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Un blog creato da Observateur il 16/05/2010

CHEZ MIMICH

La vita reale è un ottimo surrogato del blog...

 
 

MARIO GRELLA, FACEBOOK...

 

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Provare ad esprimere l'esprimibile in centoquaranta caratteri. Vi aspetto...

mimich58

 

 

 

FINE CORSA

Post n°299 pubblicato il 14 Aprile 2011 da Observateur

Il blog termina qui.

 
 
 

PANCHINE

Post n°298 pubblicato il 12 Aprile 2011 da Observateur


La celebre panchina del film di Woody Allen, Manhattan.

 

Scriveva Louis Aragon in "Le paysan de Paris": "...Le coppie nei parchi sanno far durare il piacere all'infinito..." Naturalmente si trattava di coppie assise su una panchina. Io adoro le panchine. Le adoro tutte, quelle dei terminal, quelle degli autogrill, quelle dei parchi, quelle dei centri commerciali. Mi piace star seduto a vedere il mondo che mi passa davanti. Un piacere infantile esercitabile ovunque, nella città di provincia come nella Grande Mela, non per nulla una delle panchine più famose al mondo è quella che compare in "Manhattan" di Woody Allen...In primavera e in  estate passo molte ore delle mie giornate con un libro tra le mani su una panchina. Leggere e guardare la gente che passa dalle panchine di un bel parco è per me un piacere irripetibile. Certo è molto bello farlo alle Tuilleries o al Luxembourg (con la variante della sedia in ferro battuto), magari ad Hyde Park (con la variante della sedia-sdraio), ma è molto piacevole farlo anche nel parco sotto casa mia, sull'Allea (come i novaresi chiamano il loro bel parco cittadino, nome che ricorda l'allée francese). Non disdegno affatto le panchine dei centri commerciali; come scrisse Jonathan Franzen, "...Non è chiaro perchè una panchina in un centro commerciale venga consiedrata più artificiale che una panchina in un parco..."

 
 
 

MEMENTO MORI

Post n°290 pubblicato il 24 Marzo 2011 da Observateur

Lessi, tempo fa in un libro che Herman Hesse daffermava di averl letto in vita sua circa diecimila libri. Ammettendo che abbia cominciato a leggere libri a dieci anni ed essendo vissuto ottantacinque anni, possiamo supporre che abbia letto per settantacinque anni. Per arrivare a leggere diecimila volumi significa che ne ha letti centotrentatrè all'anno, cioè circa tre volumi al giorno. Mi sembra francamente difficile, ma se per "libri" intendiamo anche opuscoli di poche pagine, libretti di poesie, fascicoletti possiamo supporre di essere in presenza di un lettore che oserei definire mostruoso. Questo pensiero mi fa scivolare l'occhio sulla mia biblioteca e sulle centinaia di volumi che ho acquistato in prospettiva di una futura lettura ma che, necessariamente, devono accodarsi ad altre letture che ho ritenuto gerarchicamente più importanti. Ma per la prima volta in vita mia mi sono chiesto quanti libri riuscirò a leggere prima del termine della mia vita? E' per questo che Barthes scrisse "il piacere del testo". Il testo va gustato qui e ora, non in prospettiva di alcunché. "Memento mori"...

Un quadro di William Michael Harnett.

 
 
 

BANDIERE

Post n°287 pubblicato il 17 Marzo 2011 da Observateur

Perché si espone una bandiera? Ognuno di noi avrà i suoi motivi per farlo o per non farlo. Si sa per certo che però l'esposizione di una bandiera è un fatto simbolico. Persino la bandiera stessa non è un oggetto estetico qualsiasi, ma un simbolo. Qualcuno però l'ha considerata un oggetto; come fosse una bottiglia di Morandi o come fosse una chitarra di Picasso, come un pisciatoio di Duchamp. Quest'uomo è stato uno dei più grandi artisti americani. Le strisce sono figure geometriche semplici, le stelle figure geometriche complesse, la materia è materia, i colori colori. Siamo noi a vedere in tutto ciò qualcos'altro. Questa è "The Flag" e lui è Jasper Jones. Per questo preferisco sempre l'arte alla retorica, mi fa pensare...

L'opera di Jasper Jones.

 
 
 

ULTIMO POST

Post n°284 pubblicato il 09 Marzo 2011 da Observateur

Armory Week, NYC.

Prima che la sequela delle lamentazioni coccodrillesche abbia inizio, vado a precisare: non si tratta punto del mio ultimo post, quello testamentario, si tratta invece dell'ultimo post in ordine cronologico, quello che tutti leggono senza frugare nelle pagine del blog; quello più recente, quello che fa  obnubilare tutti gli altri, quello per il quale si smuove l'attenzione del visitatore distratto. Questo è il mio "ultimo post" in senso cronologico ed è quello che Voi tutti leggete o almeno, guardate. Il blog necessità di un'attenzione distratta come la Vostra, come Rudy Fucks invocava per l'arte contemporanea. Il luogo ideale per esercitare questo metodo di scrittura e lettura è Twitter, tutti scrivono, pochi leggono, nessuno memorizza. Un flusso apparentemente inutile di parole e segni che vanno a formare un tessuto senza trama e con poco ordito. Là si è sempre all'ultimo post e conta solo quello. Chi di Voi va a leggere quello che ho scritto mesi fa? Nessuno, tranne me forse, ma si sa sono un osservatore e mi piace frugare nelle Vostre vite, per quanto poco interessanti per Voi potrebbero esserlo per me. Leggete, intervenite, contestate, tra poco questo sarà "solo" il penultimo post...

 
 
 

ANOBII O DELL'ENTUSIASMO

Post n°283 pubblicato il 07 Marzo 2011 da Observateur

Ho più volte notato in queste pagine una certa ostilità verso i miei entusiasmi da ragazzo cresciutello. Sì, purtroppo per qualcuno, sono ancora un entusiasta e curioso navigatore del Web. Dal 1997 anno nel quale ho intrapreso la mia avventura, credo di aver scoperto un nuovo mondo ed è una scoperta continua che non sembra dare segno alcun di cedimento. Ora è la volta di Anobii, social network, non nuovo per la verità, dedicato ai libri. Ho avuto modo di visitarlo con attenzione e naturalmente iscrivermi solo nelle scorse settimane e l'ho subito trovato entusiasmante. Oltre al cosiddetto "sharing" permette la catalogazione dei propri volumi, l'inserimento di proprie recensioni ai testi, il commento dei libri, lo scambio, l'acquisto ma soprattutto la condivisione di un gigantesco database costituito dai libri che hanno letto altre persone e che ne vogliono discutere. Per completare la meraviglia, con il mio I-Phone posso inserire un testo nello scaffale semplicemente fotografando il codice a barre del libro. Lo so, sono come un bambino, cercatemi nello scaffale letteratura per ragazzi...

Un'opera di Brian Dettmer.

 
 
 

UNO SPORCO LAVORO

Post n°282 pubblicato il 03 Marzo 2011 da Observateur

Un'illustrazione di Jonas Bergstrand.

"...Oggi ti chiedono cosa provi, non cosa sai..." (Paola Mastrocola). Le belle e semplici parole della professoressa torinese descrivono alla perfezione ciò che è diventata la scuola ma anche ciò che è sempre stata la blogsfera. Non ci si cimenta su "codici dati", si va a ruota libera. Lo facciamo tutti e questo blog non fa certo eccezione. E' tuttavia superfluo sottolineare che la maggior parte di questi blog non vale niente. Troppo confusi. Troppo personali. Troppo generici. Troppo pretenziosi. Troppo superificiali. E' ora di scrivere un codice deontologico del blogger. Se nessuno si facesse avanti potre farlo io, uno sporco lavoro ma qualcuno lo dovrà pur fare...

 
 
 

SOGLIE

Post n°281 pubblicato il 01 Marzo 2011 da Observateur

"...Si dice che la giovinezza è l'età della speranza, appunto perché in essa si spera confusamente qualcosa dagli altri come da sé stessi, non si sa ancora che gli altri appunto sono altri..." (Cesare Pavese, "Il mestiere di vivere"). Dopo una breve pausa cerco di tornare a scrivere nel blog, come se niente fosse successo. Ho solo varcato una soglia, null'altro...

Un'opera di Adam Simpson.

 
 
 

LA RICREAZIONE E' FINITA

Post n°278 pubblicato il 17 Febbraio 2011 da Observateur

Dopo aver toccato qualche tema frivolo vi prego di accomodarvi sotto la mia ferula per ritornare a riflettere su qualcosa di serio. Ho intrapreso da qualche mese la lettura integrale della Sacra Bibbia. L'Antico Testamento nella sua parte ebraica non finisce mai di stupirmi. Mi riferisco in particolare al Libro dei Numeri che è parte integrante del Pentateuco che poi altro non è che la Torah ebraica. Restare stupiti ed affascinati dalla poesia e dal fervore religioso dati dalla lettura dei passi sulla creazione mi sembra più che naturale a meno che non si sia degli incalliti cerberi; quando però si leggono passi come quello intitolato "Nuovo censimento del popolo" c'è di che restare esterefatti: il Signore ordina a Mosé ed Eleazaro il censimento della comunità dei figli di Israele ed ecco che pagine e pagine della Bibbia si riempiono di nomi propri formano un lunghissimo elenco delle generazioni di Israele (le stesse che Michelangelo dipinse sui lati della volta della Sistina); da Ruben a Enoc, da Eliab ad Abiron, da Arod a Fanes...Insomma un reperto anagrafico .E' qui che, a mio modo di vedere, la Sacra Bibbia si rivela un libro irripetibile, in questa capacità di mutare lo scenario nel giro di poche pagine. Dal racconto della creazione fino al registro anagrafico con i nomi di coloro destinati alla terra promessa dopo la permanenza forzata in Egitto. Non una favoletta ma una cronaca, anzi uno stato di famiglia. Sono queste parti "didascaliche" per usare la terminologia crociana che fanno della Sacra Bibbia un libro assolutamente credibile ed incontrovertibile.

Un titolo grafico di Herbert Lubalin.

 
 
 

RARITA'

Post n°276 pubblicato il 16 Febbraio 2011 da Observateur

E' strano che un "non marxista" (perdonate ma un tempo si diceva così), debba ricorrere spesso a categorie marxiane o a citazioni dal grande filosofo tedesco. In un suo celebrato scritto, Karl Marx definisce cosa rende preziosa una merce; a rendere preziosa una merce è la sua rarità. Questo blog è prezioso poiché appartiene alla categoria della "rarità". Attenzione non ho detto che questo blog è migliore di altri ho solo detto che è raro (più unico che raro come avrebbe detto mio nonno Giovanni). La blogosfera è assedita d'ogni sorta di blog ma pochi, pochissimi hanno un autore tanto prolifico, che sa sposare l'originalità dei temi alla loro acutezza, la cura nella redazione con l'eleganza dell'esposizione. Ma soprattutto pochi blog hanno a coronamento dello sforzo dell'autore la brillantezza e la perspicacia, l'assiduità e lo charme dei suoi commentatori, basta scorrere i commenti presenti in questo salotto per rendersene conto...

Un disegno di Tina Versèn.

 
 
 

RESTAURANTS

Post n°275 pubblicato il 15 Febbraio 2011 da Observateur

Lo storico biglietto della Mère Catherine.

Non mi sono mai fidato di coloro che "conoscono un posticino..." I ristoranti devono essere di chiara fama. Ho amici che mi costringono spesso ad amene "scampagnate" nella pianura Padana per andare a cena in qualche sperduto locale dove immancabilmente il sedicente cameriere ci offre un "giro" di antipasti che comprendono i "loro" salumi i "loro" risotti e gli immancabili prodotti del "territorio" ai quali ora si aggiunge l'insopportabile dizione di "a chilometro zero". No grazie, io resto a casa. Io voglio cenare al "Grand Vefur" del Palais Royal oppure alle "Cirque" della 58 th East o magari sulla terrazza della "Tour d'Argent" sulla Rive Gauche ; posso anche tollerare una cena alla "Mère Catherine" della Place du Tertre  o al "River Café" di Brooklyn o magari allo "Chien qui fume" del Forum des Halles o persino al solito "Savini" in Galleria dove i prodotti hanno fatto migliaia di chilometri, dove i piatti sono complessi ed elaborati, dove il menù è scritto su carta a mano, dove c'è un maitre che ti illustra i piatti e un sommelier che sa discutere di vini, dove il cameriere non faccia il simpatico e dove non ti offrano l'amaro della "casa". Altrimenti a casa posso anche restarci.

 
 
 

LA NUOVA AURIGA

Post n°272 pubblicato il 12 Febbraio 2011 da Observateur

Ho avuto la fortuna di avere grandi insegnanti. Non ho scritto "buoni", né "comprensivi", ho scritto proprio "grandi". Uno di questi è stato Sebastiano Vassalli, il celebre scrittore. Un giorno durante un'interrogazione mi fece notare che gli antichi greci non furono mai antichi ma  moderni, antichi li consideriamo noi.  Abbiamo una grande difficoltà a comprendere la contemporaneità. Viviamo in una rivoluzione permanente e pochi sembrano  rendersene  conto. Noi potremmo essere la "classicità" dei nostri posteri e l'I-Phone potrebbe essere la nuova "Auriga di Delfi"...

Un'opera di Patrick Huges.

 
 
 

SUL TERRITORIO

Post n°269 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da Observateur

Un'immagine di Olimpia Zagnoli.

Non so esattamente quando ha preso piede l'abitudine di connotare con il complemento di luogo "sul territorio" ogni affermazione. Massimi utilizzatori del complemento sono gli assessori. Non si muove foglia che non sia ben piantata "sul territorio", ogni iniziativa è destinata "al territorio", ogni polenta è "del territorio" ma soprattutto ogni "ricaduta" è positiva "per il territorio. Mi sfugge dove si potrebbe mai  operare, creare, pensare, amministrare se non sul "territorio"? Un complemento di luogo assolutamente fuori luogo.

 
 
 

ODORI

Post n°262 pubblicato il 03 Febbraio 2011 da Observateur

La subway newyorkese in un disegno di Martin Lewis.

 

"...Non tanto a Milano, dove il metro è relatiamente giovane, quanto a Parigi, a New York o a Londra, dove il fenomeno si è stratificato in quasi un secolo, si produce quella indicibile mistura di odore di grasso, di freni surriscaldati, di caucciù che si mescola alle acque acide infiltrate dall'inquinamento urbano costruendo nel nostro apparato olfattivo il senso della metropoli, un odore comunqueche non ritroveremo mai fuori..." ("Io Donna" supplemento del Corriere della Sera, maggio 2009). Quali sono i vostri odori prediletti?

 
 
 

MAGNUS E ALTRE NUVOLE

Post n°257 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da Observateur

"Alex Barry non c'è più" è il titolo del fumetto che ricordo meglio di una vecchia lettura di gioventù, "Alan Ford" del grande Magnus. Ho scoperto casualmente  attraverso Facebook che potrei indovinare per molti amici la tipologia di fumetto amato in gioventù. Naturalmente qualcuno ne ha amato e ne ama più d'uno, è il caso dello scrivente ma in generale si resta legati ad uno in particolare. Quale fumetto avete amato? Ma soprattutto perché lo avete amato?

Il formidabile gruppo T.N.T di Magnus.

 
 
 

LA TOUR EIFFEL DELLA PIANURA

Post n°254 pubblicato il 21 Gennaio 2011 da Observateur

Domani è San Gaudenzio. A molti di Voi questo non dirà un gran che. San Gaudenzio è il patrono della mia città, Novara. Devozione a parte, la Basilica di San Gaudenzio è un complesso molto particolare, se possiamo usare questo termine. Una basilica cinquecentesca, un campanile settecentesco, la cupola ottocentesca (progettata da Alessandro Antonelli). Il post tuttavia vorrebbe porre l'attenzione su alcune tipologie architettoniche molto particolari presenti nel complesso: lo scurolo è una specie di piccola cappella riservata alle spoglie del santo patrono. Quello di San Gaudenzio è un piccolo capolavoro, un luogo molto suggestivo e pressoché sconosciuto. Il costruendo museo aereo della basilica dove verranno esposti gli strumenti di progettazione dell'ingegner Antonelli (posto sopra la volta della navata e ai piedi della cupola,  l'ardito campanile dell'Alfieri che fiancheggia la cupola (tra i più alti d'Italia). La cupola antonelliana coetanea della Touer Eiffel e della Mole antonelliana (nata come sinagoga e poi trasformata in edificio civico); era la cosiddetta "architettura degli ingegneri". Vi sono tuttavia opere a cui mai si fa cenno, sembrano cadute in un cono d'ombra. Naturalmente vi sono luoghi e cose  che entrano di diritto nel "patrimonio dell'umanità": i tarallucci di Montefiascone, i muretti a secco di Vallefiorita, i bigné di Vattelapesca...Per fortuna i miei concittadini sono gente riservata, asciutta, chiusa e non ne fanno un dramma. Carlo Mollino considerava la cupola è il suo complesso un luogo della surrealtà. Ma lui era Carlo Mollino (e per fortuna lo conosciamo in pochi.)

La costruzione della cupola in una foto di fine Ottocento.

 
 
 

OGGI, HANDKE

Post n°252 pubblicato il 20 Gennaio 2011 da Observateur

"...Felice dopo il lavoro, finì nel mondo degli hamburger..." (Peter Handke, "La storia della matita").

Un tempo sottolineavo i libri che stavo leggendo con rigore, quasi scentificamente. Le sottolineature costituivano una specie di percorso che consentivano di leggere tutto un libro solo attraverso le parti sottolineate avendo le proposizioni così ricomposte un senso compiuto. Dopo varie fasi, sono arrivato a leggere senza apporre alcun segno ai testi. Il risultato è lo stesso. Oggi scopro che sottolinerei cose diverse leggendo gli stessi libri e la suggestione di un periodo o una frase colto a caso mi sta la stessa identica soddisfazione. Credo ne sarete turbati, eppure è così.

Un'immagine di Scott Barry.

 
 
 

DOVE LEGGETE?

Post n°244 pubblicato il 13 Gennaio 2011 da Observateur

"...Numerosi lettori hanno ricordato anche l'ardua conquista di uno spazio per la lettura., che diventava quasi clandestino: quanti ricordi di di romanzi letti sotto le coperte, alla luce della torcia elettrica..." Prendo spunto da queste poche righe del bel libro di Michèle Petit, "Elogio della lettura" per chiedere a Voi, dove leggete?

Un'immagine da "Creative Review".

 
 
 

MORALE DELLA FAVOLA

Post n°239 pubblicato il 09 Gennaio 2011 da Observateur
 
Tag: MORALE

Quando mi accingo a redigere un post mi chiedo sempre se sia "giusto" o meglio se sia "funzionale" o "consolatorio" esporre ai visitatori del blog un proprio problema, uno stato d'animo, una preoccupazione. Tendiamo tutti da essere un poco egoisti e quando parliamo di questi problemi in realtà vogliamo parlare dei "nostri" problemi. Vogliamo alleviare la sofferenza nostra, meno condividere quella latrui. Insomma si tratta anche di un problema di tipo morale. Sì, morale, questo termine nella blogosfera è sempre usato nella sua accezione dispregiativa sotto forma dei termini quali "moralizzatore", "moralizzante", moralizzatrice" oppure come sostantivo seguito da una aggettivazione solitamente anch'essa usata in tono dispregiativo "la morale cattolica", "la morale consumistica", la "morale capitalista", ecc...La morale è una struttura del pensiero, rispondo quindi affermativamente alla mia stessa domanda, parlare del proprio "sè", è moralmente giusto, forse indispensabile se si vuol usare anche questa struttura del nostro pensiero...

Lego.

 
 
 

POST A OROLOGERIA

Post n°238 pubblicato il 08 Gennaio 2011 da Observateur
 

È singolare notare come alcuni post funzionino come un meccanismo ad orologeria. Prima o poi qualcuno te ne chiede conto. Quando va bene. Oppure ti arrivino decine di messaggi insultanti di "anonimi" visitatori che leggendo a ritroso le pagine del blog non perdono l'occasione di qualche invettiva velenosa (e, naturalmente, anonima). Questa questione ne porta naturalmente un'altra con sé, ed è la questione dell'anonimato. Perché un blogger dovrebbe rimanere "anonimo"? Per motivi di "sicurerzza" dice qualcuno. Sicurezza per chi? Forse che nella vita di tutti i giorni ci mascheriamo o ci presentiamo con un nome falso? Mandiamo lettere anonime o facciamo telefonate minatorie? Certo che no. E allora ecco che il blog diventa la valvola di sfogo di molte nostre vigliaccherie, della nostra pochezza, della nostra viltà. Questa è la specifica ragione per la quale la maggior parte dei miei ospiti non è utilizzatore di Facebook. Nel famoso social network l'anonimato è assolutamente inutile, ė una bomba senza detonatore. Qui invece tutti capitan Fracassa da quattro soldi...

Un'elaborazione fotografica di Gustavo Ramos.

 
 
 
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