settimana in Messico, a fare piu o meno lo stesso mestiere, e poi visto che ci sono volerò un paio di settimane su Cuba per rilassarmi un poco.

Bello eh?

Se sopravvivo alla settimana che sto vivendo, in cui oltre a fare il lavoro normale, che già è sempre parecchio, sto coprendo un collega in vacanza, preparando le trasferte, e anticipando il lavoro che avrei avuto nelle prossime due settimane....beh...immagino sarà bello.

Per adesso mi auguro solo di riuscire ad avere la lucidità di riuscire a mettere nella valigia che porterò con me l'essenziale.

Appena so cos'è, ovvio.

 
 
 

Adoro le vendette ben riuscite....

Post n°406 pubblicato il 21 Aprile 2013 da stefs123

Non sono un tipo vendicativo. Perdono molto di piu di quel che io stessa penso possibile, a volte. Credo fermamente che esistano pochissime persone cattive, e che quando la gente si comporta malamente raramente lo fa per cattiveria: molto piu spesso il motore delle 'cattive azioni' è la paura, il desiderio di raggiungere un proprio fine, l'autodifesa, la follia, nei casi estremi.
Persone che siano cattive vere, ovvero che colpiscano solo per il gusto di vedere la sofferenza negli occhi altrui, ce ne sono poche, se non nessuna.

Comunque, anche se non sono un tipo vendicativo, adoro le vendette ben riuscite, soprattutto quelle cinematografiche, orchestrate alle spalle di traditori, bugiardi, e arroganti presuntuosi.

Vorrei riuscirci io a vendicarmi così, qualche volta.  :)

Non sempre eh. 

Solo a caldo, e solo con qualcuno.

La mia vendetta dovrebbe essere inequivocabile: il malcapitato o la malcapitata dovrebbero sapere ESATTAMENTE cosa sta succedendo e perchè, e la vendetta dovrebbe essere non dolorosa (quello mai) ma terribilmente umiliante...e portarli se possibile a un conversione.
....in effetti anche nascondersi lontano dai miei occhi per il resto dei loro giorni potrebbe essere un risultato accettabile....

Vabbè, fortuna che son buona.
Così buona che raramente riesco ad avere quella lucidità strategica che una buona vendetta richiede, così buona che al solo pensiero di fare soffrire qualcuno (fosse anche solo per pochi minuti) mi assalgono mille dubbi, così buona che la peggiore vendetta che posso escogitare ad oggi non è che la compassione, o, forse peggio, l'indifferenza.

D'altra parte, chi sarai mai tu, per meritarti un minuto di vita del mio fegato?

Nessuno, amico, proprio nessuno.

 

 

 

 
 
 

Contrari

Post n°405 pubblicato il 21 Marzo 2013 da stefs123

Oggi l'oroscopo del mio amico Bob Brezni, sull'Internazionale, mi offre lo spunto di una bella riflessione.

Nei suoi "compiti per tutti" lui infatti chiede: 
Descrivi come saresti se fossi il contrario di quello che sei.

Ecco come sarei io:
Sarei determinata a vendermi al migliore offerente. Sarei insensibile all'ingiustizia, alla povertà, alla debolezza. Sarei bellissima e consapevole di esserlo, al punto da usare la mia bellezza per ottenere quello che voglio. Avrei come obiettivo principe quello di guadagnare tantissimo per comprarmi le scarpe piu costose sul mercato e avere brillanti grossi come noci sui miei anelli. Mi darebbe un enorme fastidio confrontarmi con persone diverse da me, conoscere altre culture. Se fossi costretta a viaggiare lo farei nel massimo confort sempre, fidandomi solo delle grandi catene alberghiere di lusso, e mangerei solo cose che conosco. Odierei il disordine e le forme di vita che lo creano: piante, animali, bambini. Concederei me stessa raramente e mai, per nessuna ragione, completamente. Sarei spietata e non saprei cosa significano vergogna e responsabilità. Dovrei cercare sul vocabolario il significato della locuzione "senso di colpa". Metterei me stessa davanti a tutto, sempre e comunque.

 
 
 

6 marzo 2013

Post n°404 pubblicato il 06 Marzo 2013 da stefs123

Non ho trovato un titolo migliore per il mio post oggi.
E ho anche deciso che espierò i miei peccati scrivendo qui.
Ho necessità assoluta di buttare fuori un po' di cose e di non sentirmi sola.

Quindi, beccatevi questo:

6 marzo 2013
Sesto giorno di sole ininterrotto qui in Lussemburgo. Evento di portata epocale.
Io ho preso le mie decisioni, dopo aver realizzato che qui da sola soffro troppo.
Che poi siano facilmente realizzabili, quello no, ma almeno ora ho una direzione.

Allora, nell'ordine:
- Porterò su i miei gatti. Mi mancano troppo.
- Cercherò una casa da comprare. Stare qui in affitto coi prezzi che ci sono è FOLLE. E poi con una casa mia posso pensare di mettere una gattaiola vs il terrazzo e di fottermene se i due si fanno le unghiette sulla tappezzeria.
- Butterò fuori di casa mia a Torino la ragazza che ad oggi la sta usando, e che bada ai gatti in cambio. Ho voglia di avere il MIO nido quando torno a casa e oggi il mio nido va a poco a poco deteriorandosi e soprattutto puzza di fumo. Diciamo che la ragazza non è proprio un master nella manutenzione delle cose altrui, e se va avanti così mi conviene pagare da me le spese di casa, invece che riparare le cose che lei rompe....

Per il resto non so.
Mi sono innnamorata di una creatura bella e complicata. Bella complicata e impegnata. Bella complicata impegnata e padre di famiglia.
Gli voglio anche un mondo di bene. Profondo, tangibile, completo.
Mi ritrovo quindi nella bizzarra situazione in cui da una parte vorrei delle cose e dall'altra comprendo tutte le difficoltà, le incoerenze, il disagio.

Bizzarro eh?

Grazie a questa buffa dicotomia riesco a essere presente e non pressante, accogliente e non esigente, e a sapere, nel profondo del mio cuore, che gli vorrò bene sempre, qualunque cosa mi possa fare/non fare.

Vorrei dirvi che mi sento molto fiera di me stessa e che me la sto vivendo bene, invece non è così, O meglio. Sono molto fiera di me stessa (passi da gigante rispetto a 10 anni fa, quando delegavo completamente all'altro la mia felicità ed ero una creatura squisitamente simbiotica), ma faccio difficoltà a staccarmi dalle aspettative e dalle debolezze tipiche dell'amore passionale. Lo vorrei con me. Punto.
Lo vorrei con me e vorrei che questa fosse la condizione naturale. E visto che così non è ne soffro. Visto che lui, completamente soverchiato da un sentimento inaspettato e su cui non ha controllo, si sta ritraendo, io patisco. E se non mi chiama quando è dall'altra parte del mondo ne soffro.

La differenza rispetto a 10 anni fa la fa il modo in cui reagisco: comprendo la sua difficoltà e non gliene faccio una colpa, e cerco di non appesantirlo ulteriormente con la mia angoscia, che tanto non fa del bene a nessuno, nè a me, nè a lui, nè tantomeno a noi.

Brava, eh?


 
 
 

....

Post n°403 pubblicato il 05 Marzo 2013 da stefs123

Due pezzi di puzzle.
Fatti l'uno per l'altro.
Da qualche parte del cielo un vecchio Signore, in quell'istante, li aveva finalmente ritrovati.
- Diavolo! Lo dicevo Io che non potevano essere scomparsi.

(Oceano Mare, Baricco)

 
 
 

Orgoglio e Pregiudizio. O era Ragione e Sentimento?

Post n°402 pubblicato il 05 Marzo 2013 da stefs123

In verità non sono una gran fanatica di Jane Austen, e non credo di aver mai letto un suo libro fino in fondo, ma tant'è, mi piaceva la contrapposizione di concetti astratti oggi.

Ci stavo ragionando poco fa con un amico, che mi diceva "se è istinto non è ragione", e tac!, è spuntata lei nella mia mente. La Jane. :)

Il fatto è che io non sono per gli assoluti. 
Non sono per le categorie stagne, non sono per i "mai" e i "sempre", non sono per il bianco e per il nero.
Sono per il grigio, per il relativismo, per la possibilità.

Con moderazione, per carità.
Non mi hanno dato della talebana per niente, anni fa.

Con moderazione, quindi, evitando di nascondersi dietro la definitiva certezza degli assoluti, evitando di accoccolarsi nella piacevole morbidezza del relativo a tutti i costi.
Con moderazione, con buonsenso.

Diffido di chi mi dice "io quello non lo farei mai!" e ritiene di poter controllare ogni reazione, a qualsivoglia evento della vita incontri sul suo cammino.
Diffido di chi non cambia mai idea, di chi non riesce a perdonare, di chi non sa mettersi nei panni dell'altro.

Ma poi perchè vi sto dicendo tutto questo?!
Ah si. Ora ricordo. Ricordo, ma ve lo dico domani.

:)

 

 

 
 
 

Difficile

Post n°401 pubblicato il 12 Febbraio 2013 da stefs123

Io sono una brava ad automotivarsi, lo sono sempre stata.

E sono brava a cercare le cose buone nelle persone, anche quando sono nascoste così bene che non sei proprio sicuro che non te le sei inventate te, e sono brava a trovare forza e energia nelle piccolezze di tutti i giorni, quelle così piccole che paiono insignificanti ai più.

E son brava ad ambientarmi in contesti nuovi, son brava ad entrare nel cuore delle persone, son brava a strappare un sorriso e a costruire una strada, quando la strada non c'è.

Sono un po' meno brava a mantenere il mio umore alto, a non sentirmi sola, a non cedere alla malinconia e a non chiuedermi in me stessa, quando l'energia viene meno.

Sono un po' meno brava a trovare le strade nascoste dalle emozioni e dalla paura, un po' meno brava a fidarmi del mio giudizio, un po' meno brava a sapere che valgo per quello che sono, nonostante tutto.

E' per quello che questo momento lo trovo particolarmente difficile.
Faccio fatica a ricaricare le pile, e a trovare una strada.

Passo mille ore al giorno in ufficio (che alla fine è nuovo ma mi ci sento a mio agio), e torno a casa il tempo stretto necessario per mangiare e dormire.
Esco poco, e quando esco lo faccio coi colleghi giovanissimi con cui non mi sento 100% a posto.
Patisco il tempo sempre grigio e uggioso di questo paese.

Il desiderio di trovare qualcuno che plachi questa solitudine è predominate, e la voglia di trovarlo così forte che peggiora le cose...

 

 
 
 

Colori

Post n°400 pubblicato il 12 Gennaio 2013 da stefs123

E' nevicato stanotte qui in Lussemburgo. Non una nevicata piena e prepotente come quelle serbe. Stanotte si è posato solo un discreto e leggero strato di neve, a dare un tocco di bianco al grigio che la fa da padrone, quassù.

Penso ai colori. Ai colori e a cosa significano.
E mi viene in mente una persona che ho conosciuto da poco, ma che ha avuto la capacità di entrare in me e di guardarsi intorno lentamente, senza paura, e che mi sta permettendo di fare lo stesso.
Una persona che in sè ha tutti i colori del creato: da quelli scintillanti e puliti fino a quelli bui e difficili.
Una persona forte, piena, complessa, capace di emozionarmi ogni giorno, di stimolarmi, di farmi riflettere, di farmi sorridere, di farmi arrabbiare.
Una persona che sa farsi amare e sa farsi odiare, sa guidarmi e si fa guidare, mi accoglie, mi protegge e accetta le mie cure...

Mi sto abituando alla sua presenza, alla pienezza dei nostri dialoghi, alla completezza dei nostri scambi. E so che non durerà. Che non può durare. Che non deve durare. E mi dico che l'importante è vivere il momento presente perchè è unico e irripetibile, e che sopravviverò alla sua assenza, quando sarà.

E mi mento. Spudoratamente.


 
 
 

Quando tutto cambia nulla cambia...

Post n°399 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da stefs123

Discontinuità potrebbe essere il mio secondo nome. Ma anche coerenza.

Discontinua e coerente. L'avreste mai detto voi?

Ad ogni modo (come diceva mia nonna), sono di nuovo qui, e sebbene il mio "qui" fisico sia cambiato (ve l'ho detto che mi son trasferita in Nord Europa e ho cambiato azienda?), mi fa oltremodo piacere ritrovare il "qui" virtuale.

Perchè, alla fine, quando tutto cambia nulla cambia...

E così mi ritrovo seduta a una scrivania che neppure immaginavo esistesse, 6 mesi fa, in un paese che non avrei saputo collocare su un cartina geografica, in un'azienda che ho solo sempre guardato da lontano. Imparo una lingua nuova, più semplice rispetto al serbo, lavoro con persone che sto imparando a conoscere. Qualcuno mi sta entrando a poco a poco nel cuore. Qualcuno dal cuore è uscito, qualcuno ci è entrato a gamba tesa.

Son ritornata a Torino, a casa mia, a Natale, e l'ho ritrovata piena.
Piena di affetto, piena di amici, piena di colori e di calore.
Quanto mi era mancata.
Vivere lontani ha i sui vantaggi: quello che fino ad ieri era consuetudine diventa riscoperta, e le forme e gli odori che non vedevamo e non sentivamo piu, improvvisamente assurgono a meraviglia.

E poi c'è il distacco. C'è il lasciare di nuovo tutto e ripartire. Non sapere se e quando tornerai. Rimettere in discussione, dentro di te, la decisione che hai preso.

E poi il ritorno alla vita quotidiana.
Un nuovo paese, una nuova scrivania, dei nuovi colleghi, una nuova casa, dei nuovi amici, un nuovo amore.

Ma quando tutto cambia, nulla cambia.

 

 
 
 

Noi.

Post n°398 pubblicato il 08 Gennaio 2013 da stefs123

 

Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.
E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume
- immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.
Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita.
E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.
Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano.
Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno.
Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.

 
 
 

Lui.

Post n°397 pubblicato il 03 Gennaio 2013 da stefs123

....perchè, a dire tutto il vero, non ce l'aveva un sua nota, Pekisch. Incominciava a diventare vecchio, suonava mille strumenti, ne aveva inventati altrettanti, aveva la testa che frullava di suoni infiniti, sapeva vedere il suono, che non è la stessa cosa di sentirlo, sapeva di che colore erano i rumori, uno per uno, sentiva suonare anche un sasso immobile - ma una sua nota, lui non l'aveva. Non era una storia semplice. Aveva troppe note dentro per trovare la sua. E' difficile da spiegare. Era così, e basta. Se l'era ingoiata l'infinito, quella nota, così come il mare si può ingoiare una lacrima....

 
 
 

Racconto breve

Post n°396 pubblicato il 18 Maggio 2012 da stefs123
Foto di stefs123

Belgrado, maggio 2012.

 

Sono le sette di sera, sto lavorando, sono arrivata da poco.

Mi guardo intorno, mi piace la casa in cui mi trovo. E’ grande, piena di cose, e profuma di buono.

Su una poltrona ci sono due orsetti, un piccolo pipistrello e una micina nera col cappello da strega.

 

E’ ora che io smetta di lavorare e inizi a cucinare.
Freezer, piselli, olio toscano, salsa di soia. Dispensa. Farfalle.

Bling.

“Tardo un pochino, amore”. “No problem, a tra poco” , rispondo concentrata sui piselli che sfrigolano.

Passa un'ora.

Bling.

“Sto salendo, mi apri la porta?”

 

Attraverso il soggiorno di corsa, do' due giri di chiave.

Lui è li, non lo vedo da tre giorni e mi sembra un’eternità.
Abito scuro, sorriso aperto, occhi che brillano. Un mazzo di calle in mano.

MI abbraccia, mi bacia.


“Mi sei mancata”.

 

 
 
 

Srbjia

Post n°395 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da stefs123
Foto di stefs123

La foto che appare in questo post è stata scattata lunedi sera, in quel di Kragujevac, sud della serbia.

Ero appena arrivata, dopo il viaggio della speranza che ogni settimana ci porta dall'aeroporto di Belgrado al posto dove sorge la fabbrica, neve fitta, buio pesto e strade non pulite, ma piuttosto ... battute, ecco, come le piste da sci.

Comunque.

Lunedi sera sono arrivata che erano le 22 passate, ho posato le mie cose e sono uscita. Son passata a salutare l'uomo di un paio di post fa, e poi verso la mezza son tornata nel mio letto, nella mia mansarda. Eh si, perchè nelle ultime tre settimane ho sempre dormito in un albergo nuovo e carinissimo, dove la mia camera di fatto è una piccola  mansarda, con un abbaino proprio sopra il letto...

Mi sto innamorando, sapete? E mi sto innamorando di questa fabbrica, delle persone che ci lavorano, dei ragazzi che sto formando, dei colleghi con cui ceno, del lavoro che sto facendo, dei sorrisi che si formano sui volti della gente, delle strade sconnesse, delle casa diroccate, della semplicità e della forza.

La neve scende e io cammino di notte per le strade di questa città:
abitiamo tutti vicino, i locali dove si ascolta musica si beve e si balla son tutti appiccicati, tutti nella stessa zona, i panettieri sono aperti fino alle dieci di sera e ti sorridono sempre....

La neve scende e io cammino di notte per le strade di questa città:
i lampioni la fanno scintillare e a ogni passo la neve si alza leggera. Si, perchè qui ogni cm di precipitazione di trasforma in 10 cm di neve, tanto fa freddo...siamo a -20, l'inverno russo è arrivato, e sono anni che nessuno si ricorda un freddo simile...

La neve scende e io cammino di notte per le strade di questa città, e sento una malinconia struggente salirmi dentro fino a commuovermi, e a tratti ho la sensazione di aver ritrovato qui un pezzo di me che avevo perso, e credo che sia questa la felicità.

 

 
 
 
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