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Creato da ceparano.antimo il 05/07/2008
 

NUOVA POLITICA

BLOG DI OPINIONI SOCIO-POLITICHE NON DI PARTE

 

 

STIAMO ATTENTI...VIGILIAMO...

Post n°206 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da ceparano.antimo
Foto di ceparano.antimo

Questi videi nascono per spiegare e far capire in realtà cosa sia L' HAARP, una testimonianza autorevole come il generale Fabio Mini ci spiega come possa essere utilizzato a scopi militari un'arma potente come l'HAARP

 

 
 
 

In memoria di Oscar Luigi Scalfaro

Post n°205 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da ceparano.antimo
Foto di ceparano.antimo

In memoria di Oscar Luigi Scalfaro:

le critiche a lui rivolte sono conferma della sua grandezza

 

Leoluca ORLANDO

 

Oscar Luigi Scalfaro è stato eletto Presidente della Repubblica nel 1992 e ha lasciato l'incarico nel 1999.


La Presidenza di Scalfaro inizia il 25 maggio, due giorni dopo la terribile strage di Capaci, nella quale vennero uccisi -  da un perverso intreccio criminale mafioso - Giovanni Falcone, la moglie Francesca e tre agenti di scorta;  quella Presidenza si svolse durante gli anni terribili di Tangentopoli, registrò la fine della c.d. Prima Repubblica, vide la discesa in campo politico dell'imprenditore Silvio Berlusconi, le elezioni anticipate del 1996 e la elezione di Romano Prodi a Capo del Governo.
Quella Presidenza si concluse nel 1999, dopo la formalizzazione dell'ingresso dell'Italia nella Euro Zona, sin dalla sua costituzione.

In sintesi, Scalfaro è stato Presidente della Repubblica  dai giorni dell'Italia della paura e della vergogna legate a corruzione e a stragi di mafia sino  all'Italia protagonista tra gli Stati fondatori della moneta unica.


Antifascista, magistrato, cattolico di fede e di pratica quotidiana, eletto in Parlamento nel 1946, nella Assemblea Costituente, è stato sin dal dopoguerra deputato eletto e poi, quale ex Capo dello Stato, senatore a vita dal 1999 sino alla morte.
Oscar Luigi Scalfaro fu Pubblico Ministero e nel 1945 chiese la condanna a morte di alcuni imputati, che poi vennero giustiziati: furono gli ultimi condannati a morte nella storia italiana.

Eletto nella Assemblea Costituente, turbato dall'aver dovuto chiedere, in ossequio rigoroso della legge vigente, quelle condanne capitali  si batté per la approvazione dell'art. 27 della Costituzione Repubblicana, che dichiara: "Non è ammessa la pena di morte".

Ricordo quando, con profonda sofferenza, parlava di quella sua richiesta di condanna capitale, atto dovuto per dovere istituzionale.

Poco incline al compromesso, strenuo difensore della Costituzione, lascia il ricordo di una grande integrità morale, di un rispetto rigoroso della legalità, con una grande tensione etica.

"Il politico serio deve sapere dire dei no, dispiacere ai propri elettori e accettare l'idea di non essere rieletto"

: sono le sue parole, sono la chiave di lettura della sua intransigente attività politica.


Di Oscar Luigi Scalfaro ricordo episodi che ho vissuto e che sono il mio modesto contributo ad un personaggio politico, tanto grande quanto criticato da  coloro che  consideravano il suo rigore essere un "fastidioso ostacolo".


Nell'agosto 1985, dopo l'uccisione, da parte della mafia, di Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, poliziotti coraggiosi, da Sindaco di Palermo eletto da pochi giorni mi recai a Roma per richiamare l'attenzione del Governo nazionale sull'ipoteca criminale nella mia città ed incontrai Oscar Luigi Scalfaro, allora Ministro dell'Interno, che mi disse sarebbe venuto a Palermo per partecipare ai funerali dei poliziotti uccisi. Avvertii il Ministro Scalfaro del malessere e della rabbia delle forze dell'ordine, che in Sicilia affrontavano il sistema di potere mafioso senza mezzi adeguati e tra ostilità e diffidenza, anche da parte di politici e uomini delle istituzioni collusi con la mafia. "Un Ministro dell'Interno deve essere sempre presente, sia quando viene applaudito e sia quando viene insultato" mi rispose. Venne a Palermo e nella navata della Cattedrale venne contestato e insultato – lui Ministro dell'Interno - dai  compagni in uniforme dei poliziotti uccisi. Da quel momento l'impegno del Ministro Scalfaro fu di dare sostegno e fiducia a quanti erano impegnati sul fronte della lotta alla mafia. Ricordo, ancora, le tante volte che invitava a pranzo i Giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Nino Caponnetto e me Sindaco della città, affermando che il trascorrere qualche ora con noi era un modo umano e concreto per esprimere il sostegno suo e dello Stato all'impegno di contrasto alla mafia.


Nella primavera 1992, ricordo che, con i parlamentari de La Rete, proponemmo la elezione di Scalfaro alla Presidenza della Camera dei Deputati e dopo un mese alla Presidenza della Repubblica, e ciò tra lo stupore di quanti rimasero sorpresi nel vedere una forza politica antisistema, quale era La Rete, sostenere un anziano, il più anziano esponente della Democrazia Cristiana, considerata essere nell'Italia del dopoguerra il partito-sistema.


Nel 1992, il 27 maggio, due giorni dopo la sua elezione e il giorno prima dell'insediamento formale alla Presidenza della Repubblica, venne a Palermo, per recarsi a Capaci, per rendere omaggio alle vittime della terribile strage nella quale aveva perso la vita il Giudice Giovanni Falcone, con la moglie e tre agenti di scorta.

Ricordo il suo invito perché io fossi presente e il segnale fortissimo che egli volle così dare contro la mafia e le sue infiltrazioni nella politica e nella economia della Sicilia e dell'intero  Paese. Nel 1992 formò il nuovo Governo, rifiutandosi di conferire l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri a Bettino Craxi, sottoposto ad indagini dei magistrati di Mani Pulite, inimicandosi tanti compagni di partito di Craxi,  che, ancora oggi, anche nel giorno della sua morte, lo criticano. Nel 1994, in contrasto con le sollecitazioni del dimissionario Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, decise di non sciogliere le Camere e, nel rispetto del sistema parlamentare, conferì l'incarico a Lamberto Dini, sul cui nome cercò e ottenne una maggioranza parlamentare. Ed ancora oggi, anche nel giorno della sua morte, molti esponenti, anche di rilievo, del partito di Berlusconi lo criticano per non aver esaudito l'insistente richiesta di Berlusconi. 

Nel 1996, dopo la vittoria elettorale di Romano Prodi, seguì con grande attenzione gli sforzi dell'Italia di rispettare i parametri di Maastricht per consentire l'ingresso nell'Euro, realizzato grazie all'impegno del Presidente del Consiglio dei Ministri  Prodi e del Ministro Carlo Azeglio Ciampi, che nel 1999 fu poi suo successore come Capo dello Stato.


Dal 1999,  e sino a poche settimane prima della sua morte , ha promosso iniziative, incontri con i giovani, conferenze a difesa della legalità costituzionale, trovandosi spesso in contrasto con Silvio Berlusconi e con la sua coalizione.


Scompare con Oscar Luigi Scalfaro un cattolico dalla fede vissuta con coerenza nel quotidiano; scompare un credente dalla grande laicità, contro fondamentalismi e arrogante cultura di appartenenza. 

Scompare un testimone prezioso e un modello alternativo rispetto ad un Paese, che conosceva e conosce devastante spirito di casta e soffocante clericalismo anche da parte di "credenti per convenienza".

Scompare con Oscar Luigi Scalfaro un politico integerrimo, di famiglia calabrese, trasferitosi in Piemonte, che ha vissuto a Roma sino alla morte, in un modesto appartamento della periferia, essendo rimasto vedovo e in compagnia dell'unica figlia Marianna.

Scompare un testimone prezioso e un modello alternativo rispetto ad un Paese, che conosceva e conosce politici corrotti e resi ricchi dall'uso spregiudicato di potere e di conflitti di interesse, e che senza ritegno ostentano privilegi e dissoluti stili di vita.

Molti oggi, pur nel giorno della sua morte, criticano sin quasi all'insulto Oscar Luigi Scalfaro, a chiara  conferma della grandezza etica e politica del Presidente e a chiara conferma della gravità della crisi morale e politica dell'Italia di oggi, nella quale esiste e blatera una minoranza potente, infastidita da Oscar Luigi Scalfaro e dal suo esempio di sobrietà personale e di rispetto della legalità costituzionale.

 

Articolo del 29.1.2912, tratto dal sito

www.laretitudine.net

 

 
 
 

IL LAVORO A TEMPO INDETERMINATO ANNOIA?

Post n°204 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da ceparano.antimo
Foto di ceparano.antimo

Gentile sen pres. Monti,

 

Mi permetta (avrei voluto scrivere consenta ma avrei evocato specchi del passato prossimo ancora in grado di scuotere le coscienze provate dal malcostume ed attivarle verso un Mondo a dimensione più cristiana, ed è meglio che ciò non avvenga per i Molti che ci governano). Dicevo, dunque, che mi permetta di considerare la sua battuta sul lavoro a tempo indeterminato  inteso come un fatto noioso. Credo che Lei abbia come riferimento un mondo che per gli Italiani è irreale, semplicemente  non esiste. Un solo esempio e che non Le dovrei fare è per la concessione del classico mutuo bancario  per accedere alla comproprietà (perché di questo si tratta) di una casa almeno per trent’anni con una delle Banche di cui Lei è fedele osservatore e studioso attento. Pensarci è sicura pazzia. Nel caso di affittare un appartamentino ( quindi negando la possibilità di accedere, pur se nel tempo ad una casa dove investire una vita di lavoro)  la questione si pone lo stesso: pochissimi fitterebbero le loro case a meridionali, neri, precari o comunque a persone non rigidamente inquadrate nella scala sociale.  Pensi poi! chi guadagna circa  mille euro al mese con un lavoro a tempo indeterminato se ha il tempo di annoiarsi! con tasse (lei ha fatto in modo da farci annoiare molto di meno magari facendoci trovare il tempo di bestemmiare per dare a Lei il modo la domenica di pregare per tutti noi) dicevo con le tasse, le bollette, il cibo, il costo della casa, i figli, il costo della scuola, le medicine, il condominio, le spese non previste, equi italia…Le basta? E questo quando si è fortunati…se si è sfortunati allora due sono le soluzioni: o suicidarsi o suicidarsi . Le persone come Lei non hanno di questi problemi…riescono a non sorridere nonostante siano ricche mentre a noi fanno crepare dal ridere…

Gentile senatore, io non conosco in quale mondo Lei vive ( ne ci tengo a conoscerlo) ma la invito a venire a casa mia, dove la ospiterò, gratis, per il tempo in cui lei potrà rendersi conto di come viva un ‘ ex famiglia che fino a qualche tempo fa viveva in modo molto dignitoso. La porterò a fare un giro per Napoli e dintorni, magari a casa di qualche persona a cui nonostante i nostri disagi offriamo l’aiuto che possiamo permetterci. Forse proverebbe vergogna e penserebbe di più prima di dire cose inesatte. Un’ultima cosa: cosa c’entra l’art. 18 con l’economia? Spero non voglia intendere quello che da pessimo e cattivo soggetto  io penso: che più ricattabilità significhi più instabilità e più instabilità va a braccetto con più ricchezza per chi sfrutta i poveri cristi

 Forse ho detto sciocchezze: non me ne voglia. Da un cristiano come Lei  Gesù dovrebbe prendere lezioni di vita e forse piangere come ha fatto la Signora Ministro.

  Suo.

 Antimo Ceparano

 
 
 

SCAMPIA RIFLETTE: CRISTIANI IN CAMPO

Post n°203 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da ceparano.antimo
Foto di ceparano.antimo

Dopo la riflessione scaturita dalla
“LETTERA APERTA ALLE COMUNITA’ CRISTIANE”

il gruppo di cristiani di Scampia, promotori di quel documento, continua a chiedersi quale debba essere il proprio ruolo in questo momento di notevole difficoltà economica, sociale e   valoriale.

 

Con questo spirito vorrebbe allargare la riflessione ad un numero maggiore di persone coinvolgendo figure che possano aiutare l’analisi e la ricerca di nuove proposte.
In quest’ottica si è pensato di indire per il giorno


7 febbraio alle ore 17:30
presso la
Scuola Statale Virgilio IV
Via Labriola Lotto 10/H
un convegno dal titolo:
CRISI: OPPORTUNITA’ O FALLIMENTO

La crisi che investe ancora oggi l’occidente sarebbe potuta diventare l’opportunità di ripensare un sistema economico, finanziario e sociale ormai alla frutta.

Invece, al contrario, sta diventando motivo di cancellazione di quei diritti storici, che hanno dato dignità al lavoro, allo stato sociale e alle persone.

Come cristiani, alla luce del messaggio di giustizia, eguaglianza e attenzione agli ultimi della Scrittura, davanti all’evidenza del fallimento di tale modello e all’urgenza di porre un qualche rimedio, ci chiediamo in quale prospettiva collocarci, quali strade decidere di percorrere, che alternative proporre.

Ci interroghiamo inoltre sulle posizioni che la nostra madre Chiesa prende su tali problemi.


partecipa
il prof. RENATO BRIGANTI

Docente di “Istituzioni di Diritto Pubblico” alla facoltà di Economia (Federico II di Napoli), tra i partecipanti ai Comitati sull’acqua e sui rifiuti, coordinatore dell’Associazione “Mani Tese Campania”giovane maestro di tanti futuri volontari e cooperanti allo sviluppo.

 

Saranno inoltre invitati a partecipare rappresentanti di alcune realtà produttive esempio di una economia diversa da quella propinata dai grandi apparati economico-finanziari.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Quei cristiani di cui sopra…

 
 
 

Morto Oscar Luigi Scalfaro di Antimo Ceparano

Post n°202 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da ceparano.antimo
Foto di ceparano.antimo

E' morto un Presidente! Poco tempo fa ne morì un altro: Cossiga. I Mass-media reagirono diversamente. Per Scalfaro si fa poco rumore. Per Cossiga se ne fece tanto,  Scalfaro, cattolico ed aperto ai Valori di chi era spiritualmente nella Storia (vedi Gramsci) non è certo il grande architetto di tali e tali strategie che ad enumerarle ci si perde il conto. Cossiga consigliava di trattare duramente  gli studenti che manifestavano in piazza. Scalfaro ha dialogato con gli studenti. Cossiga lascia terribili ombre sul proprio operato . Scalfaro è il Presidente che ha reagito alle stragi della Mafia e ha aiutato l'Italia ad uscire da Tangentopoli. Cossiga...lasciamo il giudizio a Dio. Per Scalfaro oggi io piango un grande Presidente e un grande Italiano .

Dall'alto dei cieli Presidente Scalfaro preghi per noi! Da questa Terra grido: Onore agli uomini come Lei!

 
 
 
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