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Creato da NOALCIRCO il 07/08/2007

NO ALLE GABBIE

VOGLIAMO RECINTI VUOTI!

 

 

Cultura animalista

Post n°25 pubblicato il 22 Aprile 2009 da NOALCIRCO

Volevo fare alcune considerazioni sulla vicenda che vede alla ribalta delle cronache, un negozio che vende animali nella mia città, da qualche giorno vedo sulle maggiori testate locali ed addirittura sul TG3 del 20 aprile c.a. una sfacciata pubblicità ad un commerciante che si preoccupa che le famiglie degli operai possano avere nella loro casa un cane od un gatto pagando solo poche monete di anticipo, dando l’apparente immagine di farlo solo per il benessere psico/fisico delle suddette persone, ma un commerciante è e resta e quindi attento solo alle sue tasche e alle entrate dell’attività che dirige. Il costo poi dell’animale non si ferma certo all’acquisto, vaccinazione annuale, trattamento di prevenzione della filaria, alimentazione, sperando abbia sempre ad essere sano e non dover essere costretti a correre dal veterinario. Non facciamone per favore un martire bistrattato e deriso dagli animalisti se il Comune di Rovigo a suo tempo decise di emanare un’ordinanza sindacale per mettere in chiaro alcune regole di gestione del negozio qualche motivazione valida ci sarà pur stata.

Al di là del fatto che l’acquisto di un essere senziente dimostra una cultura carente in merito al benessere degli animali ma ricordo che al rifugio provinciale e al canile sanitario dell’asl 18 aspettano di trovare una famiglia decine di cani, assolutamente gratuiti e spesso molto più resistenti in salute dei cani venduti, e che ogni anno decine e decine di gatti, nel territorio provinciale, muoiono dopo l’abbandono spesso per malattie facilmente curabili se fossero presso una famiglia ed anche a loro a costo zero

 
 
 

REGOLAMENTO DI TUTELA DEGLI ANIMALI

Post n°24 pubblicato il 05 Dicembre 2008 da NOALCIRCO

                                                 

 

 

 

APPROVATO A ROVIGO IL REGOLAMENTO TUTELA ANIMALI

 

 

 

Dopo anni di  solleciti ed incontri il Consiglio Comunale di Rovigo, in data 18 novembre, ha finalmente discusso ed approvato il “Regolamento di Tutela degli Animali” che prevede anche norme di Polizia Veterinaria. Viva soddisfazione viene espressa dalla Lav locale,  per il raggiungimento di questo importante risultato, che vede coronati anni di impegno: la sua proposizione all’Amministrazione, infatti, risale al 2004. Siamo particolarmente soddisfatti – precisa il delegato Guolo – perché alcuni passaggi per noi fondamentali del Regolamento sono stati approvati senza modifiche: per esempio a Rovigo ora è vietato offrire animali in premio o in omaggio nell’ambito di attività commerciali, di spettacoli o giochi; è assolutamente vietato l’utilizzo di animali di qualsiasi specie per la pratica dell’accattonaggio, mentre è previsto il sequestro se gli animali sono tenuti in situazione di incuria. In evidenza  l’articolo che riguarda l’attendamento di circhi e delle mostre viaggianti: le strutture circensi che vorranno esibirsi nel territorio comunale dovranno rispettare i criteri ‘CITES’ individuati dal Ministero dell’Ambiente, che garantiscono riconosciuti standard di benessere agli animali detenuti. Accanto a precise norme, non sempre così scontate, per una corretta cura degli animali d’affezione, vi è espresso anche il divieto di esposizione di animali ‘pericolosi per la salute’ (rettili, aracnidi) nei bar e negli esercizi commerciali. Ricordiamo inoltre come agli animali esposti nei negozi debbano essere garantite condizioni di benessere, invitando, nel caso di animali non convenzionali ed esotici, a conformarsi alle tabelle redatte dalla SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) per quanto riguarda le misure dei recinti. “Dopo aver ottenuto il riconoscimento – continua Guolo – di alcuni importanti punti che garantiscano un giusto rapporto tra l’uomo e l’animale, vigileremo comunque in prima persona per una puntuale applicazione del regolamento da parte delle Forze dell’ordine, con le quali si auspica una fattiva collaborazione.        

 
 
 

Post N° 23

Post n°23 pubblicato il 05 Novembre 2008 da NOALCIRCO

SCIOPERO

     

SCIOPERO DEI BLOG

05/11/2008

 

I BLOG DI DIGILAND

CONTRO TUTTE LE

OSCENITA’ E SCHIFOSE ESIBIZIONI

CHIEDONO:

 

UNA COMMUNITY PULITA

 

UN GIORNO DI SILENZIO

PER PROTESTARE CONTRO

CHI INFESTA DI IMMAGINI

E FRASI PORNOGRAFICHE

LA “NOSTRA” COMMUNITY

LIBERO VOGLIAMO
UNA COMMUNITY

LIBERA DALLA PORNOGRAFIA!!

24 ORE DI SILENZIO. NESSUN COMMENTO.
SOLO
QUESTE FRASI DA POSTARE.

 
 
 

DELFINI LIBERI!!!

Post n°22 pubblicato il 02 Novembre 2008 da NOALCIRCO
Foto di NOALCIRCO

CASTELNUOVO (VR). La ricercatrice Maddalena Jahoda ha una certezza sulla morte della mascotte di «Gardaland»
«I delfini negli acquari? Meglio liberi sul mare»
L’esperta: «Difficile capire perché sia morto Tango Ma il futuro è l’osservazione in libertà, non in una vasca»
 
Paolo Mozzo
 
Castelnuovo (VR) - La morte di «Tango» resta un mistero. L’autopsia dirà perché il delfino di tre anni, «mascotte» del Palablù di Gardaland, sia morto. «Non è il primo, certo», ammette con delusione Maddalena Jahoda. Biologa marina, ricercatrice e per anni nel direttivo dell’associazione «Tethys», comunità di esperti votati al mare e alle sue forme di vita, non dà corpo ai timori ma lascia intendere come, forse, non sarà l’ultimo. «Un acquario non è, comunque, il luogo in cui questi cetacei possano vivere. Il loro ambiente è il mare e il problema, a conti fatti, è tutto qui».
Il Tursiops Truncatus, la specie cui apparteneva «Tango», è «un animale sociale, abituato a vivere in gruppo». «Chiaro, quando ne muore uno, tutti si chiedono il perché. Ma il primo fattore da considerare è proprio l’innaturalità della condizione». «Oggi la "cattività", l’esposizione alla curiosità del pubblico ha, se fosse possibile, ancora meno senso di quanto ne avesse qualche decennio fa. Il cosiddetto "whale watching" (osservazione in natura di cetacei, dalle balene ai delfini) è alla portata di tutti, offerto anche come opportunità naturalistica in molte località turistiche», spiega Jahoda. «Certo, si deve accettare l’incerto, l’uscita in mare che può concludersi con avvistamenti emozionanti come col nulla. Ma solo così si può comprendere la bellezza e l’importanza biologica di queste specie».
«Tango» non lo sapeva: nato in una vasca, conosceva solo le evoluzioni, sempre uguali, insieme con mamma Betty: «Ancora più strana la sua morte», dice la biologa, «proprio per questa sua condizione, fin dalla nascita». «Forse la malattia o magari», ipotizza, «fattori inspiegabili, almeno per ora. Non serve scomodare la psicologia, ma è un dato di fatto come, per animali votati alla vita in gruppo, la ricostruzione degli equilibri nello spazio ristretto di una vasca sia comunque difficile, un’alterazione dello stato naturale».
La polemica accompagna il «lutto» di Gardaland; la Lega antivivisezione, richiamando anche il decesso recente di un altro delfino all’acquario di Genova, chiede un’indagine «severa» al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini; e alla commissione del Cites (l’agenzia per le specie minacciate) lo stop all’acquisizione, da parte di delfinari, di altri animali.
Maddalena Jahoda, ha ben pochi dubbi: «Questi cetacei sono al vertice della catena alimentare, veri e propri "termometri" della salute dei mari: ci dicono, in sostanza, cosa va o meno nel nostro ambiente. Mammiferi ritornati all’acqua dalla terra in epoche lontanissime, sono forse per questo considerati gli esseri più vicini a noi umani. Dicono che salvino chi affoga? Forse proprio perché, tra di loro, obbligati a respirare in superficie, lo fanno, con i piccoli subito dopo la nascita e con i compagni in difficoltà».
Realtà e leggende, di cui la biologia marina rivela le coincidenze. E un’amarezza: «Un delfino racchiude troppa vita, del mondo e del mare, quindi anche nostra, per essere data in pasto ai curiosi, chiusa in una vasca».

 
 
 

NO AL CIRCO A BRESCIA

Post n°21 pubblicato il 23 Ottobre 2008 da NOALCIRCO

Ancora un circo con animali, tanti,troppi...
Si tratta dell'American Circus e sarà attendato nell'area feste di San Polo a Brescia, dal 31 ottobre al 10 novembre.
Sicuramente ci saranno come di consueto dei presidi contro lo sfruttamento degli animali proprio fuori dal circo.
Indubbiamente gli animalisti bresciani saranno presenti la sera del 31 dalle 20 alle 21, il primo novembre dalle 16 alle 17 e dalle 20 alle 21 ed il 2 novembre dalle 14.30 alle 15.30 e dalle 17.30 alle 18.30.
Pertecipiamo numerosi!!
Per info scrivete a questo indirizzo,grazie! (lav.brescia@infolav.org)
 
Chiedo inoltre a tutti di tempestare la casella di posta elettronica del Comune di Brescia, che ha creato un'ampia area feste che pare destinata unicamente per ospitare orridi circhi straripanti di sofferenza animale.
Messaggi anche brevi, in cui ci si unisce alla protesta di tutti coloro che gli animali li amano liberi e non in prigione, e che chiedono al Comune di non permettere più ai circhi con animali di attendare sul nostro territorio,così come hanno fatto altri comuni italiani,tra cui Roma, Modena e Bologna.
Calcolando poi che da alcuni anni Brescia è la gloriosa sede del Circo contemporaneo d'inizio estate, con superbi spettacoli provenienti da tutto il mondo, ovviamente senza animali!
Scrivete, per piacere, a uffgab@comune.brescia.it 
 
 
Grazie di cuore, saluti animalisti,
Nicoletta.
 

 
 
 
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DELFINARI = PRIGIONI

In Europa i delfini sono elencati nell'appendice 1 della CITES, cioè considerati animali minacciati d'estinzione di cui non è consentita l'esposizione per uso commerciale, ma esclusivamente per la ricerca scientifica o programmi di educazione. è evidente che i delfinari fanno dei delfini un uso essenzialmente commerciale giacchè si paga un biglietto per assistere a uno spettacolo in cui gli animali, addestrati con il sistema della deprivazione alimentare, sono costretti ad eseguire correttamente gli ordini impartiti dall'addestratore. è evidente che le fantomatiche ricerche scientifiche condotte nei delfinari sono una copertura delle attivita` commerciali.

 

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PRIGIONIERI A VITA

 Italia vi sono ad oggi un centinaio di strutture fisse che detengono animali per fini espositivi. Gli zoo nascono per questo scopo e sono tra i responsabili della decrescita della fauna, soprattutto esotica, avvenuta nell’ottocento. Solo in maniera del tutto occasionale sono serviti per salvare specie di fauna in via di estinzione. Quando nel 1919 fu ucciso l’ultimo Bisonte europeo, si riuscì a ripristinare una piccola popolazione in natura ricorrendo ai pochissimi animali che vivevano allo stato semi naturale all’interno di una tenuta nobiliare. Il caso del Bisonte europeo è riportato dai sostenitori degli zoo attuali come uno dei principali successi per la salvaguardia delle specie in via di estinzione. Pochi ricordano però che di bisonti europei ve ne erano due. Negli stessi anni in cui il primo si salvava casualmente, la sottospecie caucasica si estingueva per la morte dell’ultimo esemplare detenuto da un trafficante di animali di Amburgo.

Il motivo per cui gli zoo oggi stanno riuscendo a salvarsi sta proprio nella presunta possibilità di tutelare specie in via di estinzione. Eppure tra le 5926 specie animali classificate dall’Unione Internazionale per la Conservazione della natura in pericolo di estinzione, solo 130 sono oggetto dei programmi di conservazione che hanno coinvolto gli zoo e solo 16 sono ritornate in natura con costi elevatissimi. I costi elevati non sono certamente un elemento di critica contro la necessità di mantenere elevata la biodiversità del nostro pianeta ma possono senz’altro essere messi in discussione nel momento in cui le motivazioni scientifiche servono per supportare il mantenimento di quelle attività commerciali che rappresentano, con i loro introiti, l’unico vero fine dei moderni zoo i quali detengono, senza alcun altro valido motivo, migliaia di animali prigionieri.

 
 

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Il Consiglio Regionale del Veneto ha di recente istituito una commissione, di cui fa parte anche l’OIPA, con l’obbiettivo di proporre un progetto di legge (PdL n° 155) sul: “Divieto di impiego di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti e per la promozione dello spettacolo circense”.

Il chiaro progetto di legge regionale che si andrebbe delineando, prevede la dismissione degli animali dei circhi unitamente a sostegni economici e interventi di comunicazione a favore dei nuovi spettacoli senza animali. L’approvazione di questa proposta di legge regionale sarebbe un precedente importante anche per una futura legge nazionale che vieti l’utilizzo degli animali nei circhi. Anche se nell'ultimo incontro molte cose sono state sconvolte sosteniamo i firmatari del Pdl..CLICCA QUI