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valeriosamp...
   
 
Creato da valeriosampieri il 01/05/2011

Musicalibrieboh

Tutto quello che mi gira

 

buon anno nuovo! :-)

Post n°267 pubblicato il 31 Dicembre 2012 da heart.in.a.cage

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Buon appetito!

Post n°266 pubblicato il 24 Dicembre 2012 da heart.in.a.cage

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Mangia piano,

mastica bene,

Non bere troppi alcolici,

ridi spesso e

sorridi sempre.

Buon appetito!

 
 
 

NO GHE ZE' GNENTE DA CAPIRE

Post n°265 pubblicato il 25 Novembre 2012 da gizarunsgnafsgnaf
 

Tosi e tose,

buona domenega, anca se ea zè zà squasi pasà. Eo digo tanto par coprire el bianco de 'sto blog, paido come na scor... come se dize nei saeoti ben dea mia cità.

Eco, me so' scomodà dal me' posto privilegià par metare un fià de pace in sto' posto desoeà.

Eco, a gavaria anca finio, parché. come forse gavario capìo, nongo' gnente da dire. ma fa steso, parché ea magior parte de vojaltri sta soto Bologna e no capisse un'aca de queo che scrivo, sopratuto el mona de l'Avocato Ratassi, che da cuando no' frequenta p el blgo dea Veneratisima et Ecelentisima Anticuoca se gà intorpidio nel sarveo.

Vabbè, gavemo da tegnerseo cussì.

E a stesa roba zè co' el Sampa de jeri, che, oramà se gà ficà nel gorgo dei multipli profii e no sà pì chi zé ch'el zé... poareto...

 

Ma mi ghe vujo tanto ben steso... eco

 

Gò finio, ciò

Stasime ben...

 
 
 

Bacheca Ebook

Post n°264 pubblicato il 09 Novembre 2012 da giudacarota
 

Il Sant'Uomo, il Maestro mi ha delegato a recarvi la lieta novella.
 
Bacheca Ebook è un bel sito curato da Silvia Masaracchio. Si tratta di una "Bacheca Ebook gratis, sapere alla portata di tutti" discretamente fornita e molto ben curata. Accanto ad alcuni volumetti di scarsa rilevanza è possibile trovare diverse opere di grande notorietà.
 
Egli, il Sant'Uomo, il Maestro, trattò già su queste pagine di Ryokan e tra gli ebook del sito di cui sopra ce ne è uno di una trentina di pagine, sempre a cura di Silvia Masaracchio, intitolato "Poesie di Ryokan". Cito testualmente dall'introduzione dell'opera, alcune brevi note biografiche.
 
Le poesie contenute in questo ebook sono tra le più belle mai scritte in Giappone, e appartengono a un monaco zen, Ryokan Daigu, da pochi anni tradotto anche in Italia, ma già conosciuto nel mondo sin da quando alla fine del Settecento, cominciò a scrivere i suo componimenti.
Ryokan abbandonò la sua ricca famiglia per diventare monaco Zen, da qui cominciò una vita di peregrinazioni in giro per il Giappone. Più tardi decise di stabilirsi in una piccola capanna, che lui chiamò Gogo-an, sul monte Kugami. Il suo amore per i bambini e per gli animali è leggendario, tanto da poter paragonare la sua figura a quella di San Francesco. 
La sua estrema gentilezza e generosità ha quasi del comico: si dice che un giorno un ladro entrò nella sua capanna per rubargli le poche povere cose che possedeva. Ryokan, ritornato in casa, si accorse che il ladro aveva dimenticato un cuscino. Allora lo rincorse e glielo donò. Da qui i versi di questa poesia:

Il cuscino dimenticato
alla sue spalle:
la luna è alla mia finestra.
 
Ryokan (1758 - 1831), nacque in Giappone da una famiglia prestigiosa: il padre era un capovillaggio, un commerciante e un samurai, nonchè allievo del grande Matsuo Basho. All'età di 18 anni, Daigu, esattamente il 18 luglio 1775, decise inaspettatamente di entrare nel tempio Koshoji della setta Soto Zen, con l'intenzione di farsi monaco.  
Nel monastero visse anni lieti e sereni, ma i prematuri lutti che colpirono la sua famiglia gli fecero prendere la decisione di diventare monaco errante. Tornò dopo molti anni al paese natìo, dove scoprì con tristezza che molti degli affetti erano deceduti e la sua famiglia era caduta in rovina.
Si stabilì allora nella capanna, dove compose versi e continuò gli studi. Negli ultimi anni della sua vita conobbe una giovane monaca, Teishin, con la quale condivise lo studio del Buddhismo e l'amore per la poesia.
I due si scambiarono bellissime poesie d'amore.
Quando Ryokan si trovò sul punto di morte, fu Teishin che gli tenne la mano e fu sempre lei che, dopo la morte del poeta, a curare e a pubblicare le sue poesie.". 

Tra le 37 poesie, il Sant'Uomo, il Maestro, mi ha incaricato di scegliere questa:

Dopo vent'anni sono tornato al paese natio: 
i vecchi amici scomparsi, o andati in miseria.  
La campana del tempio disperde i miei sogni:  
la casa è vuota, la lampada quasi spenta.

 
 
 

Aita!

Post n°263 pubblicato il 05 Novembre 2012 da gizarunsgnafsgnaf
 

La mia anima è lacerata da un dubbio, che non mi dà tregua.

Percepisco vagamente un senso di latitanza in questo sommo Tempio di cultura, da quando mi è stato dal Fato concesso il privilegio di indegnamente esprimermi in questo sacro Luogo  di saggezza, di cui il Venerabile Mastro Valerio è custode.

Qualche anima compassionevole vorrebbe sciogliere l'ambascia che attanaglia il mio povero cuore?

 

 

s

 

 
 
 

post fantasma giudiziario post terremoto

Post n°262 pubblicato il 23 Ottobre 2012 da AvvocatoRattazzi
 

 

Il fantasma dell'Avvocato fu Rattazzi

 informa i gentili visitatori di questo blog

che la piratina ha ricevuto un avviso di garanzia 

dopo essere stata iscritto nel registro degli indagati

per non aver previsto il terremoto dell'Emilia Romagna.

Nominato avvocato d'ufficio l'avvocato Giuda Carota Sampieri.

Augh.

 
 
 

BECCATE QUESTO!

Post n°261 pubblicato il 16 Ottobre 2012 da gizarunsgnafsgnaf
 

 

 
 
 

Metafore

C'era una grande festa nella capitale, perché la guerra era finita. I soldati erano tornati tutti a casa e avevano gettato le divise. Per la strada si ballava e si beveva vino, i musicanti suonavano senza interruzione.
Era primavera e le donne potevano, dopo tanti anni, riabbracciare i loro uomini. All'alba furono spenti i falò e fu proprio allora che tra la folla, per un momento, a un soldato parve di vedere una donna vestita di nero che lo guardava con occhi cattivi.



Samarcanda - Roberto Vecchioni - 1977

Ridere, ridere, ridere ancora
ora la guerra paura non fa,
bruciano nel fuoco le divise la sera,
brucia nella gola vino a sazietà.
Musica di tamburelli fino all'aurora
il soldato che tutta la notte ballò
vide tra la folla quella nera Signora
vide che cercava lui e si spaventò.

"Salvami, salvami grande sovrano
fammi fuggire, fuggire di qua;
alla parata lei mi stava vicino
e mi guardava con malignità"
"Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re
presto, più presto perché possa scappare
dategli la bestia più veloce che c'è".

"Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò...
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh".

Fiumi, poi campi, poi l'alba era viola,
bianche le torri che infine toccò,
ma c'era tra la folla quella nera Signora
stanco di fuggire la sua testa chinò:
"Eri tra la gente nella capitale
so che mi guardavi con malignità
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale
son scappato via ma ti ritrovo qua!"

"Sbagli, ti inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per aspettar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua".

Non è poi così lontana Samarcanda,
corri cavallo, corri di là...
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arriverà.
"Oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh".

Chi ha orecchie per intendere, intenda, miei cari tutti. Che bella questa metafora (la conosci 'sta parola, vero, Vince?) della vita. Possiamo scappare e dimenarci quanto vogliamo, ma il nostro destino ci aspetta dove meno noi aspettiamo lui.

Tutto finisce. Pessimismo? No, ci mancherebbe (uè, mica sto schiattando ... almeno mentre sto scrivendo!). Anzi, vi lascio con un pensiero positivo che vi induca al sorriso, possibilmente beffardo, perché appresso si porteranno probabilmente soltanto il male che hanno fatto. Poveretti, quasi quasi li compatisco: avranno bisogno, ciascuno, di una carovana di tir per caricare tutta la loro schifenzeria (schifezza, per i puristi dell'italico idioma)! Si sono dannati tanto, brigando con i loro comparelli che si illudono di essere potenti perché hanno saputo dedicare la loro putrida esistenza al più sordido intrallazzo, solo per potersi far pagare il funerale! Presto, molto presto, anche superpippo ed il suo sodale vecchio rottame comunista andranno PER DAVVERO a Samarcanda. Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate, se non fosse per il fatto che della sorte di quei miserabili non me ne importa un fico secco. Il Sant'Uomo vi saluta con affetto.

 
 
 

DA TANTO VOLEVO FARLO

Post n°259 pubblicato il 13 Ottobre 2012 da gizarunsgnafsgnaf
 

 

a

 

AH, FINALMENTE!

DA TANTO TEMPO VOLEVO CORREDARE

IL TUO SOBRIO BLOG

DI QUESTE OPERE D'ARTE E DEL CUORE!

HO ESITATO NELLA SCELTA,

GIACCHE' DI MERD... EHM

DI SEGNI DELLA SENSIBILITA' UMANA

E' TRABOCCANTE IL WEB.

 

c


 

 
 
 

Domani nevichera'

Post n°258 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da gizarunsgnafsgnaf
 
Tag: ciao

Dopo mesi di attesa, anch'io da questo momento apparterro' all'Olimpo degli eletti, purtroppo sotto mentite spoglie, giacche' tutto l'apparato dell'Anticuoca e' in rivolta: nula piu' e' gestibilenel mitico blog. Faccio un breve saluto a tutti, poiché sto scrivendo sul tablet, ed ogni volta mi sparisce il teso... percio'... BUONA NOTTE. Gabriella

 

 

 

 
 
 

In onore di Valerie

La nostra nuova amica merita un post. Eccacchio, tutti i membri e le membre (specifico per non creare equivoci, quasi che, con il termine "membri", io volessi riferirmi soltanto ai maschietti) del blog hanno ricevuto, apertis verbis od in maniera recondita, la dedica di un mio post ... e che? Vogliamo trascurare proprio Valerie? Nun ze po'ffà, addirittura quella zuccona di Gabriella ha avuto una dedica, pur essendo l'unica a non poter scrivere qui sopra, ma non perché io non l'abbia invitato a farlo, ma solo perché ... è zuccona, come dicevo! Le risulta semplicemente difficile accettare l'invito, roba che è riuscito a farlo anche Rattazzi e, se ci riesce Rattazzi a fare qualcosa, vuol dire che anche uno scimpanzé sarebbe in grado di fare quella specifica cosa anche con gli occhi bendati, una mano legata dietro la schiena e nel mentre si gratta col piede sinistro l'omologo orecchio (operazione ben più difficile del grattarsi col piede sinistro l'orecchio destro. Tanto so non per esperienza diretta, ma perché Rattazzi, che si esercita quotidianamente nel grattamento orecchio-podale, me lo ha riferito: lui, ovviamente, non riesce a fare né il grattamento incrociato, né quello parallelo. Rattazzi è un caso disperato).

Pensa un po', Valerie, invece di rispondere al tuo commento, ti dedico un post addirittura! Fatto è che, qui, siamo ormai amici da svariati anni ed in pratica ci siamo solo noi. Come dice anche Vince, c'è affetto sincero tra noi, addirittura nei confronti di Rattazzi (che poi è sempre lo stesso che si fa chiamare Gianpiero su un altro blog: ma la sua vera identità è quella di Rattazzi. Nel senso che io l'ho visto dal vivo -vabbè, dal vivo è un po' una esagerazione, dato che Gian ha l'occhio di triglia un po' spento, un bel po' spento per la verità, ... praticamente non ha sguardo ... Scusa la divagazione: beh il suo volto è proprio quello della scopa spennacchiata! Quello non è un avatar, ma è la sua foto! Però non dirlo in giro, altrimenti Gian ci resta male) che è per noi tutti più che una mascotte.

Hai presente un bastardino trovatello che accogli in casa, perché altrimenti si metterebbe ad attraversare la strada esclusivamente mentre passa un tir? Ecco, questo è per noi Gianpiero-Rattazzi. Ogni tanto gli buttiamo un ossetto per farlo contento, ma lui, che è un po' fessacchiotto, nemmeno è capace di scodinzolare! Noi però siamo buoni e la sua cuccetta la conserviamo sempre ben pulita, così quando Gian ritorna dai suoi peregrinare (non so se in francese dite così: di sicuro in italiano è errato, sebbene tollerato, ma, parlandosi di Gian, non è il caso di sottilizzare troppo col linguaggio) possiamo riaccoglierlo lieti tra noi ed affibbiargli qualche affettuosa bastonata, almeno ci divertiamo un po'.

Figurati che, quando il bastardin... barboncin ..., ahem, Gianpiero, è scomparso per un po'di tempo, noi tutti l'abbiamo rincorso per mari e per terre, ansiosi di ritrovarlo per massacrarlo un po'. Non pensare però, Valerie, che Gianpiero sia per noi un semplice passatempo, una semplice valvola di sfogo. Lui è molto più che uno sfogo: è un vero e proprio bubbone di un livido paonazzo, come diceva Manzoni a proposito della peste che infettò Don Rodrigo.

Pensa, Valerie, che alcuni Blogghettari Anonimi gli hanno dedicato persino un video (che puoi trovare inserito nel post Pecorelle smarrite: se vuoi curiosare, clicca sul link), per indurlo a tornare tra noi! Ma li possino acciaccali a 'sti Blogghettari Anonimi! Ma nun ciavevano gnente da fà?!? Quello là è tornato sul serio, porca pupazza!

Vabbè, scusa se ho parlato troppo di Rattazzi e poco di te. Comunque è un piacere averti tra noi.

 
 
 

mi amano....

Post n°256 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da AvvocatoRattazzi

Addirittura due post dedicati.....

.... e già, mi offendono, si accordano per accoltellarmi a tradimento, ma in fondo mi amano.

La piratina viene anche a chiamarmi nel mio blog, è per questo che ogni tanto la lascio commentare prima di me, in fondo è una brava ragazza.

Grazie, grazie di cuore, amici miei.

 

 
 
 

Auguri Gian

Post n°255 pubblicato il 08 Ottobre 2012 da lamiapelle
 

 

...eppure ti voglio bene...boh

TANTI AUGURI GIAN!

 

  

 
 
 

E non li dimostra!!!!

Post n°254 pubblicato il 08 Ottobre 2012 da valeriosampieri
 

Quarantatrè anni, ma non li dimostra affatto!!!!

In effetti, visto di persona, sembra molto più vecchio della sua età. A giudicare dall'avatar, invece, l'età cerebrale del tomo dovrebbe aggirarsi attorno ai 13-14 mesi di età, ... di svilupppo intellettivo, per intenderci.

Comunque sia,

AUGURI GIANPIERO!!!!!

 
 
 

Errani humanum est!

Post n°253 pubblicato il 06 Ottobre 2012 da valerio.sampieri
 

Ecce lupanaris filius!

Chiunque avesse difficoltà a tradurre dal latino, potrà comprendere il senso del post rifacendosi sic et simpliciter al suo tag.

 

 
 
 

Il nuovo Patto per l'Italia

Post n°252 pubblicato il 28 Settembre 2012 da valeriosampieri
 

Allora, superpippo, parliamoci chiaro: tu per me sei soltanto un farabutto, un gran figlio di una troia, un coglione ed un buono a nulla. Ho smesso da tempo di dirlo e di scriverlo perché sono personcina ammodo e di buona creanza e, stante il mio animo sensibile, non vorrei che te ne avessi a male. Ciò non toglie che, nel fondo del mio cuore e del mio cervellino (così non faccio male a nessuno e tu non ti mortifichi, né ti offendi), io continui a sentire tale afflato nei tuoi confronti ed a coltivare consimili pensieri, ma di tanto in tanto solamente, perchè il semplice immaginare il tuo livido grugno funereo mi infastidisce seriamente. Un tempo mi infastidivano anche le tue parole, ma dato che, sino a quando ho avuto lo stomaco di ascoltarti, -o meglio ancora di leggere ciò che dicevi, perché il mugugno della tua voce, prima che il sonno salvifico mi avvolgesse, dato che il tedio provocato in me dal tuo biascicare mi faceva addormentare dopo le prime tue quattro parole (tempo impiegato per pronunciarle: 13 minuti e 27 secondi)- hai detto solo e soltanto cazzate a rotta dicollo (ne vuoi un saggio? Cito a memoria: le crisi sono utili, così ognuno dovrà cedere un pezzo della propria sovranità. Sono talmente utili, che parecchia gente ha smesso di soffrire per sempre: si è ammazzata, grazie alla tua utilità), ho preferito spegnere l'audio una volta per tutte. Insomma, per usare una dizione popolare e comprensibile per tutti, persino per Rattazzi, nun me te caco de' pezza.

Posto il pacato preambolo che precede, ti propongo di adottare "Il nuovo Patto per l'Italia". Il patto è che, se lo adotti tale mio piano, io smetto non solo di dirtelo, ma persino di pensarlo che tu sei un farabutto, un gran figlio di una troia, un coglione ed un buono a nulla. Ci puoi stare: non c'è dubbio che questo sia un buon affare per te.

Vediamo un po' di enuclearne i punti principali, limitando l'esame ai soli primi due articoli del provvedimento che potrà essere fatto entrare in vigore con la massima calma, anche lunedì prossimo 1 ottobre 2012, visto che, malgrado la crisi, qui in Italia nessuno lavora il sabato e la domenica:

Articolo 1. Per un biennio, chiunque percepisca emolumenti pubblici che, soli o cumulati con qualsivoglia altro provento, di qualsiasi natura (anche redditi immobiliari e quelli derivanti da rapporti di tipo privatistico, pertanto), superino il tetto di 5.000 euro mensili, è tenuto a versare immediatamente nelle casse erariali l'eccedenza rispetto a detto limite. Chiunque si trovi nelle condizioni previste nel presente articolo potrà percepire soltanto 12 emolumenti mensili all'anno; eventuali mensilità aggiuntive saranno interamente devolute all'Erario.
Da questo preciso momento in poi, chiunque si trovi nella situazione prevista dal precedente comma, è tenuto -in deroga alla durata limitata nel tempo de "Il nuovo Patto per l'Italia"- a rinunciare definitivamente e vita natural durante a qualsivoglia incarico diverso dalla carica pubblica da lui rivestita. Chi si trovi nelle situazioni sopra descritte non ha diritto di scegliere quale incarico pubblico, in luogo di un altro, dovrà conservare, ma sarà obbligato ad optare per quello meno dispendioso per le cariche dello Stato.
I redditi immobiliari saranno direttamente ed integralmente versati entro, il giorno 5 del mese successivo a quello del mese in cui detti redditi sono maturati, nelle casse dello Stato. In caso di omesso o ritardato versamento, si applica la sanzione della confisca dell' intero patrimonio immobiliare e la decurtazione del 50% degli emolumenti mensili di cui ai commi precedenti.

Articolo 2. Chiunque percepisca una pensione che, sola o cumulata con altra o altre pensioni, superi il tetto di 5.000 euro mensili, vedrà decurtata con effetto immediato l'unica pensione alla quale avrà diritto a 5.000 Euro mensili per 12 mensilità annue. Le eccedenze rispetto al tetto massimo sopra indicato saranno versate a titolo definitivo nelle casse dello Stato.
In deroga alla durata limitata nel tempo de "Il nuovo Patto per l'Italia", le disposizioni di cui al comma che precede avranno durata perpetua. Il presente comma non potrà essere abrogato da alcuna legge.
Si applicano le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo precedente.

Naturalmente gli articoli successivi prevedono ulteriori tagli alla spesa pubblica, ma ti prego di accettarli a scatola chiusa. Se tentassi di spiegarteli, tu, ovviamente, non capiresti un cazzo, come hai ampiamente dimostrato nei tuoi dieci mesi di governo. Voglio invece farti un paio di esempi perché tu possa comprendere l'impatto dei precedenti provvedimenti. Sono cero che, in questo caso, tu sarai in grado di comprendere, perché, per farti gli affaracci tuoi, hai dimostrato di riuscire persino a comprendere qualcosa: anzi, per il tuo tornaconto personale le cose le capisci molto bene.

Esempio 1. Ipotizziamo un tizio che, rivestendo svariati incarichi pubblici e privati, percepisca un reddito mensile di 60.000 euro per 13 o 14 mesi all'anno. Anzitutto, eventuali 13^ e/o 14^ maturate, anche parzialmente, saranno confiscate ed interamente versate all'Erario. Costui dovrà inoltre definitivamente, vita natural durante, lasciare ogni incarico privato e non potrà mai più svolgere in vita sua tale attività. Se, per esempio, costui fosse professore universitario, egli non potrà mai più in vita sua ricevere una cattedra, nemmeno come assistente o borsista e, via via, nemmeno come maestro elementare o di asilo. Potrà, naturalmente, in futuro e ricorrendone le condizioni, fare il bidello nell'asilo, nella scuola elementare ed in quella media inferiore, ma non in quella superiore, perché troppo vicina all'Università, nell'ambito del curriculum scolastico.

Costui potrà, infine, conservare unicamente il posto pubblico che comporti il minore onere per le casse dello Stato. Ammettiamo che costui disponga di due-tre-ecc. appannaggi da 10.000 euro ciascuno e sia anche Presidente onorario, in virtù del suo indiscusso prestigio, di un qualche cosa che abbia a che vedere con il pubblico: ebbene, egli si terrà il posto di Presidente onorario -carica gratuita-, si terrà il suo indiscusso prestigio e se la prenderà nel culo, perché i soldi li darà tutti a noi, dato che negli anni precedenti se ne è arraffati a strafottere, senza fare un tubo di utile per la società. Poniamo, altresì, che costui disponga anche, in proprietà od in comproprietà e/o per interposta persona anche giuridica, di una decina di immobili. Egli potrà conservare la proprietà dei beni -non alienabili per il biennio di vigenza de "Il nuovo Patto per l'Italia"-, ma il reddito da essi derivante dovrà essere mensilmente versato integralmente nelle casse dello Stato: se non lo farà, tutti i suoi immobili verranno confiscati. Dato che gli Italiani sono stati lieti dei sacrifici loro imposti, non dubito che chi si trovi nelle condizioni dell'art. 1 farà i salti di gioia.

Esempio 2. Ipotizziamo un tipo, con o senza faccia da topo, che arraffi 31.000 euro di pensioni al mese. Beh, su, il testo dell'art. 2 è abbastanza chiaro e non richiede molte spiegazioni. Ciò che deve essere chiaro però è che in un paese in cui c'è gente che, percependo una pensione da 450 euro ed una da 150, si vede decurtare entrambe, perché altrimenti sarebbe troppo ricco, mi sembra impensabile che possa esistere chi percepisce 31.000 euro al mese, magari andandosene anche in giro con l'auto blu e la scorta perché, facciamo un'ipotesi, nel 1992 è stato presidente del consiglio (quando, nottetempo, non girava per le banche a rubare il 6 per mille dai conti correnti). Però, ove esistessero parassiti che percepiscono tali somme (pari a 62 pensioni minime), un bel taglietto glielo farei: e se avessero le palle, glielo farei anche lì a tali parassiti.

Vabbè, superpippo, concludo. Facciamo questo patto. Tu lo fai entrare in vigore lunedì 1 ottobre 2012 ed io smetto di pensare quello che penso di te. Ci puoi stare, altrimenti quello che penso di te ricomincio anche a dirlo ed a scriverlo.

P.S.: gli esempi sono del tutto casuali e chiunque dovesse riconoscersi in quanto sopra esposto ha, con tutta evidenza, la coda di paglia.

 
 
 

Bah!?

Post n°251 pubblicato il 20 Settembre 2012 da valeriosampieri
 
Tag: bah!?, Boh!?

 

Avevo inizialmente pensato di commentare un post di Andrea, sul quale in parte concordo, ma in merito al quale nutro anche ampie riserve. A poco a poco, però, le mie elucubrazioni mi hanno portato altrove.

La dc, come suo costume, passa al contrattacco (quando dico dc, intendo riferirmi alla melma in generale). Visto quello che i democristiani (di destra, di centro e di sinistra, tanto per loro passare da una parte all'altra è cosa naturale, come lo scorrer dell'acqua in un ruscello o della piscia nell'uretra: scusa l'immagine poetica, ma mi sono un po' lasciato andare) hanno rubato, rubano e ruberanno, direttamente o indirettamente, si deve far si che tutto passi sotto silenzio "smascherando" l'immoralità e la disonestà altrui con una campagna di stampa ben orchestrata (ma questa campagna anti Polverini quanto sarà costata? e chi la paga?).

Leggo su affariitaliani.it -che tutto può definirsi (latrina? cesso?, ecceccecc?), tranne che stampa-: "Due passi dalla sede della sua fondazione Città Nuove, in un palazzo recentemente affittato come sede strategica in sostituzione dell'appartamento di via Poli che Piero Marrazzo aveva tagliato per diminuire le spese.". Vabbè ora sappiamo che Marrazzo avrebbe tagliato le spese: non pensavo che per pagarsi i trans fosse arrivato al punto di sopprimere le sedi regionali.

Concordo con tutti sul fatto che la politica abbia dei costi insostenibili, soprattutto perché ingiustificati, e si debba dare un taglio netto alle ruberie. Io non sono mai stato un sostenitore della Polverini; noto però che questo "bubbone", testé esploso, ma che esiste da quando la Regione Lazio (al pari di tutte le altre Regioni) è stata istituita, è stato montato DOPO che la Polverini stessa aveva denunciato, solo due settimane fa, tutti gli sprechi e le decennali ruberie (perché no? chiamiamole pure col loro nome) che erano state riscontrate: ruberie passate, presenti e future. Ci sarà anche del vero -e penso che ce ne sia parecchio-, ma la storia mi puzza di bruciato soprattutto per un motivo: la parte politica che ha preceduto la Polverini sta, ufficialmente, in posizione stranamente defilata e sono i democristiani quelli che più spingono.

L'unica presa di posizione di sinistra sembra infatti essere quella di un certo Montino che avrebbe detto: "Ho preso visione questa mattina di 5 diverse determine della Giunta regionale. Confermano che la Polverini e la sua Giunta non hanno alcuna credibilità per chiedere sacrifici ai cittadini del Lazio. Mentre sono bloccati, da due anni, 16 milioni di euro destinati ad evitare i ticket ai disabili, la Giunta spende 45mila euro per acquistare mobili per arredare la sede di rappresentanza di Via Goldoni al centro di Roma. Ma era proprio necessario?". Ecco questo sarebbe il nucleo della presa di posizione. Sapete quale è il rapporto tra il costo dei mobili di cui parla Montino e lo stanziamento bloccato? Udite, udite: lo 0,28125% !!!! A Montì, ma era proprio necessario che tu parlassi?  Mica peraltro, sai: eri il reggente di Marrazzo ... e ... cosa è che reggevi?

In molti invocano l'intervento della magistratuta come una panacea. Avete fiducia nella magistratura? Sarebbe bello essere ottimisti. Comunque, ottimismo per ottimismo, che ne direste di mettere il 6 gennaio la calzetta davanti al camino? Pensate che la Befana ce la farà trovare piena di dolciumi e balocchi?

La politica è una fogna, non c'è dubbio, ma temo che ci sia altro sotto questa storia in cui si parla solo di bazzecole, perdendo di vista quelli che sono i reali problemi da estirpare. Ma c'è qualcuno che ha la voglia di farlo? Non credo proprio. E così proseguiamo sulla strada di una guerra civile, in cui ciascuno combatte non si sa per chi e contro che cosa. Fanculo a tutti.

Il post doveva considerarsi concluso con il primo "fanculo". Leggo però proprio ora queste dichiarazioni di Saglia: "Come gruppo politico riteniamo di essere il centro di una proposta di destra. Saranno Storace e Fini a sposarsi con noi". Beh, dopo aver letto simili dichiarazioni, non sarò in grado di fare miracoli e moltiplicare i pani, ma i fanculo sono in grado di moltiplicarli eccome!

 

 
 
 

Surrealismo?

Post n°250 pubblicato il 17 Settembre 2012 da valerio.sampieri
 

I recenti commenti hanno creato in me una serie di sensazioni contrastanti. Sul blog di Angela, poi, te lo mando a di'! C'è un tizio che va predicando come la realtà non esista, al che mi viene spontaneo pensare alla relatività delle nostre percezioni. Per dire: io sviluppo pensieri di smisurata profondità e mi trovo a leggere commenti nei quali mi si dice "ecco quello che racconta barzellette": cos'e ppazzi! Cosa è reale e cosa non lo è? Prendiamo l'esempio di una ragazza che, al supermercato, risponde al telefonino: "Ah, ciao caro, come facevi a sapere che ero al supermercato?". Chi ha ragione e chi ha torto? Lei o lui? This is the question!

Ma il discorso può facilmente allargarsi alla semantica. Siamo sicuri di conoscere il significato di una miriade di parole di uso più o meno frequente? Siamo sicuri di riuscire a percepire correttamente ogni recondita implicazione concettuale di qualsivoglia termine? Proviamo a verificarne alcuni, confrontando il reale significato del termine, da me qui di seguito illustrato, con quello che pensiamo "possa" essere il significato del termine:

Accettare - Colpire qualcuno con l'accetta.
Abbigliare - "A prendere" pronunciato quando si ha il raffreddore "Vado Abbigliare un'Asbirina"
Bagnino - Piccolo cesso.
Capzioso - Del capzio (Hai fatto un discorso del capzio)
Cariatide - Antica statua raffigurante persona col mal di denti
Decesso - Odore tipico del cadavere putrefatto.
Estinto - Motivo per cui il cadavere è pallido (domanda: "perché è pallido?" risposta: "perch'è stinto")
Fallimentare - Colpire col mento l’uccello o viceversa.
Fedina penale - Piccolo anello da calzare attorno al pisello.
Fiona May - 1. Bellissima atleta naturalizzata italiana; 2. Lamento di un toscano, il cui destino è di incontrare esclusivamente donne di una bruttezza inusitata.
Fracasso - Monaco veneto noto per le dimensioni del suo uccello.
Furetto - Tratto di budello, ubicato nel fondo schiena, ormai deceduto.
Gazzettino di Venezia - Piccolo pene di giornalista operante a Venezia.
Genitori - Contario di tontemucche.
Grossolano - Dicesi di colui che ha un fondo schiena sovrabbondante.
Imenottero - Apparecchio sverginatore.
Labrador - Razza di cani raffinati ed esperti baciatori.
Magma - Prima parolina pronunciata da un Vulcanino nato da poco tempo.
Maremma - Nome di una famosa maiala.
Mignatta - Sanguisuga di facili costumi.
Minaccia - Ordigno esplosivo di pessima fattura.
Neomicina - Gattina appena nata.
Peritoneo - Perito appena diplomato.
Sofia - Detto tipico di ragazza toscana che si loda per la sua avvenenza.
Vedovo - Marito di una vedova.

C'è da uscire scemi in mezzo a tutti questi dubbi! L'unico che può salvarsi dal dubbio è, more solito, Rattazzi, che scemo ormai non può più diventarlo: provate a chiedergliene conferma e lui vi risponderà "N'est pas possible! Ho già dato, grazie!". E perché? Delle dicerie sui Carabinieri cosa ne dite? Vi pare possibile che costoro siano proprio come vengono descritti? Anche qui è questione di punti di vista ed ognuno può percepire la parte di realtà che più gli aggrada: leggete e valutate da voi.

Un maresciallo spiegando all'appuntato l'operazione investigativa che andranno a svolgere al casinò: "Mi raccomando, siamo in incognito e non dobbiamo far capire che siamo carabinieri altrimenti salta l'operazione ... Ci comporteremo come due che vanno a giocare e nulla più".
Appuntato: "Non si preoccupi Maresciallo!"
"E non mi devi chiamare maresciallo, altrimenti ci scoprono!"
Entrati al casinò, il Maresciallo invita l'appuntato a dare un'occhiata ai vari tavoli e quello risponde: "Subito, Maresciallo!", provocando l'ira repressa del superiore: "Ti ho detto e ripetuto che non devi chiamarmi maresciallo! Vuoi farci scoprire?" e l'altro: "No, Maresciallo!".
Per evitare che lo zuccone continui con la stessa solfa, i due si dividono ed il maresciallo si siede al tavolo della roulette. Il croupier gli chiede: "Ha puntato lei?"
Ed il Carabiniere: "No, io sono maresciallo! L'appuntato è quello lì i fondo!"

 
 
 

Gioventù sconsiderata!

Post n°249 pubblicato il 14 Settembre 2012 da valerio.sampieri
 

Una adolescente confida alla mamma che da un paio di mesi non ha più il ciclo. Immediato è il test ed immediata è la conferma: la ragazza è incinta.
Seguono scenate di rito con richieste reiterate su chi sia il porco (è evidente che, nel presente caso, non si parla di Rattazzi, perché lui certe cosacce con le ragazze non le fa: al massimo con vendola e robbabbinda).
Rimasta sola, la ragazza telefona al "porco", invitandolo a raggiungerla a casa.
Poco dopo il tizio, alla guida di un megamacchinone, posteggia e sale in casa, assumendosi ogni responsabilità, ma facendo presente la sua impossibilità di sposare la ragazza, perché già coniugato.
"In ogni caso," aggiunge costui "non ci sono problemi economici di alcun genere. Maschio o femmina che sia il bambino, posso sin d'ora intestargli due appartamenti ed aprirgli un conto in banca di due milioni di euro. Naturalmente c'è anche una villa per voi genitori. Mi sembra però ovvio che, se perde il bambino ..."
...A questo punto il padre si alza e, interrompendolo, gli appoggia una mano sulla spalla e dice con tono perentorio: "Te la fai di nuovo!!!!"

Una ragazza chiede all'amica se continua a fare l'autostop, ricevendo risposta affermativa, al che insiste: "Ma quelli che ti danno il passaggio non vogliono niente in cambio?".
Dopo una breve esitazione, l'altra le risponde: "Beh, in effetti si, qualcosa la esigono, ... ma è sempre meglio avere venti centimentri nella topa, piuttosto che venti chilometri nelle gambe....."

Una ragazza torna a casa dopo un lungo periodo trascorso all'estero: "Papà, Mamma devo confessarvi che sono entrata in un certo giro ... insomma ... sono una prostituta!"
Rossi d'ira, i genitori le urlano: "Non sei più nostra figlia! Sparisci da casa nostra!".
A denti stretti, sorridendo amaramente, la figlia mormora: "Non posso biasimarvi ... avete ragione ... ma vi prego di accettare lo stesso i regali che vi avevo portato ... per te, Papà, una Mercedes con assicurazione pagata per i prossimi 30 anni ed un vitalizio per il pieno di benzina ... e per te, Mamma, due pellicce e questo assegno di 50.000 Euro per le tue spesucce ..."
Il padre le fissa intensamente e, cauto, le chiede: "Ma che è che hai detto di avere fatto?"
"La prostituta, Papà"
"Ma dimmi tu! Pensa che io avevo capito che avevi fatto la protestante! Lo sai che siamo cattolici noi!!!"

"Padre, ho peccato. Ieri ho tradito il mio ragazzo col suo migliore amico... io lo amo, ma non so resistere alle tentazioni... sono così volatile!"
"Volubile, figliola, si dice volubile. E poi? C'è altro?"
"C'è. Poi è venuto l'elettricista e .... non ho satuto resistere! io lo amo il mio ragazzo, ma non so resistere alle tentazioni... sono così volatile."
"Volubile, figliola, te l'ho già detto: si dice volubile. E poi?"
"Vede, padre, c'è dell'altro.... poi sono andata a lezione di tennis, e cosa vuole, ... soli, ... il silenzio della natura in cui era immerso il campo ... il tramonto.... non ho resistito! l'ho detto che sono tanto vol... com'era quella parola, padre?"
"Troia, figliola, si dice troia!!!"

Vabbè, qui ho paura che arrivi la Buoncostume, meglio troncare il discorso scabroso. Non so perché, ma ho sempre un certo timore dei Carabinieri e del loro acume. L'altro giorno ne ho vista una coppia nei pressi di una ferrovia. Ad un certo punto arriva un Eurostar, sfrecciando a 300 all'ora.
Uno dei due, rivolto all'altro, esclama: "Accidenti! Hai visto quant'è veloce quella locomotiva?
E l'altro di rimando: "E si, ma anche i vagoni mica scherzano!!!

 
 
 

Esegesi delle fonti del linguaggio.

Post n°248 pubblicato il 12 Settembre 2012 da valerio.sampieri
 

Qualcuno ha avuto l'ardire di affermare che il mio francese sarebbe poco comprensibile. Ora, fosse stato Rattazzi a dirlo, nulla quaestio. Rattazzi è Rattazzi e il sangue da una rapa non si caccia (è noto, infatti, che Rattazzi non capisce mai un tubo: motivo per cui, per ragioni di mera pietà, gli si consente di scrivere ciò che vuole). Ma nel caso specifico a parlare era un essere umano e quindi la cosa cambia aspetto.

Che la lingua francese presenti alcune problematiche è cosa risaputa. Già il 7 dicembre 1831 il Belli scrisse un sonetto che evidenziava alcuni aspetti critici. Il sonetto si intitola "Che lingue curiose" e recita:

Sta tu' Francia sarà una gran città,
Ma li francesi che nascheno lì
Hanno una certa gorgia de parlà
Che ssia 'mazzato chi li po' capì.

Là ttre e ttre nun fa sei, tre e ttre ffa ssì,
E quanno è robba tua, sette a ttuà.
Pe dì de sì, se burla er porco: uì:
E chi vò dì de no dice: nepà.

E m'aricordo de quer zor monzù
Che pprotenneva che dicenno a ssé,
Dicessi abbasta, nun ne vojo più.

E de quell'antro che me se maggnò,
'Na colazzione d'affogacce un Re,
E me ce disse poi che diggiunò?!.

Libera traduzione annotata (si noti come tutti i versi del sonetto terminino con parole tronche, caratteristica tipica della lingua francese); le annotazioni sono poste in parentesi quadra:

Questa tua Francia sarà pure una gran città, ma i francesi che colà nascono hanno un modo di parlare così particolare, che possa essere ucciso chi li capisce.

Là tre più tre non fa sei, tre più tre fa sì [pronuncia francese della parola "six"] e quando si parla di cose di tua proprietà, sette a te ["sett'a tuà" è la pronuncia francese di "c'est a toi", "è tuo". Il gioco di parole è basato sui numeri sei e sette di questi due versi]. Per dir di sì, si burla il maiale: uì [in francese: "oui"]: e chi vuol dire di no dice: nepà [in francese: "ne pas"].

E rammento quel signor monsù [pronuncia storpiata del francese "monsieur", quasi che si trattasse di un nome proprio o di una qualità personale] che pretendeva, dicendo a sé [in francese: "assez"], di dire mi è sufficiente, non ne voglio più.

E di quell'altro che si mangiò, una colazione di tale portata da poterci affogare un Re e mi disse poi che digiunò?! [in francese "déjeuner" significa mangiare, pranzare e l'effetto comico è dato proprio dal contrasto con l'opposto significato dell' italiano "digiunare". Ovviamente tutti avrebbero compreso quanto testé scritto, ma poniamo il caso che Rattazzi si faccia leggere da qualcuno il post -lui non lo fa, perché non sa leggere né scrivere-, come farebbe il tapino a comprendere?].

E ora venitemi a dire che è il mio francese ad essere incomprensibile!

 

 
 
 
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