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MARTA CROTTI A PROPOSTO UN REGISTRO EUROPEO DEI PEDOFILI E PENE PIù SEVERE AL SENATO...

Post n°2268 pubblicato il 13 Marzo 2011 da nonna.fra
 

LA PROPOSTA E STATA FATTA ..ADESSO STA A NOI CONTINUARE..VOTATE CLICCANDO SUL LINK...FACCIAMO VEDERE COSA PENSIAMO VERAMENTE E CHE SI DIANO UNA MOSSA...PIù VOTI CI SONO PIù CI PRENDERANNO IN CONSIDERAZIONE...VOTATE TUTTI...BASTA UN CLIC ANONIMO...

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    Proposto un registro
    europeo dei pedofili

    Stanò il consorte che violentò la figlia, ora promuove una proposta di legge in senato: "sono necessari inasprimenti e certezze della pena"

    Monza, 11 marzo 2011 - Un Registro Pubblico europeo dei condannati per reati sessuali, specialmente ai danni dei bambini. E un inasprimento delle pene e la certezza della loro esecuzione senza sconti nei confronti dei pedofili». Sono queste le proposte di legge che ieri pomeriggio si è trovata a sostenere nella sala conferenze del Senato la «monzese» Marta Crotti. Forse non tutti ricordano questo nome, che del resto è uno pseudonimo. Il vero nome della protagonista di questa atroce vicenda infatti è un altro, mentre Marta Crotti è «solo» lo pseudonimo dietro cui è costretta a celarsi una madre di 37 anni che si è trovata costretta a combattere una battaglia per difendere i suoi bambini. Una battaglia che la sta portando su web, radio e televisioni, oltre che in Senato: Marta Crotti, grazie a diversi gruppi fondati su internet e alla potenza di Facebook, aveva dato vita meno di un anno fa a una «caccia all’uomo» per assicurare alla giustizia il suo ex marito, Gianluca Falduto, che aveva violentato la loro figlia di appena tre anni e si era dato alla latitanza dopo essere stato condannato (in via definitiva) a sei anni e due mesi di reclusione. La vita di Marta Crotti è stata letteralmente stravolta da quella tragica vicenda, da quei terribili sette anni di processo che hanno portato alla condanna del suo ex marito

    Imprenditrice di successo, è stata costretta a trasferirsi a mille chilometri di distanza dalla vecchia casa, a indossare parrucca e occhialoni quando appare in Tv per non farsi riconoscere e ad adattarsi a un lavoro di commessa in un supermercato.

    Come foto sul suo profilo Facebook ha scelto una tigre. «E pensare che ero un industriale - racconta - con villa, macchinone e sostanzioso conto in banca: ma la dignità non ha prezzo e per difendere i miei figli farei di tutto». Anche decidere di non fermarsi, una volta che la dolorosa vicenda giudiziaria di cui era stata protagonista si era conclusa. «I pedofili sono predatori di anime bianche - spiega - ma non sono una mamma coraggio: sono semplicemente una mamma attiva che vuole difendere chi non ha voce come i bambini.

    Anche se sono stata minacciata più volte, anche se mi è toccato trasferirmi dopo che mi ero ritrovata i familiari del mio ex marito a minacciarmi sotto casa, anche se so che per molti sono carne morta che cammina, conosco il mio dovere: i nostri figli viaggeranno su quello che noi adulti semineremo. Per questo l’8 marzo sono andata su Rauno nella trasmissione di Paola Perego per parlare di questi temi. Per questo sono andata in Senato in occasione della presentazione della proposta di Legge di Letizia Marcantonio madre di Rossana Wade, una ragazza di 20 anni uccisa dal suo ex fidanzato,  per una “certezza della pena”, nei casi di violenza contro le donne e in famiglia». Timori? «L’unica paura che ho è che i miei figli possano restare soli».

    Dario Crippa

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