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THE WALL
THE WALL A Berlino si balla per un muro che son vent’anni che non c’è più. Eppure ci sono tanti muri che silenziosi troneggiano nelle vite di ognuno di noi. Muri di odio o semplicemente di indifferenza, muri senza varchi di speranza, senza possibilità di crepe dove poter osservare quello che si è confinato lontano da noi, per paura, vigliaccheria, o semplicemente non curanza. Muri possenti grossi di spessore eppure cosi fragili di marzapane. Perche i sentimenti cattivi che li compongono sono mattoni di pessima qualità. Eppure ci sentiamo sicuri dietro a quei muri, protetti dalle nostre stesse paure. Come sarebbe bello tornare ai prati della nostra infanzia. Quando gli orizzonti dei nostri occhi erano puliti e l’altro era un nemico per gioco. Non c’era distinzione di uomo o di donna, ne di ceto, ne di attitudini. Ma il tempo passa e quei prati ora sono spelacchiate aiuole di speranze e ricordi. Gli altri non sono più boschi inesplorati, ma giardini pubblici ben delimitati, conosciuti. A ciascuno diamo tot del nostro tempo e lui ci ricambia con un tot del suo. Conto pari, partita chiusa. Succede, quando sono i muri a dirci dove andare piuttosto che dove allontanarci. Capita dall’alto delle nostre carte di identità “mature, serie e professionali”. Non sono Peter Pan, ma un uomo che vorrebbe vedere dal davanzale della sua vita più praterie di persone che semplicemente vivono accanto senza problemi, e meno muri per cui annusare il vento per capire dove va, per non far torto a qualcun o piuttosto che ad un altro. Qualcuno questo “annusare” lo chiama diplomazia, altri rispetto degli altri, ma so no carte da parati che non riescono a nascondere l’umido di ipocrisia che vien fuori da tanti rapporti interrotti: padri con figli, fratelli, amici. Quanti amori sono ormai carcasse di bellezza che la stupidità di entrambi ha smontato, distrutto, divelto per motivi sciocchi, stupidi o altro. Difficile che questo accada, perciò, muri o non muri, continuerò ad andare via dal davanzale della mia vita, per buttarmi per strada, nel mondo, cercando di camminare ignorando muri e diplomazie. Certo, a volte sbatterò in qualche spigolo di sensibilità o stupidità di qualcun altro, ma pazienza..solo chi cammina può inciampare, solo chi vive può sbagliare. E se qualcuno vorrà tirar su un bel muro anche con me che lo faccia pure..i mattoni, il cemento e la manodopera sarà però tutta a suo carico, perché non ho niente da poter dare in opere siffatte. A me piace correre, per quanto mi è ancora concesso,vivere, per quanto ancora la vita vorrà sorridermi. Carpe Diem! |



Inviato da: oro_nordico
il 12/10/2011 alle 18:58
Inviato da: oro_nordico
il 10/04/2011 alle 18:47
Inviato da: zinni23
il 20/02/2011 alle 16:00
Inviato da: zinni23
il 20/02/2011 alle 08:48
Inviato da: PeramorediDago
il 17/04/2010 alle 06:52