NOPELLICCENON FACCIAMO LA PELLE AGLI ANIMAALI |
PELLICCE DI CONIGLIO
Come ogni anno, è iniziata la vendita di capi d'abbigliamento che propongono inserti di pelliccia di coniglio. Li vediamo nei cappucci, nei colletti di giacche e cappotti, in borse, sciarpe e guanti.
Tutti capi confezionati con inserti, ritagli e bordature di pelliccia: milioni di conigli uccisi per la vanità umana.
RIPRODUZIONE FORZATA: ogni fattrice viene utilizzata per al massimo due anni, durante i quali partorisce circa 160 piccoli, una cucciolata ogni 45 giorni. L’inseminazione artificiale accelera ancora di più questo processo snaturato.
VITA INTENSIVA: gli allevatori crescono questi animali senza curarsi minimamente della loro salute, o benessere. Le gabbie sono minuscole e sporche. Gli animali vivono in condizione di prigionia, senza nessun tipo di cura.
FASE FINALE: l’atroce vita di questi animali ha un fine ancora più atroce. Chi sopravvive “all’allevamento”, viene gettato in casse di plastica, ammassato insieme agli altri e trasportato verso il macello. Verrà poi tramortito con una cinghia, sgozzato e infine scuoiato vivo.La vita dei conigli può dipendere anche te: fai la tua scelta
Non acquistare capi con bordature di pelliccia.
Oppure, rivolgiti al mercato alternativo, quello delle pellicce ecologiche. Alcune aziende della distribuzione organizzata hanno deciso di eliminare i capi con pelliccia vera dalla vendita scegliendo solo quelli sintetici.
Fai attenzione alle etichette e dove non trovi espressamente indicato che si tratta di un inserto sintetico evita di acquistare il capo.
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PELLICCE DI KARAKUL
La pelliccia dell’agnello karakul, conosciuta come breitschwanz, astrakan o persiano è una delle pelli maggiormente richieste dall’industria della pellicceria ed è il prodotto di una crudeltà unica. Questo particolare tipo di pelliccia, tanto decantato come articolo di lusso, può essere prodotto con un unico sistema: uccidendo e scorticando agnelli che hanno solo alcuni giorni o alcune ore di vita e persino agnelli non ancora nati, strappati letteralmente al grembo della madre. Le loro piccole pellicce vengono poi trasformate in "un capo di moda" o in ritagli e accessori. La Humane Society of the United States ha recentemente condotto un’accurata indagine sul commercio della pelliccia di agnello Karakul. I risulatti sono drammatici: ogni anno in Afganistan, Kazastan, Namibia, Sud Africa, Uzbekistan ed altri paesi dell'Asia centrale, vengono allevati e uccisi dai quattro ai cinque milioni di agnelli karakul per soddisfare la richiesta di pelli. Il vero tributo di morte, è ancora più alto per ogni pelle proveniente da un feto gli animali che devono morire sono due - la madre e l'agnellino non ancora nato. Gli investigatori della HSUS, hanno documentato l’uccisione di trenta agnelli per confezionare un unico soprabito. L’uccisione di feti o di agnelli di pochi giorni trova la sua unica giustificazione nella lucidità e nella arricciatura del pelo dell’animale. In Italia la LAV diffonde questa investigazione, sensibilizzando milioni di donne a non acquistare questo capo insanguinato. Con questa campagna vogliamo svelare l’ennesimo segreto dell’industria della pellicceria e mostrare alle donne italiane la vera origine della pelliccia di agnello karakul invitandole ad orientare i propri acquisti verso capi di abbigliamento che non comportino la sofferenza di milioni di animali. PELLICCE CINESI
Un'investigazione, condotta da Swiss Animal Protection e EAST International, ha portato alla luce orrori inimmaginabili all’interno degli allevamenti di animali da pelliccia in Cina: animali rinchiusi in anguste gabbie di rete metallica, completamente spoglie e senza riparo. Una prigionia che provoca gravi effetti sul loro comportamento: stereotipie, passività, automutilazione, problemi di riproduzione, fino all'infanticidio.
Al momento dell’uccisione gli animali, portati nei mercati all’ingrosso dove le grandi compagnie vanno ad acquistare le pelli, vengono storditi con ripetuti colpi alla testa, inferti con un bastone, con una barra metallica, oppure prendendo gli animali dalle zampe posteriori e sbattendoli a terra con violenza. Gli animali lottano, hanno convulsioni, infine giacciono tremanti a terra: molti rimangono vivi.
Poi arriva l’accetta, ma non per finirli, per mutilare la zampe. La scuoiatura avviene quando molti sono ancora coscienti; anche alla fine respirano ancora e il cuore continua a battere, i movimenti del corpo e degli occhi sono evidenti per altri 5/10 minuti.
Tutto questo è documentato da foto, filmati e rapporti.
Puoi vedere con i tuoi occhi se te la senti: www.nonlosapevo.com Si tratta di una breve riduzione per non turbarti troppo.
Dagli allevamenti cinesi provengono la maggior parte degli inserti che vedi nei parka, nei guanti, negli stivali e perfino nei peluche che affollano le vetrine. Articoli a basso costo e ad alto tasso di crudeltà.
GUARDA QUA
NON LO SAPEVO

Molti paesi hanno abolito l’allevamento degli animali da pelliccia.
In l’Italia, in seguito alle campagne di pressione condotte in questi anni dalla LAV, sono state introdotte norme che rendono questi allevamenti antieconomici, determinandone la progressiva scomparsa.
Il settore dopo anni di crisi, ha cercato nuove soluzioni con cui far proliferare il mercato delle pellicce, decentrando gli allevamenti in Paesi come la Cina, dove le norme restrittive possono essere eluse; in più risparmiano sulla mano d'opera.
Facile capire il punto di vista dell'industria della moda. Meno regole, meno costi, più profitti.
Così in pochi anni la Cina, grazie proprio alla totale mancanza di norme a tutela degli animali, è diventato il paese privilegiato dalle case di moda europee: garantisce grandi quantità di pellicce a costi bassi.
Ogni anno la Cina “produce” 1.5 milioni di pelli di volpi, altrettante di procioni incalcolabili quelle di cani e gatti.
Per i visoni, siamo all’11% della produzione mondiale.
Il giro d’affari generato dall’uccisione di questi animali è altissimo: con un valore commerciale di 2 miliardi di dollari statunitensi, la Cina è diventato il maggior produttore ed esportatore di capi di abbigliamento in pelliccia al mondo.
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CICI UNO DEI MIEI PIU' GRANDI TESORI
Post n°13 pubblicato il 31 Luglio 2009 da UNMICHONE
LA GATTA CHE VEDETE IN FOTO E' LA CICI UNO DEI MIEI DUE TESORI GRANDI ED E' MANCATA MARTEDI' NOTTE PER UNA CRISI RESPIRATORIA LEGATA AD UNO SCOMPENSO CARDIACO. hA LASCIATO DENTRO DI ME UN VUOTO INCOLMABILE LEI L'UNICA AD ESSERMI SEMPRE ACCANTO PER 15 ANNI ANCHE NEI MIEI MOMENTI PIU' DIFFICILI, SIMBIOTICA, PSICOLOGA, AMICA E COMPAGNA...NON TI DIMENTICHERO' MAI PIU'.
CIAO CICI |
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PELLICCE DI VISONE
I metodi di uccisione di questi animali sono veramente crudeli: dalla camera a gas alla rottura delle ossa cervicali, dalla corrente elettrica ai colpi sul muso e sulla nuca. Ma anche la loro breve vita negli allevamenti intensivi è fatta soltanto di sofferenza e privazioni: sono richiusi, singolarmente, in gabbie piccolissime con il fondo in rete metallica che lacera loro le zampe, e in inverno, per far sì che il loro pelo diventi più folto, sono tenuti sempre al gelo; allo stesso modo, non disponendo di una copertura, d’estate sono costretti a rimanere sotto il sole, il che li porta molto spesso alla morte per disidratazione. Inoltre, a causa dello stress dovuto all’isolamento forzato in spazi ridottissimi, spesso si verificano fenomeni di aggressività verso i propri simili e di automutilazioni degli arti. 





Inviato da: anna1564
il 26/02/2012 alle 07:35
Inviato da: anna1564
il 26/02/2012 alle 07:35
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il 25/02/2009 alle 13:54
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il 24/02/2009 alle 17:05
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il 31/01/2009 alle 15:19