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Guardo da dietro vetri opachi di noia, un mondo distratto che va per la sua strada, mentre sto qui, fermo sulla panchina di una assenza momentanea di senso. Guardo e non muovo dita verso niente, non ho voglia di inseguire, non ho voglia di capire. Guardo le bottiglie della mia essenza, vuote, riverse sulle mensole amorose del mio cuore donate a manichini senza bocca offerte a mostri senza mani. Guardo, non so fare altro ora: ho bocca senza lingua e corpo senza gambe, prigioniere di paure antiche che cadono addosso, improvvise, come fastidiosi coriandoli, che sporcano la purezza che avevo in tasca come fazzoletto bianco di bucato come magia non ancora rivelata. Ora sono qui, nudo di pensieri, leggero di sensi di colpa, vuoto come una sala d’attesa a ferragosto, accogliente come una festa senza invitati Oblii passeggeri e lievi, come fogli di vita che il vento del disincanto fa volare nel cielo di una vita che ancora non c’è ma che vedo in lontananza. Più bella di quella che c’è stata, più dolce di quella che sognavo. E tempo di alzarsi e andare; stiracchio le mie voglie, sorrido ai miei pensieri, e m’avvio, leggero, verso il sentiero che porta a me. Narpi
venerdì 13 novembre 2009 ore 22.47
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Ci sono giorni, in cui l’anima se ne sta sospesa come una piuma nel giorno circostante e tutto quello che ruota attorno, problemi, voci, cose e storie sono solo piccoli aliti appena percepiti. Perché quando l’anima fluttua così,leggera, è segno che il divino che c’è in noi torna a brillare, facendoci percepire la nostra vera natura: angeli in borghese con le ali ripiegate in una attesa lunga una vita. Angeli che camminano nelle strade di quotidiani cosi diversi eppure cosi simili. Quotidiani in cui ognuno è un angelo per qualcun altro. A volte inconsapevolmente, altre con una dolcezza ed un trasporto che risollevano anche l’anima più spenta, umiliata, ed offesa. Le nostre anime sono piume. Piume delicate che per la maggior parte del tempo la gravità di problemi, imprevisti, affanni, tiene appese nel nostro io più profondo. Ma quando uno squarcio di sereno appare allora esse volano fuori, all’esterno di noi e noi le sappiamo tenere leggere nelle nostre mani. Perché il posto di un anima, oltre a dentro noi e nelle nostre mani. Perche le nostre mani non sanno solo offendere, uccidere, costringere. Le nostre mani sono capaci di accarezzare, consolare, proteggere, custodire spiegare la vita con un gesticolare semplice ma efficace … tutte cose meravigliose e rivelatrici di quella anima che è in noi. Ci sono giorni in cui l’anima se ne sta sospesa, come una piuma nel giorno circostante e tu, in quei giorni lasciati cullare. Perché stai solo vivendo il tuo sogno più bello. Che è quello di essere ne sola carne ne solo spirito ma le due cose insieme ed inscindibili. Allora il cuore diventa non solo un muscolo, ma una fonte, gli occhi non curano solo il senso della vista, ma danno senso rivelando quello che sei davvero. La lingua non emette solo suoni, ma parole che vanno a far bene ad altre vite in affanno. Le narici odorano il profumo della vita, oltre all’aria che ti fa vivere respirando. Ascolti le vite degli altri, nelle parole lente che questi ti donano. E tocchi il mondo con le tue mani. Senti nei polpastrelli il caldo della vita, il freddo di un assenza, il grezzo ruvido di questioni irrisolte, la pelle liscia di un amore che ti conduce alla gioia di un amplesso. Ci sono giorni in cui l’anima se ne sta sospesa, come una piuma nel giorno circostante, forse il tuo è questo chissà. Sé è cosi … goditelo! |
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Devi conoscere il tuo limite. Guardarlo in faccia. Esaminarlo con attenzione prima, affrontarlo in un attimo di follia o di depressione passante, o esaltante felicità dopo. Un attimo, solo un attimo. Il limite è un amante fugace e veloce. Se ci rimani ti fa marcia la vita. Si traveste da cazzata e si fa tuo amante per farti conoscere il grande amore della vita. Ti cambia il limite, a volte ti deforma, altre volte ti da forme nuove in cui nemmeno immaginavi di poterci ficcare la tua vita. Il limite, ogni tuo limite, è un casello lungo l’autostrada della tua esistenza, se lo superi c’è altro da scoprire. Ad ogni casello si paga e con il tuo limite, sei sempre tu che metti mano al portafogli di qualcosa che ti appartiene e che non ti apparterrà mai più o, perlomeno, non sarà più la stessa cosa, così come tu non sarai (o saprai) più chi eri. C’è chi quel casello non lo passa, o crede di passarlo con il telepass delle sue sicurezze montate in kit, come un lego. Ma è solo limitata(mente) che non sa immaginarsi al di fuori dei suoi binari di apparente normalità. Quando marcio c’è in quei binari. Perche una limitata(mente) accumula i suoi dubbi per non incrociare i suoi limiti. Li mette con cura sotto il tappeto dei suoi giorni tutti uguali, tutti identici, tutti dello stesso colore. Ma i dubbi fanno spessore, e presto la limitata(mente) ci inciampa o, più spesso e da buon cialtrone, preferisce farci incampare qualcuno che non c’entra niente. Una limitata(mente), infatti, è una vita malata che non si limita a fare del male a se stesso, ma ama gettare secchiate di grigio nelle vite degli altri. Grigio appiccicoso, indelebile, che non va mai più via. Padri morbosi, madri assenti, compagni violenti, mogli instabili, figli perduti nelle loro vite marce di limiti plastificati e finti… gente che sa solo rovinare, strappare, distruggere, violentare, offendere, calpestare, sconvolgere, devastare … solo verbi che tolgono e mai gesti che costruiscono o aiutano a crescere. Ecco perché il limite è un amante che non puoi evitare! Ci sono loro, questi limitata(mente) pronti ad approfittare delle tue paure, per rendertele catene rassicuranti con cui bloccare per sempre le tue gioie, prima di riporle, avvolte in coperte di amore malato, in opprimenti forzieri di possesso ben chiusi con i lucchetti dei sensi di colpa, le cui chiavi tengono ben salde con sé. Conosci il tuo limite, amalo fino all’ultimo istante prima di salvarti da lui, per lasciarti andare all’abbraccio della vita. Solo così saprai riconoscere da lontano una limitata(mente) che col suo sorriso al veleno vuol solo rubarti la tua essenza per gettarla via e diventare anche tu, così, un’ altra inutile e devastante limitata(mente). Perché la tua essenza, resa pura dal limite affrontato e conosciuto, fa molta paura ai limitata(mente). Come i vampiri, anche loro muoiono alla luce che il tuo cuore pulito, sa continuare a dare al tuo cammino ed al cammino di tanti altri. Conosci il tuo limite ed amerai (e vivrai!) per sempre. Perché un anima è libera per quello che è ed immortale per quello che fa!
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DONNA, scala verso il Cielo, fanciulla in fiore, madre accogliente. DONNA, sole che scalda, luce che accende. DONNA, animo indecifrabile pieno di speranza, solo un angolo di buio, sede di dolori sordi, ed una radice bianca di infanzia che la rende senza tempo. DONNA, sono venuto da te e sempre da te torno, perché in te è la sorgente di quel che manca ai miei giorni. DONNA, sospiro che da la vita e sorriso che può toglierla, con un addio lieve e tagliente come lamierino che uccide. DONNA, splendida creatura, non smettere di amarmi, stupirmi, viziarmi. E quando la vita si spegnerà, lenta candela consunta dai giorni, tu DONNA, chiudi con dolcezza i miei occhi, ed un solo bacio lieve per volare via.
Narpi
domenica 8 giugno 2008 ore 21.07
Richard Avedon (1923-2004) - fotografo americano
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THE WALL A Berlino si balla per un muro che son vent’anni che non c’è più. Eppure ci sono tanti muri che silenziosi troneggiano nelle vite di ognuno di noi. Muri di odio o semplicemente di indifferenza, muri senza varchi di speranza, senza possibilità di crepe dove poter osservare quello che si è confinato lontano da noi, per paura, vigliaccheria, o semplicemente non curanza. Muri possenti grossi di spessore eppure cosi fragili di marzapane. Perche i sentimenti cattivi che li compongono sono mattoni di pessima qualità. Eppure ci sentiamo sicuri dietro a quei muri, protetti dalle nostre stesse paure. Come sarebbe bello tornare ai prati della nostra infanzia. Quando gli orizzonti dei nostri occhi erano puliti e l’altro era un nemico per gioco. Non c’era distinzione di uomo o di donna, ne di ceto, ne di attitudini. Ma il tempo passa e quei prati ora sono spelacchiate aiuole di speranze e ricordi. Gli altri non sono più boschi inesplorati, ma giardini pubblici ben delimitati, conosciuti. A ciascuno diamo tot del nostro tempo e lui ci ricambia con un tot del suo. Conto pari, partita chiusa. Succede, quando sono i muri a dirci dove andare piuttosto che dove allontanarci. Capita dall’alto delle nostre carte di identità “mature, serie e professionali”. Non sono Peter Pan, ma un uomo che vorrebbe vedere dal davanzale della sua vita più praterie di persone che semplicemente vivono accanto senza problemi, e meno muri per cui annusare il vento per capire dove va, per non far torto a qualcun o piuttosto che ad un altro. Qualcuno questo “annusare” lo chiama diplomazia, altri rispetto degli altri, ma so no carte da parati che non riescono a nascondere l’umido di ipocrisia che vien fuori da tanti rapporti interrotti: padri con figli, fratelli, amici. Quanti amori sono ormai carcasse di bellezza che la stupidità di entrambi ha smontato, distrutto, divelto per motivi sciocchi, stupidi o altro. Difficile che questo accada, perciò, muri o non muri, continuerò ad andare via dal davanzale della mia vita, per buttarmi per strada, nel mondo, cercando di camminare ignorando muri e diplomazie. Certo, a volte sbatterò in qualche spigolo di sensibilità o stupidità di qualcun altro, ma pazienza..solo chi cammina può inciampare, solo chi vive può sbagliare. E se qualcuno vorrà tirar su un bel muro anche con me che lo faccia pure..i mattoni, il cemento e la manodopera sarà però tutta a suo carico, perché non ho niente da poter dare in opere siffatte. A me piace correre, per quanto mi è ancora concesso,vivere, per quanto ancora la vita vorrà sorridermi. Carpe Diem! |







Inviato da: PeramorediDago
il 18/11/2009 alle 13:07
Inviato da: lamiaborsarossa
il 10/11/2009 alle 07:42
Inviato da: nerevi
il 09/10/2009 alle 22:57
Inviato da: zinni23
il 31/07/2009 alle 14:43
Inviato da: Duchessadgl4
il 07/07/2009 alle 00:07