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Un blog creato da brighteyes00 il 03/05/2007

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Signor Nonno

Post n°122 pubblicato il 07 Novembre 2011 da brighteyes00

Sono vent'anni che mio nonno vuole morire. Oggi ci è riuscito.

Correva in spiaggia fino a sessant'anni, aveva il cuore forte lui. Ce ne voleva di tempo per farlo stancare. Non poteva sopportare il disfacimento del suo corpo. Meno ancora della sua mente. Naturalmene aveva tante storie da raccontare sulla guerra, sulla gioventù fascista, sui "tedeschi che mannaccia a loro li dovevano inseguire pure a nuoto gli inglesi così la vincevamo noi la guerra". Sulla scuola da perito industriale, quella vera. Il suo professore di matematica, la sua passione per la matematica, la nostra famiglia di origine austriaca e la perdita del cognome originale.

- Ale, nonno è morto, vedi tu come ti devi mettere.
- E nonna?
- Nonna sta rimbambita, sta sul letto assieme a lui, non abbiamo capito se ha capito.

- Condoglianze, se devi scendere a casa vai.
- Mmm... non lo so guarda, valuto un pò.

- Hai un bel ricordo di lui?
- Sì, anche se nell'ultimo periodo è come se non avessi avuto bisogno della sua presenza nella mia vita. Per fortuna l'ho visto quest'estate dopo 4 anni in uno dei suoi ormai rari momenti di lucidità. Sono stato pure fortunato.
- C'è qualcosa che avresti voluto dirgli?
- No. Gli ho sempre detto tutto.

Ho 31 anni e vivo in un'altra città. Non posso scendere perchè non ho soldi sufficienti, perchè vivo una situazione lavorativa che non mi permette di affrontare serenamente una cosa del genere. Poi io non sono mai stato bravo con le faccende di morte. Continuo a dire che non ho mai subito gravi lutti nella mia vita. Continuerò ancora a dirlo. Mia nonna lo seguirà presto, ne sono convinto.

Mi ricordo che quando avevo la febbre veniva a badare a me: io disegnavo Jig Robot e lui faceva i cruciverba. Mi ricordo che durante le festività gli spettinavo i pochi capelli per falro sembrare un clown. Mi ricordo che quando veniva lui a prendermi a scuola mi faceva sentitre la cassetta con la sua voce camuffata in auto per farmi credere che fosse la macchina a parlare: mi faceva trovare sempre un uovo kinder da qualche parte. Da qualche parte nei cassetti della sua scrivania ci sono ancora i miei disegni, che facevo con i suoi pennarelli su foglietti piccoli e quadrati strappati da un blocchetto. Mi ricordo quando andavamo nel garage a portare la pappa ad Arex e il rumore che faceva nella ciotola mentre gliela preparava. Mi ricordo l'odore di vecchio dei libri stipati sui mobili pieni di ninnoli, il Tele Sette sul tavolino, la televisione che non si poteva spegnere neanche quando dormiva.

Non c'è niente che gli direi adesso, se non che se qua continua così presto lo raggiungiamo tutti. Che ti devo dire? Buonasera Signor Nonno.

 
 
 

PSICOFAGIA #3

Post n°121 pubblicato il 11 Ottobre 2011 da brighteyes00

Sono convinto di essere stato lungamente una persona bugiarda. Alcune di queste menzogne si sono protratte a tal punto nel tempo, da portarmi ad assumere atteggiamenti che sfociano nella mitomania ancora adesso. Sono convinto di aver fatto o detto una certa cosa in un certo momento della mia vita e anche se so che non è vero, mi comporto con me stesso di conseguenza.

Da anni, ormai, questa insanità è cessata, sfociando in una deliberata brutalità che maschero da franchezza. So di essere sempre stato sincero, ma anche di mentire molte volte a me stesso.

Rifiutavo l'idea di dire che non sapevo una cosa, soprattutto intorno ai vent'anni, e sviluppavo per l'oggetto della mia ignoranza un interesse spasmodico, ma mai appagato, di molto superiore alle cose che conoscevo davvero. Poi, forse spinto da un egoistico compiacimento nel dire "no", ho iniziato a cogliere le gioie di non sapere tutto, conscio del fatto, o quantomeno convinto, che questo arricchisse di valore ciò che davvero sapevo.

Non so dosare le parole e il carico che portano. Qualcuno dice che sono inopportuno, ma questo è solo un altro tratto della mia indole da giullare. Adesso ho capito di esserlo e non mi rimprovero di nulla, del resto i giullari mentono per mestiere. Solo una cosa è vera, che non ho rimpianti per tutte le occasioni che la mia boccaccia mi ha fatto perdere. Almeno, è vero per ora. Ciao Pastorella.

 
 
 

PSICOFAGIA #2

Post n°120 pubblicato il 12 Luglio 2011 da brighteyes00

La verità è che sono una persona pigra. Sono solito parlare tanto e proporre grandi idee, fare piani avvincenti e magari anche originali. Ma sotto sotto spero sempre che per qualche ragione qualcosa vada storto e che non debba fare alcuna fatica. Per questo mi affido molto all'inconcludenza delle altre persone che vi partecipano o ad inaspettati fenomeni climatici o logistici.

Quando ero ragazzino ero capace di inventarmi scuse improbabili all'ultimo momento, adesso basterebbe semplicemente stare zitto. Invece no, mi metto sempre a disposizione, sempre in mostra, sempre in prima fila. Il fatto è che non punto ad avere l'ammirazione di chi ascolta o guarda, lo faccio solo perchè mi sembra figo che in quel momento qualcuno faccia un passo avanti. E quel qualcuno devo essere io.

C'ho il complesso del supereroe, ma in realtà mi ritrovo più spesso nei panni del milite ignoto, perchè gli altri non si fanno nessuno scrupolo a dire che non c'hanno voglia. Ma a me pare solo brutto, altro che senso del dovere.

 
 
 

PSICOFAGIA #1

Post n°119 pubblicato il 10 Luglio 2011 da brighteyes00

Quello che cerco in una donna è sentirmi amato e ammirato. Mi interesso ai loro sentimenti nella misura in cui mi sento unico, quello che le aiuta e che viene chiamato per primo.

Mi interessa solo essere al vertice della catena sentimentale.

Quando mi sono imposto di non farlo mi sono fatto violenza, ma mi sono sentito sempre meno meschino. Se promulgo l'indipendenza è solo perchè mia madre non ha fatto altro che presentarmelo come il valore migliore della vita: guarda, passa e di loro non ti curare. Così avrebbe voluto fare lei dopo la separazione da mio padre, ma ci credeva già da prima.

Da mio padre, invece, ho solo imparato che la fuga è la forma più conservatrice di salvezza, ma essendo fuggito da me non la tollero come atteggiamento emulabile.

 
 
 

Appendici emotive

Post n°118 pubblicato il 10 Luglio 2011 da brighteyes00

Fidanzati, figlie, mariti... sono le propagazioni delle persone a cui tengo. Le vedo così, come appendici, a volte del carattere più che del corpo. Capita soprattutto con le ragazze e le donne che hanno avuto un ruolo importante nella mia vita, carissime amiche o ex-fidanzate. Stare con loro significa accettare questa parte che prima non c'era e adesso riesco a non percepirla come un'invasione solo per buon senso e spirito autocritico. Intanto sono passato dalle feste di laurea e quelle di matrimonio. Il mio inquilino una volta scrisse "il tempo ci sVugge"... ma io non sono fermo... sono di passaggio.

 
 
 
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Occhi rossi di furia
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Grazie Ale.
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Mi dispiace Ale. Che bei ricordi ti ha lasciato..un...
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ahahahahah me fai morì!
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eh Ale se vieni alla festa forse avrai l'occasione di...
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Ehi Ciao! che bello! adesso mi informo e vedo cosa riesco a...
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