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Creato da nahan il 17/12/2008
Gonna find my way to heaven, `cause I did my time in hell... (Keith Richards)
 

 

Affabili conversazioni

Post n°93 pubblicato il 25 Maggio 2012 da nahan
 

Interno bar

 

Donna: Sembri un tipo cauto…

Red: Diciamo che  non amo molto rischiare.

 

Blue guarda nel bicchiere

Green si sforza di impassibile e fissa i riflessi delle bottiglie

Purple di schiena sorride

 

La casa è di proprietà della moglie, ha una storia da due anni con la sua esasperata commercialista e il telefonino con il quinto messaggio della giornata di una avvocatessa “conosciuta” da una settimana…

 

 
 
 

Arsure salentine

Post n°92 pubblicato il 20 Maggio 2012 da nahan
 

 

 

Avvolti solo dall’illanguido troppo caldo meridiano

Daisy e Green immobili nell’afoso di lenzuola umide

Un crogiolo torpore di assopimento del pisolo agostiano

 

Daisy è gamba piegata nel supino di un aperto osceno al  refrigerio

Green la testa sulla coscia interna

 

 

Green  socchiude pesante lo sguardo ad un silenzioso richiamo

Davanti a suoi occhi giganteggia la porta dei suoi paradisi

Green alita pacato

Green osserva il suo assetato respiro carezzare quel chiuso di pozzo

Tenue, è vento caldo che non asciuga

Green veicola l’alito soffio: che sia chiave che spalanca

Green è teso al respiro di quieto

 

Dal serrato una stilla

 

Green esulta immobile

Green governa il lieve soffio alla costante intensità

e respira calmo

 

Daisy ansima nel sogno di calura

Green respira calmo

 

Daisy è voluttà che si confonde nella canicola

Green respira calmo

 

Mille infinite stille si uniscono a patina su uno schiudersi a valva

Green nella tensione del traguardo respira calmo

 

Il pozzo è  aperto: Daisy è carne e viale 

Green respira calmo

 

Daisy è rantolo di bisogno

Green respira calmo

 

La mano di Daisy alla nuca di Green

nel sogno del supplizio attira rabbiosa Green

Daisy è ansito di infine alla incalzante cascata dell’appagamento

 

Green ora bacio di carne che sfama negli aromi triviali

 

beve vittorioso.

 

 

 
 
 

Desideri

Post n°91 pubblicato il 17 Maggio 2012 da nahan
 
Tag: poesie

 

Riarse dalle interminabili nostalgiche

urla di anime

un tempo amiche

 

un sole di terracotta vela accecando

le distanti rive assetate

di questo mare intimo

primitivo e spietato

 

e che testarda

seguendo antichi istinti di razza

per rifare il nido saccheggiato

solo la rondine sa attraversare garrendo

 

e ancora si odono echi di umanità.

 

 
 
 

Appetiti

Post n°90 pubblicato il 11 Maggio 2012 da nahan
 

 

A deliziarmi ai piedi del letto ogni prima di, obbligherei una donna che sa cantare.

Pena una mia temeraria forzata impotenza.
Il  troppo pieno di musica e di grossolane perversioni sregolate al consumo ha sbriciolato le compagne dotate d'intonato dell’allora. Adesso maturo d’età, ho meno musica fast food ma esigenze, lasciatemelo dire, di sopraffino.

Bon, questo è sogno da isola deserta, ammetto.
In effetti solo in contesti simili sarebbe  possibile applicare lo sconsiderato ricatto ed avere chance d’esito positivo.

Ma guarda te cosa vado a pensare…

 

 
 
 

La radura del bel sentire

Post n°89 pubblicato il 09 Maggio 2012 da nahan
 

È un posto dove aleggiano voci amiche.

Dai, su,  non ridetemi di derive mistiche. Una piccola valle, stranamente impervia per queste colline dolci, scavata da un ruscello da anguille che, incline ai rigonfiamenti primaverili, smotta gli argini e obbliga al ciclico sudore del sistemare: ma ne vale la pena. Tra il ripido ed il rivolo il sentiero sfocia all’ansa che decide una piccola radura rigorosa ai filari di noci selvatici piantati ad allevamento: la luce filtra di soffuso tra le ombre del verde.

Al vagare qui, suoni di affettuose citazioni riposte nei meandri dei ricordi, attirati dalla prodigiosa tonalità, avvolgono i pensieri dei propri affanni rinnovando il rincuoro e spesso consigliando alla soluzione.

Declina pure al moderno questa magia deliziandoci del suono di concreti accenti cari all’invito di illogici cellulari: e, meraviglia, ribadisce un’antica intimità persino un nuovo sentire.

 

Ed è frescura che nutre di sereno il ripartire al giorno.

 

 

 

 
 
 

Gli occhi della campagna

Post n°88 pubblicato il 06 Maggio 2012 da nahan
 
Tag: poesie

Nel verde ferito che lacrima bellezza ancora
è il braccio delle chine volontà il riparo
e il sudore della sapienza alla cura
e il sorriso al riposo nell'ombra del leccio

ed il vederti lontano nella lunga gonna al vento
giungere al passo sbarazzino delle braccia dietro la schiena

ma se non porgerai quando mostrerai le mani
il cesto del vino e del ristoro
non ti potrò mai amare
perchè ti vedrò quadro e non pittrice
di questo bucolico adorare

 
 
 

Telegramma

Post n°87 pubblicato il 03 Maggio 2012 da nahan
 

 

Giacca attraversa la sala da pranzo

impercettibile una forchetta rallenta il percorso verso la bocca

Collana in abito da sera

Un corridoio elegante

la porta del bagno
specchi e petali

e un unico vedere

 

Il desiderio si fa lingua

Darsi e ricevere

 

Collana  nell'apprensivo dell'uscita
Giacca solido al sicuro risolvere

Ai tavoli

Collana sorride di ritorno a Cravatta
poco più in là ma  lontanissimo Giacca a Orecchini

Meschini.

 

Si, per gli altri

 

Mancia al cameriere

 

 
 
 

Lay down

Post n°86 pubblicato il 29 Aprile 2012 da nahan
 

 

Due birre, non prime e nemmeno a chiusura.

 

Niente del suo comportamento faceva intendere altro dal solito

ma c'è gente che si conosce troppo

da sempre

 

(Green) Jenny?

(Red) Non ne vuol più sapere...

La musica li riavvolge affratellati  

 

Red pensa forte

 

Jenny, in un'altra vita ormai, tra le braccia dell'altro scaccia di maledetto quella visita

Red sorride

 

Green lo interroga di sguardo

(Red) Donne...

e ridono scuotendosi  il pensiero

 

La sanno lunga nel loro concreto non cercare altro giudizio!

 

Musica!

 
 
 

L’insegnante di musica

Post n°85 pubblicato il 28 Aprile 2012 da nahan
 

 

La vita lo aveva accolto cieco ma compensato di orecchio (che orecchio!) e palato (e che palato!) al discernere nettari sopraffini e quindi approfittarne… e il nostro entusiasmo.
Educatore d’aula e, ringrazierò mai abbastanza il cielo?, anche fuori, a noi scapestrati al via, linfatici di crescita, incauti imitatori di certe musiche orbate di spartiti: erano i tempi del rock'n roll, degli Stones, delle ragazze, delle appassionate sbornie continue e… sorry al divago, un sentito fuori tema di sconosciute astinenze.
Quindi, dicevo, davanti a certi bicchieri notturni di osterie e musica un tono di indottrinamento che ci sfuggiva “Sapete di cosa hanno bisogno le donne?” sfrenò il gestaccio e lo scurrile che sfogammo fino al “Di sicurezza!” soggiogati perplessi all’attenzione.
“Date loro certezze e vi seguiranno dappertutto!”

 Il genere femminile prescinde ogni logica. Magnifiche respirano un tempo esclusivo dettato dalle lune delle maree ma si dispongono al tormento del dipendere. Regine del coraggio del far nascere eppure succubi nella vergogna della lussuria. Padrone di un micidiale inarrivabile intuito che pure non le libera da ciclici scoramenti. Si inabissano, arabe fenici, in inferni dove, perplessi al nostro sapere, aspettano nella non detta ma sicura rinascita. È delle donne appunto quest’ultima prodezza mentre noi, maschietti, da certi inferni senza la loro carezzevole mano guida non potremmo mai uscirne.

Il migliore di noi è e resterà sempre uno sprovveduto maldestro che va preso per mano. Si, bambini ci seguono governanti… 
E come ebbe modo di dirmi sorridendo di simpatica perfidia, una certa buona penna da blog “…e questo è il vero paradiso di noi donne!”

E a ben guardare è questo il vero inferno degli uomini dove appunto accompagnati ci si arrostisce molto volentieri.

 

 
 
 

Nei tempi del

Post n°84 pubblicato il 26 Aprile 2012 da nahan
 
Tag: poesie

 

Immolati nell’onnipotenza

ingannati ed ebbri nell'impulsivo del fiorire

potenti di irragionevole

abbiamo percorso le vie degli Amori

 

…ormai chiuse al ritorno

 

e sdegnando il ricordo

alla mesta allegria dei saltimbanchi

opulenti di prudenze

vigiliamo dalle dighe degli Alteri

 

Eppure abbiamo amato!

 

E il mai più sarà quindi

nè draghi e sacrifici

ma solo incontri prodigiosi

nell'ardire risoluti

 

sulla via dei Migliori!

 
 
 

Senza titolo...

Post n°83 pubblicato il 20 Aprile 2012 da nahan
 

 

Devi piangere implorando prima che arrivi il momento quindi stai tranquilla…

Rispondeva così alle ansie dolorosissime di una giovane donna che sarebbe diventata di li a pochi minuti mia madre, una sorella, dall’alto della sua esperienza vissuta pochi mesi prima. Le mie allegrissime vigorose bestemmie al propormi alla vita filtrarono dal quel gemito penoso il naturale condensato di felicità e accolsero, ancora sulle scale, una stupita quanto trafelata levatrice. (Fidatevi, io c’ero!)
Circa vent’anni dopo, per non disattendere certi corsi e ricorsi, mia cugina, figlia della sorella citata, al confidare di certi miei fastidi inguinali imputabili di sospetto ad appendicite, di cui lei tra l’altro se ne era privata (appunto) pochi mesi prima, pensò bene di usare la stessa frase. Fu così che mi avviai spensieratamente rasserenato verso un’operazione d’urgenza per scongiurare la peritonite imminente che ad onor del vero avevo pure sollecitato tuffandomi in serate bagorde per nulla impedite da quel leggero zoppìo.

Quindi il trovarmi a camminare sui ginocchi prima che mi sfiori il forse c’è qualcosa che non va, è frequenza di circostanza del mio vivere. Una alta soglia del dolore che con dubitabile senso di giustizia traslo con devozione anche all’emotivo, consentendo un sopportare con disinvolta noncuranza, e che di fatto frena anche solo come ipotesi, l’interrompere quello che, con il dovuto maturo equilibrio, si dovrebbe troncare prima.

Sono sempre stato un uomo da battaglia, con l’istinto ostinato del far sempre fronte e il mio mai considerare il ritirarsi una risorsa a strategia, decreta, come del resto mi fotografa questo stare nel disastro, il mio mai sarò un bravo comandante.

Citando, amaro, un Brando improbabile siciliano ma inarrivabile padrino: un uomo ha il dovere di essere prudente

Ed eccomi quindi ora inabile al cercar d'essere capito. E non mi è nemmeno dovuta a viatico, anche se pur certo invisa, la noiosa, reputata consolatoria frase sullo sfortunato destino  perché la vergogna feroce dell’hai voluto tu, che rimbomba quotidianamente nell'anima mi inchioda giudice a condanna e mi chiude al raccontare per cercar conforto.
Mi è chiaro pure che questo inseguire improbabili rinascite non si avvarrà mai del sussidio esperto di alcuna solerte “levatrice”.

 

 Ma tant'è...

 

 

 
 
 

Through you..

Post n°81 pubblicato il 13 Aprile 2012 da nahan
 




Il letto è appena stato alcova

Blue su un fianco nell’abbandono senza pensieri

 

Rose si accosta e lecca  nell’incavo della nuca

Blue si piega: che lo scrivere di quella lingua abbia più foglio

Blue sorride di ghigno leggendo del giogo gogna della lussuria femminile

Blue sapeva di averle sfioraro l'anima

e all'affondo deciso riempito lo spavento di dolcezza

 

La mano sulla spalla di Blue

Rose lo chiama ancora a sé

Cavalcami

Blue si regala il tono di un nuovo desiderio al quel richiamo silenzioso

Il volto di Rose è smorfia di piacere

Blue è torre e leone

Rose crea il vortice

Blue s’appresta all’incontro

Rose è lucida ora nel tornado

Blue si sente in trappola

Blue brama il delicato l'istinto è frenesia e coltello

Rose incita e para i colpi

Rose è spirale Blue la raggiunge

Il centro del turbine

 

Blue si vede attimo nel vero volto di Rose

e la falsa paura che domina il dominatore

 Non cerbiatto ma cagna pantera non leone ma scimmia e cane

 

Blue cade ma non sente sconfitta

Rose chiude le braccia sulla schiena di Blue

Blue nel racchiuso dell'abbraccio ha la conferma di un sollievo:

nessun frammento di questa meraviglia andrà perduto!

 

Rose…

con Blue tra le sue braccia cancello

Rose è rossore d'ansia nella preghiera ad occhi chiusi:

che nessun frammento di questa meraviglia d’uomo

vada perduto.

 

 

 

 
 
 

Cara la mia scontata Belen...

Post n°80 pubblicato il 04 Aprile 2012 da nahan
 

Girava da tempo voce che Pianesi aveva una foto della…

Ed il giorno venne: nell’intervallo delle lezioni eravamo tutti negli spogliatoi.
Pianesi circondato da una ventina di occhi trepidanti, tronfio di tanta attenzione, con fare cerimonioso tolse dal diario un ritaglino quadrato circa mezzo centimetro per lato che fece girare.
Non pretendo che abbiate conoscenze dirette di un giornale porno anni 70 ma di certo potrete immaginare una qualsiasi pubblicazione del periodo mal stampata ed in bianco e nero.
Pianesi che non era una cima, alla paura di essere scoperto con materiali compromettenti,  per occultare meglio pensò bene di sottrarre dal contesto solo l’oggetto d’interesse con il risultato di mostrare  un piccolissimo ritaglio macchiato di scuro sfumato da grigi che in sostanza non identificava un  bel nulla.
Nessuno ovviamente osava dire quello che pensava, anzi, si sentivano vari ooh, urca... da saputelli eccitati ma che di fatto non mascheravano la delusione e lo sconcerto.
Pici, svelto in campo quanto di cervello, mi dà di gomito: andiamo a far due tiri, valà! Lo seguo producendo un immediato quanto salvifico effetto catena. Pianesi spunta per ultimo dagli spogliatoi. Una allegrissima scurrile frase in dialetto che allude a certe velocità di esecuzione anticipa il suo mogio rassegnato di figuraccia: io con chi sto? vai con loro che sono uno di meno!

Un sublime sapere inconscio di dodicenni  ci indirizzava proteggendoci ancora nel tempo del gioco assicurando al futuro l'incontro con sta benedetta farfallina: l’avremmo poi vista di certo e pure goduto dei guai che a conti fatti ha la tendenza a portare con sè porgendoli a “regalo”.

 
 
 

Invisibili alfabeti

Post n°79 pubblicato il 02 Aprile 2012 da nahan
 

 

Sono accanto al camino di una domenica sorpresa da un freddo inatteso quanto, a me,  gradito.
Al suono di una caduta, “Sei tu?” chiede la mia mente mentre un lampo gradevole di delicato la nasconde a questo presente.
“Si!” risponde cadendo un legnetto da tempo immobile in attesa che lo si usasse per un’altra temporeggiata faccenda…
Non li ho visti cadere, e ovvio mi incolpo di goffaggine anche se, indifferente,  non ho coscienza né di urti né di gesti difettosi.

 …

Se è pur vero che di ogni cosa esiste il contraltare non fatico a pensare, ben lontano da improbabili esoterici pensieri, che anche i nostri prosaici cinque sensi  abbiano fratelli eterei di cui abbiamo via via perso dimestichezza all’uso.
Un assoporare dell’anima, un leggere tra le righe, l’ascoltare senza suoni che ci accarezza inodore di  profumo quando… qualcuno ci viene a trovare.
Si, oso pensare, il sincrono incontro di due pensieri crea il rinnovarsi di questa magia, un antichissimo linguaggio che non usiamo più, anchilosati da troppa concretezza dipinta di vitale che altro non è che timore e vincolo…

 

Vabbè, va bene, lo so… al solito… sproloquio.

 

 
 
 

Un sorriso che non ha né più un volto né più un’età...

Post n°78 pubblicato il 31 Marzo 2012 da nahan
 
Tag: poesie

 

 

Il viso è luce di un fuoco sgomento

nel non amore del farsi ritrarre

 

ribadiamo memori di intuizioni native

ad uno scellerato furto d’anima

 

e si diventa tramonto che sorveglia una spiaggia

nelle prospettive sconvolte dal castigo del capire

 

 

Ed ecco il riparo nel disincanto

e il testardo silenzio del mai più

 

che altro non sono

che faro richiamo all’ardire

 

di chi saprà cercarci

 

 

 
 
 
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Tutte le immagini sul mio blog sono state prese da blog o siti appositi di grafica dove c’è il permesso di copiare mantenendo la firma o chieste ai rispettivi proprietari. Se per caso le immagini qui presenti non fossero state richieste alla al giusto titolare/creatore, mi scuso ed in tal caso su richiesta le eliminerò, dopo una prova di autenticità del materiale in questione

 

En las orillas del duero


La lotta che si combatte nell’animo umano e che sfugge talvolta alla realtà è ben espressa nell’immagine del visionario “artefice di spettri”

Pensava d’essere ozioso
nelle sue prigioni anguste
e mai ha potuto esserlo
colui che, fermo sulla breccia,
in lotta disperata
contro se stesso combatte.

Pensavano che fosse solo,
e mai lo fu
l’artefice di spettri
che vede sempre nella realtà
il falso, e nelle sue visioni
l’immagine della verità.

Pablo Neruda

 

AD ALCUNI PIACE LA POESIA

Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.


Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.


La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.

Wislawa Szymborska