Community
 
stanzaNapol...
Video
Sito
   
Creato da stanzaNapolieNapoli il 19/10/2005

Tribù Napoli

BLOG UFFICIALE DELLA STANZA NAPOLI E NAPOLI

AREA PERSONALE

 
 

AAA CERCASI

Salve ragazzi,  questo Blog è sempre alla ricerca di redattori, collaboratori, cronisti, disegnatori, appassionati, curiosi ... insomma di chiunque si voglia cimentare nell'arricchire - ancor di più - le pagine del blog della stanza Napoli e Napoli (chat verde).

I temi sono i più svariati, riservando a quelli di Napoli una corsia preferenziale. Come fare? Semplicissimo, basta scrivere un articolo, una vignetta, un racconto corredarlo di una foto e postarlo su queste pagine.

Per renderlo ancor più visibile potreste segnalarlo ai vostri amici in modo da sollecitarne i commenti. Vi aspetto numerosi.

 

FACEBOOK

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

simona_77rmpadme_amidala15zeta680archialelongara_1950geogaslevati.nicolamarco.aliaslosciccosgennybenAlatariel2012nikpuntoapg.antonaccimacri2018sebastianoaviolinkssapore65
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

IL TEMPO CHE PASSI CON NOI

romiklonefata

Min: :Sec

 

NAPOLI - MERGELLINA (ANCORA)

 
 
 
 

NAPOLI – FINESTRELLA A MARECHIARO

 

NAPOLI – STADIO SANPAOLO

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

immagine

 
Citazioni nei Blog Amici: 40
 

NON ABBANDONARMI

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

MARECHIARO

immagine
 

CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi e commenti in questo Blog.
 

DL

 

OROLOGIO


I made this widget at MyFlashFetish.com.

 

IN GIRO PER IL MONDO

 

PIETRO RESTERAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI

Post n°1138 pubblicato il 29 Giugno 2011 da stanzaNapolieNapoli
 
Foto di stanzaNapolieNapoli

Un anno dopo. Un anno dopo quel maledetto giorno dove una manovra azzardata, in un lancio con il paracadute, lancia Pietro Taricone, a soli ottanta metri dal suolo, ad una velocità elevatissima. Poi lo schianto al suolo.

 Pietro Taricone è morto esattamente un anno fa, il 29 giugno 2010, e aveva solo 35 anni.

Le cause: arresto cardiaco, delle fratture multiple riportate e di una emoraggia interna, subita a seguito dello schianto nei pressi dell'aviosuperficie Alvalo Leonardi di Terni. Le condizioni sembrarono subito disperate all'equipe dell'ospedale Santa Maria di Terni e non bastò un intervento di oltre nove ore. Pietro Taricone morì alle 2:30 del 29 giugno.

Adesso le sue ceneri sono deposte nella tomba di famiglia a Trasacco. Durante il lancio fatale erano presenti anche la moglie Kasia Smutniak e l'amico di sempre, anche sul set, Rolando Ravello.

Pietro era semplicemente 'o Guerriero per il mondo della televisione, per chi segue tutti i programmi televisivi, tutte le fiction.

Con un sorriso da guascone, un fisico davvero niente male e degli occhi da birbante, belli da restare incantati.

Per chi ci ha lavorato, per chi ha avuto modo di conoscerlo sul set ha scoperto un lato del Guerriero sicuramente sorprendente. 

Vivace e mai musone anche sul lavoro ma pieno di rispetto nei confronti di tutti, dall'ultimo manovale del set al primo attore. E quando, truccatrici, o semplici addette alla pulizia, mamme nella vita, gli regalavano quadretti in uncinetto con il nome della figlioletta, ai tempi della prima edizione de La Nuova Squadra, Sophie, lui si commuoveva: "Adesso che lo vede Kasia fa pure peggio..." diceva tra i corridoi.

 Taricone lasciò una bambina che, oggi, ha sette anni, avuta da una relazione abbastanza altalenante con Kasia Smutniak, conosciuta sul set di Radio West.

Pietro, per gli amici semplicemente Piè, era un uomo che conosceva il sacrificio e la gavetta, nonostante abbia avuto la fortuna di salire su quel treno dei sogni che fu la prima edizione del Grande Fratello.

Poi decise di non immischiarsi con quello che diventò un carrozzone fatto di gossip e facili ospitate televisive. Decise di studiare recitazione, decise di fare "l'attore serio" come disse in un intervista.

Cominciò a lavorare nella serie televisiva Distretto di polizia 3, successivamente lo volle Gabriele Muccino per Ricordati di me.

Sul set di Radio West conobbe la Smutniak, era il 2003. Nell'anno seguente ancora in televisione per Don Gnocchi - l'angelo dei bimbi, poi Codice Rosso, Crimini e un altro film per il cinema, firmato da un grande regista Marco Risi: Maradona - La mano de D10S

Nel 2008 è Vito Sorrentino nella prima edizione de La Nuova Squadra. Il suo è un personaggio controverso, un poliziotto decisamente border line che appassiona tutti e che provoca anche qualche critica dalle stesse forze dell'ordine che sbottarono: "Non agiamo mica così, noi". Pietro Taricone era grande anche quando rilasciava una dichiarazione, sempre schietto e sincero. Quando lo intervistarono per chiedergli come mai avesse accettato il progetto de La Nuova Squadra, lui rispose senza troppo tergiversare: "Si, un bel progetto ma, alla fine, io devo pagare un mutuo. Perchè lavorare sennò?".  Il suo ultimo lavoro fu il coraggioso film indipendente, Feisbum, il film dedicato all'exploit del social network Facebook.

  

 Un uomo che non amava certa retorica da accademia, anche per questo era voluto bene. Ti ricorderemo per sempre, ciao Piè.

 
 
 

Sanremo 2011: il vincitore dei giovani talenti

Post n°1137 pubblicato il 21 Febbraio 2011 da stanzaNapolieNapoli
 
Foto di stanzaNapolieNapoli

Raphael Gualazzi, il pianista e cantante vincitore di Sanremo Giovani con il brano “Follia d’Amore”, sarà ospite di Veneto Jazz Winter venerdì 11 marzo (ore 21.15) al BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso. Il concerto, già in programma prima della partecipazione alla manifestazione canora, rappresenta un gradito ritorno nella programmazione di Veneto Jazz, che ospitò l’artista nel 2008 alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice nell’ambito di Venezia Jazz Festival.


Il pianista di Urbino (classe 1981) ha conquistato anche il premio della Critica “Mia Martini”, il Premio della sala stampa Radio e Tv e quello del Comune di Sanremo, oltre alla partecipazione all’Eurofestival, mettendo tutti d’accordo con un brano dalle atmosfere tipicamente swing, con testo e musica del giovane compositore, accompagnato nell’esibizione sanremese dal trombettista Fabrizio Bosso e prodotto da Caterina Caselli.

Costo biglietti: intero 18 euro, ridotto 15 euro.

Raphael Gualazzi, una ventata di novità sul palco di Sanremo Giovani, ha studiato pianoforte presso il Conservatorio Rossini di Pesaro, dove ha potuto conoscere gli  autori classici  e cimentarsi nel campo del jazz, blues e fusion. In particolare, questi stili musicali vengono attualizzati da Raphael Gualazzi con uno stile personalissimo dove la tradizione convive con le influenze più innovative di artisti eclettici come Jamiroquai e Ben Harper.
Dopo essere stato invitato ad esibirsi in Vermont e New Hampshir, nel settembre del 2009 Raphael Gualazzi incontra Caterina Caselli e firma con Sugar un contratto discografico.
Impostosi all'attenzione del grande pubblico grazie alla cover di ‘Don’t stop’, il celebre successo degli anni ’70 della storica band Fleetwood Mac, scelta come colonna sonora dello spot televisivo di Eni, nell’'estate 2010 Raphael Gualazzi si esibisce all’Heineken Jammin Festival, al prestigioso Pistoia Blues Festival e al Giffoni Film Festival per poi debuttare in settembre al Blue Note Milano dove presenta il suo primo omonimo ep digitale.
Raphael Gualazzi vince Sanremo Giovani 2011 con  “Follia d’amore”, un brano tra swing, jazz e rhithm'n'blues che vede Fabrizio Bosso alla tromba e Vince Mendoza agli archi, scritto prodotto e arrangiato da lui stesso e contenuto nel suo nuovo album in uscita nel 2011.


 
 
 

Buon San Valentino a tutti ....

Post n°1136 pubblicato il 14 Febbraio 2011 da stanzaNapolieNapoli

 
 
 

GIANNI SIMIOLI è su RADIO MARTE Il ritorno "on-air" di uno dei personaggi più popolari ed amati

Post n°1135 pubblicato il 03 Novembre 2010 da romidgl
 
Tag: Radio
Foto di stanzaNapolieNapoli

E' tornato al suo primo amore, la radio, rientrando dalla porta principale: Gianni Simioli è in onda su Radio Marte ogni mattina con "La Radiazza" dalle 10.00 alle 12.30 in coppia con Max Giannini.

La conferma alle voci circolate nei mesi scorsi, si è avuta solo riascoltando la sua voce, già ben nota all'etere campano e nazionale, parlare di gossip, scoop, trovate di rottura e provocazioni, nel cuore della mattinata marziana. Incontenibile l'entusiasmo intorno a questo nuovo arrivo, sia tra i colleghi, alcuni dei quali ritrovano al proprio fianco Simioli dopo molti anni (Rosanna Iannacone, Gigio Rosa, Fabio Brescia, Gianluca Carbone, per fare qualche nome), che sui social network (Facebook in primis) dove gli account personali e le fan page di Gianni sono state prese letteralmente d'assalto.

Ma più di tutti, è lo stesso Simioli a non riuscire a celare la sua grande soddisfazione per questa nuova avventura: "Finalmente torno a respirare la radio di un tempo: entusiasmo, eccitazione, voglia di fare e di sorprendere gli ascoltatori, in una squadra splendida di professionisti e grandi competenti. La creatività a Napoli non è mai morta, soprattutto nelle radio, e credo che Radio Marte sia l'esempio più lampante".

Gianni Simioli, poliedrico personaggio, eclettico a trecentosessantagradi, dalla radio (ha lavorato per la più ascoltata emittente italiana, RTL 102.5) ai giornali per cui scrive, volto noto della tv nazionale e regionale ("Coloradio" su Tmc2, "Telegaribaldi", "Via Caracciolo 133", e molti altri), autore e produttore discografico (la sua compilation "Cafè do Friariell" ha superato le 10.000 copie vendute ed è già pronto il secondo volume), dj e blogger (il suo "Napospia" è ormai la fonte di "inciuci" e gossip più cliccata in Campania) e, dulcis in fundo, conduttore di grandi eventi (Piedigrotta, Premio Carosone, etc.).

"Sono in fibrillazione, sento vibrazioni nuove e al mattino non vedo l'ora di andare in onda. Max Giannini è il compagno ideale per il tipo di radio che piace a me. Ma quello che più mi rende felice è il constatare l'ottima forma del mezzo radiofonico che, ancora una volta, batte inesorabilmente la tv, 'sorella maggiore e ricca', che maggiore per davvero non lo è mai stata e ricca solo per pochi eletti.

Significherà qualcosa se oggi le reti tv inseguono le radio per ritrasmetterne le immagini degli studi in diretta?

Vorrà pur dire qualcosa se Fiorello preferisce la radio alla prima serata su Rai Uno?

La tv ha il suo pubblico, la radio lo ha tutto da sempre"

 
 
 

Ucciso dal figlio del boss imbianchino muore ad Aversa

Post n°1134 pubblicato il 15 Ottobre 2010 da romidgl
 
Tag: Cronaca

Durante una lite, Mario Borrata, figlio diciottenne del capoclan dei Casalesi, ha estratto il coltello colpendo l'uomo al collo. Da tempo insidiava la moglie della vittima


Doveva essere un chiarimento ma è finito in tragedia.

Un imbianchino, Pietro Capone, di 23 anni di Aversa (Caserta), sposato e padre di un bambino di due anni, è stato ucciso ieri sera a coltellate durante una lite per motivi di gelosia, in piazza Marconi, nel centro storico della cittadina, da Mario Borrata, soprannominato "Mario 'o romanò", figlio diciottenne di Vincenzo, esponente del clan camorristico dei Casalesi, da tempo in carcere.

Dopo il diverbio, il giovane ha colpito Capone al collo e in altre parte del corpo. E' stato arrestato, a Capua, alcune ore dopo il delitto, dagli agenti del commissariato di Aversa.

Secondo quanto accertato dalla polizia, Borrata molestava da tempo la moglie della vittima, nonostante i continui rifiuti della donna.

 
 
 

XVI° PREMIO DOMENICO REA: TRIONFA FABIO BRESCIA

Post n°1133 pubblicato il 11 Ottobre 2010 da romidgl


Con il romanzo "Tienimi per mano" (Luciano Editore), Fabio Brescia, attore, autore napoletano e conduttore di fortunate trasmissioni radiofoniche e televisive, vince il premio Domenico Rea 2010.

"La vita ti restituisce sempre quello che dai", si legge nella copertina del suo libro. La giuria popolare del premio Rea  gli ha dato il giusto riconoscimento, per un libro che rivela un amore fraterno indissolubile, sullo sfondo della tematica attuale che chiede alla società se sia giusto che un gay possa crescere un bambino.

Il romanzo fa assorbire forti emozioni al lettore, che si ritroverà alla fine con una serie di domande a cui rispondere. Anche in questo caso l’'autore non propone soluzioni ma solo temi di confronto. Lo ha stabilito la giuria popolare che ieri sera ha votato il vincitore tra i cinque finalisti, alla presenza del notaio Diomede Falconio, nella serata conclusiva che si è tenuta nel salone delle feste del NH Resort Termal Ischia, già Hotel Jolly.  

La giuria popolare ha votato, scegliendo il vincitore, tra cinque finalisti in gara designati da una giuria tecnica presieduta dal direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Mauro Giancaspro. Nella commissione giudicatrice c’erano inoltre Massimo Capaccioli, ordinario di Fisica della Federico II, Luigilo storico Mascilli Migliorini, Imma Pempinello, presidente dell’associazione Amici di Napoli, Massimo Loiacono, docente del liceo Umberto di Napoli, e Patrizio Marrone, direttore del Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli.

I giurati hanno anche indicato i cinque autori finalisti della sezione narrativa. Lia Levi con ‘La sposa gentile’ (edizioni e/o), Fabio Brescia con ‘Tienimi per mano’ (Luciano editore), Marcello Fasolino con ‘La millecento blu’ (Guida editore), Stefano Ceccarelli con ‘Camilla portafortuna’, Zero 91 e Raul Montanari con ‘Strane cose, domani’, (Baldini Castoldi Dalai editore). Premiato anche il cabarettista Gino Riv ieccio, con alle spalle una trentennale carriera ricca di successi.

 
 
 

A Napoli va in scena la festa dei colori

Post n°1132 pubblicato il 08 Ottobre 2010 da stanzaNapolieNapoli
Foto di stanzaNapolieNapoli

Festa dei colori oggi a Napoli.

In piazza Dante un gruppo di artisti del graffito ha lasciato libero un telo bianco e invitato i passanti a colorarlo.

Tanti i cittadini incuriositi che hanno partecipato alle festa.


Nella piazza si erge una grande statuta di Dante e si affacciano tre chiese monumentali.

La zona e' una delle piu' frequentate dagli artisti partenopei.

 
 
 

In arrivo fiction su Troisi L'attore avrà il volto di Troiano

Post n°1131 pubblicato il 08 Ottobre 2010 da stanzaNapolieNapoli
Foto di stanzaNapolieNapoli

Un film su Canale 5. Protagonista nel ruolo del grande artista napoletano, scomparso a soli 41 anni, l'interprete della serie Ris. La sceneggiatrice Pavignano: "Massimo era una persona speciale, oggi ci sono i dvd dei suoi film ma i giovani non l'hanno mai conosciuto"

"Racconteremo il sogno di un ragazzo del Sud che va alla conquista del cinema, il sogno realizzato di un grande attore, che avrebbe potuto ancora dare tanto". Il produttore Pietro Valsecchi (Un eroe borghese, Il capo dei capi) prepara un film per Canale 5 sulla vita di Massimo Troisi. Protagonista sarà Fabio Troiano, 36 anni, visto in tv nella serie "Ris" e adottato dal cinema. Le riprese  -  ma ancora non è stato scelto il regista - partiranno a primavera; Anna Pavignano, da sempre coautrice dei film di Troisi, curerà la sceneggiatura. "L'Italia è un paese che dimentica in fretta, oggi ci sono i dvd dei film di Massimo, ma i giovani  -  penso a mio figlio adolescente - non l'hanno conosciuto. Era tempo che stavo pensando al progetto di un film sulla storia umana e professionale di Troisi, e credo che finalmente i tempi siano maturi". Valsecchi era amico dell'attore regista: "Massimo era una persona speciale, un uomo ironico ma dotato di grande sensibilità. Era intelligente e molto spiritoso, abbiamo passato insieme una settimana indimenticabile in un centro benessere. Mi sfidava a biliardo e vinceva sempre lui".

Troisi, scomparso nel '94 a soli 41 anni sroncato da un attacco cardiaco, è rimasto uno degli attori più amati: aveva iniziato con La Smorfia, dopo il debutto il grande successo in tv si era imposto al cinema. Nei film metteva in scena se stesso, un ragazzo di provincia (era nato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli) sfortunato con le donne, sognatore, un po' ingenuo. Indimenticabili  "Ricomincio da tre", "No grazie, il caffè mi rende nervoso", "Scusate il ritardo". "Non ci resta che piangere", "Pensavo fosse amore invece era un calesse "., Nel 1996 fu candidato all'Oscar come miglior attore per "Il Postino" (il film ebbe in tutto cinque candidature, vinse l'Oscar Bacalov per la colonna sonora).

Timido, dotato di una vena poetica rara, Troisi raccontava che da ragazzino era rimasto folgorato da "Roma città aperta" di Rossellini, film che lo aveva emozionato e spinto verso il cinema. Anche se il primo pensiero, dopo aver visto quel capolavoro, era stato un altro: "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra".

 
 
 

Studenti e impiegati contro l'abolizione degli abbonamenti

Post n°1130 pubblicato il 06 Ottobre 2010 da romidgl
Foto di stanzaNapolieNapoli

Cittadini campani penalizzati e in rivolta contro l’abolizione decisa dal Consorzio Unico Campania, dell’abbonamento annuale e mensile integrato per bus, metropolitane, treni e funicolari. Il grido di allarme viene da istituzioni e utenti, studenti e lavoratori dipendenti.

L’Unione degli studenti e Link coordinamento universitario manifestano «dissenso e indignazione. È l’ennesimo colpo - affermano - che la popolazione campana deve incassare». Scompare un servizio «indispensabile» per tanti giovani che per accedere ai luoghi di studio devono fare lunghi spostamenti ogni giorno.

Ma lo stop agli abbonamenti mensili e annuali, circa 75 mila, è soltanto la punta dell’iceberg. È a rischio il biglietto unico, valido per 14 aziende, un colosso che movimenta in Campania ogni giorno più di 1,5 milioni di passeggeri con 25 mila corse bus e 2.540 treni. Rischia di tramontare un progetto ad alta valenza sociale: far pagare poco ai cittadini, aumentare l’offerta, coinvolgendo anche le fasce sociali meno svantaggiate. I tagli colpiscono l’economia di un territorio che ha un terzo degli abitanti sotto la soglia di povertà. Il sindacato accusa: «Scelta sbagliata e inaccettabile - dice Mario Salsano (Filt Cgil) - con effetti pesantissimi sugli utenti: dal 22 al 53 per cento in più per biglietti e abbonamenti».

L’assessore ai Trasporti Sergio Vetrella dice di voler mantenere la tariffa unica, «anzi la voglio estendere. Metteremo i soldi a disposizione per i servizi. Non li daremo più al Consorzio, che è un ente privato e non ha alcun contratto con la Regione, ma direttamente alle aziende attraverso comuni e province. Le aziende riceveranno poi direttamente da noi i soldi per coprire le perdite della tariffa unica». Per ora però Metronapoli e Anm senza il contributo regionale hanno detto basta alle tariffe agevolate. Il direttore del Consorzio, ingegnere Maria Antonietta Sannino, spiega: «Ho ricevuto le lettere di recesso e mi sono posta il problema: l’abbonamento è un titolo di viaggio che nel 2011 potrebbe non essere più valido. Allora cautelativamente ho sospeso». Vetrella intima: «La decisione è unilaterale e illegittima. La Sannino revochi perché la Regione ha già dichiarato che vuole salvare Unico Campania».

Con la tariffa integrata da febbraio 1995, i 250 mila utenti sono diventati 800 mila nel 2000 fino al milione e mezzo di oggi. Dal 2003 il biglietto unico da Napoli è stato esteso a tutta la regione. Gli introiti. Da 40 miliardi delle vecchie lire, ai 120 del 2000. Nel 2002 le aziende incassavano 160 milioni, e i 18 milioni di perdite venivano ripianati dalla Regione. I cittadini hanno risparmiato ogni anno 38,5 milioni di euro. Come si sblocca la situazione? Vetrella ribadisce: «L’assemblea di Unico è convocata per il 22 ottobre. Si saprà se sono tutti d’accordo a bloccare l’abbonamento annuale».

 
 
 

Muro anti-Rom proteste a Giugliano

Post n°1129 pubblicato il 06 Ottobre 2010 da romidgl
Foto di stanzaNapolieNapoli

Hanno convissuto vent’anni, al limite della sopportazione, sul terreno dell’area industriale Asi (Area sviluppo industriale) di Giugliano. Costretti a vivere fianco a fianco, vicinissimi: da una parte 48 fabbriche e 1800 dipendenti, dall’altra circa 600 rom. Anni che hanno logorato la tolleranza degli imprenditori e hanno visto aumentare a dismisura gli accampamenti.

L’unica soluzione è sembrata la separazione. Netta, totale, visibile. Un muro. In quell’area una cinta dividerà le fabbriche dalle nuove case dei rom, 25 container per 120 nomadi ritenuti “idonei”, gli altri, almeno 450 resteranno fuori, domani c’è un vertice in prefettura. Una barriera alta tre metri, voluta dagli industriali, finanziata dalla Provincia con 300 mila euro, un segnale di discriminazione, secondo le associazioni. Il progetto è stato approvato con il placet del comune di Giugliano. Entro la fine del mese si procederà allo sgombero dei 13 campi. Ma ai primi lavori di recinzione del perimetro industriale, è scoppiata la polemica. Il sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese, difende le sue posizioni. «Giugliano non è nelle condizioni di sopportare l’integrazione di una comunità così numerosa, vanno distribuiti nei comuni vicini, nell’area vesuviana o flegrea».

L’Opera Nomadi si indigna: «Una decisione allucinante — dice Carmine d’Angelo —, li segregano per stare tranquilli». Gli industriali minimizzano. «Non ce l’abbiamo con nessuno — spiega Fulvio Frattasio, direttore del Consorzio degli imprenditori di Giugliano (Cig) — ma assistiamo periodicamente ad azioni di disturbo, siamo stanchi». È il muro la soluzione? «Non lo è. Ma, con la recinzione, il problema si limita. Almeno li scoraggiamo, non sarà facile scavalcare un muro di tre metri. Ora basta attraversare la strada».

I nomadi sempre più spesso hanno sconfinato nell’area industriale. Li accusano di rubare acqua deviando le tubature, di manomettere le cabine elettriche, di devastare le linee telefoniche per rubare il rame, di prendere a sassate operai e clienti. «Ad agosto abbiamo ricevuto la contestazione di un’impresa — interviene Andrea Falcone, direttore Asi —. Non ricevevamo più acqua a causa dell’allacciamento abusivo dei rom, si erano fermati. Era ora di sanare una situazione così assurda».

Nell’immediato futuro c’è anche in programma la bonifica dell’intera area, avvelenata dallo scarico di rifiuti illeciti. Servono 17 milioni per la bonifica di Giugliano ma il ministero dello Sviluppo economico ha bloccato lo stanziamento. Altri 10 milioni di euro dovrebbero arrivare dalla Regione. Ma la speranza che i fondi giungano a destinazione si allontana ogni giorno di più. L’unica opera conclusa resterà il muro. «Pazienza, almeno così difendiamo gli imprenditori dagli atti vandalici. Evitiamo azioni più gravi». In tempi brevi, la ristrutturazione arriverà anche per Afragola e Casoria. La prefettura è alla progettazione esecutiva di due villaggi attrezzati in entrambe le aree, ciascuno riservato a 100 persone.

 
 
 

Napoli d'estate.....

Post n°1128 pubblicato il 05 Ottobre 2010 da stanzaNapolieNapoli

 

 
 
 

"Benvenuti al Sud", leghismo da ridere Bisio: "Il nostro film anti-Barbarossa"

Post n°1127 pubblicato il 28 Settembre 2010 da stanzaNapolieNapoli
Foto di stanzaNapolieNapoli

La commedia di Luca Miniero, ambientata nel Cilento, è il remake del cult francese "Giù al Nord": "La dedichiamo a Vassallo". Alla presentazione si parla di cinema ma anche di politica. Il regista: "Bossi dovrebbe vederlo"

E' una commedia sorridente e divertente Benvenuti al Sud di Luca Miniero, remake italiano dello strepitoso Giù al nord  francese con Claudio Bisio protagonista. Ma visto il tema su cui il film è costruito - la scoperta della bellezza di certo modo di vivere meridionale, da parte di una coppia di brianzoli nutriti di luoghi comuni razzisti e paraleghisti - non sorprende che alla conferenza stampa di presentazione cronisti, regista e attori finiscano inevitabilmente per buttarla in politica. Nel giorno dell'ennesima, furiosa esternazione bossiana (in chiave antiromana 1, stavolta).

LA SCHEDA DEL FILM 2

E a non negare il lato "caldo" del tema affrontato sullo schermo è inanzitutto Bisio, che in un'intervista aveva già definito la pellicola come "un'opera anti-Barbarossa". "Noi qui non parliamo di difesa strenua di un'identità, rispetto alle altre - spiega - affrontiamo invece l'argomento contrario: la curiosità, il gusto della scoperta. Non so come lo prenderanno al Nord. Quanto a certi politici, credo che andando al cinema potrebbero ridere senza nemmeno capirne il sarcasmo: come le signore impellicciate che andavano a vedere gli spettacoli di Dario Fo, e applaudivano senza rendersi conto che il bersaglio di quella satira erano proprio loro. Dedichiamo invece il film ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso 3 il 5 settembre". Anche Angela Finocchiaro non risparmia critiche alla mentalità imperante: "L'egoismo e la chiusura sono una parte predominante della cultura italiana: e c'è chi queste cose le fomenta". Più leggero invece il regista: "Io credo che Bossi Benvenuti al Sud dovrebbe vederlo: in fondo perfino lui non farà il leghista 24 ore su 24...".

VIDEOINTERVISTA Bisio replica a Bossi: "Le bighe? Una mi ha investito" 4

In attesa di verificare l'accoglienza che questo inno alla tolleranza in forma cinematografica avrà al Nord, cominciamo col dire che la pellicola è centrata sul personaggio di Alberto (Claudio Bisio), dirigente delle poste sposato con la nevrotica e sottilmente depressa Silvia (Angela Finocchiaro): insieme formano una coppia - lombarda - convinta che oltre la linea gotica ci siano solo caos, criminalità, comportamenti primitivi, caldo insopportabile, abitanti brutti neri e baffuti (anche le donne). Dopo aver tentato di avere con la frode il trasferimento a Milano, lui viene invece mandato in punizione per due anni a Castellabate, bellissimo paesino antico a picco sul mare del Cilento. L'impatto, per quest'uomo nutrito di paure antimeridionali (tanto da arrivare sul posto con giubbotto antiproiettile), è devastante; poi però scopre l'amicizia e il calore della popolazione. A partire dai suoi impiegati delle Poste: il bamboccione edipico Mattia (Alessandro Siani), la bella Maria (Valentina Lodovini), Costabile piccolo (Nando Paone) e Costabile grande (Giacomo Rizzo). Le cose si complicano quando la moglie annuncia di volerlo andare a trovare in quello che lei crede sia un luogo d'inferno...

Come si vede, la trama ricalca fedelmente quella di Giù al Nord; non a caso l'autore nonché protagonista del film francese, Dany Boon, appare anche qui, in un cameo."Noi due anni fa abbiamo distribuito la pellicola qui in Italia - racconta l'amministratore delegato di Medusa, Giampaolo Letta - e abbiamo capito subito che sembrava un film scritto per l'Italia e per gli italiani. Da qui l'idea del remake, su cui poi ci siamo ritrovati a lavorare con Cattleya". Miniero invece sottolinea che una diversità, rispetto all'originale, c'è: "Lì era quasi tutto giocato sulla differenza linguistica tra i personaggi: noi invece abbiamo sottolineato maggiormente l'incomprensione culturale. Del resto, il primo vero Giù al Nord non è stato il nostro Totò Peppino e la Malafemmena?".

Questo sul piano cinematografico. Ma la politica continua a fare capolino. Nel giorno del "Sono porci questi romani" pronunciato da Bossi e nel pieno delle polemiche su fenomeni come la scuola "leghista" di Adro. "Non nascondiamolo, in Italia i conflitti culturali esistono - dichiara Bisio - la questione meridionale è ancora aperta. In questo senso, il mio è un personaggio è esemplare: un vero ignorante, ignora l'esistenza di altre realtà. Nel corso del film, però, lo è sempre meno: conoscere le diversità è l'unico modo per apprezzarle". Più ottimista Miniero: "La Lega esiste solo da una ventina d'anni, io non credo che la nostra identità nazionale  possa essere messa in discussione: né dalla scuola di Adro, né da un'eventuale scuola borbonica".

Di fronte a queste opinioni, al termine della conferenza stampa, il presidente di Medusa Carlo Rossello tenta di riportare tutti all'ordine, di dettare la linea: "Stiamo parlando di una bellissima commedia nazional-popolare di stampo europeo - ammonisce - non restringiamo il film in una polemichetta nazionale". Peccato però che i principali artefici della "polemichetta" siano al governo del Paese.

 

 
 
 

Associazione culturale donne & Imprenditrici a Napoli

Post n°1126 pubblicato il 24 Settembre 2010 da stanzaNapolieNapoli
 

E’ nata l’'Associazione culturale donne & Imprenditrici a Napoli.

Il 25 settembre 2010 alle ore 17.00 si terrà una Festa di benvenuto in società – cocktail party presso l’'Istituto Athenaeum 2000 Piazza Portanova 11 80138 Napoli.


Durante la giornata di inaugurazione presenteremo la mostra dei dipinti della neo-artista Annabella Migliozzi che ci ha donato un suo quadro “il Coralbero” simbolo
della donna che rinasce.

La mission dell’Associazione è di DARE VOCE e VISIBILITA’ alle donne professioniste e imprenditrici di Napoli per dimostrare che nella nostra città c’è un esercito di donne attive, che si dà da fare, che si mette in gioco e che chiede e merita visibilità.

Desideriamo essere un luogo di incontro per tutte le realtà femminili ubicate a Napoli con particolare riferimento alla II Municipalità, nella quale siamo nate e cresciute e dove abbiamo deciso di portare aventi i nostri progetti lavorativi. Dunque, un luogo dove raccontare le nostre storie e farci conoscere, acquistando forza tutte insieme.

E dire NOI CI SIAMO E CREDIAMO NEL LAVORO CHE ABBIAMO CREATO!

Tutte le donne imprenditrici e professioniste interessate a partecipare possono contattare l’Associazione mail: imprenditricinapoli@libero.it

 
 
 

Nino D’Angelo: “Mi hanno cacciato dal mio teatro perché davo fastidio”

Post n°1125 pubblicato il 20 Settembre 2010 da romidgl
Foto di stanzaNapolieNapoli

Nino D’Angelo: “Mi hanno cacciato
dal mio teatro perché davo fastidio”

La regione Campania ha licenziato il cantante, che fino a pochi giorni fa era direttore artistico del Trianon di Forcella, a Napoli. E lui: “Trattato come un precario qualsiasi”

L’hanno messo fuori dalla porta, tra le ombre assolate e i motorini scarburati di Forcella, dove in cinque anni di direzione artistica del Teatro Trianon, aveva imitato i tanti Re taumaturghi che a Napoli, da sempre, ottengono meritata, effimera attenzione.

Nino D’Angelo, 57 anni a giugno: “Sono nato nello stesso giorno di Platini, meglio di una medaglia”, ex tante cose, “Diamoci del tu, pecche quann’ parlo in terza persona nun saccio argomentà”, è stato licenziato. “Comme ‘nu precario qualsiasi, con una lettera burocratica perché il mio esperimento era davvero popolare, sollevava lo spirito della gente che non conta un cazzo e stava diventando pericoloso. Il Trianòn (D’Angelo accenta l’ultima o senza mai perdere un colpo ndr) rappresentava un miracolo e loro, l’hanno sporcato senza rispetto”. Loro sono i politici di centrodestra che da mesi combattevano D’Angelo con ogni mezzo. Le migliaia di abbonamenti sottoscritti a prezzo simbolico che lasciavano deserte le platee private del resto della città, hanno avuto il loro peso. Il guitto disturbava. È stato eliminato.

Arrabbiato non rende: “Sono incazzato, incazzatissimo, ma più che altro triste. Io che vengo dalla sottocultura più disperata, avevo capito che per chi non ha niente, la cultura è come l’acqua per le piante. Papà faceva il ciabattino a San Pietro a Patierno, un quartiere di Napoli in cui non c’era nessuno che non facesse il calzolaio. Di sei figli, ero il maggiore. Definirci poveri era già un artificio letterario. La povertà abitava proprio a casa mia. Non potevamo andare al cinema, dal giocattolaio, da nessuna parte. Mia madre stava a casa. Avrà visto Napoli due volte nella sua vita, per la politica non nutriva alcun interesse, ma stavolta, per difendere un princìpio, sarebbe scesa in piazza con i tamburi anche lei”.

D’Angelo, è finita.
E pensare che quando iniziò nel 2005, i presupposti erano completamente diversi.

Come andò?
La Regione Campania e la Provincia avevano rilevato il Trianon e volevano che io mi inventassi qualcosa per portarlo avanti. Per un teatro incastonato nel cuore di Forcella avevo il profilo giusto, dicevano.

Lei cosa rispose?
Accetto ma a una sola condizione: che la mia direzione si trasformi in evento sociale. Un teatro per la gente in un quartiere a rischio. Con l’aiuto dei fondi statali e un abbonamento a dieci euro, rivolto a chi non si poteva permettere il lusso della rappresentazione.

Risultati?
C’erano 67 abbonati. Sono diventati 4.000. Un trionfo esagerato.


Da una vita, Nino D’Angelo combatte i pregiudizi.
È la mia storia. Goffredo Fofi scriveva di me cose atroci. Poi si ricredette e mi fece conoscere Roberta Torre, la regista di Tano da morire. Feci una colonna sonora che vinse il David di Donatello e la considerazione degli altri mutò in un amen.

Tenace.
Sul campo ho avuto sempre la forza di sovvertire i preconcetti. Quando gli intellettuali si accorsero che non avevo solo una maglietta in testa e un paio di jeans sdruciti, ma anche un cervello, porte fino ad allora sbarrate si aprirono all’improvviso. Ma io credo che il talento, se davvero lo possiedi, non te lo toglie nessuno e se mi danno una possibilità, senza modestie, rispondo alla grande.


Al Trianon è andata così?
Io non faccio il direttore artistico, ma lì potevo essere altro. Un assistente sociale con l’obbligo di spendere poco.

L’hanno cacciata sostenendo il contrario.
Ed è uno schifo. Se vuole facciamo un giro per gli stabili cittadini e le faccio vedere la solita pletora di gente che butta via i soldi senza che nessuno gliene chieda conto. Restituire, dopo aver toccato il successo, è stato sempre un mio punto d’onore. E per il Trianòn, mi creda, ho dato i miei ultimi cinque anni di vita senza risparmio.

Cosa programmava?
Un cartellone per tutti, un po’ come faceva Gassman a metà degli anni ’70 in giro per l’Italia con il teatro popolare italiano. De Filippo, Totò, Nino Taranto. Cose semplici e profonde. Ma il mio vero maestro è stato Pasolini. Ragazzi di vita fu uno choc. Quando lo lessi per la prima volta, capii che era un secolo avanti agli altri. Un genio. In fondo, al Trianòn, non è che mi fossi inventato un cazzo.

Quindi perché l’hanno allontanata?
Vogliono una massa di persone ignoranti che dica solo e sempre sì. Sono funzionali al progetto generale. Incolti, inconsapevoli, pronti a vendersi. (Da questo punto della conversazione in poi, D’Angelo si scalda. Sale su un palco immaginario e urla, arrota il dialetto, si accende. Placarne il flusso di coscienza è impresa quasi impossibile).

Per scongiurare una fine che sembrava nota, lei ha scritto lettere alle istituzioni.

Ormai mi esprimo solo attraverso le lettere. Ma quanno mai l’ho fatto prima in vita mia? Io non sono il Petrarca, ma solo un venditore di canzoni. E il politico che va a scuola per strumentalizzare le parole, è molto più bravo di me. Si appoggia sulle frasi e ti contrasta sul tuo stesso terreno. Sono talmente abili i politici, che alla fine ti convincono che hai agito malamente.

L’hanno persuasa?

Acca nisciuno è fesso. Quattromila abbonamenti, sono un fatto non un’opinione. Mi hanno detto a brutto muso: ‘Non vogliamo continuare sul tuo terreno, ma fare un museo della canzone napoletana’.

Modernissimo.
Ne esistono già due due e non hanno un euro per sopravvivere. Non servono a niente, la gente non li vuole. Sa qual è la verità?


Dica.
Dobbiamo iniziare un’altra volta a strillare, nun amma a sta zitti. La politica, destra e sinistra, sta facendo fessi a tutti quanti.

Sono d’accordo tra loro?

Sarebbero troppo intelligenti. Invece di persone sveglie nel Palazzo ne esistono tre o quattro al massimo e gli altri ripetono senza fantasia quel che gli è capitato di sentire per caso in giro.

Viene da ridere.
E invece mi scappa da piangere. Mi viene la pelle d’oca. Vogliono ridurre il teatro a un giocattolino borghese per pochi intimi, devastando una delle più belle realtà italiane degli ultimi vent’anni. Una lezione di educazione civica era il Trainon. Si dice così? Ho fatto recitare le mogli dei carcerati, creato dal nulla un’orchestra multietnica, dato spazio a chi non aveva voce. Solo che non facevamo notizia. Si vede che so’ cieche pure dint’ai giornali.

In fondo, a Sanremo le preferiscono Emanuele Filiberto. Lui sul palco, lei fuori.
È la stessa linea di pensiero. È tutt’accussi, c’è una maleducazione civica senza confini, un’abitudine al brutto, irreversibile. Mi perdoni, ma cerco concetti forti per farmi ascoltare. Mi hanno licenziato come a ‘nu poveru dio. Lo sa che esiste una legge per cui la Regione Campania può allontanare unilateralmente tutti i contratti a termine di una una società la cui maggioranza sia nelle sue mani?

Chi l’ha contrastata? Nomi e cognomi.
Il centrodestra locale. Due campioni della democrazia rappresentativa come Taglialatela, l’assessore regionale all’urbanistica e il suo collega Rispoli, presidente del consiglio provinciale. Le racconto una cosa divertente.

Prego.
Sono stati i primi a mettere in discussione la mia permanenza e magari hanno pensato, sbagliando obiettivo, che politicamente potessi accentrare simpatie. Io non ho mai parlato con un assessore allo spettacolo, ma solo con quello all’urbanistica regionale, lo stesso Taglialatela. Le riunioni per il teatro le facevo con lui. (qui il dialetto è senza argini, ndr). Napoli sta chiena e fuoss, sta chiena e’ strade scassate e lui ha truvato o’ tiempo per venire a parlare del Trianòn. È come se per la medicina, invece e parlà cu nu miedico te miett a parlà cu ll’idraulico. È ‘a stessa cosa.

Cosa lascia a Forcella?
Un senso di incompiutezza. Quando sono arrivato, ho trovato un abbandono che stringeva il cuore. In un luogo ad alta densità camorristica, in cui i bambini non hanno un metro di spazio per ottenere un sorriso, perché a casa non ridono mai. Io ho perso e hanno vinto tutti i maestri di strada che non hanno mai vissuto la strada, gli inventori di progetti senza capo né coda, sovvenzionati ancora prima di essere approvati.

Che lezione è?
Ho capito che la pazienza è santa, e che noi non siamo mai veramente noi, ma interpretiamo un ruolo che gli altri ci impongono.

E poi?
Che l’ignoranza è la fonte preferita dai potenti, perché possono dire tutto senza mai essere contraddetti, che l’uguaglianza è un’utopia e l’invidia un sentimento che non farà mai decollare Napoli.

Non tirerà fuori Gigi D’Alessio. Di lui un giorno disse: “È un napoletano che canta, non un cantante napoletano”.
Per adesso, l’unico tirato fuori sono io. Diciamo che tutti possono fare tutto, tanto per chi comanda, non fa alcuna differenza e che la vera ragione della mia cacciata è negli interessi economici che non fluivano più.

Una metafora dell’Italia, nella città in cui Berlusconi si traveste da netturbino.
L’Italia è tutta ‘na grande fictiòn (anche qui, l’accento rulla che è un piacere, ndr) dove chi ha intuito quanto valesse la tv, ha dominato incontrastato. Non c’è nulla di più importante della televisione, soprattutto se la utilizzi per i cazzi tuoi, per vantaggi, prebende e ricatti. Prenda il Tg1, fa venire il voltastomaco. Se lo osservi con attenzione, vai al manicomio. Meno male che c’è la La7. Me fa discute, me ‘fa pensà.


Minzolini è amatissimo.
(Ride ndr) Ma è tutto il sistema che non funziona più. Il sesso, ad esempio, è diventato un bazar a cielo aperto. Io non ce la faccio più a vedere le belle ragazze in copertina e non perché sia diventato ’frocio’. Ho solo perso il desiderio e come me, i miei figli.

Cupo.
Abbiamo fallito. Ai nostri eredi abbiamo fatto un torto enorme. Gli abbiamo sottratto curiosità, voglia di scoperta, mistero. Il desiderio è ‘na cosa troppa grande, noi gliel’abbiamo rubato e loro non aspirano più a un cazzo. È finita. Bisogna esserne consapevoli e recuperare il poco. In quella parola c’è il fondamento di ogni godimento. Poco. Senta come suona bene.

Da il Fatto Quotidiano del 15 settembre 2010

 
 
 

Uccisa donna vicino alporto di Napoli

Post n°1124 pubblicato il 20 Settembre 2010 da romidgl

La vittima era in auto, colpita con numerosi proiettili

 

(ANSA)- NAPOLI, 20 SET -Una donna e' stata uccisa a colpi di arma da fuoco mentre era a bordo di un'auto sotto il ponte della tangenziale, vicino al porto di Napoli.

A un primo esame esterno, la donna uccisa potrebbe avere avuto una trentina di anni. Il corpo e' stato raggiunto da numerosi proiettili.

Sull'omicidio indaga la polizia. Sul posto e' giunta immediatamente una ambulanza del 118, e si attende l'arrivo della Scientifica per i rilievi del caso.

 
 
 
Successivi »
 

CONCORSO: POESIE

l'angolo delle poesie

Ciao ragazzi,  vorrei dedicare una parte di questo Blog alle poesie.

Ovviamente premieremo quelle più belle!

Come fare? Basta scriverle su questo blog nettendo nei Tags la parola Poesia.

Non dimenticatevi di corredarla da una foto...

Vi aspetto numerosi!

 

ULTIMI COMMENTI

UNA FINESTRA SUL MARE .....



 

INVITA & VINCI

 

DEDICATEVI UN'EMOZIONE

Dedicatevi un'emozione

Salve ragazzi,

abbiamo pensato di festeggiarvi con una bellissima iniziativa.

Volete comparire sul nostro blog e festeggiare ogni ricorrenza con noi?

Inviateci una vostra foto al seguente indirizzoklorofa@libero.it noi la pubblicheremo sul nostro blog. (l'invio equivale all'autorizzazione alla pubblicazione).

Volete dedicare una poesia, una frase d'amore, una canzone?

Saremmo noi a pubblicarle, custodi delle vostre emozioni.

Che aspettate: c'è sempre un'occasione speciale per dire a qualcuno quanto è importante per voi

 

NAPOLI - MERGELLINA

 

NAPOLI – PALAZZO REALE

 

NAPOLI – PIAZZA PLEBISCITO

 

NAPOLI - VIA S. GREGORIO ARMENO

 

NAPOLI – GALLERIA UMBERTO I

 

NAPOLI - VICOLI

 

BAMBINI SCOMPARSI

CILMI GABRIELLA