Valuto il mondo e tutte le sue creazioni,
e vedo rappresentata una immagine
di ciò che siamo e ciò che saremo...

Ho percepito la Verità e ti svelo come puoi farlo anche tu
In due si adageranno su un divano: uno morirà, l'altro vivrà.

Qabbalah
Le idee fondamentali Sapienza della Verità e sua manifestazione
Dio e la Creazione
Tutti i cabalisti concordano sul fatto che non è possibile acquisire una conoscenza religiosa di Dio se non mediante la contemplazione della relazione tra Dio e la Sua creazione. Fedele a questa vocazione, mentre la maggior parte dei cabalisti affermavano che la Creazione ebbe inizio con un atto di espansione, nel XVI secolo Isaac Luria esordì affermando che in principio esisteva solo l'Aur Ein-Sof (la Luce Infinita) che colmava per intero l'Universo attestandosi sulla scena cosmica quale prima manifestazione di Dio, prima irradiazione della Sua Coscienza perfetta e infinita (in cui sono contenute tutte le combinazioni e possibilità dell'esistenza, di tutte le creature che verranno al mondo e di quelle che mai abbandoneranno lo stato della potenzialità). Non essendovi spazio per nient'altro, a questo punto l'Ein-Sof con un atto di volontà e d'amore operò una tzimtzum (contrazione della Luce) per potere emanare la sua energia (attraverso le Sephirot) in uno spazio vuoto dove la sua azione finita potesse esistere in modo separato dalla Sua Infinità. A questo riguardo, il testo principale della tradizione mistica ebraica, il "Sefer ha-Zohar" (Libro dello splendore), o "Zohar", rivela: Quando la volontà del Re [Ein Sof] iniziò a manifestarsi, lassù, nella luce pura, Lui incise dei segni. Nei recessi più nascosti una fiamma proruppe dal misterioso "Ein Sof", una nebbia in un mondo informe, né bianca né nera, né rossa né verde, totalmente priva di colore. Soltanto quando fu delimitata emise colori lucenti. Dalle profondità della fiamma sgorgò una sorgente, dalla quale scaturirono i colori, nascosti nel misterioso occultamento di "Ein Sof". La fiamma emerse, eppure non penetrò l'etere che la circondava. E non fu conoscibile fino a quando, da un punto sublime e nascosto, proruppe la luce. Al di là di quel punto vi è l'ignoto. Per questo è chiamato "Principio", la prima espressione del tutto.

Quando Dio vide che il suo popolo sarebbe perito perché non vedeva la Luce della Vita, Egli scelse i migliori di Israele affinché fossero loro a costituire la Luce della Vita brillando dinanzi ai figli degli uomini; i prescelti furono chiamati Esseni perché istruivano l'ignorante, curavano il sofferente e si radunavano alla vigilia di ogni settimo giorno per rallegrarsi con gli angeli.
Labirinto IL VIAGGIO INTERIORE
La religione è per chi ha paura delle fiamme dell'inferno, la spiritualità per coloro che ci sono già stati o hanno intenzione di andarci per rinascere a nuova vita.
Fin dal suo esordio, quasi cinquemila anni fa, il Labirinto ha stuzzicato la fantasia dell’uomo fornendogli un metodo per esplorare il suo infinito lato oscuro. Benché circoscritto all’interno di uno spazio apparentemente limitato, il labirinto suggerisce da sempre a chi lo osserva la possibilità di un viaggio oltre il confine del finito, oltre le colonne d’Ercole, verso una dimensione tutta da scoprire e forse anche da Re-inventare, in cui il coraggio e l'intuito giocano un ruolo fondamentale. Un arduo percorso interiore attraverso il quale l'individuo, come la Fenice, può rinascere dalle proprie ceneri.
Melchisedek Il giubileo decimo Apologia sacra dei giorni dell'Espiazione finale
Alla figura enigmatica di Melchisedek è collegata una vasta letteratura escatologica-apocalittica che trova riscontro anche nei Manoscritti esseni del Mar Morto. Gli Esseni, com’è noto, si preparavano per la guerra santa della fine dei tempi che avrebbe chiuso definitivamente il conto con i Figli delle Tenebre e avrebbe restituito ai Figli della Luce l’originario paradisiaco stato di cui godeva Adamo prima della sua clamorosa caduta. Ma tutto ciò non deve portare il lettore a credere che nelle intenzioni degli Esseni ci fosse quella di sovvertire un qualche potere costituito con la lotta armata, giacché le loro armi erano prettamente spirituali ed erano forgiate con una lega indistruttibile: il perdono. E' infatti in quest'ottica che deve essere inteso il papiro 11Q13 ritrovato a Qumran.


La verità ci renderà liberi
Non si contano le persone che disprezzano la verità... la considerano un lusso inutile, insostenibile o semplicemente impossibile da ottenere. Non sanno che farsene della verità. Taluni la temono quando non arrivano per loro disgrazia a disprezzarla. Ma il problema è che malgrado ciò costoro non possono fare a meno di servirsi del suo nome, o del suo simulacro, come pretesto per alimentare sistemi di potere che allevino in qualche modo le paure attraverso il controllo delle masse. Ma per fortuna a questo mondo vive un buon numero di persone che riesce ancora a comprendere che non vi è religione, filosofia o qualsivoglia altra forma di ideale o pensiero superiore alla verità, e questo quantunque frequenti le stesse biblioteche, gli stessi teatri, le stesse parrocchie, gli stessi convegni e compia gli stessi gesti dei primi. Non stiamo parlando di eroi, nè di figure leggendarie, ma semplicemente di uomini e donne che condividono ogni cosa: la letizia e gli affanni, ma soprattutto.... i sogni, ben consapevoli che il segreto della vita sia tutto lì. E' a loro che sono rivolte queste pagine e le speranze di tutti.

Dubium sapientiae initium
Il dubbio è l'inizio della sapienza, una volta bandito dalla mente tutto diventa possibile.
IL MIO SOGNO E' TUTTO DA INTERPRETARE

DEDICO QUESTE PAROLE ALLE FANTASTICHE AMICHE DEL MIO BLOG
Il triangolo rappresenta la nostra mente;
le palline bianche i nostri pensieri, e le palline colorate i nostri sogni.
Come potete ben notare i pensieri entrano nella nostra mente uno alla volta
dove subiscono una netta trasformazione.
Si moltiplicano e cambiano tono. Diventano di sette colori.
I colori dell'arco baleno, sinonimo di sogno.
La mente accusa il colpo;
soffre fortemente per il sovraccarico, e quando è sull'orlo del collasso,
gli espelle sotto forma di sogni.
Sogni che si disperdono nel vuoto.
Vagano all'infinito nello spazio alla ricerca dell’ovulo da fecondare.
Solo uno su un milione trionferà sugl’altri.
Fantasticare coi sogni è bello.
I sogni danno speranza.
La speranza di una vita migliore.
La speranza dell'amore eterno.
Vincenzo


Dov'è la tua mente lì sarà anche il tuo cuore non dimenticarlo mai

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Post n°280 pubblicato il 16 Maggio 2013 da cardiavincenzo
PRIGIONIERO IN QUESTO MONDO Oramai sono giunto ai confini del mondo, dove non mi è più dato modo o possibilità di proseguire il mio cammino. Tornare indietro non è contemplato nel DNA della mia specie. Mi dà da pensare, rifletto sul da farsi, ma non intravedo via d’uscita. E’ una calda notte di mezza estate, mi siedo sopra una roccia granitica, e il mio sguardo è rivolto verso la volta celeste, osservo il cielo: una quantità smisurata di stelle brillano nell’oscurità dello spazio infinito. A quella vista i miei occhi percepiscono l’immensità, la grandezza e la suggestività dell’universo, e dal profondo del mio animo, emerge un forte desiderio: “quello di raggiungerle”. Ben presto mi rendo conto che sto fantasticando coi miei pensieri. Riprendo coscienza della cruda realtà, consapevole che non mi rimane altro da fare che rassegnarmi a ciò che il destino m’ha riservato: “ non v’è modo o speranza di lasciare questo mondo, e accettare contro la mia volontà di uomo, l’essere suo prigioniero fino alla morte”. Meana Sardo, lì 16 maggio 2013 Vincenzo Cardia |
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Post n°279 pubblicato il 15 Maggio 2013 da cardiavincenzo
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Post n°179 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da cardiavincenzo
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Post n°76 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da cardiavincenzo
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Post n°40 pubblicato il 30 Novembre 2011 da cardiavincenzo
DEDICATO A TUTTE LE MIE AMICHE
Oggi ho deciso di dedicarmi a voi e farvi omaggio di questa mia piccola dedica per avermi accettato nel vostro cuore come umile amico. Amiche mie! Voi tutte siete straordinariamente meravigliose e uniche. Nella vostra semplicità di figura femminile avete dato lezione di come ci si deve comportare a cospetto dei propri simili, dimostrando di aver raggiunto, prima di ogni attesa, quella positività essenziale che vi colloca di diritto nel novero delle grandi personalità. Insuperabili nel manifestare la volontà di essere donna; per la vostra straordinaria voglia di vivere la vita; per la vostra naturalezza di gridare al mondo intero che voi ci siete, e che senza di voi non ci sarebbe vita. Tu! che fin dagli albori dell’umanità sei stata per questo mondo essenza di vita, come una madre lo è per il suo bambino. Tu! che hai afferrato per mano l’uomo, e con tanta pazienza e serenità l’hai condotto in questo lungo e tortuoso cammino fino ai nostri tempi, trasformandolo, con non poche difficoltà, in quell’essere meraviglioso che è oggi. Grazie a te, oggi, l’uomo, non è quell’animale che comparve sulla terra anni fa. Grazie per tutto quello che hai fatto e per quello che ancora ci darai.
Vincenzo Cardia
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