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Un blog creato da neimieipassi il 05/01/2015

Tunes

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Post n°363 pubblicato il 20 Luglio 2017 da neimieipassi

Stasera nemmeno un suono. Sembra che la città si sia addormentata sotto un mantello che anche oggi ha sfiorato i trentacinque. Dal terrazzo ascolto in lontananza il rumore soffocato di qualche auto che passa, mi ricorda, e non so perché, lo sciabordio del mare. 

Il mare... chissà come è calda l'acqua, il sole l'avrà resa tiepida, quel tiepido appena sotto la temperatura della pelle che ti fa provare per un attimo, ma solo per un attimo, dei piccoli brividi che rinfrescano ma che subito si spengono nell'abbraccio delle onde. 

Il mio gatto ha ripreso vita, come ogni sera. Coi suoi occhi tondi trapassa il buio. Se ne è uscito nella notte e fino a domattina godrà del suo mondo. 

Ti sei incollato a me in questi ultimi due giorni, più del solito. Mi chiedo a cosa tu stia pensando, se i tuoi pensieri sono gli stessi miei. La voglia, il desiderio. La fine di tutto questo e un sorriso, tanti sorrisi. E il tuo odore, finalmente, nell'aria intorno e tutto addosso a me. Da non sciacquarlo per giorni. Una maglietta nuova, lo sai che quella che ho l'ho macchiata? Deve essere stato quando l'ho portata a letto con me. 

Dovrò toccarti, quando succederà. Dovrò toccarti tanto.

 

-Neimieipassi-

 
 
 

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Post n°362 pubblicato il 17 Luglio 2017 da neimieipassi

Quand'è che voi avete smesso di essere bambini? Quand'è che io ho smesso di lottare contro il sonno per cullarvi e ho iniziato a lottare contro il sonno per aspettare il vostro messaggio di venirvi a prendere?

 
 
 

Sul treno

Post n°361 pubblicato il 13 Luglio 2017 da neimieipassi

Magari dovrei scrivere qualcosa. Magari dovrei raccontare di quattro ore e mezza passate nel centro commerciale per sfuggire all'afa fiorentina, durante le quali io e la mia amica veneta ci siamo provate di tutto, dalle scarpe ai vestiti e pure le collane. Magari dovrei raccontare di un viaggio in treno e soprattutto di un arrivo alla stazione principale della città eterna insieme alla solita veneta che, guarda caso, era vestita esattamente come me, o io come lei, che poi è la stessa cosa, e che la ragazza romana che ci stava aspettando per un incontro "romantico" mica se ne è accorta subito, che collana vestiti e scarpe erano esattamente gli stessi.

Magari dovrei parlare delle chiacchiere davanti a un millesimato veneto e intorno alla tavola dove si sono mescolati tre dialetti, o di una giornata, che è volata via, fra risa e pianti in una spiaggia della capitale. 

O magari dovrei dire di quanto sono stata bene con voi due, ragazze, e che vi ringrazio con tutto il mio cuore per le ore che mi avete regalato.

 

-Neimieipassi-

 
 
 

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Post n°360 pubblicato il 02 Luglio 2017 da neimieipassi

Pensavo di scrivere di te, di me, di te e di me. Noi. 

Pensavo di scrivere delle mie paure, dei miei passi indietro, degli scalini che mi paiono insuperabili. Mi prendi così come sono hai detto. Anch'io ti ho preso così come sei.  Con i tuoi mostri da sconfiggere e i muri che ho dovuto scalare per arrivare un pochino vicino a te. Ci sono riuscita? Sono riuscita davvero ad annidarmi nei tuoi sensi, a ritagliarmi un posticino nella tua anima, a restare dentro di te? 

Mi sono chiesta spesso perché te, perché io,  perché noi. Perché io e te. E ho pensato, e lo sai, che se io sono sempre qui a scriverti, beh ci sarà un motivo. Se non ti ho mollato mai con il pensiero, se la voglia di te non è mai passata, un motivo deve esserci per forza. Ti amo? Te l'ho detto, qualche volta, che ti amo. Io parlo, parlo tanto lo sai, ma non dico mai quello che non sento. Non averne paura, ma ti amo. Forse a volte ne ho paura io e allora non ti cerco e mi raggomitolo nel mio letto e aspetto lì che tu mi senta, aspetto lì che tu arrivi e mi tenga stretta fra le braccia, e mi tranquillizzi e mi dica sono qui. Perché lo sai come sono. Avrò fatto tanti passi avanti, li ho fatti perché lo so, lo sento, ma delle conferme ancora non riesco a farne a meno. 

Pensavo che siamo ancora qui, io e te. Pensavo questo, stasera. E pensavo che sì, io ti amo.  

-Neimieipassi-

 
 
 

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Post n°359 pubblicato il 01 Luglio 2017 da neimieipassi

Stanotte la luna pareva incollata lì. Come quando da bambina prendevo il foglio blu scuro dall'album da disegno colorato, ci disegnavo le nuvole col pennello intinto nell'acqua sporca e poi ci appiccicavo mezzo cerchio ritagliato dal foglio bianco per i collage.  Giuro, stanotte era uguale.      -Neimieipassi-

 
 
 
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