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Creato da nahan il 17/12/2008
Gonna find my way to heaven, `cause I did my time in hell... (Keith Richards)
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Interno bar Donna: Sembri un tipo cauto… Red: Diciamo che non amo molto rischiare. Blue guarda nel bicchiere Green si sforza di impassibile e fissa i riflessi delle bottiglie Purple di schiena sorride La casa è di proprietà della moglie, ha una storia da due anni con la sua esasperata commercialista e il telefonino con il quinto messaggio della giornata di una avvocatessa “conosciuta” da una settimana…
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Avvolti solo dall’illanguido troppo caldo meridiano Daisy e Green immobili nell’afoso di lenzuola umide Un crogiolo torpore di assopimento del pisolo agostiano
Daisy è gamba piegata nel supino di un aperto osceno al refrigerio Green la testa sulla coscia interna
Green socchiude pesante lo sguardo ad un silenzioso richiamo Davanti a suoi occhi giganteggia la porta dei suoi paradisi Green alita pacato Green osserva il suo assetato respiro carezzare quel chiuso di pozzo Tenue, è vento caldo che non asciuga Green veicola l’alito soffio: che sia chiave che spalanca Green è teso al respiro di quieto
Dal serrato una stilla
Green esulta immobile Green governa il lieve soffio alla costante intensità e respira calmo
Daisy ansima nel sogno di calura Green respira calmo
Daisy è voluttà che si confonde nella canicola Green respira calmo
Mille infinite stille si uniscono a patina su uno schiudersi a valva Green nella tensione del traguardo respira calmo
Il pozzo è aperto: Daisy è carne e viale Green respira calmo
Daisy è rantolo di bisogno Green respira calmo
La mano di Daisy alla nuca di Green nel sogno del supplizio attira rabbiosa Green Daisy è ansito di infine alla incalzante cascata dell’appagamento
Green ora bacio di carne che sfama negli aromi triviali
beve vittorioso.
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Riarse dalle interminabili nostalgiche urla di anime un tempo amiche
un sole di terracotta vela accecando le distanti rive assetate di questo mare intimo primitivo e spietato
e che testarda seguendo antichi istinti di razza per rifare il nido saccheggiato solo la rondine sa attraversare garrendo
e ancora si odono echi di umanità.
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A deliziarmi ai piedi del letto ogni prima di, obbligherei una donna che sa cantare. Pena una mia temeraria forzata impotenza. Bon, questo è sogno da isola deserta, ammetto. Ma guarda te cosa vado a pensare…
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È un posto dove aleggiano voci amiche. Dai, su, non ridetemi di derive mistiche. Una piccola valle, stranamente impervia per queste colline dolci, scavata da un ruscello da anguille che, incline ai rigonfiamenti primaverili, smotta gli argini e obbliga al ciclico sudore del sistemare: ma ne vale la pena. Tra il ripido ed il rivolo il sentiero sfocia all’ansa che decide una piccola radura rigorosa ai filari di noci selvatici piantati ad allevamento: la luce filtra di soffuso tra le ombre del verde. Al vagare qui, suoni di affettuose citazioni riposte nei meandri dei ricordi, attirati dalla prodigiosa tonalità, avvolgono i pensieri dei propri affanni rinnovando il rincuoro e spesso consigliando alla soluzione. Declina pure al moderno questa magia deliziandoci del suono di concreti accenti cari all’invito di illogici cellulari: e, meraviglia, ribadisce un’antica intimità persino un nuovo sentire.
Ed è frescura che nutre di sereno il ripartire al giorno.
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Nel verde ferito che lacrima bellezza ancora |
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Giacca attraversa la sala da pranzo impercettibile una forchetta rallenta il percorso verso la bocca Collana in abito da sera la porta del bagno e un unico vedere
Il desiderio si fa lingua Darsi e ricevere
Collana nell'apprensivo dell'uscita Ai tavoli Collana sorride di ritorno a Cravatta Meschini.
Si, per gli altri
Mancia al cameriere
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Due birre, non prime e nemmeno a chiusura.
Niente del suo comportamento faceva intendere altro dal solito ma c'è gente che si conosce troppo da sempre
(Green) Jenny? (Red) Non ne vuol più sapere... La musica li riavvolge affratellati
Red pensa forte
Jenny, in un'altra vita ormai, tra le braccia dell'altro scaccia di maledetto quella visita Red sorride
Green lo interroga di sguardo (Red) Donne... e ridono scuotendosi il pensiero
La sanno lunga nel loro concreto non cercare altro giudizio!
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La vita lo aveva accolto cieco ma compensato di orecchio (che orecchio!) e palato (e che palato!) al discernere nettari sopraffini e quindi approfittarne… e il nostro entusiasmo. Il genere femminile prescinde ogni logica. Magnifiche respirano un tempo esclusivo dettato dalle lune delle maree ma si dispongono al tormento del dipendere. Regine del coraggio del far nascere eppure succubi nella vergogna della lussuria. Padrone di un micidiale inarrivabile intuito che pure non le libera da ciclici scoramenti. Si inabissano, arabe fenici, in inferni dove, perplessi al nostro sapere, aspettano nella non detta ma sicura rinascita. È delle donne appunto quest’ultima prodezza mentre noi, maschietti, da certi inferni senza la loro carezzevole mano guida non potremmo mai uscirne. Il migliore di noi è e resterà sempre uno sprovveduto maldestro che va preso per mano. Si, bambini ci seguono governanti… E a ben guardare è questo il vero inferno degli uomini dove appunto accompagnati ci si arrostisce molto volentieri.
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Immolati nell’onnipotenza ingannati ed ebbri nell'impulsivo del fiorire potenti di irragionevole abbiamo percorso le vie degli Amori
…ormai chiuse al ritorno
e sdegnando il ricordo alla mesta allegria dei saltimbanchi opulenti di prudenze vigiliamo dalle dighe degli Alteri
Eppure abbiamo amato!
E il mai più sarà quindi nè draghi e sacrifici ma solo incontri prodigiosi nell'ardire risoluti
sulla via dei Migliori! |
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Devi piangere implorando prima che arrivi il momento quindi stai tranquilla… Rispondeva così alle ansie dolorosissime di una giovane donna che sarebbe diventata di li a pochi minuti mia madre, una sorella, dall’alto della sua esperienza vissuta pochi mesi prima. Le mie allegrissime vigorose bestemmie al propormi alla vita filtrarono dal quel gemito penoso il naturale condensato di felicità e accolsero, ancora sulle scale, una stupita quanto trafelata levatrice. (Fidatevi, io c’ero!) Quindi il trovarmi a camminare sui ginocchi prima che mi sfiori il forse c’è qualcosa che non va, è frequenza di circostanza del mio vivere. Una alta soglia del dolore che con dubitabile senso di giustizia traslo con devozione anche all’emotivo, consentendo un sopportare con disinvolta noncuranza, e che di fatto frena anche solo come ipotesi, l’interrompere quello che, con il dovuto maturo equilibrio, si dovrebbe troncare prima. Sono sempre stato un uomo da battaglia, con l’istinto ostinato del far sempre fronte e il mio mai considerare il ritirarsi una risorsa a strategia, decreta, come del resto mi fotografa questo stare nel disastro, il mio mai sarò un bravo comandante. Citando, amaro, un Brando improbabile siciliano ma inarrivabile padrino: un uomo ha il dovere di essere prudente Ed eccomi quindi ora inabile al cercar d'essere capito. E non mi è nemmeno dovuta a viatico, anche se pur certo invisa, la noiosa, reputata consolatoria frase sullo sfortunato destino perché la vergogna feroce dell’hai voluto tu, che rimbomba quotidianamente nell'anima mi inchioda giudice a condanna e mi chiude al raccontare per cercar conforto.
Ma tant'è...
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Il letto è appena stato alcova Blue su un fianco nell’abbandono senza pensieri
Rose si accosta e lecca nell’incavo della nuca Blue si piega: che lo scrivere di quella lingua abbia più foglio Blue sorride di ghigno leggendo del giogo gogna della lussuria femminile Blue sapeva di averle sfioraro l'anima e all'affondo deciso riempito lo spavento di dolcezza
La mano sulla spalla di Blue Rose lo chiama ancora a sé Cavalcami Blue si regala il tono di un nuovo desiderio al quel richiamo silenzioso Il volto di Rose è smorfia di piacere Blue è torre e leone Rose crea il vortice Blue s’appresta all’incontro Rose è lucida ora nel tornado Blue si sente in trappola Blue brama il delicato l'istinto è frenesia e coltello Rose incita e para i colpi Rose è spirale Blue la raggiunge Il centro del turbine
Blue si vede attimo nel vero volto di Rose e la falsa paura che domina il dominatore Non cerbiatto ma cagna pantera non leone ma scimmia e cane
Blue cade ma non sente sconfitta Rose chiude le braccia sulla schiena di Blue Blue nel racchiuso dell'abbraccio ha la conferma di un sollievo: nessun frammento di questa meraviglia andrà perduto!
Rose… con Blue tra le sue braccia cancello Rose è rossore d'ansia nella preghiera ad occhi chiusi: che nessun frammento di questa meraviglia d’uomo vada perduto.
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Girava da tempo voce che Pianesi aveva una foto della… Ed il giorno venne: nell’intervallo delle lezioni eravamo tutti negli spogliatoi. Un sublime sapere inconscio di dodicenni ci indirizzava proteggendoci ancora nel tempo del gioco assicurando al futuro l'incontro con sta benedetta farfallina: l’avremmo poi vista di certo e pure goduto dei guai che a conti fatti ha la tendenza a portare con sè porgendoli a “regalo”. |
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Sono accanto al camino di una domenica sorpresa da un freddo inatteso quanto, a me, gradito. … Se è pur vero che di ogni cosa esiste il contraltare non fatico a pensare, ben lontano da improbabili esoterici pensieri, che anche i nostri prosaici cinque sensi abbiano fratelli eterei di cui abbiamo via via perso dimestichezza all’uso.
Vabbè, va bene, lo so… al solito… sproloquio.
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Il viso è luce di un fuoco sgomento nel non amore del farsi ritrarre
ribadiamo memori di intuizioni native ad uno scellerato furto d’anima
e si diventa tramonto che sorveglia una spiaggia nelle prospettive sconvolte dal castigo del capire
Ed ecco il riparo nel disincanto e il testardo silenzio del mai più
che altro non sono che faro richiamo all’ardire
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En las orillas del duero
La lotta che si combatte nell’animo umano e che sfugge talvolta alla realtà è ben espressa nell’immagine del visionario “artefice di spettri”
Pensava d’essere ozioso
nelle sue prigioni anguste
e mai ha potuto esserlo
colui che, fermo sulla breccia,
in lotta disperata
contro se stesso combatte.
Pensavano che fosse solo,
e mai lo fu
l’artefice di spettri
che vede sempre nella realtà
il falso, e nelle sue visioni
l’immagine della verità.
Pablo Neruda
AD ALCUNI PIACE LA POESIA
Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.
Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.
La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.
Wislawa Szymborska
Inviato da: bisou_fatal
il 24/05/2012 alle 19:43
Inviato da: alelex
il 18/05/2012 alle 21:14
Inviato da: daunfiore
il 18/05/2012 alle 18:41
Inviato da: m.a.r.y.s.e
il 12/05/2012 alle 09:35
Inviato da: gre_tel
il 11/05/2012 alle 13:16