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Creato da sweet.sensation il 15/12/2006

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Il Serpente Piumato

Post n°192 pubblicato il 06 Novembre 2008 da sweet.sensation
 





                                                 Il Viaggio di Quezalcoatl


Prima di incastrare i pezzi del puzzle fino ad ora raccolti è bene fare un breve riepilogo delle circostanze che hanno indotto una certa parte dell'establishment archeologico a formulare l'apparentemente strampalalta ipotesi che ci fosse stato in epoca passata un qualche legame tra tra civiltà Mesopotamiche ed il Mesoamerica. Ciò che ha instillato il dubbio in molti studiosi parte dall'osservazione dei seguenti dati di fatto riscontrati in Mesoamerica:
  1. ritrovamento di incisioni raffiguranti "uomini barbuti" chiaramente discendenti di ceppo semitico (si ricorda che gli amerindi per "uno scherzo" della genetica sono totalmente glabri);
  2. presenza di staute e teste di individui di razza negroide (corrispondenti alla misteriosa civiltà degli Olmechi) giunti in qualche modo dall'Africa Nera che furono adibiti ad attività minerarie (l'inizio degli insediamenti si collocantorno al
    1.500 a.C.);
  3. rinvenimento di manufatti in bronzo che per forme e composizione chimica (bilanciamento rame-stagno) sono incredibilmente simili ad omologhi trovati in Mesopotamia (si ricordi il caso della raffigurazione della dea Ninti); 
  4. nascita di una fiorente attività mineraria di estrazione e lavorazione dei metalli e   fondazione di Tiahuanacu (in coincideza della contemporanea "crisi sumera dello stagno").

Accanto a queste potrebbero essere fatte numerose altre osservazioni, come quelle  relative alle similutidini tra i calendari ed  il conteggio dei pianeti del Sistema Solare. Ma è bene concentrarci sul punto cardine di questa trattazione, ossia proprio quel "Serpente Piumato"  (Quezalcoatl per Aztechi e Maya e Viracocha per gli Incas) che costituirebbe la liason tra Vecchio e Nuovo Mondo.

Chi era costui?

Secondo la suddivisione azteca delle epoche, vi furono 4 ere Acqua, Vento, Terremoti e Tempeste e Giaguaro. Quezalcoatl/Viracocha giunse in Mesoamerica al termine della quarta era. Egli era alto e barbuto e portava con sè un bastone a forma di serpente di colore bianco e rosso ornato con sei stelle e nel quale erano incastonate pietre prezioso. Il dio portò saggezza e conoscenza, introdussse le pratiche agricole e le leggi, il calcolo matematico e l'uso dei calendari. In quest'epoca fu fondata la fiorente capitale tolteca, Tollan.

Ma al termine della quarta era iniziarono dispute coinvolgenti tutti gli dei: Quezalcoatl ebbe un duro scontro con il dio Tezcatlipota (episodio che ricorda la battaglia tra gli dei egizi Horus e Seth) e decise di andarsene, promettendo che sarebbe tornato a fare visita ogni 52 anni. Con la sua dipartita seguì un periodo di crisi e devastazioni, durant eil quale fu rasa al suolo Tollan.

Nelle raffigurazioni Mesoamericane, Viracocha viene rappresentato come un dio che brandisce, in una mano la bacchetta a cui acccennato in pecedenza (la stessa che riceverà Manco Capac per fondare la civiltà Inca), mentre nell'altra un fulmine. Quest'ultimo particolare ha portato alcuni studiosi ad associarlo al dio mesopotamico Ishkur/Adad. Secondo altri studiosi, stante la grande conoscenza delle scienze, l'accostamento migliore sarebbe con il dio sumero Enki (corrispondente al Thoth egizio).

Pur nell'incertezza, di identificare il vero volto di Quezalcoatl, rimane la straordinaria opera di civilizzazione che egli portò a termine nel Nuovo Mondo, quando, in seguito all'armistizio che concluse la Seconda Guerra dell Piramidi, decise che il suo tempo in Mesopotamia era concluso.

Migrò con alcuni fedelissimi aldilà del Grande Mare, forse non sapendo che il seme che avrebbe gettato nelle sterili lande Mesoamericane, sarebbe stato il frutto più rigoglioso che il Vecchio Mondo avrebbe mai potuto cogliere.

Il segnale  che una grande civiltà dimorò in quegli inospitali territori  sembra ancora guardarci ed incuterci rispetto, nel tentativo di inviarci un messaggio che i più non riescono a cogliere.

Ma quel messaggio è proprio lì, davanti ai nostri occhi, imponente e severo.

E' la splendida città di
 Tiahuanancu.

 
 
 
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